La riproduzione assistita rappresenta una speranza per molte coppie che affrontano problemi di infertilità. Tra le diverse tecniche disponibili, la fecondazione eterologa con ovodonazione ha acquisito un ruolo sempre più rilevante, specialmente in Italia dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 2014 che ne ha consentito l'applicazione. Questo trattamento permette alle coppie in cui la partner femminile ha l’esigenza di ricorrere agli ovociti di un’altra donna di aumentare significativamente le loro probabilità di ottenere una gravidanza. L’ovocita donato, unito con il seme del partner maschile della coppia, produrrà lo zigote, dando il via al processo di formazione dell'embrione. Spesso, le pazienti cui viene proposto di sottoporsi a fecondazione in vitro previa ovodonazione chiedono quali siano i suoi tassi di successo al primo tentativo. Il loro dubbio è: quali sono le chance che abbiamo di avere un bimbo, se ricorriamo alla donazione di gameti?
La fecondazione eterologa è, infatti, una tecnica di medicina della riproduzione in cui l’aiuto per raggiungere la gravidanza è dato dalla donazione di cellule riproduttive femminili o maschili. In particolare, l’ovodonazione prevede l’impiego di ovociti di donatrice che vengono fecondati con spermatozoi del proprio partner, per poi procedere con il trasferimento in utero dell’embrione ottenuto. Questo percorso, ripristinato in Italia solo da pochi anni, rende difficoltoso avere a disposizione donatrici in ambito nazionale. I programmi si basano principalmente sull’importazione di cellule crioconservate da banche estere, una strategia che ha dimostrato la sua estrema efficacia e sicurezza grazie alla tecnica di vitrificazione ovocitaria.
Quando la Fecondazione Eterologa con Ovodonazione è Indicata
La FIVET con donazione di ovuli non è di solito il trattamento di prima scelta quando una donna o una coppia si reca in una clinica della fertilità, poiché le pazienti di solito vogliono provare prima la gravidanza con i propri gameti. Tuttavia, l'ovodonazione è chiaramente indicata in specifiche situazioni di infertilità femminile. Vengono indirizzate alla fecondazione eterologa con ovodonazione le coppie in cui la partner femminile presenti un problema di infertilità tale da non consentire una fecondazione omologa, ossia con i propri ovociti.
Le principali indicazioni includono:
- Pazienti senza funzione ovarica: questo può essere dovuto a insufficienza ovarica primaria, insufficienza ovarica precoce, assenza di ovaie o menopausa.
- Pazienti con funzione ovarica compromessa: pur avendo funzione ovarica, non possono usare i loro ovuli a causa di anomalie genetiche trasmissibili, fallimenti ripetuti in precedenti cicli di FIVET o perché hanno più di 40 anni.Quest'ultima causa è la più frequente, poiché con l'età la qualità degli ovociti diminuisce: aumenta la probabilità che gli embrioni ottenuti presentino anomalie cromosomiche che compromettono la loro vitalità e causano aborti. Inoltre, l'avanzare dell'età aumenta notevolmente le possibilità di avere un bambino con la sindrome di Down. La fecondazione eterologa è, quindi, una tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA) per quelle pazienti in cui si possono verificare delle situazioni per le quali risulta difficile ottenere degli ovociti anche dopo stimolazioni ormonali con dosaggi di rilievo, come in casi di ridotta riserva ovarica o età avanzata.
La Vitrificazione Ovocitaria: Una Tecnologia Chiave

Chi affronta un percorso per risolvere disturbi della fertilità di coppia può trovarsi di fronte a terminologie mediche complesse e che spaventano, proprio come quella di vitrificazione ovocitaria. In realtà, si tratta di una tecnica di PMA ben consolidata da tempo. La vitrificazione degli ovociti è una procedura che prevede il congelamento degli ovuli prelevati ad una paziente, di solito dopo una stimolazione ovarica, per essere impiegati successivamente in un qualunque trattamento per la fertilità. Gli ovuli immaturi o ovociti della paziente vengono congelati per un successivo uso nei trattamenti di fertilità.
