Gabriella Papadakis: Tra l'Eleganza del Ghiaccio e la Voce del Cambiamento

Gabriella Papadakis, il cui nome evoca grazia e maestria sul ghiaccio, è una figura che ha segnato in modo indelebile la storia della danza su ghiaccio. La sua carriera, costellata di successi ineguagliabili, si è recentemente evoluta in un percorso di riflessione e denuncia, gettando luce sulle sfide e le complessità che si celano dietro lo scintillio delle esibizioni. Nata il 10 Maggio 1995 nella pittoresca città di Clermont-Ferrand, in Francia, Papadakis ha iniziato la sua avventura nel pattinaggio fin dalla tenera età, dimostrando un talento precoce che l'avrebbe portata a conquistare le vette più alte di questa disciplina. La sua storia non è solo un racconto di trionfi sportivi, ma anche un potente appello a riconsiderare le strutture e le dinamiche di un ambiente che, per quanto affascinante, può rivelarsi profondamente impegnativo per i suoi protagonisti. La sua voce, un tempo espressa attraverso la poesia dei suoi movimenti, oggi risuona con la forza di chi ha scelto di non tacere, affrontando questioni fondamentali sull'identità, il genere e la sopravvivenza stessa di uno sport in evoluzione.

L'Ascesa di un'Icona: La Carriera Ineguagliabile di Gabriella Papadakis

Gabriella Papadakis, una figura emblematica nel panorama del pattinaggio di figura, è una danzatrice su ghiaccio la cui storia si intreccia indissolubilmente con i trionfi e le sfide di questo sport affascinante. La sua innata connessione con il ghiaccio affonda le radici nella sua famiglia: è figlia di padre di origini greche e di un’allenatrice di pattinaggio artistico, che l'ha guidata per quasi tutta la sua carriera, plasmando il suo talento fin dai primi passi. Gabriella ha iniziato a pattinare all’età di 3 anni, dimostrando una predisposizione naturale per la disciplina.

Gabriella Papadakis e Guillaume Cizeron durante un'esibizione

Il percorso agonistico di Gabriella Papadakis è indissolubilmente legato a Guillaume Cizeron, un partner con cui ha condiviso la pista da quando lei aveva appena 9 anni. Insieme, hanno formato una delle coppie più celebri e vincenti nella storia della danza su ghiaccio. Il loro debutto a livello juniores risale alla stagione 2009-2010. Dopo aver conquistato un prestigioso secondo posto ai mondiali di categoria, nel 2013 la coppia ha fatto il salto nel livello senior, dimostrando immediatamente la propria statura internazionale. La stagione successiva ha visto Papadakis e Cizeron vincere il loro primo titolo europeo e, in seguito, anche l'ambitissimo titolo mondiale, oltre a ottenere un notevole terzo posto nella Finale Grand Prix.

La loro ascesa è stata fulminea e inarrestabile. Per due volte consecutive campioni del mondo, hanno continuato a dominare la scena internazionale. Ad Helsinki 2017, pur esibendosi con maestria, hanno dovuto accontentarsi del secondo posto con un punteggio di 196.04, superati dal ritorno trionfale dei canadesi Tessa Virtue e Scott Moir, che hanno ottenuto un punteggio di 198.62. Gli stessi canadesi si erano già aggiudicati la Finale Grand Prix 2016-17, relegando la coppia francese al secondo posto.

La stagione olimpica ha segnato un nuovo capitolo nella loro storia di successi. Ha visto il loro primo trionfo nel Grand Prix, oltre a registrare il quarto campionato europeo vinto consecutivamente, un segno della loro costante superiorità. Alle Olimpiadi di Pyeongchang 2018, Papadakis e Cizeron hanno stabilito nel programma libero un nuovo record mondiale con l'impressionante punteggio di 123.35. Tuttavia, questo risultato, pur eccezionale, non è stato sufficiente per sconfiggere Tessa Virtue e Scott Moir, che per la loro seconda volta in carriera si sono laureati campioni olimpici. Con un punteggio totale di 205.28 punti, la coppia francese è arrivata seconda dietro i canadesi (che hanno ottenuto 206.07 punti), mentre gli statunitensi Maia ed Alex Shibutani hanno completato il podio con 192.59 punti.

