Il Ginecologo Esperto in Fertilità: Guida Completa al Percorso per la Genitorialità

Affrontare le sfide legate alla fertilità può essere un percorso complesso e a volte frustrante per molte coppie e individui che desiderano realizzare il sogno di diventare genitori. In questo contesto, la figura del ginecologo esperto in fertilità assume un ruolo centrale e insostituibile, offrendo non solo competenze mediche specialistiche ma anche un sostegno umano e personalizzato. Questi professionisti sono ginecologi che hanno approfondito la loro formazione nell'ambito della riproduzione umana, acquisendo conoscenze e strumenti specifici per aiutare i pazienti ad affrontare e superare le difficoltà nel concepimento.

Lo specialista della fertilità è, in sintesi, un ginecologo esperto che aiuta le persone a diventare genitori. A volte avere un bambino può essere complicato, e questi professionisti hanno conoscenze e strumenti speciali per aiutarci. Il loro lavoro, oltre a far sì che i pazienti abbiano un bambino, si basa sullo studio dei referti clinici e sul dare un senso ai risultati ottenuti dopo i test di fertilità eseguiti sui pazienti. Tra le diverse specializzazioni all'interno di questo vasto campo, gli Endocrinologi Riproduttivi sono ciò che la maggior parte delle persone considera specialisti della fertilità. Essi sono medici che gestiscono, eseguono e prescrivono una varietà di test e trattamenti sulla fertilità. Questa specializzazione consente di aiutare anche pazienti oncologici per la conservazione della fertilità, offrendo loro la possibilità di preservare la propria capacità riproduttiva prima di sottoporsi a terapie che potrebbero comprometterla.

Quando Rivolgersi a uno Specialista della Fertilità: I Segnali Chiave

La decisione di consultare uno specialista della fertilità è un passo importante e spesso carico di aspettative. Molti si chiedono quale sia il momento più opportuno per intraprendere questo percorso. Secondo la dottoressa Marta Zermiani, se si sta cercando di avere un bambino da più di un anno senza successo, è il momento giusto per vedere uno specialista della fertilità. Questa tempistica si riduce a sei mesi se la coppia o la donna ha più di 35 anni, data la naturale diminuzione della fertilità femminile con l'avanzare dell'età.

Inoltre, se una persona è consapevole di avere problemi di salute preesistenti che possono influire sulla fertilità, come problemi uterini, il diabete, la celiachia o se il partner ha problemi correlati, uno specialista può fornire un aiuto concreto. In questi casi, il consulto precoce con un esperto può contribuire a diagnosticare tempestivamente la causa del mancato concepimento e a suggerire soluzioni mirate per la fertilità.

Un altro scenario in cui il supporto di un esperto è fondamentale riguarda gli aborti spontanei. Gli aborti spontanei sono la conseguenza di un errato sviluppo dell’embrione. Pertanto, se si sono avuti più di due aborti spontanei, uno specialista può indagare sul perché di questo fenomeno, cercando di identificare le cause sottostanti e proponendo strategie per prevenire futuri eventi. Il processo di diagnosi e trattamento dell'infertilità richiede una comprensione profonda della fisiologia riproduttiva e la capacità di interpretare una vasta gamma di dati clinici e strumentali.

Coppia che consulta uno specialista della fertilità

La Prima Consultazione: Un Percorso Diagnostico Iniziale e Approfondito

La prima consulenza sulla fertilità rappresenta un momento cruciale nel percorso della coppia o dell'individuo. L'obiettivo principale di questo incontro non è quello di passare direttamente ai trattamenti di fertilità, ma piuttosto di effettuare prima uno studio di base e semplice dei pazienti. Questo studio iniziale può offrire tranquillità alla coppia o identificare possibili fattori di sterilità, consentendo di trattarli in modo tempestivo. Nei casi di coppie di età superiore ai 35 anni o con un’anamnesi che può influire sulla loro fertilità, è consigliabile anticipare questo studio a sei mesi per non ridurre le possibilità di successo dei trattamenti futuri.

Durante la prima consulenza, i pazienti sono generalmente invitati a portare la loro storia clinica completa. Se non sono stati ancora eseguiti esami del sangue o altre analisi specifiche, come il cariotipo, verrà proposto uno studio di fertilità dettagliato. Questo incontro è fondamentale per pianificare l’intero percorso da seguire.

