Guida Completa alla FIVET per la Prima Volta: Comprendere il Percorso verso la Genitorialità

Affrontare la Fecondazione In Vitro (FIVET) per la prima volta rappresenta un momento di grande cambiamento e, spesso, di incertezza. È una procedura medica complessa ed impegnativa sia dal punto di vista fisico che psicologico, che porta con sé molte aspettative, ansie e dubbi. Questo articolo intende essere una guida informativa e rassicurante per coloro che si apprestano a iniziare questo viaggio, spiegando in dettaglio ogni fase del processo e fornendo consigli pratici per prepararsi al meglio. Comprendere appieno il percorso è fondamentale per affrontarlo con maggiore serenità e consapevolezza.

Che Cos'è la Fecondazione In Vitro (FIVET)? Un Incontro tra Scienza e Speranza

La fecondazione in vitro è la tecnica di riproduzione assistita che permette la fecondazione dell'ovulo al di fuori del corpo femminile. In termini più specifici, la fecondazione in vitro (FIVET) si riferisce all'unione dell'ovulo della donna e dello sperma dell'uomo in laboratorio con l'obiettivo di generare embrioni. Questo significa fondere i gameti (ovuli e sperma) in laboratorio per creare embrioni che saranno poi trasferiti nell'utero della donna per ottenere una gravidanza.

La FIVET, detta comunemente, è una tecnica di laboratorio che consente di fecondare un ovocita mediante uno spermatozoo, all’esterno dell’utero, favorendo l’incontro tra il gamete femminile e quello maschile. È importante notare una distinzione fondamentale rispetto all'ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica di Spermatozoi): a differenza dell’ICSI, che usa un solo spermatozoo per fecondare l’ovocita inoculandolo in esso, la FIVET convenzionale utilizza un campione ampio di spermatozoi, favorendo l’”incontro” con l’ovocita e un processo di fecondazione non guidato. Il processo di FIVET, nelle sue fasi essenziali, non cambia se viene effettuato in una clinica privata o presso il Sistema Nazionale Sanitario. Prima di arrivare all'unione dei gameti, è necessario seguire una serie di passi ben definiti, ciascuno cruciale per il successo del trattamento.

Diagramma della procedura FIVET

Quando è Consigliata la FIVET? Comprendere le Cause dell'Infertilità

La decisione di intraprendere un percorso di FIVET nasce spesso dalla diagnosi di infertilità o sterilità. Presso centri specializzati come Equipo Juana Crespo, si sa che ogni infertilità ha una causa specifica, e l'approccio è concentrato sulla diagnosi accurata e trattamenti altamente specializzati.

Le cause di infertilità possono essere molteplici e coinvolgere uno o entrambi i partner. Ad esempio, il fattore maschile è direttamente coinvolto nel 47% dei casi di sterilità e nel 30% dei casi di infertilità. Per quanto riguarda la donna, l'utero è una delle principali cause di infertilità, tra cui i fallimenti dell'impianto e gli aborti spontanei ricorrenti. Anche la scarsa qualità delle uova ha sempre una causa sottostante, e la Sindrome dell'Ovaio Policistico (SOP) è una condizione eterogenea e multifattoriale, con contributi genetici, epigenetici e ambientali, che può influire sulla fertilità.

Per questo motivo, la visita diagnostica iniziale per la fertilità è di fondamentale importanza. Presso Equipo Juana Crespo si offre la visita diagnostica iniziale per la fertilità più completa, a partire dalla quale viene elaborata l'intera strategia per raggiungere la gravidanza. In alcuni casi, è possibile ripristinare la fertilità dell'apparato riproduttivo tramite trattamento chirurgico. Un'altra opzione che può essere considerata, soprattutto in presenza di problemi specifici di qualità ovocitaria o in età avanzata, è la donazione di ovuli, una tecnica di procreazione assistita in cui la fecondazione in vitro viene effettuata con gli ovuli di una donatrice. Con questo tipo di maternità condivisa, entrambe le donne della coppia sono una parte fondamentale e cruciale per il successo del trattamento, ed entrambe saranno madri biologiche.

