Enterococcus Faecalis in Gravidanza: Diagnosi, Trattamento e Considerazioni Naturali

L'Enterococcus faecalis è un batterio Gram-positivo di forma sferica (cocco) che abita normalmente il tratto gastrointestinale dell'essere umano e di altri mammiferi. Sebbene sia un componente comune del microbiota intestinale, può trasformarsi in un patogeno opportunista, causando infezioni se riesce a colonizzare distretti corporei diversi dall'intestino, come le vie urinarie, o se il sistema immunitario dell'ospite è indebolito. In gravidanza, la sua presenza e le potenziali infezioni che può scatenare meritano particolare attenzione.

Comprensione dell'Enterococcus Faecalis

L'Enterococcus faecalis, osservato al microscopio, si dispone tipicamente a coppie (diplococchi) o in corte catenelle. È uno dei batteri che si trovano più facilmente nelle vie urinarie e anche nel seme, ed è una delle più tipiche cause di cistite. Questo batterio "stupido" pare che venga dall'intestino e nell'uomo si annida nella prostata. È un "bastardone" che si passa in maniera facilissima ed è altrettanto facile ricaderci.

Struttura dell'Enterococcus faecalis

Modalità di Contrazione dell'Infezione

Le modalità di contrazione dell'Enterococcus faecalis sono principalmente due:

  • Endogena (autoinfezione): è la via più comune, spesso legata a una errata igiene. Ad esempio, per problemi di stitichezza o semplicemente per un'errata "manovra" nell'igiene quotidiana, questo enterococco può finire nel posto sbagliato o inquinare il campione per l'esame.
  • Esogena (contagio diretto): tipica dell'ambiente ospedaliero. Le infezioni da enterococco faecalis, un batterio omnipresente, vengono infatti prese spesso in ospedale. In quest'ultimo caso la sopravvivenza del batterio può protrarsi anche per più di 6 mesi. Se l'infezione dei genitali è presente, il controllo deve essere fatto per entrambi i partner con tampone vaginale e cervicale per lei e spermiocultura, spermiogramma e tampone uretrale per lui, per escludere che il contagio sia avvenuto per entrambi.

Modalità di trasmissione batterica

Sintomatologia e Manifestazioni

I sintomi dell'Enterococcus faecalis non sono univoci, ma dipendono strettamente dall'organo colpito dall'infezione. In gravidanza, il principale punto di riferimento in merito è il tampone vaginale. Tra i sintomi di questo batterio Gram positivo è presente la cistite, che è la manifestazione più frequente, spesso associata all'uso di cateteri vescicali. Tuttavia, è anche comune che l'infezione sia asintomatica. Nonostante ciò, la presenza di batteri nelle urine (batteriuria) può causare problemi durante la gravidanza.

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Enterococcus Faecalis e Gravidanza

Durante i nove mesi di gestazione è essenziale fare attenzione alla salute. La diagnosi tempestiva dell'Enterococcus faecalis in gravidanza, attraverso test come l'urinocoltura e il tampone vaginale, e il trattamento adeguato con antibiotici sicuri per la gestazione sono essenziali per evitare complicazioni. La presenza di numerosi batteri nelle urine (batteriuria) è una condizione normalmente non preoccupante, ma durante la gravidanza può causare dei problemi. Si stima che la batteriuria asintomatica interessi il 2-7% delle gravidanze, motivo per cui i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) prevedono l'esecuzione di un'urinocoltura in gravidanza, anche nelle donne che non hanno sintomi.

Impatto sui Diversi Trimestri di Gravidanza

I rischi dell'Enterococcus faecalis in gravidanza variano in base al trimestre:

  • Nel primo trimestre di gravidanza: le infezioni da Enterococcus faecalis possono aumentare il rischio di aborto spontaneo, anche se questa associazione non è così comune come nei trimestri successivi. Tuttavia, la presenza di infezioni urinarie non trattate può comportare complicazioni materne, come l'insorgenza di pielonefrite, un'infiammazione dei reni che può colpire fino a una donna su tre in gravidanza.
  • Nel secondo trimestre: se l'infezione non viene curata, si può verificare un aumento del rischio di parto pretermine. La crescita del feto e la pressione sull'utero contribuiscono al ristagno dell'urina, esponendo la donna a infezioni più gravi.
  • Nel terzo trimestre di gravidanza: l'infezione da Enterococcus faecalis non trattata comporta rischi elevati sia per la madre che per il bambino. Il rischio di parto pretermine è particolarmente accentuato, così come quello di basso peso alla nascita (inferiore a 2,5 kg). Il feto può essere esposto a problemi legati alla prematurità e a ritardi nella crescita intrauterina, causati dalle infezioni non gestite.

È fondamentale un trattamento tempestivo per prevenire complicazioni in tutti i trimestri.

Complicazioni della gravidanza legate a infezioni

Trasmissione al Neonato

Sebbene meno frequente dello Streptococco di gruppo B (SGB), anche l'enterococco può essere trasmesso al neonato durante il parto, causando potenziali infezioni precoci.

