L'allattamento rappresenta una delle esperienze più naturali e importanti nel percorso di crescita del neonato e nella relazione madre-bambino. Allattare significa nutrire il neonato con latte materno, direttamente dal seno o mediante l’ausilio di un tiralatte. L'allattamento è un momento fondamentale nella vita di un neonato e rappresenta una delle esperienze più naturali e intime tra madre e bambino. In questo articolo approfondiremo tutti gli aspetti dell’allattamento, con uno sguardo scientifico, pratico e umano.

I Benefici dell’allattamento al seno per il neonato
Perché allattare al seno? Innanzitutto, perché l’allattamento al seno rafforza il sistema immunitario trasmettendo al bambino anticorpi contro virus e batteri e riduce il rischio di sviluppare nel tempo malattie come diabete e obesità. Inoltre, il latte materno aiuta a prevenire la sindrome della morte improvvisa del lattante, la cosiddetta “morte in culla”, e promuove lo sviluppo neuro-comportamentale del bambino.
Nei neonati prematuri il latte materno è indispensabile non solo come nutriente, ma anche come prima difesa immunitaria. Diversi studi hanno dimostrato che il latte materno è in grado di ridurre l’incidenza delle infezioni e di patologie intestinali. In questi casi, in fase iniziale è possibile ricorrere anche al latte materno donato da altre donne, in quanto a causa del parto prematuro la montata lattea può tardare ad arrivare.
Il latte materno non è un semplice alimento, ma un sistema biologico complesso, che contiene centinaia di sostanze e la cui composizione varia nel tempo e da una donna all’altra. Ricco di cellule immunitarie, ormoni, enzimi e microrganismi benefici, il latte della mamma è sempre pronto all’uso e alla giusta temperatura, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Bere latte materno offre al neonato molti benefici: riduce il rischio di avere disturbi come asma, allergie, malattie infettive e anemia, e favorisce la sopravvivenza nei neonati prematuri.
I vantaggi dell’allattamento per la neomamma
I vantaggi dell’allattamento al seno riguardano anche le neomamme che, allattando al seno, possono riprendere la forma fisica: allattare aiuta infatti a perdere il peso accumulato durante la gravidanza. Il corpo della mamma risponde con il rilascio di ossitocina, soprannominata "ormone dell'amore". Questa sostanza viene rilasciata ogni volta che il bambino si nutre dal capezzolo durante la poppata.
L'attaccamento precoce e frequente del tuo neonato aiuta l'utero a contrarsi e stimola la "terza fase" del parto, con l'espulsione della placenta. Può quindi evitare che la madre perda troppo sangue. "Quando una madre allatta al seno, il suo utero si restringe più rapidamente rispetto a quello di una madre che non allatta", spiega il Prof. Peter Hartmann. Inoltre, l'allattamento si associa alla riduzione del rischio, in modo proporzionale alla durata dell’allattamento, di sviluppare tumore al seno e all’ovaio e diabete di tipo II.
Il legame affettivo tra mamma e bambino
Non da ultimo, tra i benefici dell’allattamento al seno c’è l’instaurazione di un forte legame di fiducia e amore tra la mamma e il bambino: in una fase in cui tra i sensi del neonato l’olfatto è quello più sviluppato proprio per riconoscere l’odore del latte materno, l’allattamento al seno è una via di comunicazione privilegiata tra mamma e bebè.
Il forte aumento di ossitocina che si verifica ogni volta che allatti al seno ti aiuta anche a consolidare il tuo legame con il tuo bambino. Gli scienziati hanno collegato l'aumento dei livelli di ossitocina con quello che descrivono come "comportamento materno potenziato", caratterizzato da un contatto visivo più lungo, risposte più rapide e più coccole.
L'importanza dell'allattamento
La composizione del latte materno: un sistema biologico in evoluzione
Il latte materno non ha mai la stessa composizione e la stessa consistenza durante la poppata. L’Organizzazione Mondiale della Sanità invita le donne a portare avanti l'allattamento anche fino ai due anni. La composizione del latte varia naturalmente in base alle esigenze del piccolo: è un alimento in continua evoluzione, ideale per una corretta crescita e una buona salute del neonato. Nessun altro alimento è in grado di fornire gli elementi nutritivi necessari e sufficienti a regolare lo sviluppo fisico e mentale di un bambino e a proteggerlo dalle malattie.
Esistono tre tipi principali di latte materno:
- Il colostro: prodotto dal 1° al 6° giorno di vita del bambino, è giallastro per l'alto contenuto di beta-carotene e la sua consistenza risulta piuttosto densa. È ricco di anticorpi, proteine, sali minerali e moltissimi altri nutrienti e fattori di crescita.
- Il latte di transizione: prodotto dal 6° al 14° giorno, presenta livelli aumentati di lattosio e grassi, diventando un alimento più calorico.
- Il latte maturo: prodotto dal 15° giorno in poi, stabilizza la sua composizione ricca di lipidi, carboidrati, proteine, vitamine, minerali e acqua in proporzioni ideali per il lattante.
Tecniche e Consigli pratici per un allattamento di successo
Sebbene allattare al seno sia la cosa più naturale al mondo, molte donne hanno spesso false convinzioni. In realtà, pressoché tutte le mamme sono in grado di allattare, a parte poche eccezioni. La produzione di latte viene stimolata dalla suzione del bambino; è quindi fondamentale attaccare il piccolo subito dopo la nascita.
L’ideale sarebbe allattare al seno in maniera esclusiva almeno fino ai 6 mesi. Oggi si consiglia di offrire il latte a richiesta del piccolo e non a orari prestabiliti. Non esistono tecniche particolari, ma i professionisti in ambito sanitario possono consigliare alcune posizioni da assumere per rendere questo momento più confortevole: la posizione a culla, la posizione a rugby o quella sdraiata.
Bisogna controllare in primo luogo che il neonato abbia in bocca, oltre al capezzolo, anche buona parte dell’areola. Guardare un video di un neonato all’opera può essere molto istruttivo. Alcune mamme preferiscono far svuotare al bambino un seno per volta, altre scelgono di offrire entrambi i seni durante la stessa poppata, ma l’ideale è lasciare che sia il bambino a decidere tempi e modi.

