Il babywearing, letteralmente "indossare il bambino", è una pratica millenaria che consiste nel portare il proprio figlio a contatto con il corpo del genitore utilizzando fasce o altri supporti ergonomici. Questa modalità di accudimento, profondamente radicata in molte culture di tutto il mondo, ha attraversato secoli, permettendo a madri e padri in Africa, Asia e Sud America di svolgere le proprie attività quotidiane mantenendo il bambino in una prossimità confortevole e sicura. L'uso di semplici teli di cotone, marsupi per il neonato, fasce elastiche e via dicendo, ha sempre unito l’aspetto relazionale a quello puramente pratico, adattandosi alle necessità di spostamento dei genitori per lavoro o altro. Oggi, la fascia portabebè non è solo una soluzione pratica, ma anche un modo per creare un legame profondo con il tuo bambino, influenzando positivamente sia il suo sviluppo che il benessere dell'intera famiglia. In questa guida scoprirai tutto sulle fasce portabebè, dai diversi tipi alla scelta della migliore fascia, fino ai consigli pratici per legarla correttamente.
Perché Portare il Bambino: Benefici Innumerevoli e Profondi
La pratica del babywearing comporta enormi benefici per il bambino, perché rispetta la sua fisiologia fin dalla nascita, e per i genitori, promuovendo un attaccamento sicuro e facilitando la gestione della vita quotidiana. Portare è assai bello quanto impegnativo perché è prendersi carico di qualcuno fisicamente ed emotivamente. Ci sono esperienze che cambiano la vita, come iniziare a usare la fascia portabebè.

Sviluppo Fisiologico e Psicomotorio del Bambino
Il contatto del bambino con il corpo dei genitori è una condizione che favorisce la sua crescita anatomica, neurologica, motoria, linguistica, psichica e sociale. Il babywearing ha un impatto positivo sullo sviluppo del bambino, sia fisicamente che emotivamente. Il bambino è stato per nove mesi nel grembo materno in posizione fetale, con la schiena curva. Alla nascita non c’è motivo per cui la colonna vertebrale debba “improvvisamente” assumere una posizione diritta. Garantire al piccolo una posizione fisiologica significa mantenerlo simmetrico, verticale dalla nascita e divaricato-seduto, con il sederino più basso e le ginocchia più in alto. Questa posizione a “M”, ovvero con il sederino più in basso delle ginocchia, è cruciale per il comfort e la sicurezza del piccolo. Il cosiddetto "cavo popliteo" assicura che la seduta vada da piega del ginocchio a piega del ginocchio, sostenendo adeguatamente il bambino. La posizione ideale in cui deve essere il bambino durante il babywearing, infatti, favorisce il corretto sviluppo delle anche. È la posizione in cui le ginocchia del bambino si trovano più in alto rispetto al bacino e le gambe sono divaricate a circa 90°. Nei primi mesi dopo la nascita, soprattutto nei paesi occidentali, esiste il rischio per i neonati di incorrere nella “displasia dell’anca”. L’uso dei pannolini e l’attenzione a una posizione corretta, durante il trasporto del bambino, sono essenziali a ridurre questo rischio, e il babywearing ben praticato contribuisce a questo.
Il contatto con la mamma è fondamentale per la termoregolazione: i figli che stanno a contatto con la pelle della propria mamma si termoregolano, grazie a quel processo chiamato "sincronia termica". Stessa cosa succede con il battito cardiaco e il respiro. Seguire il corpo materno in tutti i suoi movimenti è anche di fondamentale importanza per lo sviluppo motorio del bambino. L’interazione genitori-bambino nel primo anno di vita, sin dalla nascita, è fondamentale per un armonico sviluppo del piccolo. L’abilità dei genitori nel rispondere ai bisogni e ai messaggi del bambino e la qualità e la natura delle loro interazioni condizionano il suo sviluppo psicomotorio e l’attaccamento bambino-genitori.