Diagnosi dell'Enterococcus Faecalis in Gravidanza

La diagnosi corretta dipende dalla sede dell'infezione. Il principale punto di riferimento in merito è il tampone vaginale. L'esame microbiologico del tampone vaginale può rivelare la presenza di Enterococcus faecalis. Inoltre, l'urinocoltura è un esame utile per ricercare la presenza di ceppi batterici, anche nelle donne che non hanno sintomi. L'identificazione biochimica dei microrganismi nell'essudato permette di confermare la presenza di Enterococco faecalis. Una volta isolato il microrganismo, è indispensabile eseguire l'antibiogramma per identificare l'antibiotico più adatto a eliminarlo, come il ciproxin fra gli altri.

Processo di diagnosi microbiologica

Aspetti Clinici dei Risultati

Analizzando i risultati di un tampone vaginale, un pH vaginale di 4,6 (con un range normale di 3.8-4.4) suggerisce un leggero squilibrio. La presenza di scarsi lattobacilli e batteri positivi, unita all'assenza di Gardnerella vaginalis e miceti, indirizza verso una disbiosi. La conferma dell'Enterococco faecalis attraverso l'identificazione biochimica è cruciale. L'esame microscopico può rivelare "numerose cellule e rari leucociti", indicando un'infiammazione, ma non un'infezione massiva.

È importante notare che se il germe è presente a livello di vagina o uretra, ma non dà segni di sé, non sono necessarie cure particolari. Tuttavia, se dà sintomi (esempio: cistite, oppure disturbi uretrali o vaginali) va curato con antibioticoterapia mirata.

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Trattamento e Prevenzione

Il trattamento per l'Enterococcus faecalis in gravidanza prevede una terapia antibiotica mirata, prescritta dal medico in base all'esito dell'esame diagnostico e dell'antibiogramma. Tra i farmaci considerati sicuri e comunemente usati in gravidanza troviamo la fosfomicina e la nitrofurantoina, anche se quest'ultima deve essere evitata nelle ultime settimane di gestazione a causa del rischio di effetti collaterali neonatali. Per i ceppi sensibili, l'antibiotico di scelta rimane l'ampicillina (o la penicillina G).

Se la diagnosi risulta positiva in uno dei partner, è bene che anche l'altro segua una terapia. Di solito la cura viene data a entrambi i componenti della coppia proprio per evitare il rischio "ping pong", ossia che ci si passi l'infezione senza riuscire mai a venirne a capo. Pertanto si consiglia la cura a entrambi e rapporti protetti. Se si preferisce non fare anche la cura antibiotica, è fondamentale che i rapporti siano protetti non solo ai fini di un eventuale concepimento ma anche ai fini della trasmissione dell'infezione, oppure astenersi dai rapporti durante la cura del partner.

Rimedi Naturali e Stili di Vita Ausiliari

Non esistono "cure naturali" capaci di eradicare un'infezione sistemica da enterococco. Tuttavia, oltre al trattamento antibiotico, ci sono alcuni rimedi che possono aiutare a gestire i sintomi e prevenire complicazioni:

  • Idratazione: bere abbondante acqua è fondamentale per favorire la diuresi e aiutare l'eliminazione del batterio attraverso le urine.
  • Igiene accurata: è importante adottare pratiche di igiene accurate per prevenire la reinfezione. La dottoressa suggerisce: "prima di fare esame ti lavi bene le mani e ti fai bidet lavando da davanti a dietro e non viceversa..idem per LUI". Questo perché molte volte si sbaglia nel lavarsi e qualcosa va a finire dove non dovrebbe.
  • Alimentazione: l'alimentazione va modificata, aumentando i cibi alcalinizzanti e diminuendo o eliminando del tutto i cibi che acidificano il corpo.
  • Mirtillo: sia rosso che nero, è un ottimo antinfiammatorio clinicamente studiato nella risoluzione delle infezioni delle vie urinarie. Bere un bicchiere di succo di mirtillo o mangiare i suoi frutti freschi è la prevenzione migliore contro la proliferazione dei batteri patogeni delle infezioni urinarie.
  • Erbe drenanti e detossificanti: si possono assumere altre piante utili in caso d'infiammazione, ossia le erbe drenanti (tarassaco, asparago, betulla e finocchio) e le erbe detossificanti (cardo, boldo e carciofo).
  • Probiotici: alcuni ricercatori hanno osservato che specifici probiotici sopprimono la crescita di batteri patogeni, stimolando il sistema immunitario o uccidendoli direttamente. È possibile che gli ovuli vaginali che contengono il bacillo acidofilo possano aiutare a ripopolare la vagina con i microbi che ci devono essere, ristabilendo l'equilibrio. I ricercatori hanno così scoperto che il passaggio del batterio E. faecalis dall'intestino ai reni è facilitato da una proteasi, GelE, prodotta dal batterio stesso. Interferire con i sistemi di quorum-sensing potrebbe essere quindi una strategia promettente per contrastare gli effetti dannosi dei batteri patogeni. Le spore probiotiche di B. subtilis sono risultate in grado di inibire l'espressione del gene che codifica per GelE, impedendo la traslocazione di E. faecalis.

Alimenti utili per la salute delle vie urinarie

Consigli Aggiuntivi

È importante non sottovalutare la situazione e rivolgersi sempre a un medico specialista per una diagnosi e un piano terapeutico adeguati, soprattutto in gravidanza. La gestione dell'Enterococcus faecalis, soprattutto se curato tempestivamente, non dovrebbe essere causa seria di infertilità. Tuttavia, il problema di questo batterio pare essere la facilità con cui si può ripresentare, quindi la prevenzione e la cura di entrambi i partner sono cruciali.

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