La visita ginecologica per infertilità è l’esame clinico di base che normalmente si esegue nel momento in cui si decide di avere un bambino. Durante questa visita, il ginecologo si informa attentamente sullo stato di salute della donna, raccogliendo dati sulla regolarità e durata del ciclo mestruale, su eventuali patologie pregresse e sullo stile di vita. Successivamente, effettua un’ecografia, generalmente transvaginale, che consente di visualizzare in dettaglio l'utero, l'endometrio, le ovaie e la vescica. Questo esame è essenziale per rilevare anomalie strutturali o funzionali che potrebbero ostacolare il concepimento. Parallelamente, la specialista raccoglie la storia clinica del partner, le caratteristiche del ciclo mestruale, eventuali tentativi precedenti di concepimento, patologie note e stili di vita di entrambi i membri della coppia, per avere un quadro completo della situazione.

Un primo colloquio con lo specialista in infertilità

Comprendere l'Infertilità e la Sterilità: Distinzioni e Fattori Determinanti

Nel linguaggio comune, i termini "infertilità" e "sterilità" sono spesso usati in modo intercambiabile, ma in medicina della riproduzione possiedono significati distinti e cruciali. Per una donna o una coppia che ricerca una gravidanza, è fondamentale chiarificare che si trattano di due termini distinti per comprendere appieno la propria condizione.

Si definisce infertilità l’incapacità per una coppia di concepire un figlio dopo 12 mesi di rapporti non protetti. Dal momento che, generalmente, l’80% delle coppie che cercano una gravidanza riescono ad ottenerla entro un anno, risulta comprensibile come l’infertilità sia una condizione che affligge una percentuale elevata della popolazione mondiale. La differenza principale con la sterilità, tuttavia, risiede nella non permanenza della condizione: l'infertilità può essere superata con trattamenti appropriati. Esiste, poi, un secondo tipo di infertilità, detta secondaria, che si verifica quando due persone che hanno già avuto un figlio non riescono ad averne degli altri. Generalmente, si parla di infertilità di coppia quando, dopo 24 mesi di rapporti regolari e non protetti, questa non riesce a concepire un bambino. Questa è una condizione che richiede attenzione e un'indagine approfondita.

La sterilità, invece, sia femminile che maschile, consiste nell’impossibilità di una fecondazione naturale dovuta a una patologia permanente. Esempi di tale condizione sono l’assenza congenita dell’utero per la donna o l’ostruzione dei dotti spermatici per l’uomo. In tali condizioni, infatti, risulta impossibile l’incontro fra l’ovocita e lo spermatozoo. Fortunatamente, i casi di sterilità possono in alcuni casi essere corretti grazie alla medicina della riproduzione, che offre soluzioni avanzate anche per situazioni che un tempo erano considerate senza speranza.

È importante sottolineare che il problema dell’infertilità e della sterilità è un problema di coppia. Statisticamente, infatti, la condizione che affligge la ricerca di una gravidanza risiede per un terzo dei casi nella donna, per un terzo nell’uomo e per un terzo in entrambi o non si riesce a trovarla, evidenziando la necessità di un approccio diagnostico e terapeutico che coinvolga entrambi i partner.

Sono numerosi gli elementi e i fattori di rischio che possono influire sulla fertilità e spesso si sommano tra loro. In Italia, l’infertilità riguarda circa il 15% delle coppie. In un terzo dei casi l’infertilità riguarda la donna, per un altro terzo l’uomo e nei casi restanti entrambi. Questa complessità sottolinea l'importanza di una valutazione completa.