Preparazione al Trattamento: Migliorare le Possibilità di Successo della FIVET

"Cosa posso fare per ottenere un risultato positivo? Come migliorare il risultato di un trattamento di Fecondazione In Vitro (FIVET) ?" Queste sono domande comuni e legittime per chi si avvicina a questo percorso. La fecondazione in vitro è una procedura medica complessa ed impegnativa sia dal punto di vista fisico che psicologico. Per questo, una preparazione accurata è cruciale. Un mese prima della fecondazione in vitro occorre iniziare a prendersi cura del proprio corpo, modificando anche il proprio stile di vita (dieta, alcolici, fumo, sport, eccetera). La cosa più importante è mantenere un'attitudine positiva e considerarlo una “gara di lunga durata”. Potrebbe funzionare subito, potrebbe non funzionare oppure potrebbe anche richiedere più tempo del previsto.

Stile di Vita e Abitudini Tossiche

A volte non siamo consapevoli di come esponiamo il nostro corpo ad abitudini tossiche che possono ripercuotere sul risultato della FIVET. Il fumo, il caffè o l’alcol sono fattori di rischio significativi. Il tabagismo, sia attivo che passivo, aumenta le probabilità di un aborto, altera il ciclo mestruale, diminuisce la riserva ovarica e i valori dell’ormone antimulleriano. Inoltre, è stato dimostrato che il fumo può influire sul trasporto dell’ovocito lungo le tube di Falloppio, sulle possibilità di essere fecondato e sullo sviluppo embrionale precoce. Limitare o eliminare queste abitudini è un passo fondamentale.

L'Importanza di una Dieta Sana

Come in ogni gravidanza e prima ancora di questa, è importante curare la propria alimentazione per avere un organismo sano e perfettamente funzionante, scevro da carenze di nutrienti di qualunque tipo e con un peso ottimale. Uno studio scientifico ha evidenziato come la dieta mediterranea sia in grado di migliorare le possibilità di successo di FIVET in donne giovani, mentre altri lavori hanno sottolineato quanto una sana alimentazione influisca positivamente sulla qualità dello sperma.

Dunque cosa mangiare? Via libera a frutta e verdura fresca, preferire i cereali integrali e le carni magre, alternare le proteine animali con i legumi, limitare i grassi ed il sale. Da bandire gli alcolici e bere molta acqua. È cruciale tenere sempre sotto controllo il peso: l’obesità è un fattore sfavorevole per le gravidanze.

Integratori Alimentari e Supporto Farmacologico

Vietato il fai da te: gli integratori alimentari vanno assunti solo su indicazione del medico. L’Acido folico è comunque una prescrizione standard in ogni gravidanza: almeno 400 mcg al giorno. È una vitamina nota per prevenire malattie del tubo neurale come la spina bifida nel bambino, ma aiuta anche ad evitare aborti spontanei e contribuisce alla riduzione dell’omocisteina, che è legata agli aborti spontanei. Utile può essere anche l’integrazione di Vitamina C 1000 mg al giorno (che stimola il progesterone nella donna e migliora la qualità dello sperma) così come la Vitamina D, sempre sotto supervisione medica.

Attività Fisica e Gestione dello Stress

Lo sport fa sempre bene, anche durante un ciclo di FIVET. Aiuta a mantenere un peso sano, ossigena l’organismo, rafforza i muscoli e scarica lo stress. Chi già segue un percorso costante di allenamento può proseguire, anche se è consigliato evitare situazioni ad alto impatto. Chi comincia, può dedicarsi a lunghe passeggiate a passo svelto, acquagym, bicicletta, nuoto, eccetera. Mantenere un equilibrio fisico e mentale è essenziale.

Donna che fa yoga per ridurre lo stress

Aderenza alla Terapia Farmacologica

Per migliorare le possibilità del trattamento di riproduzione assistita è importante rispettare gli orari di assunzione di farmaci e cercare di prenderli sempre alla stessa ora ogni giorno. Inoltre, se i farmaci devono essere conservati in frigorifero, è necessario mantenere la catena del freddo e mantenere la temperatura consigliata dal fabbricante.

Le Fasi del Processo FIVET: Un Percorso Dettagliato

Il processo di FIVET si articola in diverse fasi, ciascuna con un ruolo specifico e fondamentale. La durata complessiva della procedura di fecondazione in vitro è di circa un ciclo femminile, cioè circa 30 giorni.

