L'ambito della riproduzione assistita e della gestione delle gravidanze a rischio ha visto, nel corso degli anni, un'evoluzione significativa nelle strategie terapeutiche. Tra i farmaci di largo impiego, il Deltacortene (prednisone), un corticosteroide sintetico, occupa una posizione di rilievo, sia per le sue consolidate proprietà antinfiammatorie e immunosoppressive, sia per il suo utilizzo in contesti specifici come la prevenzione del parto pretermine e il supporto all'attecchimento embrionale nella procreazione medicalmente assistita (PMA). Questo articolo esplora le diverse sfaccettature dell'uso clinico del Deltacortene, analizzando il suo meccanismo d'azione, i benefici attesi, i potenziali rischi e gli effetti collaterali, alla luce delle evidenze scientifiche e delle esperienze cliniche.
Deltacortene: Un Profilo Farmacologico Dettagliato
DELTACORTENE è un medicinale in compresse, che contiene il principio attivo prednisone, un ormone sintetico che appartiene al gruppo dei corticosteroidi. I corticosteroidi sono ormoni prodotti naturalmente dalle ghiandole surrenali che possiedono una potente attività anti-infiammatoria. I farmaci anti-infiammatori riducono il dolore, il gonfiore, la rigidità, il rossore ed il calore nei tessuti colpiti. Questa ampia gamma di azioni rende il Deltacortene un farmaco versatile, utilizzato in diverse specialità mediche.
Meccanismo d'Azione e Indicazioni Terapeutiche
Il prednisone agisce modulando la risposta immunitaria e infiammatoria dell'organismo. Tra le sue proprietà vi è la capacità di ridurre la produzione di mediatori infiammatori, sopprimere l'attività delle cellule immunitarie e stabilizzare le membrane cellulari.Per queste proprietà DELTACORTENE è usato in una varietà di condizioni cliniche:
- in aggiunta ad altri medicinali, nel trattamento di malattie reumatiche (per es. artrite reumatoide, malattia di Still, spondilite anchilosante, artrite gottosa acuta).
- come terapia per infiammazioni gravi e/o diffuse, per esempio in casi particolari di lupus eritematoso sistemico (malattia cronica dovuta ad un'alterazione del sistema immunitario che causa infiammazioni e danni ai tessuti), dermatomiosite (malattia infiammatoria cronica dei muscoli), infiammazioni che interessano le strutture adiacenti le articolazioni (per esempio borse, tendini, tessuto connettivo), infiammazioni cardiache di origine reumatica.
- in caso di allergie gravi o debilitanti, come asma bronchiale, dermatiti da contatto, dermatite atopica, che non rispondono o rispondono in maniera insufficiente ad altre terapie. Come azione anti-allergica non sono utili in caso di shock anafilattico, ma si rendono utili in un secondo momento riducendo la produzione di anticorpi e la conseguente produzione e rilascio di istamina.
- nel trattamento della sarcoidosi (malattia infiammatoria che può colpire diversi organi, ma principalmente polmoni e linfonodi).
- per curare alcune malattie del sangue (per es. alcune forme di anemia).
- come terapia palliativa di alcune proliferazioni maligne (tumori) di globuli bianchi (leucemie) o di alcuni organi (per es. tumori dei linfonodi).
- in aggiunta ad altri medicinali, per il trattamento di alcune patologie del tratto gastrointestinale (per es. colite ulcerosa).
Controindicazioni e Precauzioni d'Uso
L'uso del Deltacortene non è privo di controindicazioni e richiede attenta valutazione clinica. Non prenda DELTACORTENE se è allergico al prednisone o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6 del foglietto illustrativo). Le controindicazioni includono inoltre la tubercolosi (TBC), le ulcere dello stomaco o dell'intestino, i disturbi psichici, le infezioni virali (ad es. malattia oculare da herpes simplex), le infezioni generalizzate da funghi, l'indebolimento grave delle ossa (osteoporosi di grado severo), un sistema immunitario alterato e un livello elevato di zucchero (Glucosio) nel sangue e non controllato (diabete instabile).
Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere DELTACORTENE. Deve informare il medico se ha (al momento) o ha avuto (in passato) uno dei seguenti disturbi, o se è stato sottoposto ad uno dei seguenti trattamenti: malattie intestinali come colite e diverticoli; interventi chirurgici sull'intestino; ferite nella parete dello stomaco (ulcera peptica attiva); malattie del rene; pressione sanguigna alta; grave debolezza muscolare; indebolimento delle ossa (osteoporosi di grado lieve o moderato); infezioni dei denti o ascessi; disturbi psicologici od emotivi; visione offuscata o altri disturbi visivi; livello troppo elevato di zucchero (Glucosio) nel sangue (diabete). Il suo medico potrebbe aumentare la dose dei farmaci per il diabete e monitorare da vicino i livelli di glicemia. Una condizione particolare da segnalare è la sclerodermia (nota anche come sclerosi sistematica, una malattia autoimmune) poiché dosi giornaliere pari o superiori a 15 mg possono aumentare il rischio di una grave complicanza chiamata crisi renale sclerodermica. Segni di crisi renale sclerodermica includono un aumento della pressione arteriosa e una riduzione della produzione di urina. Il medico può consigliarle di sottoporre a controlli regolari pressione arteriosa e urina.