I Fattori Femminili di Infertilità

Nelle donne, le cause dell’infertilità possono essere ricercate principalmente nell’età della paziente. Con l’età, infatti, invecchiano i gameti femminili ed aumenta il rischio di malattie connesse all’infertilità-sterilità. A partire dai 32 anni la fertilità della donna inizia a decrescere per poi calare in modo netto dai 37 anni, rendendo il fattore tempo un elemento critico nelle decisioni terapeutiche. Tra le patologie che possono influire, si annoverano le malattie infiammatorie pelviche, le patologie tubariche (come l'occlusione delle tube di Falloppio), lo sviluppo di fibromi uterini (che possono alterare la cavità uterina o l'impianto embrionale) e l’endometriosi (una condizione in cui tessuto simile all'endometrio cresce al di fuori dell'utero, causando infiammazione e aderenze). Altri fattori includono la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), una ridotta riserva ovarica e i disordini tiroidei, che possono determinare alterazioni del ciclo mestruale fino all’assenza di ovulazione, compromettendo la regolarità e la qualità del processo ovulatorio.

La diagnosi di infertilità per la donna viene determinata in base a indagini strumentali approfondite e a dosaggi ormonali specifici che permettono di valutare la funzionalità ovarica, la riserva follicolare e l'equilibrio ormonale generale.

I Fattori Maschili di Infertilità

Il primo esame al quale deve sottoporsi l’uomo è l’analisi del campione del liquido seminale, comunemente noto come spermiogramma. Questo esame consente di misurare la quantità, la motilità e la morfologia degli spermatozoi, oltre ad altri parametri importanti che indicano la qualità del liquido seminale prodotto durante l’eiaculazione. Sulla base dei dati ottenuti dallo spermiogramma e da eventuali ulteriori accertamenti, viene valutata la necessità di accedere a un percorso di procreazione medicalmente assistita. I problemi maschili possono variare da anomalie nella produzione di spermatozoi a ostruzioni che ne impediscono il rilascio, o problemi legati alla loro funzione o integrità genetica.

Il Team Multidisciplinare: Un Approccio Integrato alla Fertilità

L’infertilità è un problema che richiede un team multidisciplinare, data la sua natura complessa e le molteplici cause che possono esserne alla base. I medici che si occupano della medicina della riproduzione umana sono specialisti con un percorso di studi specifico per tale professione, e lavorano in stretta collaborazione per offrire un supporto completo. Questo approccio integrato è fondamentale per garantire la migliore assistenza diagnostica e terapeutica su misura per ogni coppia. La forza di un centro specializzato nel trattamento dell’infertilità risiede proprio nella collaborazione tra specialisti: ginecologi, andrologi, endocrinologi, nutrizionisti, biologi della riproduzione, genetisti e sessuologi lavorano insieme per affrontare ogni aspetto del problema.

Le branche mediche che si occupano di medicina della riproduzione sono principalmente la ginecologia, l’andrologia e la genetica medica, ma ad essi si affiancano professionisti cruciali che completano l'equipe di supporto psicologico e bio-tecnico, essenziale per l’ottenimento della gravidanza.

Il Ruolo del Ginecologo Esperto in Fertilità

Come già menzionato, il ginecologo è un medico specializzato nella salute della donna che si occupa della patologia ginecologica propria (benigna o maligna), dell’ostetricia (dalla scoperta della gravidanza fino al parto) o della riproduzione umana. In un contesto di fertilità, il ginecologo esperto è il punto di riferimento principale, coordinando il percorso diagnostico e terapeutico e spesso essendo il primo medico a cui la coppia accede per un consulto. La raccolta anamnestica, l’esecuzione di alcuni esami diagnostici e lo studio del partner da parte dell’andrologo sono i primi atti medici richiesti al fine di inquadrare il problema dell’infertilità. Nel momento in cui il medico ha a disposizione una diagnosi o una indicazione terapeutica, inizia il percorso terapeutico della procreazione medicalmente assistita, con diversi livelli di intervento a seconda della severità del quadro. Interesse primario del ginecologo, in ogni caso, è il raggiungimento della gravidanza tutelando dapprima il bene più prezioso: la salute della donna.

L'Andrologo: Focus sulla Fertilità Maschile

Gli Andrologi sono Urologi che hanno completato una formazione aggiuntiva sulla fertilità maschile. Questi specialisti possono valutare e trattare i problemi di fertilità maschile sia autonomamente, sia in stretta collaborazione con un endocrinologo riproduttivo o un ginecologo esperto in fertilità. L’andrologo è un medico specializzato nella salute dell’uomo che si occupa elettivamente della patologia dell’apparato riproduttivo. In particolare, identifica e tratta patologie che affliggono la componente maschile della fertilità, lavorando in sinergia con il ginecologo al fine di implementare le possibilità di successo per l’ottenimento della gravidanza. Questo è fondamentale, considerando che una parte significativa dei casi di infertilità ha una componente maschile.

