Il nome Emilia possiede una risonanza profonda, che affonda le sue radici nella storia romana e si irradia attraverso secoli di cultura, spiritualità e tradizione geografica. È un nome femminile italiano di origine latina, derivato dall'antico cognomen romano "Aemilius", un nome gentilizio, ovvero che indica la "gens", la famiglia, storicamente molto nobile. Ampiamente diffuso nel Nord Italia e, soprattutto in Toscana, continua a essere sostenuto dal culto di vari santi e sante, mantenendo viva la sua presenza nel panorama onomastico.
Le Origini e le Sfaccettature Etimologiche del Nome Emilia
L’origine e il significato del nome Emilia sono, per certi versi, avvolti in una suggestiva incertezza, che ne arricchisce il fascino. È spesso associato al termine "aemulus", che significa "rivale", "competitore" o "imitatore". Questa interpretazione suggerisce una personalità dinamica e determinata, caratteristiche che possono aver contribuito alla sua persistenza attraverso le epoche. Il suo significato, dunque, è quello di "rivale o emulo".
Un'altra possibile interpretazione lo lega indissolubilmente alla regione romana dell'Aemilia, l'attuale Emilia-Romagna, suggerendo un significato di "proveniente dall'Emilia". Questa connessione geografica non è casuale, dato che l'antica tradizione romana è il fulcro da cui il nome ha irradiato la sua influenza. Il nome Emilia, con la sua lunga storia e tradizione, è stato portato da diverse figure di spicco nell'antica Roma, testimoniando la sua nobiltà e importanza. La 'gens Aemilia' (stirpe Emilia) fu, infatti, una nobile famiglia romana, contribuendo al prestigio del nome.

Nel corso della storia, il nome ha mantenuto la sua vitalità. La variante femminile Emilia, con le oltre 150.000 omonime, supera di poco l'originario Emilio che si attesta sui 140.000 omonimi. Le varianti insieme superano appena le 10.000 unità, indicando una chiara preferenza per la forma principale. In inglese divenne comune, nelle forme Emily ed Emilia, solo nel XVIII secolo, allorché il casato di Hannover ereditò il trono britannico; la principessa Amelia Sofia, infatti, era nota in inglese come Emily, sebbene "Amelia" sia un nome completamente diverso per origine e significato.
Sante e Onomastico: Un Legame con la Fede
La tradizione cristiana ha abbracciato e santificato il nome Emilia, conferendogli un significato spirituale aggiuntivo. La Chiesa celebra S. Emilio martire in Sardegna il 28 maggio, una data che, per estensione, è considerata l'onomastico di tutte le persone che portano questo nome. Esistono anche altre figure di santità, come Santa Emilia martire e l'omonima Sant'Emilia che fondò le Suore dell'Apparizione, festeggiate rispettivamente il 2 e 17 giugno. S. Emiliana, zia di Gregorio Magno e sorella di S., completa il quadro delle figure religiose legate a questo nome. Queste date offrono diverse occasioni per celebrare chi porta il nome Emilia, rafforzando il suo legame con la spiritualità e la tradizione.
Personalità Notevoli e Riferimenti Culturali
Il nome Emilia ha brillato attraverso i secoli, adornando figure di spicco nel mondo dell'arte, della letteratura e dell'intrattenimento contemporaneo. Tra le numerose figure femminili famose che se ne fregiarono, ricordiamo la moglie di Jago, un personaggio femminile di rilievo, protagonista dell'"Otello" di Shakespeare, la quale incarna drammaticamente le tematiche dell'onore e della tragedia. Allo stesso modo, l'Emilia Galotti del Lessing è una figura letteraria iconica, protagonista di una tragedia illuminista che esplora i temi della virtù e della tirannia.
Nel mondo moderno, diverse figure di spicco portano o hanno portato il nome Emilia, contribuendo a mantenerlo vivo nell'immaginario collettivo:
- Emilia Clarke, nata nel 1986, è una famosa attrice britannica. È internazionalmente nota per il suo ruolo di Daenerys Targaryen nella celebre serie televisiva "Game of Thrones", un ruolo che l'ha resa un volto riconoscibile a livello globale.
