Il processo di crescita di ogni bambino è costellato di tappe fondamentali, ciascuna delle quali contribuisce in modo significativo allo sviluppo delle sue competenze cognitive, sociali e linguistiche. Tra queste, un ruolo di primo piano è rivestito dal gesto dell'indicare, noto come "pointing". Questa azione preverbale, in apparenza semplice, è in realtà un potente strumento comunicativo che emerge precocemente e getta le basi per l'acquisizione del linguaggio verbale e simbolico, oltre che per lo sviluppo del Sé. Tuttavia, l'assenza o le peculiarità di questo gesto possono essere indicatori importanti per la comprensione di alcune traiettorie di sviluppo atipiche, in particolare quelle legate ai Disturbi dello Spettro Autistico (DSA). È fondamentale, per questo motivo, che familiari e pediatri sappiano sempre cosa e dove guardare nel percorso evolutivo di un bambino.
Il Pointing: Un Gesto Fondamentale di Comunicazione Preverbale
Il pointing, dall'inglese "to point", cioè "puntare", è un'azione preverbale attraverso la quale il piccolo si serve del dito indice per indicare qualcosa. Questa forma di comunicazione non verbale è cruciale e rappresenta una tappa importante nello sviluppo del bambino. Con il pointing, infatti, i bambini cominciano a sviluppare le loro competenze cognitive, sociali e motorie. Si tratta di un gesto che, solitamente, anticipa o accompagna il linguaggio, assumendo un ruolo centrale nella sua acquisizione.
I tipi di pointing sono tradizionalmente ulteriormente divisi per scopo, tra puntamento imperativo e dichiarativo. Il puntamento imperativo è quello attraverso cui il bambino indica per chiedere qualcosa o per chiedere aiuto, desiderando ottenere un oggetto, che sia la palla, il ciuccio, un gioco, o altro. L'indicazione dichiarativa, invece, può essere ulteriormente divisa in indicativa espressiva dichiarativa, utilizzata per esprimere sentimenti su una cosa, e indicare indicativo dichiarativo, finalizzato a cercare informazioni su una cosa. Quest'ultimo tipo si manifesta quando il bambino nota qualcosa di suo interesse e vuole attirare l'attenzione su di esso, come un animale, un aereo, il mare, etc. È un gesto di curiosità, di stupore da parte dei bambini o anche un voler indicare con l'intenzione di scegliere.

Il pointing emerge generalmente entro i primi due anni di vita, alcune settimane prima della prima parola parlata del bambino. Questa comparsa precoce ne sottolinea l'importanza come precursore linguistico. Il comportamento del pointing è in genere tra 7 e 15 mesi di età, con una media tra 11 mesi e un anno. I genitori di figli di 8 mesi hanno riferito che il 33% dei bambini mostrava comportamenti di puntamento. L'indicazione di oggetti vicini di solito si verifica entro 11 mesi, mentre l'indicazione di un oggetto più distante si osserva tipicamente a 13 mesi. Questa progressione testimonia un raffinamento delle capacità spaziali e comunicative del bambino.
Già a 10 mesi di età, i bambini hanno dimostrato di passare più tempo a prestare attenzione ai nuovi oggetti quando sono indicati da altri, rispetto a oggetti che vengono semplicemente presentati a loro. Questo tempo aumenta se l'oggetto è anche etichettato verbalmente, evidenziando il forte legame tra il gesto di indicare e l'apprendimento del linguaggio. È interessante notare come l'indicare dai bambini sia associato ad un alto tasso di risposta verbale da parte degli adulti, specificatamente etichettando l'oggetto indicato. Questo crea un circolo virtuoso di comunicazione e apprendimento.
I neonati possono iniziare a indicare situazioni in cui nessun altro è presente, come una forma di espressione egocentrica, definita "indicante per sé". Questo è differenziato dal "puntare per gli altri", che viene fatto guardando un "destinatario" del pointing e fatto come un gesto comunicativo. Sotaro Kita specifica questa varietà di puntamento nel contesto di un gesto deittico, che viene fatto a beneficio di un pubblico, distinto da quelli che sono considerati "comportamenti superficialmente simili". I bambini hanno maggiori probabilità di indicare gli adulti che rispondono positivamente al gesto. A 16 mesi sono meno propensi a puntare su adulti che si dimostrano inaffidabili, adulti con oggetti errati che i bambini conoscono già nella parola corretta, dimostrando una capacità di valutazione dell'affidabilità sociale.
