La gravidanza è un periodo di attesa e speranza, ma anche di attenta vigilanza sulla salute del nascituro. Tra gli strumenti diagnostici disponibili, l'amniocentesi e la villocentesi emergono come gli unici esami capaci di fornire informazioni certe sul profilo cromosomico e genetico del bambino. Questi test offrono una certezza diagnostica in presenza di sospette anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down, o di sospette patologie genetiche, quali la fibrosi cistica. Tuttavia, è fondamentale comprendere che si tratta di procedure invasive che comportano un rischio, seppur piccolo ma non nullo, di interruzione accidentale della gravidanza. In considerazione di tale invasività, sia l'amniocentesi che la villocentesi vengono consigliate e offerte gratuitamente solo nelle gravidanze considerate a rischio significativo di patologia cromosomica o genetica. Nelle gravidanze a basso rischio, la prassi raccomanda di ricorrere in prima istanza a esami non invasivi, i quali sono in grado di fornire una stima della probabilità di una patologia, permettendo poi di optare, solo in base ai risultati ottenuti, per un'eventuale analisi invasiva. Questa guida si propone di esplorare in dettaglio la villocentesi, le sue modalità, i tempi, i rischi, i benefici e, soprattutto, i criteri che ne permettono l'accesso gratuito all'interno del Servizio Sanitario Nazionale, contestualizzandola nel più ampio panorama delle opzioni di diagnosi prenatale.
La Villocentesi: Un Approfondimento sulla Diagnosi Precoce
La villocentesi rappresenta una procedura di diagnostica prenatale che si effettua nel primo trimestre di gravidanza, con l'obiettivo di individuare alcune importanti anomalie cromosomiche del feto. Questa tecnica consiste nel prelievo di alcune cellule dei villi coriali, che fanno parte della placenta e, di conseguenza, sono cellule fetali, portatrici del DNA del nascituro. La placenta umana è un vero e proprio organo deputato a garantire, durante la gravidanza, gli scambi metabolici tra madre e feto, inclusa la cessione di anidride carbonica e altre sostanze di rifiuto provenienti dal feto. I villi coriali sono protuberanze di tessuto della placenta, la struttura che nutre e ossigena il feto. Attraverso il prelievo dei villi coriali, situati nella parte più esterna della placenta, è possibile analizzare il cariotipo, ovvero l'assetto cromosomico fetale (il codice genetico), con lo scopo di valutarne la normalità o, al contrario, identificare l'eventuale presenza di anomalie cromosomiche. Inoltre, è possibile svolgere analisi enzimatiche e molecolari per la diagnosi precoce di alcune malattie del feto.

Quando si Esegue la Villocentesi
Un vantaggio distintivo della villocentesi risiede nella sua rapidità e nella possibilità di essere eseguita precocemente rispetto all'amniocentesi. È infatti possibile effettuare l'esame a partire dalla 10a settimana compiuta di gravidanza, e più comunemente tra la 11a e la 13a settimana di gestazione. Normalmente, quindi, la villocentesi viene eseguita tra la 11a e la 13a settimana di gravidanza; quando necessario, può essere comunque realizzata in epoche successive. Questa precocità consente, in presenza di una grave patologia del feto, alla coppia di poter decidere di interrompere la gravidanza in epoca precoce, con minori stress fisici e psichici.
Come Viene Eseguita la Procedura
La villocentesi si esegue in regime ambulatoriale e dura circa 10 minuti, generalmente senza necessità di anestesia. Come per l'amniocentesi, il prelievo avviene mediante un sottile ago introdotto attraverso la parete addominale sotto guida ecografica. Questa è la tecnica più usata e meno rischiosa, definita "via transaddominale". Durante l'esame, la donna è sdraiata su un lettino con l'addome scoperto e si esegue l'ecografia per controllare che tutto venga eseguito nel modo più corretto. Dopo la sterilizzazione della cute circostante e l'identificazione ecografica del punto di inserzione più idoneo, viene fatto penetrare un ago attraverso la parete addominale e uterina, fino al raggiungimento della parte di placenta dove si trovano i villi coriali. A volte, attraverso l'ago "guida", passerà un secondo ago utilizzato per il prelievo dei villi.
