Foglietto Illustrativo Dettagliato di Fasigin-N Ovuli: Guida Completa al Trattamento delle Vaginiti Miste

Le affezioni vaginali rappresentano un problema comune che può influenzare significativamente la qualità della vita femminile. Queste condizioni, spesso caratterizzate da infiammazione del rivestimento (mucosa) della vagina, sono note come vaginiti. La loro insorgenza è favorita da qualsiasi fattore che possa ridurre l'acidità fisiologica della vagina, causando un aumento del pH e promuovendo la proliferazione di microrganismi che normalmente non dovrebbero predominare. Tra le cause più frequenti, le infezioni da Trichomonas vaginalis e da specie di Candida, in particolare Candida albicans, rivestono un ruolo primario.

In questo contesto, farmaci specifici sono formulati per contrastare tali infezioni. Fasigin-N (tinidazolo + nistatina) ovuli vaginali rappresenta una soluzione terapeutica mirata per il trattamento delle vaginiti dovute, o presumibilmente dovute, a infezioni miste da Trichomonas e Candida. Comprendere a fondo il suo funzionamento, le indicazioni, le modalità d'uso, le controindicazioni e gli effetti collaterali è fondamentale per un impiego sicuro ed efficace. Per informazioni su farmaci e confezioni ritirate dal commercio, è sempre consigliabile accedere al portale AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) per gli aggiornamenti più recenti.

Che Cos'è Fasigin-N e Come Agisce Contro le Infezioni Vaginali

Fasigin-N è un medicinale che combina due principi attivi, tinidazolo e nistatina, ed è classificato nel gruppo terapeutico degli antibatterici. Questa combinazione è stata studiata per affrontare contemporaneamente le infezioni di natura protozoaria e quelle fungine che frequentemente si presentano in forma mista.

Il tinidazolo, uno dei componenti chiave di Fasigin-N, è un derivato del 5-nitroimidazolo ed è specificamente indicato per la terapia delle infezioni causate da Trichomonas vaginalis. Questo protozoo è l'agente eziologico della tricomoniasi, un'infezione a trasmissione sessuale che colpisce sia le donne che gli uomini. Il tinidazolo agisce alterando il DNA dei microrganismi sensibili, portando alla loro eliminazione.

La nistatina, l'altro principio attivo presente in Fasigin-N, è un antibiotico con comprovata efficacia nel trattamento delle infezioni da Candida albicans e da altre specie di Candida, comunemente note come candidosi o moniliasi. La nistatina agisce legandosi agli steroli presenti nella membrana cellulare dei funghi, causando la formazione di pori e, di conseguenza, la fuoriuscita del contenuto cellulare e la morte del fungo. Ogni ovulo contiene Nistatina 100.000 U.I. per un'azione mirata contro queste infezioni micotiche.

Pertanto, l'associazione di tinidazolo e nistatina in Fasigin-N ovuli vaginali è particolarmente indicata per il trattamento di vaginiti caratterizzate dalla presenza contemporanea, o dal sospetto, di infezioni da Trichomonas e Candida. Questa doppia azione lo rende uno strumento terapeutico versatile nelle mani del medico.

Microscopio che mostra Trichomonas vaginalis e cellule di Candida albicans

Indicazioni Terapeutiche e Modalità d'Uso di Fasigin-N

Fasigin-N ovuli vaginali è specificamente indicato per il trattamento delle vaginiti che sono dovute, o presumibilmente dovute, a infezioni miste causate da Trichomonas e Candida. La sua formulazione in ovuli vaginali permette un'azione locale concentrata direttamente sul sito dell'infezione.

Posologia e Modo d'Uso

L'impiego di Fasigin-N deve seguire scrupolosamente le indicazioni del medico o quanto descritto nel foglietto illustrativo, che rappresenta un'unità posologica. La dose usuale raccomandata è pari a un ovulo due volte al giorno, da inserire per via vaginale. È importante mantenere la costanza nel trattamento per garantire la massima efficacia.