1. Stimolazione Ovarica Controllata

La fecondazione in vitro è una tecnica di PMA molto efficace, che nei centri Biogenesi viene eseguita con successo da molti anni. In quasi tutti i casi è indispensabile stimolare l’ovaio allo scopo di sostenere una crescita follicolare multipla e disporre di più di un ovocita da utilizzare. Questa strategia deriva dall'evidenza che non tutti gli ovociti sono di buona qualità e non sempre la fecondazione in vitro dell’ovocita produce un embrione di buona qualità trasferibile in utero. In un ciclo ovarico naturale, le normali concentrazioni dell’ormone follicolo stimolante (FSH) consentono la crescita di un singolo follicolo ovarico, quello più sensibile all’azione dello stesso ormone. Per questo motivo, la crescita di più follicoli richiede la somministrazione esogena di FSH.

La stimolazione ovarica, quando necessaria, dura dai 3 ai 12 giorni a seconda dei casi e serve a produrre un maggior numero di ovuli rispetto al singolo dell’ovulazione mensile fisiologica. L'obiettivo è duplice: ottenere che tutti gli ovuli che iniziano a crescere in quel ciclo raggiungano la fase finale di maturazione e monitorare il ciclo ovarico per sapere approssimativamente quando gli ovuli sono maturi e quindi quando avverrà l'ovulazione, aumentando le possibilità di successo. La stimolazione è altamente personalizzata, adattata ai profili ormonali di ciascun paziente.

Esistono diversi protocolli medici per stimolare l'ovaio, generalmente basati sulla somministrazione di gonadotropine e analoghi di GnRH. Il medico stabilirà il trattamento più appropriato. Normalmente, la stimolazione ovarica dura 6-10 giorni, durante i quali la paziente dovrà visitare regolarmente il medico ogni 2 o 3 giorni. In questo modo, lo specialista monitorerà l'evoluzione dell'ovaio e potrà programmare la puntura al momento opportuno, cioè quando i follicoli ovarici raggiungeranno una dimensione di 16-18 mm. Come spiega la dottoressa Elena Martin, la stimolazione ovarica consiste nell'iniezione, generalmente sottocutanea, degli ormoni coinvolti nel processo di riproduzione, per circa 9-14 giorni.

Un aspetto critico della stimolazione ovarica consiste nell’evitare che crescenti concentrazioni di estrogeni prodotte dai follicoli in crescita provochino un’ovulazione prematura e spontanea. Per questo si utilizzano farmaci GnRH-a secondo due schemi: il protocollo di stimolazione lungo, dove l’azione del GnRH inizia nella fase luteale media del ciclo precedente il trattamento, e il protocollo breve, in cui il farmaco è somministrato nel secondo-terzo giorno del ciclo di trattamento. Nel protocollo lungo la soppressione ipofisaria è ottenuta già al momento della mestruazione, in anticipo rispetto alla somministrazione di FSH che ha inizio al secondo-terzo giorno del ciclo di trattamento. I farmaci GnRH-ant sono usati in maniera differente: sono somministrati dal quinto-sesto giorno dall’inizio del ciclo in cui si intende effettuare il trattamento, fino al momento in cui non viene indotta la fase di maturazione dei follicoli con l’ormone human chorionic gonadotropin (hCG).

Ottenuta con agonisti o antagonisti del GnRH l’inibizione del rilascio di gonadotropine endogene, la stimolazione ovarica è eseguita con gonadotropine esogene. Nella maggioranza dei casi si utilizzano farmaci basati soltanto sulla molecola dell’FSH, la cui origine può essere umana o derivare da procedimenti biotecnologici. In alcuni casi, è vantaggioso associare alla somministrazione di FSH anche quella di LH oppure si può utilizzare un farmaco noto come human menopausal gonadotropin (hMG) contenente FSH e hCG (che in parte riproduce l’azione dell’LH). Questi farmaci hanno una breve vita in circolo, pertanto è necessario ripeterne la somministrazione quotidianamente. Solitamente, l’assunzione di FSH viene iniziata al secondo-terzo giorno del ciclo di trattamento, protraendosi per otto-dieci giorni, anche se la durata dell’esposizione può variare significativamente. Anche le dosi giornaliere possono variare a seconda della risposta della paziente al farmaco, il che richiede un attento controllo ecografico ed un controllo dei livelli ormonali, mediante prelievi ematici, in modo da monitorare numero e dimensione dei follicoli.

