La Sardegna, terra di antiche tradizioni e forte identità, ha visto nel corso degli anni un'evoluzione significativa nel suo panorama mediatico. Questa trasformazione è stata plasmata dall'intraprendenza di pionieri e dalla dedizione di professionisti, che hanno contribuito a creare un sistema di informazione e intrattenimento profondamente radicato nel tessuto sociale dell'isola. Tra questi spiccano figure giornalistiche di rilievo, la cui carriera si è intrecciata con la storia stessa delle emittenti locali. Un esempio significativo è Egidiangela Sechi, un volto noto del giornalismo sardo, che incarna la professionalità e la dedizione richieste da un settore in costante mutamento.
Egidiangela Sechi: Un Profilo nel Cuore di Videolina e l'Apprezzamento Nazionale
Egidiangela Sechi è una giornalista professionista che ha lasciato un segno distintivo nel panorama televisivo della Sardegna. Nata a Sindia, una località situata tra Macomer e Bosa, ha costruito una solida carriera nel giornalismo, divenendo un punto di riferimento per l'informazione isolana. È giornalista professionista dal 2002 e ha completato la sua formazione universitaria, distinguendosi per la sua preparazione e la sua capacità di comunicare. All'interno dell'emittente Videolina, ha ricoperto e ricopre ruoli di primo piano, agendo come conduttrice del telegiornale e inviata sul campo. La sua presenza è stata notata anche in eventi di grande risonanza, come la visita del Capo dello Stato a Oristano, presso il Teatro Garau, a testimonianza del suo coinvolgimento attivo negli avvenimenti più significativi della regione.

Videolina: La Televisione dei Sardi, Nascita, Evoluzione e Contributo Culturale
Videolina rappresenta una delle pietre miliari nel panorama delle emittenti televisive private in Sardegna, un vero e proprio simbolo dell'informazione e dell'intrattenimento regionale. Fondata da Nicola Grauso e Michele Rossetti, la sua nascita risale al 4 settembre 1975, un evento che si inserisce in un periodo di grande fermento per il settore dei media in Italia. La sua genesi è strettamente legata a quella di Radiolina, la prima radio libera della Sardegna, creata dagli stessi Grauso e Rossetti appena tre mesi prima, il 16 giugno dello stesso anno, in un piccolo appartamento di vico Duomo a Cagliari. Questo atto di coraggio imprenditoriale avvenne nonostante le esplicite intimazioni da parte dell'Escopost, l'ufficio del ministero delle Poste e delle telecomunicazioni incaricato del controllo delle emissioni radioelettriche, che all'epoca difendeva il monopolio statale.

Videolina - 18 novembre 2006 (Identità - La vera storia di Juan Piras Perón)
Le due stazioni, Radiolina e Videolina, seppero trasformare l'audacia iniziale in un'impresa economica di successo, fruttando ai suoi imprenditori un consistente ritorno derivante dalla raccolta pubblicitaria, che agli inizi veniva realizzata in maniera rudimentale. Tuttavia, la storia di Videolina è stata anche segnata da momenti difficili e cambiamenti. Nel 2000, in seguito alle vicende legate al sequestro di Silvia Melis, il fondatore Nicola Grauso decise di lasciare la gestione dell’emittente. In un'occasione, Grauso dichiarò: "Le mie aziende furono commissariate pur non avendo un decreto ingiuntivo ed un sequestro. La semplice azione di commissariamento e l'intenzione della Magistratura di volermi sottrarre giornale, radio e tv, furono sufficienti a destabilizzare le aziende e a farmi perdere il fisiologico sostegno da parte del sistema finanziario." Queste parole sottolineano le sfide e le pressioni a cui anche le realtà mediatiche più consolidate potevano essere sottoposte.
L'emittente ha continuato il suo percorso di modernizzazione e adattamento tecnologico. Dal 2004 Videolina ha iniziato a trasmettere sul digitale terrestre, inizialmente con una copertura limitata alla provincia di Cagliari. Nel 2006, grazie a un accordo con l'emittente oristanese Super TV Oristano, la copertura del mux digitale si è estesa anche alla provincia di Oristano. In seguito allo switch-off, avvenuto in Sardegna nell'ottobre del 2008, Videolina è riuscita a consolidare la sua presenza, disponendo di due multiplex: uno a copertura regionale, garantendo un'ampia diffusione del segnale, e un altro con una copertura più limitata.
