In Italia, il dibattito sulla gestazione per altri (GPA), nota anche come maternità surrogata o, in senso dispregiativo, "utero in affitto", è sempre stato acceso e complesso. La legislazione italiana ha da tempo espresso una chiara posizione di divieto, ma le recenti modifiche normative mirano a rafforzare ulteriormente questa posizione, estendendo la perseguibilità del reato anche alle condotte commesse da cittadini italiani all'estero.

La Legge Fondamentale: la L. 40/2004
Il divieto di maternità surrogata in Italia è stabilito dalla L. 40/2004, intitolata "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita". Questa legge punisce chiunque realizzi, organizzi o pubblicizzi la gestazione per altri e il commercio di gameti o embrioni. Le sanzioni previste sono severe: reclusione da tre mesi a due anni e una multa da 600.000 a un milione di euro. Questo quadro normativo ha sempre rappresentato un deterrente significativo per la pratica della maternità surrogata sul territorio nazionale.
Le Nuove Modifiche: La Legge n. 169/2024 e la "Perseguibilità Universale"
Il 18 novembre 2024 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 169/2024, recante modifiche all’art. 12 della legge 19 febbraio 2004, n. 40. L'obiettivo principale di questa nuova legge è quello di statuire la perseguibilità del reato di gestazione per altri anche se commessa all’estero da cittadini italiani. Il Senato, con 84 voti favorevoli, 58 contrari e nessun astenuto, ha approvato definitivamente tali modifiche il 16 ottobre 2024.
L’art. 1 della legge, 4 novembre 2024, n. 169 dispone quanto segue: “1. Al comma 6 dell’articolo 12 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, è aggiunto il seguente periodo: «Se i fatti di cui al periodo precedente, con riferimento alla maternità surrogata, sono commessi all’estero, il cittadino italiano è punito secondo la legge italiana»”. Queste modifiche hanno aggiunto al co. 6 art. 12 L. 40/2004 la dicitura «Se i fatti di cui al periodo precedente, con riferimento alla maternità surrogata, sono commessi all’estero, il cittadino italiano è punito secondo la legge italiana».
GESTAZIONE PER ALTRI REATO UNIVERSALE: Cosa succederà?
Il provvedimento interviene sulla legge 40/2004, che prevede i delitti relativi alla commercializzazione di gameti o di embrioni e alla surrogazione di maternità, che si esplicano attraverso le condotte tipiche della realizzazione, organizzazione o pubblicizzazione, punendo chiunque le metta in atto con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro. Ora si aggiunge un nuovo periodo per perseguire penalmente anche condotte commesse in un Paese estero.
Il legislatore ha concepito una scelta legislativa di questo tenore alla luce del fatto che l'esistenza del divieto di surrogazione di maternità in Italia ha portato molti cittadini a ricorrere alle pratiche di surrogazione di maternità all'estero, nei paesi che hanno regolamentato e consentito questa tecnica di procreazione. La legge consente dunque di perseguire penalmente condotte commesse in un Paese estero anche quando tale Paese non qualifichi le stesse come illecite, avvalendosi di una possibilità già prevista, a determinate condizioni, dall'ordinamento penale italiano (artt. 7 e ss. c.p.).
La Maternità Surrogata in Dettaglio: Aspetti Medico-Legali
La surrogazione di maternità è una pratica procreativa in virtù della quale una donna si impegna a portare avanti una gestazione per conto di genitori c.d. "intenzionali". Esistono diverse tipologie di maternità surrogata. Nella maternità surrogata gestazionale o totale, l'ovocita fecondato con il seme del padre committente (o di un terzo donatore di gameti maschili) appartiene a una donatrice anonima (o più raramente alla madre c.d. intenzionale). La madre surrogata si impegna a rinunciare a qualsiasi diritto sul bambino al momento della nascita, di tal che il neonato viene affidato immediatamente ai genitori c.d. intenzionali e il rapporto di genitorialità legale viene quindi stabilito in favore di entrambi o del solo genitore intenzionale-genetico.