Schema della stimolazione ovarica

2. Somministrazione di hCG e Prelievo Ovocitario (Pick-up)

Dopo la fase di stimolazione, si procede con la somministrazione di gonadotropina corionica umana (hCG), un ormone che aiuta il rilascio degli ovuli. Questa iniezione si esegue circa 36 ore prima del prelievo degli ovociti, in una procedura nota come pick-up ovocitario, eseguibile in una struttura qualificata. Il prelievo degli ovociti avviene 36-38 ore dopo la somministrazione di hCG. In tale momento, gli ovociti hanno già beneficiato dell’azione di maturazione finale promossa dal follicolo la cui azione è stata precedente stimolata dall’hCG, ma non sono stati ancora rilasciati dal follicolo stesso.

La puntura follicolare o ovarica è un intervento chirurgico eseguito in anestesia in cui il ginecologo perfora i follicoli ovarici ("sacche" contenenti gli ovuli) e ne aspira il contenuto. Questo processo dura circa 30 minuti e il paziente non sente alcun dolore. Il prelievo ha un carattere modicamente invasivo. Esso richiede guida ecografica transvaginale e viene effettuato tramite un ago connesso a un sistema di aspirazione. Fatto passare in vagina, l’ago raggiunge i follicoli da aspirare dopo aver attraversato la parete vaginale. La procedura di aspirazione “follicolo per follicolo” è solitamente veloce (15-20 minuti in totale) ed i rischi emorragici o infettivi legati a questa procedura, eseguita da medici esperti, sono molto rari (minori di 1 ogni 20.000). Tuttavia, il prelievo ovocitario richiede l’uso di analgesici o di sedazione profonda per evitare inutili stress alla paziente.

Il contenuto dei follicoli viene convogliato attraverso un sistema di tubi collegati all’ago di aspirazione e raccolto in una serie di provette mantenute ad una temperatura congeniale per gli ovociti (37°C). Una volta consegnato al laboratorio, il contenuto follicolare viene immediatamente sottoposto ad osservazione per recuperare gli ovociti. Benché siano le più grandi cellule dell’organismo, gli ovociti misurano solo 120 µm (poco più di un decimo di mm). Pertanto la loro osservazione e manipolazione richiede l’uso di microscopi. Gli ovociti appena recuperati dal follicolo sono però inclusi in una massa denominata cumulo ooforo, di dimensioni molto maggiori (da alcuni a parecchi millimetri) e costituita da cellule follicolari (diverse migliaia). Il contenuto follicolare viene trasferito in una piastra “Petri” che viene successivamente posta sotto uno stereo microscopio per consentire le successive fasi di lavorazione. Una volta individuati nella piastra Petri a occhio nudo o tramite osservazione al microscopio, i cumuli oofori vengono isolati e posti in altro mezzo di coltura adeguato alla successiva fase di fecondazione in vitro (FIVET).

3. Preparazione degli Spermatozoi

Oltre alla crescita, maturazione e prelievo degli ovociti, la FIVET richiede la preparazione degli spermatozoi. Infatti gli spermatozoi presenti nel seme appena eiaculato non possiedono capacità fecondante, funzione che viene acquisita in vivo solo dopo alcune ore di permanenza nelle vie genitali femminili. La scoperta di questo fenomeno, noto come capacitazione, ha rappresentato per la PMA un progresso fondamentale.

Pochi minuti dopo l'eiaculazione, il campione passa attraverso un processo noto come capacitazione dello sperma, che consiste nel rimuovere lo sperma di scarsa qualità e il plasma seminale. Così, il campione è concentrato in spermatozoi con motilità progressiva. Nel laboratorio di PMA, la capacitazione viene ottenuta separando gli spermatozoi dal resto del campione seminale e esponendoli successivamente a specifiche condizioni colturali.

