Gesù Bambino di Gallinaro: Storia, Fede e Controvèrsie di un Fenomeno Spirituale

Il fenomeno spirituale di Gallinaro, incentrato sulle apparizioni di Gesù Bambino a Maria Giuseppina Norcia, è un evento che ha profondamente segnato la Valle di Comino e che continua a richiamare un gran numero di fedeli da diverse parti del mondo. Quella che ebbe inizio come una serie di visioni mistiche, si è evoluta nel tempo fino alla costituzione di una vera e propria entità ecclesiale, la "Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme", trovandosi così in una posizione di crescente tensione con la Chiesa Cattolica Romana. La storia di Gallinaro è un intreccio complesso di fede profonda, esperienze mistiche personali, dottrine che si discostano dagli insegnamenti biblici tradizionali e dinamiche sociali e religiose che meritano un'analisi approfondita, che va dal particolare delle visioni iniziali all'impatto generale sulla comunità e sul panorama spirituale.

Panorama della Valle di Comino, Gallinaro

Le Origini e le Prime Apparizioni a Giuseppina Norcia

La storia del Gesù Bambino di Gallinaro affonda le sue radici nella vita di Maria Giuseppina Norcia, nata il 21 gennaio 1940 in un piccolo paese della Valle di Comino, nel centro Italia. Concepita prima del tempo, si afferma che Dio la conosceva da sempre, essendo Ella già presente nel Pensiero del Padre, come richiamato in Rm 8,28-30.

Tutto ebbe inizio in un giorno di primavera del 1947, precisamente il 13 giugno, quando la piccola Giuseppina Norcia, all'età di sette anni e a due giorni dalla prima Comunione, ebbe la sua prima straordinaria esperienza mistica. Mentre giocava felicemente da sola sul prato vicino a casa, nel luogo ove ora sorge la Cappellina, vide una nuvola soffice, luminosa, che scendeva lentamente dal cielo. Adagiato sulla nuvoletta c’era Gesù Bambino che dormiva. Giunto a circa un metro dalla piccola veggente, che si trovava sola ma felice, si fermò: aprì gli occhi e le sorrise. Il pargoletto, nel quale la bimba sembrava riconoscere Gesù Bambino, la fissò con occhi di incomparabile dolcezza e le sorrise. Rapita dall'Amore divino, la bimba, colma di gioia, con le mani protese verso il cielo avrebbe voluto in ogni modo abbracciarlo e baciarlo, ma le fu impossibile. Il suo cuore di bambina fu invaso da un amore che sembrava avervi preso dimora per sempre.

La bambina non si perse d'animo e subito gridò ripetutamente “mamma, mamma”, nella speranza che la madre potesse raggiungerlo e vedere il Bimbo Divino. La madre accorse subito con altre due donne, ma prima che giungessero la visione svanì. La bambina continuava a guardare il cielo, desiderosa di rivedere Gesù, mentre raccontava alla madre e alle donne i particolari della meravigliosa visione. Quel dolce sorriso del Bambino Gesù rimase indelebilmente impresso nel suo cuore.

Secondo quanto rivelato, anche Santa Mesia Elia (talvolta identificata come santa Martire vissuta al tempo della persecuzione dei primi cristiani) ha un compito importante in questo mistero divino. Inviata dal Signore due giorni prima della Sua venuta, la Santa si rivelò personalmente a Giuseppina. Il suo ruolo non può ancora essere svelato, ma la sua presenza sottolinea la profondità e la complessità degli eventi che si sarebbero susseguiti. Gesù, nel luogo della Sua prima apparizione, ha voluto una “Piccola Culla” dove, nella Sua infinita misericordia, ha promesso di elargire grandi tesori celesti a chi corrisponde al Suo invito. La piccola Giuseppina, dopo la prima visione, si sentiva invisibilmente protetta e custodita nell'adorabile Cuore di Gesù.

DA GESU' BAMBINO DI GALLINARO! CON LA VOCE DI GIUSEPPINA

Le Rivelazioni e il Percorso Spirituale di Giuseppina Adulta

Il disegno di Dio su Giuseppina Norcia, che verrà poi identificata come la Fanciulla di Dio o la Donna di Dio, non si è esaurito con le visioni infantili. Gesù infatti l'ha voluta prima sposa e madre, per poi rivelarsi a lei - non più bambino, ma adulto - nel momento della sua più grande sofferenza. All'età di 18 anni, Giuseppina sposò Umberto Lombardi di Sora. Dopo dodici anni di matrimonio, Umberto morì improvvisamente, lasciando Giuseppina con due figli piccoli, Vincenzo ed Anna Antonietta, da mantenere ed educare. Questa perdita gettò la sua diletta famiglia in un dolore veramente grande.

