La genitorialità è un desiderio profondo per molte coppie, ma a volte la natura ha bisogno di un piccolo aiuto. In questi casi, la scienza e la medicina offrono soluzioni attraverso la fecondazione assistita, una disciplina che in Italia è anche comunemente nota come Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Questo termine generico include una serie di tecniche mediche che aiutano le coppie con difficoltà a concepire naturalmente, fornendo un supporto fondamentale per realizzare il sogno di avere un bambino. Sebbene in passato si utilizzasse anche il termine "fecondazione artificiale", noi amiamo pensare che il nostro lavoro aiuti durante la fecondazione, quindi normalmente si preferisce usare la prima definizione, che meglio riflette l'approccio collaborativo con i processi biologici.
Il percorso della fecondazione assistita è un cammino medico che richiede attenzione, personalizzazione e una profonda comprensione delle esigenze della coppia. Non si tratta di un approccio unico per tutti, ma piuttosto di una serie di metodologie che possono essere adattate alle specifiche condizioni di ogni individuo. Le principali metodologie includono l'inseminazione artificiale e la fecondazione in vitro (FIVET, ICSI), che possono essere eseguite con i gameti della coppia, in quello che viene definito fecondazione omologa, o con gameti donati, nota come fecondazione eterologa, ampliando le possibilità per un numero maggiore di individui.
Il Primo Passo: La Consulenza Iniziale e la Valutazione Diagnostica
Prima di intraprendere qualsiasi trattamento di fecondazione assistita, è fondamentale una consulenza iniziale approfondita. Questo primo incontro tra il medico e le coppie è essenziale per pianificare l'intero percorso del programma, comprendere quali sono le sue fasi, esaminare tutta la documentazione pertinente, pianificare i tempi e definire la necessità e le modalità di accesso ai trattamenti più idonei. È un momento di cruciale importanza, per questo è utile che siano presenti entrambi i partners. È fondamentale portare con sé tutti gli accertamenti medici precedenti, le cartelle cliniche e, se il caso lo richiede, i documenti relativi a trattamenti eseguiti in altra sede.
Durante questa fase preliminare, la consulenza iniziale verte su dati fondamentali all'inquadramento clinico della coppia. Vengono raccolte informazioni dettagliate sulla storia clinica generale, sull'anamnesi ginecologica e ostetrica della donna, e sull'anamnesi andrologica dell'uomo. Questo approccio olistico permette di identificare eventuali fattori di rischio o problematiche preesistenti che potrebbero influenzare il successo della PMA. Inoltre, la valutazione comprende anche un esame fisico accurato, che include una valutazione dell'apparato genitale femminile con una ecografia transvaginale 2-3D, per analizzare la morfologia dell'utero e delle ovaie, e l'esame del fluor vaginale a fresco, per escludere infezioni o alterazioni che potrebbero ostacolare l'impianto o la gravidanza.
Questa fase diagnostica non solo aiuta a scegliere la tecnica di fecondazione assistita più appropriata, ma fornisce anche alla coppia un quadro chiaro delle proprie condizioni di fertilità, affrontando eventuali dubbi su tecniche, procedure e probabilità di successo.

Inseminazione Intrauterina (IUI): La Tecnica di Primo Livello
L’IUI, o inseminazione intrauterina, è considerata la forma più semplice e meno invasiva di fecondazione assistita. Di conseguenza, è spesso il primo metodo suggerito quando una coppia non riesce a concepire un figlio naturalmente, soprattutto in assenza di problemi di fertilità gravi. È una tecnica di I livello nella Procreazione Medicalmente Assistita. L'inseminazione intrauterina è una metodica ambulatoriale, quindi non richiede ricovero ospedaliero.
La procedura di inseminazione è comparabile a un esame ginecologico di routine, il che la rende meno intimidatoria per molte donne. Presso centri specializzati, la procedura di inseminazione viene eseguita da infermiere oppure ostetriche, figure professionali altamente qualificate. L'inseminazione intrauterina consiste nell'inserire gli spermatozoi direttamente all'interno dell'utero materno nei giorni prossimi all'ovulazione.