La tecnica nota come “swim-up” prevede che il seme sia posto sul fondo di una provetta e che su di esso sia stratificato un equivalente volume di mezzo di coltura, facendo attenzione a mantenere ben delineata l’interfaccia tra i due fluidi. Ciò consente che gli spermatozoi mobili, che di norma sono anche i più vitali, migrino dal seme al mezzo di coltura determinando la propria separazione dalla parte liquida del seme, dagli spermatozoi immobili e da varie altre impurità cellulari o corpuscolate. Una volta migrati nel mezzo di coltura, gli spermatozoi mobili possono essere recuperati, sottoposti a lavaggio e risospesi in altro mezzo di coltura in preparazione per la FIVET. In alternativa, la provetta viene centrifugata e gli spermatozoi mobili e morfologicamente normali possono essere rinvenuti nel pellet che si accumula al fondo della provetta. Essi infatti hanno densità sufficientemente elevata da determinarne la migrazione attraverso l’intero gradiente durante la centrifugazione. Ciò non accade agli spermatozoi anomali e ad altre forme cellulari contaminanti (leucociti) presenti nel seme, che per la ridotta densità non migrano attraverso il gradiente oltre l’interfaccia esistente tra le due frazioni del gradiente. L’uso del gradiente sortisce anche l’effetto di separare dagli spermatozoi mobili particelle virali e batteri, consentendo così il trattamento anche in coppie costituite da partner siero-discordanti.

Ci sono alcuni casi in cui la masturbazione non permette di ottenere spermatozoi, per cui si cercherà di ottenerli mediante biopsia testicolare o aspirazione dell'epididimo. Questo tipo di campione richiede la fecondazione con il metodo ICSI, a causa della bassa quantità e della scarsa qualità dello sperma.

4. Fecondazione e Controllo della Fecondazione

La fecondazione o fusione dei gameti si riferisce al momento in cui l'ovulo e lo sperma si fondono per riunire la dotazione genetica di entrambi i genitori e dare origine al nuovo essere. L'unione può avvenire con più o meno intervento dell'embriologo.

Nella FIVET convenzionale, l'embriologo si limita a collocare gli ovuli e lo sperma nella stessa piastra di coltura, in attesa che quest'ultimo sia in grado di penetrare l'ovulo. La fecondazione in vitro viene semplicemente eseguita inoculando un numero sufficiente di spermatozoi (circa 100.000/ml) in ciascuna delle gocce di coltura contenente i cumuli ovofori precedentemente recuperati. La particolare caratteristica del mezzo in cui avviene la fecondazione è quella di contenere elevate concentrazioni di glucosio, necessario per la mobilità e capacitazione degli spermatozoi.

Nella tecnica ICSI, invece, l'embriologo è colui che deposita direttamente lo sperma all'interno dell'ovulo, intervenendo in modo più diretto.

Quando sono trascorse tra le 16 e le 20 ore dalla fecondazione, l'embriologo controlla se l'ovulo è stato correttamente fecondato o se c'è stato un errore che ha impedito la fusione. Per fare questo, analizza la presenza dei due corpuscoli polari (PC) e dei due pronuclei (NP), che si fonderanno per dare origine allo zigote (embrione monocellulare).

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5. Coltivazione degli Embrioni

Una volta accertata la fecondazione, gli zigoti sono lasciati in coltura per continuare la loro evoluzione, passando attraverso lo stadio embrionale e la blastocisti. Questi embrioni saranno lasciati in un'incubatrice specifica che mantiene le condizioni ideali di temperatura e di gas per la crescita embrionale fino al momento del trasferimento nell'utero della madre. Durante il periodo di permanenza in incubatrice, le loro condizioni saranno analizzate e la loro qualità sarà determinata.

L’impiego in laboratorio degli ovociti e degli embrioni che ne derivano richiede l’uso di specifiche tecniche di coltura. L’obiettivo di tali tecniche è riprodurre quanto più possibile le condizioni che in vivo consentono la fecondazione e lo sviluppo embrionale nella tuba e nell’utero. L’elemento fondamentale di un sistema di coltura è il mezzo con cui ovociti ed embrioni vengono a contatto. I vari mezzi di coltura possono distinguersi per diversi dettagli ma rispondono a uno schema di formulazione generale con l’intento di soddisfare le specifiche esigenze metaboliche di gameti ed embrioni. Costituenti caratteristici ed essenziali dei mezzi sono fonti energetiche (piruvato, glucosio, lattosio), aminoacidi essenziali e non essenziali, antiossidanti, fonti proteiche (solitamente albumina o una miscela di globuline) e antibiotici. Durante la coltura, le piastre Petri sono mantenute in appositi incubatori al cui interno sono assicurate le condizioni di temperatura (37°C) e atmosferiche richieste dall’embrione e dal sistema colturale. Tra gli stress a cui potrebbero essere soggetti gli embrioni in coltura si annovera l’esposizione ad elevate concentrazioni di ossigeno. Nei vari tessuti, la tensione parziale di ossigeno oscilla intorno al 5%, valore alquanto inferiore rispetto a quello misurabile nella normale atmosfera (23% circa).