Un ulteriore passo significativo nell'evoluzione tecnologica e visiva dell'emittente si è avuto a partire dal 25 novembre 2011, quando Videolina ha cominciato a trasmettere dai nuovi studi di piazza Unione Sarda, all'interno del complesso polifunzionale di Santa Gilla, adottando la modalità di trasmissione 16:9. Questo cambiamento ha portato a un restyling grafico completo, concluso il 1º gennaio 2013 con il restyling del meteo, che per un periodo, dall'ottobre 2008, era ancora in onda dai vecchi studi di viale Marconi. Questi aggiornamenti non si sono limitati all'aspetto estetico, ma hanno riguardato anche alcune produzioni, migliorandone la qualità e l'impatto visivo. Attualmente, l'emittente produce ben 3.500 ore di produzione l'anno, avvalendosi di una rete di 48 ripetitori che garantiscono una vasta copertura del territorio.
Videolina ha anche sviluppato una serie di canali tematici per ampliare la sua offerta. Videolina 2, introdotto il 30 luglio 2004 e inizialmente denominato "Dentro le notizie" fino al 19 ottobre 2008, era originariamente dedicato alle news di Videolina. Tra il 1º gennaio 2015 e il 3 maggio 2016 ha temporaneamente cessato le trasmissioni, mostrando prima un cartello che invitava i telespettatori a seguire l'informazione di Videolina sul canale 10, e poi un monoscopio. Dal 4 maggio 2016 al 29 aprile 2020, ha ripreso la stessa programmazione di Videolina, seppur con una qualità video inferiore. Dal 29 aprile 2020, trasmette la radiovisione di Radiolina (LCN 110). Successivamente, dal 15 novembre 2021 è passato all'LCN 99 e dal 1º gennaio 2023 è tornato in simulcast con Videolina. Infine, dal 24 aprile 2023, trasmette L’Unione TV, un canale all-news edito da L'Unione Sarda. Altri canali includevano Videolina 4, nato il 30 luglio 2004 e denominato "Commerciale" fino al 19 ottobre 2008, e Videolina 3, nato anch'esso il 30 luglio 2004 e chiamato "Agenda" fino al 19 ottobre 2008, divenuto poi Videolina Sport nell'ottobre 2011 e dedicato alla trasmissione dei principali eventi sportivi dell'isola, interrotto nel marzo 2014.
Per un certo periodo, dal 14 giugno 2013 al 20 dicembre 2018, Videolina non era più ricevibile via satellite, ma unicamente via etere e in streaming sul sito ufficiale dell'emittente. Questa decisione, come accaduto in precedenza per l'allora concorrente Sardegna Uno, fu probabilmente legata agli alti costi per la ritrasmissione del segnale sul satellite, evidenziando le sfide economiche che le emittenti regionali devono affrontare.
L'emittente è stata anche all'avanguardia nell'offerta di servizi interattivi, come il teletext. Il primo teletext di Videolina, attivo dal 20 febbraio 1989, si presentava con una grafica molto semplice e spartana, che in un certo modo ricalcava le prime grafiche utilizzate dal Televideo Rai fino al 10 novembre 1988. Un servizio più evoluto prese il via nell'autunno del 1995 grazie a una joint venture tra Videolina e Sardegna Uno, con l'obiettivo di proporre ai telespettatori delle due emittenti un teletext aggiornato e unificato nei contenuti. Anche in questo caso, l'indice ricalcava, con maggiore fedeltà, lo stile grafico impiegato nello stesso periodo dal Televideo della Rai. Il servizio disponeva di un gran numero di contenuti sempre aggiornati e di grande interesse per il pubblico. Tale servizio si interruppe nel 1998 su Videolina, mentre continuò a essere veicolato su Sardegna Uno fino alla sua dismissione, avvenuta il 30 novembre 2001. Successivamente, si assistette al ritorno dei teletext autoprodotti in loco, con la presenza di alcuni contenuti interamente in lingua sarda, come l'Almanacco e il Calendario. Trasmesso dalla primavera del 2003, questo servizio teletext era gestito dalla PM ProgettoMedia e dalla testata giornalistica ANSA, curato e veicolato in syndication dalle principali emittenti TV regionali, inclusa la stessa Videolina. Questa variante, pressoché uguale alla precedente se non per il nome modificato a causa della somiglianza con il Televideo Rai, è stato l'ultimo servizio teletext veicolato dall'emittente, sempre curato dalla PM ProgettoMedia con il supporto giornalistico dell'agenzia ANSA, in collaborazione con le principali emittenti TV locali.
