La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), comunemente nota come fecondazione assistita, rappresenta per molte coppie l'unica via per realizzare il sogno di avere un bambino. In Italia, l'accesso a queste tecniche è in costante aumento, e l'età media delle donne che vi accedono è più alta della media europea. Dall’approvazione della legge 40 del 2004, che regola la Procreazione Medicalmente Assistita, sono nati oltre 217mila bambini. Nonostante sia un percorso disseminato di sfide emotive, fisiche ed economiche, le storie di successo e le testimonianze di chi ce l'ha fatta offrono una preziosa fonte di speranza e ispirazione, dimostrando che la tenacia, il supporto e la scelta della giusta struttura medica possono condurre al traguardo tanto agognato.
La narrazione dell'infertilità e della PMA è spesso complessa, intrisa di dolore e silenzio, ma è fondamentale rompere questo tabù per offrire conforto e comprensione. Leggere opinioni sulla fecondazione in vitro non si tratta solo di ottenere informazioni; si tratta di sentirsi supportati, di dare valore alle proprie emozioni e di prendere decisioni più chiare. Qui si trovano storie autentiche, testimonianze dettagliate e uno spaccato del mondo della fecondazione in vitro attraverso gli occhi di chi lo ha vissuto in prima persona.

Il Percorso della Procreazione Medicalmente Assistita: Una Realtà in Evoluzione
Il dibattito sulla fertilità è talvolta alimentato da concezioni errate, come quella che contrappone la fertilità "naturale" alla procreazione assistita. Questo è un falso problema che rischia di far perdere tempo - e opportunità - alle coppie con difficoltà a procreare. La Procreazione Medicalmente Assistita è una branca della medicina che offre soluzioni a problemi di fertilità di varia natura. Tra le tecniche più note vi è la fecondazione in vitro (FIV), una tecnica di riproduzione assistita in cui un ovulo viene fecondato con lo sperma in laboratorio. Una volta creato, l'embrione viene trasferito nell'utero per tentare di ottenere una gravidanza.
Il quadro della PMA in Italia mostra che i centri restano poco distribuiti, con la metà concentrati in quattro regioni, il che può comportare difficoltà logistiche per molte coppie. Inoltre, lo status sociale può fare la differenza nel successo della PMA, un aspetto che suggerisce la necessità di un accesso più equo e supportato. La ricerca continua e le tecniche si sono evolute, come dimostrato da 20 anni di PMA, durante i quali molto è cambiato. È essenziale riconoscere che la fertilità non è solo una questione clinica, ma coinvolge una storia, un sogno e molte emozioni.
L'Inizio del Viaggio: Dalla Speranza alla Diagnosi Inattesa
Per molte coppie, il desiderio di un figlio nasce in modo spontaneo e gioioso. "Ci siamo guardati e ci siamo detti 'sì, sarebbe il momento giusto, tu vorresti? 'Sì' e tu? 'Sì'". Ma questo inizio idilliaco può rapidamente scontrarsi con la realtà della difficoltà di concepimento. "Iniziarono a passare i mesi, 8 mesi di tentativi, tanti forse per una coppia di 28 anni?". Quando il concepimento naturale non arriva, iniziano i controlli e, per alcuni, emergono i primi problemi. La diagnosi di infertilità può essere un duro colpo, un momento in cui "mi crollò il mondo sotto i piedi". Come per la coppia che, dopo 16 mesi da quella sera in terrazzo, ha sentito il medico di base dire: "con questi valori non avrete mai un figlio in modo naturale, dovrete ricorrere alla Procreazione Medicalmente Assistita". La reazione è spesso di smarrimento: "ma come? Cosa significa? La PMA?".