DELTACORTENE può avere un effetto sul sistema immunitario. Questo compromette la sua capacità di combattere le infezioni. Se il suo sistema immunitario è alterato: le vaccinazioni potrebbero non essere efficaci, durante il trattamento con DELTACORTENE; potrebbe esserci un rischio maggiore di infezioni gravi. Il trattamento con DELTACORTENE potrebbe aumentare la probabilità di sviluppare un'infezione. Se si sta sviluppando un'infezione, potrebbe essere più difficile rilevarla durante il trattamento con DELTACORTENE.
Il trattamento con DELTACORTENE può avere un effetto negativo sul modo in cui viene metabolizzato il calcio nelle sue ossa. Per questo motivo dovrebbe chiarire con il suo medico il rischio di osteoporosi (perdita di massa ossea e fratture) in modo particolare se vi sono membri della sua famiglia con storia di fratture ossee, se non fa esercizio fisico regolare, se è una donna in o post-menopausa o se è anziano.
Potrebbe essere necessario ridurre la dose di DELTACORTENE in caso di: ipotiroidismo (ghiandola tiroidea non sufficientemente attiva), cirrosi epatica (malattia del fegato causata da alcolismo o epatite), insufficienza surrenale. Ciò si verifica quando il surrene non produce una quantità sufficiente di cortisolo (un ormone) particolarmente probabile in situazioni di stress, ad esempio con infezioni in corso, dopo un incidente o se si è sottoposti ad una maggiore fatica fisica. Potrebbe essere necessario adattare la dose di DELTACORTENE in caso di eventi stressanti, come un intervento chirurgico o un'infezione in corso. Se assume DELTACORTENE per diversi mesi e oltre, il medico eseguirà dei controlli periodici, quali: esame dell'occhio, analisi del sangue, controllo della pressione arteriosa. Nella primissima infanzia il medicinale va somministrato nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico. I bambini sottoposti a terapia prolungata devono essere strettamente sorvegliati dal punto di vista della crescita e dello sviluppo. Per chi svolge attività sportiva: l'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping. IL MEDICO LE CONSIGLIERÀ COSA FARE.

Interazioni Farmacologiche del Deltacortene
Le interazioni farmacologiche sono un aspetto critico nell'uso del Deltacortene, poiché possono alterarne l'efficacia o aumentare il rischio di effetti indesiderati. Alcuni medicinali possono aumentare gli effetti di DELTACORTENE e il medico potrebbe volerla tenere sotto stretta osservazione se sta assumendo questi medicinali (compresi alcuni medicinali per il trattamento dell'HIV: ritonavir, cobicistat).
Il trattamento con DELTACORTENE potrebbe ridurre gli effetti dei seguenti medicinali:
- medicinali per il diabete, ad es. antidiabetici orali come le sulfaniluree;
- medicinali contenenti salicilato.
I seguenti medicinali potrebbero ridurre l'effetto di DELTACORTENE:
- fenobarbital, primidone, carbamazepina, fenitoina, usati per il trattamento dell'epilessia;
- antibiotici come la rifampicina, usati per il trattamento delle infezioni;
- broncodilatatori come l'efedrina, usati per il trattamento dell'asma.
I seguenti medicinali potrebbero aumentare l'effetto di DELTACORTENE:
- Diltiazem, usato per il trattamento di malattie cardiache;
- antibiotici (Macrolidi) come eritromicina, troleandomicina, usati per il trattamento delle infezioni;
- gli estrogeni, i principali ormoni sessuali femminili.
Altri effetti di DELTACORTENE includono un aumento del rischio di emorragia gastrointestinale associato all'uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), quali acido acetilsalicilico, diclofenac e ibuprofene. Inoltre, DELTACORTENE aumenta o diminuisce, a seconda del soggetto, gli effetti di fluidificazione del sangue dei farmaci anticoagulanti; in particolare, DELTACORTENE aumenta l'effetto anticoagulante di warfarin. La somministrazione concomitante con anticoagulanti orali può aumentare o diminuire la sua azione per cui si rende necessario eseguire controlli ematici dell'INR. Se sta assumendo qualcuno dei farmaci sopraelencati, il suo medico potrebbe prescriverle un altro medicinale o adattare la dose di DELTACORTENE o dell'altro farmaco. IL MEDICO LE CONSIGLIERÀ COSA FARE.