Il Legame Affettivo e il Benessere Emotivo
Il babywearing promuove l'attaccamento e la fiducia tra genitori e figli, incrementando le stimolazioni in totale sicurezza. Il contatto con la mamma - e quindi il babywearing - aiuta ad aumentare la produzione di latte e quindi favorisce l'allattamento: il contatto pelle a pelle fa produrre alla mamma ossitocina, di conseguenza aumenta la produzione di prolattina e le donne quindi producono più latte. Mamma e figlio sono uniti insieme nello stesso corpo prima della nascita. Sono numerosi gli studi recenti che consigliano di incentivare il contatto pelle a pelle fra il neonato e i genitori il più a lungo possibile nei primi anni della sua vita, letteralmente “indossando” il bambino. Consiste, in sostanza, nel portare il bambino addosso - mentre si va a fare una passeggiata o anche in casa se si svolgono attività che non lo espongano a rischi - legandolo a sé attraverso una fascia in tessuto o un altro tipo di supporto più rigido. Il rapporto madre-figlio, nella primissima fase, d’altra parte, vive soprattutto di carezze, ci si parla senza il bisogno di dirsi nulla, ma semplicemente toccandosi con le mani e avvicinandosi con i corpi.
Il babywearing può essere un valido aiuto in caso di depressione post partum. Inoltre, è un ottimo alleato quando il bimbo manifesta il suo bisogno di stare in braccio. Le motivazioni sono tante: il bambino è un neonato “ad alto contatto” o soffre di coliche o reflusso e manifesta il suo malessere piangendo. Il suo non è un capriccio, ma un’esigenza fisiologica e la risposta della mamma è molto importante per la sua crescita. Vedere tuo figlio a due palmi dal naso, che ti sorride o ti accarezza con le mani o si addormenta su di te, è un’emozione dolcissima a cui non vorrai più rinunciare. Portare il bambino calma anche il genitore: da mamma si conquista sicurezza e ci si sente più forte, pronta a fare la spesa da sola con il piccolo.
Praticità e Qualità della Vita per i Genitori
Non da ultimo, non dimentichiamo la praticità: la mamma può ritornare a fare tutte le cose che faceva quotidianamente con più semplicità rispetto ad una madre che deve accudire un bambino non portato. Sentirsi le mani libere diventa bellissimo. Non avere dolori alla schiena e non sentire il carico dei kg del baby, senza un supporto che lo aiuti a stare fermo e stabile, diventa un’esigenza. Riesci a farlo dormire senza troppi pianti, puoi stirare o fare delle piccole faccende in casa con le mani libere. Nei primi mesi puoi concederti anche una piega ai capelli mentre il bimbo dorme avvolto dal tuo calore così come puoi aiutarlo a conoscere i rumori bianchi, che lo aiutano a sentirsi ancora dentro il pancione ma gli permettono di abituarsi con delicatezza alla nuova vita. Ogni gesto giornaliero si semplifica e la gestione di casa, facende e famiglia pesa di meno.

Il Ruolo di Mamma e Papà nel Babywearing
Come è naturale che sia, è la mamma che il bimbo vuole e cerca, ma essere portato dal papà non può che fargli bene. Un papà presente durante la gravidanza sarà infatti riconosciuto dal neonato che avrà enorme piacere a rimanere a contatto con lui. Il babywearing rafforza il legame affettivo non solo con la mamma ma anche con il papà, creando un senso di sicurezza e appartenenza per il neonato. Il contatto pelle a pelle stimola non solo la produzione di ossitocina nella madre, favorendo l'allattamento, ma contribuisce anche al benessere emotivo generale del bambino e del genitore, approfondendo la connessione reciproca.
Esplorando i Supporti per il Babywearing: Dalle Fasce ai Marsupi
La vastità dei supporti in commercio è tale da mandare in confusione chi si vuole accostare a questa “novità”. Esistono molti tipi di fasce portabebè disponibili sul mercato, ognuno con caratteristiche specifiche per diverse esigenze. Per scegliere la fascia porta bebè più indicata alle proprie esigenze è importante anche tenere in considerazione l’età del bambino. Distinguiamo, intanto, i supporti “non strutturati” da quelli “strutturati”. Appartengono alla prima categoria le fasce lunghe, corte ed elastiche, mentre alla seconda i marsupi. La scelta del materiale della fascia dipende dalle preferenze individuali e dall'età e dal peso del bambino.
