Il significato e il contesto della fertilità forzata e delle politiche riproduttive coercitive

La gestione della fertilità umana e il controllo dei processi riproduttivi rappresentano, storicamente e contemporaneamente, ambiti in cui il potere politico, le ideologie sociali e le strutture istituzionali si intersecano con i diritti fondamentali degli individui. Il concetto di "fertilità forzata" non si limita alla sola coercizione fisica nel procreare, ma si estende a un ampio spettro di pratiche che interferiscono con l'autodeterminazione riproduttiva: dalla sterilizzazione obbligatoria, finalizzata all'eugenetica o al controllo demografico, fino alle forme di violenza sistematica che configurano gravidanze coattive.

mappa concettuale sulle dinamiche di controllo riproduttivo e bioetica

La sterilizzazione obbligatoria: origini e implementazione storica

Con sterilizzazione obbligatoria, conosciuta anche come sterilizzazione forzata, si intendono i programmi attuati da politiche governative che tentano di costringere le persone a sottoporsi all'intervento chirurgico di sterilizzazione. Nella prima metà del XX secolo, molti di questi programmi sono stati istituiti in vari paesi del mondo, di solito come parte di programmi di eugenetica destinati ad impedire la riproduzione e la moltiplicazione dei membri della popolazione considerati portatori di difetti genetici.

Uno dei primi atti di Adolf Hitler, dopo aver raggiunto il controllo totale del territorio tedesco, aveva riguardato l'approvazione della legge per la prevenzione della prole malata ereditariamente (Gesetz zur Verhütung erbkranken Nachwuchses), nel luglio del 1933. La legge fu firmata da Hitler, ed oltre 200 tribunali eugenetici furono creati specificamente per la sua esecuzione. Secondo la legge tedesca, tutti i medici del Reich erano tenuti a riferire dei loro pazienti che fossero ritardati mentali, malati mentali (compresa la schizofrenia ed i disturbi depressivi), epilettici, ciechi, sordi, o fisicamente deformi, ed una forte pena pecuniaria fu imposta per i pazienti che non fossero stati segnalati correttamente. Anche gli individui che soffrivano di alcolismo o della malattia di Huntington avrebbero potuto essere sterilizzati. Il programma di sterilizzazione continuò fino a guerra iniziata, con un totale di circa 600.000 persone sterilizzate. Entro la fine della seconda guerra mondiale, oltre 400.000 individui furono sterilizzati ai sensi della legge tedesca e delle sue revisioni.

Anche in Nord America, due province canadesi (Alberta e Columbia Britannica) hanno eseguito programmi di sterilizzazione obbligatoria con finalità eugenetiche. La sterilizzazione obbligatoria canadese è stata gestita tramite gli stessi meccanismi complessivi di istituzionalizzazione, di valutazione e di pratica chirurgica del sistema americano. Tuttavia, una differenza notevole è nel trattamento dei criminali non folli, dal momento che la legislazione canadese non ha mai permesso la sterilizzazione punitiva dei detenuti. La legge sulla sterilizzazione sessuale nell'Alberta è stata emanata nel 1928 ed abrogata nel 1972. Nel 1995, Leilani Muir ha citato in giudizio la Provincia di Alberta per averla costretta ad essere sterilizzata contro la sua volontà e senza il suo permesso, nel 1959. Sulla base del caso di Muir, il governo dell'Alberta ha chiesto scusa per la sterilizzazione forzata di oltre 2.800 persone.

Politiche di controllo demografico e discriminazione etnica

Il controllo della popolazione umana è la pratica di alterare artificialmente il tasso di crescita di una popolazione umana. Storicamente, il controllo della popolazione umana è stato implementato limitando il tasso di natalità, di solito per mandato del governo, ed è stato intrapreso in risposta a fattori tra cui livelli elevati o crescenti di povertà, preoccupazioni ambientali, motivi religiosi e sovrappopolazione.