Nel 1974, la donna cadde improvvisamente malata, chi dice per lo stress chi per un esaurimento nervoso, e fu proprio durante questa sua degenza che, il 15 maggio alle ore 14:30, mentre si dedicava a una più intensa preghiera, Giuseppina fu investita da una vivissima luce, che invase tutta la sua stanza. Le comparvero Gesù, la Madonna e San Michele Arcangelo. Giuseppina racconta che non ci sono parole umane per descrivere la loro straordinaria bellezza e la grande gioia che ha provato in quel giorno indimenticabile, definito il giorno delle Nozze col Cielo. La maestà del Signore era incomparabile; la sua bellezza straordinaria. Da Lui emanava un profumo di Paradiso; i capelli avevano un riflesso d'oro. La Madonna, bellissima, era vestita di bianco, con velo e cintura di color celeste. Al suo fianco stava San Michele Arcangelo, nelle sembianze di un bell'adolescente, che irradiava purezza, forza e splendore. Apparsi in quel momento di grande prova e sofferenza, Le parlarono a lungo. La Fanciulla di Dio, pronunciando il Suo “sì”, sposò la volontà del Padre, che nel Figlio Le preannunciò la Missione salvifica per l’umanità che Ella avrebbe dovuto compiere.

Ma il bel quadro celerebbe un risvolto ombroso, le si annunciò infatti come imminente una terribile prova. Ed ecco, nella notte successiva, venire Satana. La diceria racconta di Giuseppina, rimasta senza voce per lo spavento, che non riusciva a invocare neanche aiuto. Tra le mani stringeva forte la corona del Rosario che Satana tentò rabbiosamente di strapparle senza riuscirci. Giuseppina si ricordò, allora, delle parole di San Michele Arcangelo: “Il demonio si vince solo con la preghiera”. Neanche lei, però, nella terribile lotta ingaggiata, sembrava più riuscire a pregare. Poi iniziò a stento un rosario con il concorso dei familiari accorsi ed ecco, allora, che vedendosi perduto il suo mostruoso assalitore spezzò indispettito con un colpo la corona che non aveva potuto strapparle dalle mani oranti e fuggì via.

Quattro giorni dopo questa apparizione, Gesù Le apparve nuovamente, insieme alla Madonna e a Santa Mesia, e La guarì da una malattia mortale di cui la Donna di Dio era affetta, preannunciando a Giuseppina che l'avrebbe guarita. In questa circostanza, Gesù le disse: "Vedi, a Me nulla è difficile. Chi chiede ottiene, chi ama sarà riamato". Egli le avrebbe anche fatto vedere le eterne pene dell'inferno, per farle comprendere dove vanno a finire i peccatori, implorandola: "Aiutami… Confessione e della Comunione, non c'è altro mezzo!" Gesù le chiedeva di aiutarlo nella salvezza delle anime, per liberarle dal male e dalla tentazione, esprimendosi con l'amore di una mamma che soffre per i figli perduti. E ancora: "Aiutami. Insegnami la via a chi non le sa". Queste rivelazioni sottolineano l'importanza della preghiera e del Sacramento della Comunione per la nostra salvezza. Giuseppina espresse più volte la sua devozione e la sua sottomissione alla volontà divina, affermando la sua fiducia con parole come "mi affido a Te, non mi lasciare sola. fatta la Tua Volontà”. Le sue preghiere includevano invocazioni come "RESTA CON NOI SIGNORE!", ripetute con fervore, poiché Cristo aveva promesso di restare con lei sempre, "anche per quella dei corpi".

