Il cuore umano, nelle sue innumerevoli sfaccettature, si avventura spesso in percorsi complessi e inattesi, specialmente quando si tratta di amore e passione. Le relazioni extraconiugali, o amantati, sono da tempo oggetto di critica e di condanna sociale, eppure continuano a far parte della vita di molti, manifestandosi in una vasta gamma di motivazioni e dinamiche. Parlare dell’argomento "tradimento" è un po’ come camminare sulle uova, o peggio, sui carboni ardenti, ma è fondamentale per comprendere la profondità delle emozioni umane. Come si suol dire, nella vita MAI dire MAI, perché può accadere di tutto. Non si tratta di esprimere giudizi o dispensare pareri personali; piuttosto, ogni persona sa fondamentalmente ciò che è giusto e cosa debba fare, sebbene le scelte possano portare a situazioni di profonda angoscia e complessità. Certo, una relazione clandestina ti dà i brividi, ti fa sentire viva, piena di entusiasmo e passione. E poi c’è quella componente che pare svolga un ruolo importante: il proibito. Ma il quadro è ben più articolato, come la letteratura ha saputo magistralmente illustrare nel corso dei secoli, scardinando pregiudizi e mettendo in discussione la sensibilità di generazioni.
Lady Chatterley: Un'Icona di Ribellione e Desiderio Oltre le Convenzioni
Impossibile, con questa tematica, non pensare a uno dei romanzi più scandalosi del Novecento inglese, "L’amante di Lady Chatterley" di D.H. Lawrence. Quest'opera, scritta in Toscana in tre successi e stesure tra il 1925 e il 1928 e pubblicata per la prima volta a Firenze, venne immediatamente tacciata di oscenità a causa dei riferimenti espliciti di carattere sessuale e al fatto che in essa veniva descritta una relazione tra una donna della nobiltà, sposata con un baronetto paraplegico, ed un uomo appartenente alla working class. Questo romanzo controverso non solo nelle tematiche, ma anche nella loro esposizione non ha visto la sua gloria facilmente. Prima della sua pubblicazione ufficiale nel 1928, ad opera della famosa casa editrice inglese Penguin, il romanzo fu messo al bando in tutta Europa, considerato il più osceno sulla piazza. In Gran Bretagna, ancora influenzata dalla morale vittoriana, il romanzo non fu pubblicato fino al 1960 e, nonostante ciò, fu immediatamente sottoposto a processo.
Il romanzo ha scosso nel profondo non solo la sensibilità di generazioni di lettori del ventesimo secolo, ma anche i pregiudizi sul piacere femminile e sulla virilità. Lady Chatterley, eroina ribelle e rivoluzionaria suo malgrado, forse a causa delle sue esperienze giovanili che la rendono inadeguata alla vita rigorosa di una signora dell’alta società, è spinta ad opporsi sia alle convenzioni imposte dalla sua posizione sociale, sia al potere maschile. Lo squallore di un distretto industriale del nord dell'Inghilterra è la molla decisiva che le fa comprendere l'avvilimento della sua esistenza e cercare una vita migliore fino a portare alle estreme conseguenze la sua storia d'amore e la sua rivolta contro la società moderna.

La narrazione è ispirata al tradimento della moglie di Lawrence, Frieda von Richthofen. La vicenda, infatti, narra di una nobildonna, Lady Chatterley, che, sposata a un uomo di nobile origine ritornato paralizzato dalla Prima Guerra mondiale, si trova a dover assistere suo marito in una tenuta immersa nelle nebbiose Midlands inglesi, e lo tradisce con un guardiacaccia. Si sarebbe scoperto che il personaggio del sanguigno Mellors era stato ispirato da un certo Angelo Ravagli, vigoroso capitano italiano dei bersaglieri. Questa però non è l'unica versione circolante, bensì ce ne sarebbe una seconda che porta a Castelmola (Messina), la località nei pressi di Taormina dove David Lawrence e sua moglie Frieda alloggiarono intorno al 1920. Fu in questo periodo che Frieda conobbe Peppino D’Allura, il mulattiere che quasi ogni giorno la portava da Taormina fino a Castelmola a trovare la sua amica inglese Betty. La vera storia, o almeno una sua reinterpretazione, è stata narrata nel romanzo di Alberto Bevilacqua, "Attraverso il tuo corpo".