Martina, una donna infertile che ha vissuto la poliabortività, racconta come "l'infertilità causa una sofferenza enorme, poco compresa dalle persone esterne". La coppia sperimenta non solo un dolore astratto, ma anche il peso di un tabù diffuso. "Specialmente noi donne siamo le prime a sentirci difettose e colpevoli, perdendo di vista il fatto che l’infertilità è una patologia". Questa consapevolezza è cruciale per affrontare il percorso, che può durare anni. La donna, concentrata sulla sua carriera professionale, scoprì a circa trentacinque anni di desiderare figli, ma dopo due gravidanze non arrivate al terzo mese, si rese conto della difficoltà. "Avevo quaranta anni" quando si rivolse a un centro per la procreazione assistita, un passo che molte coppie ritardano per non ammettere l'esistenza di un problema.
Le Sfide del Percorso: Fisiche, Emotive ed Economiche
Il percorso della PMA è spesso descritto come tortuoso e impegnativo, sia a livello fisico che psicologico. Richiede iniezioni ormonali, frequenti controlli e non sempre garantisce la gravidanza.
Il Carico Fisico: Stimolazioni, Punture e Operazioni
Una delle prime tappe del percorso PMA è la stimolazione ormonale, che prevede somministrazioni quotidiane. "Per 14 giorni devo farmi 2 punture al giorno sulla pancia… 'Io? Non sono capace'… mi trema la mano". Questa fase può essere destabilizzante. La stimolazione può portare a malesseri significativi: "Torno a casa che sto poco bene, scendo dalla macchina e svengo". Le procedure di prelievo ovocitario possono essere dolorose, soprattutto in strutture dove l'anestesia non è prevista. "In ospedale non è prevista l’anestesia. Il dolore è insopportabile e mentre sono in sala operatoria, vigile, sento che hanno estratto un solo ovocita". La donna con endometriosi, dopo l'intervento che le ha asportato la tuba sinistra, si è chiesta "se potrò avere figli". Questi sono solo alcuni esempi del tributo fisico che il corpo femminile deve sopportare.
Le Cicatrici Emotive: Delusioni, Frustrazione e L'Incerto Domani
L'incertezza emotiva è la parte più difficile della fecondazione per molti pazienti. "I tempi di attesa, la pressione per ottenere risultati e lo stress psicologico che ne consegue possono essere tutti fattori impegnativi". I fallimenti sono un'amara realtà: "Dopo qualche giorno dal transfer dell’embrione inizio ad avere delle perdite, arriva il ciclo… ma come è possibile?". La delusione può essere profonda quando gli embrioni non sopravvivono o non si impiantano. "Signora mi spiace ma non abbiamo nessun embrione, sono DEGENERATI tutti". Sentire "non è mai successo! Come è possibile" è un'esperienza devastante, per la quale la risposta è spesso "Purtroppo non possiamo sapere come mai non ce l'hanno fatta".

Martina ricorda come "l'infertilità mi ha tolto tutto per molti anni - la gioia di vivere, tempo, denaro, serenità e i miei sogni di maternità". I ripetuti aborti, come i tre vissuti da Martina prima di Tommaso, o le due gravidanze interrotte per la donna che ebbe gemelli a 50 anni, o i "4 Angioletti in cielo" della coppia che si è scontrata con un triste raschiamento, sono eventi traumatici che lasciano segni indelebili. La speranza viene più volte spezzata: "Quando resti incinta assapori per un pochino di tempo l'idea di diventare mamma, cominci a vivere il sogno che sta per diventare realtà, ma con gli aborti svanisce tutto". Non si perde solo un bambino ma anche le speranze, e a risentirne è soprattutto la vita di coppia.
Il Peso Economico e le Scelte Difficili
Il percorso PMA è spesso oneroso. "Liste di attesa corte ma impossibile economicamente" nel sistema privato, o lunghe attese nel pubblico, costringono a scelte difficili. La donna che ha avuto Michele Maria ha deciso di rivolgersi a un centro privato, un percorso "carissimo". Per la donna di 40 anni, dopo un primo tentativo negativo, "spendiamo altri soldi, altro tempo, aumenta l’ansia e la frustrazione". Queste spese si sommano alle analisi e alle visite continue, creando un onere significativo per le famiglie.
L'Impatto sulla Vita di Coppia e Sociale
La lotta per concepire un figlio può mettere a dura prova le relazioni. "Io e mio marito stavamo per lasciarci perché era mentalmente tutto troppo difficile". Tuttavia, per molti, è anche un'opportunità di rafforzamento: "il rapporto con mio marito si è fortificato moltissimo: vivendo questo inferno insieme ci siamo conosciuti meglio, ci siamo supportati e ne siamo usciti per fortuna vincitori".La pressione sociale è un'altra fonte di stress. "Siamo stanchi, non ne possiamo più, attorno gli amici iniziano ad avere figli". "Ero così convinta che saremo stati i primi della compagnia". Domande come "ma quando fate un figlio?" diventano "all’ordine del giorno" e possono ferire profondamente. L'isolamento è comune: "Nonostante siamo tantissime, infatti, ci sentiamo abbandonate perché non conosciamo le storie altrui, nessuno ne parla e tutto rimane nel silenzio".L'esperienza del percorso può anche portare a rimettere in discussione la propria vita professionale, come per la coppia che, dopo 4 anni, si è sposata e la donna si è licenziata dal lavoro: "Non sto più bene, nonostante abbia fatto carriera nella mia azienda". Il desiderio di maternità può ridefinire completamente le priorità.
Il supporto psicologico nel percorso di PMA
La Forza della Resilienza: Ricostruire e Ripartire
Nonostante le immense difficoltà, molte coppie trovano la forza di "ricostruire le nostre vite in tutto e per tutto". Questo processo di ripresa è stato descritto con la metafora di una tecnica giapponese: "Come si chiama quella tecnica giapponese che si utilizza quando una cosa si rompe e si rimettono assieme i cocci con la lacca dorata? Ecco, a noi è successo proprio questo". Questa resilienza porta a una maggiore consapevolezza: "Sappiamo che esistiamo NOI, con o senza un figlio".
Trovare il Giusto Supporto Medico ed Emotivo
La scelta del centro e del team medico è fondamentale. Dopo un'esperienza negativa ("Inutile dire che in quell'ospedale non ho messo più piede"), la coppia ha cambiato rotta: "Nel frattempo, nell'attesa che il Covid passi e si possa ricominciare mi metto in lista in un altro ospedale". Qui, l'esperienza è stata radicalmente diversa: "qui mi trovo benissimo, sono tutti gentili, educati, empatici, disponibili".La dottoressa Chiara Riviello, che affianca la medicina tradizionale alla tecnica dell’agopuntura, è stata descritta come una figura empatica che ha compreso la donna che cercava di avere figli a 49 anni. La "miracolosa" dottoressa Jarošová della clinica GENNET ha dato speranza a una coppia dopo 6 anni di tentativi e disperazione. A Inebir, molte donne hanno trovato "un’assistenza umana, attenta e professionale che mi ha fatto sentire supportata fin dall’inizio". L'equipe di Inebir si distingue per la sua dedizione, con persone come Rocío che accompagna "amorevolmente a ogni ecografia", infermiere che assistono "con un sorriso, pazienza e comprensione", e il Dott. Gutiérrez che apre la clinica "alle prime ore del mattino per non farmi sentire sola in caso di emergenza", e il Dott. Navarro "la cui umanità e dedizione sono semplicemente indescrivibili". Inebir non era solo una clinica, era "il mio rifugio".L'aiuto di "figure esperte, che sono state per noi un grande sostegno, il supporto delle persone a noi care, la famiglia, gli amici e chi è stato con noi durante questo percorso", è stato essenziale per superare i momenti difficili. Il supporto psicologico è "molto importante, perché può essere molto pesante, soprattutto quando ci sono fallimenti ripetuti". La condivisione con altre donne, come quelle trovate su un profilo social o nel Forum sulla fecondazione in vitro di Inebir, crea una rete di solidarietà dove "ci siamo date conforto". "Quando dico 'ti capisco benissimo perché oltre a essere dipendente sono stata paziente' ai pazienti si illumina il viso".