Oggi, Videolina continua a essere un'entità dinamica e produttiva, realizzando 3.500 ore di produzione propria all'anno e 14 edizioni giornaliere del telegiornale in diretta, prodotte da cinque redazioni principali distribuite in tutta l'isola. Il palinsesto attuale include diverse rubriche e programmi di approfondimento che riflettono la vita e la cultura sarda:
- Oggi al mercato: condotto da Giulia Salis, offre una panoramica sul mondo dell'alimentazione in Sardegna, raccogliendo interviste tra clienti e commercianti e i pareri di medici e ristoratori per fornire consigli utili sugli alimenti, il tutto completato da curiosità e la ricetta del giorno.
- Sentidu: trasmissione ideata e condotta da Gianluca Medas, che ricostruisce la microstoria della Sardegna attraverso le testimonianze degli anziani, valorizzando la memoria storica e culturale dell'isola.
- Filindeu: trasmissione dedicata alla cucina tradizionale sarda, che attraverso la realizzazione di ricette, racconta le strategie alimentari ereditate dalla tradizione e l'evoluzione di una comunità.
- Tiri Liberi: La Sardegna a canestro: una finestra dedicata al basket isolano, condotta da Andrea Sechi, che segue gli eventi e le storie di questo sport nell'isola.Altri programmi e rubriche, come "Bambini Danza Estate" (antesignano di "Di Che Danza 6?") e "Sportclub Dagli Spalti" (spin-off di "Sportclub"), testimoniano la varietà e la vivacità dell'offerta.
La Squadra di Videolina: Dietro le Quinte di un Successo Duraturo
Il successo e la longevità di Videolina sono il frutto del lavoro di una moltitudine di persone, come testimoniato da Bepi Anziani, che ha ricoperto il ruolo di direttore per ben 26 anni. Anziani ha vissuto in prima persona l'avventura delle tv locali dagli esordi, iniziando la sua carriera giornalistica a Radiolina nel gennaio del 1978, introdotto da Ovidio Fioretti. A Radiolina collaborava ai notiziari radiofonici, e il suo lavoro si protraeva spesso ben oltre l'orario richiesto. Passava intere giornate, e a volte anche molte ore notturne, proponendo musica e mandando in onda telefonate degli ascoltatori, spesso insieme a Giacomo Serreli.

La redazione del telegiornale di Videolina, al tempo in cui Anziani vi approdò, era stata appena affidata a due giovani giornalisti provenienti da Tuttoquotidiano, Andrea Coco (allora capo) e Francesco Birocchi. Con loro lavoravano Mario Carboni e giovani ambiziosi come Andrea Frailis e Giacomo Serreli. Un programma settimanale di approfondimento era curato da Mauro Manunza, che offrì ad Anziani l'opportunità di realizzare alcuni reportage. La svolta nella sua carriera avvenne nell'estate del 1980, quando fu assunto a tempo indeterminato nella redazione del Tgs. In quel periodo, il direttore era Francesco Birocchi, dato che Coco era passato alla nascente Rai Sardegna nel 1979. Il trasferimento della sede da Via Martini a Viale Marconi aveva trasformato Videolina in una vera impresa editoriale. Nel 1983, anche Birocchi si trasferì alla Rai, e il suo posto di direttore del Tg fu preso da Sandro Angioni, il quale si occupava anche dei programmi televisivi. Tuttavia, il suo incarico durò appena un anno a causa di una divergenza con l'editore Grauso, che creò una crisi nella gestione dell'informazione.
