L'universo delle manine: filastrocche e giochi per lo sviluppo infantile

Le attività ludiche e le filastrocche rappresentano, fin dai primi mesi di vita, uno strumento fondamentale non solo per il divertimento, ma soprattutto per la crescita cognitiva, motoria ed emotiva del bambino. Attraverso l'uso del corpo, e in particolare delle mani, i piccoli esplorano lo spazio, imparano a coordinare i movimenti e sviluppano le proprie capacità comunicative. In questo percorso esploreremo come una semplice filastrocca possa trasformarsi in un mondo di scoperte, collegandola a giochi tradizionali che mettono in risalto la socialità e il movimento.

Bambino che gioca con le proprie mani esplorando il movimento

La poesia delle piccole mani: un primo approccio espressivo

La filastrocca "Queste son le mie manine" rappresenta un momento magico di interazione tra l'adulto e il bambino. Le parole recitate seguono un ritmo che aiuta il piccolo a identificare le parti del corpo e a comprendere il concetto di presenza e assenza, un pilastro dello sviluppo psicologico infantile.

"Queste son le mie manine, queste son le mie manine, presto via non ci son più; questo è il nido degli uccelli che sparisce e non c’è più; questo è il lungo cannocchiale per guardare da lontano; questo è il soffice guanciale, buona notte e fate piano."

In questo componimento, il gioco dei gesti accompagna il verso: il bambino impara a nascondere le mani, a formare il "nido" con le dita intrecciate, a creare il "cannocchiale" per scrutare l'orizzonte della sua immaginazione e, infine, a unire le mani come un cuscino per mimare il riposo. È un'attività che stimola la capacità espressiva e l'intelligenza. Non è vero, non è vero! Queste sono le mie manine: cannocchiale, farfalline, questo il nido ed il guanciale, presto via non ci son più.

Oltre la filastrocca: il gioco motorio come palestra di vita

Mentre la filastrocca lavora sulla coordinazione fine, i giochi di movimento permettono ai bambini di sfogare la propria energia e di apprendere le prime regole sociali, come il rispetto dei turni e la gestione della competizione.

La gestione dello spazio: il gioco della volpe e le galline

Un bambino assume il ruolo della volpe, gli altri bambini saranno le galline. Le galline stanno nel pollaio (un recinto costruito con la corda) e la volpe nella sua tana. Al suono di un campanello le galline escono dal pollaio e razzolano nell'aia, ma all'improvviso arriva la volpe che le vuole prendere per mangiarle. Quando vedono la volpe le galline devono rifugiarsi nel pollaio; se la volpe cattura una gallina, questa diventa volpe. Questo gioco insegna la prontezza di riflessi e la reattività in contesti di gruppo.

Disegno rappresentativo di un pollaio stilizzato in un parco giochi

Dinamiche di coppia e cooperazione

I bambini sono tutti disposti in coppie tenendosi a braccetto. Una coppia è però spaiata: un bambino rincorre e l’altro scappa. Il bambino che scappa può salvarsi prendendo a braccetto uno qualsiasi degli altri bambini: in questo modo è il bambino dalla parte opposta che deve scappare. (Se un bambino A è a braccetto con B e il fuggitivo prende a braccetto A, sarà B a continuare la fuga e il precedente fuggitivo è per adesso in salvo!). Quando chi scappa viene preso i ruoli si invertono. Si tratta di un esercizio eccellente per la comprensione delle dinamiche di squadra e della solidarietà.

La disciplina del ritmo e del numero: squadre e simboli

La transizione dal gioco libero alla struttura di squadra aiuta a organizzare il pensiero logico. I bambini imparano a identificarsi in un gruppo, che sia quello dei "Cammelli" o dei "Cavalli", e a rispondere in maniera selettiva a stimoli uditivi precisi.

I bambini saranno disposti in due righe, guardandosi frontalmente, suddivisi nella squadra dei CAMMELLI e quella dei CAVALLI. Si racconta una storia che ha protagonisti dei CAVALLI e dei CAMMELLI: ogni volta che l’animatore dice ‘cammelli’, questi ultimi devono scappare dietro una linea posta dietro le loro spalle, a fondo campo. Viceversa dovranno fare i ‘cavalli’ quando verrà pronunciata la loro parola. La squadra che non viene nominata dovrà invece acchiappare più avversari possibile per poter vincere. Vince la squadra che per prima elimina tutti gli avversari.

Le mani come catene: il senso della comunità

Non sempre le mani servono solo a gesticolare; nel gioco "Il Castello", le mani diventano un confine, un limite fisico che il bambino deve imparare a negoziare.