- Emilia Fox, nata nel 1974, è un'attrice inglese, apprezzata per il suo versatile lavoro sia in televisione che al cinema, con una carriera che spazia tra vari generi e ruoli.
- Emilia Attias, nata nel 1987, è un'attrice, modella e conduttrice televisiva argentina, figura poliedrica nel panorama dello spettacolo latinoamericano.

Emilia nella Vita Quotidiana e nelle Relazioni Sociali
Il nome Emilia, oltre a risuonare nella storia e tra personaggi celebri, è profondamente intessuto nelle dinamiche della vita quotidiana e nelle relazioni sociali. Si manifesta in una varietà di contesti, evocando affetto, responsabilità, saggezza e talvolta anche preoccupazione, come testimoniano diverse espressioni comuni che ne catturano l'essenza:
- "Emilia, per favore, aiuta nonna a preparare il pranzo per tutta la famiglia questo fine settimana a Firenze." Questa frase rivela un senso di responsabilità e partecipazione familiare.
- "Ricordo quando Emilia era solo una neonata, dormiva serena nella sua culla di vimini, sognando il futuro." Qui, il nome evoca tenerezza e la bellezza dei ricordi.
- "Emilia e Marco, vi prego di considerare l'idea di trasferirvi più vicino a noi, la casa è grande." In questo contesto, Emilia è parte di un legame affettivo che desidera prossimità.
- "Emilia, amore mio, ogni giorno con te è un viaggio meraviglioso attraverso le colline del Chianti." Questa espressione è un inno all'amore e alla gioia condivisa.
- "Emilia, non dimenticare di portare il tuo fratellino Luca al parco giochi dopo la scuola oggi." Una richiesta che sottolinea la cura e l'attenzione per i più piccoli.
- "Se solo Emilia avesse ascoltato i miei consigli, forse non si troverebbe in questa situazione difficile ora." Qui, Emilia è oggetto di riflessione su scelte e conseguenze.
- "Emilia, ti prego, smetti di litigare con tua sorella Sofia per quel stupido vestito nuovo." Una situazione comune che mostra le dinamiche familiari e le piccole tensioni.
- "Quando visiteremo Venezia, Emilia, promettimi che faremo un giro in gondola al tramonto insieme." Un desiderio di condividere momenti speciali e un legame affettivo.
- "Emilia, porta pazienza con il nonno, sai che a volte si dimentica le cose, poverino." Un invito alla comprensione e alla compassione.
- "È incredibile come Emilia sia diventata una donna così forte e indipendente, sono fiero di lei." Questa frase celebra la crescita personale e l'ammirazione per la forza d'animo.
Questi esempi mostrano la versatilità del nome Emilia, che si adatta a contesti di affetto profondo, richiami alla responsabilità, ricordi preziosi e proiezioni future, rendendolo un nome vivo e dinamico nella quotidianità.
Scheda del nome Emilia | Portale Bambini
Emilia e la Spiritualità: Un Viaggio Tra Fedi Millenarie
Il nome Emilia si presta anche a essere immaginato in un contesto di ricerca spirituale profonda, esplorando diverse tradizioni religiose che offrono percorsi di crescita interiore e comprensione del mondo. Attraverso gli occhi di una figura ideale che porta questo nome, possiamo intravedere un viaggio affascinante tra filosofie e pratiche millenarie, ognuna delle quali ha plasmato culture e individui in modi unici.
L'Eco del Buddismo nella Vita di Emilia
Il Buddismo è una religione e una filosofia basate sugli insegnamenti del Buddha, vissuto nell'India nord-orientale tra il VI e il IV secolo a.C. I suoi insegnamenti mirano ad aiutare le persone a porre fine alla sofferenza, raggiungere l'illuminazione (nirvana) e interrompere il ciclo delle rinascite. Questa religione comprende diverse tradizioni e pratiche, con due rami principali: Theravada e Mahayana. Ognuna offre interpretazioni e percorsi unici per la liberazione spirituale.Una persona di nome Emilia, immersa in questi principi, potrebbe:
- Emilia ha trovato la pace interiore meditando sulle rive del fiume Gange, seguendo gli insegnamenti buddhisti.
