Giochi e tecniche per cullare e crescere i bambini: percorsi di sviluppo, benessere ed emozioni

Lo sviluppo del bambino è un processo complesso. Alcuni dei suoi aspetti motorio, conoscitivo, motivazionale.. Partendo dalla consapevolezza della competenza innata di ciascun bambino, Pikler ha posto grande attenzione al tema dello sviluppo motorio: il movimento è per il bambino molto più che un piacere funzionale, è lo strumento e il mezzo di espressione del suo orientamento nell’ambiente, dei suoi atti intelligenti, dei suoi comportamenti sociali e dei suoi sentimenti. Il movimento libero, basato sull’attività autonoma, favorisce nel bambino la scoperta delle sue capacità, l’apprendimento diretto a partire dalle scoperte compiute, la costruzione della propria immagine corporea. Per conquistare ogni abilità, è necessario avere il tempo di esercitarsi.

bambino che esplora un ambiente stimolante e sicuro su un tappeto morbido

In un angolo della casa che può essere la sala o la sua cameretta, posate a terra un tappeto con uno spessore di qualche centimetro; no, quindi, a tappeti troppo morbidi, che oppongono molta resistenza ai movimenti del bambino, ma comunque comodo e morbido. Deve essere sufficientemente grande da permettere al bambino un certo raggio d’azione. Accanto al tappeto, se possibile, montate uno specchio orizzontale in cui il vostro bambino possa specchiarsi; uno scaffale con ripiani ampi, non più alto del bambino, che gli permette di vedere gli oggetti e una volta che sarà in grado di prenderseli potrà gestirli in autonomia.

Il nutrimento attraverso i sensi e il contatto

Ci dev’essere qualcosa di stranamente sacro nel sale. Tempo permettendo, concedersi una pausa riempendo la vasca di acqua calda è una piacevole coccola per adulti e bambini, soprattutto se a tenere compagnia sono i profumi dei Sali pronti a rilassare il corpo e liberare la mente. Per produrre i sali da bagno profumati servono pochi ingredienti. Iniziate a preparare il colore giallo tagete: fate cuocere una tazza di petali di tagete in una tazza d’acqua, portandola a ebollizione, per poi continuare la cottura a bassa temperatura per circa 15 minuti, mescolando frequentemente. Ora potete procedere con il produrre i Sali da bagno: mescolate il sale grosso con “l’inchiostro” dei tageti e lasciate asciugare il tutto in una ciotola scoperta, mescolando ogni tanto. Occorrerà all’incirca un giorno intero. Unite le 5 gocce di essenza di limone e i fiori secchi, chiudete il tutto in un bel vaso a chiusura ermetica ed è fatta!

La pelle è la parte più estesa e sensibile del nostro corpo; attraverso la pelle e il senso del tatto stabiliamo le relazioni con il mondo esterno. Il massaggio, inteso come manipolazione del corpo del bambino, permette alle mamme di rafforzare il legame con i bambini e di cercare un modo di comunicare molto profondo. Con i bambini più piccoli: assicuratevi di assumere una posizione comoda e avere una temperatura adeguata, sia dell’ambiente sia delle mani. Svestite il bambino lasciandolo in body. Iniziate a spalmare un po’ di crema sulle vostre mani, lasciando che il bambino osservi i vostri gesti; man mano che i bambini prendono confidenza, provate a spalmare un po’ di crema ad esempio sulle sue gambe. Invitate il bambino a provare a spalmare la crema su di sé o su di voi.

Con i bambini più grandi: sempre nell’angolo morbido, potete dare al bambino un barattolo di crema (di quelli con il tappo a vite, non un tubetto!) in modo che il bambino possa gestirla in autonomia; se non avete a disposizione un barattolino, potete mettere un po’ di crema fluida in una scodellina.

Il massaggio neonatale - seconda parte

Gioco simbolico e imitazione come strumenti di crescita

Il “Gioco simbolico” crea un terreno d’incontro tra realtà e finzione, in cui noi e i bambini possiamo intraprendere dei ruoli, mettere in atto scene di vita quotidiana riviste ed elaborate attraverso le “lenti” della nostra percezione personale e della nostra fantasia. I bambini crescono e imparano le competenze che saranno utili nella vita osservando il mondo attorno a loro, in particolare imitando le azioni e i comportamenti a cui gli adulti dedicano maggior cura. È, quindi, importante e naturale che un bambino, maschio o femmina che sia, voglia giocare con le bambole, prendersene cura, vestirle e cucinare: attraverso questa azione elabora e prende maggior consapevolezza di ciò che in modo amorevole viene dato a lui. Giocare con le bambole non è una prerogativa di genere: anche i bambini maschi hanno piacere a giocare con le bambole!