Prima dell'inseminazione, il liquido seminale, una volta prelevato, viene opportunamente trattato in laboratorio con un procedimento chiamato capacitazione. Questo processo permette di selezionare gli spermatozoi più mobili e resistenti, aumentando le loro probabilità di raggiungere e fecondare l'ovulo. Successivamente, l'ostetrica inserisce un catetere molto sottile all'interno della vagina fino alla cervice. Questo catetere è collegato a una siringa contenente il seme purificato e selezionato. L'ostetrica inietta le cellule spermatiche nell'utero e da quel momento le cellule sono in grado di trovare la loro strada fino all'ovulo. La procedura è indolore e rapida, realizzata con l'ausilio di un tubicino di plastica.
È possibile effettuare l'inseminazione sia utilizzando lo sperma del proprio partner, in caso di fecondazione omologa, che quello di un donatore, in caso di fecondazione eterologa. L'IUI può essere eseguita come parte di un ciclo naturale della donna, oppure all'interno di un ciclo durante il quale la donna viene sottoposta a una lieve stimolazione ormonale in modo da garantire lo sviluppo e la maturazione di uno o più ovuli. Il ciclo mestruale viene monitorato attentamente con ecografie e spesso l'ovulazione viene indotta attraverso farmaci per massimizzare le probabilità di successo.
L'inseminazione intrauterina è indicata per le coppie in cui non viene evidenziato alcun problema apparente, la cosiddetta "infertilità idiopatica", e per quei casi in cui l'uomo presenta lievi problematiche come oligozoospermia (numero di spermatozoi bassi) e/o astenozoospermia (motilità bassa degli spermatozoi). Tuttavia, solitamente, l'utilizzo dell'IUI garantisce probabilità di concepimento inferiori a quelle offerte dalla FIV, con un successo medio del 10-15% per ciclo, ma che può aumentare con più tentativi.
Dopo la procedura IUI, se il ciclo di inseminazione intrauterina fallisce, la donna avrà la mestruazione circa 14 giorni dopo. Se la donna non ha la mestruazione, dovrà effettuare un dosaggio plasmatico quantitativo dell'hCG (l'ormone della gravidanza) che, se positivo, viene ripetuto 2 giorni dopo. Se il valore del secondo dosaggio plasmatico dell'hCG è almeno raddoppiato rispetto a quello del primo, si esegue un'ecografia pelvica con sonda vaginale bidimensionale 2-3 settimane dopo la IUI propriamente detta. Con la sonda transvaginale si può visualizzare la camera gestazionale già alla quarta settimana di amenorrea, ovvero l'assenza di mestruazione. La localizzazione del sacco gestazionale all'interno dell'utero è importante per escludere la presenza di una gravidanza ectopica o extrauterina, una condizione che richiede attenzione medica immediata.
Terapia IUI. Animazione
Fecondazione in Vitro (FIV/FIVET): La Tecnica di Secondo Livello
Similmente all'inseminazione, la FIV, spesso chiamata fecondazione in vitro o FIVET (Fecondazione In Vitro con Embryo Transfer), è una forma di fecondazione assistita più complessa e di II livello. Tramite la FIV gli ovuli vengono rimossi dalle ovaie e fecondati in laboratorio utilizzando lo sperma del proprio partner o quello di un donatore, se necessario. Con la fecondazione in vitro, l'incontro tra ovocita e spermatozoo avviene in laboratorio e dunque al di fuori del corpo umano.
L'obiettivo della FIVET è la fusione dell'ovulo con lo spermatozoo effettuata in laboratorio con l'obiettivo di ottenere embrioni già fecondati da trasferire nell'utero materno. Questa tecnica è stata una rivoluzione nel campo della medicina riproduttiva, offrendo speranza a molte coppie con diverse forme di infertilità.
Stimolazione Ovarica Controllata
La FIV può essere eseguita usando modalità differenti. Il metodo maggiormente conosciuto coinvolge la stimolazione ormonale della donna. Questa stimolazione ovarica controllata ha lo scopo di indurre la crescita di più follicoli mediante la somministrazione di farmaci, in particolare le gonadotropine. Questo porta alla creazione di un maggior numero di ovuli rispetto al normale ciclo, dove un solo ovulo matura ogni mese. Questa stimolazione ormonale comprende la somministrazione di iniezioni in determinati giorni del ciclo.
Presso alcuni centri, come Vitanova, si utilizzano prevalentemente metodi conosciuti come FIV lieve o stimolazione breve. Tramite la FIV lieve, la stimolazione ormonale avviene durante il ciclo naturale della donna. Questo metodo implica un utilizzo ridotto di ormoni rispetto alla convenzionale FIV a stimolazione prolungata, mirato a rispettare la fisiologia della donna e a minimizzare gli effetti collaterali.
