La crescita di un neonato è un percorso dinamico e in continua evoluzione, e uno degli aspetti che più sta a cuore ai genitori è l’incremento di peso. Questo percorso si arricchisce di nuove sfide e considerazioni al momento dell'introduzione dei cibi solidi, fase comunemente nota come svezzamento. È un periodo in cui le esigenze nutrizionali del bambino cambiano e il passaggio dal solo latte a un'alimentazione complementare può portare a variazioni nei ritmi di crescita ponderale. Comprendere le cause di queste fluttuazioni e sapere quando è opportuno non preoccuparsi, o al contrario, quando è il caso di agire, è fondamentale per supportare al meglio lo sviluppo del proprio bambino. In questo contesto, l'osservazione attenta e il confronto con il pediatra diventano strumenti indispensabili per navigare serenamente questa importante tappa.
La Crescita del Neonato: Parametri e Ritmi Individuali
La crescita del neonato mese per mese è una delle questioni che più sta a cuore ai genitori. Con questo termine non si intende solo l’incremento di peso, ma anche molti altri fattori come la lunghezza e la circonferenza cranica. Fin dai primi giorni di vita, ogni neonato ha i suoi personali ritmi di crescita. Questi valori non vanno interpretati come riferimenti assoluti, ma piuttosto come indicazioni generali.
Al momento della nascita, possono esserci differenze sostanziali nel peso e nella lunghezza in base a fattori ambientali o ereditari. Ad esempio, se la mamma fuma in gravidanza è probabile che il neonato nasca sottopeso. Non ci sono grandi differenze tra maschi e femmine per quanto riguarda la lunghezza. Relativamente al peso, invece, di norma i neonati pesano circa 150 g in più rispetto alle bambine.
Nei primi giorni di vita il bebè perde un po’ di peso: parliamo di calo ponderale fisiologico. Si tratta di una diminuzione temporanea pari a una misura che va dal 5 al 10% del peso iniziale. Il calo ponderale è dovuto principalmente a emissione di meconio (le prime feci del neonato), perdita di liquidi e assunzione di una quantità limitata di latte. Non è niente di preoccupante: nel giro di un paio di settimane, infatti, il bebè recupera il peso perso. Se dovessero verificarsi condizioni tali per cui la perdita dovesse essere più elevata, il tempo di recupero del peso perso potrebbe essere più lungo.
La maggior parte dei bambini raddoppia il peso nell’arco di 5 mesi e all’incirca al compimento del primo anno di età lo triplica. Nel primo trimestre, il neonato prende circa 20-30 grammi al giorno per un totale di 140-210 grammi alla settimana. Per le prime settimane è comune che l’aumento del peso del bebè sia variabile; può capitare infatti che il neonato prenda una settimana 80 g e quella successiva 200 g ad esempio. Non ci si deve preoccupare, è tutto nella norma. L'aumento di peso minimo del bebè, fino a tre mesi di età, è di 140-150 grammi a settimana. Sotto questi valori bisogna trovare una soluzione, che può anche essere semplicemente quella di attaccarlo più spesso al seno. Se un bimbo nel primo mese di vita aumenta il doppio di quanto è giusto attendersi, non c'è da stupirsi se nelle due settimane successive non cresce più di peso. L'importante, però, è che poi vi sia una ripresa.
Per valutare che la nutrizione del neonato sia sufficiente o se invece debba essere integrata, ci sono dei fattori da prendere in considerazione. Questi segnali, infatti, mostrano che il neonato sta assumendo tutto il latte necessario per crescere: si può osservare pipì giallastra nei primi giorni successivi alla nascita (nel tempo, quantità e trasparenza aumenteranno) e dopo 6 giorni dalla nascita, il bebè bagna il pannolino con urina trasparente almeno sei volte in 24 ore (questo significa che il bambino è idratato). Se viene allattato con latte materno, il meconio tende al nero per poi passare al verde e al giallo dopo 6 giorni di vita.