La Giurisprudenza Precedente e le Nuove Implicazioni
Prima dell'introduzione della Legge n. 169/2024, la giurisprudenza italiana aveva affrontato la questione della perseguibilità dei cittadini italiani che ricorrevano alla maternità surrogata all'estero. In particolare, si è discusso se fosse possibile perseguire tali cittadini quando chiedevano in Italia la trascrizione dell'atto di nascita del minore generato mediante maternità surrogata, per i reati di alterazione di stato (art. 567 c.p.) e false dichiarazioni al pubblico ufficiale su qualità personali (art. 495, co. 2, n. 1, c.p.).
Ebbene, quanto al primo aspetto, la Corte di legittimità ha avuto modo di postulare che non “sussiste il reato di cui all’art. 12, comma 6, l. n. 40 del 2004 in caso di ricorso alla procedura di surrogazione di maternità in uno Stato dove esso sia consentito” [Cass. pen., sez. V, 10/03/2016, n. 13525]. Ciò posto, anche “per quanto riguarda il diverso aspetto della trascrizione degli atti di nascita, la giurisprudenza penale ha escluso l’ipotesi delittuosa di cui all’art. 567, secondo comma, c.p. (alterazione dello stato civile di un neonato mediante false certificazioni, false attestazioni o altre falsità), nel caso di dichiarazioni di nascita effettuate ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 396 del 2000, in ordine a cittadini italiani nati all’estero mediante la tecnica della maternità surrogata eterologa e rese all’autorità consolare sulla base di certificato redatto dalle autorità locali che li indichi come genitori, in conformità alle norme stabilite dalla legge del luogo (v. da ultimo Cass. pen., Sez. VI, n. 31409 del 2020; v. anche Cass. pen., Sez. V, n. 13525 del 2016; Cass. pen., Sez. VI, n. 36780 del 2018)”.

Le nuove modifiche normative, tuttavia, cambiano radicalmente questo scenario. Con l'introduzione della Legge n. 169/2024, il ricorso alla maternità surrogata all'estero da parte di cittadini italiani, anche in Stati dove tale pratica è consentita, potrà essere penalmente perseguito secondo la legge italiana. Questo rappresenta un passo significativo verso la configurazione della maternità surrogata come un "reato universale" per i cittadini italiani, indipendentemente dal luogo di commissione.
Il Contesto Politico e le Reazioni
Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha difeso la legge Liste d’Attesa, rimarcando che “dove la legge viene applicata, il trend è positivo” in un’intervista a “Nuova Sardegna”. Durante l’informativa… Questo fa parte di un quadro più ampio di attenzione del governo ai temi etici e sociali. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha più volte sottolineato l'impegno del governo su questioni sensibili, affermando: “Sappiamo tutti quanto la sanità sia un tema che tocca la vita dei cittadini. Rivendico l'azione del Governo che ha portato il Fondo sanitario nazionale al livello più alto di…”. Sebbene queste dichiarazioni si riferiscano più ampiamente alla sanità, esse riflettono una generale tendenza a intervenire normativamente su aspetti che toccano la vita e la famiglia.
GESTAZIONE PER ALTRI REATO UNIVERSALE: Cosa succederà?
Linee Guida Operative e Impatto sui Professionisti
L'introduzione della Legge n. 169/2024 avrà un impatto significativo su diversi professionisti. Saranno necessarie nuove "Linee guida operative" per chiarire l'applicazione della normativa e le responsabilità.
In particolare, la posizione del medico e dell'ufficiale di stato civile rivestirà un'importanza cruciale. I medici dovranno essere consapevoli delle implicazioni legali nel caso in cui si trovino a gestire situazioni legate a bambini nati tramite maternità surrogata all'estero. Allo stesso modo, l'ufficiale di stato civile dovrà navigare in un quadro normativo più stringente per quanto riguarda la trascrizione degli atti di nascita di minori nati con questa tecnica, tenendo conto delle nuove disposizioni sulla perseguibilità. Questo richiederà un aggiornamento costante delle procedure e una maggiore attenzione alla provenienza e alla legalità degli atti presentati per la registrazione.

Le nuove disposizioni mirano a scoraggiare il "turismo riproduttivo" e a riaffermare la visione italiana sulla maternità surrogata come pratica eticamente inaccettabile e legalmente vietata per i propri cittadini, ovunque si trovino. In caso di accertamento del reato, saranno conseguentemente applicate le pene sopra elencate.