Il viaggio verso la maternità è spesso percepito come un percorso lineare, quasi automatico, ma nella realtà dei fatti si rivela una trama complessa fatta di emozioni, attese e, talvolta, frustrazioni. Ancora una volta il test di gravidanza è negativo! Sono passati diversi mesi da quando hai deciso di provare a diventare mamma e non nascondi la delusione di fronte al responso dello stick. Improvvisamente ti sembra di veder spuntare pancioni da tutte le parti. “Sono forse l'unica a non riuscire a restare incinta?”, ti chiedi.

Praticamente tutte, poi, hanno la stessa preoccupazione dopo 5 o 6 mesi. Questa ansia da concepimento riguarda oggi molte più donne rispetto al passato: oggi, infatti, prima di pianificare una gravidanza, le ragazze pensano a completare gli studi, a individuare il lavoro giusto e a trovare il partner ideale. Ora che hanno realizzato tutto questo, in genere, è molto tardi.
L'impatto psicologico dell'attesa
Preoccuparsi eccessivamente se la gravidanza non si avvia, però, può essere controproducente. Come vivere, quindi, la ricerca di un bebè il più serenamente possibile? “Lo stress, in alcuni casi, può determinare una sterilità psicosomatica, come dimostrano le gravidanze che si instaurano quando, dopo vari tentativi, la coppia abbandona l’idea di fare figli oppure sceglie la strada dell’adozione”, spiega Roberta Giommi. “È come se si originasse un blocco che in qualche modo impedisse l’avvio della gestazione”.
L’orologio biologico è diventato oggi un segnale ansiogeno di qualcosa che non abbiamo fatto e che potremmo rischiare di non fare più e questo provoca inquietudine e paura. Che la fertilità diminuisca e che diventi più difficile avviare la gravidanza dopo i 35 anni è una realtà. D'altra parte, occorre riflettere sul fatto che ci sono state motivazioni personali o di coppia che hanno impedito di pensare a un figlio prima. Se il momento giusto è arrivato, è importante viverlo come una nuova scelta da gustare e non come un problema da affrontare con fatica e frustrazione.
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Intanto, i primi 4 mesi di tentativi sono considerati, in genere, il tempo di prova minimo, per cui non ha senso preoccuparsi. Già in questa fase, invece, molte donne vivono l'arrivo delle mestruazioni con grande delusione, una delusione che aumenta con il passare dei mesi. Trascorsi sei mesi - un anno, se il bambino non arriva è sicuramente consigliabile fare almeno gli esami di base per capire se qualcosa non va. Il suggerimento, intanto, è di aumentare la frequenza dei rapporti, di migliorare le modalità di incontro e di non trascurare la propria vita e i propri interessi.
La dinamica di coppia e il contesto sociale
Che la coppia funzioni è fondamentale. Oggi registriamo troppe separazioni con figli piccoli che dimostrano come spesso ci si ponga un obiettivo superiore alle proprie forze. Se la coppia è in crisi, i problemi non si risolvono mettendo al mondo un figlio. Se il pensiero del bambino che non arriva diventa un chiodo fisso, è importante cercare di distrarsi. Si può, ad esempio, provare a realizzare un 'sogno nel cassetto': organizzare un viaggio desiderato da tempo, imparare una lingua, fare un corso di teatro e così via. Dedicandosi ad altro, si evita di rimanere 'incatenati' alle proprie paure e si aumentano le probabilità che la gravidanza si verifichi.
Capita che i genitori, o i fratelli e le sorelle che hanno già avuto figli, gli amici e i vicini di casa facciano pressione sulla coppia riguardo alla scelta di avere figli. Si può rispondere loro, ad esempio, che la volontà è certamente quella, ma c’è bisogno di ancora un po’ di tempo. Può succedere, a questo punto, che qualcuno insista e critichi la coppia per la scelta di aspettare senza interrogarsi su eventuali problemi. Il conformismo è un'attitudine che porta al confronto e al timore del giudizio degli altri. Fare un figlio è prima di tutto una bella esperienza e una grande responsabilità. Non è un punto di arrivo o una meta da raggiungere.
Affrontare il primo rapporto: tra miti e realtà
Le donne che desiderano un figlio, in genere, sono le prime ad accorgersi dei pancioni che spuntano e dei bambini che nascono. Il pensiero a volte ossessivo le porta inevitabilmente a 'selezionare' le immagini, a vedere ciò che le altre donne hanno e loro no, a fare paragoni tra la loro frustrazione e il successo altrui. È importante, allora, cercare di allontanare questi pensieri. E tu provi ansia da concepimento?
La prima volta si affronta con dubbi, paure, a volte incoscienza ma può essere un momento fantastico se ci si approccia con il giusto stato d’animo. Prima di tutto chiariamo alcuni concetti su cui c’è tanta confusione: la prima volta non deve essere necessariamente dolorosa, molto dipende dalla serenità con cui si affronta. La vagina è composta da muscoli e se siamo tese anche quei muscoli si contraggono rendendo il rapporto sessuale doloroso. Altro mito da sfatare è che debba esserci un abbondante sanguinamento dovuto alla rottura dell’imene. Questo è una membrana elastica con un foro centrale che può avere molteplici varianti nella forma e nel grado di elasticità: un imene molto elastico può anche permettere il passaggio del pene senza sanguinamento.