In giovane età Constance, la futura Lady, fu mandata assieme alla sorella nelle città più importanti d’Europa (Parigi, Firenze, Roma, L’Aia e Berlino) ma a quindici anni si trasferì per un lungo periodo a Dresda per studiare (soprattutto musica). Questo retroterra culturale e l'esposizione a diverse realtà la rendono una donna di spessore, giovane, intelligente e conscia che nella sua realtà debba esserci qualcosa di più delle regole sociali e dell’ipocrisia del suo tempo. Per Lawrence il linguaggio era un’arma di ribellione sociale, e il vero scandalo in "L’amante di Lady Chatterley" non è il tradimento o l’affare passionale, ma l’ipocrisia dell’Inghilterra puritana che, nonostante il progresso e le presunte rivoluzioni culturali, non si può avvicinare al proletariato industriale.
I personaggi del romanzo sono profondamente delineati. Lady Chatterley, o Connie, è la protagonista, una donna che cerca la completezza in un matrimonio arido. Oliver Mellors è il guardiacaccia ingaggiato da Clifford, inizialmente descritto come un uomo rude, incapace di parlare l'inglese correttamente (si esprime prevalentemente in dialetto), ma successivamente dimostra davvero di amare "Connie", aprendole il suo cuore e dimostrandole di non desiderarla soltanto. Sir Clifford è spregevole, cinico, egoista; ha subito un grave infortunio in guerra, reprimendo così ogni tipo di sentimento, gioia o dolore nei confronti del mondo che lo circonda. Mrs Bolton, la domestica di Sir Clifford, è una giovane donna, molto buona e comprensiva, molto paziente. Il suo rapporto con Clifford si dimostra ambiguo, ma fra i due sembra esserci molta sintonia e comprensione, rendendo il loro legame molto intimo.
Perché vi consiglio 'L'amante di Lady Chatterley' di David Herbert Lawrence
Il romanzo, oggi un paradigma della letteratura erotica, è anche uno studio sociologico sulla lotta di classe e l’emancipazione femminile. Una delle prime traduzioni in italiano, oggi esaurita, apparve nel 1945 a opera di Manlio Lo Vecchio Musti, il quale scrisse nell’introduzione, tra l’altro, di essere stato fedele interprete del testo originale. In realtà, le cose andarono diversamente, con numerosi errori derivati da una ritraduzione dall'edizione francese approntata da Roger Cornaz. Ad esempio, "room" divenne "campo da pièce", "cleanliness" fu tradotto "proprietà da propriété", "as was inevitable in the course of time" fu reso con "poiché ciò doveva durare a lungo", "silly", stupido, fu tradotto con "bestiale", da "bête", e così via.
