La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) rappresenta un percorso ricco di emozioni e può avere un impatto sull’aspetto tanto psicologico quanto economico per chi lo affronta. Con il termine di fecondazione assistita o PMA si intendono una serie di procedure atte ad affrontare l’infertilità sia maschile che femminile, allo scopo del concepimento di un bambino. Si tratta cioè di trattamenti per la fertilità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’infertilità come una patologia in cui vi è assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di regolari rapporti sessuali mirati non protetti.

Fondamenti e inquadramento della PMA
La PMA non è un processo univoco. Le modalità, i tempi ed i costi dipendono dai singoli casi: dalla diagnosi di infertilità, dall’anamnesi e dall’età della coppia, da eventuali e precedenti percorsi di fecondazione assistita, dal tipo di tecnologia impiegata. È importante sottolineare che la cura va considerata un diritto e questa è possibile con determinate tecniche riproduttive che prevedono la manipolazione di ovuli e spermatozoi fuori dal corpo umano e/o l’impiego di farmaci per la fertilità.
Esistono diverse tecniche, classificate in base alla loro invasività:
- Inseminazione Intrauterina (IUI): È una delle tecniche con il minor grado di invasività e tra le più semplici. Mira ad aumentare le probabilità di fecondazione stimolando una crescita follicolare multipla e bypassando il canale cervicale, talvolta sede della causa della sterilità. La IUI ha un successo medio del 10-15% per ciclo, ma aumenta con più tentativi.
- Fecondazione in Vitro (FIVET): Tecnica di II livello in cui l’incontro tra ovocita e spermatozoo avviene in laboratorio, fuori dal corpo umano. Gli ovociti vengono prelevati dalla donna e messi a contatto con gli spermatozoi in una provetta.
- Iniezione Intracitoplasmatica di Spermatozoi (ICSI): Tecnica di PMA impiegata solitamente in presenza di infertilità maschile dovuta ad un basso numero di spermatozoi o nei casi di precedenti fallimenti di FIVET. La procedura prevede la selezione di un singolo spermatozoo ed il suo inserimento meccanico attraverso un’iniezione all’interno dell’ovulo.

