Quando si parla di palato stretto - o palato ogivale - e di malocclusioni nei bambini, intervenire precocemente può fare davvero la differenza. In Clinica Sorriso del Bambino adottiamo un approccio basato sulla terapia intercettiva, una forma di cura e prevenzione attuabile entro i 12 anni di età, che permette di agire alla radice del problema, prima che diventi più complesso da trattare. La terapia intercettiva non mira a spostare i denti, ma a correggere le basi ossee su cui essi poggiano. Migliorando la struttura scheletrica, i denti possono allinearsi spontaneamente, con risultati più stabili, naturali e duraturi nel tempo.
È un percorso che accompagna la crescita del bambino, lavorando con i suoi tempi naturali. Comprende tre aree principali:
- Terapia ortopedica
- Rieducazione miofunzionale logopedica
- Terapia con apparecchi funzionali
In questo articolo ci concentriamo sulla terapia ortopedica, in particolare sull’espansione del palato, con l’uso di un apparecchio apposito per correggere il palato stretto nei bambini.

Cos’è l’espansore del palato e a cosa serve?
L’espansione del palato è una terapia ortopedica che si applica nei bambini in fase di crescita. Consiste nell’uso di un espansore palatale (chiamato anche disgiuntore della sutura), un apparecchio per allargare il palato che migliora la forma dell’arcata superiore e aiuta la mandibola a trovare la sua posizione naturale.
In parole semplici, l’espansore separa gradualmente le due ossa che formano la volta del palato, creando più spazio per i denti, migliorando la masticazione, la postura mandibolare e anche l’aspetto del volto. Questo apparecchio per allargare il palato dei bambini è composto da due anelli (bande) che vengono ancorati ai molari superiori, se possibile quelli da latte, e uniti attraverso una struttura di acciaio caratterizzata dalla presenza di una vite al centro.
Il dispositivo esercita una forza sulla sutura palatina graduale e costante che permette quindi di espandere il diametro trasverso del palato. La prima attivazione viene effettuata dall’ortodontista, che fornisce anche le indicazioni per permettere ai genitori di occuparsi dell’attivazione quotidiana: grazie alla chiavetta in dotazione occorre far svolgere un quarto di giro alla vite. Ciò determina lo sviluppo e il mantenimento di una forza di trazione lenta e costante sulla sutura palatina cui consegue diastasi e progressivo incremento del diametro trasverso del palato.
Come attivare l’espansore palatale di tuo figlio | Guida della dottoressa Martina Villanova
Quando è necessario usare gli espansori palatali?
Il trattamento di espansione del palato è indicato nei casi di:
- Palato ogivale (cioè palato stretto e alto)
- Morso crociato posteriore
- Mandibola che scivola indietro o lateralmente perché non riesce ad incastrarsi nel palato
- Morso inverso: i denti superiori non scavalcano i denti inferiori
- Sovraffollamento dentale
Spesso queste condizioni derivano inizialmente da abitudini errate (come succhiare il dito o usare il ciuccio in modo prolungato) che influenzano lo sviluppo del palato e la posizione della mandibola. Ne consegue un affollamento dentale (ossia la mancanza di spazio per la fuoriuscita dei denti definitivi), ma non solo. Intervenendo in modo preventivo con l’espansione del palato, possiamo non solo aumentare lo spazio disponibile per i denti e migliorare l’estetica del sorriso, ma soprattutto ridurre le problematiche complesse che derivano dai problemi di occlusione, ad esempio cefalee, otiti ricorrenti, apnee notturne, sinusiti e scoliosi. Problemi che vengono spesso trascurati o trattati solo nei loro sintomi, e che rischiano di protrarsi anche in età adulta.
L’età ottimale per l’intervento
L’età ottimale per il posizionamento dell’apparecchio non è univoca, ma sicuramente è un trattamento che si effettua in giovane età, sotto i 10 anni, ovvero il periodo in cui la sutura palatina è ancora una struttura fibrosa e quindi il diametro trasverso del palato può essere ancora modificato. La sutura palatina è, infatti, formata interamente da cartilagine fino ai 4-5 anni, mentre negli anni successivi inizia il processo di ossificazione che si completa intorno ai 12 anni.
Sebbene la letteratura scientifica consenta l’utilizzo dell’espansore del palato fino a 16 anni, resta fondamentale per stabilire l’età dell’intervento la valutazione delle condizioni di ossificazione della sutura palatina appunto; in linea di massima più è precoce il posizionamento dell’apparecchio, migliore è il risultato raggiunto. La fase di pre-ortodonzia inizia tra i 3 e i 4 anni, mentre tra i 5 e gli 8 anni, durante la fase di ortodonzia evolutiva, si interviene principalmente sui casi di palato stretto utilizzando l’espansore rapido palatale.
Come funziona il trattamento: fasi e tempistiche
Il trattamento di espansione del palato si divide in due fasi fondamentali:
- Apertura della sutura mascellare: La prima fase consiste nella disgiunzione della sutura mediana per correggere il problema del palato stretto. L’espansore palatale viene fissato all’arcata superiore e attivato quotidianamente dai genitori. Questa fase dura circa 30 giorni e permette di espandere le basi ossee.
- Contenzione e stabilizzazione: Alla fase di espansione vera e propria segue un periodo di contenzione della durata di circa 11 mesi. In questa fase l’apparecchio rimane in bocca, ma non viene più attivato. Questo step è fondamentale per consentire la formazione di nuovo osso e la stabilizzazione della nuova forma del palato.
È normale che l’utilizzo di un espansore rapido del palato si associ alla comparsa di uno spazio (diastema) tra gli incisivi centrali superiori: rappresenta un segno evidente del fatto che l’espansore sta facendo il suo lavoro. La fessura si chiuderà spontaneamente, ma lentamente, nel giro di uno o due mesi.

