La Diagnosi Genetica Preimpianto (PGD/PGT): Guida completa alla selezione embrionale

La diagnosi genetica preimpianto (PGD), nota anche con l’acronimo inglese PGT (Preimplantation Genetic Testing), è una tecnica di analisi genetica avanzata, utilizzata nei trattamenti di fecondazione assistita per individuare e selezionare embrioni geneticamente sani, riducendo il rischio di trasmissione di malattie genetiche ereditarie. La diagnosi genetica preimpianto è un insieme di tecniche che permettono di individuare la presenza di anomalie cromosomiche e/o patologie genetiche nei gameti (ovociti e spermatozoi), o negli embrioni, prima che vengano trasferiti nell’utero. Grazie a questo approccio, è possibile migliorare le probabilità di successo di una gravidanza e prevenire molti fallimenti dell’impianto embrionale.

rappresentazione schematica del processo di fecondazione in vitro con biopsia embrionale

Che cos’è la PGD e come si differenzia dallo screening

La PGD (Preimplantation Genetic Diagnosis) viene eseguita su embrioni ottenuti con fecondazione in vitro (FIVET), prima del loro trasferimento nell’utero. Serve a verificare l’assetto genetico dell’embrione, permettendo di selezionare solo quelli privi di alterazioni cromosomiche o mutazioni responsabili di gravi patologie ereditarie. Esistono tre tipi di test genetici che possono essere effettuati durante la DGP:

  • PGT-A (Aneuploidy Screening): rileva alterazioni nel numero dei cromosomi. È l'anomalia cromosomica più nota, come la Sindrome di Down, causata dalla presenza di tre copie del cromosoma 21.
  • PGT-M (Monogenic Disorders): identifica malattie genetiche causate da un singolo gene, come la fibrosi cistica, la talassemia, la distrofia muscolare di Duchenne o la malattia di Huntington.
  • PGT-SR (Structural Rearrangements): analizza alterazioni strutturali nei cromosomi, come traslocazioni o inversioni.

Questa distinzione è fondamentale poiché, mentre la PGT-M e la PGT-SR richiedono spesso uno studio preliminare del DNA dei genitori, la PGT-A agisce come uno screening per le aneuploidie senza necessità di indagini familiari preventive.

Il percorso clinico: Dalla stimolazione al trasferimento

Il DGP viene eseguito durante un ciclo di FIV, seguendo passaggi rigorosi che richiedono precisione tecnologica e biologica. Il processo si articola in diverse fasi:

  1. Stimolazione ovarica: La donna assume farmaci per stimolare le ovaie e ottenere più ovociti, che vengono successivamente prelevati mediante intervento chirurgico (pick-up).
  2. Fecondazione in vitro: Gli ovociti vengono fecondati in laboratorio con il seme del partner o di un donatore, tipicamente tramite ICSI (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi).
  3. Coltura embrionale: Gli embrioni vengono monitorati in laboratorio fino allo stadio di blastocisti (giorno 5 o 6). La blastocisti è costituita da due componenti: l’inner cell mass (da cui origina il feto) e il trofoblasto (da cui originano la placenta e il sacco vitellino).
  4. Biopsia dell’embrione: Si prelevano alcune cellule dal trofoblasto (tecnica del trofoectoderma), senza compromettere il normale sviluppo della massa cellulare interna.
  5. Analisi genetica: Le cellule vengono analizzate tramite tecniche avanzate, come il sequenziamento di nuova generazione (NGS), che analizza tutti i cromosomi dell'embrione.

diagramma che illustra la struttura della blastocisti e il punto di prelievo per la biopsia

Innovazioni tecniche: Verso la PGT non invasiva

Una delle frontiere più interessanti riguarda la ricerca di tecniche meno traumatiche. Esiste, ad esempio, la possibilità di analizzare il fluido del blastocele, ovvero il liquido contenuto all’interno della blastocisti. Questa tecnica, sviluppata proprio da S.I.S.Me.R., ha il vantaggio di una minore invasività perché non prevede il prelievo di cellule, riducendo ulteriormente il rischio di manipolazione fisica dell’embrione.

L’accuratezza delle moderne tecniche di analisi PGT, se eseguite da centri specializzati, si attesta tra il 95% e il 98%. È importante sottolineare che, se la biopsia viene eseguita al terzo giorno di sviluppo, il trasferimento può avvenire più rapidamente, mentre allo stadio di blastocisti è spesso necessario il congelamento degli embrioni in attesa dei risultati.