La determinazione di Papadakis e Cizeron li ha spinti a nuove vette. Ai Mondiali di Milano 2018, hanno conquistato il loro terzo titolo iridato con un'altra prestazione record, totalizzando complessivamente 207.20 punti. La loro supremazia è stata ribadita ai campionati europei di Minsk 2019, dove hanno vinto per la quinta volta consecutiva la medaglia d'oro, migliorando nuovamente il record di tutti e tre i punteggi. Sono riusciti a superarsi ancora una volta nel corso dei Mondiali di Saitama 2019, vincendo nettamente il loro quarto titolo mondiale e stabilendo nuovi record in tutte le categorie di punteggio. Nel dicembre 2019, a Torino, la coppia francese si è aggiudicata per la seconda volta in carriera la finale del Grand Prix, consolidando ulteriormente la loro posizione di vertice.

Il loro stile, riconosciuto per il suo carattere aggraziato e balletico, ha sempre incantato giurie e pubblico. I programmi, spesso ispirati alla danza moderna, sono stati descritti come lirici, e i commentatori hanno frequentemente acclamato la qualità eccezionale delle loro abilità di pattinaggio. La loro pattinata è dolce e romantica, trasmette grande passione insieme al suo partner e rende ogni programma coinvolgente, catturando l'emozione degli spettatori.

Dopo che la stagione 2019-20 si è conclusa prematuramente a causa della pandemia di COVID-19, che ha fatto annullare il Campionato del mondo, i pattinatori hanno scelto di saltare l'intera stagione 2020-21. Questa pausa ha permesso loro di ricaricare le energie e prepararsi per l'obiettivo più grande. Il culmine della loro carriera congiunta è arrivato ai Giochi Olimpici di Pechino 2022, dove hanno conquistato la tanto agognata medaglia d'oro, coronando anni di sacrifici e dedizione. Con questo trionfo, hanno totalizzato un oro e un argento olimpico, cinque titoli mondiali, altrettanti europei e sette campionati francesi, consolidando il loro status di coppia leggendaria.

Dopo il trionfo olimpico, Gabriella Papadakis e Guillaume Cizeron hanno annunciato la decisione di prendersi una pausa, un momento di riflessione dopo anni di intensa attività agonistica. Nel dicembre 2024, la coppia ha comunicato il ritiro definitivo dalle scene. Un ritiro che, tuttavia, non ha segnato la fine della loro influenza nel mondo del pattinaggio, ma piuttosto l'inizio di nuovi percorsi e, per Gabriella, l'opportunità di esplorare nuove sfide e di utilizzare la sua piattaforma per affrontare questioni cruciali all'interno dello sport.

World Record! | Papadakis and Cizeron Ice Dance Highlights | Beijing 2022

Ridefinire le Regole: Gabriella Papadakis e la Battaglia per un Pattinaggio Inclusivo

Dopo essersi ritirata dal pattinaggio agonistico, Gabriella Papadakis ha intrapreso una nuova e significativa fase della sua vita, non solo come artista ma anche come attivista per il cambiamento. La sua decisione di danzare nei gala con l’americana Madison Hubbell, anch'essa un'ex campionessa con un bronzo olimpico nel 2022 e quattro medaglie iridate con Zachary Donohue, ha generato un'immagine destinata a diventare rivoluzionaria. Quando Papadakis e Hubbell sono scese insieme sul ghiaccio di Art on Ice, il più importante gala di pattinaggio di figura, hanno offerto un'immagine destinata a diventare rivoluzionaria: quella di una coppia formata da due donne. Questo gesto non è stata solo una scelta artistica, ma un tentativo audace di rompere le regole e proporre una strada nuova, fornendo una risposta concreta ad alcune questioni che minacciano la sopravvivenza stessa del loro sport.