Il miglioramento sintomatico è spesso rapido, manifestandosi di solito entro 24-72 ore dall'inizio della terapia. Nella maggior parte dei casi di candidosi vulvovaginale e di infezioni miste, un ciclo di somministrazione di 7-14 giorni è sufficiente. Tuttavia, nei casi più resistenti o particolarmente persistenti, il medico potrebbe ritenere necessari trattamenti più prolungati per eradicare completamente l'infezione. Usi questo medicinale sempre come esattamente descritto in questo foglio o come il medico o il farmacista le ha detto di fare.

Uso in Caso di Compromissione Renale

Per i pazienti con disfunzioni renali, di solito non sono necessarie modifiche del dosaggio. Questa è un'informazione importante, in quanto semplifica la gestione del trattamento in soggetti con funzionalità renale compromessa. Tuttavia, poiché il tinidazolo viene eliminato facilmente mediante emodialisi, tali pazienti potrebbero necessitare di dosi aggiuntive del farmaco in concomitanza con le sedute dialitiche per mantenere livelli terapeutici efficaci. Qualsiasi aggiustamento deve essere valutato e prescritto dal medico curante.

Applicatore vaginale: come usarlo correttamente | Guida StrataMGT®

Controindicazioni e Precauzioni Importanti per Fasigin-N

Come per tutti i medicinali, anche per Fasigin-N esistono specifiche condizioni in cui il suo utilizzo è controindicato o richiede particolari precauzioni. È fondamentale essere consapevoli di queste avvertenze per garantire un uso sicuro e prevenire effetti indesiderati.

Quando Non Dev'essere Usato Fasigin-N

FASIGIN-N (tinidazolo + nistatina) è rigorosamente controindicato in diverse situazioni:

  • Ipersensibilità: Non deve essere utilizzato in pazienti con ipersensibilità nota al principio attivo (tinidazolo o nistatina), ad altri derivati del 5-nitroimidazolo (una classe di farmaci a cui appartiene il tinidazolo) o a uno qualsiasi degli eccipienti presenti nella formulazione degli ovuli.
  • Discrasia Ematica: Analogamente ai medicinali di struttura chimica similare, Fasigin-N è controindicato nei pazienti con una storia di discrasia ematica (alterazioni nella composizione del sangue) o con discrasia ematica in atto. Questo perché i derivati nitroimidazolici possono influenzare la crasi ematica.
  • Malattie del Sistema Nervoso Centrale: Il farmaco è controindicato nei pazienti con malattie organiche del sistema nervoso centrale. Il sistema nervoso è un estesissimo apparato di comunicazione simile a una rete telefonica, con il cervello come protagonista principale; eventuali patologie possono essere aggravate o influenzate dal farmaco.
  • Gravidanza e Allattamento: Fasigin-N è controindicato durante il primo trimestre di gravidanza e durante l'allattamento, come dettagliato nella sezione specifica.

Avvertenze e Precauzioni

Prima di iniziare il trattamento con Fasigin-N, è sempre consigliabile rivolgersi al medico o al farmacista per discutere eventuali dubbi o condizioni preesistenti. È importante considerare le seguenti precauzioni:

  • Disturbi Neurologici: Il tinidazolo e i medicinali di struttura chimica simile sono stati associati a diversi disturbi neurologici. Questi possono includere capogiri, vertigini, atassia (mancanza di coordinazione motoria), neuropatia periferica (danno ai nervi periferici) e, più raramente, convulsioni. Qualora compaiano disturbi non presenti prima di iniziare la terapia, quali vertigini, incoordinazione motoria e sonnolenza, è necessario interrompere l'assunzione del farmaco e segnalare immediatamente al medico.
  • Potenziale Carcinogenicità e Mutagenicità: È stata osservata carcinogenicità in topi e ratti trattati cronicamente con metronidazolo, un altro agente nitroimidazolico. Sebbene non siano noti effetti carcinogenici specifici a carico del tinidazolo, i due farmaci sono correlati dal punto di vista strutturale e, di conseguenza, potrebbero potenzialmente avere effetti biologici simili. Il tinidazolo ha anche prodotto effetti mutageni misti (sia positivi che negativi) in diversi test di laboratorio. Queste osservazioni sottolineano l'importanza di un uso ponderato del farmaco e sotto stretto controllo medico.
  • Interazione con Anticoagulanti Orali: Medicinali di struttura chimica simile al tinidazolo hanno dimostrato di potenziare gli effetti degli anticoagulanti orali. Questo significa che i pazienti che assumono farmaci per fluidificare il sangue potrebbero necessitare di un monitoraggio più attento dei parametri di coagulazione e di un eventuale aggiustamento della dose dell'anticoagulante, per evitare un rischio aumentato di emorragie.

