La gravidanza delle nostre gatte è un momento delicato e unico, da vivere con serenità, ma facendoci trovare preparati per poter garantire la miglior assistenza a Micia nel momento del parto. La durata della gestazione felina ha una durata media di 63-65 giorni. In base ad alcuni fattori, come l’età della micia, il numero di gattini che porta in grembo o la razza del gatto, può essere leggermente più breve (circa 58 giorni) o un po’ più lunga (circa 70 giorni). Nei gatti, la gestazione ha una durata di due mesi: per la precisione, i giorni sono in media 65 e, più precisamente, la gravidanza dura 63/69 giorni, calcolati dal concepimento al parto.

Indicatori di gestazione e preparazione all'evento
Nella prima metà della gravidanza non ci sono modificazioni esteriori apprezzabili (come l’aumento del volume della pancia o delle mammelle) ma variazioni che solo il proprietario può apprezzare come cambiamenti di abitudini, strani atteggiamenti, aumento dell’appetito, ecc. Il primo indicatore è l'interruzione del ciclo. Un altro segno è che i capezzoli si ingrossano ed assumono una colorazione rosso scuro. Dopo cinque settimane, noterai che lo stomaco della gatta sarà percettibilmente ingrossato, e questo continuerà fino al giorno del parto.
La prima visita dovrebbe essere fatta circa dopo 3-4 settimane dall’accoppiamento: in questa sede si procede ad una visita clinica ed eventualmente un’ecografia: questo è un esame non oneroso, sicuramente innocuo per la cagna e per i feti, e ci permette di valutare la vitalità dei cuccioli. La conoscenza del numero dei futuri nascituri è importante sia per sapere con esattezza quando il parto è ultimato, sia per programmare con un certo anticipo il destino dei cuccioli. Tra il 18° e 30° giorno di gravidanza si potranno sentire i gattini muoversi semplicemente appoggiando una mano sulla pancia di mamma gatta. Proprio per questo, un paio di settimane prima del parto, è importante iniziare a preparare un rifugio, un giaciglio dove possa sentirsi protetta. La cesta dovrà essere larga con bordo basso, di dimensioni tali da permettere alla gatta di distendersi durante il parto senza il pericolo di schiacciare i cuccioli appena nati.
Comportamenti pre-parto e segnali di avvio
Poco prima del parto, la gatta cercherà un luogo tranquillo e sicuro dove partorire. Potrà capitare di vederla rovistare negli armadi, nei cassetti e sotto il letto. Anche se Micia ha sempre mangiato di gusto, nei due giorni precedenti al parto quasi tutte le gatte smettono di mangiare o mangiano pochissimo. A seconda del carattere delle singole gatte, quando il parto è vicino alcune diventano molto affettuose e cercano attenzioni da parte del padrone. Nelle 12-24 ore precedenti al parto, la temperatura corporea della gatta può scendere al di sotto dei 37,5°. La temperatura corporea di un gatto varia normalmente tra i 38° e i 39,2°.
Alcune gatte mostrano, qualche giorno prima del parto, delle perdite vaginali inodori biancastre, piuttosto dense ed appiccicaticce o anche appena striate di sangue. È del tutto normale: si tratta del tappo mucoso che si scioglie quando, poco prima del parto, si dilata la cervice. Quando la micia di casa si prepara a dare alla luce i suoi cuccioli, assume dei comportamenti che ci permettono di capire quando i gattini stanno per arrivare. Alcune gatte, specie in giovane età e al primo parto, possono recarsi nella lettiera e iniziare a scavare, come se dovessero fare i bisogni. Occorre riportare la gatta nella cesta e cercare con pazienza di farcela rimanere.
Dinamiche del travaglio: rottura delle acque e tempi di espulsione
Il parto inizia con la rottura delle acque (perdita dalla vulva di liquido viscoso talvolta verdastro) che viene seguito ENTRO 1 ORA dalla nascita del primo cucciolo: se questo non si dovesse verificare, contattare il veterinario con tempestività. Dal momento in cui si rompono le acque, ci vogliono circa 20-30 minuti per veder nascere il primo gattino. Il parto della gatta, come quello degli altri mammiferi, inizia con le prime contrazioni, che annunciano l'avvio del travaglio. Durante le contrazioni, mamma gatta miagola forte e ha il respiro affannoso. Le contrazioni, inizialmente distanziate, iniziano a diventare sempre più ravvicinate.