La disciplina della danza su ghiaccio, che deriva dal ballo da sala, si concentra sui passi e sull’aspetto coreografico, senza prevedere salti e lanci, a differenza delle coppie di artistico. Tuttavia, il regolamento internazionale stabilisce da sempre che una squadra di danza sia composta da una donna e un uomo, un assunto che nessuno aveva messo in discussione fino al 2022. Quell'anno, la federazione canadese è diventata la prima a parlare di «due pattinatori», indipendentemente dal sesso, aprendo la strada a un possibile cambiamento epocale. Tre anni dopo, l’esposizione di due stelle come Papadakis e Hubbell ha acceso definitivamente i riflettori sul tema, mettendo in evidenza la necessità di una revisione.

Il loro obiettivo era dimostrare che un futuro diverso per il pattinaggio di figura non è solo possibile, ma addirittura necessario. Un primo e pressante problema è che in questo settore le ragazze sono in netta maggioranza rispetto ai ragazzi, e la loro necessità di reperire un uomo per gareggiare crea una concorrenza spietata e un enorme squilibrio di potere. Chi non trova un compagno finisce per abbandonare il mondo del ghiaccio, mentre chi lo trova è considerata fortunata e, per questo, rischia di accettare anche condizioni fortemente penalizzanti pur di avere una carriera. Questa dinamica si riflette anche nei cambi di nazionalità strumentali, che sono all’ordine del giorno e spesso sono dovuti al fatto che i partner vanno cercati anche in paesi molto lontani.

Gabriella Papadakis e Madison Hubbell durante un'esibizione

Gabriella Papadakis ha spiegato lucidamente le implicazioni di questa situazione: «I ragazzi hanno tutta la scelta del mondo, mentre le ragazze sono spesso considerate sostituibili. I nostri partner hanno più facilità a individuare un’altra compagna e nel nostro caso le abilità contano, ma sono ugualmente importanti anche l’età, l’altezza, il peso, l’aspetto fisico. Non sorprende che molte di queste relazioni possano sfociare in abusi psicologici». Questa è una critica profonda al sistema attuale, che privilegia determinati canoni e genera vulnerabilità.

Sulla scia di queste osservazioni e dell'iniziativa canadese, recentemente anche la federazione finlandese ha seguito l’esempio, concedendo la partecipazione ai campionati nazionali a Emma Aalto e Millie Colling nella danza su ghiaccio. Le due atlete hanno spiegato apertamente di essere due amiche che desiderano pattinare insieme e hanno argomentato che, dato che questa specialità non si basa sulla forza fisica, ma sulla precisione dei movimenti e sull’interpretazione musicale, non ci sono particolari vantaggi nell’essere uomo. L’ultimo paese a essersi adeguato è il Regno Unito, a partire dalla prossima stagione, segnalando un trend di apertura e modernizzazione.

Autorizzare la presenza di coppie dello stesso sesso non servirebbe solo a risolvere una questione numerica e a bilanciarla in favore delle donne, ma permetterebbe anche di rivedere i ruoli di genere tradizionalmente rigidi nella disciplina. Papadakis sottolinea come «Il pattinaggio così come è oggi limita la creatività e l'autonomia di ogni atleta». Secondo lei, «Sia gli uomini che le donne sono confinati in rigide aspettative di forza e bellezza e permane l'idea obsoleta che le figure maschili siano i leader e quelle femminili semplici estensioni del loro corpo». Questi stereotipi sono parte del motivo per cui così pochi ragazzi scelgono di praticare la danza su ghiaccio e incidono anche nei canoni fisici, rendendo necessari uomini statuari e donne minute, escludendo un’ampia fetta di atleti con corpi diversi.