Lo Sviluppo del Gesto di Indicare nel Contesto Evolutivo
Lo sviluppo del pointing non è un evento isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di progressi neurologici e socio-emotivi. Lo sviluppo inizia durante la gestazione, con la formazione del cervello e delle altre strutture del sistema nervoso. I neuroni si connettono tra loro formando reti che consentono agli individui di raggiungere livelli di sviluppo sempre più complessi. L'assemblaggio di queste reti dipende da fattori genetici e dagli stimoli che le persone ricevono dal loro ambiente. Possiamo immaginare lo sviluppo come una scala a chiocciola, la cui base è l'asse dell'apprendimento comunicativo e dello sviluppo socio-emotivo.
PRE-REQUISITI del LINGUAGGIO: Cosa sono e perchè sono importanti per lo SVILUPPO LINGUISTICO
Le Prime Basi: Organi di Senso e Capacità Inziali
Nei primi mesi di vita, i bambini sviluppano rapidamente le capacità sensoriali e motorie che saranno fondamentali per il pointing. Alla nascita, l'occhio è immaturo e i bambini hanno la vista offuscata. Ma già a 20 giorni un neonato può fissare e avere una visione più nitida. Questa capacità di fissazione è un precursore essenziale per seguire la direzione dello sguardo altrui e del dito che indica. L'orecchio è già sviluppato dal quinto mese di gestazione: alla nascita i bambini conoscono già la voce della madre e delle persone che li circondano. Percepiscono gli stimoli attraverso la loro pelle: per questo hanno freddo, caldo e hanno bisogno di essere abbracciati. Hanno già anche il senso del movimento, ecco perché amano essere cullati.
Un'altra capacità precoce è quella di generare attaccamento: i neonati e i cuccioli di animali in generale suscitano tenerezza. Attirano lo sguardo degli adulti e la loro presenza risveglia la voglia di giocare, abbracciarsi, guardare, coccolare. Questa innata capacità di attrarre l'attenzione degli adulti è cruciale per le prime interazioni comunicative. Il gioco è il modo per imparare; è "il lavoro" di neonati e bambini. Un bambino che non gioca non impara. Il gioco è un'attività che diverte ed è mediata dalle emozioni, e i bambini si divertono a giocare con e senza giocattoli. La capacità plastica del sistema nervoso, cioè la possibilità di stabilire nuove connessioni per riparare un guasto, è massima in questa fase, sebbene diminuisca man mano che cresciamo.
Tappe Fondamentali dello Sviluppo Comunicativo e Sociale
Dalla Nascita a 3 Mesi: I Fondamentali del ContattoUn neonato dorme la maggior parte della giornata, ma progressivamente, rimane sveglio sempre più a lungo. Intorno ai 20 giorni di vita, i neonati iniziano a fissare lo sguardo su oggetti o persone di interesse. Questa pietra miliare dello sviluppo è conosciuta come "sorriso sociale" e compare prima dei due mesi di età. Da questo momento in poi un bambino cercherà lo sguardo degli altri. La capacità di guardare negli occhi si sviluppa presto, permettendo alle persone di sviluppare capacità comunicative e interazione sociale: guardando le altre persone possiamo dedurre il loro stato d'animo. Già a 2 mesi di età un bambino può seguire un oggetto girando la testa da una parte all'altra, e guardando un viso sorridente il bambino risponde con un sorriso. In questo periodo, il bambino emette suoni chiamati gorgoglii, pianti per esprimere le sue richieste. Guarda la bocca dell'adulto e imita alcuni movimenti del viso, e si calma quando sente la voce dei suoi cari. A livello motorio, ha movimenti scoordinati e reazioni involontarie, ma intorno ai 3 mesi impara già a tenere la testa. Il gioco preferito di un bambino in questa fase è tutto ciò che sente nel proprio corpo: carezze, sussurri.
Da 3 a 6 Mesi: L'Esplorazione del Sé e del Mondo CircostanteIl bambino sostiene già la testa e inizia a rimanere seduto. A partire dai 4 mesi acquisisce un maggiore controllo dei movimenti e capacità di coordinazione. Inizia a cercare di mettersi tutto in bocca: è il suo modo di vedere il mondo. In questa fase mostra un maggiore interesse per la comunicazione. Guarda dritto negli occhi e scopre che sorridere e cercare di parlare attira l'attenzione delle persone. Siamo di fronte a un bimbo che, sebbene sia pur sempre piccolo, comincia a conoscere se stesso e a riconoscere gli altri. I bambini imitano tutto e così imparano. A 4 mesi un bambino copia alcuni movimenti e gesti facciali, come sorridere o accigliarsi, un segno precoce di imitazione, una competenza fondamentale per l'apprendimento.

