Guida completa sulla gestione della gravidanza non programmata: aspetti emotivi, normativi e di supporto

La gravidanza indesiderata è molto più frequente di quanto si possa immaginare. Le motivazioni che inducono una donna a cercare una gravidanza e a diventare finalmente mamma sono solitamente legate al desiderio di maternità, al fatto di essere sposata o fidanzata con l’uomo giusto o all’avere un lavoro fisso. Spesso, però, per incoscienza o per errore, molte tappe vengono tagliate da un’imminente gravidanza indesiderata che provoca inevitabilmente turbamento, non solo nella vita della giovane donna ma anche in quella del partner e dei genitori di entrambi.

illustrazione astratta che rappresenta il bivio decisionale e l'emotività legata alla gravidanza

L'impatto emotivo e la gestione del dialogo nella coppia

Di solito il primo pensiero va ai genitori. Più complicato, invece, diventa comunicare la notizia al partner perché le situazioni possono essere svariate. Nella maggior parte dei casi si ha una relazione consolidata, ma numerose sono anche le gravidanze dovute a rapporti occasionali che rendono difficile determinare la paternità o far in modo che la gravidanza sia accettata. Per prima cosa, se si ha anche il minimo sospetto di essere incinta, sarebbe bene parlarne con il proprio partner. Condividere le paure e comprendere quali sono i suoi pensieri in merito può aiutare a capire come affrontare la situazione nel caso si decida di comunicargli la notizia in seguito.

Un consiglio potrebbe essere quello di fare un test di gravidanza con il partner, perché apprendere la notizia insieme può essere meno difficile che trovare le parole giuste per dirlo poi. Davanti a una scoperta di questo tipo, un ragazzo si sente spesso impaurito e impotente poiché, alla sua età, non ha le risorse per creare una famiglia e darle stabilità; per questo tenta di tirarsi indietro proponendo la via dell'aborto. Per quanto sia difficile per la giovane donna realizzare di essere incinta, è importante non puntare il dito contro il partner, perché anche lui ha bisogno di essere rassicurato. La sua reazione e le sue parole sono sicuramente dettate dal timore. L'uomo, infatti, vive un maggior senso di responsabilità nel costruire una famiglia e sente il dovere di proteggere e sostenere sia la compagna sia il futuro bambino. Non bisogna tralasciare di rendere partecipe sempre il proprio partner nel corso della gravidanza, aiutandolo ad accettare il bambino che nascerà e preparandolo a diventare padre.

La prospettiva psicologica: il "grembo psichico"

È fondamentale comprendere che la gestazione comporta spesso nella donna ambivalenze e paure anche molto forti. La cosa più importante è che il dialogo fra i partner non venga meno, perché affrontare insieme la paura è il modo migliore per superarla. Se questo non dovesse bastare, è consigliabile rivolgersi a una psicoterapeuta esperta ed empatica che possa aiutare la donna a dar voce alle sue inquietudini e alla sua estraneità nei confronti del bambino, in modo da preparare dentro di sé quel “grembo psichico” che è altrettanto importante del grembo biologico.

Lo chiamiamo “grembo” proprio perché è uno spazio fondamentale per accogliere il bambino, fatto di sogni, di progetti e di fantasie. Questa fase di desideri viene a mancare quando il figlio è concepito per un errore contraccettivo; la futura mamma può allora provare incertezze e paure più intense. La psicoterapia può proseguire per qualche mese, in parallelo ai controlli medici, in modo da monitorare la situazione e bloccare sul nascere un’eventuale depressione post partum. Diventare genitori è un passaggio che richiede molto impegno, non solo verso il bambino, ma anche verso il partner.