I motivi per i quali il bebè potrebbe non prendere peso in modo adeguato (intorno a 150 g a settimana nei primi 3 mesi) possono essere diversi. Tuttavia, prima di allarmarsi, è bene confrontarsi con il proprio pediatra in modo da individuare la causa corretta. Il medico tiene in considerazione i percentili registrati durante la visita, l’età gestazionale, la corporatura dei genitori, i valori rilevati in precedenza, e la lunghezza e il peso alla nascita. È possibile valutare la curva di crescita del tuo bambino rispetto ai parametri stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso il calcolo dei percentili. I percentili, o diagrammi percentili, sono le unità di misura che mettono in correlazione peso e altezza e, nel caso del primo anno di vita, anche la circonferenza cranica. L’esame della crescita di un neonato mese per mese spetta al pediatra.
Gli scatti di crescita sono dei brevi periodi nei quali il bebè cresce più rapidamente rispetto ad altri momenti della sua vita. Sono fasi normali della crescita, non c’è niente di cui tu debba preoccuparti. È una situazione che potrebbe creare disagio a te e al tuo bambino, ma cerca di affrontare serenamente questo momento; è temporaneo e dopo poco tutto tornerà alla normalità. Gli scatti di crescita si verificano generalmente intorno alle 2-3 settimane, alle 6 settimane e ai 3 mesi. Sono i momenti nei quali il fabbisogno energetico aumenta e, di conseguenza, il neonato necessita di mangiare di più. Non c’è bisogno di allarmarsi se in alcuni periodi il bebè non cresce o cresce più lentamente rispetto ad altri momenti della sua vita. Ogni neonato, poi, ha i suoi ritmi di crescita, si sviluppa secondo le proprie caratteristiche costituzionali che dipendono dal patrimonio genetico ereditato dai genitori. Quindi non preoccuparti subito se la crescita del bambino non è eccezionale o se ci sono pause momentanee.
Svezzamento: Il Passaggio ai Cibi Solidi e le Sue Implicazioni sul Peso
Lo svezzamento rappresenta una tappa importante nello sviluppo del bambino, un periodo di transizione dall'alimentazione esclusiva a base di latte all'introduzione graduale di cibi solidi. Questo passaggio è cruciale non solo per l'apporto nutrizionale ma anche per lo sviluppo di nuove abilità motorie e sensoriali.
Una mamma, Marta, ha iniziato a preparare la sua splendida bimba di 5 mesi per lo svezzamento. La piccola era nata di 4 kg e fino agli inizi del quarto mese aveva sempre messo su un buon peso costante con allattamento misto, bevendo prevalentemente il latte materno ma con l'aggiunta di un paio di biberon nel caso avesse ancora fame verso sera. Dal quarto mese, la crescita della bambina ha rallentato. Come da indicazioni del pediatra, Marta ha fatto assaggiare la frutta alla sua bimba a 4 mesi e mezzo e a 5 mesi ha iniziato con la prima pappina. Ora è da circa 15 giorni che la piccola mangia più o meno una pappina al giorno e per il resto assume latte, ma Marta vede che da quando ha iniziato questa fase il suo peso si è fermato, non è più cresciuta. In compenso, prima tirava tutta la notte senza svegliarsi e ora ogni 2 ore si sveglia per poppare.
Marta capisce che le esigenze nutrizionali della bambina sono cambiate e il latte non la nutre più come prima, ma non sa se è il caso di aggiungere un'altra pappa giornaliera o come agire. La pappa che prepara include 150 ml di brodo di zucchina, patata e carota con 3 cucchiai di crema di mais e tapioca, un cucchiaio di olio e di grana; i vegetali vengono separati tra loro e surgelati per cambiare ogni sera. Ha provato ad integrare con il pollo ma la bambina non lo mangia, pertanto sta continuando con i vegetali e riproverà più avanti.
Da 8 a 12 mesi: alimentazione tra seno, tazze e cucchiai - Intervista alla dott.ssa Spina
Il contenuto proteico della dieta del bambino è da considerare una variante molto importante nel bilancio alimentare complessivo. Numerosi studi hanno dimostrato che un consumo elevato di proteine a partire dallo svezzamento e nelle epoche successive aumenta il rischio di sovrappeso nei bambini e l’obesità infantile. Per questo motivo le comunità scientifiche raccomandano di limitare il consumo di proteine a massimo 15% dell’energia totale in neonati e bambini piccoli. Questa indicazione si traduce nell'adattare le porzioni dei secondi piatti in base all’età, consumando ad esempio mezzo omogeneizzato di carne, pesce, legumi o formaggio dai 6 ai 12 mesi di vita e un vasetto intero dal primo anno.