La stretta osservanza di queste avvertenze e precauzioni è essenziale per la sicurezza del paziente durante il trattamento con Fasigin-N.

Fasigin-N in Gravidanza e Allattamento

L'utilizzo di qualsiasi farmaco durante la gravidanza e l'allattamento richiede una valutazione estremamente cauta del rapporto rischio/beneficio, data la potenziale esposizione del feto o del neonato. FASIGIN-N (tinidazolo + nistatina) non fa eccezione.

Gravidanza

FASIGIN-N (tinidazolo + nistatina) attraversa la barriera placentare, il che significa che i suoi principi attivi possono raggiungere il feto. Poiché gli effetti di questa classe di composti sullo sviluppo fetale e sul neonato non sono ancora ben noti in modo esaustivo, FASIGIN-N (tinidazolo + nistatina) è controindicato durante il primo trimestre di gravidanza. Questo periodo è cruciale per l'organogenesi, ovvero la formazione degli organi del feto, rendendo qualsiasi esposizione a farmaci potenzialmente rischiosa.

Non vi è evidenza di rischi specifici e comprovati in seguito al trattamento con FASIGIN-N (tinidazolo + nistatina) durante gli ultimi due trimestri di gravidanza. Tuttavia, anche in questo periodo, l'uso del farmaco non è esente da considerazioni. Per il suo impiego negli ultimi sei mesi di gestazione, va sempre valutato attentamente il rapporto rischio/beneficio sia per la madre che per il feto. La decisione spetta al medico, che considererà la gravità dell'infezione e l'assenza di alternative terapeutiche più sicure.

Allattamento

Anche durante l'allattamento, l'uso di Fasigin-N è soggetto a restrizioni. Il tinidazolo, uno dei principi attivi, è controindicato durante l'allattamento. Questo è dovuto al fatto che il tinidazolo passa attraverso il latte materno e può essere presente nello stesso per un periodo prolungato, fino a 72 ore dopo l'interruzione della terapia.

Di conseguenza, se non esistono alternative terapeutiche e il trattamento con Fasigin-N si rende indispensabile, l'allattamento deve essere sospeso. Per garantire la sicurezza del neonato ed evitare l'esposizione al farmaco tramite il latte materno, si devono lasciare passare almeno tre giorni (72 ore) dal termine del trattamento con tinidazolo prima di riprendere l'allattamento. Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale, specialmente durante periodi così delicati.

Schema di un ovulo vaginale con indicazioni sulle parti e modalità di assorbimento

Possibili Effetti Indesiderati di Fasigin-N

Come tutti i medicinali, anche FASIGIN-N può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. È importante essere informati su questi potenziali effetti e sapere come agire in caso di loro comparsa.

Gli effetti indesiderati che possono comparire sono generalmente non frequenti, di lieve entità e autolimitanti, come osservato nell'esperienza post-marketing con il tinidazolo per via orale. È fondamentale tenere presente che il rispetto delle istruzioni contenute nel foglietto illustrativo riduce il rischio di tali effetti.