L'importanza del supporto psicologico nella PMA

L'interruzione volontaria di gravidanza: quadro normativo in Italia

Dal 1978, in base alla legge 194, ogni donna ha la possibilità di richiedere l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, familiari, sociali o economici. L’IVG avviene all’interno delle strutture sanitarie pubbliche. Per accedere al percorso, la donna può rivolgersi al Consultorio, preferibilmente della propria zona di residenza, dove riceverà accoglienza, informazioni, counselling e verrà fissato un appuntamento con il ginecologo.

Il medico fornirà tutte le informazioni necessarie sulle metodiche di esecuzione dell'IVG e rilascerà un documento dove si prende atto dello stato di gravidanza e della volontà di interromperla. Per legge, è necessario attendere sette giorni tra il rilascio del documento e l’esecuzione dell’interruzione di gravidanza. Se la donna è minorenne, è necessario l’assenso dei genitori; in mancanza di questo, l'equipe consultoriale preparerà una relazione per il Giudice tutelare.

Le tecniche di esecuzione dell'IVG

Esistono due modalità principali per eseguire un'interruzione di gravidanza:

  1. Metodo farmacologico: Può essere praticato fino a 63 giorni (9 settimane) dall'ultima mestruazione, in assenza di controindicazioni. Il procedimento avviene in due fasi: dapprima si assume il Mifepristone (noto come Ru486), che interrompe la gravidanza, e dopo 48 ore si somministra un analogo delle prostaglandine per indurre il distacco e l'espulsione del materiale del concepimento. La sintomatologia è assimilabile a quella di un aborto spontaneo.
  2. Metodo chirurgico: Comporta un ricovero in day hospital. L’intervento viene effettuato in anestesia in sala operatoria e consiste nell'aspirazione del materiale embrionale e placentare dalla cavità uterina.

Dopo i primi 90 giorni, l’interruzione è possibile solo in presenza di un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna o in caso di rilevanti anomalie o malformazioni fetali.

Responsabilità genitoriale e quadri giuridici

La questione giuridica riguardante i "padri ingannati" - ovvero padri che sostengono di essere stati tratti in inganno in merito all'uso di contraccettivi - è stata chiarita dalla giurisprudenza. La Corte di Cassazione ha stabilito che la paternità è attribuita come conseguenza giuridica del concepimento e che l'elemento biologico è esclusivamente decisivo. Non occorrendo una cosciente volontà di procreare, nessuna rilevanza può attribuirsi al "disvolere" del presunto padre.

La scelta dell'interruzione di gravidanza deve essere del tutto spontanea e non può mai essere imposta, né rileva la volontà contraria o favorevole del padre. Nel caso in cui il padre non voglia riconoscere il figlio, la madre o il figlio stesso possono adire il Tribunale per ottenere un riconoscimento giudiziale di paternità. Il rifiuto ingiustificato da parte del presunto padre di sottoporsi al test del DNA può essere utilizzato dal giudice come argomento di prova per determinare la paternità. Una volta accertata, il genitore è tenuto al dovere di mantenere, istruire ed educare il figlio, in proporzione alle proprie risorse economiche.

diagramma che illustra il percorso legale e decisionale in caso di gravidanza

Fattori di rischio e prevenzione nelle giovani donne

Una storia di gravidanze indesiderate ripetute, specialmente in età adolescenziale, può essere attribuita a diverse cause non solo psicologiche. L'uso inefficace dei contraccettivi, come il coito interrotto o l'uso incoerente di preservativi e pillole, rappresenta un fattore di rischio significativo. Gli studi indicano che la violenza sessuale infantile e la bassa autostima sono significativamente correlate all'uso inefficace dei metodi di contraccezione.

Per ridurre tali rischi, è essenziale pianificare la contraccezione tempestivamente. In molte regioni italiane, la contraccezione nei due anni successivi all’IVG è gratuita per le donne iscritte al SSN, per le residenti e per le studentesse universitarie. L'educazione, la continuità scolastica e il supporto psicologico giocano un ruolo fondamentale nel proteggere le giovani donne e nel permettere loro di compiere scelte consapevoli per il proprio futuro.

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