In questo romanzo bellissimo e intenso, il messaggio è più che mai incisivo: l’inesorabile progresso originato dall’avvento dell’era industriale minaccia il genere umano, facendogli dimenticare i valori essenziali, come la solidarietà, la purezza dei sentimenti, la tenerezza tra le persone. La passione, la sensualità, sono parte integrante dell’erotismo della figura di Connie in quanto donna e in quanto amante, ma nel suo percorso interiore si evince anche il disagio sociale della sua condizione femminile. Connie tornò lentamente a casa, capendo l’importanza di quella cosa che sentiva dentro. C’era un’altra lei viva dentro di lei, colava fusa e docile nel suo utero e nelle viscere. Lo adorava fino a sentirsi le ginocchia tremare mentre camminava. E così fu. "Se avessi un bambino", pensò tra sé e sé, "se potessi portarlo dentro di me come un bambino", e le sue articolazioni si sciolsero al pensiero. Capì l’immensa differenza tra l’avere un bambino per sé e averne uno da un uomo che desiderava fin dentro le viscere. Il primo sembrava quasi una cosa ordinaria, ma avere un bambino da un uomo che adorava con tutto il suo utero e tutte le sue viscere, la fece sentire come se fosse diversa dalla sé stessa di un tempo, e come se stesse affondando sempre più profondamente verso il centro esatto della femminilità, nella nicchia della creazione. Non era la passione ad esserle nuova, ma l’adorazione ardente. Sapeva che si trattava di qualcosa che aveva sempre temuto, perché la lasciava totalmente indifesa. Temeva la sua adorazione, eppure non l’avrebbe contrastata nemmeno per scherzo. Sapeva che avrebbe potuto farlo. Covava in seno il demonio della caparbietà che avrebbe contrastato l’ondeggiante adorazione del suo utero, schiacciandola. Lo avrebbe potuto fare anche in questo istante, o almeno era ciò che pensava, avrebbe potuto occuparsi della sua passione con tutta la sua forza di volontà. Oh, sì. Essere passionale come una Baccante, e come una Baccante dileguarsi tra i boschi, chiamare Iacco, il fallo vibrante senza alcuna personalità a seguito, servo assoluto e devoto della donna. L’uomo, l’individuo, che non gli fosse dato di intromettersi. Il solo portatore di fallo da fare a pezzi nel momento in cui il suo compito si fosse espletato. Sentì la forza di una baccante scorrerle addosso e in tutto il corpo, la donna splendente e scaltra che sottometteva l’uomo. Nel provare ciò, però, il suo cuore si appesantì. Non era ciò che voleva. Erano fantasie sterili, prive di vita. Era l’adorazione il suo vero tesoro. Era talmente profondo, tenero, insidiato e sconosciuto. Oh no, no, avrebbe rinunciato al suo splendente potere femminile, era stufa, l’aveva irrigidita. È la tenerezza, la consapevolezza sessuale. Il sesso non è che un contatto, il più intimo dei contatti. Ed è proprio il contatto che temiamo. Siamo consapevoli solo per metà, vivi solo per metà.
Una recente trasposizione cinematografica, diretta da Laure de Clermont-Tonnerre, ha saputo cogliere e rappresentare con forza il messaggio del libro. Ogni dettaglio, inquadratura o dialogo è stato focalizzato a offrire la ribellione di una giovane donna, Constance Reid. Romantica, intellettuale e di mentalità aperta, la protagonista si trova prigioniera di un matrimonio con un uomo freddo ed egoista, Clifford Chatterley. Un uomo che rappresenta tutto ciò di cui il mondo si stava all’epoca nutrendo: la bramosia del successo, la prepotenza imperante delle classi sociali dominanti, l’aridità emotiva, l’egoismo. Totalmente ascetico e dedito soprattutto al pensiero e alla continua ricerca del successo, Clifford ricalca benissimo il personaggio del libro, che tornato a casa dalla guerra menomato, decide di amare solo sé stesso. Una delle scene più belle del film è proprio il cedimento di Connie, interpretata dalla bravissima attrice Emma Corrin, che di fronte alla visione di teneri e indifesi pulcini in gabbia si commuove fino alle lacrime. Non vi è sguardo, dialogo o contatto che non trasmetta in questo film meraviglioso l’amore che legherà in modo quasi primordiale due anime troppo affini per non riconoscersi. Oliver, col suo passato pieno di dolore e sofferenza per aver vissuto una guerra che lo ha segnato nel profondo e da cui ritorna, al contrario di Clifford, cercando pace e tranquillità. Un film aiutato anche dall’innegabile (ed esplosiva) chimica tra i due protagonisti, amanti particolarmente credibili sul set. Grazie a loro le scene d’amore, sensuali ed erotiche in modo sublime, sembrano autentiche divenendo vere e proprie opere d’arte, in cui la nudità è espressa con poesia, e in cui il pallore angelico dei corpi sporcati dal fango contrasta come in un quadro rinascimentale la vivacità dei colori della natura al suo fondo. Il ballo sotto la pioggia dei due amanti felici che si rincorrono urlando al cielo la loro gioia ricorda Adamo ed Eva all’inizio dei tempi. Questo film è la perfetta celebrazione di un romanzo bellissimo e intenso che ritorna al grande pubblico grazie a una fotografia straordinaria e una sceneggiatura profondamente rispettosa dell’opera da cui è stata tratta. Scelte di taglio necessarie per operazioni di questo tipo perché è impossibile riproporre tutto ciò che è narrato, l’importante è che lo spirito del libro sia stato rispettato.