Nel 1975, per volere del Padre, venne eretta la “Piccola Culla del Bambino Gesù”. La madre della veggente, Antoniella Fazio, vedova di Cesidio Norcia, fece costruire la cappellina, di dimensione 4 metri per 4 metri, in un terreno di sua proprietà, in Via Fonte, su una suggestiva collinetta sotto il nucleo di Gallinaro, antica “Silva Gallinaria”, un bosco di galline selvatiche per Cicerone. Della “Piccola Culla” Gesù dirà in una rivelazione del giugno del 1994 resa pubblica: “Questa Culla sarà il Mio Tabernacolo”, preannunciando il significato profondo del Luogo scelto dal Padre. Una targa all'esterno della cappellina riporta una rivelazione attribuita a Gesù nel 1975: "Questa culla è la colonna di luce, l’isola bianca, il castello delle anime, il centro della Misericordia infinita, la nuova Gerusalemme preparata per l’Era dello Spirito Santo per il compimento di pace". Questo luogo divenne un'oasi dove è possibile stare in pace con la mente e con il corpo. La devozione verso Gesù Bambino in questo luogo speciale divenne il fulcro dell'attività di Maria Giuseppina Norcia per coloro che ivi pregano insieme.

Cappella del Bambino Gesù a Gallinaro

Il Riconoscimento Iniziale e il Sostegno di Monsignor Cardarelli

Maria Giuseppina Norcia crebbe animata da una viva e profonda fede religiosa in Cristo e nella dottrina cristiana autentica. Fin da bambina Ella fu molto dedita alla preghiera e all'amore verso il prossimo. Nel Suo Cuore rimasero vivi gli insegnamenti cristiani autentici, che metteva in pratica e che, con umiltà e viva carità, esortava a far praticare a tutti coloro che dal 1975 al 2008 La conobbero e La incontrarono alla “Piccola Culla”.

Negli anni ’80, Monsignor E. Cardarelli, ministro della diocesi di Sora della Chiesa Cattolica romana, ricevette l’incarico di seguire il cammino spirituale della Fanciulla di Dio. Egli, riconoscendo la veridicità delle rivelazioni e l’autenticità dell’esperienza mistica della Donna di Dio, decise di scrivere, con il benestare del suo vescovo Monsignor Minchiatti, il racconto scrupoloso dei fatti. Egli scrisse il suo racconto in un opuscolo intitolato “Una Culla per Gesù Bambino nella Terra di Gallinaro”.

Nel suo racconto, Monsignor E. Cardarelli scrisse che “Il Signore ha insistito tanto per la costruzione di una chiesetta nel luogo, a Lui tanto gradito, della sua prima apparizione in Gallinaro, che servisse come «culla per Lui», volendo da essa elargire alle anime tesori celesti”. Con riferimento a Maria G. Norcia, affermò che “La fiducia nella Sua missione è dovuta ai frutti spirituali che ne derivano, oltreché all’afflusso persistente e crescente di quanti si dirigono alla «mistica culla» di Gallinaro, da dove Gesù Bambino infonde fiducia, lenisce dolori, irradia luce, ridona fede, pace, amore, e conduce a profonda e stabile conversione”. Infine, concluse scrivendo ciò che ora appare come una profezia: “Certamente ci sarà sempre chi, avendo poca fede, metterà in dubbio quella culla; oppure chi commisererà colei che ha ricevuto il celeste incarico di farla brillare agli occhi di creature umane, brancolanti nel buio dell’iniquità, bisognose di eccezionali segni di misericordia divina per uscirne. Ma tali derisori non pensano che la loro razionalistica sicurezza s’infrange contro l’attestazione dello Spirito Santo che cioè “l’uomo finché pensa che la ragione umana possa essere il metro di tutte le cose, non potrà mai comprendere le realtà spirituali” (1Cor 2,12-16). Essi sono dei sentenziatori fallaci e da non seguirsi. I doni spirituali o carismi, specie se si manifestano in persone timorate di Dio, non vanno pregiudizievolmente e precipitosamente disconosciuti per sistema, il che equivarrebbe ad una aprioristica quanto eretica negazione delle mozioni dello Spirito Santo nella Chiesa”.

Nel corso dei trentatré anni di vita pubblica di Maria G. Norcia, migliaia sono state le conversioni delle persone alla fede cristiana e numerosi sono stati i casi di guarigione, sia spirituale che corporale, che la Donna di Dio ha potuto documentare. Nonostante l’iniziale benedizione della Sua missione da parte di Monsignor Cardarelli, che era solito celebrare la Santa Messa presso la “Piccola Culla”, e del suo vescovo, e nonostante gli inequivocabili frutti spirituali e corporali scaturiti dall’Opera di Dio, l’atteggiamento della chiesa romana sarebbe presto mutato.