- Emilia crede che la pratica della mindfulness, ispirata al buddismo, l'aiuti a gestire lo stress quotidiano.
- Emilia, durante il suo viaggio in Nepal, ha visitato antichi monasteri buddhisti e ha imparato l'importanza del distacco.
- Emilia studia i sutra buddhisti per comprendere meglio la natura della sofferenza e il percorso verso l'illuminazione.
- Emilia pratica la compassione e la gentilezza amorevole, principi fondamentali del buddismo, verso tutti gli esseri.

L'Influenza dell'Induismo su Emilia
L'Induismo è spesso definita la più antica religione vivente al mondo; non ha un unico fondatore e nasce da diverse tradizioni del subcontinente indiano. L'antica tradizione vedica costituisce un fondamento importante. La ricca raccolta di testi comprende spiritualità, yoga, filosofia e mitologia e offre una guida per il dharma, ovvero una vita armoniosa e retta. Queste e altre tradizioni insieme costituiscono l'eredità spirituale e culturale unica dell'Induismo.Emilia, esplorando questa fede, potrebbe vivere esperienze significative:
- Emilia, durante il suo soggiorno a Varanasi, ha assistito a cerimonie hindu lungo il fiume sacro Gange.
- Emilia studia i testi sacri dell'induismo, come il Bhagavad Gita, per comprendere la natura del dharma.
- Emilia pratica yoga e meditazione, discipline radicate nell'induismo, per raggiungere l'equilibrio interiore.
- Emilia crede nella reincarnazione, un concetto centrale dell'induismo, e spera di rinascere in una forma migliore.
- Emilia ha visitato templi hindu dedicati a diverse divinità, come Shiva e Vishnu, ammirandone la bellezza artistica.

Il Giainismo e i Principi di Emilia
Il Giainismo è una religione indiana di dharma, i cui insegnamenti ruotano attorno alla non violenza (ahimsa) verso tutti gli esseri viventi. Le due sette principali, Digambara e Svetambara, promuovono l'autocontrollo (shramana, "autosufficienza") e la crescita spirituale attraverso un percorso pacifico, affinché l'anima possa crescere verso la sua meta più alta.Una figura come Emilia, avvicinandosi al Giainismo, potrebbe:
- Emilia ammira i principi di non-violenza (ahimsa) del giainismo e cerca di applicarli nella sua vita quotidiana.
- Emilia ha studiato le scritture giainiste per comprendere meglio il concetto di karma e la via della liberazione.
- Emilia è rimasta colpita dalla pratica del digiuno nel giainismo, un modo per purificare il corpo e la mente.
- Emilia ha visitato un tempio giainista e ha ammirato le statue dei Tirthankara, guide spirituali del giainismo.
- Emilia rispetta profondamente la filosofia giainista che promuove la moderazione e il rispetto per tutte le forme di vita.

Il Cristianesimo nel Cuore di Emilia
Il Cristianesimo è una religione monoteista incentrata sulla vita e gli insegnamenti di Gesù Cristo, considerato il Figlio di Dio e il Messia profetizzato. Nacque nel I secolo d.C. e si diffuse in tutto l'Impero Romano e oltre, diventando la religione più diffusa al mondo. Il Cristianesimo si basa sull'Antico e sul Nuovo Testamento e comprende importanti movimenti come la Chiesa cattolica e il Protestantesimo.Una persona di nome Emilia, nutrita dalla fede cristiana, potrebbe:
- Emilia canta nel coro della chiesa ogni domenica, condividendo la sua fede attraverso la musica sacra.
- Emilia si reca spesso a Roma per visitare la Basilica di San Pietro e pregare per la pace nel mondo.
- Emilia trova conforto nella preghiera e nella lettura della Bibbia durante i momenti difficili della sua vita.