In Perù, il presidente Alberto Fujimori (in carica dal 1990 al 2000) è stato accusato di genocidio e crimini contro l'umanità, come risultato di un programma di sterilizzazione messo in atto dalla sua amministrazione. Il Perù mise in atto un programma di sterilizzazioni forzate nei confronti di indigeni (essenzialmente le etnie quechua e aymara), in nome di un "piano di salute pubblica" presentato il 28 luglio 1995. Dora Núñez Dávila, del Congresso della Repubblica del Perú, lanciò nel settembre 2003 l'accusa che 400.000 indigeni erano stati sterilizzati nel corso degli anni novanta. Nello studio Nada Personal ("Niente di personale") del sociologo Giulia Tamayo, fu dimostrato che i medici erano tenuti a raggiungere le quote. Secondo Le Monde diplomatique, "festival di chiusura delle tube" furono organizzati attraverso un programma di campagne pubblicitarie, tenutosi nei pueblos jóvenes ("baraccopoli").

Nella prima parte dell'era Shōwa, i governi giapponesi promossero l'aumento del numero di giapponesi sani, proponendosi di diminuire contemporaneamente il numero di persone che soffrissero di ritardo mentale, disabilità, malattie genetiche ed altre condizioni che avessero a comportare l'immissione di un'inferiorità nel pool genico giapponese. Le leggi di prevenzione sui malati di lebbra del 1907, del 1931 e del 1953, permisero la segregazione di questi pazienti in sanatori, dove aborto e sterilizzazione forzati erano comuni, e autorizzarono la punizione di pazienti che "disturbavano la quiete".

infografica sulle tipologie di coercizione riproduttiva nel XX secolo

La dimensione contemporanea: tra diritti civili e violazione dei corpi

L'estesa o sistematica sterilizzazione forzata è stata riconosciuta come un crimine contro l'umanità dalla relazione dallo Statuto di Roma. Nonostante quest'accordo internazionale riguardante la disumanità e l'illegalità della sterilizzazione forzata, è stato suggerito che il governo dell'Uzbekistan continui a perseguire tali programmi.

Inoltre, in molti paesi, le persone transgender sono tenute a sottoporsi a sterilizzazione prima di ottenere il riconoscimento giuridico del loro genere. Questo non è da confondere con la sterilizzazione forzata che non è associata ad un programma di governo. Riguardo ai diritti LGBT in Giappone, il diritto di cambiare sesso legalmente per i transessuali è stato approvato legislativamente nel 2004. La normativa lo consente solo alla persona che non ha figli, e che deve comunque avere una riassegnazione chirurgica del sesso.

Parallelamente, si osserva la problematica delle donne sieropositive, spesso viste come "sporche". Le sterilizzazioni a queste donne causano loro di essere ostracizzate dalle loro comunità, dal momento che non possono più partorire. Nelle loro comunità, se non è possibile partorire, allora non si è più viste come degne.

La gravidanza forzata e le implicazioni del diritto internazionale

Forced pregnancy (gravidanza forzata) è la pratica di impregnare forzatamente una donna o una ragazza senza il suo consenso. Le pratiche di rapimento della sposa e matrimonio forzato tipicamente (con l'eccezione di puramente simbolici "rapimenti della sposa" che sono in realtà fughe consensuali) coinvolgono lo stupro della "sposa" con l'intenzione di forzarla a diventare incinta, mettendola in una posizione dove diventa dipendente dal violentatore e dalla sua famiglia e, a causa degli atteggiamenti culturali verso lo stupro, incapace di tornare alla propria famiglia.

In Kyrgyzstan, migliaia di giovani ragazze e donne sono rapite ogni anno per essere costrette al matrimonio. Sebbene la pratica sia stata messa fuori legge nel 2013, il rapimento delle spose continua ad esistere, con conseguenze distruttive per la società. Lo stupro, la schiavitù sessuale e le azioni correlate, inclusa la gravidanza forzata, sono ora riconosciuti secondo la Convenzione di Ginevra come crimini contro l'umanità e crimini di guerra; in particolare dal 1949, l'Articolo 27 della Quarta Convenzione di Ginevra, e successivamente anche i Protocolli Aggiuntivi del 1977 alle Convenzioni di Ginevra del 1949, proibiscono esplicitamente lo stupro in tempo di guerra e la prostituzione forzata. Il Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda ha identificato lo stupro come capace di equivalere a genocidio quando usato sistematicamente o su vasta scala per distruggere un popolo; più tardi, anche il Tribunale Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia ha categorizzato lo stupro come capace di essere un crimine contro l'umanità.