Distinzione tra Supporti Non Strutturati e Strutturati
I supporti non strutturati sono vere e proprie fasce lunghe o lembi di tessuto che non prevedono nodi, anelli o fibbie già preconfezionati. Questi si avvolgono e si legano attorno al corpo del bambino e del genitore nel modo più comodo e confortevole per entrambi. I supporti strutturati, invece, prevedono nodi, anelli, fibbie, spallacci, bretelle utili a mantenerne la forma preconfezionata, offrendo una soluzione più immediata per molti genitori.
La Fascia Lunga Elastica
La fascia elastica è il supporto migliore per la fisiologia del bambino, fermo restando che vanno sempre considerate le esigenze specifiche di ognuno. È una fascia in jersey di cotone, lunga circa 5 metri e mezzo (lunga 50 cm e alta 70 nel testo iniziale, ma più avanti si parla di 5,5 metri di lunghezza e materiale sintetico, quindi integriamo). Le fasce per neonato lunghe ed elastiche sono realizzate in cotone elasticizzato, anche in questo caso senza bottoni, anelli o nodi preconfezionati, e hanno una misura unica e una lunghezza fissa di circa 5 metri e mezzo. Ideale per i bimbi prematuri e, in generale, per il neonato, questa fascia porta bebè è come una sorta di t-shirt da allargare per inserire o tirare fuori il proprio bambino senza necessità di dover legare o slegare ogni volta. La fascia elastica sostiene in maniera ottimale fino a 8-10 kg, poi tende a cedere, non consentendo più la posizione fisiologica del bambino e provocando talvolta qualche dolore alla schiena al genitore. Se il tessuto è jersey singolo, il limite di peso può essere anche qualche chilo in meno. Si può utilizzare al massimo fino al secondo anno di vita.
La Fascia Lunga Tessuta (Rigida)
Anche detta “fascia porta bebè lunga tessuta”, viene lavorata al telaio con trama particolare, che conferisce al prodotto un’ottima stabilità ma anche elasticità. Il termine “rigida” può intimorire, ma in realtà viene utilizzato per distinguere questa tipologia di fascia porta bebè da quella elastica. Si tratta di un telo sui 4 metri e 60 cm per 70 cm di altezza (le misure sono variabili in base alla corporatura ed alle esigenze del portatore). Ha una lunghezza variabile, che dipende sia dalla taglia di chi porta sia dal tipo di legatura che si sceglie di fare, con uno standard di circa 5 metri (adatto al portatore di corporatura media). Le fasce tessute sono fasce lunghe, solitamente tra 3,6 m (taglia 4) e 5,2 m (taglia 7), di forma parallelogramma, e sono le più comode e versatili. Per iniziare, meglio se 100% in cotone, anche se in commercio esistono diverse combinazioni di tessuto (lino, seta, canapa, lana eccetera), a seconda delle esigenze della mamma e del bambino. Queste fasce di tessuto sono i supporti più duraturi, che vanno bene dalla nascita e per tutto il percorso del babywearing. Sono molto robuste e consentono di portare bambini anche grandicelli senza che il tessuto si deformi. Inizialmente il suo uso risulta un più difficoltoso e richiede un po’ più di pratica. Sebbene alcuni tessuti siano più adatti per la stagione calda, non esiste una vera e propria fascia porta bebè estiva. Ricordiamo, a tal proposito, che il corpo della mamma funge da termoregolatore per il bambino in tutte le stagioni. Le fasce tessute sono un modo comodo per portare neonati e toddler per diverse ore mentre si rimane in movimento.