La Nascita della "Nuova Gerusalemme" e la Successione

Nell’Epifania del Signore dell’anno 2000, Maria Giuseppina Norcia, presso la “Piccola Culla”, accolse Samuele, che Dio Le aveva preannunciato per il compimento della Sua volontà. Samuele, da quel giorno in avanti, si dedicò alla missione iniziata da Maria G. Norcia, sotto la cui guida spirituale agì in obbedienza incondizionata. Il 4 agosto dell’anno 2002, Samuele si unì in matrimonio con Anna, la figlia di Maria G. Norcia. Si fa riferimento a lui come un ingegnere di Torino, Samuele Morcia, che la voce popolare accreditava già come continuatore ed erede dell'imponente movimento.

In quegli anni il numero dei fedeli che giunsero presso la Nuova Gerusalemme crebbe esponenzialmente nel numero e nella fede. Centinaia di migliaia di cristiani ogni anno giungevano alla “Piccola Culla” da diverse regioni del mondo per vivere la spiritualità autentica che sgorgava dal Cuore della Nuova Gerusalemme. In tanti ebbero modo di constatare la viva presenza di Dio nella “Piccola Culla”. Maria Giuseppina Norcia trascorse gli ultimi anni della Sua vita terrena in totale unione spirituale con Samuele e Anna, che La accolsero nella loro dimora. In quel tempo il Mistero della Nuova Gerusalemme prese sempre più consistenza e vita. Maria, prima del passaggio finale della Sua missione terrena, affidò a Samuele il compito di far consistere nel cuore dei cristiani il compimento della Nuova Gerusalemme.

Il 5 luglio 2008, un sabato sera, Maria G. Norcia ritornò alla Casa del Padre, spegnendosi prematuramente e improvvisamente tra lo sconcerto dei suoi adepti nell’Ospedale S. Scolastica di Cassino. Per l’ennesima e finale volta Ella rinnovò il Suo fedele e incondizionato “sì” al volere del Padre, che La chiamò a Sé dopo trentatré anni trascorsi in preghiera e nel servizio autentico di coloro che lo Spirito di Dio aveva fatto giungere alla “Terra d’Amore” che Dio Padre Onnipotente aveva voluto denominare “La Nuova Gerusalemme”. La salma fu visitata e venerata da migliaia di devoti, alcuni al grido di “Santa subito!”. Duemila, forse più, furono presenti ai funerali officiati da tre sacerdoti nella piccola chiesa di S. Gerardo la mattina di lunedì 7 luglio. L’Amministrazione comunale di Gallinaro decretò il lutto cittadino, riconoscendo l'influenza della donna sulla comunità locale.

Dopo la morte di Giuseppina, nel 2008, la guida del gruppo fu presa dal genero Samuele Morcia. Il 4 ottobre 2015, nel rispetto del volere di Dio e delle leggi vigenti, nacque la "Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme", che si costituì come sedicente “chiesa cristiana universale della nuova Gerusalemme”. Tre giorni dopo, il 7 ottobre 2015, Samuele, nel giorno della sua elezione a pontefice, consacrò il suo ministero e la Chiesa al cuore immacolato di Maria, vergine del rosario e regina delle vittorie. Nel frattempo la Nuova Gerusalemme aveva avviato il progetto di realizzare un'arca dove accogliere i fedeli provenienti anche da altre province del Lazio e da altre regioni. Secondo quanto emerso davanti al Consiglio di Stato, che ha riconosciuto la natura di ente di culto, i seguaci del Bambinello sono circa 2.500.

Simbolo della Nuova Gerusalemme

Il Conflitto con la Chiesa Cattolica Romana

Nonostante l’iniziale benedizione della missione di Maria Giuseppina Norcia da parte di Monsignor Cardarelli, che come già accennato era solito celebrare la Santa Messa presso la “Piccola Culla”, e del suo vescovo Monsignor Minchiatti; nonostante gli inequivocabili frutti spirituali e corporali scaturiti dall’Opera di Dio, l’atteggiamento della chiesa romana presto mutò e divenne di crescente ostilità. Dopo la morte di Monsignor Cardarelli e del vescovo Minchiatti, la Donna di Dio iniziò a ricevere crescenti e continue vessazioni e umiliazioni da ministri e da vescovi della chiesa romana. Le fu chiesto più volte di negare la natura soprannaturale delle rivelazioni ricevute e di rimuovere ciò che nel frattempo altri vescovi avevano benedetto. La Donna di Dio, pur fortemente provata nel cuore, rimase fedele a Dio e alla missione affidataLe.