Corticosteroidi e Prevenzione del Parto Pretermine: Un Bilancio tra Benefici e Rischi
La nascita pretermine è un fattore di rischio riconosciuto per la comparsa nel neonato di alterazioni neurosensoriali e di altre malattie, compresa la paralisi cerebrale e le malattie respiratorie. Il rischio è tanto maggiore, quanto più alta è la prematuranza. Un unico o ripetuto corso di corticosteroidi prima della nascita, in una donna a rischio di parto pretermine, riduce in modo notevole il rischio di mortalità e morbilità neonatale e riduce il rischio di sequele neurologiche a lungo termine. La terapia corticosteroidea accelera la maturazione del polmone fetale, inducendo la sintesi del surfattante, diminuendo l'incidenza delle malattie respiratorie e la dipendenza dai respiratori meccanici. Il favorimento della maturazione polmonare avviene attraverso una complessa interazione che porta alla differenziazione delle cellule che sintetizzano il surfattante lipoideo e quindi aumentano la compliance polmonare.
In base a queste conoscenze, oggi si ritiene opportuna la somministrazione di una dose di corticosteroidi per via intramuscolare. Questo uso routinario ha sollevato inevitabilmente la questione se fosse possibile la somministrazione di ripetute dosi di corticosteroidi in donne che rimanevano a rischio di parto prematuro dopo la somministrazione della prima dose. A questo proposito già si sapeva che, in confronto a neonati non trattati, i lattanti sottoposti alla somministrazione di un singolo o ripetuto corso di corticosteroidi, hanno un più basso peso alla nascita e, sembra, un'aumentata mortalità perinatale.
Nascita pretermine e implicazioni polmonari di Giulia Borsi della 4F del Majorana di San Lazzaro
Studi Clinici su Dosi Ripetute
Per valutare i vantaggi e gli svantaggi del trattamento prenatale con una o più dosi di corticosteroidi sono stati intrapresi due studi randomizzati, di grandi dimensioni, uno in Australia e uno negli Stati Uniti.Nello studio intrapreso in Australia e nei Paesi vicini (Australasian Collaborative Trial of Repeat Doses of Steroids Study Group: Crowther CA, Doyle LW, Haslam RR et al. Outcome at 2 years of age after repeat doses of antenatal corticosterroids. N Engl J Med 2007;357:1179-89) sono state reclutate donne che avevano ricevuto un corso iniziale di corticosteroidi 7 o più giorni prima. La dose venne ripetuta settimanalmente se la madre continuava a essere considerata a rischio di parto pretermine e la durata della gestazione era inferiore alle 32 settimane. A distanza di due anni i bambini vennero controllati per il peso e per l'eventuale patologia neuro-sensoriale.Una ricerca analoga è stata condotta contemporaneamente negli Stati Uniti (Wapner RJ, Sorokin Y, Mele L, et al. Long-term outcome after repeat doses of antenatal coticosteroids. N Engl J Med 2007;357:1190-8) in donne dalla 23° alla 31° settimana di gestazione che erano ancora in stato di gravidanza 7 giorni dopo una dose iniziale di corticosteroide.
Risultati e Implicazioni
Lo studio australiano ha esaminato 1047 bambini (il 96,5% dei 1085 vivi all'età di due anni), suddivisi tra quelli le cui madri erano state ripetutamente trattate con corticosteroidi (521) e quelli che avevano ricevuto il placebo (526). La percentuale di sopravvivenza, senza gravi sofferenze, fu simile nel gruppo trattato (84,4%) e nel gruppo placebo (81%). Gli Autori concludono che ripetute dosi di corticosteroidi prima della nascita riducono la morbilità neonatale, senza cambiare la loro massa corporea a due anni o senza presentare disturbi neurosensoriali.
Lo studio statunitense ha coinvolto 486 bambini sottoposti ad esame obiettivo e 465 alla prova di Bayley a un'età corretta di 29,3±4,6 mesi. Non sono state riscontrate differenze nei risultati della prova di Bayley, né nelle misure antropometriche. Gli Autori concludono che bambini ripetutamente esposti a corsi ripetuti di corticosteroidi prenatali non differiscono significativamente sia nelle misurazioni fisiche che neurocognitive da quelli che hanno ricevuto un corso unico. Tuttavia, sebbene la differenza non sia statisticamente significativa, la più alta incidenza di paralisi cerebrale fra i bambini esposti a dosi ripetute di corticosteroidi prima della nascita, rende necessario un ulteriore studio per chiarire il problema.