Tanti pattinatori, però, sono ormai sempre più lontani da questi modelli stereotipati, desiderando una maggiore espressione di sé. Nonostante il crescente dibattito, l'International Skating Union (ISU) finora ha negato qualsivoglia modifica nel regolamento internazionale, mantenendo una posizione conservatrice. Kaitlyn Weaver, ex pattinatrice canadese tre volte medagliata mondiale e membro del comitato tecnico di danza sul ghiaccio dell'ISU, ha spiegato che il tema è complesso in uno sport intrinsecamente conservatore e lento ad adattarsi ai cambiamenti. Tuttavia, Weaver è convinta che la priorità debba essere quella di trovare spazio per tutti: «Se vogliamo che più persone si appassionino a questa splendida disciplina, dobbiamo considerare chi non la pratica e renderla più accessibile. È un modo semplice per risolvere il problema». Le parole di Papadakis e Weaver non sono solo una critica, ma un invito a immaginare un futuro più equo e inclusivo per la danza su ghiaccio.

La Voce Nascosta: Guillaume Cizeron e il Percorso verso l'Autenticità

La storia di Guillaume Cizeron, partner di lunga data di Gabriella Papadakis, è un'altra tessera fondamentale nel complesso mosaico delle dinamiche personali e professionali nel mondo del pattinaggio. Il suo percorso verso la piena accettazione della propria identità e la decisione di rivelare pubblicamente la propria omosessualità hanno fornito un'ulteriore dimensione di profondità al dibattito sull'autenticità e la tolleranza nello sport.

La rivelazione di Cizeron è avvenuta attraverso una lunga e toccante lettera pubblicata sul quotidiano francese "L’Equipe", che ha avuto inizio ricordando le domande fatte un po’ per curiosità e un po’ per scherno dai suoi compagni di classe delle elementari. Quelle domande, ha spiegato, «non mi sembravano così incongrue». Sin da bambino, Cizeron aveva sempre sollevato dubbi sulla sua identità e genere sessuale. «Un giorno chiesi addirittura a mia madre se fossi un maschio. Avevo la sensazione di essere diverso dagli altri, ero terrorizzato dall’idea di essere nato in un corpo sbagliato». Per molto tempo, non sapeva che essere gay fosse una possibilità, pensando soltanto che ci fosse qualcosa di sbagliato in lui. Questo senso di diversità e la paura del giudizio hanno segnato profondamente la sua infanzia e adolescenza.

Guillaume Cizeron in un momento di riflessione

I ricordi di Cizeron dipingono un quadro di isolamento e vulnerabilità: «Alle elementari non giocavo a calcio con gli altri bambini. Alle scuole superiori trascorrevo gli intervalli in bagno, nascondendomi per non essere preso di mira o insultato». Descriveva se stesso come «un ragazzo molto timido e sensibile», che non reagiva mai agli insulti, i quali erano «una costante nella mia vita, una melodia insalubre nei miei pensieri». Con il tempo, confessava, «ci si abitua alla violenza e spesso si finisce con l’accettarla perché si pensa di meritarla». Questa testimonianza offre uno sguardo crudo sulle conseguenze psicologiche del bullismo e della mancanza di accettazione in un'età formativa.

Cizeron ha reso pubblica la sua relazione sentimentale lo scorso 17 maggio, giornata contro l’omofobia, pubblicando una foto su Instagram che lo ritraeva a letto con il suo compagno, un ragazzo connazionale di 33 anni con cui ha spiegato di avere una seria relazione da tre anni. Questo gesto ha rappresentato una dichiarazione forte e chiara della sua identità e del suo desiderio di vivere apertamente.