La durata del parto della gatta è molto variabile. Mediamente, se tutto progredisce senza complicazioni, il parto durerà dalle due alle sei ore. I gattini nascono a intervalli di 15-60 minuti l’uno dall’altro. Una volta che il primo cucciolo è nato, gli altri saranno espulsi ad intervalli non regolari, talvolta distanziati anche da ore, ma in ogni caso possibilmente tutti entro le 8-12 ore. Se questo non si dovesse verificare, contattare il veterinario. Quando la gatta mette in atto simili comportamenti significa che il momento del parto si avvicina. Alcune gatte poco prima del travaglio istintivamente si recano nella cassetta igienica scavando e accovacciandosi come se dovessero defecare o urinare.
Assistenza ai cuccioli e fase post-parto
Mamma gatta partorirà naturalmente, senza bisogno d’aiuto. Spesso, anzi, le interferenze esterne possono causarle fastidio. Qualora il sacco amniotico non sia ancora rotto, le vigorose leccate della gatta lo apriranno per stimolare nel cucciolo la respirazione e la circolazione. Alcune gatte, tuttavia, non si curano né di aprire il sacco amniotico né di recidere il cordone ombelicale. Occorre a questo punto intervenire prontamente per evitare che il piccolo soffochi: si dovrà per prima cosa aprire gli invogli con l’ausilio di una garza sterile e asciugare il piccolo nella zona del naso e della bocca.

Dopo ciascun gattino, dovrebbe emergere una placenta. Conta le placente, per assicurarti che vi sia una per ogni gattino. Non ti sorprendere se la madre mangerà alcune o tutte le placente. Questo è normale e non presenta alcun rischio. Se ti sembra che la madre non abbia espulso una delle placente, portala rapidamente dal veterinario. Normalmente la madre morderà il cordone ombelicale per liberare il piccolo. Se non lo dovesse fare, aiutala. Lega un filo attorno al cordone a un paio di centimetri dal corpo del gattino. Stringi un altro filo un paio di centimetri più distante, poi taglia il cordone fra queste due posizioni con un paio di forbici affilate.
Quando il parto termina, mamma gatta si rilassa visibilmente e questo è il segnale sia che il parto è finito, sia che è andato tutto bene. Ora la neomamma comincerà a leccarsi, subito dopo allatterà i gattini e si metterà sdraiata, in una posizione comoda. Cesseranno definitivamente anche le contrazioni addominali. E’ buona norma pesare i cuccioli alla nascita e seguire l’accrescimento per il primo mese di vita. Il peso medio di un cucciolo alla nascita è di circa 80-120 grammi e deve aumentare, nei primi giorni di vita, di 10-20 grammi al giorno.
Cicli riproduttivi e importanza della sterilizzazione
I gatti vengono definiti animali poliestrali e possono avere più gravidanze nello stesso anno. Una gatta può restare incinta già dopo 1-2 settimane dal parto. Anche se sta ancora allattando, mamma micia può tornare in calore. Nella gatta, infatti, il ciclo ormonale non viene interrotto dall’allattamento. Per evitare gravidanze troppo frequenti e salvaguardare al meglio il benessere della gatta si può pensare alla sterilizzazione. In linea generale è possibile affermare che la gatta può essere sterilizzata alla quinta o sesta settimana dopo il parto, quando i micini vengono svezzati.
Se non vuoi che la tua gatta abbia dei gattini, è sempre consigliabile farla sterilizzare. Una gatta va in calore ogni 15-21 giorni, principalmente in primavera e in autunno. La sterilizzazione, se effettuata prima del primo calore, aiuta anche a ridurre l’insorgenza di tumori alle mammelle e all’utero della gatta. La gravidanza è un evento significativo e, qualora insorgessero complicazioni come un aborto spontaneo, occorre prestare attenzione ai segnali. Trascorsi 30 giorni dall’accoppiamento, se la gatta ha un aborto spontaneo tende a perdere sangue o tessuti ma non sempre è facile accorgersene. Molto spesso l’aborto nella gatta può avvenire senza alcun sintomo. Se il tuo pet presenta uno di questi sintomi è necessario contattare il Veterinario per una visita accurata.