Il percorso clinico: dalla prima visita al test di gravidanza
Quando una coppia decide di affidarsi alla medicina della riproduzione, inizia un vero e proprio percorso da affrontare passo dopo passo. Iniziare un processo o un trattamento di Fecondazione in Vitro (FIV) è una decisione importante per qualsiasi donna o coppia. In generale, possiamo affermare che un trattamento completo di Fecondazione in Vitro ha una durata media stimata di 6-7 settimane, essendo in alcuni casi inferiore a un ciclo mestruale (circa 4 settimane).
Fase 1: Prima visita e analisi
Nel corso della prima visita il medico approfondisce i precedenti fisiologici e patologici dei pazienti e individua la strategia terapeutica più efficace. È un appuntamento puramente informativo dove il team medico studia la storia della paziente. Vengono prescritti test specifici, tra cui un tampone cervico-vaginale (per la diagnosi di germi comuni, streptococco, Chlamydia, Trichomonas, Gardnerella, Mycoplasma, Ureaplasma).
Fase 2: Stimolazione ovarica
Se il percorso prevede la fecondazione in vitro, si avvia la stimolazione della crescita dei follicoli ovarici. Si parla di stimolazione ovarica quando si sollecita lo sviluppo dei follicoli attraverso specifici farmaci, solitamente somministrati con un’iniezione per 8-14 giorni. Il trattamento avviene sotto stretta sorveglianza medica: esami del sangue atti a valutare la produzione di estrogeni ed ecografie mirate al controllo dello sviluppo dei follicoli.
Fase 3: Prelievo ovocitario (Pick-up)
Quando i follicoli saranno pronti, viene somministrata un’iniezione di hCG per avviare l’ovulazione. Nell’arco delle 34-36 ore successive si procede al pick-up ovocitario, una procedura chirurgica di basso livello di invasività in cui si aspira il liquido follicolare per il recupero degli ovociti. Nella stessa giornata, il partner maschile procede alla raccolta del liquido seminale, fondamentale per la successiva fecondazione.
Fase 4: Fecondazione e coltura embrionale
Nella FIVET, gli spermatozoi selezionati vengono messi a contatto con gli ovociti. Nell’ICSI, invece, viene selezionato un singolo spermatozoo e iniettato meccanicamente nell’ovulo dopo che quest'ultimo è stato decumulato (rimozione delle cellule del cumulo ooforo). Dopo la fecondazione, il laboratorio effettua un controllo per vedere come gli embrioni evolvono, prolungando la coltura fino a 120 ore per raggiungere lo stadio di blastocisti.
Fase 5: Transfer embrionario e test di gravidanza
Il trasferimento degli embrioni avviene utilizzando un catetere transcervicale, solitamente tra il 2° e il 5° giorno dopo il prelievo. È un procedimento indolore che dura 10-20 minuti. Dopo 15 giorni dall’inseminazione o dal transfer viene effettuato il test di gravidanza per ricercare nel sangue l’ormone β-HCG. Se positivo, trascorsi 20 giorni, verrà effettuata un’ecografia di controllo per osservare la presenza della camera gestazionale.
Fecondazione in vitro: animazione sviluppo embrionale
Ovodonazione ed embriodonazione
Nel momento in cui si riscontra una scarsa riserva o funzionalità ovarica, l’unica possibilità per ottenere una gravidanza può essere il ricorso all’ovodonazione oppure all’embriodonazione.
- Ovodonazione: Si utilizzano ovociti donati che vengono inseminati in vitro con gli spermatozoi del partner.
- Embriodonazione: Gli spermatozoi provengono da una banca del seme. In entrambi i casi lo scopo è ottenere degli embrioni che vengano trasferiti nell’utero della donna.
La preparazione dell’endometrio avviene somministrando per via orale o transdermica valerianato di estradiolo. Dopo una ventina di giorni si controlla con un’ecografia lo stato di preparazione. Il tempo che passa dall’inizio della preparazione dell’endometrio alla ricevente varia da 20 a 45 giorni. Il ciclo di ovodonazione è meno gravoso in termini di presenza fisica, poiché è necessario essere presenti solo per il trasferimento embrionario.
Considerazioni su costi, etica e salute
L’aspetto economico è un fattore da non sottovalutare. Nei centri pubblici convenzionati, le coppie possono accedere alla PMA con un ticket sanitario che può variare tra 500 e 1.500€ per ciclo, sebbene i tempi per le liste d’attesa possano essere molto lunghi. In alternativa, presso i centri privati, non esiste un prezzario unico. È necessario considerare i costi dei farmaci, del monitoraggio, dell'eventuale crioconservazione dei gameti (che può variare dai 300 ai 2000 euro) e della tecnica specifica scelta.
È fondamentale sfatare alcune credenze comuni:
- Tumori: I trattamenti di PMA non aumentano il rischio di sviluppare tumori.
- Menopausa: Sottoporsi a questi trattamenti non anticipa la menopausa.
- Salute del bambino: La maggior parte dei bambini nati attraverso la FIVET sono sani.
La fertilità è influenzata da diversi fattori, tra cui l’endometriosi e la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), che possono alterare i livelli ormonali o compromettere il funzionamento delle tube. Anche l’alimentazione gioca un ruolo cruciale: nutrienti come acido folico, antiossidanti e omega-3 possono favorire la fertilità e ottimizzare i risultati.

La diagnosi prenatale, eseguibile mediante biopsia del tessuto esterno dell’embrione (preferibilmente al 5° giorno), permette di individuare malattie genetiche ed ereditarie, aumentando le probabilità di successo e garantendo il trasferimento di embrioni sani. La scelta del percorso dipende sempre dall’anamnesi della coppia; pertanto, la prima visita con uno specialista rimane il pilastro fondamentale per pianificare una strategia terapeutica personalizzata ed efficace.
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