Infertilità Maschile: Analisi Approfondita dei Fattori di Rischio e delle Cause Principali

Considerando le dimensioni del problema dell’infertilità e l’importanza che il fattore maschile gioca a tale riguardo, si rende necessario fare luce sul significato della definizione di infertilità da fattore maschile al fine di identificare l’eziologia, pre-, post- o testicolare, ed intervenire quindi il più precocemente possibile nel rimuovere le cause. Si parla di infertilità maschile quando non avviene concepimento in seguito a 12 mesi di rapporti sessuali svolti senza alcuna protezione e con una adeguata frequenza. È necessario distinguere l’infertilità dalla sterilità: quest’ultima, infatti, si identifica come l’assenza totale o ridotta al minimo di spermatozoi. Recenti evidenze hanno sottolineato che 1 giovane su 3 in Italia è a rischio di infertilità, confermando l’evidenza di un problema non solo sanitario ma anche sociale ed economico e l’urgenza di attuare un piano atto ad educare e sensibilizzare soprattutto i giovani sui rischi di comportamenti, abitudini e stili di vita che possono avere risvolti negativi non solo sulla fertilità ma anche sulla salute generale.

rappresentazione anatomica dell'apparato riproduttore maschile

Eziologia e Classificazione delle Cause di Infertilità

Le principali cause di infertilità maschile si possono dividere in ormonali, testicolari e post-testicolari. La diagnosi corretta di queste patologie permette di applicare un trattamento adeguato per raggiungere l’obiettivo della coppia, la gravidanza.

Cause Pre-testicolari (Ormonali)

Per cause ormonali si intende la riduzione della produzione degli ormoni sessuali a livello testicolare che può essere dovuta a disfunzioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-testicolo con conseguente riduzione della produzione di FSH e LH (ipogonadismo ipogonadotropo - definito ipogonadismo secondario). Le cause ormonali possono essere dovute anche a iperprolattinemia (elevati livelli di prolattina che possono inibire la produzione di testosterone e ridurre la spermatogenesi), disfunzioni tiroidee e deficit testicolari. Il testosterone, che è coinvolto nello sviluppo degli organi sessuali e dei caratteri sessuali secondari, nonché nella produzione di sperma, viene prodotto in maniera costante dall’organismo. Una sua diminuzione può essere correlata sia alla diminuzione dei livelli di testosterone sia a una serie di condizioni andrologiche che possono contribuire all’insorgenza dell’infertilità.

Cause Testicolari

I deficit testicolari sono causa di ipogonadismo primario - condizione caratterizzata da una carenza di testosterone con conseguente riduzione della produzione degli spermatozoi - e possono avere diverse origini, tra cui cause genetiche, come ad esempio la sindrome di Klinefelter, che si caratterizza per la presenza di un cromosoma X soprannumerario. Le cause testicolari possono essere sia congenite che acquisite e riguardano circa il 60% dei maschi. Tra le alterazioni congenite più comuni si indica la sindrome di Klinefelter, mentre tra le altre cause di infertilità maschile possiamo menzionare altre malattie e infiammazioni, come episodi di varicocele o di epididimite, infiammazione acuta dell’epididimo.

Il criptorchidismo, che rappresenta la mancata discesa alla nascita di uno o di entrambi i testicoli nel sacco scrotale, è l’anomalia più frequente dell’apparato urogenitale (3-5% dei nati a termine) e può associarsi ad altre anomalie del tratto genito-urinario. Se non trattato entro il primo anno di vita, rappresenta un importante fattore di rischio. Il varicocele, invece, è una patologia che interessa il sistema vascolare del testicolo caratterizzata dalla dilatazione ed incontinenza delle vene testicolari (o spermatiche) che hanno il compito di drenare il sangue dal testicolo. Questa condizione si manifesta principalmente con un gonfiore nella zona testicolare e può aumentare la temperatura locale del testicolo, compromettendo la produzione di spermatozoi e alterando motilità e morfologia degli stessi.

Cause Post-testicolari

Rientrano nella categoria di cause post-testicolari i casi d’infertilità dovuti a un problema nel passaggio degli spermatozoi dal testicolo, dove vengono prodotti, all’esterno. Questa causa di infertilità maschile riguarda il 30% degli uomini e può essere affrontata grazie alle tecniche di estrazione chirurgica degli spermatozoi. Le vie escretrici possono essere i tubuli retti, il dotto epididimario o il dotto deferente e il dotto eiaculatore. Un altro motivo importante dei problemi di fertilità sono le alterazioni urologiche, come le ipospadie (meato uretrale in posizione incorretta, solitamente nella parte posteriore dell’uretra) che ostacola il corretto deposito del liquido seminale a livello vaginale; la fimosi, che spesso rende difficili i rapporti sessuali e quindi la fertilità.