Una bambola in cui il bambino possa rispecchiarsi gli consente di mettere a fuoco la rabbia, la gioia, la paura, la frustrazione, la gelosia. Permette al bambino di “sfogare” queste emozioni sulla bambola, ma soprattutto di rivedere in lei stessa, nella sua espressione, le stesse cose che prova lui. Un altro consiglio importante è questo: trattate sempre le bambole con delicatezza, perché i bambini ci guardano. Dal punto di vista cognitivo, giocare con le bambole è fonte di stimoli infiniti! Molti bambini quando giocano con le bambole amano fantasticare e creare delle vere e proprie trame. Grazie alle storie create con le bambole i bambini ampliano il loro vocabolario e la capacità di prendere l’iniziativa. I bambini amano usare le bambole per divertirsi ma sulla base di quelle che sono le vicende reali; molti bambini, ad esempio, le utilizzano per affrontare al meglio una lite!

Per i bambini molto piccoli la bambola, o il pupazzo o talvolta persino un lembo di lenzuolo, sono un “amico” che si può portare sempre con sé e che fanno compagnia anche quando la mamma o il papà non sono lì a rassicurare e rasserenare. La bambola rappresenta un legame forte e molto reale che permette al bambino di essere traghettato attraverso le paure, le fatiche e le prove quotidiane. Dai 12-15 mesi di età i bambini iniziano ad apprezzare, gradualmente, il gioco simbolico, ovvero un gioco di finzione: giocare a ‘fare finta di’. Il nostro compito è predisporre l’ambiente e poi lasciare che i bambini lo vivano con estrema creatività. Potete prendere spunto dal Metodo Montessori, prediligendo materiali naturali come il legno, predisponendo l’ambiente in modo che tutti i giochi siano ad altezza bambino, in modo che lui possa prenderli ma anche riordinarli dopo aver giocato. Ogni cosa deve avere un suo posto su uno scaffale o in un cesto. Non serve acquistare chissà quanti materiali! Potete iniziare prendendo spunto da attività di vita pratica, in cui bastano oggetti di uso comune già presenti nella nostra casa.

La cura delle emozioni e la riorganizzazione degli spazi

Da qualche giorno abbiamo riaperto i nidi! Abbiamo accolto le famiglie, vecchie e nuove, cercando di avere cura, innanzitutto, delle relazioni. Abbiamo messo grande attenzione e cura nell’allestimento degli spazi, che devono garantire un adeguato distanziamento e, contemporaneamente, supportare lo scambio e l’incontro in sicurezza: dalla zona dedicata al triage in ingresso, alla disposizione degli armadietti dei bambini, all’allestimento degli angoli di gioco, ci siamo fatte guidare da questo pensiero di tutela di tutti, bambini e adulti.

Fa male la gola? ci curiamo! Prendiamo una storta? ci curiamo! E quando a star male non è un organo ma è la nostra mente? Quando la sofferenza ci blocca, i pensieri non ci lasciano soli. E’ importante che la cura di noi passi anche dalla cura delle nostre emozioni, del nostro pensiero. Una frattura necessita di un certo periodo per potersi ricomporre, ma, nel frattempo, come sta un individuo che non si può muovere, che non può mantenere le proprie relazioni sociali, che si ferma per forza? Troppo spesso, siamo abituati a pensare alle cure come a una serie di azioni necessarie per mettere a posto qualcosa che non funziona, uno stato di sofferenza, una patologia. Andare in auto responsabilmente significa evitare un incidente, non far male a sè stessi, non fare male agli altri, evitare situazioni di traffico pericolose, costi per i soccorsi e per le cure necessarie a riabilitare uno stato di sofferenza. Detto questo cosa significa “avere cura” quando si lavora con i giovani e, in particolare, con gli adolescenti? Non lo so, è troppo vasto lo spazio nel quale ci si muove per semplificare evitando di cadere nella banalizzazione. Aver cura per non mettere in pericolo sè stessi, gli altri, per non finire nelle maglie della giustizia, per non avere relazioni costanti e pericolose, con personaggi che del non rispetto delle regole, del non avere cura, fanno il loro stile di vita.