I benefici a lungo termine: oltre il semplice sorriso
I risultati dell’espansione del palato sono visibili già dopo pochi giorni. L’espansione rapida del palato permette la correzione delle dimensioni delle ossa mascellari e palatine, favorendo uno sviluppo scheletrico e dentale più armonioso.
- Miglioramento della funzione respiratoria: Immaginando il viso come un condominio, il palato è sia il tetto della bocca, che il pavimento del naso. Il recupero della respirazione nasale è un elemento chiave per una crescita sana.
- Postura: Una persona che respira male assume tendenzialmente una posizione ricurva, caratterizzata da spalle e collo protesi verso l’avanti.
- Digestione: Permette di esercitare un maggior numero di movimenti masticatori durante i pasti e, quindi, una migliore triturazione degli alimenti.
- Aspetto estetico: La modifica dell’aspetto del volto con allargamento del sorriso e un timbro vocale meno nasale.
Gestione quotidiana: igiene e alimentazione
Poiché l’espansore viene ancorato ai molari superiori e si appoggia al palato, la sua pulizia è fondamentale. Tra il palato e l’espansore rapido è possibile che durante i pasti si depositino dei residui di cibo non visibili. L’igiene orale quotidiana è ancora più importante quando si utilizza un espansore palatale: la pulizia viene effettuata con uno spazzolino monociuffo che permette di raggiungere le zone più difficili, utilizzato insieme a uno spazzolino tradizionale o elettrico con setole morbide.
Consigliamo lo spazzolamento dei denti per almeno due minuti dopo i pasti principali con un dentifricio al fluoro e una pulizia attenta degli spazi interdentali con il filo interdentale e lo scovolino. Se si desidera rinfrescare l’alito, è possibile utilizzare un collutorio senza alcol.
Cosa mangiare o evitare
Nei primi giorni successivi al posizionamento è preferibile evitare cibi molto fibrosi, come ad esempio la verdura cotta, o filanti come la mozzarella. In generale, i piccoli pazienti devono evitare di masticare cibi particolarmente duri, caramelle dure, torrone, ghiaccio e chewing gum, che potrebbero causare il distacco o la rottura dell’espansore.
Domande frequenti sul dolore e fastidio
L’espansore del palato solitamente non è né doloroso né fastidioso, essendo creato su misura in funzione del cavo orale del piccolo paziente. Subito dopo il posizionamento è possibile che il bambino provi una sensazione di fastidio dovuta all’ingombro dell’apparecchio e all’aumento della salivazione, ma sparisce spontaneamente nell’arco di poche ore o al massimo di qualche giorno.
L’attivazione quotidiana viene percepita come una spinta da parte dell’apparecchio sui denti, fondamentale per testimoniare che la vite è effettivamente girata. Dopo il posizionamento possono comparire delle irritazioni transitorie della guancia, dovute all’attrito dei gancetti che ancorano l’espansore ai molari: l’applicazione di una piccola quantità di cera ortodontica permette di eliminare l’attrito e risolvere il problema.
Tipologie di espansori palatali
Esistono diverse tipologie di espansori palatali, ciascuna indicata per specifiche esigenze cliniche:
- Espansore palatale rimovibile: Realizzato in cromo anziché in acrilico, è solitamente raccomandato per casi di lieve espansione.
- Espansore palatale rapido: È l'apparecchio fisso più utilizzato, che si ancora ai denti posteriori superiori e utilizza una vite centrale per esercitare una pressione costante.
- Espansore palatale rapido chirurgicamente assistito (SARPE): Riservato a pazienti adulti o casi di particolare gravità, prevede un piccolo intervento chirurgico per facilitare la disgiunzione.
- Espansore palatale supportato da impianti: Utilizza mini-impianti dentali per applicare la forza direttamente sull'osso mascellare, evitando di gravare esclusivamente sui denti.
La scelta della tipologia dipende dalla valutazione specialistica dell’età, della maturità scheletrica e della gravità del quadro clinico del bambino.

Il ruolo della famiglia nel successo terapeutico
Il trattamento ortodontico nei bambini è un percorso che coinvolge tutta la famiglia. Il compito dei genitori è quello di garantire la corretta attivazione quotidiana della vite e monitorare la costanza nell'igiene orale. Ricordarsi di girare la vite di un foro ogni sera è essenziale: saltando dei giorni si rende solo più lungo il tempo in cui l’apparecchio resterà in bocca.
Una volta fatti tutti i giri prescritti, non girare più la vite e attendere il confronto con lo specialista, che verificherà i risultati e deciderà gli step successivi. Se l’espansore dovesse staccarsi, è importante fissare un appuntamento dal proprio dentista in tempi rapidi per riagganciarlo. È importante ricordare che le prime visite dal dentista dovrebbero iniziare a partire dai 5 anni, in modo da monitorare l’igiene orale, l’eventuale presenza di carie e di altri problemi del cavo orale, anticipando così la necessità di interventi più invasivi in futuro.