L'Amantato di Lungo Corso: Tra Passione, Routine e la Matematica del Cuore
Al di là delle grandi narrazioni letterarie, la realtà delle storie fra amanti, specialmente quelle che superano il secondo anno, l’anno della stabilità e dei progetti, presenta dinamiche complesse. La domanda sorge spontanea: come si trasforma una storia fra amanti di lungo corso? La statistica, o per usare le parole di un osservatore, "l'epidemiologia di coppia e la matematica del cuore", suggerisce che una storia fra amanti non dovrebbe durare più di tre anni. Questo è considerato il limite fisiologico di un amantato. Entro la fine del terzo anno o ci si lascia definitivamente, o si comincia una road map seria che può sforare nel quarto anno (ma non troppo, diciamo che si deve quagliare in sei mesi circa), o ci si separa e si diventa fidanzati ufficiali.
Avete presente quando si dice che un anno di un cane vale 7 anni dell’uomo? Ecco, rispetto al matrimonio, l’amantato ha la stessa capacità di invecchiamento del cane, sesso a parte. Quindi un amantato di un anno ha 7 anni di vita, se fosse un matrimonio (e guarda caso ci sta la crisi del settimo/anno anche per gli amanti), uno di due 14, uno di tre 21 anni! Questa accelerazione temporale rivela quanto rapidamente le dinamiche di un amantato possano evolvere, avvicinandosi alle sfide di una relazione consolidata.

Le storie di amanti sono fondate sulla passione, e spesso nascono proprio perché in casa da tempo il sesso latita. Con l’amante fai cose che non ha fatto prima, sperimenti, osi, chiedi la realizzazione dei sogni più spinti, concedi e provi posizioni e giochi mai proposti o accettati nel letto coniugale. Il propellente è forte, è come paragonare la benzina normale a quella avio usata per gli aerei e le macchine sportive, ad alto numero di ottani e molto più infiammabile. Però gli amanti, dopo il secondo anno, tendono a creare una playlist delle cose che a letto piacciono di più. Questo è un vantaggio, perché si fa l’amore sempre da hit parade, ma che cela il pericolo routine, in modo simile alla sveltina stanca e una tantum di molti matrimoni in crisi. La risposta è sì, la passione cala, ma più gradualmente.
Il calo di passione succede però soprattutto a quegli amantati che non trovano uno sbocco felice, dove ci sono continue discussioni sul futuro, dove lui promette ma non mantiene, si tira indietro e tira fuori i figli quando lei gli chiede di lasciare finalmente la moglie. Insomma, il calo di passione succede agli amanti in crisi protratta, qualunque ne sia la motivazione (anche se poi è sempre la stessa: lui non si decide a lasciare la moglie…). Quindi, se il calo della passione nel matrimonio è quasi “fisiologico” (pur rimanendo pericoloso e a rischio tradimento), nell’amantato è un sintomo di malattia grave.
Si inizia a dare tutto per scontato come nel matrimonio? Questo è un problema che riguarda di più l’uomo, essere abitudinario e tendente alla poltrona con pantofola. Dopo le scintille e gli entusiasmi iniziali, soprattuto quegli uomini che sanno dentro di loro che non lasceranno mai la moglie e che l’amante va bene finché dura, tendono a sostituire i corollari dell’entusiasmo da amante, e cioè cene fuori, regali, gite, notti insieme, weekend e vacanze (parlo di quelli più generosi e con più tempo condiviso) con i corollari della comoda routine: sempre a casa di lei, uscite rare, cena con minestrone (mentre a casa rimane la solita minestra, ma è pur sempre minestra), i regali diventano pensierini, mai una gita. Lei continua a proporre e lui promette domani domani. E intanto diventa l’uomo nutria, peloso, sporchetto e inamovibile (anche a letto).