Lo sviluppo dell’ovocita fecondato in embrione può essere protratto in vitro al massimo per 5-6 giorni. Durante i primi 2-3 giorni di sviluppo, l’ovocita fecondato si divide in cellule approssimativamente sferiche (blastomeri), ben definite e apparentemente tra loro identiche. In condizioni ideali, in un embrione si contano quattro cellule all’inizio della seconda giornata e otto cellule all’inizio della terza. Questo schema può però subire parecchie variazioni. Un numero di cellule inferiore a quello atteso, dimensioni diverse tra le cellule e la presenza di frammenti citoplasmatici sono fenomeni frequenti e talvolta sintomatici di compromessa vitalità embrionale.

A partire dallo stadio di 8 cellule, lo scenario cambia. I blastomeri stabiliscono contatti intercellulari molto stretti (tight junctions), stabilendo una barriera funzionale tra una cavità interna in via di formazione (blastocele) e l’ambiente esterno. L’intera organizzazione e fisiologia embrionale mutano, passando da uno stato in cui le cellule sono essenzialmente sotto il controllo di informazioni genetiche (RNA) di origine materna accumulate durante l’ovogenesi, a una condizione in cui l’embrione è organizzato in una sorta di epitelio le cui cellule esprimono nuove funzioni dirette da RNA di nuova sintesi. Se fino alla metà degli anni novanta le tecniche di fecondazione in vitro si sono avvalse di sistemi di coltura comportanti l’impiego di un solo mezzo per tutte le fasi di sviluppo, i cambiamenti della fisiologia dell’embrione hanno ispirato il concetto che lo sviluppo nel corso di 5-6 giorni debba essere sostenuto con mezzi di coltura caratterizzati da diverse composizioni chimiche, specificamente più idonee alle diverse fasi. Al quinto giorno di sviluppo l’embrione è costituito da una sfera cava la cui sottile parete (trofoectoderma) mostra un accumulo di cellule in una singola area (massa cellulare interna).

6. Preparazione dell'Endometrio

La preparazione dell'endometrio è una fase cruciale in una procedura di procreazione assistita e consiste nel preparare e condizionare l'interno dell'utero per facilitare l'impianto dell'embrione. La paziente riceverà dei farmaci ormonali diversi dalla stimolazione ovarica per rendere il suo endometrio ricettivo, cioè in grado di interagire con l'embrione in modo che possa impiantarsi e iniziare la gravidanza.

L'endometrio deve avere un aspetto trilaminare e uno spessore di circa 7-10 mm per favorire l'impianto embrionale. Nella maggior parte dei casi, il farmaco per la preparazione dell'endometrio è costituito da estrogeni e progesterone. Questi farmaci possono essere somministrati per via vaginale, orale o come cerotti. Se la FIVET viene effettuata allo stato fresco, il rilascio naturale di estrogeni viene spesso sfruttato e viene somministrato solo progesterone per sostenere la fase luteale.

7. Trasferimento Embrionale

Il trasferimento embrionale è, senza dubbio, la fase più delicata e cruciale di un trattamento di procreazione assistita. Gli embrioni ottenuti dopo la fecondazione in vitro possono essere trasferiti in utero in qualsiasi momento dello sviluppo in vitro a partire dalla seconda giornata, ma solitamente il trasferimento viene effettuato in terza o quinta giornata.

In base alla qualità degli embrioni, viene selezionato l'embrione migliore, cioè quello con il maggior potenziale di impianto. Questo embrione viene trasferito nell'utero della futura madre attraverso una cannula specifica, in attesa di essere impiantato nell'endometrio uterino e quindi di produrre una gravidanza. L'atto del trasferimento è manualmente semplice. L’embrione viene prelevato dalla piastra di coltura e caricato dall’embriologo in un catetere che a sua volta viene consegnato al medico. Infine, talvolta dietro guida ecografica, il medico deposita l’embrione nell’utero della paziente facendo passare il catetere attraverso la vagina e il canale cervicale.