Gli effetti indesiderati sono elencati di seguito in ordine di frequenza, in base alla classificazione MedDRA per sistemi e organi. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100 a < 1/10); non comune (≥ 1/1.000 a < 1/100); rara (≥ 1/10.000 a < 1/1.000); molto rara (< 1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Effetti Indesiderati Comuni e Meno Frequenti

  • Patologie Gastrointestinali: Talora possono comparire disturbi quali diarrea, nausea, vomito, e mal di stomaco. Questi sono generalmente i più frequentemente riportati con la somministrazione orale di tinidazolo.
  • Patologie del Sistema Nervoso: Il tinidazolo e i medicinali di struttura chimica simile sono stati associati a diversi disturbi neurologici. È importante interrompere l'assunzione del farmaco e segnalare al medico se compaiono disturbi non presenti prima di iniziare la terapia, quali vertigini, incoordinazione motoria e sonnolenza. Raramente sono state segnalate anche convulsioni, neuropatia periferica e atassia.
  • Patologie Vascolari: Non nota: tromboflebite (occasionalmente osservata nel sito di infusione con la formulazione endovenosa), rossore. Sebbene Fasigin-N sia per uso vaginale, è utile essere a conoscenza di effetti riportati per altre vie di somministrazione.
  • Patologie Sistemiche e Condizioni Relative alla Sede di Somministrazione: Comune (≥1/100 a <1/10). Dato che è un ovulo vaginale, si possono riscontrare localmente effetti come irritazione o bruciore, sebbene non specificamente dettagliati con frequenza nell'estratto fornito per Fasigin-N, ma sono tipici per farmaci per uso vaginale.

Segnalazione degli Effetti Indesiderati

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è di fondamentale importanza. Essa permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere. Gli effetti indesiderati possono, inoltre, essere segnalati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/responsabili-farmacovigilanza. Comunicare tempestivamente gli effetti indesiderati contribuisce a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Farmacologia e Tossicologia di Fasigin-N

Per comprendere appieno il profilo di sicurezza ed efficacia di Fasigin-N, è utile esaminare gli aspetti farmacologici e tossicologici dei suoi principi attivi, in particolare del tinidazolo, per il quale sono disponibili maggiori dettagli.

Assorbimento, Distribuzione ed Eliminazione del Tinidazolo

Dopo somministrazione orale, il tinidazolo è assorbito bene e in maniera abbastanza rapida. Le concentrazioni sieriche raggiungono il picco verso la terza ora, per poi ridursi molto lentamente, con un tempo di dimezzamento nel sangue stimato in 12-14 ore. Sebbene Fasigin-N sia una formulazione vaginale, un certo grado di assorbimento sistemico dei principi attivi può verificarsi, rendendo pertinenti queste informazioni.

Il tinidazolo si distribuisce largamente in tutti i tessuti del corpo e attraversa la barriera emato-encefalica, raggiungendo ovunque concentrazioni clinicamente significative, il che è rilevante per la sua potenziale azione sul sistema nervoso centrale. Il volume apparente di distribuzione è di circa 50 litri.

L'eliminazione del tinidazolo avviene sia per via epatica che renale. Studi condotti in volontari sani hanno dimostrato che, dopo 5 giorni, il 60-65% della dose viene eliminata con le urine, di cui un 20-25% di tinidazolo è escreto come farmaco immodificato. La rimanente parte viene metabolizzata.

Studi di Tossicità Acuta, Subacuta e Cronica

Gli studi di tossicità acuta hanno rivelato che la DL50 (dose letale per il 50% degli animali) di tinidazolo è risultata superiore a 3600 mg/kg nel topo e superiore a 2300 mg/kg dopo somministrazione per via orale e intraperitoneale, rispettivamente. Nel ratto, la DL50 è risultata superiore a 2000 mg/kg in seguito a somministrazione per entrambe le vie. Questi valori indicano una bassa tossicità acuta del farmaco.

Anche le prove di tossicità subacuta e cronica, condotte in varie specie animali, hanno confermato un buon profilo di sicurezza del farmaco. Nessun effetto tossico è stato osservato per somministrazioni croniche di tinidazolo a dosi di 200 mg/kg/die nel ratto, di 150 mg/kg/die nel cane e di 300 mg/kg/die nella scimmia. Infine, nessun effetto teratogeno (che causa malformazioni fetali) è stato riscontrato per dosi sino a 300 mg/kg/die nel topo e sino a 100 mg/kg/die nel coniglio.