Originariamente, il processo di vitrificazione degli ovociti è stato molto utilizzato in presenza di trattamenti medici necessari, ma responsabili di indurre sterilità. Questa tecnologia ha offerto una finestra sul futuro per le giovani pazienti che avrebbero un giorno desiderato un bambino. Sempre più donne, poi, hanno deciso di congelare gli ovociti per preservare quelli sani più a lungo. Come è noto, infatti, l’età media per avere il primo figlio si è molto spostata in avanti, per motivi familiari, di lavoro, carriera, economici, o semplicemente perché non si trova un compagno con cui condividere la genitorialità. La vitrificazione permette a queste donne di conservare ovociti giovani e sani, per un momento più idoneo alla maternità. Ultimamente, inoltre, grazie allo sviluppo di nuovi farmaci e di procedure, è possibile indurre una stimolazione ovarica tale da permettere la produzione di più ovuli in un solo ciclo.
Il processo di vitrificazione prevede la lavorazione del gamete con una soluzione fortemente concentrata di crioprotettori congelanti. Questa serve a disidratarlo e a prepararlo al congelamento vero e proprio. Questo avviene in modo istantaneo, rapidissimo. Gli ovociti o ovuli vitrificati vengono poi conservati, mantenuti in azoto liquido a -196 °C o -321 °F, fino all’eventuale utilizzo. Gli studi scientifici hanno dimostrato come la maturità dell’ovulo sia comunque strettamente correlata al successo della procedura, ovvero più l’ovocita è maturo, meglio sarà.
Sicurezza e Impatto della Vitrificazione
La vitrificazione prevede che gli ovociti donati vengano congelati in bio-contenitori in azoto liquido alla temperatura di -196 gradi, con la possibilità di riuscire a conservare le qualità delle cellule. Il rischio di cristallizzazione è stato ridotto negli ultimi anni, prevenendo danni cromosomici. Questo era il pericolo più grande, ma oggi, alla luce dei fatti e delle esperienze, è possibile evidenziare come il congelamento rapido degli ovociti sia decisamente migliore dei precedenti metodi di congelamento lento. Non sembra ad esempio esserci un rischio maggiore di anomalie nei bambini quando si utilizza la procedura di vitrificazione degli ovociti rispetto ad altre forme di tecnologia di riproduzione assistita. Ciò significa che i rischi di anomalia sono gli stessi di un ovulo che non fosse stato congelato. Tuttavia, il congelamento e lo scongelamento non eliminano l’eventualità di difetti congeniti o anomalie nel feto.
Dopo lo scongelamento, l'ovulo dovrà essere sottoposto ad ICSI, ovvero ad iniezione intracitoplasmatica di spermatozoo, per essere fecondato e dare origine ad un embrione. Il congelamento dell’ovulo può, infatti, indurre un indurimento del suo involucro esterno, a tal punto da diventare impenetrabile da uno spermatozoo, nel caso di una IUI (inseminazione intra uterina) o di una FIVET classica.
La Selezione della Donatrice di Ovociti
L'ovodonazione è un processo molto controllato. Per poter essere eseguito, il candidato ovodonante deve soddisfare una serie di requisiti legali, medici ed etici. Per poterlo fare, la futura donatrice dovrà passare attraverso un processo di selezione che valuta sia la sua condizione fisica che gli aspetti psicologici. Per essere idonea al programma di donazione di ovuli, la futura donatrice deve avere un'età compresa tra i 18 e i 35 anni, essere in buone condizioni psicofisiche e non essere portatrice di malattie genetiche, ereditarie o infettive che possono essere trasmesse alla prole.
È importante notare che si tratta di un processo altruistico, volontario e totalmente anonimo: l'identità della donatrice di ovuli rimarrà sempre riservata. Essendo le donazioni di gameti anonime, non sarà possibile per la coppia venire a conoscenza dell’identità della donatrice (e viceversa), ma è garantita la selezione di donatori con caratteristiche il più possibile compatibili con la coppia. Si parlerà in questo caso del cosiddetto “matching”, ossia di un particolare protocollo che impiega un sofisticato sistema nel quale le cartelle cliniche di ogni donatrice includono fotografie, gruppo sanguigno e dati antropometrici. Questo sistema mira a individuare - in modo del tutto automatizzato - una corrispondenza fisica (ossia una somiglianza) tra la donatrice e la ricevente e/o il suo partner, talvolta avvalendosi anche di scanner facciali. Per queste situazioni esiste la possibilità di ricorrere alla donazione degli ovociti da parte di donatrici anonime per le quali viene garantita la buona salute dal punto di vista dei cromosomi, delle malattie infettive e l'assenza in famiglia di malattie psichiatriche.
