Procreazione Assistita in Europa: Un Percorso a Ostacoli per le Coppie Lesbiche e le Persone LGBTIQ+

L'accesso alla procreazione medicalmente assistita (PMA) in Europa è un panorama complesso e variegato, dove le coppie eterosessuali spesso incontrano ostacoli legali legati principalmente all'età, mentre per le coppie lesbiche, le donne single e le persone LGBTIQ+ il cammino è disseminato di sfide ancora più significative. Sebbene progressi siano stati compiuti in alcune nazioni, come la Svezia che dal 1° luglio ha esteso il diritto alla procreazione assistita alle coppie lesbiche, la situazione generale evidenzia una persistente disparità di trattamento e significative barriere legali e sociali.

Mappa dell'Europa con evidenziate le nazioni che permettono la PMA alle coppie lesbiche e alle donne single.

La Svezia Apre le Porte: Un Passo Avanti per le Coppie Lesbiche

A partire dal 1° luglio, la Svezia ha introdotto una normativa che consente alle coppie lesbiche di accedere alla procreazione assistita per avere figli. Questa decisione storica del Parlamento svedese rappresenta un importante passo avanti, poiché fino a quel momento solo le donne sposate o conviventi con un uomo potevano usufruire di queste tecniche. La nuova legge stabilisce che l'inseminazione artificiale e la fecondazione in vitro per le coppie lesbiche saranno effettuate esclusivamente negli ospedali pubblici. Inoltre, garantisce che un bambino nato tramite queste tecniche abbia la possibilità di conoscere il proprio padre. Questo cambiamento normativo svedese si inserisce in un contesto europeo in cui diverse nazioni, tra cui Belgio, Danimarca, Finlandia, Gran Bretagna, Olanda, Grecia e Spagna, già permettono alle donne single di accedere alla fecondazione assistita.

Un Quadro Europeo Disomogeneo: Discriminazioni e Barriere

Nonostante l'apertura della Svezia, la situazione in Europa rimane tutt'altro che uniforme. Ben 24 paesi europei continuano a impedire alle coppie lesbiche l'accesso alla PMA. Cianan Russell, dell'organizzazione ILGA Europe, che riunisce i movimenti LGBTI europei, sottolinea come la situazione peggiore si registri in Ungheria e Polonia, ma riconosce che il problema è diffuso in tutto il continente. Russell evidenzia un legame diretto tra i luoghi in cui le persone LGBTIQ+ incontrano maggiori difficoltà nell'accesso al lavoro, nell'esprimere il proprio orientamento sessuale, ottenere il riconoscimento giuridico dell'identità di genere o sposarsi, e quelli in cui l'accesso alla PMA è più arduo.

Anche nei paesi dove l'accesso alla PMA è legalmente consentito, le persone LGBTIQ+ spesso si trovano ad affrontare discriminazioni, intimidazioni e persino atti di violenza durante l'intero processo. La mancanza di una normativa comune a livello europeo rappresenta una sfida significativa, poiché la procreazione assistita rientra nella competenza degli stati membri. Cianan Russell e Carlos Calhaz-Jorge esprimono scetticismo riguardo alla possibilità di unificare le normative europee in materia, data la forte divergenza tra le legislazioni nazionali.

Grafico che mostra il numero di paesi europei che consentono la PMA a coppie lesbiche, donne single e persone trans.

Ostacoli Specifici per le Persone LGBTIQ+

Donne Single e Coppie Lesbiche

La Legge Cirinnà in Italia, ad esempio, non contempla espressamente il diritto alla PMA per le coppie omosessuali, né per le donne single. L'adozione del figlio biologico del partner è rimasta esclusa dalla regolamentazione, sebbene la magistratura possa pronunciarsi sulla possibilità di applicare, anche in caso di coppie gay, la disciplina dell'adozione del figlio del coniuge. In molte nazioni europee, l'accesso alla PMA per le coppie lesbiche e le donne senza partner è più difficile, e la situazione è ulteriormente complicata per le persone transessuali e intersessuali.

Persone Transessuali e Intersessuali

Le persone transessuali affrontano barriere specifiche. Fino a tempi relativamente recenti, in Germania, era obbligatorio sottoporsi alla sterilizzazione per poter cambiare genere, una pratica ancora diffusa in altri paesi europei. In alcuni casi, la legge vieta l'accesso alla PMA alle persone che hanno ottenuto il riconoscimento di genere, creando un dilemma etico e legale. Venti paesi europei permettono l'accesso alla PMA alle persone trans, mentre sei non lo fanno, e in altre nazioni, come la Germania, la questione non è normata. In Italia, è obbligatorio completare la transizione di genere prima di accedere alla PMA. In Ungheria, il riconoscimento legale di genere è stato vietato, e modifiche legislative mirano a cancellare queste realtà.

Le persone intersessuali, inoltre, si scontrano con trattamenti medici subiti in giovane età che hanno compromesso la loro capacità riproduttiva naturale. Le barriere significative nel modo in cui le persone intersessuali possono riprodursi si aggiungono ai divieti legali, ai limiti di età e ai costi che affrontano tutti coloro che desiderano accedere alla PMA.