L'esposizione a una o a ripetute dosi di betametazone prima della nascita ha dimostrato, come era già stato visto in precedenza, che essa determina una riduzione del rischio di distress respiratorio e complessivamente di molte altre forme di morbilità neonatale. Tuttavia, lo statunitense Wapner raccomanda cautela nell'uso di questa pratica, per la maggiore incidenza di paralisi cerebrale osservata nel gruppo che aveva eseguito numerose somministrazioni di corticosteroidi in confronto al gruppo che aveva avuto una sola somministrazione, anche se le differenze non risultano statisticamente significative. Ne risulta che sono necessarie ulteriori informazioni per chiarire quale sia la strategia ottimale.
Il Deltacortene nella Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e il Mancato Attecchimento
Il ruolo del Deltacortene nell'ambito della procreazione medicalmente assistita, in particolare nel contesto del mancato attecchimento embrionale, è un argomento di dibattito e pratica clinica variabile tra i diversi centri. Molte pazienti si interrogano sull'utilità e la necessità di assumere questo farmaco, soprattutto in assenza di problemi immunologici conclamati.
Rationale e Prassi Cliniche
Un'opinione diffusa, come espresso da un professionista, è che "prendere cortisone dopo il trasfer fa vantaggio sempre" e che "Deltacortene ha un effetto positivo in genere, non solo riguardo le anticorpi". Questa prospettiva suggerisce un beneficio più ampio del corticosteroide, oltre la mera modulazione immunitaria specifica per condizioni autoimmuni. Alcuni centri adottano infatti schemi che includono il Deltacortene in modo quasi routinario. Per esempio, una paziente riferisce una terapia post-transfer che include aspirinetta, progynova, dufaston, ovuli progefik, folina e, in alcuni casi, Deltacortene. Una preoccupazione comune è se la sostituzione o l'omissione del Deltacortene possa compromettere l'esito del transfer. Un professionista rassicura, affermando: "non un grande problema. Puoi cominciare con Deltacortene anche adesso," suggerendo una certa flessibilità nella tempistica di inizio, sebbene altri schemi prevedano l'inizio del trattamento già "al inizio della stimolazione." Ogni centro ha suo schema individuale, e ciò può portare a differenze significative nei protocolli terapeutici.
Una paziente con mutazione MTHFR eterozigote per la mutazione C677T e omocisteina a 8,40 microm/L si chiedeva se il cortisone potesse essere utile anche a chi non ha problemi di anticorpi e se comunque il deltacortene contribuisca al buon attecchimento. La risposta conferma che "prendere cortisone dopo il trasfer fa vantaggio sempre." In questi casi, per la mutazione MTHFR e valore di omocisteina non trascurabile, si raccomanda anche "prendere anche eparina," oltre alla folina (acido folico 5mg ogni secondo giorno).Un dosaggio comune menzionato per il Deltacortene è "5mg 1/2 cp mattina, 1 cp sera, fino il test di gravidanza" o "Deltacortene 5mg, meta compressa mattina, una compressa la sera."
Timore del "Ritardo" nell'Assunzione e Interazioni
Alcune pazienti, specialmente in cicli di PMA improvvisi, come nel caso di una stimolazione per IUI convertita in ICSI, si sono viste prescrivere farmaci come Progynova, Aspirinetta e Deltacortene "solo il giorno del pick-up". Questo "ritardo" nell'assunzione dei farmaci può ridurre le probabilità di impianto? La risposta ribadisce che "ogni centro ha suo schema individuale" e che il "Deltacortene ha un effetto positivo in genere, non solo riguardo le anticorpi," senza affrontare direttamente la questione del "ritardo," ma implicitamente rassicurando sul beneficio complessivo.
È stata sollevata anche la questione se il deltacortene possa aver alterato l'equilibrio ipofisi-surrene e determinato una scarsissima risposta alla stimolazione ovarica, in un caso in cui il farmaco era stato assunto prima dell'inizio della stimolazione. La raccomandazione generale è che "in principio si comincia con il primo giorno del ciclo della stimolazione fino al test della gravidanza" e che "Prendere cortisone in questo minimo dosaggio non è pericoloso." Inoltre, è stato posto il quesito se il cortisone assunto possa dare conseguenze negative sugli ovociti e quindi sugli embrioni, a cui la risposta indirettamente suggerisce che i dosaggi minimi non sono pericolosi.Un'altra interazione potenziale che ha preoccupato le pazienti riguarda l'effetto del deltacortene sul progynova. Una paziente si chiede: "Willbe.. ma davvero il deltacortene altera gli effetti del progynova?" Questa specifica interazione non è stata direttamente chiarita dal professionista nelle conversazioni fornite, ma le interazioni dei corticosteroidi con gli estrogeni sono note (gli estrogeni, i principali ormoni sessili femminili, possono aumentare l'effetto di DELTACORTENE).