- Emilia crede fermamente nell'amore e nella misericordia di Dio verso tutti i suoi figli, indipendentemente dai loro errori.
- Emilia partecipa attivamente alle attività della sua parrocchia, aiutando i bisognosi e diffondendo il messaggio del Vangelo.

L'Emilia: La Regione e la Sua Profonda Connessione con il Nome
Oltre alle sue radici etimologiche e al suo significato personale e spirituale, il nome Emilia evoca potentemente una delle regioni più storiche e ricche d'Italia: l'Emilia, oggi Emilia-Romagna. Questo compartimento dell'Italia Settentrionale deve il suo nome alla lunga via che l'attività romana lanciò dal mare al Po, fra il colle e la bassa pianura: la Via Emilia, arteria vitale dell'antica Roma.
Evoluzione Storica e Amministrativa della Regione Emilia
Con il nome di Emilia furono dal 27 dicembre 1859 comprese le quattro provincie degli ex-ducati di Parma e di Modena, le legazioni di Bologna e di Ferrara e la Romagna, Forlì e Ravenna. Questa configurazione iniziale ha segnato un passo importante nella definizione territoriale. Aggiunte furono fatte in tempi più recenti: verso occidente e verso sud si è ampliata l'Emilia nel 1923, poiché ha acquistato parte dell'ex-circondario di Bobbio (provincia di Pavia) e tutto l'ex-circondario di Rocca San Casciano (provincia di Firenze). Questi ampliamenti hanno contribuito a modellare i suoi confini attuali.
La regione è cinta da tutte le parti dal Veneto, la Lombardia, il Piemonte, la Liguria, la Toscana e le Marche, fatta eccezione per l'est, dove è bagnata dall'Adriatico. Per ampiezza, occupa il settimo posto fra i compartimenti italiani, con una superficie di 22.116,66 kmq (circoscrizione amministrativa al 21 aprile 1931). Per popolazione assoluta, si attesta al sesto posto, con 3.213.914 abitanti (risultato provvisorio del censimento del 21 aprile 1931; secondo il censimento del 1921, ma nella circoscrizione amministrativa attuale, la popolazione presente era di 3.027.009 abitanti). Anche per densità, si classifica al sesto posto: 145 abitanti per kmq. Le coordinate entro le quali è racchiusa sono 0° 18′-3° 8′ di longitudine Ovest.

Le Caratteristiche Fisiche: Orografia e Idrografia
Le caratteristiche fisiche dell'Emilia sono variegate e contribuiscono alla sua unicità.
Orografia: L'Appennino Emiliano
La linea spartiacque non è sempre seguita dal confine con la Toscana, il quale talora abbraccia più di quel che dovrebbe e talaltra comprende meno; quindi l'orografia dell'Emilia non ha sempre per limite meridionale la linea di displuvio. L'Appennino Emiliano fa parte dell'Appennino Settentrionale, che il Passo della Cisa (1040 m.) divide in due sezioni, dette Appennino Ligure e Appennino Toscano; la prima sezione spetta all'Emilia nella parte orientale.
Il crinale dell'Appennino Ligure si presenta come una linea contorta, con frequenti passi come la Madonna della Neve (876 m.) e Crocetta di Varese (840 m.), e con due contrafforti lunghi un centinaio di km. e convessi verso occidente. L'uno, fra Scrivia e Trebbia, ha le cime Antola (1598 m.) e Lesima (1724 m.), il gigante di tutto il contrafforte. L'altro, fra la Trebbia e il Taro, muove al passo dell'Incisa, si eleva al Monte Maggiorasca (1803 m.), il maggior monte del Piacentino, e qui si divide in rami che separano i vari affluenti dei due fiumi ricordati.