La competenza delle Banche Europee garantisce la sicurezza nella consegna degli ovociti, l’anonimato delle donatrici, e l’accurata selezione delle stesse mediante esecuzione di esami di primo e secondo livello come da normativa Italiana/Europea.
Tipologie di Ovodonazione
A seconda dell'origine degli ovuli e della tempistica, esistono due tipi principali di ovodonazione: la donazione di ovuli freschi o la donazione di ovuli vetrificati. Tuttavia, oggi possiamo includere in questa classificazione anche altri due tipi di ovodonazione: gli ovuli da banca e la mini ovodonazione o la donazione di ovuli in comune.
Donazione di ovuli freschi
In questi casi, la donatrice e la ricevente degli ovuli devono avere il ciclo ormonale sincronizzato, in modo che la donatrice sia stimolata mentre la ricevente prepara il suo endometrio. In altre parole, nello stesso ciclo, gli ovuli della donatrice vengono estratti e, dopo 3 o 5 giorni, gli embrioni vengono trasferiti nell'utero della ricevente. Lo svantaggio di questa tecnica è che se la donatrice non risponde bene alla stimolazione ovarica, la ricevente potrebbe dover attendere il ciclo successivo per eseguire il trasferimento, che comporta più farmaci ormonali e maggiore stress emotivo.
Donazione di ovuli vitrificati
Qui non è necessario che donatore e ricevente siano sincronizzati. In primo luogo, si ottengono gli ovociti del donatore e quelli maturi vengono congelati con la tecnica della vitrificazione. Una volta trovato un ricevente compatibile, questi ovuli vengono scongelati e fecondati con lo sperma della coppia o di un donatore compatibile in caso di doppia donazione. Come nel caso precedente, la ricevente dovrà anche eseguire il trattamento di preparazione dell'endometrio prima del trasferimento dell'embrione, ma questo non sarà coordinato con la donatrice. Lo svantaggio di questo metodo è che il numero di uova disponibili per la fecondazione può diminuire perché non tutte sopravvivono allo scongelamento. Anche così, gli attuali tassi di sopravvivenza sono molto buoni grazie all'ottimizzazione della tecnica di vitrificazione degli ovociti.Dal momento in cui la fecondazione eterologa è stata consentita in Italia, abbiamo osservato un costante aumento della richiesta e del numero dei pazienti che accedono a questo trattamento. In Italia, le donatrici di ovociti sono un numero molto ridotto, quindi i programmi si basano principalmente sull’importazione di cellule crioconservate da banche estere. Ma l’estrema efficacia e sicurezza della tecnica di vitrificazione ovocitaria, quella che oggi usiamo per congelare gli ovociti, permette l’utilizzo di uova crioconservate con risultati pressoché paragonabili a quelli ottenuti con ovociti freschi. Chiaramente, un programma di fecondazione eterologa con ovociti donati crioconservati richiede che venga aumentato il numero di ovociti da assegnare ad ogni coppia, per ridurre al minimo il rischio di degenerazione dopo lo scongelamento e soprattutto per massimizzare i risultati clinici. Dopo un periodo di valutazione di quale fosse la strategia migliore da adottare, si è osservato che l’importazione e l’assegnazione di 8 ovociti vitrificati per coppia permette di ottenere un ragionevole rapporto di costo/efficacia, cioè di garantire risultati clinici consistenti, pur mantenendo dei costi accessibili ai pazienti.
Banca di ovuli
Come già accennato, gli ovuli della donatrice possono essere utilizzati sia freschi che congelati. Se l'ovodonazione è fresca, sarà necessario sincronizzare i cicli della donatrice e della ricevente. Altrimenti, dopo aver ottenuto le uova, saranno congelate fino al momento della fecondazione, quando saranno scongelate. Per questa seconda opzione, la clinica della fertilità può avere le proprie donatrici (la propria banca degli ovuli) o, al contrario, lavorare in coordinamento con una banca degli ovuli esterna. Una banca di ovuli è un dipartimento incaricato di ottenere, valutare e poi distribuire gli ovuli delle donatrici. Grazie alla loro attività, le banche degli ovuli dispongono di un ampio e vario database di donatori. Per questo motivo, possono rispondere a quasi tutte le richieste delle cliniche. Questo permette ai centri riproduttivi di offrire un trattamento di ovodonazione quasi immediatamente, poiché è raro non trovare una donatrice compatibile nella banca degli ovuli.