Durante questa delicata fase di transizione, gli alimenti per l’infanzia possono essere utilizzati per intraprendere sane abitudini alimentari e limitare l’esposizione ad intake squilibrati di nutrienti. Ad esempio, dopo l’anno di età è possibile proporre alcune merende equilibrate come abbinare uno Yogurtino Plasmon ad una porzione di frutta fresca, consumare puree di frutta sottoforma di omogeneizzati o di Spremi e gusta, o ancora consumare il biscotto per l’infanzia sempre abbinato alla frutta fresca. Non solo, pensando ai bambini sopra all’anno di età, Plasmon ha inventato degli snack sapidi adatti al consumo dei più piccoli: i crackers Crick dei bambini e i Paff dei bambini. Questi rappresentano delle valide proposte di snack per i bambini perché sono prodotti senza alcuna aggiunta di sale, non sono fritti e il loro sapore delicato è l’ideale per i palati dei più piccoli. Dopo i 12 mesi è normale che avvenga una progressiva introduzione nella dieta del bambino anche degli alimenti tradizionali consumati dalla famiglia, purché tale introduzione sia graduale. Tuttavia, rimane sempre importante, per ragioni nutritive e di sviluppo, dare al bambino cibi appropriati per l’età, che per esempio non lo espongano ad intake eccessivo di grassi saturi, sale e zuccheri liberi.
Variazioni del Peso Durante lo Svezzamento: Quando Preoccuparsi e Quando No
Il rallentamento della crescita o la sua pausa durante lo svezzamento può generare apprensione nei genitori, ma è fondamentale distinguere tra variazioni fisiologiche e situazioni che richiedono un intervento. Il pediatra di Marta, ad esempio, dice di non preoccuparsi perché la bambina ha un bel peso (pesa 7.50 chili), nonostante il fatto che non abbia messo su un grammo da 3 settimane. In effetti, direi che proprio per il peso attuale della bambina la necessità di vederla crescere con la pappa non si pone: insomma ha ragione il suo pediatra a evitare preoccupazioni, almeno per ora, ma a proporre una sola pappa (è presto per la seconda), mantenendo un apporto congruo di latte, come del resto sta facendo. Se la bambina tende a svegliarsi, di sera si può aumentare il latte in aggiunta al latte materno. A svezzamento iniziato, se il peso del bambino è più che adeguato alla sua età non c'è bisogno che l'aumento continui a verificarsi settimana dopo settimana.
Non è raro che un allattato al seno di tre mesi di vita aumenti meno di peso rispetto alle settimane precedenti. Se non dà alcun segno di malessere, è vivace, reattivo, allegro, prima di decidere di dare l'aggiunta di latte artificiale si può attendere sette-quattordici giorni per vedere se c'è una ripresa. Ogni neonato ha i suoi ritmi di crescita, si sviluppa secondo le proprie caratteristiche costituzionali che dipendono dal patrimonio genetico ereditato dai genitori. Quindi non preoccuparti subito se la crescita del bambino non è eccezionale o se ci sono pause momentanee.
Un peso superiore ai sette chili in una bimba di quasi sette mesi non è poco in assoluto, ma se l'aumento nell'ultimo mese e mezzo è stato estremamente modesto può essere opportuno agire sulle prime pappe. La domanda che si pone è cosa fare se il neonato non cresce. Come abbiamo visto, ogni bambino ha il suo ritmo di crescita. Vi possono tuttavia essere diverse cause che possono rallentare la crescita del tuo bambino: in questo caso è importante rivolgersi al pediatra di fiducia in modo da individuare la corretta causa ed elaborare una terapia ad hoc. In alcuni casi, l'introduzione delle pappe è consigliata piuttosto del latte artificiale.
Fattori Che Influenzano la Crescita e il Rischio di Squilibri
La crescita di un bambino è un processo complesso influenzato da una molteplicità di fattori che vanno oltre il semplice apporto calorico. Questi includono predisposizioni genetiche, ambiente e le abitudini alimentari fin dalle prime fasi della vita.