L'altra sezione va fino al Passo della Scheggia per 304 km., ma è ormai consuetudine suddividerla in due: il Passo delle Piastre fra l'Ombrone pistoiese e il Reno (761 m.) è la linea di divisione. La prima sottosezione è detta dell'Appennino Tosco-continentale o Toscopadano (lunga 110 chilometri), l'altra dell'Appennino peninsulare (194 km.). La direzione della prima è da nord-ovest a sud-est e ha forma assai spezzata. I contrafforti moventi verso il Po vanno in senso normale agli assi delle pieghe montuose; anche qui le più alte cime non sono sulla linea di cresta, ma fuori di essa, verso il versante adriatico. Così è per l'Alpe di Succiso (2017 m.), così è per il Cusna (2121 m.), così è per il gigante dell'Appennino Settentrionale, il Cimone (2163 metri).
Nella prima sottosezione si elevano cime che sono fra le più alte, pur mantenendosi quasi sempre al di sotto dei 2000 metri, e si aprono passi, parecchi superiori ai 1000 m. Fra le cime si notano il Monte Orsaro, nel Parmense (1830 m.), il Monte Sillara (1861 m.), il Monte Alto (1904 m.), la Muda (1893 m.), il Monte Sillano (1875 m.), il Monte Prado (2004 m.), il Monte Giovo (1991 m.), il Monte Rondinaio (1964 m.), l'Alpe delle Tre Potenze (1940 m.), il Libro Aperto (1937 m.), al quale si collega il Cimone, il Corno alle Scale (1945 m.). Fra i passi meritano ricordo quello di Lagastrello, da dove nasce l'Enza, quello del Cerreto (1261 m.) fra il Secchia e la Magra, la Foce delle Radici (1528 m.) che mette in comunicazione Pavullo con Castelnuovo di Garfagnana, l'Abetone (1388 m.), il Col dell'Oppio (821 m.) e le Piastre (701 m.) sulla via Pracchia-Pistoia. Ciò che è notevole in questa sottosezione è che essa verso il declivio padano presenta una serie numerosa di laghetti, ordinariamente posti in alto, fra 1000 e 1800 m., quali il Lago Santo, il più vasto (quasi 7 ettari), il Lago Gemio, il Lago Scuro, il Lago Sillara, il Lago Ballano. Da questa linea spartiacque calano contrafforti che, movendo verso nord e diminuendo sempre di altitudine, separano le varie vallate fra di loro.
Con il nome di Appennino Tosco-parmense si intende la giogaia fra il passo di Cento Croci e quello di Lagastrello, dalla quale partono tre ordini di alture diramanti, alcune fra il Taro e la Baganza, altre fra la Baganza e il Parma e altre ancora tra il Parma e l'Enza. Altri due contrafforti, fra Enza e Secchia e fra Secchia e Dragone, invia l'Appennino Tosco-reggiano, che va dal passo di Lagastrello a quello delle Radici. L'Appennino Toscano peninsulare va dal Passo delle Piastre a quello della Scheggia; l'ultima parte non spetta però all'Emilia. È una catena di altitudini assai modeste, tanto che poche volte supera i 1500 m., che manda i suoi contrafforti verso nord-est paralleli l'uno all'altro e normali all'asse spartiacque. Parecchi sono i passi e tutti famosi: quello della Collina o di Spedaletto (932 m.) fra Porretta e Pistoia, la Futa (903 m.), per cui passa la strada delle Filigare, il Passo di Marradi (908 metri), quello di San Godenzo o dell'Alpe di San Benedetto (907 m.), presso il quale si erge la cresta del Falterona, e l'altro dei Mandrioli, assai vicino al nodo del Fumaiolo.

Idrografia: La Rete Fluviale Emiliana
L'idrografia dell'Emilia è una delle più semplici. Poiché i monti si elevano a sud, con una marcata disposizione a divergere verso sud-est, e poiché la linea d'impluvio è a nord e corre quasi rettilinea da ovest a est, i fiumi avranno direzione da sud a nord, con un po' d'inclinazione verso nord-est, che va facendosi più sensibile man mano si procede verso l'Adriatico. L'Appennino, dopo la provincia di Bologna, allontanandosi sempre più dal Po, non stringe più fra i suoi contrafforti i corsi d'acqua, sì che liberi corrono per la pianura e, anziché nel fiume maggiore, finiscono o in rami antichi del Po, abbandonati dalle sue acque, o direttamente nell'Adriatico.