Se la via del prelievo attraverso la parete addominale non è percorribile (ad esempio in casi di utero retroverso), la villocentesi può essere eseguita per via transcervicale. In questo caso, il materiale coriale viene aspirato mediante l'utilizzo di un catetere flessibile in polietilene, che è fatto passare attraverso il collo dell'utero, sempre sotto guida ecografica, utilizzando lo speculum per visualizzare il collo dell'utero.
Il materiale prelevato viene raccolto in apposite provette sterili e inviato al laboratorio, dove, attraverso particolari procedure, si procede all'identificazione del cariotipo, ossia dell'insieme di tutti i cromosomi. Dopo circa un'ora dal termine della villocentesi, si effettua un ulteriore controllo ecografico per accertarsi del benessere fetale. La donna può quindi tornare a casa con la raccomandazione di stare un giorno a riposo e di non avere rapporti sessuali per due giorni.
La Percezione del Dolore e i Rischi Associati
La percezione del dolore è soggettiva e può variare da gestante a gestante, ma la maggior parte delle donne descrive l'esperienza della villocentesi come un dolore sopportabile e di bassa intensità. È possibile avvertire un dolore di tipo trafittivo nel momento in cui viene inserito l'ago attraverso l'addome e l'utero, che è comunque di breve durata e che può essere seguito da piccoli crampi dovuti a contrazioni localizzate della muscolatura uterina. Nel caso dell'approccio transcervicale, la sensazione è simile a quella provata durante il PAP test.
La villocentesi è un esame invasivo e, per questo, consigliato solo in specifiche circostanze. I rischi principali includono:
- Rischio di interruzione accidentale della gravidanza: Anche se il feto è sano, la villocentesi comporta un potenziale rischio di aborto, stimato in circa 1 su 100-150 casi (circa l'1%). Con le attuali tecniche il rapporto rischio-beneficio dell'esame, nelle donne considerate a rischio, è considerato favorevole, benché sia indispensabile essere consapevoli dei possibili rischi.
- Mosaicismo confinato placentare: Oltre a essere un esame invasivo, la villocentesi comporta una minima percentuale di dubbio nell'esito: l'embrione e la placenta, infatti, si possono sviluppare secondo linee genetiche diverse, dando origine al cosiddetto "mosaicismo confinato placentare" che evidenzia alterazioni cromosomiche nei villi non presenti però nel feto e che quindi possono dare un risultato fuorviante. In questi casi diventa necessario effettuare l'amniocentesi per avere una conferma definitiva.
- Altre complicanze rare: Raramente possono verificarsi perdite di sangue e/o di liquidi dai genitali, contrazioni uterine, comparsa di febbre e di infezioni intrauterine.
- Sensibilizzazione Rh: In caso di donne con fattore Rh negativo, è opportuno sottoporsi a immunoprofilassi anti-D per evitare complicanze dannose per il nascituro e per le successive gravidanze.
In passato sono state segnalate malformazioni degli arti e del viso di feti sottoposti a villocentesi; tuttavia, queste segnalazioni fanno riferimento a prelievi eseguiti troppo precocemente e ad embriogenesi non ancora conclusa. Studi condotti recentemente e su casistiche più ampie, al contrario, non riportano rischi di malformazioni fetali. La donna può percepire una sensazione di fastidio all'addome simile al dolore mestruale, dovuta a lievi contrazioni della muscolatura uterina stimolata dal passaggio dell'ago. Per evitare ulteriori sollecitazioni, di solito la futura mamma viene invitata a riposare distesa su un lettino per dieci-quindici minuti dopo l'esame. Dovrà poi astenersi da attività faticose per il resto della giornata e per i due giorni successivi, al termine dei quali cessa il rischio di abortività legato al prelievo. Dopo l'esecuzione del test, la comparsa di minime perdite ematiche o di contrazioni sono fenomeni comuni, ma in caso di perdite abbondanti di sangue o di liquido, dolori addominali intensi o febbre è d'obbligo contattare il proprio medico di fiducia.
