Fermenti Lattici e Probiotici: Differenze Fondamentali, Applicazioni e il Ruolo nel Benessere Intimo

La distinzione tra fermenti lattici e probiotici è un tema che genera spesso confusione, poiché i due termini vengono utilizzati frequentemente come sinonimi. Tuttavia, comprendere la natura di queste sostanze è essenziale non solo per chi cerca soluzioni a problematiche intestinali, ma soprattutto per le donne che affrontano disturbi ginecologici, come le infezioni da Candida albicans. Si stima che il 75% delle donne sperimenterà una infezione da candida almeno una volta nella vita e la terapia va prescritta dal ginecologo e va seguita con accuratezza. In questo contesto, la scelta tra una formulazione orale, come le capsule, e una locale, come gli ovuli, richiede una conoscenza approfondita delle caratteristiche microbiologiche di ciò che stiamo assumendo.

La distinzione tassonomica: fermenti lattici contro probiotici

Potremmo semplicemente dire che i probiotici sono fermenti lattici, ma non tutti i fermenti lattici sono probiotici. I fermenti lattici sono microorganismi, principalmente batteri, capaci di fermentare il lattosio in acido lattico. Sono fondamentali nella produzione di alimenti come yogurt, kefir e alcuni formaggi. Tuttavia, come spiega Elisabetta Blasi, docente dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, quando si parla di fermenti o batteri lattici si utilizzano termini che "non definiscono bene questi batteri dal punto di vista microbiologico e tassonomico".

La ragione per cui il termine "fermento lattico" è più popolare di "probiotico" è probabilmente storica. L'uso dei fermenti lattici è antichissimo, come puntualizza Eva Pericolini, docente dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e membro del board scientifico di microbioma.it: "erano utilizzati per preservare il latte". Il limite principale dei fermenti lattici generici è che, una volta ingeriti, in genere non sopravvivono al passaggio nello stomaco.

Al contrario, i probiotici sono una categoria specifica di fermenti lattici in grado di apportare benefici all’uomo riequilibrando la flora batterica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce i probiotici come quegli "organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, possono apportare un beneficio alla salute dell’ospite". La parola "probiotico" è composta da "PRO" (a favore di) e "BIOS" (vita). La differenza sostanziale risiede nella vitalità: i probiotici rimangono vivi per tutto il tragitto, dall’ingresso nel cavo orale fino all’intestino, dove si replicano ed esplicano attività metaboliche.

schema della differenza tra batteri che sopravvivono allo stomaco e quelli che vengono degradati

Il viaggio del probiotico: sfide e biodisponibilità

Per arrivare vivo a livello dell’intestino, il nostro probiotico deve sorpassare numerosi ostacoli. Tra questi il pH acido del succo gastrico, ma anche l’aggressività della bile e del succo pancreatico. È necessario che il microrganismo sia così vitale da poter avere la forza di attecchire, colonizzare e iniziare a svolgere la sua attività specifica. In Italia, il Ministero della Salute stabilisce che un integratore di probiotici, per essere realmente efficace, deve fornire nella dose giornaliera una quantità di fermenti lattici probiotici vivi pari a un miliardo per ogni singolo ceppo.

La scelta della forma farmaceutica diventa dunque cruciale. I nemici più acerrimi del probiotico sono il calore e l’umidità. La scelta di utilizzare ceppi liofilizzati, privati dell’acqua e immessi in capsule gastro-resistenti, garantisce il mantenimento della vitalità fino al momento dell'ingestione. Le capsule gastro-resistenti, in particolare, garantiscono una perfetta biodisponibilità, proteggendo il contenuto dall'acidità dello stomaco. È fondamentale sottolineare che non basta leggere "Lactobacillus acidophilus" sulla confezione; è essenziale l’identificativo del ceppo, ad esempio Lactobacillus acidophilus NCFM, poiché ogni ceppo ha funzioni biologiche differenti.

La Candida e l'ecosistema vaginale

In caso di candida può essere molto utile assumere dei fermenti lattici, poiché l’infezione è causata dalla proliferazione eccessiva del fungo Candida albicans, che normalmente vive in equilibrio con la flora batterica del nostro organismo. I fermenti lattici agiscono introducendo ceppi batterici che competono con i microrganismi patogeni, impedendo alla candida di proliferare. Due dei ceppi più efficaci nel contrastare la candida sono, ad esempio, i Lactobacillus acidophilus e il Lactobacillus rhamnosus, noti per la loro capacità di produrre acido lattico, creando un ambiente sfavorevole alla crescita del fungo.