Mutagenicità e Carcinogenicità

Per quanto riguarda la mutagenicità, il tinidazolo ha dimostrato effetti mutagenici nel ceppo sperimentale TA 100 di S. typhimurium, sia in presenza che in assenza del sistema di attivazione metabolica. Tuttavia, non ha mostrato effetti mutagenici nel ceppo TA 98. I risultati di mutagenicità sono stati misti (sia positivi che negativi) nei ceppi TA 1535, 1537 e 1538. Il tinidazolo è risultato mutagenico anche in un ceppo sperimentale di Klebsiella pneumonia. È interessante notare che i test di mutagenicità per tinidazolo hanno avuto esito negativo utilizzando un sistema di cellule in cultura di mammifero ottenuto con cellule di polmone V79 di criceto cinese (sistema di test HPRT), suggerendo una specificità dei risultati a seconda del modello di test.

Come menzionato in precedenza, è stata osservata carcinogenicità in topi e ratti trattati cronicamente con metronidazolo, un altro agente nitroimidazolico. Sebbene non si conoscano effetti carcinogenici specifici a carico del tinidazolo, i due farmaci sono correlati dal punto di vista strutturale e di conseguenza potrebbero potenzialmente avere effetti biologici simili. Questa correlazione strutturale impone cautela e continua sorveglianza.

Gestione del Sovradosaggio per Fasigin-N

In caso di assunzione accidentale o volontaria di una quantità eccessiva di Fasigin-N, è importante sapere come procedere.

Attualmente, non esistono antidoti specifici noti per il tinidazolo, uno dei principi attivi di Fasigin-N. Ciò significa che non esiste una sostanza che possa neutralizzare direttamente gli effetti del farmaco nell'organismo in caso di sovradosaggio.

Pertanto, in una situazione di sovradosaggio, la gestione si concentra sull'effettuare un trattamento sintomatico. Questo implica la somministrazione di terapie mirate ad alleviare i sintomi che si manifestano a causa dell'eccessiva quantità di farmaco nel corpo. Contemporaneamente, è necessario istituire un'adeguata terapia di supporto, secondo le necessità del paziente. Questo può includere misure per mantenere le funzioni vitali e sostenere il corpo durante l'eliminazione del farmaco.

È cruciale rivolgersi immediatamente a un medico o recarsi al pronto soccorso più vicino in caso di sospetto sovradosaggio, portando con sé la confezione del medicinale.

Conservazione e Smaltimento di Fasigin-N

La corretta conservazione dei medicinali è fondamentale per mantenerne l'efficacia e la sicurezza fino alla data di scadenza. Analogamente, un adeguato smaltimento è importante per la tutela dell'ambiente.

Come Conservare Fasigin-N

  • Temperatura e Ambiente: Il medicinale deve essere conservato a temperatura ambiente, in un luogo fresco e asciutto, e al riparo dalla luce. Condizioni ambientali non appropriate possono alterare la stabilità e l'efficacia dei principi attivi.
  • Scadenza: Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull’etichetta o sulla confezione. La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato, e all'ultimo giorno di quel mese. L'utilizzo di un farmaco scaduto può essere inefficace o potenzialmente dannoso.
  • Bambini: Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Tutti i farmaci devono essere tenuti in luoghi sicuri per prevenire assunzioni accidentali da parte dei minori.

Smaltimento Corretto

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Questo è un aspetto cruciale per proteggere l'ambiente e prevenire la contaminazione. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più o che sono scaduti. Esistono specifici punti di raccolta presso le farmacie o altri centri designati per lo smaltimento sicuro dei farmaci. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente e a garantire che i residui farmaceutici non entrino nell'ecosistema.

Immagine che illustra come conservare correttamente i farmaci

Approfondimento sulle Vaginiti: Patologia e Approccio Terapeutico

La vaginite è un'infiammazione del rivestimento (mucosa) della vagina, che può essere provocata da irritazione, traumi o, più comunemente, da infezioni. È una condizione molto frequente e può causare sintomi fastidiosi come prurito, bruciore, dolore, perdite vaginali anomale e dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali).