La Fascia ad Anelli (Ring Sling)
La fascia ad anelli o ad amaca è composta da un telo non elastico della lunghezza di circa 2 metri chiuso da due anelli, all’interno dei quali il tessuto deve scorrere bene al fine di agevolare la regolazione della tensione. Le fasce ad anelli si caratterizzano per la loro semplicità e comfort. La fascia ad anelli è composta da due anelli attraverso i quali viene infilata la stoffa della fascia, creando anelli regolabili sulle spalle del genitore. Si può portare solamente sul fianco ed è un supporto che scarica il peso in maniera non ottimale, gravando su una sola spalla. È la fascia più semplice da indossare e si può utilizzare a partire dal quarto/quinto mese, preferibilmente sul fianco e consente di allattare con facilità. È anche possibile usare la fascia ad anelli con un neonato, posizionandolo pancia a pancia! La fascia "Ring sling" è consigliata quando il piccolo sostiene la testa (3 mesi circa). Consente legature monostrato per portare davanti e sul fianco. Questa fascia è sconsigliata per portare il bambino sulla schiena, dal momento che non permette un incrocio del tessuto sotto il sederino del bambino e dunque non garantisce una legatura in sicurezza. Le fasce ad anelli sono particolarmente consigliate per i genitori che apprezzano la praticità e la velocità di indossare una fascia, così come per coloro che desiderano portare il loro bambino sull'anca. Versatile per il “sali e scendi”, è perfetta per brevi tragitti e soprattutto per quando il bambino ha necessità di iniziare a esplorare il mondo sulle proprie gambe per poi far ritorno alla sua “roccaforte”.
Il Mei Tai
Il Mei Tai è un supporto babywearing ibrido di origine orientale. Si tratta di una via di mezzo tra un marsupio strutturato e una fascia. È un pannello rettangolare di stoffa della larghezza di circa 50 cm, con quattro angoli da cui partono altrettante bretelle, con le quali viene fissato il supporto sul ventre e sulle spalle di chi porta. Il Mei Tai offre un compromesso tra il contenimento della fascia e la praticità del marsupio. Il suo utilizzo è per il pancia a pancia e per la schiena. Può essere utilizzato da quando il bambino sostiene la testa (3-4 mesi circa). Rispetto al supporto originale asiatico, quello arrivato a noi occidentali presenta delle bretelle più larghe, che sostengono meglio il bambino e risultano più confortevoli per chi porta. Esistono inoltre alcuni Mei Tai con pannello regolabile, che consente l’utilizzo di questo supporto già nei primi mesi, dal momento che non divarica eccessivamente le gambe del piccolo. Sebbene sembri più semplice da legare rispetto alla fascia lunga, in realtà è necessaria una buona confidenza con il tessuto affinché le legature vengano fatte nella maniera corretta.
Mei tai non regolabile: istruzioni per l'uso!
I Marsupi Strutturati Ergonomici
I marsupi per portare il bebè sono i supporti più “occidentali”, quelli che più facilmente si trovano in commercio. Si tratta di quei marsupi che rispettano la fisiologia del bambino e sono dotati di fibbie e cinturoni. Purtroppo però la quasi totalità dei marsupi che si vedono nei negozi per l’infanzia non sono sufficientemente ergonomici: eccessivamente rigidi e privi di un buon sostegno per collo e testa; non permettono la regolazione laterale o in altezza; i bambini risultano “appesi”, gravando perciò tutto il peso sulla zona genitale; la parte che accoglie il sederino ha spesso una larghezza insufficiente (inferiore ai 18-20 cm) e risulta o troppo morbida o troppo rigida, non garantendo la corretta posizione divaricata-seduta; spesso i tessuti non sono testati né certificati per il contenuto di sostanze tossiche. Occorre però specificare che, seppur non facilissimi da reperire, esistono in commercio dei marsupi ergonomici. Questi ultimi, a differenza dei marsupi non ergonomici, sono progettati per mantenere la posizione fisiologica a "M" del bambino. Il suo utilizzo è consigliabile a partire dai 4 mesi di età circa, o comunque da quando il bambino divarica autonomamente bene le gambe, in modo tale che il pannello vada dall’incavo di un ginocchio all’altro. Fino a circa 3-4 mesi il bambino deve essere messo nel marsupio girato verso il genitore. La posizione “fronte mondo” è sconsigliata nel marsupio, che non è generalmente strutturato per questa modalità di trasporto e sollecita troppo la schiena del genitore (costretto a mantenere una posizione anomala, in ipertensione della colonna vertebrale). I due fattori chiave da tenere sempre ben presenti in fase di acquisto sono lo schienale - meglio se imbottito - e la seduta larga che possa permettere al piccolo di assumere la posizione più corretta, quella a M.