Da 6 a 9 Mesi: Le Prime Sillabe e la Differenziazione SocialeIl bambino a questa età inizia a stare seduto da solo e poi cerca di afferrare gli oggetti. È molto interessato a tutto ciò che lo circonda. Le persone attirano così tanto la sua attenzione che impara a distinguere tra volti familiari e sconosciuti. Gli piace guardarsi allo specchio ed è attratto dagli altri bambini. Riconosce anche il suo nome quando qualcuno lo chiama. A livello comunicativo, scopre che può emettere suoni diversi con la sua voce e inizia a pronunciare suoni vocalici: "a", "e", "o". Possono cominciare a ripetere anche le sillabe: ta ta ta. Questo è il periodo in cui la lallazione, altamente comunicativa, soprattutto dopo i 7-9 mesi, vede il bambino produrre sequenze di suoni facenti parte del sistema fonologico della lingua della cultura di appartenenza. Questo processo presuppone un lavoro d’integrazione intellettiva che include sia la capacità di porre attenzione che quella di comprendere il discorso degli altri.
Da 9 a 12 Mesi: L'Indipendenza e l'Intenzionalità ComunicativaIl bambino ha già più indipendenza: cerca di gattonare e cerca di stare in piedi da solo. La possibilità di allontanarsi dai genitori provoca ambivalenza. Gli piace guardare il viso e impara così a riconoscere le emozioni: capisce il NO quando viene detto con una faccia arrabbiata e una voce ferma. Comincia ad esprimere varie emozioni: ride, piange, condivide il piacere, capisce che le sue azioni generano effetti sugli altri. D'altra parte, diventa angosciato in presenza di estranei o quando è lontano dai suoi genitori. A livello comunicativo, balbetta ripetendo le sillabe, imita l'intonazione degli adulti, si diverte con le canzoni e prova a ballare seguendo il ritmo della musica. È in questo periodo che il pointing, il gesto dell’indicare, compare nel bambino normale fra i 12 e 18 mesi ed ha carattere d’intenzionalità comunicativa. È fondamentale per lo sviluppo del linguaggio verbale e simbolico, e per lo sviluppo del Sé. Infatti, il puntare il dito, comporta il riconoscimento e l’accettazione della distanza tra Sé e l’oggetto. Il gesto dell’indicare è accompagnato dalla verbalizzazione e ciò favorisce l’accettazione e il riconoscimento della distanza tra il dito e l’oggetto desiderato.
Da 12 a 18 Mesi: Le Prime Parole e il Gioco ImmaginativoA questa età i bambini camminano già in modo indipendente. Amano arrampicarsi e spingere oggetti. Fanno scarabocchi. Nello stesso momento in cui può muoversi autonomamente, compaiono le prime parole: inizia a dire mamma e papà per chiamare. Usa anche parole legate ai propri bisogni alimentari e per nominare altri parenti. I bambini di questa età trovano molti modi per comunicare, anche se parlano poco. Capiscono molto più di quanto possano esprimere a parole. Rispondono a comandi come: “dammi”, “prendi”, “siediti”. Si arrabbiano con il NO. Giocano imitandogli adulti e imparano a usare oggetti e giocattoli: fingono di parlare al telefono, dar da mangiare a una bambola, vestirla o farla dormire. Si aggrappano ai loro genitori in nuove situazioni. A 18 mesi, ai ragazzi piace consegnare oggetti ai genitori o indicare cose che li interessano: per esempio: un animaletto, un aereo, una macchina, un treno. Questo è un indicatore chiave per osservare il pointing dichiarativo.
Da 18 a 24 Mesi: Consolidamento Linguistico e MotorioA due anni i bambini acquisiscono maggiore sicurezza nei movimenti e nell'accesso alla lingua. Il bambino di 2 anni corre già in coordinamento senza cadere. Si diverte a calciare e lanciare una palla. A livello comunicativo, inizia a unire due parole: sostantivo e verbo. La dizione potrebbe non essere chiara o le parole non complete, ad esempio: "andiamo a casa", "voglio l'acqua". Capisce meglio i gesti e li usa per esprimere varie emozioni: giocosità, gioia, rabbia, tristezza. Soddisfa i comandi in un solo passaggio, ad esempio: “porta il tuo zaino”. Si interessa di immagini e storie, e può ordinare per forme e colori. Il pointing, in questo periodo, dovrebbe essere ben consolidato e utilizzato in maniera efficace per la comunicazione.