Un altro metodo comprende l'esecuzione della FIV seguendo un ciclo naturale e senza la stimolazione ormonale. In questo caso si sviluppa un numero normale di ovuli: uno o due. La terza opzione implica una lievissima stimolazione ormonale della donna. Questo processo è conosciuto come FIV con ciclo naturale modificato e permette alla donna di sviluppare uno o due embrioni, mantenendo un approccio più "naturale" pur beneficiando del supporto medico.
La risposta alla terapia di stimolazione viene monitorata attentamente mediante vari prelievi di sangue e ecografie transvaginali che consentono eventuali variazioni terapeutiche per ottimizzare la produzione di ovociti.
Prelievo Ovocitario (Pick-up)
Quando i follicoli raggiungono una maturità adeguata, si procede al prelievo degli ovociti, una procedura nota come pick-up ovocitario. Questo intervento viene effettuato in anestesia locale più sedazione, o in anestesia generale senza necessità di intubazione, a seconda del protocollo del centro e delle esigenze della paziente. La procedura dura all'incirca una decina di minuti e il risveglio è immediato, permettendo alla paziente di tornare a casa in giornata (day hospital).
È importante notare che il numero degli ovociti prelevati non sempre corrisponde al numero dei follicoli visibili, e non sempre tutti gli ovociti prelevati sono maturi o idonei per la fecondazione.

Fertilizzazione in Laboratorio e Sviluppo Embrionale
Il giorno stesso del prelievo ovocitario, il partner maschile procede alla raccolta del liquido seminale. La raccolta sperma nell'uomo equivale al prelievo degli ovociti nella donna, in quanto fornisce il materiale genetico maschile necessario per la fecondazione. Per ottenere un embrione, è necessario favorire l'incontro tra ovociti e spermatozoi.
Gli ovociti prelevati dai follicoli ovarici vengono posti in contatto con una quota di liquido seminale capacitato e si attende che la fertilizzazione ovocitaria avvenga spontaneamente, senza nessun intervento meccanico esterno. Gli ovociti fecondati (zigoti) generano dei pre-embrioni dopo 3-5 giorni in laboratorio, periodo durante il quale sono tenuti in coltura nel laboratorio di embriologia.
Non sempre tutti gli ovociti inseminati fecondano. L'avvenuta fecondazione si verifica il giorno dopo il pick-up. A volte la fecondazione può essere anomala e gli embrioni che ne conseguono vengono scartati perché non idonei. È necessario ancora un giorno per verificare la formazione o meno degli embrioni. Quindi a partire dal 2° giorno gli embrioni sono pronti per poter essere inseriti nella cavità uterina.
Il numero degli ovociti che verranno inseminati dipenderà da due fattori principali: in primo luogo, il numero di embrioni che la coppia desidera trasferire o impiantare, e in secondo luogo, se la coppia ha firmato o meno il consenso per l'eventuale congelamento degli embrioni in esubero. Questo perché la legge in vigore non permette di sopprimere gli embrioni se sono vitali.
Transfer Embrionale
Il transfer degli embrioni viene eseguito senza anestesia, essendo una procedura generalmente indolore. Il ginecologo inserisce lo speculum e deterge l'ambiente vaginale per garantire un ambiente sterile. Il catetere molto sottile contenente gli embrioni viene poi inserito nella cavità uterina dove vengono rilasciati gli embrioni. Successivamente il biologo verifica attentamente che nessun embrione sia rimasto all'interno del catetere. Se ciò dovesse verificarsi, viene ripetuto il transfer per inserire l'/gli embrione/i rimasto/i, garantendo che tutti gli embrioni previsti vengano trasferiti.
Mediamente si ottiene il 20-30% di gravidanza dopo il transfer. La percentuale di successo può variare significativamente in base all'età della donna, alla riserva ovarica e alla qualità degli embrioni.
Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo (ICSI): L'Approccio di Terzo Livello
L'ICSI, acronimo di Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo, conosciuta anche come microinseminazione, è una terapia evoluta e una tecnica di III livello della PMA. È riservata ai casi in cui si valuta che, con la semplice inseminazione dell'ovocita o la fecondazione in vitro convenzionale, possano esserci problemi nell'ottenere la fecondazione.