Amniocentesi: L'Esame Diagnostico del Secondo Trimestre
L'amniocentesi è un prelievo di cellule fetali disperse all'interno della cavità amniotica. L'esame si effettua di norma dopo la 15esima settimana di gravidanza, e più comunemente tra la 15a e la 18a settimana di gestazione. Consiste nel prelievo di 20-25 millilitri di liquido amniotico che viene eseguito con un ago sottile inserito attraverso la parete addominale sotto guida ecografica.
Al termine del prelievo di liquido amniotico, la donna può percepire una sensazione di fastidio all'addome simile al dolore mestruale, dovuta a lievi contrazioni della muscolatura uterina stimolata dal passaggio dell'ago. Per evitare ulteriori sollecitazioni, di solito la futura mamma viene invitata a riposare distesa su un lettino per dieci-quindici minuti dopo l'esame. Dovrà poi astenersi da attività faticose per il resto della giornata e per i due giorni successivi, al termine dei quali cessa il rischio di abortività legato al prelievo.
Per l'amniocentesi, se viene effettuata in un centro specializzato da un operatore esperto, il rischio di aborto è in media dello 0,5%. Questo rischio è molto simile a quello che grava sulla villocentesi (0,5-1%). Il principale vantaggio della villocentesi rispetto all'amniocentesi risiede nella possibilità di eseguire l'esame in epoca precoce, nonostante il prelievo del liquido amniotico sia oggi eseguibile anche tra la 11a e la 13a settimana.
Quali Anomalie Possono Essere Rilevate dagli Esami Invasivi?
La villocentesi è indicata per verificare che i cromosomi abbiano una struttura e un numero normali e per analizzare il DNA, la sostanza di cui sono composti i cromosomi. In questo modo è possibile escludere malattie, anche molto gravi. Allo stesso modo, l'amniocentesi viene richiesta per diagnosticare eventuali alterazioni cromosomiche e indagini su specifici geni vengono prescritte quando uno o entrambi i genitori sanno o sospettano di essere portatori di patologie ereditarie. La villocentesi non è invece in grado di evidenziare difetti del tubo neurale come la spina bifida, che possono tuttavia essere facilmente rilevati mediante ecografia.
Vediamone alcune delle principali patologie rilevabili:
- Trisomia 21 o Sindrome di Down: È la malattia cromosomica più diffusa, la cui incidenza in gravidanza aumenta con il crescere dell'età materna. Consiste nella presenza di un cromosoma in più in corrispondenza della coppia di cromosomi 21, che causano caratteristiche morfologiche tipiche (occhi allungati, viso tondo, bassa statura) e problemi come sistema immunitario meno efficiente e deficit intellettivo.
- Trisomia 18 o Sindrome di Edwards: È un'anomalia cromosomica dovuta al fatto che è presente un cromosoma in più rispetto ai due cromosomi numero 18 che ci sono nei soggetti sani. È caratterizzata da serio deficit cognitivo, ritardo nello sviluppo, anomalie a carico di diversi organi, microcefalia (testa più piccola del normale). Inoltre possono esserci malformazioni importanti che coinvolgono l'apparato cardiovascolare, digerente e renale.
- Trisomia 13 o Sindrome di Patau: Questa malattia è dovuta a un'alterazione che coinvolge la coppia di cromosomi numero 13. È caratterizzata da serio ritardo fisico e mentale, malformazioni importanti a carico di organi interni, problemi del palato, degli occhi e della cute, seri disturbi renali.
- Fibrosi Cistica o Mucoviscidosi: Si tratta di una malattia ereditaria, caratterizzata dall'assenza di particolari enzimi, che impedisce all'intestino di assorbire grassi e altre sostanze nutritive. Questa condizione inoltre provoca la formazione di una secrezione viscosa (dalla quale deriva il nome) che causa serie difficoltà respiratorie e digestive, con una aspettativa di vita breve.
- Talassemia o Anemia Mediterranea: È una malattia ereditaria (legata ai geni dei genitori), che comporta la mutazione di due proteine coinvolte nella sintesi dell'emoglobina, la sostanza che permette il trasporto dell'ossigeno nel sangue. La conseguenza è una massiccia distruzione dei globuli rossi con conseguente anemia, pallore, debolezza, che richiede continue trasfusioni di sangue.