Anche se la sua esperienza sul ghiaccio richiedeva spesso di interpretare ruoli tradizionali, Cizeron ha sempre trovato un modo per esprimere la sua autenticità. Ancora oggi, tende a nascondere certe espressioni, parole o azioni, «un po’ per l’imbarazzo e un po’ per paura che non possano piacere». Tuttavia, ha una visione profonda dell'identità: «Ogni essere umano, che gli piaccia o no, ha una parte maschile e una femminile. Io le coltivo e celebro entrambe, sia nella vita che sul ghiaccio. Sono due energie complementari fra loro e mi piace passare dall’una all’altra a seconda del ruolo che devo interpretare mentre pattino». Questa filosofia rivela una consapevolezza matura e una capacità di integrare le diverse sfaccettature della propria personalità.

La decisione di parlarne adesso, dopo anni di silenzio, è stata ponderata. Cizeron ha riflettuto per diversi mesi e ha capito che le sue parole possono aiutare tante altre persone. Nonostante oggi ci sia molta più tolleranza, la battaglia non è finita. Ha espresso la convinzione che il suo silenzio «non sarebbe servito alla causa, ma sarebbe passato come indifferenza». In un mondo ideale, sostiene, «nessuno dovrebbe giustificare la propria vita romantica o sentimentale». Cizeron crede fermamente che «ognuno meriti di essere amato semplicemente per il fatto che esiste, che sia uomo, donna o attratto da uomini o donne. Vogliamo soltanto vivere in pace, con il rispetto, l’amore e i diritti che meritiamo». Il suo messaggio è di speranza e solidarietà: «Mentre restiamo in attesa di questo mondo, mi piacerebbe che chi legge queste parole sappia che non è solo. Il modo in cui siamo trattati non definisce ciò che diventeremo o il successo che conquisteremo. La chiave è conservare la propria dignità e coltivare la propria salute interiore». Le sue parole risuonano come un inno alla resilienza e all'importanza di rimanere fedeli a se stessi.

World Record! | Papadakis and Cizeron Ice Dance Highlights | Beijing 2022

Dietro lo Scintillio: Accuse, Abusi e la Cultura del Silenzio nel Pattinaggio

Mentre le carriere di campioni come Gabriella Papadakis e Guillaume Cizeron hanno incantato il mondo con la loro grazia e le loro performance impeccabili, il pattinaggio di figura, uno sport intrinsecamente affascinante, nasconde anche un lato oscuro, costellato di accuse, silenzi e dinamiche tossiche. La recente ondata di rivelazioni ha squarciato il velo, mettendo in discussione l'immagine idilliaca e rivelando un ambiente in cui il successo agonistico ha spesso prevalso sul benessere e la dignità degli atleti.

Una delle vicende più controverse e recenti riguarda la coppia formata da Laurence Fournier Beaudry e Guillaume Cizeron, che, secondo quanto riportato, avrebbero vinto la medaglia d'oro nella gara di danza su ghiaccio ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026, chiudendo in prima posizione davanti agli statunitensi Madison Chock-Evan Bates. Alla Milano Ice Skating Arena di Assago, la coppia, già ampiamente favorita, avrebbe confermato la sua solidità, con un pezzo di Rhythm Dance considerato uno dei migliori della stagione. Cizeron, inoltre, con questo ipotetico oro, entrerebbe di diritto nella leggenda del pattinaggio di figura, riuscendo a salire sul gradino più alto del podio per due Olimpiadi di fila, ma con due partner diverse: a Pechino 2022, infatti, trionfò con Gabriella Papadakis, che decise di ritirarsi dal pattinaggio due anni dopo. Nessuno prima di Cizeron sarebbe mai riuscito a replicare lo stesso successo con due pattinatrici diverse, un risultato ancora più straordinario considerando che Cizeron e Fournier Beaudry avrebbero spazzato via la concorrenza dopo soli 12 mesi di lavoro assieme. Questo, di per sé, potrebbe sembrare solo una bella favola olimpionica. E invece, c'è molto altro da dire, e di genere del tutto diverso.