Si instaura una routine come nel matrimonio? Il rischio, dopo il secondo anno e sicuramente il terzo, c’è. Lo abbiamo visto per la passione, anche se è quella che regge meglio fra amanti, ma anche per l’effetto tutto maschile del dare la vostra storia come scontata. Una routine che rovina la storia ma la rende paradossalmente anche duratura. Così come molti uomini non lasciano la moglie (ma succede anche alle donne) perché amano molti aspetti della tanto criticata ma rassicurante routine familiare, così anche gli amanti in crisi si abituano alle telefonate quotidiane, ai messaggi, alla loro routine, e se ne accorgono quando uno dei due decide di fare il Codice del silenzio o lasciare per impossibilità di avere un futuro insieme (se non da amanti), di quanto le abitudini inveterate siano come un legaccio invisibile che rende difficile il cambiare pagina. È il motivo per il quale molti uomini tornano rompendo il vostro faticoso Codice del silenzio: gli manca la routine con voi, così come non lasciano la moglie “per abitudine del pacchetto famiglia”. "Torno, tanto lei mi riprende e si ricomincia".
Un amantato rischia in media di più un ulteriore tradimento. Il motivo numero uno dell’uomo nel tradimento è il sesso, nella donna anche ma condito dalla voglia di emozioni, sentimenti e sentirsi di nuovo amata. Quando l’amantato entra in crisi, e dopo tre anni non sfocia in una nuova coppia con nuovi entusiasmi, lui spesso inizia a guardarsi in giro. Ha meno voglia di fare sesso con l’amante, ormai spesso col broncio e la voglia di litigare (non importa se è colpa del suo immobilismo separatista, delle sue bugie, promesse disattese e reiterati bidoni) ma, nei lunghi lockdown e vacanze obbligate con la famiglia, il suo testosterone inizia a puntare su altri lidi. Nuovi, più freschi, più allettanti. Fermo restando che nove uomini su 10 continuano a fare sesso con la moglie anche se non lo ammetteranno mai, e quindi hanno una base di “sfogo” (brutto dirlo ma realistico), e che negli amantati in crisi si riducono a fare sesso dopo aver magari affrontato una serie di rimproveri (quanto sono lontani i tempi della spensieratezza e dei sogni condivisi…) o si beccano un due di picche (spesso giustamente), non ci metteranno molto a chattare con quella che hanno visto sul social e che fa tanto sangue. Un amantato le corna le rischia il doppio del matrimonio al primo tradimento.
Per chi vive una relazione di questo tipo, è cruciale porsi come massima deadline dell’amantato stesso la fine del terzo anno: da lì in poi o si fa una road map che porta alla separazione entro l’anno che segue (con tappe ben precise, un inizio e una fine certi e senza inganni o ritardi maschili) o si chiude. L’alternativa è la schiavitù dell’attesa infinita, l’amante part-time o la condanna all’ergastolo. È importante fare attenzione alla routine sessuale. Essere propositivi e audaci in questo campo è d’obbligo per gli amanti, che hanno molti vantaggi di fantasia e sperimentazione rispetto al matrimonio stanco. Questo vale per lei ma anche per lui, e se lui non propone e dorme è un brutto segno. Non ci sono limiti alle proposte: l’unico confine è sempre il rispetto dell’altro e la condivisione massima di quello che si fa. Il sesso è piacere, mai imposizione unilaterale. Bisogna stare attenti alla routine della vita insieme. L’amantato che funziona assomiglia a quello dei primi mesi, non a quello delle pantofole e delle cene a casa. Attenzione se si inizia a rimandare momenti vivaci e dedicati alla coppia spezzaroutine, weekend e vacanze in testa. La gelosia non maniacale e infondata (hai fiducia di lui o no? E lui di te?), quella fisiologica, è sana. Se lui si interessa troppo a una tizia la cosa va approfondita e non lasciata sfuggire dalle sue manovre di evitamento. Niente polvere sotto il tappeto, altrimenti diventerà una montagna (vedi il suo matrimonio). Le cose belle dell’amantato non si devono ottenere con fatica. L’amore è semplice, l’altro dovrebbe provare quello che provi tu, desiderare le stesse cose. Attenzione se ti dice che ha bisogno dei suoi spazi, che sei appiccicosa, che lui è fatto così… Ti ricordi com’era all’inizio? Mooolto diverso! E se lui era già anaffettivo o distratto hai scelto male. Non trasformate dunque la vostra bella storia d’amore nel matrimonio fallito che avete alle spalle o che rimane in piedi con l’ossigeno dell’amantato. Molto meglio non perdere tempo, chiudere per tempo (più si va avanti e più sarà difficile) e investire le vostre energie in qualcuno là fuori che ha intenzioni serie.