Possono esserci differenze più sostanziali in base a fattori ambientali o ereditari. Lo studio ha incrociato dati di peso alla nascita per accrescimenti medi durante la lattazione con il peso finale dei suinetti alla fine della fase di svezzamento. Questo studio rivela anche che suinetti con basso peso alla nascita, ma con elevati accrescimenti (scrofa gran produttrice di latte?) possono risultare più pesanti alla fine della fase successiva. Questo studio ha valutato l'effetto del peso alla nascita e dell'aumento di peso durante la fase di lattazione sull'incremento di peso giornaliero dei suinetti durante la fase di svezzamento (21-61 giorni di età). I dati sono stati analizzati secondo un disegno sperimentale completamente randomizzato, con tre classi di peso alla nascita (BW) e due classi di aumento di peso durante la fase di allattamento (SDWG). I suinetti ad alto peso corporeo e basso SDWG erano 0,2 kg più leggeri allo svezzamento rispetto agli animali a basso peso corporeo e alto SDWG (P<0,05). Tuttavia, alla fine della fase di svezzamento, questa situazione è stata invertita, con suinetti ad alto peso corporeo e basso SDWG di 2,20 kg più pesanti (P < 0,05). I suinetti a basso peso corporeo e alto SDWG erano più pesanti allo svezzamento e alla fine della fase di svezzamento rispetto ai suinetti a basso peso corporeo e basso SDWG (P<0,05). Allo stesso tempo, i suinetti con peso corporeo medio e alto e SDWG basso e alto presentavano differenze di peso corporeo allo svezzamento (P<0,05), ma non alla fine della fase di svezzamento (P<0,05).
Vi sono però consistenti evidenze di un’associazione tra lo squilibrio di nutrienti della dieta nelle prime fasi della vita e il rischio aumentato di sviluppare obesità e malattie ad essa correlate nelle epoche successive. Da qui nasce la necessità di prestare attenzione all’alimentazione infantile considerandola non solo nutrimento indispensabile alla crescita ma anche strumento preventivo per non sviluppare obesità infantile e ulteriori rischi per la salute. L’obesità infantile, detta anche obesità essenziale, è una forma di malnutrizione per eccesso altamente diffusa nei paesi industrializzati. Questa condizione clinica è caratterizzata da un eccesso di tessuto adiposo corporeo che fin dall’età pediatrica è in grado di indurre un aumento significativo di rischi per la salute (diabete, danni cardio-metabolici, ipercolesterolemia, alterazioni del profilo glucidico).

Nutrizione e Stile di Vita Durante e Dopo lo Svezzamento per Prevenire l'Obesità
Prevenire l’obesità infantile significa sviluppare sane abitudini alimentari e promuovere uno stile di vita attivo fin dai primi anni di vita. Sia il sovrappeso che l’obesità infantile si presentano attraverso un peso elevato e dipendono da un eccessivo accumulo di grasso corporeo. Quando parliamo di sovrappeso intendiamo il peso corporeo elevato e superiore rispetto ai valori considerati normali per la popolazione (ciononostante non si parla ancora di una condizione patologica). L’obesità viene invece definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come una patologia cronica. I fattori di rischio che portano allo sviluppo di questa patologia sono numerosi, variabili e dislocati nell’arco di tutta la vita.
Sviluppare sane abitudini alimentari rappresenta lo strumento chiave nella prevenzione dell’obesità infantile. Si consiglia ad esempio di aderire a modelli alimentari variati ed equilibrati come la Dieta Mediterranea. Un pattern alimentare ricco in alimenti di origine vegetale (verdure, frutta, cereali integrali, legumi, noci, semi) caratterizzato da un intake medio-alto di pesce e da un consumo moderato di uova, pollame e prodotti caseari (latte, yogurt e formaggio) che si abbina ad un ridotto consumo di carne rossa e che impiega come principale fonte di grassi l’olio di oliva. È importante proporre fin da piccoli una dieta ricca che rispetti correttamente le frequenze dei pasti e dei secondi piatti; pare infatti che i bambini mangino di più quando ricevono una dieta varia, rispetto a quando hanno una dieta limitata e monotona.