Prendersi cura impone, la difficile abitudine, del saper apprezzare la fatica, in quanto ogni cosa bella, ogni progetto importante da percorrere, con un obiettivo da raggiungere, richiedono la conoscenza e il rispetto della fatica e di imparare, con calma e attraverso gli errori, a dare un ruolo e un senso alla rinuncia, anche momentanea. Siamo come alberi che si trovano ad affrontare la prova dell’autunno. Cosa tenere? cosa lasciare andare? In equilibrio con il dentro ed il fuori, nella scelta di ridefinirsi e crescere, lasciando cadere ciò che è servito, ma non serve più. Cos’è la nostra linfa? Quando abbiamo pensato a questo percorso avevamo chiara l’utilità di questa offerta: offrire uno spazio di parola ed elaborazione che permettesse ai lavoratori di prendersi cura di se’ stessi, e quindi metterli nella condizione di prendersi cura dell’altro. Paura? timore? fatica? isolamento? sì, abbiamo parlato anche di questo.

Siamo divisi tra chi ha cominciato ed ha sperimentato la possibilità di lavorare puntando alla creatività e chi ha ancora paura.. ci riconosceranno con le mascherine? ci chiedevamo mesi fa. Sì, lo fanno e sono in grado di andare oltre la momentanea copertura di ciò che per noi era strumento principale di lavoro: il viso. Sorridiamo con gli occhi, impariamo ad utilizzare la postura ed il tono della voce, quindi siamo invitati a lavorare di più, a studiare ed osservare ogni nostro movimento. Quindi, più che modificare le condizioni di lavoro, si apre la scena a che lavoro vogliamo portare avanti, che professionisti vogliamo essere; cosa vorremmo portare stabilmente nella nostra “valigia degli attrezzi” e di cosa vogliamo liberarci, su cosa possiamo cedere e su cosa, invece, vogliamo batterci per rendere l’occasione educativa e formativa piena. Non esistono più le barriere tra settori, ma esistono professionisti che, partendo dalle proprie fragilità, possono scambiarsi idee ed esperienze e ripartire dalla cura per rifondare la loro esperienza. Si può sempre scegliere: tutto è un’unica cosa. Lo stesso sguardo che dedico alla pianta è quello che dedico al bambino, tutto questo ha un valore.

schema grafico sull'importanza del gioco e dell'interazione emotiva

Il gioco da 1 a 3 mesi: basi neuromotorie

In questi primi mesi il neonato inizia a conoscere il proprio corpo e cerca di interagire, a modo suo, con il mondo che lo circonda passando molto tempo ad “osservare” e “ascoltare”: questa è una tappa fondamentale per un corretto sviluppo neuromotorio ma soprattutto per l’acquisizione delle capacità cognitive e delle peculiarità caratteriali. Fino ai 3 mesi, è utile acquistare o fabbricare giochi o libriccini con immagini in bianco e nero, perché quelli colorati potrebbero essere difficili da mettere a fuoco. Dopo i 3 mesi, i colori che vengono visti con più facilità sono rosso, blu, verde e giallo. Durante il gioco, l’oggetto dovrà essere posizionato a una distanza tra i 20 e i 25 centimetri e sarà facile accorgersi della collocazione giusta: un gioco troppo lontano o troppo vicino non verrà messo a fuoco e il bambino perderà interesse, rivolgendo lo sguardo altrove.

È consigliabile condurre il gioco e le attività con la propria voce, spiegando ciò che accade con parole semplici e giocose; accompagnare sempre con movimenti delicati e gentili, ascoltando il bambino, interrompendo l’attività in caso fosse sgradita in quel momento o modificandola fino a che verrà apprezzata. Inoltre, è essenziale ricordare che la superficie d’appoggio dove giocherà il bambino deve essere sufficientemente morbida. A partire dalle prime settimane fino ai 2 mesi, le fontanelle sono ancora aperte, il cranio è molto sottile e soggetto a facili deformazioni che possono influenzare le strutture interne, variandone rapporti e funzione. Non è una questione solo estetica.

Tummy Time e sviluppo motorio (1-6 mesi)

Quando si parla di sviluppo motorio del neonato uno degli esercizi più importanti e conosciuti è il Tummy Time. Da molti considerato un gioco per intrattenere, si tratta in realtà di un momento fondamentale per contribuire alla crescita muscolare e sensoriale del bebè.

illustrazione dei benefici del Tummy Time per il neonato

Dai 5 ai 6 mesi, possiamo introdurre l'aeroplano: uno dei giochi più attesi e anche molto utili per stimolare la muscolatura posteriore della schiena. Il genitore si sdraia per terra o sul letto e prende dai fianchi il piccolo che si troverà appoggiato sulla pancia. Il divertimento consisterà nel simulare il volo di un aeroplano: la fase di salita sarà quella di decollo e la fase di discesa l’atterraggio. Le oscillazioni laterali (sempre controllate e delicate), oltre a far divertire tantissimo il bambino, promuoveranno movimenti di stabilizzazione del busto utili per lo sviluppo.