Quando è indicata la diagnosi genetica preimpianto

La PGD non è una procedura di routine per ogni ciclo di FIVET, ma è fortemente raccomandata in situazioni specifiche dove il rischio di anomalie è statisticamente più elevato:

  • Portatori di malattie genetiche: Coppie in cui uno o entrambi sono portatori di patologie monogeniche ereditarie.
  • Anomalie cromosomiche note: Presenza di traslocazioni o inversioni nel cariotipo dei genitori.
  • Età materna avanzata: Il rischio di anomalie genetiche (aneuploidie) aumenta significativamente dopo i 35-38 anni.
  • Storia di fallimenti d’impianto: Cicli FIVET falliti ripetutamente senza cause apparenti.
  • Poliabortività: Aborti spontanei ricorrenti, che spesso sono la conseguenza di embrioni con un corredo cromosomico incompatibile con la vita.
  • Infertilità maschile grave: Alterazioni marcate nel seminogramma che possono riflettersi sulla qualità genetica dell'embrione.

Le cause del fallimento dell’impianto: Oltre la genetica

Uno dei momenti più difficili per le coppie è il fallimento dell’impianto embrionale, anche dopo il trasferimento di embrioni di ottima qualità. La PGD permette di escludere l’anomalia genetica come causa primaria, ma il successo dipende anche da altri fattori, tra cui:

  • Disbiosi endometriale: Una flora batterica uterina alterata (carenza di lattobacilli) può ostacolare il processo di annidamento.
  • Fattori immunologici: Esistono pazienti che presentano un ambiente immunologico ostile all'embrione.
  • Patologie uterine: L'endometriosi o l'infiammazione cronica dell'endometrio possono ridurre la recettività dell'utero.

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Il quadro normativo in Italia

In Italia, l’accesso alla PGD ha vissuto un’evoluzione giuridica significativa. Dopo anni di restrizioni, la giurisprudenza ha progressivamente aperto l'accesso a questa tecnica. Nel 2008, il tribunale amministrativo del Lazio ha annullato i divieti del 2004, permettendo l'applicazione delle indagini diagnostiche in linea con la legge 40. Successive sentenze della Corte Costituzionale (come la n. 151 del 2009 e la 229 del 2015) hanno confermato il diritto delle coppie, anche fertili ma portatrici di gravi malattie genetiche, di accedere alle tecniche di diagnosi preimpianto per evitare il trasferimento di embrioni affetti da patologie severe, tutelando la salute fisica e psichica della donna. Ad oggi, decine di centri in Italia operano regolarmente offrendo queste prestazioni.

Considerazioni su costi e benefici

Il costo della PGT si aggiunge solitamente al trattamento di base di FIV-ICSI, variando a seconda della complessità del test (PGT-A, PGT-M o PGT-SR) e del numero di embrioni analizzati. Sebbene il costo possa apparire elevato, è necessario valutare i benefici a lungo termine:

  • Riduzione del numero di cicli: Evitando il trasferimento di embrioni non vitali, si riducono le procedure inutili.
  • Sicurezza psicologica: Sapere di avere un embrione geneticamente sano riduce l'incertezza e il dolore legato agli aborti spontanei.
  • Prevenzione: Si evita la trasmissione di gravi patologie ereditarie che avrebbero un impatto devastante sulla vita del futuro bambino e dei genitori.

infografica comparativa: tassi di gravidanza con e senza PGD in pazienti over 38

Il mosaicismo embrionale: Una sfida diagnostica

Uno degli aspetti complessi della PGD è il fenomeno del mosaicismo. Alcuni embrioni possono presentare un mix di cellule geneticamente normali e cellule alterate. In passato, questa condizione rendeva difficile la diagnosi. Oggi, grazie allo sviluppo di tecniche di sequenziamento avanzate, è possibile rilevare la presenza di mosaici, sebbene sia ancora oggetto di dibattito scientifico determinare in quali casi un embrione definito "mosaico" possa comunque portare a una gravidanza evolutiva sana.

Etica e futuro della medicina riproduttiva

Il progresso della PGD solleva naturalmente interrogativi etici. La possibilità di selezionare embrioni ha generato un dibattito riguardo ai confini dell'applicazione: dalla necessità medica di evitare malattie gravi fino ai timori legati alla selezione basata su caratteristiche non patologiche. Tuttavia, la comunità scientifica concorda nel definire il valore della PGD come strumento di cura e prevenzione, atto a garantire che il percorso della procreazione medicalmente assistita sia il più sicuro possibile. La ricerca continua a muoversi verso l'ottimizzazione delle procedure, con l'obiettivo di rendere l'analisi genetica sempre più precisa, meno invasiva e accessibile a tutte le coppie che affrontano il delicato viaggio verso la genitorialità.

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