Fattori Scatenanti e Proliferazione Microbica

L'infiammazione è favorita da qualsiasi fattore che riduca l'acidità fisiologica della vagina. La vagina, infatti, ospita naturalmente una flora batterica, prevalentemente costituita da lattobacilli, che produce acido lattico mantenendo un pH acido (tipicamente tra 3.8 e 4.5). Questo ambiente acido è un meccanismo di difesa naturale che ostacola la crescita eccessiva di microrganismi patogeni.

Quando questo equilibrio viene alterato e il pH vaginale aumenta (diminuzione dell'acidità), si crea un ambiente più favorevole alla proliferazione di microrganismi normalmente presenti in quantità limitate o di agenti esterni. Tra questi, come abbiamo visto, Trichomonas vaginalis e Candida albicans sono due dei patogeni più comuni responsabili di vaginiti, spesso presentandosi anche in infezioni miste. Altri fattori che possono alterare il pH includono l'uso di antibiotici, lavande vaginali aggressive, squilibri ormonali (es. menopausa, gravidanza), stress, rapporti sessuali non protetti e l'uso di contraccettivi.

L'Importanza del Controllo Medico e del Trattamento del Partner

Considerando la natura spesso infettiva delle vaginiti, e in particolare della tricomoniasi che è un'infezione trasmessa sessualmente, è in genere necessario che lo stesso trattamento venga eseguito da entrambi i partner. Questo è fondamentale per prevenire una nuova infezione dopo che la paziente è già guarita (reinfezione reciproca). L'opportunità che anche il partner venga sottoposto a controllo medico è quindi un passo cruciale nell'approccio terapeutico.

La diagnosi accurata della causa della vaginite è essenziale per un trattamento efficace. Solo un medico può identificare l'agente patogeno responsabile e prescrivere la terapia più appropriata. L'autodiagnosi e l'automedicazione possono portare a un trattamento inappropriato, ritardando la guarigione e potenzialmente favorendo lo sviluppo di resistenze o di infezioni croniche.

Applicatore vaginale: come usarlo correttamente | Guida StrataMGT®

Considerazioni su Altri Trattamenti per Affezioni Vaginali: Dafnegin

Oltre a Fasigin-N, esistono altri farmaci con meccanismi d'azione e indicazioni simili o complementari per le affezioni vaginali, che possono essere prescritti a seconda della specifica diagnosi. Tra questi, il Dafnegin (ciclopiroxolamina) è un esempio rilevante, anch'esso un antimicotico ed antibatterico.

Che Cos'è Dafnegin e A Cosa Serve

DAFNEGIN contiene il principio attivo ciclopiroxolamina, che appartiene alla categoria dei medicinali antimicotici (attivi contro i funghi) ed antibatterici. Similmente a Fasigin-N, agisce contro microrganismi responsabili di infezioni.Dafnegin è disponibile in diverse forme farmaceutiche per adattarsi alle diverse esigenze terapeutiche e sedi di infezione:

  • Crema Vaginale: È utilizzata per il trattamento di patologie vulvo-vaginali e peri-anali prodotte da Candida.
  • Ovuli Vaginali: Sono utilizzati per il trattamento delle patologie vulvo-vaginali prodotte da Candida.
  • Soluzione Vaginale: È un coadiuvante nella terapia delle affezioni vulvo-vaginali da Candida; può essere impiegato anche dopo altra terapia vaginale, allo scopo di ridurre il rischio di recidive.

Si rivolga al medico se non si sente meglio o se si sente peggio.

Modalità d'Uso e Posologia di Dafnegin

Le modalità d'uso di Dafnegin variano a seconda della forma farmaceutica:

Crema Vaginale

Avviti l'applicatore sul tubo di crema e lo riempia praticando una leggera pressione sul tubo. Introduca l'applicatore in profondità nella vagina e applichi il contenuto (5 g) quotidianamente prima di coricarsi per 6 giorni consecutivi o al giudizio del medico fino ad un massimo di 14 giorni. Per l'applicazione si raccomanda una posizione sulla schiena con le gambe leggermente piegate. Per impedire una nuova infezione dopo che è già guarita, è opportuno trattare con un po’ di crema vaginale anche la cute presente intorno ai genitali e all’ano.