Alimentazione e stili di vita della mamma che allatta
Il fabbisogno nutrizionale della mamma che allatta è elevato, ma questo non significa che si debba mangiare per due: in genere bastano circa 500 Kcal aggiuntive. L’alimentazione materna influenza solo in minima parte la composizione del latte. Quello che conta è seguire una dieta bilanciata e varia, ricca di alimenti di origine vegetale come legumi, frutta e verdura, e proteine.
Da non trascurare è anche l’introito d’acqua; per un’adeguata produzione di latte è raccomandato che le donne bevano 2.700 ml di acqua al giorno. Mentre in passato si suggeriva alle neomamme di evitare verdure come broccoli o asparagi, oggi si consiglia di mangiare questi cibi con moderazione osservando le reazioni del bambino.
È necessario invece essere molto cauti con gli alcolici. Un bicchiere di vino può essere consentito una tantum, a patto di non allattare subito dopo. Bisognerebbe inoltre dire addio alle sigarette o quantomeno ridurre al minimo il fumo passivo in presenza del neonato. Occorre cautela anche con l’assunzione di farmaci, da utilizzare solo dopo aver consultato il proprio medico.
Gestire le difficoltà comuni
Nonostante i benefici, alcune madri possono affrontare difficoltà come il dolore ai capezzoli, spesso causato da una cattiva posizione o un attacco errato. L’ingorgo mammario è un’altra condizione comune che, se non trattata, può evolvere in mastite (infiammazione anche infettiva). È importante svuotare completamente il seno durante ogni allattamento e fare attenzione a una buona igiene, ma non c'è bisogno di lavare il seno prima e dopo ogni poppata, poiché il seno è dotato di ghiandole che provvedono a una disinfezione naturale.
Se si ha il sospetto che il bambino non stia ricevendo abbastanza latte, è possibile pesarlo una volta alla settimana per valutare l’accrescimento ponderale, controllando inoltre il numero di pannolini sporchi (almeno 5-6 cambi di pipì al giorno).
Il ruolo dello svezzamento e il proseguimento dell'allattamento
A partire dal compimento del sesto mese, le esigenze nutrizionali del bimbo in allattamento tendono a cambiare: il latte materno non è più in grado di assicurare un corretto apporto di ferro e di alcuni micronutrienti; per questo motivo bisogna iniziare ad avviare un’alimentazione complementare.
Ciò non significa che il latte materno smetta di essere benefico. Al contrario, mantiene la sua importanza almeno fino ai 2 anni di vita e può quindi essere protratto fino a quando mamma e bambino lo desiderano. Lo svezzamento non implica l’interruzione dell’allattamento, ma un processo graduale in cui il bambino scopre nuovi cibi mantenendo il seno come fonte di nutrimento e conforto.

Il valore sociale dell'allattamento
L'Organizzazione Mondiale della Sanità considera l'allattamento uno degli obiettivi prioritari di salute pubblica a livello mondiale. L'Unicef, dal canto suo, ricorda che la diffusione dell'allattamento potrebbe evitare ogni anno nel mondo la morte di 1,4 milioni di bambini. Conoscere e mettere in pratica alcune semplici regole aiuta a offrire i maggiori vantaggi al bambino e a risparmiare molti disagi alla mamma.
Le resistenze culturali ancora limitano la pratica dell'allattamento in ambienti esterni. Per questo motivo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'Unicef chiedono il riconoscimento universale di almeno quattro mesi di maternità e un congedo anche per i papà, in modo da rendere condivisa la responsabilità della dieta del neonato. Allattare al seno significa, istinto e affetto a parte, anche riconoscere e accettare i bisogni e i ritmi del bambino, avere fiducia nelle sue competenze, capire i segnali che invia, essere disponibili verso l’altro; in sintesi: accettare che questo nuovo altro possa anche non essere così precocemente autonomo.