La flora vaginale è un ecosistema complesso popolato principalmente da lattobacilli, batteri benefici che mantengono un ambiente acido, con un pH tra 3.5 e 4.5, sfavorevole alla crescita di microrganismi patogeni. Ad oggi sono state individuate oltre 50 specie microbiche. Integratori come LACTOFEM ripristinano l'equilibrio della flora vaginale grazie al Lactobacillus rhamnosus, mentre Probio+ Intima include il ceppo Lactobacillus crispatus, che rappresenta quasi metà dei batteri che colonizzano il microbiota intimo femminile.

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Capsule vs Ovuli: due vie per un unico obiettivo

La somministrazione di probiotici può avvenire per via orale o per via vaginale. Dal 2001 è possibile eseguire una terapia di lattobacilli per via orale, la cui emivita è più lunga di quella per via vaginale. Tuttavia, la quantità di lattobacilli assunta per via orale è inferiore rispetto alla quantità somministrata per via vaginale, poiché deve affrontare il percorso gastrointestinale. La somministrazione di probiotici per via vaginale è diretta e, per questo motivo, necessita di minor tempo per agire, potendo contare su una concentrazione locale di lattobacilli superiore.

Gli ovuli vaginali si inseriscono direttamente nella vagina, dove si sciolgono gradualmente rilasciando i principi attivi. Esistono prodotti come Filme Gyno che sono specificamente formulati per ripristinare l'equilibrio della flora locale. Esiste anche una forma di integrazione ibrida: alcuni prodotti contengono componenti che mirano a mimare, attraverso l'assunzione orale, l'azione benefica che tradizionalmente si otterrebbe con l'applicazione di ovuli vaginali.

È interessante notare come l'approccio integrato, che unisce la dieta all'integrazione di probiotici, sia oggi la strategia più accreditata. L’introduzione di alimenti vegetali porta un apporto di fibre e altri nutrienti, chiamati prebiotici, che le nostre cellule non digeriscono ma che aumentano i livelli di acidi grassi a catena corta, favorendo la proliferazione della flora buona. Per una salute ottimale è importante scegliere il probiotico più adatto e assicurarsi di fornire la giusta quantità di "carburante" per i propri microbi intestinali e intimi.

grafico di confronto tra assunzione orale e somministrazione locale di probiotici

Parametri di qualità per la scelta dell'integratore

Per orientarsi nell'acquisto, è necessario valutare alcuni criteri fondamentali che distinguono un prodotto efficace da uno generico. La tabella seguente riassume le caratteristiche che separano un fermento lattico comune da un probiotico scientificamente validato:

CaratteristicaFermenti LatticiProbiotici
Identificazione del ceppoGenerica (es. Lactobacillus rhamnosus)Specifica (es. Lactobacillus rhamnosus GG)
Sopravvivenza allo stomacoLimitataElevata e documentata
Adesione alla mucosaScarsa o assenteDocumentata
Benefici cliniciSpesso assentiSupportati da studi scientifici

Il numero di UFC (unità formanti colonia) indica quante cellule vive contiene il prodotto. È vitale assicurarsi che questo numero sia garantito fino alla data di scadenza, non solo al momento della produzione. Prodotti come Gyno-Canesflora sono formulati con 4 diversi ceppi (tra cui Lactobacillus Helveticus e Bifidobacterium Lactis) che lavorano in sinergia per mantenere il normale pH vaginale e contrastare le infezioni.

La ricerca scientifica si è evoluta, passando da una visione generica a una focalizzata sull'efficacia a prodotto finito. Ad esempio, è stato dimostrato che alcuni lattobacilli migliorano la flora batterica vaginale aumentando la presenza di citochine che favoriscono l'equilibrio della mucosa. In definitiva, sia che si opti per una capsula orale che per un ovulo vaginale, la chiave del successo terapeutico risiede nella scelta di un prodotto che garantisca la vitalità del ceppo, la specificità della sua azione e la protezione del microrganismo fino al suo sito di colonizzazione. La consultazione col ginecologo rimane il passo fondamentale per determinare la durata della terapia, che generalmente oscilla tra i 15 giorni e le 4 settimane, assicurando così un ripristino duraturo dell'equilibrio microbico.

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