Mentre gli spermatozoi trovano la loro strada verso l'ovulo attraverso la fecondazione normale o la fecondazione in laboratorio nella FIVET standard, nel caso l'uomo stia producendo sperma di bassissima qualità, o contenga solo alcuni spermatozoi, è possibile aiutare gli spermatozoi ad entrare nell'ovulo utilizzando la metodologia ICSI. La fecondazione FIVET con ICSI consiste nella micro iniezione di un singolo spermatozoo direttamente all'interno della cellula uovo.
La procedura ICSI prevede che gli ovociti prelevati mediante pick-up vengano sottoposti ad un'operazione di "pulizia" meccanica. Questa consiste nella rimozione del cumulo ooforo che circonda naturalmente le cellule uovo. Ciò permette di valutare il grado di maturazione ovocitaria e sottoporre ad inseminazione mediante ICSI soltanto gli ovociti maturi in metafase II (MII), che sono quelli pronti per essere fecondati. Ogni singolo ovocita maturo viene quindi "iniettato" con un singolo spermatozoo accuratamente selezionato.
Con la fecondazione ICSI c'è inoltre un risparmio notevole di spermatozoi, in quanto ne basta solo uno per ogni ovocita. Questa tecnica è stata sviluppata e ha trovato i maggiori campi di applicazione nel nostro Paese. Inizialmente pensata per la preservazione della fertilità in pazienti oncologiche, ha trovato applicazione nelle coppie infertili che avessero ostacoli etici al congelamento embrionario e per il lungo periodo (2004-2009) di divieto del congelamento embrionario. Oggi viene utilizzata per aumentare le possibilità di dare un supporto alle scelte riproduttive della donna e limitare gli effetti negativi dell'età. Al momento, numerosi studi scientifici hanno preso in considerazione migliaia di casi e hanno accertato l'assoluta sicurezza della procedura e dei risultati, anche a distanza di tempo.
La procedura e i relativi tempi per l'ICSI, simile alla FIV, durano tra i 10 e i 20 giorni, a seconda del protocollo utilizzato e della risposta di ciascuna paziente.
Recupero Chirurgico degli Spermatozoi (MESA, TESE)
Nei casi in cui la produzione di spermatozoi sia gravemente compromessa o in presenza di seminali con assenza di spermatozoi (azoospermia) a causa di problemi ostruttivi, si può ricorrere a metodiche chirurgiche per il recupero degli spermatozoi. Si tratta di tecniche come MESA (Microepididymal Sperm Aspiration) e TESE (Testicular Sperm Extraction), che permettono di prelevare gli spermatozoi direttamente dal testicolo o dall'epididimo. Queste sono metodiche chirurgiche mini-invasive che si praticano in anestesia locale e sedazione, e sono considerate di III livello quando il loro utilizzo è necessario per la fecondazione tramite ICSI.
Crioconservazione degli Ovociti e degli Embrioni
La crioconservazione è una tecnica fondamentale nella fecondazione assistita che offre flessibilità e opportunità aggiuntive alle coppie. Permette di conservare ovociti, spermatozoi o embrioni per un utilizzo futuro, garantendo la possibilità di tentativi successivi senza dover ripetere tutte le fasi di stimolazione e prelievo.
Gli ovociti maturi non utilizzati nel ciclo corrente possono essere crioconservati per un futuro trattamento se la donna ha scelto tale opzione. La crioconservazione degli ovuli è un processo delicato. Le pazienti accettate nel programma vengono sottoposte a induzione farmacologica di una ovulazione multipla, attentamente monitorata con valutazioni ecografiche e ormonali. Al termine della stimolazione, si effettua il prelievo degli ovociti per via transvaginale, una procedura di chirurgia ambulatoriale eseguita in sedoanalgesia. La durata dell'intera procedura, dall'inizio della stimolazione al prelievo degli ovociti, varia a seconda della fase del ciclo in cui la paziente si trova, ma di massima, non supera i 14 giorni.
Al momento del loro utilizzo, che può avvenire anche dopo molti anni, gli ovociti crioconservati potranno essere inseminati mediante la tecnica di iniezione dello spermatozoo nel citoplasma dell'ovocita (ICSI - Intra-Cytoplasmic Sperm Injection). Questa metodica è particolarmente utile per le pazienti oncologiche che devono sottoporsi a trattamenti che potrebbero compromettere la loro fertilità futura, o per le donne che desiderano posticipare la maternità.
Con la tecnica ICSI, è possibile crioconservare sia gli ovociti che gli embrioni vitali in esubero per un ulteriore tentativo. Questo è un aspetto cruciale, poiché la legge in vigore non permette di sopprimere gli embrioni se sono vitali. Gli embrioni congelati possono essere trasferiti in un ciclo successivo, senza la necessità di ripetere la stimolazione ovarica e il prelievo ovocitario, rendendo il percorso meno invasivo per la donna.