- Distrofia Muscolare: È una malattia congenita invalidante, caratterizzata dalla progressiva riduzione del tessuto muscolare. I sintomi compaiono poco alla volta e consistono in una crescente difficoltà dei movimenti, dapprima quelli più complessi, quindi anche i più semplici. La malattia con il tempo porta anche a cadute con conseguenti fratture ossee.
- Fenilchetonuria: È una malattia genetica ereditaria rara, ma molto seria, che comporta l'accumulo nell'organismo di una sostanza, la fenilalanina, che provoca la compromissione dello sviluppo del sistema nervoso (ritardo mentale). Colpisce una persona ogni 10.000 e l'unico modo per controllarla consiste nell'eliminazione della fenilalanina (che è un aminoacido) dall'alimentazione. Questo comporta pesanti restrizioni e limitazioni alla vita quotidiana.

I Risultati degli Esami Invasivi: Tempi e Affidabilità
Il tempo necessario per ottenere l'esito della villocentesi e dell'amniocentesi dipende dalle anomalie ricercate e dalle tecniche utilizzate. Entrambi i test offrono la possibilità di ridurre i tempi di attesa per i risultati diagnostici, un fattore cruciale per le famiglie.
Villocentesi
L'esito preliminare dell'analisi della villocentesi è disponibile 48 ore dopo il prelievo. Questo è possibile grazie alla tecnica nota come QF-PCR (da Quantitative Fluorescent Polymerase Chain Reaction), che fornisce un risultato diagnostico quasi immediato per le sindromi di Down (Trisomia 21), Patau (Trisomia 13) ed Edwards (Trisomia 18), e per le anomalie dei cromosomi sessuali. Occorrono, però, due settimane per avere la verifica della correttezza del risultato definitivo. Normalmente sono richieste circa 2 settimane per elaborare i risultati dell'esame, ma le tempistiche possono variare da struttura a struttura.
I diversi tempi di attesa riflettono due diverse tecniche analitiche del campione placentare, che ove possibile vengono sempre eseguite congiuntamente. L'analisi cromosomica dev'essere eseguita su cellule in divisione e, nel caso dei villi coriali, si utilizzano due metodiche d'indagine: il metodo diretto per una diagnosi precoce e una coltura cellulare per ottimizzare l'affidabilità diagnostica. Il materiale prelevato viene diviso: una parte viene utilizzata per l'analisi diretta, l'altra per l'analisi dopo coltura. Quest'ultima prevede che le cellule vengano poste in un apposito vetrino e incubate, in modo da favorirne la moltiplicazione ed originare le relative colonie (aggregati di cellule con lo stesso corredo cromosomico della cellula originaria).
La procedura è in genere affidabile, e la percentuale di falsi positivi o falsi negativi è molto bassa. Tuttavia, solo di rado, in circa l'1% dei casi, può accadere che il materiale prelevato non sia idoneo per l'analisi o che i risultati risultino dubbi. Questo diminuisce l'affidabilità diagnostica della villocentesi, perché il prelievo può essere contaminato da cellule d'origine materna; perciò, la coltura ha lo scopo di eliminare il rischio di analizzare cellule materne anziché fetali, con conseguente pericolo di falsi negativi. Talvolta, se la quantità di villi coriali prelevati non è sufficiente, non è possibile l'allestimento di entrambi i preparati, compromettendo una diagnosi definitiva. In questo caso, a distanza di 2-4 settimane, può essere necessario ripetere la villocentesi, anche se nella maggior parte dei casi si opta per un prelievo del liquido amniotico. È importante considerare che, in rari casi, il mosaicismo confinato placentare può portare a una diagnosi di anormalità in feti sani. Per contro, nonostante l'apparente assenza di anomalie, alla nascita il bambino potrebbe evidenziare difetti genetici non rilevabili tramite lo studio dei villi coriali.
Amniocentesi
Per ottenere il responso completo dell'amniocentesi è necessario attendere dalle 2 alle 3 settimane dal prelievo. Da alcuni anni, però, le strutture più attrezzate offrono la possibilità di ottenere in tempi brevi, entro 48 ore dal prelievo, una risposta parziale relativa a eventuali anomalie dei cromosomi 21, 18, 13 e dei cromosomi sessuali. Anche per l'amniocentesi, la tecnica QF-PCR fornisce quindi un risultato diagnostico quasi immediato per la sindrome di Down, la sindrome di Patau e la sindrome di Edwards.