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Le Strategie per Superare gli Ostacoli

Di fronte a queste difficoltà, le persone LGBTIQ+ che desiderano avere figli hanno a disposizione tre alternative principali:

  1. Nascondere la propria identità sessuale: Le coppie lesbiche spesso si presentano come donne single che desiderano sottoporsi a un trattamento di fecondazione assistita. Allo stesso modo, persone non binarie o uomini transessuali possono presentarsi come donne.
  2. Cercare accesso alla PMA in un altro paese: Molte persone sono spinte a questa opzione quando incontrano ostacoli insormontabili nel proprio paese.
  3. Opzioni alternative non convenzionali: Izaskun Gamen, portavoce dell'associazione "Madres solteras por elección", racconta di aver ricevuto consigli di cercare una gravidanza attraverso incontri occasionali, un'opzione che ritiene impensabile per le implicazioni etiche e per la spiegazione da dare al futuro figlio.

La Procreazione Assistita in Italia: Un Quadro Normativo Specifico

In Italia, la legge n. 40 del 2004 regola la procreazione medicalmente assistita. Questa legge, pur consentendo l'accesso alle tecniche di PMA alle coppie eterosessuali, presenta delle limitazioni. Come accennato, non prevede esplicitamente il diritto alla PMA per le coppie omosessuali o per le donne single. La maternità surrogata è illegale in Italia.

Il Ruolo delle Cliniche Private e le Differenze Regionali

Le cliniche private, come Rainbow Fertility Barcelona (Institut Marquès) e Equipo Juana Crespo, offrono percorsi personalizzati per le persone LGBTI+, anche se spesso a costi elevati. Il Metodo Ropa (Ricezione di Ovuli Pronucleati) è una tecnica di fecondazione in vitro con donatore di sperma che permette a entrambe le donne di una coppia lesbica di essere madri biologiche, poiché una dona l'ovulo e l'altra porta avanti la gravidanza. Altri trattamenti disponibili includono l'inseminazione artificiale con sperma di donatore e l'adozione di embrioni.

Le disparità non esistono solo tra i diversi paesi europei, ma anche all'interno di singole nazioni. In Spagna, ad esempio, esistono differenze regionali significative: in Navarra, le donne single possono accedere all'inseminazione artificiale ma non alla fecondazione in vitro, mentre altre regioni consentono l'accesso a quest'ultima.

Schema che illustra il Metodo Ropa per la maternità condivisa tra coppie lesbiche.

Aspetti Tecnici e Medici della PMA

La procreazione medicalmente assistita comprende diverse tecniche, tra cui:

  • Inseminazione artificiale (o intrauterina): Consiste nell'inserimento degli spermatozoi direttamente nell'utero della donna attraverso una cannula.
  • Fecondazione in vitro (FIVET): L'ovulo viene fecondato al di fuori del corpo femminile.
  • Donazione di ovuli: La fecondazione in vitro viene effettuata con ovuli di una donatrice.
  • Trasferimento embrionale: L'embrione viene trasferito nell'utero della donna.
  • Diagnosi genetica preimpianto (PGD): Analisi degli embrioni per individuare alterazioni genetiche e cromosomiche.

Le cliniche specializzate offrono anche trattamenti per migliorare la fertilità, come il plasma ricco di fattori di crescita, e affrontano problematiche comuni come la sindrome dell'ovaio policistico (SOP), la scarsa qualità degli ovociti e le disfunzioni dell'utero. La stimolazione ovarica viene personalizzata in base ai profili ormonali di ciascuna paziente.

Sfide Economiche e Limiti di Età

Oltre alle barriere legali e sociali, le coppie eterosessuali che desiderano accedere alla PMA si confrontano spesso con limiti di età, in particolare per le donne, che nella maggior parte dei paesi europei si aggirano sui 50 anni. Tuttavia, l'età media delle donne che ricorrono alla PMA è in aumento, e questo può influenzare le probabilità di successo. Juana Crespo, direttrice di una clinica di fertilità spagnola, sottolinea come l'invecchiamento dell'apparato riproduttivo sia una delle cause principali di infertilità.

Anche quando gli ostacoli legali vengono superati, quelli economici rimangono significativi. La mancanza di fondi pubblici adeguati è un problema centrale in molti paesi. L'accesso alla PMA, anche quando finanziato dal sistema sanitario nazionale, non è mai completamente gratuito. Spesso i pazienti devono coprire i costi dei farmaci e, in alcuni casi, partecipare alle spese attraverso il pagamento di ticket. Le lunghe liste di attesa rappresentano un ulteriore ostacolo, riducendo le possibilità di successo con l'aumentare del numero di tentativi falliti.

Verso un Futuro di Equità?

La questione dell'accesso equo alla procreazione medicalmente assistita per tutti i cittadini europei rimane un obiettivo ambizioso. Le disparità legislative e la mancanza di una volontà politica comune rendono improbabile, nel breve termine, l'adozione di una normativa europea unificante. Tuttavia, le battaglie legali, l'attivismo delle associazioni e i progressi normativi in alcuni paesi, come la Svezia, indicano una lenta ma costante evoluzione verso un futuro in cui il desiderio di genitorialità possa essere soddisfatto indipendentemente dall'orientamento sessuale, dall'identità di genere o dallo stato civile.

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