Nell’ottobre del 2001, la diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo, dove era stato nominato un osservatore nella persona di don Alberto Mariani (che in seguito sarebbe stato concelebrante i funerali con il parroco di Gallinaro don Loreto Savelli e quello di Picinisco e Settefrati don Antonio Molle, anche rettore del Santuario del Canneto), dopo una lunga commissione di inchiesta, adottò un atteggiamento non soltanto prudenziale ma ufficialmente diffidatorio. Proclamò e intimò ai suoi fedeli di non credere (salvo utilitaristici ripensamenti post mortem) con l’affissione anche recentemente di grandi manifesti sulle porte d’ingresso di tutte le chiese, tentando di indurli a non farsi coinvolgere nel culto del Gesù Bambino di Gallinaro.

Il gruppo denominato “Bambino Gesù di Gallinaro” o “Nuova Gerusalemme” è impegnato a diffondere in diverse località dottrine falsamente religiose e insegnamenti biblici distorti ed estranei alla verità dei testi sacri. Tale gruppo pseudo-religioso, come accennato, in data 4 ottobre 2015 si è costituito come sedicente “chiesa cristiana universale della nuova Gerusalemme”. La Chiesa Cattolica Romana, attraverso il Codice di Diritto Canonico, ha preso una posizione chiara e severa in merito. Nel 2016, i fedeli della Nuova Chiesa sono stati scomunicati dal Papa. Si rammenta che i fedeli che aderiscono alla suddetta sedicente “chiesa” incorrono ex can. 1364 del Codice di diritto canonico nella scomunica latae sententiae per il delitto canonico di scisma.

A ciò la reazione della Nuova Gerusalemme è stata altrettanto dura ed ha invocato la libertà di culto garantita dalla Costituzione, rivendicando la propria autonomia e la legittimità della propria fede di fronte alle autorità civili. Questo scenario evidenzia un profondo disaccordo e una divisione insanabile tra le due entità religiose, ognuna con la propria interpretazione delle scritture e della tradizione.

DA GESU' BAMBINO DI GALLINARO! CON LA VOCE DI GIUSEPPINA

Il Contesto Antropologico e Sociologico del Fenomeno

Il fenomeno di Gallinaro si inserisce in un contesto culturale e antropologico particolarmente fertile nella Val di Comino. Questa valle, dominata ad oriente sopra il paese di Picinisco dalle alte cime delle Mainarde con la vetta del monte Meta, il più alto del Lazio (m. 2245), è da sempre un terreno fertilissimo per la religione e per la magia. È una terra percorsa da fremiti spirituali antichi e trimillenari, legati a divinità come la Mater Matuta e la dea Mefite, e a culti cristiani come la soprastante Madonna del Canneto e San Gerardo “dei miracoli”, un pellegrino inglese morto qui nel 639 e beatificato da papa Gregorio XI. Le reliquie di santi furono importate dai chierici dalle catacombe di Roma per rinforzare una fede che nei secoli della miscredenza medioevale era andata paurosamente scemando tra il popolino. Ancora oggi, qui sembra di respirare un’aria medioevale, di cogliere l’emanata aspettativa per un evento messianico che da sempre sembra lì lì per incombere.

La Val di Comino è anche terra di antiche e cicliche emigrazioni, dove ognuno, andando per le vie del mondo, come àncora di salvezza porta nel cuore la sua “nòstalghia”, la matrice delle profonde radici culturali della tribù. In questo ambiente di forte spiritualità popolare e di radicamento culturale, il culto del Gesù Bambino di Gallinaro ha trovato un terreno propizio per svilupparsi.

Dal 1975, quasi attratte da una regia occulta che pure trova le sue finestre pubblicitarie sui quotidiani, cominciarono ad affluire a Gallinaro, come ad un santuario-copyright, fiumane di curiosi e di pellegrini. Chi credeva, impetrava le grazie promesse da Gesù Bambino alla popolana Giuseppina. In fondo, per chi crede, la contagiante ricetta di successo è sempre la stessa: basta ritrovarsi e pregare insieme.