Nonostante le difficoltà, Videolina riprese vigore. Ai pochi rimasti fedeli, come Andrea Frailis e Flavia Corda, si aggiunsero nuove leve come Maria Francesca Chiappe, Luigi Almiento, Stefano Salone, Giorgio Porrà, e molti altri che, crescendo all'interno dell'emittente, spiccarono poi il volo verso altri lidi informativi, anche a livello nazionale. Bepi Anziani, nel suo ricordo, menziona un lungo elenco di giornalisti, tecnici e collaboratori che hanno dato il loro contributo, tra cui Puppo Gorini, Nicola Scano, Giorgio Porrà, Susi Ronchi, Maria Francesca Chiappe, Stefano Salone, Luigi Almiento, Simona De Francisci, Andrea Sechi, Stefano Fioretti, Valerio Vargiu, Bruno Corda, Teresa Piredda, e, naturalmente, Egidiangela Sechi.
Il ruolo degli operatori di ripresa è stato fondamentale. Angelo Palla, passato da fotografo a Tuttoquotidiano alla TV nel 1979, è stato uno dei primi operatori a usare la mitica Hitachi GP5 per gli esterni. Michele Soru, partito dalle manutenzioni, è diventato operatore e poi direttore tecnico e operativo dell’emittente, coordinando la Pbm. Aveva in dote la prima regia mobile di Videolina, un furgone Fiat che ha svolto egregiamente il suo lavoro per un paio di decenni. Operatori come Alberto Chicca, Maurizio Carboni e Alessandro Nateri sono stati cruciali per il lavoro in esterna. Negli anni '90, Spanu e Ferrandu divennero i primi telereporter della TV, giornalisti con licenza di riprendere e montare i propri servizi. Nella regia del Tg si sono alternati in molti, tra cui Bastiano Deriu, Marcello Masala, Luisanna Pala, Paolo Loddo, Stefano Casti, Alessandro Morgante, Francesco Lattuca. Lo studio delle produzioni era il regno di Salvatore Tiddia e Paolo Santus. A completare la struttura vitale di Videolina vi erano gli uffici palinsesto e pubblicità, guidati da Antonio Costantino e Sesetto Cogoni, e poi definiti da Grazia Pilo con l'aiuto di Ettore Marongiu e Lucia Pala, e l'amministrazione.
Anziani ha anche ricordato i bei momenti legati alla copertura delle partite del Cagliari negli anni '80. Non esistevano le paytv; i diritti delle partite di serie A erano della Rai, che trasmetteva la sintesi la domenica sera. Videolina, invece, aveva i secondi diritti, ovvero la possibilità di trasmettere l'intera telecronaca degli incontri del Cagliari il giorno dopo la partita, il lunedì, poiché tutte le gare si svolgevano in contemporanea. Anziani stesso si occupava di discutere prezzi e condizioni con i dirigenti del Cagliari, ricordando con affetto il presidente Mariano Delogu e il suo vice Giorgio Di Matteo, e successivamente Tonino e Ninnino Orrù e Massimo Cellino, figure che hanno contribuito alla sua formazione.
Radiolina: L'Apripista Sarda e le Battaglie Legali per la Libertà d'Antenna
L'emergere delle emittenti private in Sardegna, come Radiolina, non fu un fenomeno isolato, ma si inserì in un più ampio contesto nazionale di fermento e desiderio di riforma nel settore dei mass media. Già nel 1972, si era formato un movimento di opinione che si proponeva di riformare il servizio pubblico radiotelevisivo della "Rai", mirando a una maggiore autonomia dalla politica e a un maggiore pluralismo. Figure intellettuali e giornalistiche di spicco contribuirono a questo dibattito. Pier Paolo Pasolini, ad esempio, nel dicembre 1973, dalle colonne del "Corriere della Sera", lanciò "Una sfida ai dirigenti della televisione" per sottrarre il controllo del mezzo all’influsso del governo. Eugenio Scalfari, direttore del settimanale “L’Espresso”, propose l'ipotesi di privatizzazione con l'articolo "E ora, libertà d’antenna!", sostenendo che "un regime di libera concorrenza fra radiotelevisione pubblica e canali commerciali privati, presenterebbe sicuri vantaggi". Anche Indro Montanelli denunciò la pesante "lottizzazione" partitica in seno alla "Rai", evidenziando una situazione di monopolio di fatto che limitava il pluralismo informativo.