La Determinazione a Continuare
Anche dopo ripetuti fallimenti, molte coppie non si arrendono. Per la donna che ha dato alla luce Michele Maria, il marito era "assolutamente contrario" a continuare, ma lei ha detto "SÌ. Sento che devo dire SÌ". Kikka, dopo un primo tentativo fallito, ha detto: "Ma io sono abituata a combattere e vado avanti". Questa determinazione è ciò che spinge a riprovare, anche quando le possibilità sembrano esaurirsi. "Non ci restano più molte possibilità: in Veneto, nel sistema sanitario pubblico, puoi accedere al massimo a 6 cicli di fecondazione, questo per noi è il 5°". La speranza, sebbene flebile a volte, rimane la forza trainante.
Il Linguaggio della Fertilità: Empatia e Comprensione
Uno degli aspetti più dolorosi del percorso di infertilità sono le parole inopportune e la mancanza di empatia da parte di amici, parenti e persino professionisti medici. Martina ha partecipato alla realizzazione del manifesto "Il linguaggio della fertilità", creato da IVI in collaborazione con Strada per un Sogno Onlus e Oneofmany, proprio per cambiare la narrazione e il linguaggio sui temi della fertilità. "Sui temi della fertilità ci si esprime spesso senza pensare, con un linguaggio poco empatico che rischia di ferire".
Frasi che Feriscono: Proiettili di Incomprensione
Le frasi dolorose sono molteplici, "legate non solo ai figli che non arrivavano, ma anche agli aborti e infine alla decisione di avvalersi della PMA". Martina ricorda di aver sentito "battute come 'se volete vi insegno io come si fa'", o la peggiore: "'quelli erano solo ammassi di cellule'" in riferimento agli aborti. Queste parole, anche se pronunciate senza cattiveria, "non sapendo che di fronte hanno una persona che sta soffrendo terribilmente", sono come "proiettili" per chi soffre. Chi soffre molto, "indossa una maschera per non lasciar trapelare il proprio dolore e il resto del mondo percepisce di sentirsi libero di dire qualsiasi cosa".