Villocentesi Gratuita: I Criteri di Accesso al Servizio Sanitario Nazionale
La villocentesi, come anche l'amniocentesi, non è un esame offerto gratuitamente a tutte le donne, ma l'accesso è regolamentato da specifici criteri stabiliti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in Italia. I criteri per l'esenzione dal pagamento del ticket sono gli stessi previsti per l'amniocentesi, e sono stati aggiornati dal Ministero della Salute nel 2017.
La villocentesi è "gratuita solo per le donne che, indipendentemente dalla loro età, hanno un rischio aumentato rilevato attraverso il test combinato o dovuto a condizioni familiari". In pratica, il servizio sanitario pubblico offre gratuitamente la prestazione quando la probabilità che il feto sia portatore di un'alterazione cromosomica o di una particolare patologia genetica supera il rischio di interruzione accidentale della gravidanza dovuto all'invasività dell'amniocentesi o della villocentesi.
Differenze tra Amniocentesi e Villocentesi HD
I principali fattori di rischio che danno diritto all'esenzione sono:
- Rischio elevato rilevato dal test combinato: Se la gestante ha ottenuto un risultato di "rischio alto" attraverso il test combinato (Bitest con translucenza nucale), è idonea per la villocentesi gratuita.
- Età materna avanzata senza screening preventivo: Alle donne di età uguale o superiore ai 35 anni che non hanno eseguito nel primo trimestre i test di screening (quelli non invasivi che dicono solo se il rischio di alcune malattie è aumentato), come il Bitest, la translucenza nucale o il Tri test, viene offerta la villocentesi gratuitamente.
- Genitori portatori riconosciuti di malattia genetica: Se uno o entrambi i genitori sono portatori riconosciuti di una malattia genetica ereditaria (come ad esempio fibrosi cistica, talassemia, fenilchetonuria o distrofia muscolare), la villocentesi gratuita è garantita.
- Coppie portatrici di alterazioni cromosomiche: Pazienti che appartengono a coppie portatrici di alterazioni cromosomiche strutturali (come traslocazioni, aneuploidie, inversioni) rientrano nei criteri di gratuità.
- Contrazione di malattie del gruppo TORCH: Se la donna ha contratto una malattia del gruppo TORCH (ossia toxoplasmosi, rosolia, citomegalovirus) durante la gravidanza, può avere accesso all'esame gratuitamente, in quanto queste infezioni possono comportare rischi per il feto.
- Storia clinica familiare significativa: La presenza di specifici fattori di rischio personali o familiari di alterazioni cromosomiche o genetiche. La gestante con un rischio elevato viene quindi valutata attraverso una consulenza medica specifica, sulla base della sua storia clinica e familiare, e sottoposta precocemente al prelievo dei villi coriali.
Per poter accedere ai servizi gratuiti, senza neanche il pagamento del ticket sanitario, è indispensabile la prescrizione del medico di base o del ginecologo dell’ospedale o del consultorio, la quale deve riportare il codice di esenzione per gravidanza. Con questa richiesta in mano, si può recare direttamente presso gli ospedali pubblici o i centri convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale per effettuare gli esami gratuitamente.
Quando invece il rischio di aborto accidentale è superiore al rischio prevedibile di un'anomalia cromosomica o genetica, è consigliabile, per chi lo desidera, sottoporsi preliminarmente a un esame di screening non invasivo che fornisce una stima più precisa della probabilità di patologie, come il Bitest con translucenza nucale. In tutti gli altri casi in cui non sussistono i criteri di rischio, il costo dell'esame è a carico della donna ed è variabile a seconda della struttura prescelta. Indipendentemente dalle indicazioni mediche, la coppia è sempre libera di scegliere o meno se effettuare la diagnosi prenatale invasiva.
Alternative Non Invasive: Il Bitest e la Translucenza Nucale
Nelle gravidanze a basso rischio, si consiglia di fare ricorso in prima istanza a esami non invasivi che forniscono una stima della probabilità di una patologia e solo in seguito, in base al risultato ottenuto, optare eventualmente per l'analisi invasiva. Questi test di screening non sono diagnostici e non forniscono certezze, ma aiutano a definire il livello di rischio.