La Preparazione Endometriale per l'Attecchimento Embrionale
L'impianto di un embrione o di una blastocisti dipende da numerosi fattori, tra cui la qualità dell'embrione stesso e la recettività dell'endometrio. Fondamentale è la fase secretiva dell'endometrio, il periodo precedente alla mestruazione durante il quale l'endometrio si prepara all'annidamento dell'ovulo fecondato.
Cos'è l'Endometrio e la sua Importanza
L'endometrio è la mucosa che riveste l'utero nella sua parte più interna, il posto dove l'embrione si "attaccherà" (in termini corretti, si anniderà). È quindi chiaro come questo sia fondamentale per attecchimento e lo sviluppo della gravidanza. Vi sono studi che correlano il peso del bambino alla nascita con l'endometrio e con gli ormoni utilizzati per preparalo. Quindi l'endometrio potrebbe influenzare lo sviluppo dell'embrione fin da subito e fino a 9 mesi dopo.
L'endometrio può essere in fase PROLIFERATIVA (cioè quando i follicoli stanno crescendo e non è ancora avvenuta l'ovulazione, oppure se si stanno assumendo estrogeni) oppure SECRETIVA (cioè dopo l'ovulazione oppure dopo l'inizio del progesterone). Il "colloquio" tra endometrio ed embrione è probabilmente uno degli elementi fondamentali dei quali noi però non conosciamo quasi nulla. L'unico modo che abbiamo per valutare l'endometrio è quello ecografico.
Endometrio Proliferativo
Nella fase PROLIFERATIVA, cioè la fase nella quale si sviluppano i follicoli oppure quando vengono assunti estrogeni (tipicamente Progynova® oppure cerotti agli estrogeni) l'endometrio deve avere due caratteristiche:
- Endometrio trilaminare: Un aspetto ecografico specifico.
- Endometrio di spessore maggiore o uguale a 7 millimetri: Tenete conto che non vi sono dati precisi che indichino se un endometrio più spesso di 7 mm, per esempio di 9 mm, dia migliori gravidanze rispetto ai 7 mm.Quando l'endometrio ha queste caratteristiche può essere sottoposto all'influenza del progesterone (tipicamente Progeffik® o Pleyris®, o Prontogest®) che lo trasforma da proliferativo a secretivo.
Endometrio Secretivo
Nella fase SECRETIVA vanno valutati due elementi:
- Aspetto dell'endometrio secretivo: Deve essere un aspetto "compatto", ecograficamente "bianco".
- Spessore dell'endometrio secretivo: Lo spessore dell'endometrio secretivo non ha particolare importanza. Il dato veramente importante è quello dello spessore dell'endometrio proliferativo. È normale se avviene una riduzione del 20-30% dello spessore rispetto allo spessore massimo raggiunto dall'endometrio proliferativo (anzi, per alcuni studi questa riduzione è un dato positivo che aumenta le gravidanze). Ma in conclusione questo dato è poco importante, mentre più importante è lo spessore alla fine della fase proliferativa (che deve essere uguale o maggiore ai 7 mm). Quindi non vi è nessuna certa associazione tra lo spessore dell'endometrio secretivo e la gravidanza.
Altre Informazioni sull'Endometrio e Attecchimento
È importante che l'endometrio prima del pickup o prima dell'inizio del progesterone deve essere trilaminare. Non deve essere in fase proliferativa iniziale né, tanto meno, in fase proliferativa avanzata. Questo indicherebbe uno sfasamento (una "età" diversa) dell'endometrio rispetto all'embrione che vi andremo a trasferire. Non avendo la stessa "età" endometrio ed embrione potrebbero avere problemi nel "riconoscersi" e nell'impianto dell'embrione.
Può essere utile dosare il progesterone nel sangue per capire il livello di assorbimento. Tenete conto che i livelli nel sangue variano a seconda che venga dato il progesterone per via vaginale (tipicamente Progeffik®) o per via parenterale (Pleyris®, Prontogest®). I valori del Progesterone devono essere superiori a 9.2 ng/mL (29 nmol/L) quando si usa il progesterone vaginale e superiori a 20 ng/mL (63 nmol/L) per il progesterone sottocutaneo.
L'endometrite è una infezione cronica, spesso asintomatica, dell'endometrio che POTREBBE influenzare l'impianto. Bisogna dire che mentre tutte le linee guida internazionali non danno rilievo all'endometrite e NON consigliano una isteroscopia di routine prima dei cicli fivet, la frequenza di endometriti che si riscontra in alcune pazienti suggerisce un legame tra il "mancato impianto" degli embrioni e questa infezione. Per questa ragione in alcuni centri si eseguono molti controlli isteroscopici pre transfer, soprattutto nei mancati impianti di blastocisti o nelle pazienti che hanno avuto in passato chirurgia endouterina.