Mini-ovodonazione
La mini-ovodonazione consiste nella donazione di un numero minore di ovuli. Mentre in una ovodonazione completa la ricevente ottiene tutti gli ovuli recuperati dalla donatrice, che possono essere tra 8 e 10, nella mini-ovodonazione ne riceve solo 4 o 5. La mini-ovodonazione ha due scopi: questioni economiche, in quanto il prezzo è notevolmente ridotto e quindi più donne e coppie possono accedere a questo trattamento, e la non generazione di embrioni in eccesso, utile per tutte le donne o coppie che vogliono avere un figlio solo attraverso l'ovodonazione. In questo modo non si generano embrioni in eccesso che devono essere successivamente donati o vitrificati, con le conseguenti spese di mantenimento. La mini-ovodonazione è anche nota come donazione di ovuli condivisi, in quanto gli ovuli estratti da una donatrice possono essere utilizzati per due o più riceventi, sempre nel rispetto della legislazione vigente che stabilisce che non possono nascere più di 6 figli dallo stesso donatore, compresi i propri figli.
La Procedura di Ovodonazione Passo Dopo Passo

Quando si inizia un ciclo di fecondazione in vitro con ovodonazione la coppia esegue dei colloqui mirati in cui vengono visionati gli esami richiesti e vengono fornite tutte le informazioni necessarie, racchiuse nel consenso informato. La scelta di procedere con l’ovodonazione è molto delicata: il nostro team di specialisti esegue un colloquio mirato in diversi passaggi, cercando di chiarire gli aspetti tecnico-scientifici, psicologici, etici e legali che caratterizzano questo percorso.
Stimolazione Ovarica della Donatrice e Prelievo Ovocitario (nel caso di ovociti freschi)
Una volta che la donatrice di ovuli è stata accettata, è possibile avviare il ciclo di ovodonazione. La donatrice viene sottoposta a un trattamento ormonale di stimolazione ovarica per ottenere lo sviluppo di più uova che in un ciclo naturale, in cui solo una di esse maturerebbe, aumentando così le possibilità di successo. Poi, per mezzo della puntura follicolare, si ottengono le uova sviluppate. Quelli maturi vengono fecondati in laboratorio con lo sperma del partner del ricevente o di un donatore di sperma anonimo, a seconda delle caratteristiche di ogni coppia. Gli embrioni risultanti vengono mantenuti in coltura e il loro sviluppo viene valutato fino al giorno del trasferimento degli embrioni alla donna ricevente.
Preparazione Endometriale della Ricevente
La donna ricevente non dovrà eseguire terapie invasive; l’unica necessità è preparare l’utero ad accogliere l’embrione ottenuto dalla fecondazione tra gli ovuli della donatrice e gli spermatozoi del partner. Prima del trasferimento embrionale, la ricevente viene sottoposta a un trattamento di preparazione endometriale in modo che gli embrioni possano essere impiantati nell'utero. Questo avviene con una terapia basata essenzialmente sull’assunzione di estrogeni (per lo più per via orale) e di progesterone (per via vaginale). Estrogeni e progesterone devono essere somministrati, per via orale, vaginale o a chiazze, in modo che l'endometrio raggiunga lo spessore appropriato (7-10 mm) e diventi ricettivo. Il momento più idoneo per il trasferimento viene individuato attraverso l’ecografia transvaginale che consente di misurare lo spessore interno dell’endometrio dell’utero della ricevente.
Scongelamento, Fecondazione e Embryo-Transfer
Una volta preparato l'endometrio, si può procedere con lo scongelamento degli ovociti della donatrice e, nello stesso giorno, con la raccolta del campione seminale del partner, per l’inseminazione degli ovociti con tecnica ICSI. Nei giorni seguenti si monitora lo sviluppo embrionario e si programma l’embryo-transfer, che può avvenire da 2 a 5 giorni dopo la fertilizzazione ovocitaria. Il trasferimento dell'embrione nella cavità uterina del ricevente avverrà tra 3 e 6 giorni dopo la fecondazione. L’embryo-transfer è una procedura semplice che non comporta nessun dolore né fastidio per la donna. L'embrione o gli embrioni della migliore qualità saranno scelti per il trasferimento (per legge il massimo è 3).