Fu in questo contesto che Radiolina fece da apripista in Sardegna, ponendosi come antesignana nella lotta contro il monopolio della "Rai". L'atto costitutivo dell'emittente, la cui dicitura completa era "Radiolina Broadcasting Cagliari S.r.l.", risale al 4 agosto 1975, ma le trasmissioni erano già iniziate il 19 giugno in un appartamento di viale Colombo a Quartu Sant'Elena. I fondatori erano due studenti universitari, Nicola Grauso e Michele Rossetti, rispettivamente di ventisei e ventitré anni, senza alcuna precedente esperienza imprenditoriale. La società aveva un capitale sociale di 100.000 lire, con Nicola Grauso che deteneva il 60% delle quote e Michele Rossetti il restante 40%.

Radiolina si iscrisse nel 1975 al registro della stampa e cominciò a diffondere i primi notiziari sotto la direzione di Gian Giacomo Nieddu. La copertura sportiva era affidata a Patrizio Mulas, che trasmise via telefono dall’Olimpico di Roma la radiocronaca della partita di calcio tra Lazio e Cagliari, grazie a un accredito stampa per il quotidiano "Stadio". Anche il pugilato trovò spazio, con Cesare Corda che, l'11 novembre 1975, commentò in diretta dal Palalido di Milano il match tra Udella e Martin. Numerosi collaboratori contribuirono alle rubriche quotidiane, tra cui Francesco Atzeni, Ivano Conca, Martine Frey, Giacomo Serreli, Sandro Angioni, Erminio Saviola e Sergio Licheri. Il team tecnico includeva Roberto Demartis, Alessandro Sollai, Gianluigi Degortes e Sandro Marceddu.
La vera rivoluzione arrivò nel 1976, quando una nuova sentenza della Corte Costituzionale, la n. 202, ebbe una portata rivoluzionaria, consentendo ai privati la trasmissione via etere, purché questa non superasse l’ambito locale. Questo aprì le porte a un'esplosione di emittenti private locali, affiancando e talvolta surclassando l'emittente pubblica. Tuttavia, la mancata definizione dei limiti del "livello locale" divenne occasione di ulteriori interventi giudiziari, con i pretori di tutta Italia che cercarono di arginare il proliferare di antenne. L’assenza di norme regolamentari spinse una pluralità di piccole imprese commerciali ad affollare le poche frequenze disponibili, occupando spesso anche quelle già utilizzate da altre TV.
Questo portò a un "boom" delle radio private e alla stagione dei "cento fiori": nell’ottobre 1976 si contavano dieci emittenti radiofoniche situate a Cagliari e provincia. Oltre a Radiolina, tra le prime radio private sarde che iniziarono le loro attività nel 1975, si annoverano "Radio Rama Sound", "Radio Brasilia", "La Voce Sarda Radio", "Radio Iglesias", "Radio Emme", "Radio Gamma 102", "Radio Oristano", "Radio trasmissioni oristanesi (Rto)", "Radio Centrale" e "Radio Nord Ovest". Nel novembre 1975 iniziò le trasmissioni "Radio 24 Ore", fondata da Gian Giacomo Nieddu. Il 4 luglio 1976 esordì, trasmettendo dal quartiere Castello di Cagliari, la principale rivale di Radiolina, "Radio Sintony International", fondata da Augusto Schivo e Achille Loi. Nello stesso anno comparvero anche "Radio Uta Libera", "Radio Sassari Centrale", e molte altre.
Le nuove realtà radiofoniche e televisive locali significarono la presenza di pubblici, identità e gusti sempre più eterogenei, fino a una vera e propria segmentazione delle diverse platee di spettatori. Ciò portò alla riscoperta, da parte di molte comunità, di una propria appartenenza al territorio e alla propria cultura. Mentre la televisione pubblica aveva favorito l’unificazione linguistica del paese, le radiotelevisioni private valorizzarono le peculiarità linguistiche locali, con frequenti trasmissioni in dialetto, un elemento che caratterizzava anche la programmazione delle emittenti sarde.