Classici della Letteratura e le Loro Storie Proibite
L'esplorazione delle relazioni complesse e dei tradimenti non si esaurisce con "L'amante di Lady Chatterley". Ci sono romanzi, anche classici della letteratura, in cui uno, o entrambi i protagonisti, sono già sposati quando si incontrano e si innamorano. Una relazione extraconiugale è qualcosa che la maggior parte delle persone critica, ritenendola un comportamento scorretto, ma che poi finisce per far parte della vita di molti. È in questo contesto che si manifesta la "convinzione davvero banale: chi ama non tradisce." Lo so, lo so, è più che banale. Lo sostengono tutti, eppure io credo che sia veramente così. Questa premessa è fondamentale prima di parlare dei romanzi da leggere in cui i protagonisti vivono una relazione extraconiugale, per spiegare quanto possa essere complicata da vivere e quanta angoscia un tale rapporto possa portare. Non sta a chi scrive un romanzo dire se un comportamento è giusto o sbagliato. E se sta scrivendo un romance, che per definizione è a lieto fine, dà alle persone coinvolte, o a chi legge, quella speranza che sta cercando. Vi siete mai chieste quante persone tradiscono e poi si separano e divorziano? Che lui resti o che vada a mio parere non vince nessuna. È questo il dramma di situazioni del genere.

Già a quei tempi l’argomento era oggetto di romanzi. L’autore ha utilizzato l’alchimia degli elementi per spiegare quella che lui chiamava appunto affinità elettiva. In "Le Affinità Elettive" di Goethe, troviamo una coppia sposata non più giovanissima, all’apparenza felice e soddisfatta, con una routine collaudata che si trova all’improvviso ad uscire dalla comfort zone. Lui, Edoardo, deciderà di ospitare nella loro grande casa, un vecchio amico (il Capitano) caduto in disgrazia. Con l’arrivo di questi due personaggi la vita tranquilla e serena della coppia subisce scossoni a destra e a manca perché entrambi si ritroveranno a fare i conti con l’attrazione verso l’altro. Le due coppie si formeranno solamente da un punto di vista di “affinità elettiva” come la chiama Goethe. È un classico ottocentesco assolutamente da leggere, anche se il ritmo è un po’ lento e le tragedie si sprecano, ma per quei tempi immagino che non potesse pensare a niente di diverso.
Un altro romanzo ottocentesco, non meno famoso del precedente, e utilizzato come monito contro il perbenismo, è "La Lettera Scarlatta" di Nathaniel Hawthorne. Ne è stato tratto l’omonimo film, con il ruolo di Hester interpretato da Demi Moore. La storia non è complicata, anzi è piuttosto lineare. Hester vive per anni da sola, credendo morto il marito. Ha una relazione con il reverendo e rimane incinta. La comunità la mette alla gogna e poi in prigione, dove partorirà la sua bambina. Quando il marito di Hester torna, così lei scopre che non è morto, si finge un altro e si mette alla ricerca dell’amante della moglie. Questo romanzo è un classico, assolutamente da leggere.