La Fascia Corta e la Fascia Tubolare
La fascia corta si distingue dalla fascia porta bebè rigida unicamente per la lunghezza, inferiore ai 3 metri circa. Consente pertanto di fare solo legature monostrato prevalentemente sul fianco e anche dietro (seppure con limitazioni). È consigliabile a partire dai 3 mesi, o comunque da quando il bambino regge il capo in autonomia, e per tutta la durata del percorso.
La fascia tubolare, chiamata anche Koala Cuddle Band, è un supporto “su misura”. A differenza delle altre fasce porta bebè non ha estremità libere ed è cucita a mo’ di anello in maniera del tutto personalizzata, ovvero tenendo conto delle misure del genitore e del bambino. Questa è la fascia portabebè più veloce ed intuitiva da indossare, offrendo un modo pratico e sicuro per portare in giro il bambino, mentre rafforza il legame affettivo con i genitori.
Scegliere il Supporto Ideale: Fattori Chiave e Consulenza
Scegliere la migliore fascia portabebè può essere difficile, soprattutto per i genitori alla prima esperienza. La scelta della prima fascia dipende dalle esigenze della famiglia: ci sono diverse possibilità in base ai bisogni e alla praticità. C’è davvero l’imbarazzo della scelta e dipende: dal tipo di famiglia e di stile di vita, dal carattere del bambino, dall’età e dal suo peso, dal tipo di utilizzo (sporadico o per lungo tempo).
Considerazioni sulla Scelta
La taglia della fascia portabebè è cruciale per il comfort e la sicurezza del bambino. Se si è un genitore alto o di corporatura più grande, i teli lunghi offrono una maggiore libertà di utilizzo. Come scegliere la fascia porta bebè in modo da poterla indossare con corporature e altezze diverse? La possibilità che la fascia porta bebè si adatti a diverse corporature è fondamentale nel momento in cui entrambi i genitori vogliano portare il neonato. Ma anche nel caso di utilizzo del supporto già col pancione o di variazioni di peso di chi porta.Anche l'età del bambino è un fattore determinante. Ad esempio, quale supporto o fascia è indicata per il neonato? In questo caso, il prodotto dovrà garantire il contenimento e un ottimo sostegno alla colonna vertebrale e soprattutto alla testa, nonché consentire al piccolo di mantenere inizialmente le gambe a “ranocchietta” e, in seguito, nella posizione seduta-divaricata. Le fasce portabebè sono dedicate ai bambini più piccoli, a partire dai neonati. Utilizzabili dai 6 mesi, indicativamente da quando il bambino sta seduto.Il materiale è un altro aspetto fondamentale. I tessuti più comuni includono cotone, bambù, lino, seta, canapa, lana e tessuti elasticizzati. Tra i filati utilizzati per la fascia porta bebè ci sono seta, cotone, lana e altri materiali sintetici, ma si consiglia sempre di optare per tessuti sicuri. Come scegliere la fascia porta bebè in base al tessuto? Per chi preferisce una soluzione più strutturata, la fascia rigida è perfetta per portare il bambino dalla nascita fino ai 20 kg. Lo spessore del tessuto è altrettanto importante: le fasce più sottili sono ideali per i neonati, mentre per i toddler è consigliabile considerare una fascia più spessa che possa sostenere meglio il peso. Una fascia di medio spessore (230-260g) è ideale sia per il toddler che per il bambino più grande. Il tessuto determina il peso della fascia porta bebè, che, come accennato prima, deve essere molto pratica da trasportare.Dopo aver valutato prioritariamente gli aspetti tecnici, si può badare anche all’estetica. In commercio ci sono tante fasce e marsupi coloratissimi e dal design ricercato e raffinato.
L'Importanza della Posizione "a M" o "a Rana"
Non deve venir meno la sicurezza del supporto: la “posizione a rana” o “a M” del neonato, per esempio, deve essere sempre garantita. In tal senso, il tessuto ha un ruolo importante: deve essere elastico, ma allo stesso tempo compatto. Come già detto, questa posizione è quella in cui le ginocchia del bambino si trovano più in alto rispetto al bacino e le gambe sono divaricate a circa 90°, con il sederino più in basso delle ginocchia, e il tessuto che sostiene da piega a piega del ginocchio.