Quindi i corsi d'acqua si possono dividere in due grandi gruppi:
- Il primo comprende tutti quelli che vanno direttamente al Po e ne sono in alcune stagioni i più abbondanti alimentatori: Trebbia, Nure, Arda, Taro, Parma, Enza, Secchia, Scoltenna-Panaro.
- Il secondo abbraccia tutti gli altri, a cominciare dal Reno fino all'ultimo corso d'acqua prima della punta che sporge in mare fra Cattolica e Pesaro: Reno, con i suoi affluenti di destra (Sillaro, Santerno e Senio), Lamone, Ronco e Montone, Savio, Marecchia e Conca.
Tutti questi corsi d'acqua, nel corso medio, restano per più mesi senza un filo d'acqua, ampî, con letti ghiaiosi, mentre l'alto corso ha sempre acqua, che talora l'uomo utilizza, raccogliendola in quei bacini montani che hanno tanta importanza sia per l'industria che per l'agricoltura. Del pari il corso inferiore non manca d'acqua, che bene spesso è respinta dal fiume che dovrebbe accoglierla, perché scorrente in un letto più basso di quello in cui viene immessa, e si creano così quelle casse-colmate che sono una sottrazione di terre all'agricoltura e che, fatte a evitare perpetue minacce ai lavoratori dei campi, costituiscono una spesa continua e forte, perché gli argini vogliono essere spesso rifatti e le opere di difesa attentamente seguite. Talora si verifica il fenomeno che, proprio presso il corso medio di qualche torrente dell'Emilia, là dove le acque sue, in tempo di magra, sono quasi assenti, si abbiano numerose e abbondanti falde acquifere: pare che le acque del corso alto abbiano preferito sparire, prima del corso medio, dalla superficie e scorrere sotterranee.

Clima, Flora e Fauna dell'Emilia
Il Clima: Tra Influenze Continentali e Marittime
L'Emilia, ha come la Lombardia e il Veneto, un clima continentale, con forti escursioni annue. Sebbene si affacci all'Adriatico, non del tutto marittimo è il clima delle terre vicine al mare, meno miti delle terre tirreniche poste alla stessa latitudine. L'Emilia occidentale si avvicina per clima alla Lombardia, poiché in entrambe prevalgono i venti dell'ovest, notevole è l'umidità d'inverno e le piogge non sono scarse. Invece l'Emilia orientale ha somiglianza con il Veneto, perché vi hanno il predominio i venti del primo quadrante, perché l'aria vi è asciutta e pari è il numero dei giorni piovosi; l'escursione termometrica è però maggiore nell'Emilia.
Anche per le piogge tuttavia bisogna distinguere la zona interna dalla zona marittima: questa ha una cifra più bassa (777,5 mm.) che la zona interna (851,2 mm.), ma in compenso le piogge sono poi distribuite in un maggior numero di giorni. Le piogge cadono con maggiore abbondanza in autunno; viene dopo la primavera, ma la primavera ha un numero di giorni piovosi maggiore dell'autunno.
Flora e Fauna: Un Patrimonio da Scoprire
La flora dell'Emilia è in gran parte d'importazione e l'uomo con la sua abilità e la sua opera tenace è riuscito ad adattarla al clima e al suolo della regione. Castagni, faggi e un po' di conifere salgono dalla collina fino al crinale; verso il mare, a sud-est. Mentre la flora si è arricchita di specie straniere, la fauna ha perduto quelle che gli avanzi dimostrano essere esistite. Fra i grossi mammiferi, il tasso è il solo che ancora si incontri. Rettili, anfibi e salamandre sono abbondanti, e abbondantissime sono le varietà malacologiche. Gli uccelli, un tempo numerosi, ora, per la caccia intensa, sono rarissimi; notevole è il numero degli uccelli da passo.

