Il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell'Ospedale Borgo Trento di Verona: Un Faro nella Ricerca della Fertilità

L’infertilità di coppia è un problema molto sentito che, all'interno dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (Aoui) di Verona, trova conferma nell’aumento costante delle prime visite. In media, sono quasi dieci le coppie che ogni settimana cercano aiuto per la procreazione, evidenziando una crescente necessità di supporto specialistico. Questo fenomeno, lungi dall'essere legato esclusivamente all'età, trova le sue cause anche in patologie, siano esse maligne o benigne, che possono compromettere la capacità riproduttiva.

Il trend demografico italiano e veneto riflette questa complessità. In Italia, il tasso di natalità è tra i più bassi in Europa, con circa 7,6 nati per 1.000 abitanti secondo i dati ISTAT, e l'età media del primo parto si attesta intorno ai 31,5 anni. Il dato è simile in Veneto, dove l’età media del primo parto è attorno ai 31-32 anni. Questi numeri si intrecciano con la biologia riproduttiva femminile, che segue una parabola naturale di declino con il passare degli anni. La riduzione della capacità riproduttiva è, infatti, significativa già dai 25-28 anni, diventando considerevole intorno ai 35 anni, periodo in cui la probabilità di concepire spontaneamente si riduce al 50%. Dopo i 35 anni, il declino è progressivo e marcato, fino ad arrivare a livelli prossimi allo zero intorno ai 44 anni. Comprendere questo trend biologico è fondamentale per una corretta educazione riproduttiva, soprattutto per le donne che pianificano una gravidanza più tardiva, e sta alla base delle raccomandazioni per la preservazione della fertilità.

Grafico andamento fertilità femminile per età

Il Prof. Stefano Uccella, direttore dell'UOC Ostetricia e Ginecologia, ha sottolineato come la fertilità in Italia sia un tema di grande rilevanza e il trend delle nascite negli ultimi anni mostri sempre meno bambini. Di questi, una percentuale non trascurabile nasce da procreazione medicalmente assistita, un chiaro indicatore dell'importanza dell'intervento medico. "Ciò significa che noi medici interveniamo con un aiuto per fare in modo che la donna, o la coppia, possa coronare il sogno di avere un figlio," ha affermato il Prof. Uccella, evidenziando che nella loro sala parto l'8% dei bambini nasce proprio da un percorso di fecondazione in vitro. Questa percentuale non è bassa e soprattutto ha una sua specificità: si tratta di donne che hanno un passato clinico travagliato, che magari vengono da un percorso di chirurgia per endometriosi, di tumori ginecologici o di altro tipo. Possono, inoltre, essere semplicemente donne che hanno cercato una gravidanza un po’ più tardi nel loro percorso di vita. La biologia, purtroppo, non si sposa con quello che è invece il trend della società, in cui i figli si cercano sempre più tardi. Per questo, in Aoui, si offre un supporto concreto, come discusso anche in recenti congressi. Il Prof. Uccella ha rimarcato che queste donne hanno bisogno di un percorso di speranza e di essere curate nella maniera più corretta e giusta possibile.

Il Centro PMA dell'Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento: Struttura e Crescita

L'Unità Operativa Semplice Dipartimentale (USD) di Procreazione Medicalmente Assistita e Preservazione della Fertilità, situata presso l'Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento, all'interno del Dipartimento materno infantile, rappresenta un polo di eccellenza nel panorama della riproduzione assistita. Guidato dalla Dott.ssa Rossana Di Paola, responsabile dell'USD, il centro ha registrato un notevole incremento dell'attività negli ultimi anni, riflettendo la crescente domanda di questi servizi. L'equipe della Dott.ssa Di Paola è composta da professionisti altamente qualificati, tra cui le biologhe Maria Demelza Bettin e Ludovica Dusi, e le infermiere Elisa Zonzin e Serena Santi, che insieme garantiscono un approccio multidisciplinare e un'assistenza completa.

I numeri testimoniano una significativa espansione: nel 2024 sono stati eseguiti circa 300 prelievi ovocitari, un numero salito a circa 430 nel 2025. Se si considerano anche i cicli con trasferimento di embrioni crioconservati, il centro ha gestito circa 750 cicli complessivi nel 2024 e circa 1000 nel 2025. L’età media delle pazienti che si rivolgono al centro è di 36 anni, confermando l'andamento sociale della ricerca di una gravidanza in età più avanzata.