Il trasferimento è indolore e a breve termine. È un processo semplice che viene eseguito dal ginecologo in ufficio o in sala operatoria senza bisogno di anestesia. A sostegno della funzione uterina in caso di impianto, alla paziente viene chiesto di seguire una terapia con progesterone almeno per i 15 giorni successivi al trasferimento, momento in cui viene eseguito il primo test di gravidanza.

8. Congelamento degli Embrioni e Destino degli Embrioni in Eccesso

La legislazione spagnola consente il trasferimento di un massimo di tre embrioni, anche se uno o in alcuni casi due sono comuni. Tuttavia, il numero di embrioni ottenuti in un ciclo di FIVET può essere più alto. Per questo motivo, ci sono diverse possibili destinazioni per quegli embrioni di buona qualità che non devono essere trasferiti:

  • Crioconservare gli embrioni per futuri trasferimenti di embrioni. Questo permette alla coppia di avere un secondo figlio o di riprovarci se non hanno ottenuto una gravidanza senza dover affrontare l'intero processo di stimolazione e prelievo.
  • Donazione di embrioni ad altre persone con problemi di fertilità, se i requisiti di legge sono soddisfatti.
  • Donazione di embrioni alla ricerca, sempre nel rispetto della legge.
  • Infine, gli embrioni possono essere distrutti quando la vita fertile della donna è terminata.

La procedura FIVET con gli embrioni congelati consiste direttamente nella preparazione dell'endometrio e nel trasferimento degli embrioni nell'utero della madre. Le fasi della stimolazione ovarica, della puntura follicolare e della coltura embrionale sono bypassate, poiché gli embrioni sono già stati creati e crioconservati. Attualmente, non ci sono differenze importanti in quanto alle percentuali di successo tra i trasferimenti di embrioni freschi e quelli congelati.

Crioconservazione degli embrioni in azoto liquido

9. Test di Gravidanza

Una volta effettuato il trasferimento embrionale, la donna dovrà attendere tra i 10 e i 15 giorni per effettuare un test di gravidanza e verificare se il trattamento FIVET ha avuto successo. Il test di gravidanza può essere fatto sia sulle urine che sul sangue. Entrambe le tecniche si basano sul rilevamento dell'ormone beta-hCG, noto come "l'ormone della gravidanza". Per questo motivo, il periodo tra il trasferimento e il test di gravidanza è noto come "beta-spera".

Tecniche Complementari e Trattamenti Aggiuntivi

Oltre alle fasi standard della FIVET, esistono tecniche e trattamenti complementari che possono essere utilizzati per aumentare le probabilità di successo o risolvere specifiche problematiche:

  • Diagnosi Genetica Preimpianto (PGT): Si tratta di una tecnica che analizza gli embrioni ottenuti tramite fecondazione in vitro per individuare quelli con alterazioni genetiche e cromosomiche prima del trasferimento, selezionando gli embrioni più sani.
  • Trattamento con Plasma Ricco di Fattori di Crescita (PRP): Questo trattamento può essere utilizzato per ottenere i migliori risultati e favorire una gravidanza sana e senza complicazioni, ad esempio per migliorare la recettività endometriale.

Durata e Costi del Trattamento FIVET

La durata complessiva della procedura di fecondazione in vitro è di circa un ciclo femminile, cioè circa 30 giorni. Dall'inizio del ciclo mestruale, la donna comincia ad essere stimolata. Circa 6-10 giorni dopo si programmerà la puntura follicolare, in cui si otterranno gli ovuli, che saranno fecondati e daranno origine agli embrioni. Questi saranno tenuti in coltura e dopo 3-5 giorni, a seconda dei casi, saranno trasferiti nell'utero della madre. A questo punto, saranno passati circa 15 giorni dall'inizio della stimolazione. Due settimane dopo il trasferimento, si potrà fare il test di gravidanza. La stimolazione ovarica dura circa 10-12 giorni, con un ulteriore periodo di 5 giorni se si procede al trasferimento di embrioni freschi.

Il costo della fecondazione in vitro varia a seconda del centro in cui viene eseguito il trattamento e delle caratteristiche di ogni paziente. Generalmente, può costare tra 3000 e 5000€. È importante notare che molti dei passaggi discussi non sono inclusi nel budget iniziale, come il congelamento degli embrioni, che è considerato un processo separato e il cui prezzo è di 300-600€. Lo stesso vale per i farmaci per la stimolazione e per la preparazione dell'endometrio, che rendono il trattamento circa 1000-1500€ più costoso. La coppia deve essere ben informata su tutto ciò che è compreso nel budget iniziale, una volta deciso che il trattamento di procreazione assistita verrà effettuato.