La Popolazione e i Suoi Movimenti: Demografia ed Emigrazione
Movimento della Popolazione e Densità
Secondo il censimento del 1921 e la circoscrizione amministrativa allora vigente, l'Emilia contava 2.953.150 abitanti su una superficie di 20.701 kmq. Nel 1923, per le aggiunte già ricordate, la superficie dell'Emilia salì a 23.193,56 kmq. e la sua popolazione si accrebbe di 80.000 abitanti. Dopo altre lievi modificazioni, al 21 aprile 1931 la superficie era di 22.116,68 kmq. Confrontando la popolazione data dal censimento del 1921 (ma secondo questa ultima circoscrizione amministrativa) con quella del 1931 si ha un aumento assoluto di 186.905 abitanti, cioè del 61‰. Se la densità per tutta l'Emilia nel 1921 (circoscrizione amministrativa attuale) era di 136,9 abitanti per kmq., essa risultava di cifre distanti, poiché la provincia di Bologna aveva 171,5 abitanti e quella di Parma 104,5. L'aumento negli anni 1871-1921 è stato disuguale.
Anche dentro i confini dell'Emilia sono avvenuti dopo il 1921 taluni cambiamenti nei limiti amministrativi: abolizioni di circondari, allargamenti di comuni principali, soppressioni di piccoli comuni; ora 338 sono i comuni. I quali hanno superficie assai diverse (Ravenna ha comuni ampî in media 217 kmq.). La media area dei comuni emiliani è di 63,88 kmq., la popolazione di 8809 abitanti. La popolazione diminuisce con il crescere dell'altitudine e i comuni sono più numerosi nel piano: e se si tiene conto dell'altitudine, si vede che più della metà dei capoluoghi di comune è al di sotto dei 100 m. e che oltre la metà degli abitanti nel 1901 viveva al di sotto di tale quota. Appena 5 capoluoghi di comune sono posti fra 900 e 1100 m.
Le nascite superano per numero le morti, ma la differenza non è uguale dappertutto: alcune provincie hanno cifre alte (Ferrara, Modena, Reggio, Parma e Forlì); altre hanno cifre modeste e quasi basse (Piacenza, Bologna e Ravenna). E questo è necessario tenere presente quando si confronta il numero di abitanti di una provincia fra due successivi censimenti: non sempre la differenza è data dall'eccedenza delle nascite sulle morti, ma bene spesso dall'immigrazione. Così Ferrara nel decennio 1911-21 ha avuto 38.000 abitanti di aumento e Bologna 65.000, ma questa ha debole eccedenza di nascite sulle morti, mentre quella l'ha assai notevole, onde l'accrescimento di Bologna è dovuto in massima parte all'immigrazione. Anche la mortalità ha percentuali diverse, poiché si passa da Modena con il 51,6‰ a Ravenna con il 60,9‰; la media della mortalità nell'Emilia è del 54‰.
Fenomeni Migratori: Dalla Storia ai Giorni Nostri
L'emigrazione non fu mai notevole nell'Emilia; per altro dai 3407 emigranti del 1876 si sale a 12.444 nel 1895 e a 39.134 nel 1913. Maggiore, anche negli anni a più larga emigrazione, fu quella europea o temporanea della permanente o transoceanica: 28.346 emigranti la prima, 10.788 la seconda, nel 1913. Tanto all'emigrazione europea quanto a quella oltre oceano, l'Emilia contribuisce, divisa in zone, ciascuna delle quali invia i suoi emigranti in determinati paesi; e questo è continuato per decenni fino alla guerra mondiale. Ora, poiché l'emigrazione è ostacolata da leggi severe, le quali hanno quasi annullato l'esodo verso le Americhe, gli emigranti in buon numero si dirigono in Francia, Gran Bretagna, Svizzera, Belgio.
Le Condizioni Economiche: L'Agricoltura, Motore della Regione
L'Emilia è una larga fornitrice di grani e di prodotti necessari alla vita. Delle otto provincie, sette sono in identiche condizioni, perché hanno pianura, collina e montagna; una, quella di Ferrara, ha solo pianura e quindi dà parte dei prodotti alle altre. Per altro, poiché il piano è schiavo del monte, anche su questa provincia gravano gli stessi problemi. E il problema delle acque è il maggiore: acque che scendono dall'alto e giunte al piano non defluiscono spontaneamente al mare e stagnano, acque abbondanti quando non ce n'è bisogno o scarse in momenti di necessità.