Il transfer dell’embrione ottenuto avviene quasi sempre in 5° giornata allo stadio di blastocisti, come per le tecniche di procreazione assistita con utilizzo di gameti propri. Anche in questo caso, la presenza eventuale di embrioni sovrannumerari rende possibile la loro crioconservazione in azoto liquido per futuri tentativi, sia per fare un altro tentativo nel caso in cui la gravidanza non venga raggiunta in questo, sia per avere un altro figlio in seguito. In questo modo si minimizza il numero di embrioni sovrannumerari e si mantiene riservata alla coppia la restante parte di ovociti. I programmi di fecondazione assistita si basano sempre sul trasferimento di un singolo embrione allo stadio di blastocisti, per minimizzare il rischio di insorgenza di gravidanze multiple. Dopo circa 12-14 giorni, il dosaggio ematico del beta-hcg ci dirà se la gravidanza è iniziata. L’intero percorso di fecondazione eterologa con ovodonazione viene facilmente gestito anche dalle pazienti lontane: la continua assistenza offerta dal team del Centro Clinico San Carlo di Torino consente di monitorare efficacemente le donne in trattamento anche a distanza.
Tassi di Successo e Risultati Clinici

Entrando nel cuore della questione, i numeri parlano chiaro. Grazie al fatto che vengono utilizzati ovociti di buona qualità provenienti da donne giovani e sane, i tassi di successo dell’ovodonazione sono superiori a quelli della FIV con ovociti propri.
Dall’analisi dei dati è emerso che il 57% degli ovociti che si fecondano correttamente dopo scongelamento e inseminazione mediante tecnica ICSI è in grado di raggiungere gli stadi più avanzati della coltura embrionale (cioè lo stadio di blastocisti). In media, a partire da 8 ovociti scongelati si ottengono 3.3 blastocisti. Ebbene, il 95,6% dei cicli di scongelamento ovocitario si conclude con l’ottenimento di almeno una blastocisti da trasferire e nel 79,3% dei casi si ottengono blastocisti sovrannumerarie che possono essere crioconservate per futuri tentativi.
Quanto al tasso cumulativo di gravidanza a termine (ossia il numero totale di parti ottenuti dai cicli di scongelamento ovocitario e dagli eventuali successivi trasferimenti di embrioni crioconservati) per ciclo iniziato è pari al 50%. C’è da sottolineare, infine, che non è sempre necessario scongelare l’intero lotto di ovociti, ma che al fine di minimizzare il numero di embrioni sovrannumerari si può procedere con lo scongelamento di una parte di ovociti, mantenendo riservata alla coppia la restante parte. Il tasso di gravidanza con vitrificazione di ovociti è diverso per ogni donna, a seconda di quanto è maturo l’ovulo e per quanto tempo è stato congelato e altri fattori tipici dei trattamenti per la fertilità.
Secondo il rapporto statistico pubblicato dalla Sociedad Española de Fertilidad lo scorso anno 2022 (Registro Nacional de Actividad 2022-Registro SEF), nel caso della donazione a fresco, la percentuale di gravidanza per trasferimento in un ciclo di ovodonazione è del 56,9% e il tasso di parto per trasferimento è del 42,2%. Nel caso della donazione di ovociti vitrificati, queste percentuali diminuiscono leggermente, attestandosi rispettivamente al 52,3% e al 39,5%. I dati statistici qui riportati non devono essere utilizzati per implicare o prevedere una certezza di risultato per un individuo specifico all’interno di una popolazione a rischio.
Considerazioni Economiche della Fecondazione Eterologa
L'esecuzione della FIVET con ovodonazione rende più costoso il trattamento di riproduzione assistita, poiché i farmaci per stimolare la donatrice e la compensazione finanziaria per il disagio causato devono essere pagati. Mentre un trattamento FIVET/ICSI con ovuli propri costa tra i 3.500 e i 5.500 euro, se si aggiunge la donazione di ovuli, il prezzo può variare tra i 4.000 e i 9.000 euro a seconda della clinica di fertilità e del tipo di ovodonazione.