Dietro a questo ipotetico successo si cela un'ombra profonda. Come riporta il magazine Vox, la narrazione è accompagnata da «una clausola di esclusione di responsabilità, che include accuse di stupro, abusi emotivi e il silenzio di una vittima, cupo riflesso di alcuni degli aspetti peggiori di questo splendido sport». È impossibile, dunque, parlare dei successi di Laurence Fournier Beaudry e Guillaume Cizeron sul ghiaccio, senza, al contempo, andare a vedere quali siano le gravi accuse di stupro e abusi emotivi in ​​cui sono attualmente coinvolti.

Laurence Fournier Beaudry e Guillaume Cizeron durante un'esibizione

Il Caso Sørensen e le Sue Ramificazioni

Prima di pattinare con Cizeron, Laurence Fournier Beaudry aveva gareggiato sotto la bandiera canadese con Nikolaj Sørensen. Fournier Beaudry e Sørensen, oltre a essere partner sul ghiaccio, si frequentavano anche fuori dalla pista, formando una coppia nella vita. I due hanno gareggiato alle Olimpiadi invernali del 2022 a Pechino, classificandosi al nono posto.

Nel luglio 2023, una serie di eventi ha scosso il mondo del pattinaggio: un'ex pattinatrice artistica americana ha presentato una denuncia all'allora defunto Ufficio del Commissario per l'integrità dello sport del Canada (OSIC), sostenendo che, dopo una festa nell'aprile 2012, Sørensen l'avesse violentata. La donna ha descritto a Usa Today, con particolari molto crudi, la violenza subita, dicendo di aver «temuto per la mia vita», tanto da lasciare che «il mio corpo si abbandonasse mentre giacevo lì e lui mi violentava». Sempre Usa Today ha anche scritto che «la donna ha affermato di essere rimasta in silenzio per anni e di non aver mai contattato la polizia o i dirigenti sportivi perché temeva di essere incolpata e che nessuno le avrebbe creduto», evidenziando una profonda cultura del silenzio e della paura.

Dopo un'indagine approfondita, l'OSIC ha sospeso Sørensen per sei anni nell'ottobre 2024. Tuttavia, la sospensione è stata successivamente annullata per motivi giurisdizionali ed è attualmente in appello. Sørensen ha sempre sostenuto la sua innocenza. Dal canto suo, Fournier Beaudry ha sempre difeso il suo fidanzato (i due stanno insieme da 12 anni), e lo ha fatto anche recentemente nella nuova docuserie Netflix sulla danza sul ghiaccio, "Glitter and Gold", di cui è protagonista. In essa ha dichiarato: «Conosco il mio ragazzo al 100%. Lo conosco e siamo forti insieme». Ha anche aggiunto, riflettendo sull'impatto delle accuse: «Quando hanno deciso di sospenderlo, la sua carriera era finita. Il che significava che lo era anche la mia».

Eppure, la carriera di Fournier Beaudry non era affatto al capolinea. Il 2 marzo 2025, lei e Guillaume Cizeron hanno annunciato in un post congiunto su Instagram che avrebbero formato una squadra e avrebbero rappresentato la Francia. I due hanno affermato di conoscersi bene, perché entrambi si allenavano all'Ice Academy di Montreal, un prestigioso istituto di formazione per la danza sul ghiaccio. La rapidità con cui questa nuova partnership è emersa ha sollevato interrogativi sulla tempestività e le motivazioni dietro tale cambiamento.

Il Libro di Gabriella Papadakis e le Accuse a Cizeron

In un ulteriore sviluppo che ha scosso le fondamenta del pattinaggio di figura, all'inizio di quest'anno, il 15 gennaio 2026, Gabriella Papadakis ha pubblicato il libro di memorie "Pour ne pas disparaître" (in italiano: "Per non scomparire"). Un'opera in cui racconta, con sorprendente candore, le pressioni e i maltrattamenti subiti quando era una delle migliori ballerine su ghiaccio. Non esiste ancora una traduzione in inglese né in italiano del libro, ma secondo fonti francesi autorevoli come l'AFP e Le Monde, Papadakis scrive che Cizeron era un partner esigente ed estenuante, la cui condotta aveva un impatto significativo sul suo benessere.