Poliabortività e Approcci Immunologici
Il problema della poliabortività, soprattutto quando "sine causa", cioè senza una chiara spiegazione diagnostica, spinge la ricerca verso ipotesi e trattamenti meno convenzionali, tra cui gli approcci immunologici.
L'Ipotesi Immunologica e le Immunoglobuline
In alcuni casi di aborti ricorrenti ritenuti (ad esempio, a un certo punto non c'è più il battito), anche in assenza di valori alterati negli esami tradizionali (a parte magari una mutazione in eterozigote del fattore MTHFR che non spiega i 4 aborti), si può ipotizzare un problema immunologico. L'idea è che il corpo della donna possa riconoscere l'embrione come un essere estraneo e quindi attaccarlo.Una terapia sperimentale in questi contesti prevede l'uso di immunoglobuline. Il meccanismo di funzionamento dovrebbe essere che, se nel corpo ci fossero tante immunoglobuline in aggiunta a quelle proprie, è molto probabile che l'embrione non venga attaccato perché potrebbe essere riconosciuto come simile dalle immunoglobuline "prese a prestito". In pratica, le immunoglobuline aggiunte riconoscerebbero l'embrione come simile e quindi lo lascerebbero in pace. Questa terapia viene tipicamente somministrata a test di gravidanza positivo e per tutto il primo trimestre, con una flebo di immunoglobuline ad alto dosaggio ogni quindici giorni. Una volta che il sistema di nutrimento dell'embrione si è consolidato con placenta e flussi (dopo il terzo mese), la terapia dovrebbe essere sospesa, perché non serve più. Si ritiene che la terapia non abbia nessun effetto collaterale significativo.
Uno studio ha confrontato l'effetto della terapia con eparina/aspirina da sola vs. eparina/aspirina in combinazione con immunoglobuline intravenose (IVIg) sull'esito della fertilizzazione in vitro (IVF) di pazienti positive per anticorpi anti-tiroidei (ATA). In questo studio, tra donne con infertilità legata esclusivamente a cause femminili, positive per anticorpi anti-tiroidei ma negative per anticorpi anti-fosfolipidi, il 27% del gruppo trattato solo con eparina/aspirina ha ottenuto nascite vive, mentre il 51% del gruppo con eparina/aspirina e IVIg ha avuto successo, evidenziando un potenziale beneficio delle IVIg in questi specifici casi immunologici.
Inoltre, per chi ha una mutazione MTHFR, soprattutto se il valore di omocisteina è alto, è raccomandato prendere anche eparina, in aggiunta alla folina, oltre al Deltacortene. Alcuni pazienti con infertilità inspiegata, una volta individuato un problema immunologico (anticorpi antifosfolipidi) e un lieve ipotiroidismo sub-clinico, e fatte le rispettive terapie, hanno visto scomparire l'infertilità. Tuttavia, un problema di poliabortività può persistere anche con anticorpi antifosfolipidi, richiedendo ulteriori interventi come le immunoglobuline.
Effetti Indesiderati e Gestione del Deltacortene
L'assunzione di farmaci corticosteroidi, come il Deltacortene, può comportare una serie di effetti indesiderati, la cui frequenza e gravità dipendono dalla dose e dalla durata del trattamento. È fondamentale che i pazienti siano consapevoli di questi rischi e che la terapia sia attentamente monitorata dal medico.
Effetti Indesiderati Comuni e Meno Comuni
Fra i principi attivi appartenenti al gruppo dei cortisonici, il più noto è certamente il cortisone, capostipite di questa classe di farmaci. A causa della loro natura steroidea e dei meccanismi con cui agiscono nel nostro corpo, i cortisonici possono causare diversi effetti collaterali. Va precisato, tuttavia, che generalmente, tali effetti sono dose e tempo-dipendenti.
Effetti indesiderati molto comuni di DELTACORTENE:
- Ulcere della cavità orale (Afte).
- Sensazione di bruciore e dolore di stomaco.
- Nausea, Vomito, Diarrea.
- Gonfiore addominale con crampi e dolore.
- Malessere generale, debolezza, febbre.
- Orticaria, Prurito, Ponfi.
- Arrossamento cutaneo, Acne, strie della cute.
- Mal di testa, Capogiro.
- Irritazione della gola, Tosse.
- Infezioni da cause diverse, riduzione della capacità di combatterle. Le infezioni possono essere più gravi o i sintomi possono essere mascherati.