Bubù settete è un altro di quei giochi che ogni genitore non vede l’ora di fare con il proprio figlio. Conosciuto da tutti, è utile soprattutto perché fa comprendere al bambino il principio della permanenza di un oggetto. In questa fase, se un genitore esce dalla portata visiva, andando in un’altra stanza, il bambino può iniziare a piangere per richiamarlo. Questo perché non ha ancora coscienza di come gli oggetti o le persone che non ci sono più possano ritornare. Il tono di voce divertente e allegro mentre pronuncia «settete» e il ritorno nel campo visivo della persona tanto amata aiuteranno il piccolo a far proprio il meccanismo di attesa e a viverlo con tranquillità.

Il cerchio sensoriale, invece, si esegue con il bimbo disteso a terra sulla pancia, su una superficie di un unico colore, preferibilmente chiaro e neutro. Si posizionano intorno degli oggetti, come se fossero i numeri nel quadrante di un orologio. Il bimbo sarà stimolato a ricercare con la vista i diversi oggetti, a muoversi per guardarli e a cercare di raggiungerli. Molto efficace per far maturare la muscolatura globale e progredire verso lo strisciamento.

Evoluzione ludica dai 6 ai 12 mesi

Dai 6 agli 8 mesi inizia la fase del nascondino! Un gioco che accompagnerà bambini e genitori per tanti anni. In questa fase è possibile nascondere degli oggetti sotto coperte, tappeti, cuscini e molto altro. Inizialmente, l’oggetto non verrà nascosto del tutto, magari mostrando la sua posizione; successivamente si incentiverà il piccolo a ricercarlo. Il pannello sensoriale è un pannello che si trova in vendita o che si può realizzare. È utilizzato per stimolare e perfezionare la motricità fine e la destrezza nel risolvere problemi. Il bambino verrà stimolato a comprendere come può funzionare un ingranaggio, serrature da aprire e chiudere, rotelle da far girare, interruttori da premere e tanto altro.

Quando i piccoli riescono a mantenere la posizione seduta (dai 6-8 mesi), sarà possibile farli giocare con la famosissima piramide. In una prima fase la studieranno e si divertiranno solo a prenderla dalla base per rovesciarne i pezzi ma, appena capiranno come giocarci, inizieranno a sfilare a uno a uno i cilindri superiori. Con il tempo apprenderanno come reinserirli e, con molta pazienza, la sequenza giusta per farlo. La pallina forata è utilissima, anche nelle fasi precedenti; consiste in una palla forata leggera e di facile prensione. Esistono modelli in plastica e in caucciù.

Dai 7 ai 9 mesi la scatola dei tessuti offre stimoli diversi: una scatolina con un foro superiore, in cui introdurre la mano per estrarre strisce di tessuti diversi, leggeri e trasparenti, colorati, pesanti. I libri interattivi sono ugualmente importanti: ogni pagina ha parti che al tatto presentano una consistenza diversa, pagine che, muovendo degli appositi spazi con il dito, permettono ai piccoli di far comparire immagini. Molto utili per stimolare il senso del tatto e intrattenerli. Il bambino va guidato attraverso il racconto di quello che sta succedendo nel libro con grande entusiasmo, fondamentale per mantenere il divertimento e la voglia di giocarci ancora.

bambino che gioca con una torre di cubi colorati

I bambini provano grande gioia nel distruggere qualcosa che li supera in altezza e che il genitore ha appena costruito davanti a loro. Il momento della distruzione è vissuto con grande entusiasmo e il momento della ricostruzione è un momento di difficile attesa. Una volta distrutta la torre, il piccolo probabilmente tenderà a mettere i cubi in bocca per conoscerli. Dei cubi sensoriali stimoleranno maggiormente i sensi. Infine, il «bubù settete» fatto da loro: è il bambino a fare direttamente il gioco. Il genitore dovrà sembrare sorpreso ogni volta che il piccolo si coprirà gli occhi come per sparire. Dovrà domandare ad alta voce: «Dov’è Alessandro?» e sarà proprio in quel momento che il piccolo leverà le mani dal volto e mostrerà uno dei suoi più bei sorrisi. Questo è il risultato di una fase d’apprendimento importante: iniziare a imitare i genitori, i famigliari e gli amici è lo starter dell’apprendimento e della crescita del bambino.

Dai 8 ai 10 mesi arriviamo al "Batti batti le manine": i genitori solitamente non vedono l’ora di fare questo gioco perché viene associato a qualcosa di bello e gioioso, ma spesso anticipano i tempi, non tenendo conto di una coordinazione ancora poco adatta a permettere il movimento. Solo dopo mesi di apprendimento in cui il piccolo ha imparato a passarsi un giochino da una mano all’altra e poi a tenerne due contemporaneamente, sarà pronto a imitare il bellissimo gesto dei genitori. Una volta atteso il momento giusto, la sua voglia di farlo sarà sempre altissima perché incoraggiato dal batti mani pieno di entusiasmo di mamma e papà.