Gli snack o spuntini di metà mattina e metà pomeriggio rappresentano una fonte nutrizionale altamente importante nei bambini più piccoli e fanno parte dei 5 momenti giornalieri dedicati al pasto. Nonostante il consumo di spuntini contribuisca ad un corretto intake energetico nei bambini, negli ultimi decenni è aumentato il consumo di snack ad elevata densità energetica nutrizionalmente non adeguati. Purtroppo, gli snack consumati dai bambini consistono sempre di più in dolci, bevande zuccherate e snack salati che tendono ad avere alta densità energetica, grassi saturi, zuccheri raffinati o elevato contenuto di sale. Per questo motivo il genitore deve imparare a proporre delle alternative salutari durante le merende e gli spuntini.
Tra le abitudini quotidiane che si apprendono fin dalle prime fasi dello svezzamento e che devono essere mantenute durante tutta la crescita del bambino, vi è il consumo di acqua. È consigliato proporre e incoraggiare il bambino a bere sempre l’acqua così da evitare il consumo di altre bevande, come le bevande gassate e zuccherate, che non andrebbero somministrate ai più piccoli. Le bevande zuccherate sono drink o bevande arricchite con dolcificanti calorici che, se consumati dai più piccoli, aumentano sensibilmente il consumo di zuccheri liberi (mono e disaccaridi) in neonati, bambini e adolescenti. Un consumo di zuccheri liberi superiore al livello raccomandato, in particolare se dovuto a bevande zuccherate, è associato ad un incremento ponderale in bambini e adulti, con il rischio dunque di sviluppare obesità infantile. I succhi di frutta non sono considerati bevande zuccherate, e ad oggi non vi è alcuna evidenza dell’associazione tra consumo di succhi di frutta e aumento di peso.
Di pari importanza è il numero di pasti giornalieri consumati: i bambini fino ai 12 anni di età dovrebbero infatti mangiare almeno 5 volte nell’arco della giornata, a partire dalla colazione mattutina. Saltare la colazione è infatti uno tra i primi fattori di rischio per lo sviluppo di sovrappeso e obesità nei bambini, perché si ritiene abbia un ruolo cruciale nel bilancio energetico e nella regolazione alimentare.
Non bisogna dimenticare il movimento! La riduzione della sedentarietà e l’aumento dell’attività fisica sono elementi integranti della prevenzione dell’obesità infantile. Si consiglia ad esempio di dedicare al movimento almeno 180 minuti al giorno, anche non continuativi, nei bambini di 1-2 anni, mentre nei bambini di 3-4 anni di questi 180 minuti almeno 60 dovrebbero essere dedicati ad un’attività fisica moderata-intensa. Sempre secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità i comportamenti sedentari dovrebbero essere limitati, in particolare il tempo passato davanti agli schermi non deve essere superiore ad 1 ora a partire dai 2 anni di età, mentre non è raccomandabile esporre a televisione, video o schermi i bambini sotto i 2 anni.In ogni caso, entrambe le condizioni di obesità infantile e di sovrappeso devono essere strettamente monitorate nell’età pediatrica da un professionista.
Dettaglio della Crescita Mese per Mese: Peso, Lunghezza e Circonferenza Cranica
Oltre al peso, anche la lunghezza e la circonferenza cranica sono indicatori fondamentali della crescita. La lunghezza di un neonato al momento della nascita è di circa 50 cm; la differenza tra maschi e femmine è inesistente. Nel primo mese il bebè cresce approssimativamente di 5 cm. Si allunga poi mediamente di circa 2-2,5 cm al mese durante il primo anno di età e di 1 cm al mese nel secondo anno. Al 6° mese la lunghezza media di un bambino sarà di circa 67 cm e di una bambina 65 cm. Dal 7° al 12° mese il neonato cresce di circa 4-5 cm al mese. Al compimento del primo anno di età la lunghezza media di una femmina sarà circa di 73,5 cm e di un maschio di 75,5 cm.
La circonferenza cranica di un neonato misura all’incirca 35 cm per poi aumentare nel corso del primo mese di 2-3 cm e, successivamente, di 1 cm al mese. La circonferenza del cranio, dunque, aumenta di un totale di pressappoco 12 cm nel primo anno di vita. Le proporzioni del corpo di un neonato sono diverse da quelle di un bambino più grande. Il capo, infatti, è più voluminoso rispetto ad addome e arti.
Di seguito si riporta una stima di peso, lunghezza e circonferenza cranica per seguire la crescita del neonato mese per mese, insieme ad alcune abilità motorie e fasi di sviluppo tipiche.