Infografica crescita cicli PMA Aoui Verona

Il servizio offerto dal centro è accessibile a un'ampia platea di pazienti, coprendo tutti i trattamenti garantiti dal Sistema Sanitario Nazionale e regionale. Il Veneto, in particolare, prevede la gratuità anche per le donne affette da endometriosi, una patologia che può gravemente compromettere la fertilità. Per ogni paziente presa in carico, sono previsti fino a sei trattamenti, offrendo un percorso di cura articolato e personalizzato.

A Chi è Rivolto il Servizio di Procreazione Medicalmente Assistita

La procreazione medicalmente assistita è rivolta a donne con un'ampia gamma di condizioni che possono influire sulla fertilità. Tra queste, si annoverano patologie benigne quali l'endometriosi, disturbi ovulatori, anomalie uterine o tubariche, e disordini metabolici o endocrini. Il servizio è usufruibile anche da coppie con infertilità primaria o secondaria, che desiderano concepire ma incontrano difficoltà, anche in assenza di patologie specifiche.

Un altro segmento cruciale di pazienti a cui il centro si rivolge è quello delle donne che necessitano della preservazione della fertilità. Questo avviene in situazioni delicate, come nelle malattie oncologiche, quando le pazienti devono affrontare chemioterapie o radioterapie durante la fase riproduttiva, rischiando di subire un danno irreversibile alla fertilità. Sono incluse anche situazioni in cui le patologie sono benigne ma invalidanti dal punto di vista della fertilità, come nell'endometriosi. In questi casi, la crioconservazione degli ovociti permette di mantenere la fertilità per un futuro. Inoltre, il centro offre accesso alle donne che richiedono consulenza genetica o valutazioni specialistiche per rischio di trasmissione di malattie genetiche, fornendo un supporto fondamentale per decisioni consapevoli e percorsi sicuri. La Dott.ssa Di Paola ha specificato che "le coppie che si rivolgono a noi non hanno soltanto problematiche di infertilità: ci sono anche donne che necessitano della preservazione della fertilità."

Il Percorso di Cura: Dalla Valutazione all'Accompagnamento al Parto

Il percorso di procreazione medicalmente assistita presso il centro di Borgo Trento è strutturato in fasi ben definite, volte a garantire la massima efficacia e sicurezza per la paziente e la coppia. Il processo inizia con una valutazione iniziale approfondita. Questa fase comprende un'anamnesi dettagliata, esami di base e, se indicata una fecondazione in vitro, una valutazione specialistica del partner. Come chiarisce la Dott.ssa Di Paola, "Il nostro percorso di cura parte dalla prima visita, valutiamo la storia clinica e, attraverso una serie di esami, accertiamo la presenza di un problema di infertilità o di una condizione che la può compromettere."

Successivamente, si procede con la stimolazione ovarica controllata. Attraverso la somministrazione di farmaci specifici, l'obiettivo è ottenere ovociti maturi, che sono essenziali per il successo delle tecniche di PMA. La stimolazione ovarica è monitorata tramite ecografie e prelievi ematici per ottimizzare il processo.

Il passo seguente è il prelievo degli ovociti maturi, noto come "pick-up." Questa procedura viene eseguita per via ecoguidata e in anestesia, garantendo il comfort e la sicurezza della paziente. Dal prelievo ovocitario, si raccolgono gli ovociti maturi. Questi vengono congelati nel caso di preservazione della fertilità, oppure inseminati con gli spermatozoi del partner quando si tratta di risolvere una situazione di infertilità della coppia.

In laboratorio, avviene la fecondazione in vitro (FIV) o la microiniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI), con l'applicazione della tecnica più adatta a seconda delle specifiche esigenze della coppia. L’ultima fase del processo è quella della crioconservazione degli ovociti, per mantenere la fertilità, o degli embrioni, per cicli futuri. Infine, quando possibile, si procede al trasferimento embrionario nell'utero della paziente.

Il percorso non si conclude con il trasferimento. Il follow-up consiste nel monitoraggio post impianto e nel supporto clinico durante tutta la gravidanza, fino al parto. Questo accompagnamento è garantito in stretta collaborazione con l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale della donna e del bambino di Borgo Trento, dove il percorso iniziato con la PMA prosegue fino al parto. Le gravidanze ottenute con PMA, soprattutto quando associate a patologie materne o condizioni cliniche complesse, richiedono una stretta collaborazione tra specialisti della fertilità e ostetrici per assicurare la migliore gestione possibile.

Fecondazione in vitro e riproduzione assistita - Ginefiv Clinica

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