In questa fase, i bambini non saranno ancora in grado di stare in piedi, ma, curiosi, si muoveranno velocemente nello spazio di casa. Potrebbe essere il momento giusto per fornire qualche nozione su come scendere dal divano o dal letto dei grandi. Il bambino sarà sistemato supino sul divano, con le gambe verso la discesa. Un gioco posizionato di lato stimolerà la rotazione verso una posizione prona. Una volta che il piccolo avrà ruotato, sarà accompagnato fino al bordo del divano e giù sul tappeto. Il genitore sarà sempre presente e lo sosterrà bene dai fianchi, sia per la sicurezza di non farlo cadere sia per evitare di caricare precocemente il peso su gambe e piedi, se ancora non perfettamente in grado di sostenersi da solo. Appena i piedi sfioreranno il pavimento, il genitore lo porterà a terra per distenderlo supino accanto a lui.

Per stimolare la motricità dei piccoli, è possibile movimentare un po’ il pavimento di casa. In questa fase i bambini strisciano e gattonano e, per fargli fare dei movimenti più complessi come sollevare, alzare, ruotare braccia e gambe, si possono inventare dei percorsi con i cuscini del divano, tappetini che simulano gradini, coperte ripiegate e tanto altro. Si può usare tutto quello che si ha a disposizione a patto di mantenere la sicurezza, in modo da stimolare il movimento di questi provetti arrampicatori.

Dai 10 ai 12 mesi, quando il bimbo si alza in piedi da solo, è importante che impari anche a ridiscendere. I genitori possono aiutarlo a rinforzare e a prendere familiarità con il movimento «su e giù» prendendolo per le mani e, senza fargli sollevare le braccia, accompagnarlo nel movimento di salita e discesa, sempre giocando con lui. Sarà un grande allenamento per acquisire più sicurezza tra le variazioni di postura da in piedi a giù a terra. Il tunnel aiuta a sviluppare l’idea di profondità e a prendere sicurezza nell’esplorazione dello spazio. È utile posizionare un gioco all’interno del tunnel o farlo attraversare da una palla, chiamando il bambino che si trova all’altra estremità. Ogni bambino ha i suoi tempi, ed è bene aspettare che sia lui a decidere il momento giusto per avventurarsi nella scoperta.

Play Therapy: il gioco come cura

La Play Therapy (terapia del gioco) è un approccio integrato che utilizza il gioco come mezzo per affrontare e trattare disturbi emotivi e comportamentali nei bambini. Questo approccio si fonda sui principi della CBT (terapia cognitivo-comportamentale), ma si distingue per l'uso del gioco come strumento di espressione, comunicazione e cambiamento. In questo tipo di terapia, il terapeuta utilizza giochi simbolici e attività ludiche per aiutare i bambini a modificare i pensieri negativi e ad affrontare le difficoltà psicologiche. La terapia si basa su principi fondamentali della CBT, ma con l'aggiunta del gioco come strumento per favorire l'espressione dei sentimenti non verbali. Nel contesto della Play Therapy, i terapeuti utilizzano attività ludiche come giochi simbolici, giochi di ruolo e giochi strutturati per insegnare ai bambini a modificare i pensieri negativi e ad affrontare le difficoltà psicologiche. Questo approccio permette ai bambini di confrontarsi con situazioni temute in un ambiente protetto e di imparare modalità di coping efficaci.

Il gioco è un veicolo potente attraverso il quale i bambini possono esprimere sentimenti e pensieri che non sono ancora in grado di verbalizzare. In molti casi, i bambini non sono in grado di spiegare con le parole cosa provano o cosa li preoccupa. Il gioco offre loro un mezzo sicuro per esternare e elaborare emozioni difficili, come paura, frustrazione o tristezza. Durante la Play Therapy, il terapeuta osserva il comportamento del bambino attraverso il gioco per decodificare i messaggi emotivi che potrebbero non essere evidenti a prima vista. Il gioco aiuta il bambino a comunicare in modo simbolico ciò che non è in grado di dire a parole. In particolare, il gioco simbolico può essere utilizzato per affrontare traumi passati, ripetendo scene o situazioni che evocano emozioni specifiche.

esempio di sessione di Play Therapy in un ambiente accogliente

Il terapeuta cognitivo-comportamentale del gioco è un facilitatore che guida il bambino attraverso il processo di auto-esplorazione. Durante il trattamento, il terapeuta garantisce che il contesto di gioco sia privo di giudizi e pressioni, dove il bambino possa sentirsi libero di esprimere se stesso. Questo ambiente protetto facilita l'emergere delle emozioni represse e consente al terapeuta di intervenire in modo più mirato. Il terapeuta osserva il comportamento del bambino durante il gioco, cercando di interpretare le emozioni e i pensieri che non vengono espressi verbalmente. Questa osservazione è fondamentale per comprendere i problemi emotivi e i blocchi psicologici del bambino.