Da 2 a 3 Anni: Affinamento e SocializzazioneIl bambino si diverte a correre, si arrampica, salta, pedala sul triciclo. Comunica con frasi di 4 o 5 parole, ad esempio "andiamo a casa di Matteo". Ragiona, chiede perché, mette insieme puzzle da 3 e 4 pezzi. A livello di interazione sociale, condivide un giocattolo, imita gli adulti e gli altri bambini nei giochi e propone giochi agli altri. Ormai è un vero e proprio bambino che imita gli adulti e gioca a “essere grande”, scopre la lingua e riconosce il mondo delle emozioni.
Varietà Culturali e Comportamenti di Indicare Negli Animali
Il gesto di indicare non è universale nella sua forma e interpretazione. I gesti usati per indicare e la loro interpretazione variano tra culture diverse. In gran parte del mondo, indicare con l'indice è considerato maleducato o irrispettoso, in particolare per indicare una persona. Indicare con la mano sinistra è tabù in alcune culture. Puntare con una mano aperta è considerato più educato o rispettoso in alcuni contesti. Culture diverse possono puntare usando una gamma di variazioni sul puntamento del dito indice. In Giappone, il puntamento è fatto con le dita unite e il palmo rivolto verso l'alto; in Germania, solo con il mignolo. Gli indiani possono puntare usando il mento, la mano intera o il pollice. Potrebbero considerare il dito indice che indica maleducato, ma distinguere ulteriormente un punto usando due dita per l'uso solo a qualcuno considerato inferiore. Esistono anche forme più particolari, come il puntare con le labbra per "visibile e vicino" o il puntare con le labbra più un'inclinazione all'indietro della testa per "visibile e non vicino". Queste variazioni sottolineano la natura socialmente appresa e culturalmente mediata di questo gesto comunicativo.

C'è qualche disaccordo sulla natura dei comportamenti di puntamento negli animali. Miklósi e Soproni descrissero l'indicare come "un gesto comunicativo specifico per la specie umana", non regolarmente usato da altre specie di primati che vivono allo stato selvatico. Tuttavia, Leavens e Hopkins osservano che il comportamento di puntamento è stato osservato in cattività per una serie di specie. In alcuni, come le scimmie, la maggior parte di tali comportamenti è spontanea (il che significa senza un addestramento esplicito per farlo), ma si verifica solo raramente in altri, come le scimmie. Quando presente, questo può essere accompagnato dal monitoraggio visivo della persona con cui si interagisce, il pubblico del loro gesto, piuttosto che essere attento solo all'oggetto puntato. Questa osservazione evidenzia la complessità e l'unicità del pointing umano come gesto comunicativo intenzionale e socialmente orientato. Inoltre, è importante notare che il pointing dipende dalla visione e non viene osservato nei bambini ciechi dalla nascita, confermando la sua natura visuo-centrica.

Le osservazioni iniziali indicano che i bambini non udenti che acquisiscono l'uso della lingua dei segni americana (ASL) possono esibire comportamenti autoindicativi prima di udire i bambini che stanno acquisendo la parola, suggerendo che la necessità di comunicare può trovare vie alternative in assenza del linguaggio uditivo.
Il Pointing e le Caratteristiche nei Bambini con Autismo
Nei bambini con Disturbi dello Spettro Autistico (DSA), il gesto di indicare presenta caratteristiche diverse e spesso atipiche rispetto allo sviluppo tipico. I bambini con autismo mostrano differenze marcate rispetto agli altri e maggiori difficoltà nella loro capacità di interpretare il pointing come una forma di comunicazione e un segno di "qualcosa di interessante". Questo è simile alle difficoltà che possono sperimentare con altre comunicazioni deittiche, che dipendono da un'interpretazione della relazione tra oratore e ascoltatore o su particolari riferimenti spaziali.
L'omissione del gesto del pointing nei bambini rappresenta un indicatore significativo da considerare attentamente, poiché può segnalare la presenza di Disturbi dello Spettro Autistico (ASD). Alcune ricerche sullo sviluppo del linguaggio nelle psicosi precoci avanzano l’ipotesi che la mancanza del linguaggio verbale nei bambini affetti da autismo sia connessa all’insufficienza di comunicazione preverbale nelle prime fasi di vita. In particolare, il pointing e la lallazione sono molto importanti nell’interazione della madre con il bambino e la loro carenza può essere un segnale di allarme.