Primo mese
- Peso femmina: 3,0 - 5,7 kg
- Peso maschio: 3,2 - 6,0 kg
- Lunghezza femmina: 49,0 - 58,2 cm
- Lunghezza maschio: 50,3 - 59,2 cm
- Circonferenza cranica: 35,5 - 37,5 cm
- Abilità motorie: la maggior parte del tempo il neonato dorme, ma quando è sveglio sente i rumori ed è in grado di aprire gli occhi per seguire ciò che succede intorno a lui.
Secondo mese
- Peso femmina: 3,8 - 6,9 kg
- Peso maschio: 4,1 - 7,4 kg
- Lunghezza femmina: 52,3 - 61,7 cm
- Lunghezza maschio: 53,8 - 63,0 cm
- Circonferenza cranica: 36,5 - 38 cm
- Abilità motorie: il bebè comincia a dormire di meno e può tenere in mano un piccolo oggetto.
- Fasi: è possibile che compaiano le prime colichette neonatali.
Terzo mese
- Peso femmina: 4,4 - 7,8 kg
- Peso maschio: 4,8 - 8,3 kg
- Lunghezza femmina: 54,9 - 64,8 cm
- Lunghezza maschio: 56,6 - 66,3 cm
- Circonferenza cranica: 37 - 38,5 cm
- Abilità motorie: il bambino comincia a dormire in modo più regolare, prova a tenere la testa dritta, sorride, reagisce agli stimoli e interagisce col mondo esterno.
- Fasi: è il momento delle vaccinazioni obbligatorie che possono provocare la prima febbre nei neonati.
Quarto mese
- Peso femmina: 4,8 - 8,6 kg
- Peso maschio: 5,4 - 9,1 kg
- Lunghezza femmina: 57,1 - 67,1 cm
- Lunghezza maschio: 58,9 - 68,6 cm
- Circonferenza cranica: 39 cm
- Abilità motorie: il neonato ride, gira la testa, interagisce e cerca di girarsi ruotando la schiena se messo in posizione supina.
- Fasi: comincia a introdurre la frutta nella sua alimentazione.
Quinto mese
- Peso femmina: 5,2 - 9,2 kg
- Peso maschio: 5,8 - 9,7 kg
- Lunghezza femmina: 58,9 - 69,1 cm
- Lunghezza maschio: 61,0 - 70,9 cm
- Circonferenza cranica: 40 cm
- Abilità motorie: inizia la lallazione. È la prima fase dello sviluppo linguistico del bebè che consiste nella ripetizione di sillabe senza un significato preciso (normalmente da-da-da, ma-ma-ma, pa-pa-pa).
- Fasi: si ricordano i richiami delle vaccinazioni.
Sesto mese
- Peso femmina: 5,5 - 9,7 kg
- Peso maschio: 6,1 - 10,2 kg
- Lunghezza femmina: 60,5 - 71,1 cm
- Lunghezza maschio: 62,5 - 72,6 cm
- Circonferenza cranica: 41 cm
- Abilità motorie: il bambino riesce a fare tante cose. È in grado di tenere la testa ben dritta, di sorridere, di afferrare oggetti, di gridare e parlottare, di giocare con una palla o con giocattoli adatti all‘età. Alcuni riescono già a stare seduti in posizione eretta.
- Fasi: stanno per spuntare i dentini del bebè.
Settimo mese
- Peso femmina: 5,8 - 10,2 kg
- Peso maschio: 6,4 - 10,7 kg
- Lunghezza femmina: 62,0 - 72,6 cm
- Lunghezza maschio: 64,0 - 74,2 cm
- Circonferenza cranica: 42 cm
- Abilità motorie: inizia lo svezzamento. Comincia, cioè, a dare la pappa a pranzo mentre gli altri tre pasti quotidiani rimangono a base di latte (materno o artificiale). Il neonato può provare ansia da separazione; comincia infatti a riconoscere i volti familiari e può preoccuparsi quando questi spariscono dalla sua vista.
- Fasi: si introduce il glutine nella dieta del bambino.
Ottavo mese
- Peso femmina: 6,0 - 10,6 kg
- Peso maschio: 6,7 - 11,1 kg
- Lunghezza femmina: 63,2 - 74,4 cm
- Lunghezza maschio: 65,5 - 75,7 cm
- Circonferenza cranica: 43 cm
- Abilità motorie: il bebè comunica attraverso la lallazione e riconosce gli oggetti intorno a lui che suscitano la sua curiosità e il suo interesse.