FERMIAMO LA VIOLENZA SESSUALE NEI CONFLITTI

Sfide bioetiche e il benessere nelle traiettorie riproduttive

La fertilità non è solo un dato biologico, ma un'esperienza segnata dal vissuto personale e dal contesto medico. Un parto traumatico può essere un’esperienza segnante, tanto da definire le successive intenzioni di fecondità. Episodi di maltrattamento, mancanza di supporto e gestione inadeguata del dolore contribuiscono alla percezione negativa del parto. L'analisi degli episodi che rendono l'esperienza del parto traumatica rivela che l'84% delle intervistate ha sperimentato almeno un episodio categorizzabile come maltrattamento.

Questi risultati sottolineano la necessità di considerare l'esperienza del parto come un determinante centrale negli studi sulla fecondità e demografici. Riconoscere il trauma associato al parto come un fattore determinante nelle decisioni di fecondità sottolinea l'importanza di un ambiente di parto supportivo, rispettoso e informato. Nel dibattito ecclesiastico e sociale, la vocazione alla vita viene spesso ribadita come elemento fondante della famiglia, invitando ad approfondire la conoscenza di concetti legati alla regolazione naturale della fertilità e criticando, in alcuni contesti internazionali, la presentazione dell'aborto come "diritto umano" in assenza di definizioni precise nel diritto internazionale.

La preservazione della fertilità nelle persone assegnate femmine alla nascita (AFAB) con incongruenza di genere rappresenta una tematica a cui dare sempre maggiore importanza. La letteratura scientifica riporta che circa il 40-60% di queste persone immagina di avere un figlio nel proprio futuro. Tuttavia, la maggior parte non immagina per sé una genitorialità biologica, ma principalmente tramite un processo di adozione. Ad oggi, le persone AFAB che ricorrono alla preservazione della fertilità rappresentano una minoranza, a causa di difficoltà di accesso alla procedura, inadeguato counselling dei professionisti sanitari e complessità legislative, come nel caso italiano dove la Legge n. 40/2004 limita l'accesso alle tecniche di riproduzione assistita.

tabella riassuntiva sulle tecniche di preservazione della fertilità per persone con incongruenza di genere

Le contraddizioni nelle politiche globali di pianificazione familiare

Il caso della Cina illustra la complessità dell'attuazione delle politiche di controllo demografico. Nel 1978, le autorità cinesi si interessarono alla possibilità di arginare un boom demografico che il paese non avrebbe potuto gestire, e iniziarono la politica del figlio unico. Al fine di affrontare in modo efficace le complesse problematiche che circondano il parto, il governo cinese pose grande enfasi sulla pianificazione familiare. Tuttavia, nel 2010 gruppi come Amnesty International hanno accusato che le pratiche di sterilizzazione obbligatoria sono state applicate anche a persone che avevano già raggiunto e rispettato la quota di un figlio. Queste pratiche, pur contrarie ai principi contenuti nella legge, sembrano essere variamente applicate a livello locale.

Un esempio parallelo si trova in India, dove lo stato di emergenza proclamato tra il 1975 e il 1977 comprese un'iniziativa di pianificazione familiare, con cui il governo sperava di abbassare la sempre crescente popolazione. Questo programma utilizzò la propaganda ed incentivi monetari per convincere i cittadini a farsi sterilizzare. Le persone che accettarono di farsi sterilizzare ricevettero terra, casa, denaro o prestiti. Tuttavia, il programma era incentrato più sulla sterilizzazione delle donne rispetto agli uomini. Un articolo del New York Times intitolato For Sterilization, Target Is Women afferma: "Ci furono 114.426 casi di vasectomia in India nel 2002-03, e 4,6 milioni di chiusura delle tube".

Il controllo della fertilità, inteso sia come imposizione di procedure chirurgiche (sterilizzazione) sia come negazione dell'accesso a tecnologie riproduttive o, all'opposto, come forzatura della gravidanza, rimane una delle violazioni più profonde dell'integrità umana. La storia, dai tribunali nazisti ai programmi indiani e peruviani, insegna che ogni volta che la riproduzione umana viene subordinata a obiettivi di "salute pubblica" o "pianificazione statale" senza il pieno, informato e libero consenso dei soggetti, si aprono varchi per abusi che colpiscono in modo sproporzionato le fasce più vulnerabili della popolazione.

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