Il Chirurgo Riproduttivo: Interventi Specifici

I Chirurghi Riproduttivi sono specializzati nelle procedure chirurgiche e possono trattare i pazienti per problemi che vanno oltre il tentativo di avere un bambino, ma che sono strettamente correlati alla fertilità. Ad esempio, i chirurghi della riproduzione possono rimuovere i fibromi uterini che ostacolano l'impianto, trattare chirurgicamente l’endometriosi per migliorare l'ambiente pelvico, o correggere anomalie anatomiche che impediscono il concepimento. Questi interventi possono ripristinare o migliorare la fertilità naturale o aumentare le probabilità di successo dei trattamenti di PMA.

L'Immunologo Riproduttivo: Quando il Sistema Immunitario Entra in Gioco

Gli immunologi riproduttivi combinano la conoscenza dell’immunologia e della medicina riproduttiva. Un immunologo riproduttivo può essere consultato in casi complessi, come l’aborto ricorrente, l’infertilità inspiegata o l’insuccesso ripetuto della fecondazione in vitro, quando si sospetta che il sistema immunitario della donna possa giocare un ruolo negativo nel mantenimento della gravidanza o nell'impianto dell'embrione. La loro analisi può rivelare cause autoimmuni o infiammatorie che richiedono un approccio terapeutico specifico.

L'Embriologo e il Biologo della Riproduzione: Il Cuore Tecnologico della PMA

Gli embriologi lavorano a stretto contatto con i medici per assistere i loro pazienti con problemi di salute riproduttiva e per la ricerca clinica. Gli embriologi clinici sono responsabili del recupero delle uova, dell’assistenza alla fecondazione in vitro, della conservazione dei dati clinici e dell’esecuzione di tecniche di fecondazione assistita sulle uova e sul seme. Il biologo è un professionista che si occupa della manipolazione dei gameti maschili e femminili e della creazione e conservazione degli embrioni in laboratorio. Il suo ruolo tecnico risulta imprescindibile per il successo di un percorso terapeutico, qualsiasi livello di trattamento il medico ritenga sia appropriato per la coppia. Senza l'expertise e la precisione di questi professionisti, molte delle tecniche di PMA non sarebbero possibili.

Il Genetista: La Ricerca delle Cause Genetiche

Il genetista è un medico specializzato nello studio del genoma umano. La sua consulenza è preziosa per ricercare e definire i rischi che possono esistere per determinate malattie genetiche del nascituro, specialmente durante la ricerca di una gravidanza tramite procreazione assistita. La diagnosi genetica preimpianto (PGT) è un esempio di come la genetica sia integrata nei percorsi di PMA per selezionare gli embrioni più sani e ridurre il rischio di malattie ereditarie.

Il Sessuologo: Il Supporto Psicologico e Relazionale

Il sessuologo è un professionista psicologo (nel caso definito anche psico-sessuologo) o medico che si occupa del benessere sessuale agendo sulla sfera emotiva, mentale e relazionale. Inoltre, ricerca e cura eventuali disturbi o problematiche che affliggono la coppia dal punto di vista dei rapporti relazionali o sessuali. Il suo supporto assume un significato ancor più importante nel momento in cui la coppia inizia un delicato percorso terapeutico di fecondazione in vitro, offrendo strumenti per gestire lo stress, le aspettative e le dinamiche di coppia che possono essere messe a dura prova dall'infertilità.

Team multidisciplinare in una clinica della fertilità

Tecniche e Trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): Le Soluzioni del Ginecologo Esperto

Una volta completato il percorso diagnostico e individuata la causa o le cause dell'infertilità, il ginecologo esperto in fertilità, in collaborazione con il team multidisciplinare, propone il piano terapeutico più adatto. Gli endocrinologi riproduttivi gestiscono, eseguono e prescrivono una varietà di test e trattamenti sulla fertilità, tra cui l’Inseminazione Intrauterina (IUI), la Fecondazione in Vitro (FIVET) e l'Iniezione Intracitoplasmatica di Spermatozoo (ICSI).

Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) si suddividono in diversi livelli di intervento, a seconda della complessità del caso e della severità del quadro clinico.

PMA di Primo Livello: L'Inseminazione Intrauterina (IUI)

Il primo livello di PMA è l’inseminazione intrauterina (IUI), un metodo che si può praticare in regime ambulatoriale. Questa procedura minimamente invasiva prevede che gli spermatozoi dell’uomo vengano selezionati e, dopo un processo di miglioramento (che ne aumenta la concentrazione e la motilità), inseriti direttamente nella cavità uterina in prossimità del periodo ovulatorio, in modo da favorire l’incontro con gli ovociti. L'IUI è spesso indicata in casi di lieve infertilità maschile, infertilità inspiegata, o problemi cervicali.

PMA di Secondo e Terzo Livello: Fecondazione in Vitro (FIVET) e ICSI

Il secondo e terzo livello prevedono la fecondazione in vitro, tecniche più complesse che avvengono parzialmente in laboratorio.

  • FIVET (Fecondazione in Vitro ed Embryo Transfer): In questa procedura, gli ovociti della donna vengono aspirati (prelevati) dalle ovaie attraverso un intervento mini-invasivo e fecondati esternamente, cioè in laboratorio, con gli spermatozoi del partner o di un donatore. Gli embrioni risultanti vengono poi coltivati per alcuni giorni e, una volta selezionati i migliori, trasferiti nell'utero della donna.
  • ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica di Spermatozoo): L'ICSI è una variante della FIVET particolarmente indicata in casi di grave infertilità maschile, quando gli spermatozoi sono pochi, poco mobili o presentano anomalie morfologiche. In questa tecnica, un singolo spermatozoo viene selezionato e iniettato direttamente all'interno dell'ovocita, facilitando la fecondazione.

Sia la FIVET che l'ICSI sono trattamenti complessi che richiedono un'attenta preparazione, un monitoraggio costante e il supporto di un team di esperti, inclusi gli embriologi, che gestiscono la fase di laboratorio.

La Conservazione della Fertilità

Un aspetto cruciale e innovativo della medicina della riproduzione, gestito dagli endocrinologi riproduttivi, è la conservazione della fertilità. Questa specializzazione consente di aiutare anche pazienti oncologici a preservare la propria capacità riproduttiva prima di iniziare trattamenti come chemioterapia o radioterapia, che potrebbero renderli sterili. La crioconservazione di ovociti, spermatozoi o tessuto ovarico o testicolare offre a questi pazienti la speranza di poter avere figli in futuro, una volta superata la malattia.

La Scelta del Centro di Fertilità e l'Importanza della Fiducia

Il disorientamento delle coppie di fronte all’offerta terapeutica è un problema vero, come sottolinea Carlo Flamigni, ginecologo di grande esperienza. Di fronte a un percorso così delicato, la scelta del centro di fertilità e dello specialista è cruciale e può generare molte domande: pubblico o privato? Preferire l’ospedale dietro casa o mettersi in viaggio? Fidarsi del primo parere o chiederne altri? Elena Vegni, psicologa e psicoterapeuta, segnala una nuova preoccupante tendenza, il "doctor shopping": un comportamento non patologico, ma profondamente disadattivo per il malato che consulta per il medesimo problema più specialisti, andando a cercare la cura come se fosse una merce. Si tratta di un segno forte e vistoso della rottura del rapporto di fiducia con il medico e rappresenta un costo enorme sul piano emotivo per il paziente, per il medico e per la società.

Se fossi una coppia infertile, privilegierei quando è possibile un centro pubblico. In teoria questo percorso dovrebbe essere intrapreso con il Servizio Sanitario Nazionale, si spende meno, spesso la casistica è consistente ed è un segno di esperienza. Ma la realtà è fatta di risorse limitate, liste d’attesa lunghe, donne che per età non possono permettersi di aspettare. In Italia l’età media di chi ricorre alla procreazione medicalmente assistita supera i 36 anni (ma il 28,2 per cento ha più di 40 anni).