È importante tenere presente che non sempre la gravidanza si ottiene al primo tentativo. Presso Equipo Juana Crespo, le pazienti raggiungono la gravidanza con una media di soli 1,2 trasferimenti, il che sottolinea l'importanza di un approccio personalizzato e di alta qualità. Tuttavia, è sempre consigliabile verificare il costo di ulteriori tentativi di intervento presso la clinica e se si effettua un qualsiasi tipo di sconto per i cicli successivi.

Domande Frequenti e Considerazioni Importanti

Affrontare la FIVET per la prima volta porta inevitabilmente a molte domande. Vediamone alcune delle più comuni:

Si può cancellare un ciclo di FIVET una volta iniziato e non arrivare al trasferimento?

Sì, sia in modo atteso che inaspettato. A volte si sa in anticipo che la riserva ovarica della donna è bassa, che la qualità seminale è scarsa, o ci sono altre condizioni che possono determinare che un ciclo di FIVET non vada fino in fondo. Tuttavia, altre volte la cancellazione non è prevista e ad un certo punto del ciclo di FIVET deve essere annullato, ad esempio per una risposta ovarica insufficiente o eccessiva, o per una scarsa qualità degli ovociti o degli embrioni. La Dott.ssa Isabeth González, ginecologa di Dexeus Mujer, sottolinea che la prima fecondazione in vitro non è solo un trattamento, ma permette anche di osservare come le ovaie rispondono alla stimolazione. Quindi, se un primo tentativo non ha successo, è possibile modificare e migliorare il protocollo di stimolazione per il ciclo successivo.

Le pillole anticoncezionali vengono sempre somministrate prima di un trattamento di fertilità?

Non necessariamente. Un ciclo di stimolazione ovarica può iniziare tra il 1° e il 4° giorno delle mestruazioni senza l'uso di contraccettivi. Tuttavia, i contraccettivi hanno molti usi nella specialità. Possono essere somministrati perché alcune cisti follicolari (chiamate anche follicoli persistenti) vengono osservate prima di eseguire una stimolazione ovarica. In questo caso, vengono utilizzati per almeno 14-15 giorni per ridurre il follicolo e lasciare le ovaie allo stato basale, pronte per iniziare la stimolazione ovarica. Sono molto utili anche nelle pazienti con endometriosi, poiché, in alcuni casi, possono ridurre i sintomi e le dimensioni di alcuni endometriomi.

Uno dei principali vantaggi dei contraccettivi è che riducono il rischio di asincronia durante la stimolazione ovarica. Un'asincronia non è altro che la crescita accelerata di alcuni follicoli e, quindi, un risultato peggiore quando si esegue la puntura ovarica. In questo modo si otterrebbero molti meno ovociti rispetto al paziente e un risultato non ottimale. Un altro vantaggio è che aiutano a pianificare l'inizio della stimolazione ovarica e quindi la distribuzione del carico di lavoro dei centri di riproduzione assistita. Tuttavia, l'abuso di contraccettivi per più di 2 settimane prima di una stimolazione ovarica può portare a una risposta più lenta e a risultati peggiori.

Rapporti sessuali durante il trattamento

Se si è deciso di iniziare un trattamento FIVET, è normale chiedersi come questo possa influire sui rapporti sessuali. La Dott.ssa Isabeth González, ginecologa di Dexeus Mujer, è un'esperta di riproduzione assistita e conosce bene le preoccupazioni delle donne che iniziano il trattamento. Normalmente, la stimolazione ovarica della fecondazione in vitro dura circa 10-12 giorni. Avere rapporti sessuali non è controindicato durante la stimolazione, sebbene all’inizio generalmente non si notano cambiamenti. Tuttavia, dopo i primi 5 giorni possono comparire alcuni fastidi, come una sensazione di gonfiore addominale. Pertanto, si consiglia di evitare i rapporti sessuali negli ultimi giorni del trattamento e, in genere, dalla fase di pick-up fino al test di gravidanza per evitare rischi e garantire il massimo riposo uterino.

Coppia che si tiene per mano in segno di supporto

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