Il Bitest, o dual test, consiste nel prelievo di un campione di sangue materno per misurare la concentrazione di due proteine rilasciate dalla placenta che indicano la maturità del feto. Confrontando i risultati dell'analisi con le curve standard della concentrazione delle due proteine, è possibile stimare la probabilità che il piccolo sia portatore di trisomia 21, la sindrome di Down. Il periodo indicato per effettuare l'esame va dall'11esima alla 12esima settimana di gravidanza.
Nella stessa finestra temporale è possibile effettuare l'esame della translucenza nucale, un test ecografico che consiste nella misurazione dello spessore dei tessuti nucali del feto. In media, a questa età gestazionale, lo spessore è di 2,5 millimetri, mentre nei feti portatori di sindrome di Down è sensibilmente maggiore. L'esame della translucenza nucale, abbinato al Bitest, garantisce una sensibilità del 98%, con un tasso di falsi positivi del 6%.
Il test combinato, che prevede un prelievo di sangue materno e un'ecografia per valutare la translucenza nucale, viene offerto gratuitamente a tutte le donne nel primo trimestre di gravidanza, come indicato dagli aggiornamenti del Ministero della Salute. Questo contribuisce a ridurre il ricorso inappropriato alla diagnosi prenatale invasiva.
Nuovi Orizzonti Diagnostici: Il Test del DNA Fetale su Sangue Materno (NIPT)
Da anni sono allo studio test alternativi ad amniocentesi e villocentesi che offrano la stessa certezza diagnostica ma non comportino rischi di aborto accidentale. Uno dei test più promettenti è il Test del DNA fetale su sangue materno, noto anche come NIPT (Non Invasive Prenatal Testing).
Il NIPT è un test con elevata sensibilità e specificità per definire il rischio di aneuploidie (alterazioni di numero del normale assetto cromosomico) dei cromosomi 21, 18, 13 e dei cromosomi sessuali, basato sul DNA fetale circolante. È un test di valutazione del rischio, pertanto non è un test diagnostico e quindi non è sostitutivo dei test diagnostici invasivi come amniocentesi e villocentesi.

L'utilità di questi nuovi test è riconosciuta e la loro disponibilità sta aumentando, anche con agevolazioni economiche in alcune regioni:
- Regione Umbria: Un esame messo a punto da un gruppo di medici e biologi dell'Università di Perugia è già disponibile gratuitamente per le future mamme residenti in Umbria, portatrici di uno o più fattori di rischio di alterazioni cromosomiche, in regime di "applicazione clinica controllata" in attesa di validazione definitiva. Consiste nel prelievo di un campione di sangue materno tra la 10a e la 13a settimana di attesa, nella ricerca e nell'analisi delle rare cellule fetali che il sangue contiene. Il risultato, disponibile circa due settimane dopo il prelievo, fornisce una diagnosi relativa al sesso del nascituro e a tre alterazioni cromosomiche: trisomia 21, 13 e 18.
- Regione Lombardia (Bergamo): Presso il Consultorio Familiare di Bergamo, nei risultati a rischio intermedio (tra 1:100 e 1:1000) del test combinato, è possibile effettuare gratuitamente il prelievo per il Test del DNA fetale su sangue materno (per le trisomie 13, 18 e 21). Questo servizio è riservato esclusivamente alle donne già prese in carico per la gravidanza dai Consultori Familiari dell'azienda sanitaria locale.
- Regione Toscana: Nei casi in cui il rischio si colloca tra 1:301 ed 1:1000, la Regione Toscana offre la possibilità di eseguire un ulteriore test di determinazione del rischio (non diagnostico), che consiste in un prelievo di sangue materno per la ricerca del DNA fetale circolante (NIPT). Il test NIPT viene offerto con pagamento di una quota di partecipazione alla spesa (e non della tariffa intera) alle gestanti, destinatarie del libretto/protocollo della Regione Toscana, che hanno effettuato il test combinato ed hanno un referto di rischio compreso tra 1:301 e 1:1000. Beneficiano della quota di partecipazione alla spesa anche le gestanti che, per rischio compreso tra 1:2 e 1:300, possono accedere gratuitamente alla diagnosi prenatale invasiva ma che, per libera scelta, decidono di effettuare il test NIPT.