Le tecniche terapeutiche nella CBPT sono strettamente legate ai principi della CBT, ma sono adattate per lavorare con i bambini attraverso il gioco. Alcuni degli strumenti più utilizzati includono:

  • Gioco di ruolo: il bambino è invitato a impersonare ruoli diversi per comprendere meglio le dinamiche emotive e relazionali. Ad esempio, il bambino può giocare a fare il "genitore" per comprendere meglio le aspettative familiari e sociali.
  • Esposizione graduale: i bambini vengono esposti gradualmente a situazioni che causano ansia o paura, ma in un contesto sicuro. L'esposizione avviene attraverso il gioco, consentendo al bambino di gestire le proprie emozioni senza sentirsi sopraffatto.
  • Ristrutturazione cognitiva: durante il gioco, il terapeuta aiuta il bambino a modificare pensieri disfunzionali. Ad esempio, il bambino potrebbe giocare a un gioco di "supereroi" per affrontare situazioni in cui si sente vulnerabile e trasformarle in esperienze più positive e adattive.

Integrazione sensoriale: nutrirsi attraverso i sensi

L’integrazione sensoriale è il processo neurologico che organizza le sensazioni provenienti dal proprio corpo e dall’ambiente, rendendone possibile l’utilizzo in modo efficace. Si traduce, quindi, nell’organizzazione delle sensazioni necessaria per il loro stesso utilizzo. Una buona integrazione sensoriale, pertanto, è fondamentale per lo sviluppo di abilità motorie, cognitive e sociali che favoriscono l’autonomia e la partecipazione. Per autonomia si intende la capacità di eseguire compiti e prendere decisioni senza la necessità di assistenza continua.

infografica sui 5 sensi e lo sviluppo cerebrale

Per partecipazione si fa riferimento al coinvolgimento attivo e significativo in attività sociali, scolastiche e di gioco. Queste attività sono comprese in aree occupazionali di fondamentale importanza per la vita dell’individuo. I bambini con una buona integrazione sensoriale tendono ad essere coinvolti in modo attivo ed efficace nelle attività di gruppo e ad interagire meglio con i coetanei. Per esempio, una buona elaborazione vestibolare si traduce in buone abilità di equilibrio e coordinazione, permettendo al bambino di partecipare a giochi e attività sportive.

La creazione di ambienti sensoriali arricchiti e sicuri, il coinvolgimento attivo del bambino e l’individuazione della giusta sfida da parte del terapista sono alla base di un buon intervento di terapia. L’obiettivo della terapia di integrazione sensoriale è di raggiungere una risposta adattiva generalizzabile nei contesti di vita quotidiana. Supporti come la pedana dell’equilibrio possono permettere di lavorare sul sistema propriocettivo e vestibolare, migliorare l’equilibrio e la coordinazione. Il bambino è in piedi con le gambe leggermente divaricate. Possiamo fingere di essere su una nave che oscilla per il mare in tempesta. Il bambino dovrà oscillare da destra a sinistra, cercando di non cadere.

Palle di diversa grandezza, pesantezza e texture sono strumenti preziosi per lo sviluppo sensoriale e motorio. Le palle con protuberanze presentano piccole sporgenze su tutta la superficie e possono essere impiegate per fornire stimoli sensoriali tattili profondi sul corpo del bambino o su zone localizzate. Inoltre, possiamo utilizzarle in esercizi di integrazione sensoriale che implicano un coinvolgimento attivo del bambino. Ad esempio, nascondendo le palle sensoriali all’interno della piscina di palline e chiedendo di ritrovarle. Le palle con una texture più morbida e soffice sono perfette per chi ha bisogno di manipolare oggetti che non devono essere troppo rigidi.

L’uso delle palle ponderate permette la proposta di attività che richiedono l’utilizzo della forza contro resistenza. Immaginandoci di essere dei costruttori di case, chiederemo al bambino di trasportare con la carriola la palla pesante da una parte all’altra della stanza. Sussidi come la palla, la coperta ponderata o la giacca ponderata permettono di dare profondi stimoli propriocettivi che calmano e regolano la persona. Tutte le attività sopracitate stimolano, nutrono e arricchiscono le sensazioni che diventano “cibi per il cervello”, guida per corpo e mente.