Effetti indesiderati comuni di DELTACORTENE:
- Aumento o diminuzione del numero di cellule del sangue.
- Aumento dei valori degli enzimi epatici (Transaminasi), della bilirubina, degli enzimi digestivi (Amilasi, Lipasi), del Glucosio nel sangue, dei valori del test per il monitoraggio della fluidità del sangue (INR).
- Ascessi.
- Patologia cardiaca e disturbi del ritmo cardiaco.
- Digestione difficile, Infiammazione dello stomaco e dell'intestino, Bruciore all'esofago.
- Gonfiore delle mucose e del viso. Bruciore agli occhi. Dermatite da contatto.
- Accumulo di liquidi (edema). Ritenzione idrica, edema e aumento del peso corporeo: tutti questi effetti collaterali sono tipici del trattamento con cortisonici. Anche in questo caso, tali effetti possono essere ricondotti all'attività mineralcorticoide che i principi attivi appartenenti a questa classe di farmaci possono possedere.
- Deterioramento e debolezza dei muscoli, deterioramento delle ossa che porta ad un aumento del rischio di fratture ossee (osteopenia e osteoporosi).
- Sonnolenza, vertigini, paralisi transitoria degli arti e in particolare della mano.
- Agitazione, Irascibilità, Confusione, Difficoltà a dormire.
- Broncopolmonite, Polmonite.
- Fragilità capillare, Lividi.
Effetti indesiderati non comuni di DELTACORTENE:
- Mancata produzione delle cellule del sangue.
- Disturbi della secrezione degli ormoni sessuali, che possono provocare mestruazioni irregolari nelle donne o impotenza negli uomini.
- Diabete. Iperglicemia e intolleranza al glucosio: i cortisonici sono ampiamente associati a questi effetti collaterali che possono verificarsi anche nei pazienti non predisposti allo sviluppo del diabete.
- Aumento della crescita dei peli.
- Opacità del cristallino (cataratta) e aumento della pressione dell'occhio (glaucoma) con o senza dolore dell'occhio. Visione doppia, diminuzione della vista. Glaucoma: la terapia con corticosteroidi può aumentare il rischio di glaucoma attraverso l'incremento della pressione endooculare indipendentemente dalla via di somministrazione attraverso la quale il cortisonico viene assunto. Tuttavia, gli individui con età superiore ai 40 anni, affetti da miopia o da diabete e/o con una storia familiare di glaucoma sembrano essere esposti ad un maggior rischio di sviluppare questo effetto collaterale.
- Secchezza, infiammazione della bocca, formicolio alla lingua.
- Stitichezza.
- Ulcera gastrica e duodenale, sanguinamento dall'intestino, sangue nelle feci. Effetti collaterali gastrointestinali: i corticosteroidi possono favorire la comparsa di ulcera peptica, o favorirne il peggioramento qualora questa sia già presente.
- Febbre alta, setticemie.
- Problemi della cistifellea.
- Lesione e/o rottura del tendine di Achille.
- Disturbi dell'equilibrio degli zuccheri, dei grassi e dei sali nell'organismo, che possono provocare aumento dell'appetito e del peso corporeo. Iperlipidemia: con l'uso di cortisonici per lunghi periodi di tempo è possibile andare incontro a ipertrigliceridemia (alti livelli di trigliceridi nel sangue). Tale effetto indesiderato è generalmente reversibile dopo l'interruzione del trattamento.
- Perdita di appetito.
- Ritardo di crescita dei bambini.
- Sviluppo o aggravamento di attacchi epilettici.
- Ritardo nella guarigione delle ferite e secchezza della pelle.
- Svenimento per diminuzione della pressione sanguigna.
- Tremori.
- Depressione (sensazione di tristezza), ansia, irritabilità, sensazioni di felicità non giustificate dalla realtà, aumento dell'impulsività, perdita di contatto con la realtà (psicosi), disturbo di memoria, attacco di panico.
- Ritenzione idrica.
- Aumento della quantità di urine, sangue nelle urine.
- Difficoltà respiratoria.
- Aumento della pressione del sangue.
- Fenomeni di morte cellulare.
- Ispessimento o infiammazione del rivestimento dei vasi sanguigni e coaguli di sangue.
- Herpes.
- Rallentamento del battito del cuore.
Effetti indesiderati rari di DELTACORTENE:
- Squilibrio ormonale che causa sindrome di Cushing (sintomi tipici: viso rotondo, spesso chiamato "faccia a luna piena", aumento del peso nella parte superiore del corpo).
- Cecità in un occhio, gonfiore della zona perioculare.
- Sangue dalla bocca, ulcere nell'esofago.
- Perdita di denti, denti fragili.
- Singhiozzo.