Il Valore della Consulenza Professionale
Se ci si trova in difficoltà sulla scelta dei supporti può essere di grande aiuto rivolgersi a persone competenti come le consulenti Babywearing Italia, in formazione continua, che svolgono attività di sostegno e supporto tramite consulenze individuali o di gruppo ma anche incontri informativi gratuiti. Esistono sul territorio italiano diverse scuole di formazione per istruttori/istruttrici a cui affidarsi per imparare come indossare la fascia porta bebè e come portare rispettando la fisiologia di genitore e bambino. Si tratta di esperti a cui affidarsi anche per la scelta del prodotto da acquistare, tenendo sempre a mente l’unicità di ciascuna coppia genitore-figlio e l’impossibilità di riconoscere un supporto che possa essere valido per tutti.
Praticare il Babywearing in Sicurezza: Consigli Essenziali
Legare la fascia è una parte fondamentale del portare un bambino in fascia. Imparare a indossare correttamente una fascia porta bebè richiede pratica, ma con pazienza diventerà naturale. Legare la fascia portabebè potrebbe richiedere un po’ di pratica all’inizio, ma con il tempo diventerà facile e intuitivo.
Principi Fondamentali di Sicurezza
La sicurezza viene prima di tutto!
- Posizionamento del Bambino: Assicurati che il bambino sia ben supportato nella fascia. La testa, il collo e la schiena devono essere in una posizione ergonomica, mantenendo la fisiologica cifosi (curvatura a C della colonna vertebrale) nel neonato. Il viso del bambino deve essere visibile e privo di ostacoli per una corretta respirazione. Naso e bocca del bambino devono essere liberi da ostacoli!
- Altezza del Bambino: Il bambino deve essere con la testa ad “altezza bacio” - senza però intralciare la visuale del portatore - e il sederino sempre al di sopra o a livello dell’ombelico del portatore, mai al di sotto. I piedini devono essere paralleli al pavimento.
- Aderenza e Tensione: Aderenza del corpo del bambino portato con quello del genitore portatore, ricordando che vicinanza corrisponde a sicurezza. Le legature devono essere con tessuto ben lavorato e teso al punto giusto, che sostenga la testa del piccolo e che sotto al sederino vada dall’incavo di un ginocchio all’altro.
- Nodi: Chiudere sempre ogni legatura con doppio nodo.
- Mani Libere: Una buona legatura lascia al portatore le mani libere.
- Preparazione: Prima di indossare la fascia, verifica che sia in buone condizioni e priva di danni. Trova un ambiente tranquillo per concentrarti sulla legatura. Lava le mani e assicurati che il bambino sia calmo e pronto per essere sistemato nella fascia.
Cosa Evitare
Non portare in fascia il proprio bambino in auto, né sulla bicicletta o altro mezzo. Prudenza sui mezzi pubblici, da utilizzare solo per brevi tragitti. La posizione “fronte mondo” è sconsigliata nel marsupio. È importante ascoltare le proprie esigenze e quelle del bambino e rispettarle. Concedersi tempo e spazio, mettersi in ascolto di sé per ascoltare l’altro.
Imparare a Legare: Risorse Disponibili
Ogni fascia viene fornita con un manuale, che spiega passo dopo passo come portare in sicurezza un bambino piccolo in fascia. Consigliamo di utilizzarlo. Se si ha bisogno di un aiuto per imparare a legare la propria fascia porta bebè, sono stati creati videocorsi dedicati al portare, come il videocorso “Portami con te”. È anche possibile prenotare un appuntamento con un esperto - come un consulente certificato per il babywearing - che viene a casa tua e durante l’incontro ti mostra come legare correttamente la fascia e a cosa prestare attenzione quando porti il bambino.