Attività manipolative: l'importanza del "lavoro pesante"

I giochi sensoriali sono un’attività fondamentale per lo sviluppo dei bambini, specialmente nella fascia di età tra 1 e 5 anni. Grazie a questi giochi, i piccoli possono esplorare il mondo che li circorda attraverso i sensi, sviluppando capacità motorie, cognitive ed emotive. I giochi sensoriali sono attività progettate per stimolare uno o più sensi del bambino: tatto, vista, olfatto, udito e gusto. Sviluppo linguistico: durante il gioco, i bambini possono apprendere nuove parole legate a texture, colori e azioni.

Ai bambini e alle bambine piace molto avere le mani in pasta. E le attività manipolative sono una pratica fondamentale in età prescolare - ma anche negli anni successivi -, perché uniscono diversi elementi interessanti che riguardano l’esplorazione, la scoperta, il gioco combinatorio, costruttivo e simbolico. Momenti in cui il processo prevale sul prodotto, dove quello che conta è ciò che il bambino fa durante la sua esperienza con questo materiale a prescindere dal risultato finale.

Facciamo subito chiarezza sul presupposto su cui si basano le attività manipolative per bambini e bambine: non dovremmo proporre l’attività di manipolazione con l’obiettivo di dare vita a un prodotto predefinito, uguale per tutti, deciso dall’adulto in modo unilaterale. In questi processi è importante lasciare libertà ai bambini/e, dare spazio alla loro creatività senza alcuna imposizione.

bambini che manipolano pasta di sale colorata

Le attività di manipolazione al Nido e alla Scuola dell’Infanzia, come a casa, sono portatrici di numerosi benefici. La manipolazione consente a bambini e bambine di acquisire fiducia e sicurezza nelle proprie risorse e capacità perché offre loro la possibilità di costruire un progetto di esplorazione del materiale, di gioco e di realizzazione di qualcosa in base all’esigenza e le abilità del singolo soggetto. La manipolazione può sostenere lo sviluppo cognitivo e il percorso di crescita di bambini e bambine anche sul piano sensoriale ed emotivo. La pasta modellabile permette al bambino e alla bambina di coinvolgere le mani in modo molto profondo: quando manipolano, spezzettano, strizzano, battono, schiacciano, tagliano, bucano il materiale, ottengono nutrimento proprio sul piano dei sensi. Le attività manipolative con diverse paste modellabili e materiali che possiamo mettere a disposizione di bambini e bambine per essere manipolati, forniscono infatti un nutrimento sensoriale a livello della propriocezione e del tatto, in primis.

La propriocezione (insieme al tatto) è uno dei sensi più coinvolti nella manipolazione delle paste: è quel sistema sensoriale che attraverso muscoli, articolazioni, tendini e legamenti fornisce informazioni al nostro sistema nervoso periferico e centrale e ci aiuta a capire come è strutturato il nostro corpo, come occupiamo lo spazio attraverso il corpo e come funzionano i nostri arti anche senza l’uso della vista. I bambini e le bambine, soprattutto in età prescolare, hanno bisogno di nutrimento sensoriale su tutti i sistemi sensoriali, e la manipolazione si configura all’interno della categoria dei cosiddetti lavori pesanti, quelle situazioni dove i bambini e le bambine si coinvolgono in modo importante. Esempi di lavori pesanti sono spostare una sedia o un tavolino, trasportare un pacchetto di pannolini, spostare una bottiglia o una cassa dell’acqua, apparecchiare e sparecchiare la tavola, pulire con una spugna il tavolo. Gli stimoli propriocettivi sono fortemente regolanti: il nostro sistema nervoso, grazie alla stimolazione propriocettiva, riesce a rimanere regolato con maggiore facilità e se disregolato a ritornare in bolla.

Elaborazione emotiva attraverso la materia

La propriocezione viene ingaggiata insieme al tatto nella manipolazione delle paste modellabili: è fortemente regolante e aiuta i bambini e le bambine a scaricare le loro tensioni a livello emotivo e a canalizzare istanze aggressive. Mentre manipolano gli impasti, bambini e bambine possono - attraverso diverse azioni come spezzettare, battere, schiacciano, tagliare, bucare -, indirizzare su questo materiale la loro necessità di canalizzazione delle tensioni o delle istanze aggressive.