In questo contesto, si sono verificati fenomeni di suggestionabilità individuale e collettiva. Ad esempio, un osservatore racconta di aver assistito a una scena in cui una ragazza giovane veniva trascinata dai suoi stessi genitori davanti all’uscio della cappella. Era per terra, si agitava, la trattenevano, aveva la bava alla bocca, farfugliava gutturalmente parole incomprensibili. “Parole del diavolo!” commentava qualcuno. La preghiera collettiva continuava incessante come un treno. Dopo un bel po’, uscì la veggente vestita di scuro, si avvicinò alla ragazza, e nel silenzio assoluto gliela sollevarono davanti. Lei le impose le mani sulla fronte come per un oscuro esorcismo. E pregava, sembrava pregare su di lei concentrandosi. La ragazza ora sembrava finalmente sedata, non completamente, ma poteva stare da sola. Qualcuno subito, senza il minimo sospetto, già gridava al miracolo. Si levò un lunghissimo applauso. Queste osservazioni, come quelle sui fenomeni ottici legati al sole che, se fissato per qualche minuto, sembra girare su se stesso o rappresentare un’ostia o il volto stesso di Gesù, sono spiegate da alcuni come fenomeni fisico-ottici, ma interpretati dai fedeli come veri e propri miracoli.

Un altro episodio descritto riguarda una roccia al Santuario della Madonna del Canneto che, inizialmente solo osservata, è stata poi “riconosciuta” da un gruppo di persone come l'immagine del Gesù Bambino di Giuseppina, dimostrando come la suggestione possa generare o ampliare una leggenda. Queste dinamiche portano a interrogarsi sulla natura della fede e della credulità, e su come le aspettative e le proiezioni possano influenzare la percezione della realtà, come affermato da chi si è interessato al fenomeno dal punto di vista scientifico dell’antropologia culturale, per essere stato allievo del professor Tullio Tentori, autore dello studio “Il rischio della certezza”. Un oscuro mistero continua ad avvolgere la psiche dell’uomo moderno con la suggestione che non cessa di promuovere e suggerire rappresentazioni emotive e di pensiero ancora oggi più convincenti di qualsiasi fondamento razionale. La personalità è un insieme di tante dimensioni e sul presupposto dell’ascolto, della fiducia e sulla proposta di un’esperienza interiore comunque capace di far star meglio, è facile influenzare e condizionare i processi psichici di un soggetto fragile, o semplicemente in continua ricerca di qualcosa.

Pellegrini e fedeli alla

Il mistero di Gallinaro, per gli effetti irradiati sulla gente semplice che accorre da ogni dove, è considerato da molti un mistero positivo. Molte persone riferiscono di essere guarite, di aver smesso di drogarsi, o di aver dato alla propria vita un’altra direzione dopo aver conosciuto il Gesù Bambino di Giuseppina. Un'oasi di pace per la mente e per il corpo, come recita un volantino raccolto dalla strada. Prima di giungere alla cappellina, facendo la fila, è possibile dissetarsi con l’acqua di una fonte fuoriuscita miracolosamente tra le rocce dopo l’abbattimento di un albero secolare, sembra su indicazione della Vergine.

Il fenomeno ha anche generato un notevole impatto economico sulla comunità locale. Un noto personaggio gallinarese, interrogato sul fenomeno, una volta disse con la sua aria scettica, sorniona e ridente: “Andrea’, se non ci fosse stato ‘sto miracolo, bisognava pensare di inventarselo!”. Questo sottolinea come, al di là delle interpretazioni spirituali, il culto abbia promosso un fiorente “business diffuso” tra la gente del posto. Negozi, ristoranti, pizzerie e pensioni, oltre alla vendita di souvenirs, sono sorti per accogliere i numerosi visitatori. Questo ha permesso alla popolazione di elevare negli anni il proprio tenore di vita e di non emigrare più in lontani paesi del nord Europa, come lo stesso padre di Giuseppina, Cesidio, che fu minatore in Belgio prima e poi barbiere pur di raggranellare qualche soldo in più per la sua famiglia. Le strade, i marciapiedi e gli impianti di illuminazione pubblica a Gallinaro sono stati tutti rifatti, a testimonianza di come, in un modo o nell'altro, tutti abbiano beneficiato del fenomeno, privatamente e pubblicamente. Questo suggerisce che, anche se tutto fosse incasellabile razionalmente e messo in chiara luce, il mondo non sarebbe per questo necessariamente più accettabile per chi cerca risposte in dimensioni che trascendono la mera logica.

Negozi di souvenir a Gallinaro

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