Altre Metodologie di Procreazione Medicalmente Assistita
Oltre alle tecniche più comuni come IUI, FIVET e ICSI, esistono altre metodologie meno frequenti o specifiche che possono essere impiegate in determinate circostanze.
GIFT (Gamete IntraFallopian Transfer) e ZIFT (Zygote IntraFallopian Transfer)
La GIFT (Gamete IntraFallopian Transfer) è una procedura in cui si prelevano ovociti e spermatozoi e, dopo averli preparati, vengono immediatamente trasferiti nelle tube di Falloppio attraverso una piccola incisione addominale (GIFT per via laparoscopica). Questo consente il raggiungimento della tuba e l'introduzione dei gameti, permettendo la fecondazione di avvenire naturalmente all'interno del corpo della donna. La scelta della modalità con cui effettuare la GIFT spetta ovviamente al medico che si occupa della fecondazione assistita, il quale decide anche in base alle caratteristiche della paziente e alla qualità dei gameti.
La ZIFT (Zygote IntraFallopian Transfer) è simile alla GIFT, ma prevede l'inserimento dello zigote, ovvero la cellula che si ottiene dopo l'incontro tra gameti (l'inizio dell'embrione), direttamente nelle tube di Falloppio. Questo significa che la fecondazione avviene in laboratorio, ma i primi stadi di sviluppo embrionale avvengono all'interno del corpo materno, riproducendo più fedelmente il processo naturale.
Induzione dell'Ovulazione con Rapporti Mirati
Per le coppie con problemi di ovulazione lieve, può essere suggerita l'induzione dell'ovulazione con rapporti mirati. Questa tecnica prevede un trattamento farmacologico mirato a stimolare la corretta maturazione dell'ovocita, in modo da pianificare il momento più propizio per un rapporto sessuale altamente efficace in termini di concepimento. È un approccio meno invasivo che cerca di ottimizzare le condizioni naturali per la gravidanza.
Fattori che Influenzano la Fertilità e il Successo della PMA
La fertilità è influenzata da diversi fattori, alcuni dei quali possono ridurre le probabilità di concepimento in modo significativo, rendendo necessario l'intervento della procreazione medicalmente assistita.
Età della Donna
L'età della donna è uno dei fattori più determinanti nel successo della procreazione medicalmente assistita. Con l'avanzare dell'età, in particolare dopo i 35 anni, la quantità e la qualità degli ovociti diminuiscono progressivamente, influenzando negativamente le probabilità di successo delle tecniche di PMA. Questa è una considerazione cruciale nella pianificazione dei trattamenti.
Condizioni Mediche Specifiche
Alcune condizioni mediche possono essere cause primarie di infertilità.
- Endometriosi: È una delle principali cause di infertilità femminile. Il tessuto endometriale che si sviluppa al di fuori dell'utero può compromettere il funzionamento delle ovaie e delle tube di Falloppio, rendendo più difficile il concepimento e richiedendo spesso interventi di PMA.
- Sindrome dell'ovaio policistico (PCOS): Questa sindrome può alterare i livelli ormonali e interferire con l'ovulazione, riducendo le possibilità di gravidanza spontanea e rendendo la PMA una soluzione efficace.
Stile di Vita e Alimentazione
L'alimentazione gioca un ruolo cruciale nella qualità degli ovociti e degli spermatozoi. Una dieta equilibrata e ricca di nutrienti è fondamentale. Alcuni nutrienti specifici, come l'acido folico, gli antiossidanti e gli omega-3, possono favorire la fertilità e ottimizzare i risultati della PMA, migliorando la qualità dei gameti. Vivere una vita sana e bilanciata è quindi un supporto importante al percorso di fecondazione assistita.
Considerazioni Importanti e Approcci Innovativi
La procreazione medica assistita comprende metodiche impegnative per la coppia sia dal punto di vista medico-biologico che psicologico. È un percorso che richiede resilienza e supporto.