- Diverticolite. Occlusione intestinale.
- Grave e rapido gonfiore (edema) della cute, delle mucose e dei tessuti sottomucosi.
- Grave e contemporanea alterazione della funzione di più organi (insufficienza multiorgano).
- Alterazioni della perfusione cerebrale reversibili (leucoencefalopatia posteriore reversibile).
- Problemi epatici gravi.
- Tumori a correlazione virale (sarcoma di Kaposi).
- Riattivazione di patologie virali.
- Allucinazioni, tentato suicidio.
- Dolore diffuso per infiammazione dei nervi sensitivi periferici.
- Gravi disturbi renali.
Effetti indesiderati molto rari di DELTACORTENE:
- Iperattività della tiroide (ipertiroidismo) che può provocare episodi periodici di paralisi.
Conseguenze dell'Uso Prolungato e in Gravidanza
L'assunzione cronica di corticosteroidi può comportare la ridotta funzionalità delle ghiandole surrenali fino ad arrivare all'insufficienza surrenalica. La terapia cronica con cortisonici che può rendersi necessaria nel trattamento di alcune patologie può quindi influenzare la produzione endogena dell'ormone cortisone, diminuendola. Nel caso in cui compaiano effetti collaterali durante il trattamento con cortisonici - siano essi menzionati nei soprastati capitoli o meno - è necessario contattare immediatamente il medico ed esporre la situazione. Nel caso in cui si manifestino effetti indesiderati gravi, come ad esempio vertigini, confusione mentale, pallore intenso, problemi respiratori, ecc.In linea generale, gli effetti collaterali associati all'uso a breve termine dei corticosteroidi tendono ad essere meno severi di quelli che possono insorgere in seguito all'uso a lungo termine.
Per quanto riguarda la gravidanza e l'allattamento, se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno, chieda consiglio al medico o al farmacista prima di usare questo medicinale. Sono stati segnalati casi di malformazioni congenite nei figli di madri che sono state sottoposte a trattamento con cortisonici durante la gestazione. Fortunatamente, questi effetti collaterali non sembrano essere comuni. Ad ogni modo, se il medico prescrive una terapia con corticosteroidi, è di fondamentale importanza informarlo dell'eventuale stato di gravidanza (accertato o sospetto che sia).
Il desametasone, un altro corticosteroide, ha mostrato in vitro la capacità di ridurre in modo significativo la captazione dell'ormone tiroideo all'interno di cellule che esprimono un trasportatore di membrana denominato MCT8, essenziale nel mediare l'entrata e l'uscita dell'ormone tiroideo in diverse cellule del nostro organismo (in particolare in quelle del sistema nervoso centrale). Questo effetto potrebbe essere causato o potenziato da una riduzione dell'ingresso e quindi dell'azione benefica dell'ormone tiroideo nel tessuto cerebrale fetale, suggerendo cautela nell'uso di corticosteroidi in gravidanza, specie per lo sviluppo neurologico fetale.
Dosaggio e Sospensione
La dose di DELTACORTENE prescritta dal medico dipende dalla gravità della malattia. Di solito la dose di mantenimento non dovrebbe superare i 10-15 mg di prednisone al giorno. Nelle terapie di mantenimento è sempre indicato assumere la minima dose capace di controllare i sintomi. La dose iniziale può essere più elevata e, su consiglio del medico, successivamente ridotta in modo graduale alla dose di mantenimento in base ai sintomi della malattia e alla risposta a DELTACORTENE. Dosaggi minori sono calcolati in base al peso corporeo e all'età del paziente.
Non interrompa improvvisamente l'assunzione di DELTACORTENE. Se interrompe il trattamento con DELTACORTENE: i sintomi della malattia di cui soffre potrebbero ricomparire; potrebbe manifestarsi la sindrome da sospensione del cortisone (una malattia grave causata dalla mancata produzione di cortisolo da parte dell'organismo).

Considerazioni Aggiuntive e Raccomandazioni
È improbabile che DELTACORTENE alteri la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Tuttavia, se si manifestano effetti indesiderati quali disturbi della vista o alterazioni dello stato mentale è bene evitare di svolgere queste attività. DELTACORTENE contiene lattosio. Se il medico le ha diagnosticato un'intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere DELTACORTENE.
Il trattamento con DELTACORTENE, come tutti i medicinali, deve essere seguito sotto stretta sorveglianza medica, soprattutto per i rischi di sovra-dosaggio (con aumento degli effetti indesiderati sull'equilibrio elettrolitico e del metabolismo di minerali come il calcio, che può portare ad un aumento del rischio di fratture) o di dimenticanze nella somministrazione. IL MEDICO LE CONSIGLIERÀ COSA FARE in entrambi i casi.
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