Nono mese
- Peso femmina: 6,2 - 11,0 kg
- Peso maschio: 6,9 - 11,4 kg
- Lunghezza femmina: 64,5 - 75,7 cm
- Lunghezza maschio: 66,8 - 77,2 cm
- Circonferenza cranica: 44 cm
- Abilità motorie: il bambino riesce a stare seduto bene da solo e comincia a fare le prove per alzarsi e rimanere in piedi.
Decimo mese
- Peso femmina: 6,4 - 11,3 kg
- Peso maschio: 7,1 - 11,8 kg
- Lunghezza femmina: 65,5 - 77,2 cm
- Lunghezza maschio: 68,1 - 78,5 cm
- Circonferenza cranica: 45 cm
- Abilità motorie: il neonato si muove nell’ambiente domestico, si prova ad alzare, è curioso, gattona e interagisce con il mondo intorno a lui. Ride, gioca e prova a mettersi carponi e spostarsi in autonomia.
- Fasi: si arricchisce la dieta del bebè con nuovi alimenti.
Undicesimo mese
- Peso femmina: 6,6 - 11,7 kg
- Peso maschio: 7,3 - 12,1 kg
- Lunghezza femmina: 67,1 - 78,5 cm
- Lunghezza maschio: 69,1 - 80,0 cm
- Circonferenza cranica: 46 cm
- Abilità motorie: il bebè riesce ormai a fare la maggior parte dei movimenti. È possibile che gattoni già.
Dodicesimo mese
- Peso femmina: 6,8 - 12,0 kg
- Peso maschio: 7,5 - 12,4 kg
- Lunghezza femmina: 68,1 - 80,0 cm
- Lunghezza maschio: 70,1 - 81,3 cm
- Circonferenza cranica: 47 cm
- Abilità motorie: il bambino dorme senza svegliarsi tutta la notte, fa un riposino di mattina e uno di pomeriggio, mangia due pappe e una o due merende (latte materno o artificiale). Gioca, gattona e interagisce. È probabile che qualcuno abbia provato a compiere i primi passi e/o a pronunciare le prime parole.
Interazione e Sviluppo: Giocare per Crescere
Oltre all'alimentazione e al monitoraggio dei parametri fisici, l'interazione e il gioco sono componenti fondamentali per lo sviluppo armonioso del neonato. Puoi giocare con il tuo bebè fin dalla nascita, scegliendo attività funzionali al suo sviluppo e giocattoli adatti alle diverse fasi di crescita.
Nei primi 3 mesi
- Si possono proporre libri morbidi e tattili, piccoli sonagli, giochi molto colorati.
- Si può giocare con il solletico, toccandogli i piedi, massaggiandolo e cantandogli filastrocche e ninne nanne.
- Portare il neonato in vacanza o a spasso per stimolarlo.
Dai 3 ai 6 mesi
- Libri con illustrazioni colorate, indicando gli oggetti e pronunciando il loro nome.
- Sistemare il bebè su un morbido tappeto o una palestrina, dove sarà attirato da luci, suoni e colori.
Dai 6 ai 9 mesi
- Si possono utilizzare una palla morbida, una trottola, uno xilofono, o una palestra gioco.
- Giocare a cucù-settete aiuta il bambino con l’ansia da separazione, poiché capisce che non vederti non significa che tu scompaia.
- Creare il “cestino dei tesori”, riempendolo con oggetti di forme, colori e consistenze diverse.
Dai 9 ai 12 mesi
- Giocare con la palla lo stimola a spostarsi, afferrarla e lanciarla.
- In questa fase il neonato si muove nell’ambiente domestico, si prova ad alzare, è curioso, gattona e interagisce con il mondo intorno a lui. Ride, gioca e prova a mettersi carponi e spostarsi in autonomia. È probabile che qualcuno abbia provato a compiere i primi passi e/o a pronunciare le prime parole.
Durante tutta la crescita del neonato è anche importante prendersi cura della sua pelle delicata. Durante questo viaggio accanto al tuo bimbo o alla tua bimba si possono scegliere prodotti specifici con Complesso Prebiotico.