Dal punto di vista simbolico il distruggere e ricostruire consente a bambini e bambine di leggere la possibilità di rimediare ai danni e osservare che la loro istanza aggressiva non distrugge del tutto. Recuperare diventa qualcosa di possibile e li aiuta a padroneggiare meglio le loro istanze interiori, anche quelle connesse all’aggressività. Attraverso la manipolazione bambini e bambine hanno la possibilità di osservare che le cose si possono rompere ma si possono aggiustare. Un aspetto che li aiuta sul piano cognitivo a capire che gli oggetti materiali si possono rompere ma si possono anche riparare, e sul piano simbolico possono portare questo apprendimento nell’ambito affettivo-relazionale. In merito all’aspetto del gioco simbolico delle attività manipolative e delle paste modellabili dice Aucouturier: “Sono giochi di rassicurazione profonda relativi all’angoscia di perdita dell’oggetto madre e della perdita di sé. Sono anche giochi di valore cognitivo che evolveranno in seguito verso i giochi di classificazione e seriazione, in base ai quali si svilupperà il pensiero operatorio”.

Un altro aspetto dell’ambito emotivo su cui la manipolazione può lavorare riguarda il prendersi cura di un disagio rispetto alla possibilità per il bambino e la bambina di rielaborare e superare vissuti arcaici. Ci riferiamo in particolare agli stati emotivi primitivi dei primi momenti di vita in cui bambini e bambine possono percepirsi come frammentati, disgregati, a pezzi. Bambini e bambine in età precoce non hanno ancora la sensazione di un sé intero e integro, del senso di sé come intero, e possono percepirsi in modo frammentato. Questo aspetto richiama il concetto di angosce impensabili di Winnicott, tra cui: cadere per sempre, sentire di non avere rapporto con il corpo, sentirsi persi, senza orientamento, andare in pezzi.

Oltre a lavorare sulle istanze aggressive e sulle angosce impensabili, la manipolazione può essere utilizzata anche per supportare il bambino, la bambina nella rielaborazione della separazione. Per esempio, possiamo dare loro le paste manipolabili e aggiungere oggetti non strutturati, di recupero come pezzetti di legno, conchiglie, sassolini, tubi di gomma, cannucce, stoffe, pezzi di carta, mollette da bucato e quant’altro. Bambini e bambine possono inglobare e nascondere all’interno della pasta manipolativa i materiali da recupero e simboleggiare la scomparsa momentanea dell’adulto di riferimento, che potrà poi riemergere come avviene per il pezzetto di legno quando viene tirato fuori dalla pasta malleabile. In questo continuo nascondere e ritrovare, bambini e bambine rafforzano lo sviluppo del concetto di permanenza e costanza dell’oggetto.

cestino dei tesori con materiali naturali di vario tipo

Consigli pratici per la realizzazione di giochi sensoriali in casa

Per realizzare i colori a dita edibili, basta mescolare del semplice yogurt bianco con sostanze alimentari in grado di colorare (concentrato di pomodoro, curry, cacao, zafferano…) e lasciare quindi il bambino libero di dipingere (potenzialmente non solo con le mani, ma con tutto il corpo!). Non dimentichiamo che per i bambini e le bambine i sensi rappresentano a tutti gli effetti una “porta sul mondo”.

Ecco alcune idee per attività in casa:

  1. Procedimento: mescola una tazza di colla con un cucchiaino di bicarbonato per un effetto vischioso e divertente.
  2. Procedimento: riempire la bottiglia con acqua e olio, aggiungendo glitter e oggetti per creare una lampada sensoriale fatta in casa.
  3. Tavolette tattili: su base di legno o cartone, incollate materiali diversi come spugna, carta vetrata, cotone o piume.
  4. Cestino dei tesori: raccogliete oggetti d’uso quotidiano in un cesto ampio e basso, permettendo al bambino di esplorare texture, peso e suono.

Ricordate, fin dalla nascita, per mezzo delle esperienze, i bambini entrano in relazione, studiano e iniziano a comprendere il mondo che li circonda. La proposta di giochi sensoriali può avvenire fin dalla nascita, modulando la complessità in base alla risposta del bambino. Evitare giocattoli di plastica dai colori aggressivi che rischiano di sovra-stimolare il piccolo, preferendo sempre materiali naturali che offrono una varietà di input tattili, uditivi e olfattivi autentici. Ogni bambino ha il proprio ritmo, e l'adulto ha il compito di osservare e fornire gli strumenti adatti alla scoperta, rimanendo un osservatore attento e discreto. Il gioco è la forma più alta di ricerca che il bambino mette in atto per comprendere la realtà, regolare le proprie emozioni e costruire, giorno dopo giorno, il proprio sé in un ambiente protetto e stimolante.

tags: #giochi #per #cullare #i #bambini