Più vicino ai nostri tempi, ma entrato anch'esso fra i miti della letteratura, è "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera. Ambientato alla fine degli anni Sessanta, nella Praga di artisti e intellettuali cecoslovacchi, parla di quattro personaggi: un noto chirurgo e la sua compagna, l’amante di lui e l’amante dell’amante. In pratica Tomaz, chirurgo di fama e successo, è insieme a Tereza, una fotografa, che però tradisce spesso e volentieri.
Decisamente più moderni e attuali, troviamo storie come quella che ha come protagonisti Andreas, fidanzato, e Isabel, sposata. Un incontro che porta ad un amore scomodo tra una wedding blogger trentenne e un cinquantenne disilluso dalla vita. Oppure quella di Matty, fidanzata con il ragazzo perfetto, cugino della sua migliore amica, la cui vita non potrebbe essere più serena. Federico, invece, è sposato, ha una figlia che sta per convolare a nozze, ed è per questo che incontra la giovane Matty. Queste narrazioni contemporanee riflettono le complessità delle relazioni nell'era moderna, dove le convenzioni sociali sono messe costantemente alla prova da desideri e sentimenti individuali.
Eroine con Difetti Fisici nei Romance Storici: Una Prospettiva di Sensibilità
Il panorama della letteratura romance si arricchisce anche di narrazioni che sfidano gli stereotipi di bellezza e perfezione, presentando eroine con difetti fisici che diventano simbolo di forza e autenticità. Ho già fatto in passato, e potete trovarla nella barra laterale nella sezione liste, una lista, anzi più liste, dedicate ai romanzi con protagonisti con difetti fisici, sia al maschile che al femminile, sia per romanzi rosa contemporanei che storici, ma sono tutte liste parziali e specifiche di alcune casistiche particolari, poiché una lista esaustiva sarebbe veramente troppo lunga. Riguardandole un attimo, mi sono accorta che molti libri romance che trattano di eroine con problemi anche fisici sono finiti nella mia rubrica PLAIN JANE ROMANCE negli anni, ma manca una lista specifica di romance storici con personaggi femminili con disabilità, perciò ne ho fatta una che vi presento in questo post, ma è molto ridotta, contiene solo i primi 5 romance storici di questo tipo che ho letto che mi sono venuti in mente, poiché cercare di farne una comprensiva anche solo dei principali o dei miei preferiti sarebbe lunghissimo. Naturalmente è sottointeso che se questi 5 titoli mi sono venuti in mente subito, non è certo perché non mi piacciono, anzi… Sono tutti romance adatti a tutti che consiglio senza remore.

Tra questi, spiccano opere come "Ballando con Clara" (Dancing with Clara) di Mary Balogh. In questo romanzo, Frederick è pieno di debiti e per mantenere il suo tenore di vita decide di sposarsi. La candidata ideale è Clara, ricca ma indebolita da una malattia insidiosa. Per guarirne dovrebbe trovare un motivo per reagire, magari quel nobile libertino che pare interessato solo al suo denaro… L'opinione generale è che sia molto dolce. Clara sa che probabilmente Freddy l’ha sposata per denaro, ed è così, ma poi Freddy si rende conto che vuole davvero renderla felice e vedere migliorare a poco a poco il suo carattere e la sua morale è molto umano e realistico.