Coltivare un Linguaggio Empatico
L'obiettivo del manifesto "Il linguaggio della fertilità" è "fornire spunti di riflessione a medici, amici e parenti per usare un linguaggio più empatico e delicato nei confronti della fertilità, degli aborti e della PMA". Il consiglio è di "evitare domande troppo personali su figli e maternità quando non si conosce la storia di una donna o di una coppia". Si suggerisce di "provare ad immedesimarsi nelle persone che stanno affrontando un percorso di infertilità complesso, evitando di farle sentire in colpa e giudicate". Quando non si sa cosa dire, "sarebbe sufficiente mostrare comprensione e vicinanza con una semplice frase come 'Mi dispiace che ti stia succedendo questo e sono qui se vuoi parlare'".Anche i medici hanno un ruolo cruciale. "Dopo la diagnosi di infertilità le coppie sono come dei contenitori vuoti che vengono riempiti con le parole dello specialista". È fondamentale che i professionisti "usare parole prive di giudizio e un tono morbido, dolce, delicato, comprensivo, che fornisca una qualche speranza e vicinanza". La distanza medico-paziente o assistente-paziente, seppur inevitabile, deve essere mitigata da empatia e disponibilità, come ha potuto sperimentare la dipendente di Raprui che è diventata paziente: "Mi ha permesso di capire quello che provano i pazienti, in tutte le situazioni".
Storie di Successo: La Gioia della Nuova Vita
Nonostante le incertezze e le difficoltà, la fecondazione assistita offre una speranza concreta, che si traduce in innumerevoli storie di successo. La probabilità di rimanere incinta varia a seconda dell'età, della qualità degli ovuli e degli spermatozoi e della storia clinica, ma si aggira intorno al 40-50% per tentativo nelle donne di età inferiore ai 35 anni.
Il Miracolo Avverato
Dopo anni di tentativi e un percorso estenuante, il momento della notizia positiva è indescrivibile. "Arriva il giorno della prima beta: 250. Da quel momento di gioia è stato tutto in salita, la seconda beta è continuata a salire, poi la prima ecografia, il primo battito! Non potevamo crederci!". Per la donna che ha dato alla luce Michele Maria, il suo bambino "nasce il 14 luglio 2020", un vero "miracolo".

Martina è oggi "mamma di Tommaso, uno splendido bambino arcobaleno". I "bambini arcobaleno" sono i neonati che, con la loro nascita, portano nuova luce nella vita dei genitori che hanno vissuto uno o più aborti, o perdite perinatali. La sua storia è un esempio di come, dopo sette anni di tentativi, quattro in maniera naturale e tre con PMA, e dopo tre aborti, sia arrivata la gioia. Anche dopo le difficoltà, la donna che ha avuto Lucas, nato prematuro a 30 settimane, può dire che il suo bambino è "forte e bello, con occhi che illuminano la mia vita".
Le Scelte e la Perseveranza Premiate
La donna che ha trovato la Dottoressa Chiara Riviello aveva quarantanove anni e, dopo un percorso difficile, è rimasta incinta a cinquanta anni di due meravigliosi gemelli: "Sono al quinto mese". La gioia di Kikka, dopo aver superato la delusione del primo tentativo fallito, si è manifestata con due blastocisti: "Sono felicissima". Nonostante un'iperstimolazione, la consapevolezza di aver lottato e vinto è un premio inestimabile. "Le cicatrici sono il segno che è stata dura. Il sorriso è il segno che ce l’abbiamo fatta".Per la donna di 40 anni, dopo un percorso in cui "il mio collo dell’utero è quasi inesistente" e "rischio un parto gravemente prematuro", è nato Michele Maria. Non c’è giorno in cui non pensi a quello che è accaduto. La sua storia è un inno alla perseveranza, così come quella della coppia della regione di Hradec Kralove, che dopo 6 anni di attesa ha raggiunto il traguardo nel 2022. La donna che lavorava a Raprui, nonostante i fallimenti iniziali con gli embrioni che "si erano fermati", alla fine è stata fortunata, dimostrando che "non bisogna mai scoraggiarsi, perché purtroppo non è che i bambini puoi impastarli e te li danno in braccio. È scienza, e anche se si fa un ottimo lavoro non è infallibile".

Queste testimonianze offrono un potente messaggio di speranza: "Per dare forza a tutti coloro che sono in attesa e sembra che la felicità non arrivi mai". Dimostrano che, sebbene il cammino possa essere arduo e disseminato di ostacoli, la determinazione, il supporto reciproco e la fiducia nei professionisti possono condurre alla realizzazione del sogno più grande.