Il bambino autistico spesso sostituisce al gesto dell’indicare l’uso della mano dell’altro. Tale processo, suggerisce Tustin, emerge nel momento in cui il bambino avrebbe dovuto avviare la separazione del suo corpo da quello della madre e invece utilizza le parti di quel corpo come un prolungamento del suo. Il “prendere la mano dell’altro” potrebbe essere il frutto dell’identificazione adesiva: il bambino autistico s’“incolla” all’altro includendolo in un sé senza fine e utilizzando questa nuova appendice come un prolungamento di sé. Questa peculiarità nel modo di interagire con l'ambiente e con le persone, specialmente per ottenere ciò che desidera, è una delle caratteristiche che differenziano lo sviluppo.
PRE-REQUISITI del LINGUAGGIO: Cosa sono e perchè sono importanti per lo SVILUPPO LINGUISTICO
Segnali di Allarme e l'Importanza dell'Osservazione
Comprendere come avviene il processo di apprendimento nel bambino è fondamentale al fine di identificare il prima possibile quando qualcosa non sta andando bene. Chi entra in contatto con dei bambini piccoli (prima infanzia) dovrebbe controllare determinati aspetti dello sviluppo. È importante ricordare che i bambini possono sviluppare queste capacità in fasi diverse della loro vita, e l'assenza di un singolo segnale non è necessariamente diagnostica, ma un insieme di segnali merita attenzione.
I genitori possono porsi alcune domande chiave per osservare lo sviluppo del loro bambino e rilevare eventuali atipicità nel pointing e nelle aree ad esso correlate. Queste domande, spesso utilizzate in screening preliminari, mirano a valutare comportamenti usuali del bambino. Ad esempio:
- Se Lei indica qualcosa che si trova dall’altra parte della stanza (PER ESEMPIO, se Lei indica un giocattolo o un animale), il suo bambino/a guarda da quella parte? Questa domanda valuta la capacità del bambino di seguire lo sguardo e il gesto di indicare dell'adulto, un aspetto cruciale dell'attenzione congiunta.
- Il suo bambino/a indica con un dito per chiedere qualcosa o per chiedere aiuto? Questa domanda si concentra sul pointing imperativo, un'indicazione di intenzionalità comunicativa chiara per soddisfare un bisogno.
- Il suo bambino/a Le mostra delle cose portandogliele o tenendole in alto per fargliele vedere? Non per chiedere aiuto, ma soltanto per condividere? Questo indaga il pointing dichiarativo, la capacità di condividere l'attenzione e l'interesse verso un oggetto con un'altra persona.
- Se Lei gira la testa per guardare qualcosa, il suo bambino/a si guarda intorno per vedere che cosa Lei sta guardando? Questo è un altro indicatore di attenzione congiunta e di interesse per le intenzioni altrui.
- Se capita qualcosa di insolito, il suo bambino/a La guarda in faccia per capire come Lei si sente in quel momento? Questa domanda esplora la capacità di riferimento sociale e di comprendere le emozioni, competenze sociali strettamente legate alla comunicazione non verbale.
Altri segnali da considerare nel contesto dello sviluppo generale, che possono influenzare o essere influenzati dalla capacità di pointing includono:
- Il suo bambino/a gioca a “far finta che” (gioco di finzione)? Il gioco simbolico è collegato allo sviluppo cognitivo e linguistico.
- Il suo bambino/a mostra interesse per gli altri bambini? L'interazione sociale tra pari è un contesto importante per l'uso e la comprensione del pointing.
- Il suo bambino/a reagisce quando Lei lo/a chiama per nome? La risposta al proprio nome è un indicatore chiave dello sviluppo uditivo e dell'attenzione.
- Quando Lei sorride al suo bambino/a, lui/lei sorride a sua volta verso di Lei? La reciprocità sociale, come il sorriso, è un precursore della comunicazione più complessa.
- Il suo bambino/a La guarda negli occhi quando Lei gli/le sta parlando, sta giocando con lui/lei, o lo/a sta vestendo? Il contatto visivo è un pilastro della comunicazione e dell'interazione sociale.
- Il suo bambino/a cerca di copiare ciò che Lei fa? L'imitazione è un meccanismo fondamentale di apprendimento sociale.
Queste linee guida sono solo degli indicatori di un corretto sviluppo. Se tuo figlio mostra uno di questi segni o l'omissione del gesto del pointing, e il pointing, come anticipato, non si sviluppa entro i 2 anni di età, è importante segnalarlo ad uno specialista. Questo NON significa che tuo figlio abbia effettivamente un problema. In ogni caso, un risultato di rischio indicherebbe solo che per il bambino potrebbe essere interessante un consulto con un operatore sanitario. Tieni presente che i test dovrebbero essere eseguiti o controllati dal professionista sanitario in grado di valutarli. La tempestività nell'identificazione di eventuali difficoltà permette interventi precoci, che sono cruciali per supportare al meglio lo sviluppo del bambino.