Un altro esempio è "Giocare d’azzardo" (The gamble) di LaVyrle Spencer. Agata, esile, malinconica e chiusa in sé stessa, vive nel ricordo di un passato che ha segnato la sua vita. I lunghi anni di solitudine, però, non l’hanno inacidita, anzi hanno affinato la sua sensibilità e solo assopito la sua femminilità. Scott, ex giocatore d’azzardo, alto e atletico, affascinante quanto irriverente, nasconde un cuore tenero e una vulnerabilità insospettabile. Durante la guerra tra nordisti e sudisti è stato colpito negli affetti più cari. Un uomo e una donna che, nel Kansas del 1880, dapprima acerrimi nemici, diventano, poco alla volta, grandi amici. La dolce innocenza di un bambino apre i loro occhi e i loro cuori e, grazie all’amore che li unisce, Agata e Scott supereranno ogni pregiudizio e difficoltà. In questo caso, la protagonista femminile ha un difetto al fianco e zoppica se non ricordo male, ma la trama del libro e i due personaggi sono così belli e ricchi di sfaccettature che questo particolare passa in secondo piano. Da questo riassunto non si capisce ma il rapporto tra i due all’inizio è conflittuale e tutto parte da una forzata convivenza del il proprietario e le impiegate di un bordello, con la dama a capo del comitato che lo vuole far chiudere!
"La melodia del cuore" (Silent melody) di Mary Balogh è un altro romanzo estremamente dolce. Quando Ashely era partito, Emmy avrebbe voluto esprimere con le parole lo strazio che provava. Nei suoi grandi occhi grigi brillava una passione troppo grande per lei, un sentimento che la sua bocca acerba di quindicenne già tradiva in quel primo bacio. Il suo amore non aveva voce, ma Emmy sapeva che non sarebbe finito mai. Forse non succede poi così tanto al suo interno, ma è comunque piacevole da leggere, ed è di epoca georgiana.
Poi c'è "Prendimi e portami via" (The Outlaw and the Lady) di Lorraine Heath. Per Lee Raven quella ragazza che gli è finita per caso in mezzo ai piedi durante un colpo in banca è una grande seccatura: l’ha rapita perché non denunciasse lui e la sua banda. Ben presto, però, Lee scopre che Angela è cieca, anche se dotata di una forte sensibilità e soprattutto di un grande talento per il gioco delle carte, ereditato con qualche trucco dal padre, proprietario di un saloon e giocatore d’azzardo. Giorno dopo giorno, mentre il duro fuorilegge dalla torbida identità e la sensuale fanciulla dai capelli ramati si allontanano sempre più dalla cittadina di Fortune, l’attrazione divampa irresistibile e Lee… Ci si aspetterebbe che un romanzo con una protagonista cieca non sia particolarmente avventuroso e ambientato sempre in movimento, eppure questo lo è.
Infine, due romanzi inediti in italiano completano questa breve rassegna. "Sweet Annie" di Cheryl St. John, dove Annie Sweetwater non è come le altre ragazze. Per tutta la vita tutti quelli che ha conosciuto glielo hanno detto. Tranne Luke Carpenter, che non si è mai lasciato accecare dal suo zoppicare e la vede per quello che è veramente: una donna adulta, piena di sogni, desideri e speranze di un futuro con lui! Ed è disposto a lottare contro tutto e tutti pur di poterla sposare. Sia questo che il romanzo successivo soffrono della sindrome del salvatore dell’eroe, specie quello dopo, e non sempre la si apprezza, ma in questo caso non rovina il libro, perché passa quasi subito.
E "Annie’s song" di Catherine Anderson. Annie Trimble vive isolata in un mondo tutto suo che nessuno ha mai cercato di capire. Tutti in città la credono ritardata e la evitano, perché non la capiscono. L’unico modo che ha Alex Montgomery per aiutarla ed evitare l’ennesima ingiustizia ai suoi danni, è sposarla, e dopo il matrimonio sarà una incredibile scoperta capire che Annie non è affatto quello che tutti credono, è bella e intelligente, il suo unico difetto è la sordità. Questo libro è molto lieve e dolce. Lui parte come salvatore di lei che si immola sull’altare della giustizia, ma poi fortunatamente ritorna ad essere uomo e il libro diventa subito molto più godibile, anche perché la Anderson scrive benissimo e non sbaglia un colpo.
Questi romanzi dimostrano come il romanticismo possa fiorire al di là delle apparenze, celebrando la complessità e la profondità dei personaggi femminili e le sfide che affrontano, spesso ribaltando le aspettative e offrendo al lettore una visione più inclusiva dell'amore e della passione.