Questi sviluppi indicano una direzione verso test sempre più precisi e meno invasivi per la diagnosi prenatale, offrendo alle future mamme e alle coppie un ventaglio di scelte sempre più ampio e personalizzato.
Il Percorso della Gravidanza: Altri Esami Gratuiti e Consigli Utili
Il Ministero della Salute, nel 2017, ha aggiornato la lista delle prestazioni sanitarie gratuite alle coppie e alle donne pre e post parto, rendendo disponibili numerosi esami e servizi. Per poter accedere a questi servizi gratuiti, inclusi quelli non strettamente legati alla diagnosi prenatale invasiva, è sempre necessaria la prescrizione del medico di base o del ginecologo dell’ospedale o del consultorio che riporta il codice di esenzione per gravidanza.
Esami Gratuiti nel Primo Trimestre di Gravidanza
Oltre al test combinato (Bitest + translucenza nucale) offerto gratis a tutte le donne, nel primo trimestre sono previsti:
- Pap-test: Gratuito a tutte le donne sopra i 24 anni che non lo hanno eseguito negli ultimi 3 anni.
- Esame colturale delle urine: Per identificare precocemente infezioni renali che potrebbero causare complicazioni in gravidanza.
- Ricerca degli anticorpi di alcune malattie sessualmente trasmissibili: Per le donne a rischio, il SSN offre gratuitamente anche una ricerca degli anticorpi di gonorrea, clamydia e epatite C.
- Visita specialistica in genetica medica: Per il periodo che precede il concepimento è stata introdotta una visita specialistica in genetica medica, per valutare eventuali rischi di malattie genetiche familiari, per esempio a seguito di ripetuti aborti.
Esami Gratuiti nel Secondo Trimestre di Gravidanza
Per il secondo trimestre è previsto:
- Curva glicemica (curva da carico con 75 grammi di glucosio): Da effettuare tra il quarto e il sesto mese di gravidanza per le gestanti a rischio di sviluppare il diabete gestazionale.
Esami Gratuiti nel Terzo Trimestre di Gravidanza
Nel terzo trimestre è possibile effettuare, sempre gratis:
- Tampone vaginale: Per ricercare un batterio (lo streptococco β emolitico gruppo B) che può causare gravi infezioni neonatali. In caso di risposta positiva, viene offerta dal Servizio Sanitario Nazionale anche una terapia antibiotica che previene il rischio di infezione del piccolo.
- Ecografia del terzo trimestre: Resta gratuita solo per le donne per le quali il medico identifichi una patologia materna o fetale per cui è opportuno eseguire un esame ecografico. Questo rappresenta una modifica rispetto al passato, dove era spesso gratuita per tutte.
Ecografie e Altri Supporti
Secondo le linee guida nazionali e internazionali, la raccomandazione è di effettuare 2 ecografie in gravidanza se non vi sono complicanze. Tra queste, la più importante è quella del quinto mese che va eseguita tra la 19esima e la 21esima settimana da un ecografista esperto per aumentare la probabilità di evidenziare eventuali anomalie del feto. Ricordate, però, che i consultori familiari offrono gratuitamente assistenza all'intero percorso nascita.
Tra le prestazioni gratuite inserite negli aggiornamenti ministeriali ci sono anche i corsi di accompagnamento alla nascita, l'assistenza nel puerperio e il colloquio con lo psicologo in caso di disagio emotivo in gravidanza e/o dopo il parto, a testimonianza di un approccio sempre più olistico alla maternità.
Vaccinazione Antinfluenzale in Gravidanza
Infine, in autunno, prima dell'arrivo dell'influenza stagionale, il vaccino antinfluenzale è raccomandato e gratuito per tutte le donne incinte.
Le informazioni contenute in questo articolo non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È sempre fondamentale consultare il proprio medico o ginecologo per qualsiasi decisione riguardante la propria salute e quella del bambino.
tags: #villocentesi #gratuita #per