Ovuli Vaginali

La dose raccomandata è 1 ovulo da 100 mg per 3-6 giorni, in funzione della gravità dell'infezione e a giudizio del medico.

Soluzione Vaginale

Applicare quotidianamente la soluzione vaginale, preferibilmente al mattino, per un periodo di cinque giorni, utilizzando l'intero flacone con le seguenti modalità d'uso:

  1. Tenere il flacone per l'anello e piegare il cappuccio fino a rottura del sigillo di sicurezza.
  2. Estrarre la cannula sino al suo arresto in modo da avvertire lo scatto del giusto posizionamento.
  3. Introdurre la cannula in vagina e premere le pareti del flacone in modo da permetterne il completo svuotamento. Si suggerisce di eseguire l'operazione di irrigazione in posizione distesa e lentamente, cercando di mantenere la soluzione per alcuni minuti nella vagina.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Controindicazioni e Avvertenze per Dafnegin

DAFNEGIN non deve essere usato se si è allergici alla ciclopiroxolamina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati nel paragrafo 6 del foglietto illustrativo originale).

  • Sensibilizzazione: L'uso, specie se prolungato, di medicinali per uso vaginale può dar luogo a fenomeni di sensibilizzazione. In questo caso occorre sospendere il trattamento ed adottare idonee misure terapeutiche, rivolgendosi al medico.
  • Partner: È possibile un'infezione reciproca tra lei e il suo partner; per prevenire una nuova infezione dopo che è già guarita, è opportuno che anche il suo partner venga sottoposto a controllo medico.
  • Gravidanza e Allattamento: Nelle applicazioni intravaginali non si ha praticamente assorbimento sistemico del preparato. Tuttavia, come per la maggior parte dei farmaci, l'impiego del farmaco in gravidanza deve avvenire solo a seguito di una rigorosa scelta delle indicazioni, sotto diretto controllo del medico. Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.
  • Interazioni: Non sono note interazioni con altri medicinali.
  • Guida di Veicoli e Utilizzo di Macchinari: Non si sono riscontrati effetti negativi sulla guida di veicoli e sull’utilizzo di macchinari.

Composizione e Reazioni agli Eccipienti

DAFNEGIN Crema vaginale contiene alcool cetilico e alcool stearilico, che possono causare reazioni sulla pelle localizzate (ad es. dermatite da contatto). Contiene alcol benzilico che può causare lieve irritazione locale. DAFNEGIN Ovuli vaginali contiene acido benzoico che può causare irritazione locale.

Composizione di Dafnegin

  • Crema Vaginale: 100 g di crema vaginale contengono 1 g di ciclopiroxolamina. Gli altri componenti sono: 2-ottil-dodecanolo, paraffina liquida, vaselina filante, alcool cetilico, alcool stearilico, alcool miristilico, dietanolamide di acidi grassi di cocco, polisorbato 60, sorbitan monostearato, alcool benzilico, acido lattico e acqua deionizzata.
  • Ovuli Vaginali: Ogni ovulo vaginale da 100 mg contiene 100 mg di ciclopiroxolamina. Gli altri componenti sono: acido benzoico, glicerilemonoricinoleato e gliceridi semisintetici.
  • Soluzione Vaginale: 100 ml di soluzione vaginale contengono: ciclopiroxolamina 200 mg. Eccipienti: polietilenglicole 300; poliglicoleum; undebenzofene; polisorbato 20; acido lattico; profumo alla rosa; acqua depurata.

Possibili Effetti Indesiderati di Dafnegin

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Raramente sono stati riscontrati prurito, bruciore o irritazione locale. Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglietto illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati. È importante comunicare al medico o al farmacista la comparsa di effetti indesiderati anche non descritti nel foglietto illustrativo.

Confronto strutturale tra Tinidazolo e Ciclopiroxolamina

Questo quadro dettagliato di Fasigin-N e, in modo comparativo, di Dafnegin, fornisce un'ampia panoramica sui trattamenti disponibili per le vaginiti, sottolineando l'importanza di una diagnosi accurata e di un uso consapevole dei farmaci.

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