Le malattie sessualmente trasmesse possono essere trasmesse anche durante il primo rapporto sessuale per cui conviene sempre utilizzare un preservativo. È normale provare ansia quando si affronta la sessualità per la prima volta. Molte ragazze riportano timori legati a gravidanze improbabili, come il timore che il contatto indiretto, ad esempio tramite fazzoletti o biancheria, possa in qualche modo causare una gravidanza. Tali preoccupazioni sono spesso espressione di un'ansia fobica, che non trova riscontro nella realtà biologica.
Prevenzione e salute: il percorso preconcezionale
La gravidanza rientra tra i periodi più belli in assoluto della vita di una donna e, di conseguenza, di quella di una coppia; per far sì che lo sia davvero, è opportuno che si faccia attenzione ad alcune cose ancora prima del concepimento, in modo da garantire massima salute e sicurezza sia alla mamma, che al bambino. Procedere con una gravidanza senza aver effettuato i dovuti controlli e le analisi necessarie è una scelta azzardata e alquanto irresponsabile.
Tra i 18 passi fondamentali, la visita preconcezionale è il pilastro centrale. Si può prenotare sia dal medico di famiglia, sia direttamente dal ginecologo e serve a valutare la storia clinica della mamma e della famiglia, lo stato di salute di entrambi i futuri genitori ed eventuali farmaci assunti. Il medico esamina le vaccinazioni, testa l’immunità a malattie infantili come varicella e rosolia e compie gli opportuni approfondimenti.
Il Toxo-test consente di sapere se la mamma possiede gli anticorpi contro la toxoplasmosi, una patologia che, se contratta in gravidanza, potrebbe compromettere lo stato di salute sia della mamma, che del bambino. Parallelamente, il pap-test permette di escludere patologie a carico della cervice uterina, mentre il tampone vaginale serve per individuare eventuali infezioni.
Nutrizione e stile di vita
L’acido folico va assunto a partire già da un mese prima dei rapporti non protetti. La sua azione è molto importante nella prevenzione dei difetti del tubo neurale del bambino, come la spina bifida. Il dosaggio giornaliero raccomandato corrisponde a 0,4 mg al giorno ma, in alcuni casi, si può arrivare anche a 4-5 mg.
Inoltre, l’alimentazione deve rispettare i giusti criteri di qualità e quantità. Gli alimenti da prediligere sono quelli ad alto contenuto di folati e vitamine come le verdure a foglia verde, i legumi e la frutta. Il pesce si rivela una valida fonte di acidi grassi omega-3, ma potrebbe anche contenere mercurio: è consigliato scegliere specie controllate come aringa, trota, salmone e sardine. Smettere di bere e fumare è imprescindibile, poiché le sostanze nocive aumentano il rischio di aborto spontaneo e parto prematuro, influenzando negativamente anche la fertilità stessa.
Gestione delle ossessioni e del benessere mentale
Il desiderio di diventare genitori è profondamente radicato nell’essere umano. La sensazione di non essere in grado di concepire può portare a una serie di emozioni conflittuali come la frustrazione, la tristezza, la colpa e persino la vergogna. È cruciale riconoscere e accettare queste emozioni come parte del percorso. Il primo passo per superare la frustrazione di un test di gravidanza negativo è quindi proprio quello dell’accettazione.

Quando il timore di una gravidanza è del tutto infondato eppure prende il sopravvento su tutto, peggiorando notevolmente la qualità della vita, diventa opportuno chiedere aiuto a una figura qualificata, esperta in disturbi d'ansia. Se il pensiero del bambino che non arriva diventa un chiodo fisso, è importante cercare di distrarsi. L'ansia tende a ingigantire scenari improbabili e a farli sembrare concreti, generando un circolo vizioso di controllo e paura. Le ossessioni vanno infatti affrontate e risolte con l’aiuto di uno specialista, perché solo così diventa possibile recuperare equilibrio e serenità, a tutto vantaggio della qualità della vita.
In sintesi, il percorso verso il concepimento richiede pazienza, cura del corpo e, soprattutto, una sana gestione della propria salute mentale. Non esistono scorciatoie magiche, ma una combinazione di consapevolezza biologica, stili di vita equilibrati e supporto professionale può trasformare un periodo di incertezza in un cammino più sereno verso il proprio desiderio di maternità. Ogni corpo ha i suoi ritmi, e rispettarli è il primo atto di amore che una futura madre può compiere verso se stessa e verso il figlio che spera di accogliere.