La pattinatrice campionessa olimpica ha, infatti, dichiarato all'AFP: «Forse ero sotto una sorta di stato di controllo e stavo vivendo cose inaccettabili, ma in realtà quella relazione riflette il sistema [della danza su ghiaccio]. … A poco a poco, mi sono resa conto di essere in una situazione pericolosa per la mia salute fisica e mentale». Le sue parole sono una denuncia non solo di un rapporto personale, ma di un problema sistemico. Ha rivelato anche che «La sola idea di trovarmi da sola con lui mi terrorizzava». Papadakis ha continuato, ampliando la portata della sua critica: «Il problema è che il tipo di relazione che ho avuto con Guillaume è comune all’intero ambiente. È molto comune, sono in tanti a vivere così. Il mondo del pattinaggio di figura, per una donna, può essere molto complicato e difficile da affrontare. Come molte altre, spesso ho faticato a starci all’interno, il nostro è uno sport assai oppressivo». Queste dichiarazioni mostrano un quadro di abusi di potere e dinamiche relazionali malsane diffuse.

Dopo Pechino, nonostante le difficoltà, Papadakis avrebbe voluto continuare: «il pattinaggio è la mia vita». Per affrontare il trauma, è andata in terapia e ha sognato di sfruttare condizioni migliori, di poter cambiare le cose, di avere esempi diversi rispetto a quelli con i quali era cresciuta. Ma, purtroppo, «c’è stato poco da fare: non ha funzionato. Le nostre conversazioni sono rimaste a senso unico», indicando una mancanza di reciprocità e di ascolto che ha reso impossibile la continuazione del rapporto professionale.

Come prevedibile, le sue rivelazioni hanno scatenato un putiferio. Cizeron ha negato il racconto di Papadakis, definendolo «una campagna diffamatoria» e arrivando a minacciare l'ex compagna di compiere azioni legali contro di lei. Le conseguenze per Papadakis sono state immediate e tangibili. Avrebbe dovuto essere la commentatrice della NBC alle Olimpiadi di quest'anno, ma è stata licenziata. In una dichiarazione, la NBC ha affermato: «Rispettiamo il diritto di Gabriella di raccontare la storia della sua vita e della sua carriera. Allo stesso tempo, il suo nuovo libro crea un chiaro conflitto di interessi».

In risposta, Papadakis ha scritto sul suo account social personale, con amarezza e determinazione: «È incredibilmente difficile rendere lo sport più sicuro quando le voci delle vittime vengono ancora messe a tacere. Ho dovuto interrompere la mia carriera agonistica perché non potevo più tollerare gli abusi. E ora, a causa delle mie denunce, ho perso il lavoro. Non mi considero una vittima». Questa dichiarazione non solo evidenzia il prezzo elevato pagato da chi denuncia, ma rafforza anche il messaggio che il problema è strutturale. È incredibilmente difficile rendere lo sport più sicuro quando le voci delle vittime vengono ancora messe a tacere. Ha affermato di essere consapevole che scrivendo certe cose e facendo certe rivelazioni avrebbe dato fastidio a molti, poiché "a chi parla contro il sistema, non va mai bene".

Copertina del libro

Il Pattinaggio Artistico e la Cultura dell'Omertà

Laurence Fournier Beaudry e Guillaume Cizeron hanno intanto gareggiato agli Europei di Sheffield, ultimo test agonistico prima di Milano Cortina, dove, dopo la Rhythm Dance, erano al comando con 86.93 punti, davanti ai britannici Lilah Fear-Lewis Gibson e agli azzurri Charlene Guignard-Marco Fabbri.