I bambini disposti in cerchio si tengono per mano. Rappresentano le porte di un castello e le mani sono catene. Un bambino è al centro del cerchio ovvero dentro il castello. I bambini che formano il girotondo iniziano a girare e cantano "Apri la porticina, apri la porticina, apri la porticina se tu vuoi uscire". Il girotondo si ferma e il bambino al centro canta "La chiave l'ho perduta, la chiave l'ho perduta, la chiave l'ho perduta non so come farò" ed allora i bambini del girotondo riprendono a girare e cantano "Allora starai dentro per una settimana finché non hai la forza di rompere le catene". Si ferma il girotondo, i bambini stringono forte le manine (catene) e il bambino deve cercare di aprirle. Se dopo "1, 2, 3" il bambino non riesce a spezzare le catene rimane al centro e il gioco riprende. Altrimenti lui darà la mano ai bambini del cerchio e uno dei bambini del cerchio entra nel castello.

Palla stop: giochi per bambini con la palla

L'identità personale attraverso il gioco

Uno degli aspetti più cruciali nella crescita del bambino è l'affermazione della propria individualità all'interno di un gruppo. Attraverso giochi come la "palla-nome" o il "passaggio del cappello", il bambino impara a presentarsi.

Prendete un cappello e mettete la musica. I bambini si passano il cappello e quando fermate la musica chi ha il cappello in testa deve dire il suo nome, e procede così finché tutti hanno detto il proprio nome. Questo esercizio di memorizzazione è fondamentale: è un ottimo gioco per memorizzare i nomi. Seduti in cerchio, ci si passa una palla morbida o un peluche. Il primo comincia dicendo “Mi chiamo Luca e mi piace la marmellata”. Passa la palla al suo vicino, che deve dire il proprio nome e una cosa che gli piace: “Mi chiamo Alessio e mi piace la pizza”. Completate il giro.

Competizione sana e agilità: il gioco del fazzoletto

Il gioco del fazzoletto incarna perfettamente l'essenza della competizione ludica. Si formano due squadre, sistemate in due file indiane. Ogni bambina o bambino sarà un numero, tranne uno che si metterà distaccato e terrà in mano un fazzoletto. Ogni volta che dirà un numero, la bambina o il bambino che lo è corre a prenderlo, ma avrà come avversario un bambino dell'altra fila. Chi va a prendere per primo il fazzoletto vince. La rapidità decisionale è qui messa a dura prova.

Dettaglio di un fazzoletto colorato usato per il gioco di squadra

Sviluppo sensoriale tramite il contatto

Il contatto fisico, quando mediato dal gioco, è una forma di rassicurazione affettiva. "Batti Batti le Manine" non è solo una filastrocca, ma un'esperienza di co-regolazione emotiva. Insegnare ai bambini la filastrocca “Batti Batti le Manine” è molto più di un semplice gioco. Ai piccoli piace tantissimo ascoltare le parole e, mentre ascoltano e osservano l’adulto che compie il gesto di battere le mani, si divertono ad imitare le mosse.

"Batti batti le manine, che son belle e piccine, son piccole come te."

Questa pratica crea un legame diretto tra il ritmo verbale e la coordinazione motoria delle mani, componenti essenziali dello sviluppo sensoriale. Esistono varie versioni di questa attività, tutte mirate a stimolare non solo il senso del ritmo, ma anche la consapevolezza spaziale e motoria. La ripetitività del gesto e della rima aiuta a creare una routine sicura per il bambino, facilitando la memorizzazione e la capacità di anticipare gli eventi, un esercizio mentale di notevole importanza.

La palla come estensione dell'azione

Infine, l'uso di oggetti esterni come la palla introduce un elemento di complessità fisica che prepara il bambino al coordinamento occhio-mano. Un bambino prende la palla e si mette ai lati di un campo mentre gli altri bimbi sono sparsi dentro al campo. Quando l'adulto dice via, il bambino cacciatore (con la palla in mano) inizia a lanciare la palla per colpire uno dei bimbi che corrono nel campo. Se il cacciatore prende un bambino si fa scambio di ruoli. Questa dinamica trasforma il movimento in una strategia, dove la mira e la velocità diventano i mezzi per raggiungere lo scopo prefissato, mantenendo sempre alta la soglia dell'attenzione e la partecipazione emotiva.

Campo da gioco all'aperto con bambini impegnati in attività motorie

Ogni gioco e ogni filastrocca, dal "cannocchiale" creato con le dita alla frenetica corsa verso il fazzoletto, costruisce un tassello della personalità infantile. L'integrazione di queste attività nel quotidiano offre ai bambini una varietà di stimoli che spaziano dalla finezza del movimento delle dita fino alla comprensione della propria posizione nello spazio e nella società. La continuità di questi momenti di gioco è la chiave per uno sviluppo armonioso e consapevole, che parte dalla scoperta del proprio corpo per arrivare alla scoperta del mondo circostante.

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