Videolina - 18 novembre 2006 (Identità - La vera storia di Juan Piras Perón)
Mario Sechi: Una Carriera tra Informazione e Sfide Nazionali
Oltre a Egidiangela Sechi, il panorama giornalistico sardo e nazionale ha visto emergere un'altra figura di spicco con il medesimo cognome, Mario Sechi. Nato nel 1968 a Cabras, in provincia di Oristano, Mario Sechi ha intrapreso un percorso professionale che lo ha portato ai vertici del giornalismo italiano, spaziando tra quotidiani di rilevanza nazionale, settimanali, televisione e ruoli istituzionali. La sua carriera è un esempio di versatilità e costante impegno nel mondo dell'informazione.

Dopo questa parentesi sarda, nel dicembre del 2001, è ritornato al "Giornale", ricoprendo l'incarico di vicedirettore e capo della redazione romana, posizione che ha mantenuto per sei anni. La sua esperienza e la sua competenza lo hanno poi portato, nell'ottobre del 2007, a passare al settimanale "Panorama", dove ha continuato con l'incarico di vicedirettore e capo della redazione romana, consolidando la sua presenza nel giornalismo d'inchiesta e di approfondimento.
Nel percorso professionale di Mario Sechi si registrano ulteriori importanti tappe nel giornalismo quotidiano. Nell'agosto 2009 è stato nominato vicedirettore di "Libero", e successivamente, dall'8 febbraio 2010 al 9 gennaio 2013, ha ricoperto la prestigiosa carica di direttore del quotidiano romano "Il Tempo". Questa posizione ha rappresentato un culmine nella sua carriera direttiva all'interno della stampa nazionale.
La sua attività non si è limitata al giornalismo puro. Alle elezioni politiche del 2013, dopo aver lasciato la direzione de "Il Tempo", venendo sostituito da Sarina Biraghi, Mario Sechi si è candidato con il movimento politico di Mario Monti, "Con Monti per l'Italia". Nonostante l'impegno, il mancato raggiungimento della soglia di sbarramento della lista in Sardegna lo ha visto non eletto al Senato della Repubblica. Questa incursione nel mondo della politica ha evidenziato la sua attenzione per gli affari pubblici e il suo desiderio di contribuire attivamente al dibattito nazionale.
Dopo l'esperienza politica, Mario Sechi è tornato a dedicarsi all'analisi e al commento. Dal 2013 al 2017 è stato commentatore per il quotidiano "Il Foglio", apportando la sua visione su questioni di attualità. Nello stesso periodo, è stato anche autore e commentatore fisso di "Mix24" su Radio 24, con Giovanni Minoli e Pietrangelo Buttafuoco, dimostrando la sua capacità di spaziare tra diversi mezzi di comunicazione. Per la televisione, è stato autore e commentatore per "Sunday Tabloid", un programma settimanale di Rai 2, e ha commentato la settimana economica di "2Next", anch'esso programma settimanale di Rai 2, ampliando la sua influenza nel settore televisivo.
Mario Sechi ha anche contribuito con scritti al mensile "Prima Comunicazione", affrontando temi cruciali come il giornalismo e la privacy. Si è occupato ampiamente di politica interna e internazionale, ricoprendo il ruolo di consigliere d'amministrazione e coordinatore della commissione di politica estera della Fondazione Magna Carta. Ha scritto per la rivista "Aspenia" e ha tenuto conferenze a Washington e Roma sulle relazioni transatlantiche in collaborazione con istituzioni internazionali. La sua esperienza internazionale è stata arricchita dalla partecipazione all'International Visitor Program del Dipartimento di Stato degli USA e al NATO Program.
Autore della Mondadori, nell'ottobre 2012 ha pubblicato il saggio "Tutte le volte che ce l'abbiamo fatta". Dal 2017, dirige "WE - World Energy", un trimestrale del gruppo Eni dedicato alla geopolitica dell'energia, dimostrando il suo interesse e la sua competenza anche in settori specialistici. Più recentemente, ha ricoperto il ruolo di capo ufficio stampa di Palazzo Chigi dal 6 marzo 2023, per poi lasciare l'incarico nell'agosto 2023 per una nuova direzione a "Libero", e successivamente è stato nominato direttore responsabile di Agi. Nel luglio 2024, è stato annunciato che condurrà un programma in Rai, intitolato "Che magnifica impresa", confermando la sua costante presenza e influenza nel panorama mediatico italiano.
Videolina - 18 novembre 2006 (Identità - La vera storia di Juan Piras Perón)
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