Il caso di Cizeron, Sørensen e, per estensione, Fournier Beaudry, non sono isolati. Non sono i primi pattinatori ad essere accusati di abusi e cattiva condotta e, probabilmente, non saranno nemmeno gli ultimi. Per quanto questo sport possa essere bello e affascinante, può anche essere scenario di cose davvero turpi e orribili, nel dietro le quinte. Ci sono diverse testimonianze recenti di ex atleti che sostengono che questo sport sia un catalizzatore di comportamenti tossici e che praticarlo abbia avuto ripercussioni devastanti sulla loro salute mentale.

Yulia Lipnitskaya, campionessa olimpica russa nel 2014, ha raccontato pubblicamente come l'anoressia l'abbia costretta a ritirarsi dal pattinaggio, un esempio lampante della pressione estrema che gli atleti subiscono. Anche Gracie Gold, medaglia olimpica americana nel 2014, ha scritto un libro di memorie, "Outofshapeworthlessloser", che descrive in dettaglio gli effetti debilitanti di questo sport sulla sua salute mentale e sui suoi disturbi alimentari. In quel libro, Gold racconta anche del trauma di essere stata aggredita sessualmente da una collega pattinatrice, rivelando la vulnerabilità degli atleti anche all'interno della comunità sportiva.

Esistono anche numerose storie e relative cause legali in cui i pattinatori sostengono che le federazioni e gli allenatori non li abbiano protetti dai loro aggressori. Sembra che vincere sia più importante del prezzo umano che questo sport richiede, una priorità che mina la sicurezza e il benessere degli atleti.

L'intensa attenzione al successo potrebbe spiegare come mai la cittadinanza francese di Fournier Beaudry sia stata concessa giusto in tempo per le Olimpiadi, e perché i media francesi, secondo i critici, abbiano evitato di porre alla coppia domande difficili sulle circostanze molto tristi che hanno dato inizio alla loro collaborazione. È un dato di fatto che Fournier Beaudry e Sørensen starebbero ancora pattinando per il Canada se non ci fossero state accuse di stupro contro di lui e se l'inchiesta dell'OSIC lo avesse scagionato. Allo stesso modo, se Papadakis non avesse capito di essere in una relazione malsana con Cizeron, i due avrebbero potuto continuare a gareggiare insieme, perpetuando dinamiche problematiche.

Christine Brennan, una giornalista di Usa Today che ha dato la notizia dell'accusa di stupro contro Sørensen, ha chiesto a Fournier Beaudry e Cizeron di commentare le frasi della stessa Beaudry nella serie Netflix (ovvero, che crede a Sørensen «al 100 percento») e se il duo avesse mai considerato l'effetto che questo messaggio potrebbe avere sia sulle vittime che sul mondo (definito iper garantista) del pattinaggio artistico. La risposta di Fournier Beaudry è stata evasiva: «Abbiamo detto tutto quello che dovevamo dire su questo argomento e siamo concentrati sulle Olimpiadi». Ad un'ulteriore domanda della giornalista, ha chiosato dicendo di non pensare «nulla» su questa vicenda.

Lei forse potrà non pensare nulla, ma il mondo del pattinaggio dovrebbe riflettere, urgentemente e seriamente, a che cosa vorrà essere nell'immediato futuro per i suoi professionisti. Se un luogo di omertà e abusi, o qualcosa di profondamente diverso, in cui la gioia di esibirsi, recentemente riscoperta con campionesse come Alysa Liu, non sia offuscata da competizione tossica, sessismo e silenzio. Questa è una chiamata all'azione per l'intero sistema, affinché la bellezza dello sport possa coesistere con la giustizia e il rispetto per tutti i suoi protagonisti. La storia di Gabriella Papadakis, con le sue luci e le sue ombre, è un monito e, al contempo, una fonte di speranza per un futuro più etico e trasparente.

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