Il Babywearing Oltre la Pratica: Un Fenomeno Culturale e Terapeutico
Il babywearing è una pratica con radici antiche e profonde in molte culture di tutto il mondo. Le fasce porta bebè, molto usate soprattutto nelle culture del Sud del mondo (Africa, Sud America), si avvolgono e si legano attorno al corpo del bambino e del genitore nel modo più comodo e confortevole per entrambi. In Africa si utilizzano per lo più teli di cotone lunghi poco meno di 2 metri e i bimbi sono legati sulla schiena, senza nodo, sin dalla nascita: in Kenya c’è il Kanga, nel Senegal il Pagne e il Mbotu. E in Italia? Nel corredino troviamo l’immancabile “trio” navicella-ovetto-passeggino, senza il quale - vogliono farci credere - non si può portare in giro il bebè. I più pratici inseriscono nella lista nascita il marsupio, gli “alternativi” la fascia porta bebè, tra gli sguardi curiosi e compassionevoli dei passanti: «Povero piccolo! Ma riesce a respirare?» In realtà i benefici della fascia porta bebè sono innumerevoli e noti ormai da tempo. La “cultura del portare” è ancora poco diffusa, ma sta crescendo.
La Marsupioterapia (Kangaroo Mother Care)
Vista la necessità del neonato di stare a contatto con il genitore, il babywearing può essere adottato sin dalla nascita come modalità di "trasporto". Alcuni marsupi e fasce sono indicati per la Marsupioterapia (o Kangaroo Mother Care). Questa pratica è nata per necessità a Bogotà in Colombia, negli anni Settanta, dove gli infermieri si sono trovati a fronteggiare la mancanza di incubatrici rispetto al numero dei neonati prematuri. La marsupioterapia utilizza i genitori come una sorta di “incubatrici” naturali. Questa posizione marsupiale oggi viene adottata subito dopo il parto in tantissimi ospedali che lasciano i neonati, anche quelli a termine, nella prima ora dopo la nascita, a contatto corpo a corpo con la madre. L’applicazione di questa pratica si consiglia anche con i padri (“marsupioterapia paterna”), nei casi in cui la mamma - per motivi clinici - non possa effettuarla. Favorire l’attaccamento bambino-genitore tramite il contatto fisico diretto è ormai universalmente ritenuta una delle priorità per lo sviluppo neuropsichico del neonato: anche per questo l’uso del marsupio è utile già dalle prime settimane di vita.
Babywearing in Situazioni Specifiche
Considerate che il bambino è stato per nove mesi nel grembo materno in posizione fetale, con la schiena curva. Da quando è possibile portare in fascia il neonato? La fascia porta bebè, in particolare, è il supporto che puoi utilizzare sin dai primi giorni di vita del tuo bambino. Prima però, consigliano i pediatri, è bene considerare la tonicità muscolare del neonato e la sua capacità di allargare le gambine, variabili da valutare nella scelta del tipo di supporto da utilizzare. In generale, pediatri e psicoterapeuti sono abbastanza concordi nel dire che questa pratica favorisce lo sviluppo psicofisico del bambino.
Il babywearing non ha nessun tipo di controindicazioni: non esiste, infatti, un limite di ore massimo! Iniziare a usare la fascia aiuta a vivere meglio le giornate in quei piccoli ostacoli che rendono una mamma più nervosa, in ansia, preoccupata per la qualunque. Ecco perché anche chi non conosce il mondo del babywearing dovrebbe provare almeno una volta a portare suo figlio.
Sapevi che la fascia rigida porta bebè e la fascia ad anelli porta bebè possono essere utilizzate già da quando il tuo bambino è ancora nel pancione? Utilizzare la fascia in gravidanza consente di alleviare i fastidi derivanti dal peso della pancia, scaricandone il peso in modo uniforme. Utilizzare la fascia durante l’allattamento è una soluzione particolarmente comoda quando non è possibile farlo in un posto adeguato.

Non farti scoraggiare da chi pensa che l’estate non sia la stagione migliore per portare tuo figlio. Da esperte di babywearing sappiamo che ci sono momenti più adatti per iniziare a usare la fascia portabebè e l’estate non ne è esclusa. Esistono fasce e marsupi ergonomici adatti per l’alto contatto in estate, perfetti per la composizione dei tessuti e la loro struttura. In poche parole funzionalità, praticità e senso di benessere emotivo rendono ogni momento con la fascia un’esperienza speciale, che porta una grande serenità a tutta la famiglia.