Il Ruolo dei Tumori e delle Terapie Correlate

I tumori possono incidere negativamente sulla fertilità sia direttamente (tumore del testicolo) sia per le terapie utilizzate per la cura. Il tumore del testicolo rappresenta nel giovane la neoplasia solida più diffusa, è la più comune causa di morte per cancro tra i 20 e 34 anni di età e da studi epidemiologici è emersa un’incidenza in aumento nei paesi industrializzati. Nella maggior parte dei casi il tumore del testicolo si manifesta con la comparsa di una massa dura, dolente o indolente, a livello dello scroto. A volte il tumore può essere palpabile e per questo motivo è fondamentale l’autopalpazione per individuarlo precocemente. Dei pazienti affetti da tumore testicolare, solo il 40% recupera la funzione riproduttiva dopo trattamenti chemioterapici o radioterapici.

infografica sull'autopalpazione testicolare

Stili di Vita, Fattori Ambientali e Prevenzione

Nella cura dell’infertilità di coppia ci si accaniva nell’individuazione e trattamento delle cause femminili, tralasciando le condizioni del partner maschile. Nel 35% dei casi di infertilità di coppia la causa è maschile: oltre alle condizioni soggettive patologiche, sembrano influire, anche, le condizioni ambientali e lo stile di vita.

Impatto dell'Obesità e della Dieta

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella fertilità maschile: per l’uomo non è tanto importante il sottopeso quanto l’obesità. L’obesità determina uno squilibrio ormonale con riduzione del principale ormone maschile, il testosterone, e un aumento degli ormoni “femminili”, gli estrogeni. In particolar modo, se tale squilibrio si verifica nelle fasi dello sviluppo, lo scheletro potrebbe sviluppare proporzioni eunucoidi, rappresentate principalmente da un aumento dell’apertura braccia (superiore alla statura) e da una diminuzione del rapporto tra il segmento superiore/inferiore, a causa dell’aumentata lunghezza delle gambe e si potrebbe verificare inoltre la riduzione del volume testicolare e delle dimensioni del pene.

Sostanze Nocive, Alcol e Droghe

Un ruolo fondamentale lo gioca anche l’abuso di alcol e droghe, mode molto diffuse tra i giovani che nella maggior parte dei casi non sono adeguatamente informati sulle drammatiche conseguenze anche sulla fertilità, con l’alterazione dei parametri seminali, in particolar modo conta e motilità. Anche l’utilizzo di sostanze dopanti per migliorare le prestazioni sportive incide negativamente sulla fertilità e, tra le sostanze più utilizzate, il testosterone ed altri ormoni come gli steroidi anabolizzanti inducono rapidamente un danno esteso al funzionamento dei testicoli e squilibri ormonali. Il fumo di sigaretta influisce sulla qualità degli spermatozoi: i fumatori, spesso, presentano una percentuale più alta di spermatozoi con morfologia anormale.

Infezioni Sessualmente Trasmesse

Capitolo a sé meritano le malattie sessualmente trasmesse che si ripercuotono sulla fertilità sia perché possono interessare direttamente gli organi riproduttivi con infezioni localizzate (testicoli, epididimi, prostata) sia perché possono causare malattie sistemiche che indeboliscono l’efficienza del sistema riproduttivo. Tra le infezioni principali ricordiamo: Chlamydia trachomatis, Trichomonas vaginalis, Ureaplasma urealyticum, Micoplasma hominis, papilloma virus, sifilide e gonorrea. È consigliabile che anche i pazienti maschi senza sintomi evidenti eseguano controlli andrologici o urologici regolari, specialmente a partire dai 40 anni.

Fertilità di Coppia: i fattori di rischio da conoscere, la preservazione anche dopo un tumore

Considerazioni su Diagnostica e Gestione Clinica

I fattori da considerare per la valutazione della fertilità maschile sono molteplici e non sempre è facile giungere a conclusioni certe. Infatti, non esiste una correlazione diretta tra numero degli spermatozoi e fertilità, tranne nei casi di grave oligozoospermia o azoospermia. Circa il 70% delle cause di infertilità nell’uomo possono essere diagnosticate durante una visita con l’urologo specialista in riproduzione, assieme ad una visita medica fisica approfondita, un’analisi del liquido seminale (seminogramma), un prelievo del sangue per analizzare i valori ormonali e, se necessario, un’ecografia testicolare.

In molti casi la causa di infertilità non è identificabile: in questi casi si parla di fattore idiopatico (sine causa). Per quanto riguarda i rimedi, gli antiossidanti possono essere utili per agevolare la fertilità del maschio; è bene integrare vitamina C, E, carnitina, glutatione, coenzima Q10, acetilcarnitina e astaxantina in caso di carenza. Anche l’utilizzo di indumenti troppo stretti è sconsigliato poiché aumenta la temperatura locale dei testicoli, compromettendo la produzione di spermatozoi. Infine, l’infertilità maschile può essere prevenuta agendo sui fattori ambientali come l’esposizione a sostanze gonadotossiche, fumo e alcol.

La prevenzione e i controlli periodici sono molto importanti per salvaguardare la salute e la funzionalità dell’apparato riproduttore maschile, permettendo di cogliere precocemente i segnali che l’organismo invia mediante segni e sintomi, intervenendo in modo mirato prima che lo stato patologico diventi irreversibile.

tags: #fattori #di #rischio #fertilita #uomo