Supporto Psicologico e Benessere della Coppia
Gli specialisti consigliano sempre di condurre una vita normale prima, durante e anche dopo il trattamento per permettere alla donna di affrontare un ciclo di Procreazione medicalmente assistita in tutta serenità. Infatti, stare a letto giorni e giorni dopo il trattamento non ha alcun valore nell'instaurarsi o meno di una gravidanza. Il rispetto della fisiologia della donna e della coppia e la considerazione dell'impatto psicologico che i trattamenti per la cura dell'infertilità hanno inevitabilmente sulla vita di coppia e la tutela della salute della futura mamma sono aspetti primari per molti centri, come il Centro Clinico San Carlo di Torino.
Sicurezza dei Trattamenti e Miti da Sfatare
È normale avere dubbi e preoccupazioni riguardo ai trattamenti di PMA. Tuttavia, è importante sfatare alcune credenze comuni:
- Tumori: No, i trattamenti di PMA non aumentano il rischio di sviluppare tumori. Numerosi studi scientifici hanno confermato l'assenza di correlazione significativa.
- Menopausa precoce: No, sottoporsi a trattamenti di fecondazione assistita non anticipa la menopausa. La stimolazione ovarica controllata utilizza ovociti che altrimenti andrebbero persi nel ciclo naturale.
- Salute dei bambini: La maggior parte dei bambini nati attraverso la FIVET sono sani. Le tecniche di PMA sono sicure e monitorate, e le complicanze sono rare.
Costi della PMA
Uno degli aspetti più importanti da considerare quando si valuta un trattamento di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è il costo. Nei centri pubblici convenzionati, le coppie possono accedere alla PMA con un ticket sanitario, che può variare tra 500 e 1.500€ per ciclo. I costi nei centri privati possono essere significativamente più elevati.
Terapia IUI. Animazione
L'Importanza della Personalizzazione e dell'Innovazione
Alcuni centri si distinguono per un approccio particolarmente personalizzato e per l'adozione di metodologie innovative. Ad esempio, la personalizzazione del progetto terapeutico è fondamentale: ogni donna è diversa dall'altra e pertanto è indispensabile che i trattamenti siano adeguati alla situazione specifica.
In centri all'avanguardia si pratica la "stimolazione dolce", una caratteristica primaria del modus operandi che enfatizza il rispetto della fisiologia della donna. La medicina rigenerativa, basata sulle più recenti pubblicazioni accademiche, suggerisce che spesso è utile impostare dei trattamenti di rivitalizzazione dell'apparato genitale femminile prima di procedere con una fecondazione assistita, ottimizzando l'ambiente uterino per l'impianto.
La medicina informazionale è un campo emergente che interviene quando l'organismo femminile a volte "rifiuta" il liquido seminale del partner, perché identificato come estraneo. Questa medicina facilita il riconoscimento biologico del liquido seminale dal corpo della donna come "self", superando eventuali barriere immunologiche. Su questo argomento, esistono pubblicazioni specifiche di esperti del settore.
Infine, la valutazione immuno-istologica della recettività endometriale è cruciale. Tutte le fasi precedentemente descritte mirano, in un iter di fecondazione assistita, ad ottenere degli embrioni evolutivi potenzialmente in grado di svilupparsi e dare gravidanza. Alle volte però il fallimento di una procreazione medicalmente assistita è da ascrivere ad una difficoltà dell'endometrio di accogliere l'embrione, specie quando è sottile. È noto che l'annidamento dipende da una fitta rete di comunicazioni tra la donna e l'embrione stesso, ed è altrettanto noto che spesso il mancato attecchimento possa dipendere da una condizione immunologica dell'endometrio avversa all'impianto. L'analisi approfondita della recettività endometriale permette di intervenire in modo mirato per migliorare le probabilità di successo.
L'Ospedale Santa Maria, ad esempio, sostiene le coppie nel desiderio di avere un figlio da più di 25 anni. Agli aspiranti genitori la struttura offre servizi creati intorno alle loro esigenze, assicurando personale altamente specializzato, tecnologie innovative ed ambienti confortevoli. L'Ospedale Santa Maria è stato uno dei primi Centri in Italia ad applicare la tecnica ICSI, effettuando dal 1991 ad oggi oltre 10.000 prelievi ovocitari, da cui sono state ottenute circa 2.500 gravidanze e altrettanti bambini nati. Questo testimonia l'esperienza e l'impegno di tali strutture nel campo della fecondazione assistita.
Le procedure chirurgiche necessarie, quando richieste, prevedono interventi minimamente invasivi e poco dolorosi e sono considerate a basso rischio chirurgico, con complicanze gravi molto rare. Questo rende il percorso, sebbene impegnativo, sempre più sicuro e gestibile per le coppie.
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