Il vantaggio della FIVET con ovodonazione è che gli ovuli sono di alta qualità e la paziente di solito ottiene una gravidanza all'inizio. È quindi possibile risparmiare il costo dei cicli accumulati che si dovrebbero effettuare se le uova fossero nostre. La mini-ovodonazione è anche un'opzione che offre un vantaggio economico, in quanto il prezzo è notevolmente ridotto e quindi più donne e coppie possono accedere a questo trattamento.
Vantaggi dell'Ovodonazione in Italia
In Italia solo da pochi anni è stato possibile effettuare nuovamente la fecondazione eterologa, motivo per cui è difficoltoso avere a disposizione delle donatrici in ambito nazionale. I vantaggi di poter effettuare l’ovodonazione nel proprio Paese sono molteplici, con minori spostamenti dal lavoro, vicinanza con il personale medico già conosciuto, come nei casi in cui si ricorre all’ovodonazione per il fallimento dei precedenti tentativi di fecondazione con i propri ovociti. I tassi di successo dati dai bimbi nati e la cura delle esigenze della coppia ricevente nel rispetto della privacy, rendono l’ovodonazione un trattamento sicuro ed efficace.
Domande Frequenti e Chiarimenti
Le coppie alle prese con problemi di fertilità dovrebbero rivolgersi ad uno specialista del settore, prima di prendere in considerazione una qualunque procedura di PMA. Non ne esiste infatti una migliore di altre, ma semplicemente la più idonea per ogni singolo caso. Per stabilire quale sia, è necessario effettuare una diagnosi, e quindi capire la causa dell’infertilità, che può essere maschile, femminile o di coppia. Molti donatori, prima di essere coinvolti nel processo di ovodonazione, temono le conseguenze che questa tecnica può avere, in quanto si ritiene che sia una procedura pericolosa e che possa persino portare al cancro. Tuttavia, la donazione di ovuli è un processo sicuro con pochissimi effetti collaterali, di cui la donatrice viene informata prima di iniziare in qualsiasi clinica. Una di queste è la sindrome da iperstimolazione ovarica, che sta diventando sempre più rara.
È possibile donare ovuli e sperma allo stesso tempo?
Sì, è la cosiddetta doppia donazione. Si tratta di eseguire un processo di FIVET utilizzando sia ovuli che sperma di donatori e non di futuri genitori.
È possibile effettuare il transfer embrionario in una ovodonazione con ciclo naturale?
Sì, in alcune circostanze è possibile eseguire il transfer embrionario di una ovodonazione in ciclo naturale. Nei protocolli più comuni, l’endometrio della ricevente viene preparato con ormoni per controllare i tempi del transfer.
Qual è il numero di tentativi di successo con l'ovodonazione?
Non esiste un numero fisso di tentativi di ovodonazione raccomandati. Dipenderà dalle caratteristiche di ogni situazione di infertilità. Ci sono coppie che ci provano più volte e quelle che gettano la spugna dopo due o tre processi di ovodonazione.
Se ho un bambino con ovuli da donatore, mi assomiglierà?
L'informazione genetica (DNA) dell'embrione trasferito sarà quella della donatrice. Tuttavia, quando si sceglie un donatore per un ricevente, le caratteristiche fisiche di entrambi si cerca di essere il più possibile simili. Pertanto, è probabile che assomigli al destinatario. Inoltre, l'ambiente materno durante la gravidanza influenza l'espressione di alcuni geni (attraverso l'epigenetica) e può anche influenzare alcuni geni legati a tratti fisici, come avviene nella trasmissione di alcune malattie. Tuttavia, non si sa ancora nulla e sono necessari ulteriori studi per confermarlo.
È più vantaggiosa la donazione di ovociti freschi o vitrificati?
La donazione di ovociti
L'Importanza di un Team Multidisciplinare
Rivolgersi ad un centro qualificato come RAPRUI può essere la scelta giusta: qui si trovano tutti gli specialisti del caso (ginecologi, andrologi, ostetrici, embriologi, biologi, endocrinologi riproduttivi, psicologi, nutrizionisti, eccetera) in grado di lavorare in team. Questo è un aspetto necessario data la complessità della materia e delle procedure attivabili. Ogni dubbio, ansia, timore o speranza va condivisa con questi esperti, capaci di grande ascolto e di spiegare passo dopo passo ogni cosa. Solo dopo un’attenta valutazione del caso e una diagnosi certa sarà possibile comprendere quale sia il miglior iter verso la genitorialità, con o senza la vitrificazione degli ovociti.
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