L'Emilia non trae dai suoi monti poco elevati acque abbondanti durante l'estate né ha serbatoi naturali; i pochi serbatoi artificiali sono stati costruiti a scopo industriale. Quindi a poche decine di migliaia di ettari, circa 62 mila, 1/40 dell'area totale dell'Emilia, si estende il beneficio dell'irrigazione per mezzo di canali derivati da corsi d'acqua. Se si estendesse a tutti i terreni bisognosi, si accrescerebbe enormemente la produzione e si permetterebbero dappertutto nella pianura tutte le coltivazioni.
Non sono mancati progetti per rimediare al problema: uno di questi mirava a trarre dal Po, quasi di fronte alla confluenza del Ticino, le acque e a canalizzarle per circa 300 km. fino al Marecchia. Non si è dimenticato neppure che l'Appennino nelle sue valli più ristrette nasconde il segreto per conservare le acque; ma i bacini montani progettati, non sono stati ancora costruiti. Le provincie di Ferrara, Modena, Bologna e Ravenna sono quelle che hanno avuto più terre fertili: a 1400 kmq.
La bonifica o è stata aiutata dallo stato, o ha dato origine a potenti organismi, a società, che impiegando ingenti capitali hanno trasformato immense distese di terreni in campi che già sono fertili o saranno sicuri produttori domani. Nell'Emilia la terra è assai frazionata cosicché vi prevalgono la piccola e la media proprietà: la grande proprietà è limitata alle terre recentemente messe in coltivazione. L'agricoltura emiliana, negli ultimi 50 anni, ha avuto notevoli miglioramenti: sono sorti consorzi idraulici, contribuendo a un'efficienza sempre maggiore del settore primario.

Risorse Aggiuntive e Approfondimenti sul Nome Emilia
Per coloro che fossero interessati a un'analisi più approfondita del nome Emilia, esiste una vasta gamma di risorse. Qui troverai un elenco di libri, riviste e articoli accademici che menzionano il nome Emilia, offrendo spunti di ricerca linguistica, storica e culturale. Forse stavi cercando un autore specifico? O forse stai cercando suggerimenti sul perché Emilia sia un nome adatto per un bambino? Ti sei mai chiesto che suono abbia Emilia nella vita di tutti i giorni o nelle relazioni sociali?
Per le future mamme e i futuri genitori, sono disponibili strumenti utili per il percorso della gravidanza e la scelta del nome:
- Diario della gravidanza: Iscriviti al diario della gravidanza per scoprire ogni settimana come cresce il tuo bambino, come cambi tu mamma, i sintomi da gravidanza, gli esami da fare e tanti consigli e curiosità.
- Calcolatori e servizi: Utilizza i nostri calcolatori per calcolare le settimane di gravidanza, la data presunta del parto, il peso del feto, la lunghezza del feto. Puoi anche scegliere il nome del tuo bambino e controllare i valori Beta HCG.
Le domande della settimana possono fornire ulteriori informazioni e rassicurazioni:
- Liquido amniotico: cosa succede se è poco? Prima di ipotizzare come procederà la gravidanza in caso di liquido amniotico scarso, bisogna appurare perché è di meno rispetto alla norma.
- Fermenti lattici: si possono assumere in gravidanza? I fermenti lattici non sono controindicati in gravidanza, ma l'ideale per il benessere del microbiota intestinale è seguire un'alimentazione sana. (del Dottor Leo Venturelli).
- Quanto prima si rimuove la zecca dalla pelle tanto più diminuisce il rischio che possa trasmettere le infezioni di cui è veicolo: la TBE e la malattia di Lyme.
- Fontanella centrale chiusa precocemente: c'è da preoccuparsi? (della Dottoressa Antonella Di Stefano). La fontanella centrale anteriore si chiude in media tra i 10 e i 18 mesi di vita, se avviene molto prima è necessario tenere sotto controllo la misura della circonferenza cranica.