Una volta presa coscienza del problema, sarebbe consigliabile cercare di capire quali centri offrono i risultati migliori nei casi specifici. Tuttavia, avere dati oggettivi è spesso impossibile e quando ci sono ci si deve fidare di quanto comunicano i centri stessi, dato che non esistono controlli terzi indipendenti. È preferibile cercare qualcuno a cui chiedere: ma questo è una persona seria? Non è molto utile andare dal medico dove si è trovata bene l’amica. Meglio chiedere innanzitutto al medico di base, al ginecologo o all’andrologo di fiducia. Esistono anche le associazioni di pazienti, soprattutto donne, ma è consigliabile cercare quelle che non sono legate a un centro di cura specifico: alcune sono molto valide e fanno un lavoro importante anche dal punto di vista sociale e legale.

È sconsigliato andare da chi è sempre in tv, da chi non fa che propagandare il proprio centro, perché questo tipo di medicina commerciale tende a sfruttare la sofferenza. La gente ha spesso una cattiva percezione della tecnica e sottovaluta il peso del laboratorio. È una scelta che va fatta con calma, in maniera meditata e informata.

È importante anche gestire le aspettative e la frustrazione. Abbandonare un centro perché è fallito un tentativo è sbagliato. Bisogna tenere conto che in medicina si impara dall’errore: al primo colloquio, a una donna che chiede “che possibilità ho?”, si risponde con una mediana di una curva di Gauss basata sull’età. Al secondo, dopo un ciclo di trattamento magari andato male, questa risposta sarà basata anche sulla risposta ovarica, quindi più attendibile e personalizzata. Al contrario, prosegue Flamigni, abbandonare un centro perché nessuno ti ha parlato, ti si è fatto sentire un numero, o il medico aveva fretta durante il colloquio è giusto. La medicina della riproduzione, infatti, è un ambito in cui i pazienti hanno bisogno di lunghe conversazioni, perché è un luogo dove impera la delusione, fatto di tecniche poco generose. Devono sapere che stanno intraprendendo una strada che li metterà profondamente in discussione anche come coppia. Lei penserà: “Non mi tiene più la mano”. Lui: “Mi sta trascinando dove non voglio andare”. È necessario prepararsi prima, chiarendo le rispettive priorità, ciò che conta di più per ciascuno.

L'Impatto Emotivo dell'Infertilità e il Supporto Integrato

L’infertilità non è solo una condizione medica, ma può causare problematiche che coinvolgono tutta la vita di un individuo e della coppia, con l’alternarsi di reazioni quali sorpresa, incredulità, rabbia, depressione, isolamento e un senso di colpa. La percezione negativa della propria immagine corporea e la perdita di autostima sono causa di profondi turbamenti nella vita personale e di coppia. Per questo motivo, l'aspetto psicologico e il supporto emotivo sono elementi irrinunciabili nel percorso di procreazione assistita.

Il team multidisciplinare, incluso il sessuologo o lo psicologo, svolge un ruolo cruciale nel fornire questo supporto. Ci vuole più serietà, più compassione e più attenzione da parte dell’Ordine dei medici. La medicina della riproduzione dovrebbe essere basata su piccole virtù, come la capacità di ascolto, l’informazione chiara del paziente, che ha diritto di sapere perché ha diritto di scegliere. La compassione, in particolare, è un sentimento fondamentale nell’esercizio della professione medica, specialmente in un campo così emotivamente carico. Un approccio empatico e umano può fare una grande differenza nel benessere dei pazienti che affrontano le complessità dell'infertilità.

Coppia che si supporta emotivamente

Per quanto riguarda i centri specializzati, cliniche come Vida Fertility possono aiutare ad ottenere una gravidanza offrendo un approccio personalizzato ed esperto alla medicina riproduttiva. Con un team di specialisti altamente qualificati, la clinica offre una gamma completa di trattamenti avanzati per la fertilità e di test per l’infertilità. Si va dalle valutazioni iniziali e dalla diagnostica dettagliata a procedure specializzate come la fecondazione in vitro (FIV) e la donazione di ovuli. A Vida Fertility, l'attenzione è posta sull’identificazione e sul trattamento di qualsiasi problema di fertilità, offrendo un supporto e una consulenza completi in ogni fase del percorso per diventare genitori, dalla diagnosi al raggiungimento della gravidanza.

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