La gestione della gravidanza e del parto rappresenta uno degli aspetti più complessi della medicina moderna, specialmente quando si esce dai confini della gestazione singola per entrare nel territorio delle gravidanze multiple. Il codice ICD-11 QA46.D identifica una condizione clinica di estrema rarità e gravità: il parto di cinque gemelli (quintupli) in cui si verifica la nati-mortalità di tutti i feti. Una gravidanza quintupla è considerata una "gravidanza multipla di alto ordine". Il corpo umano femminile è fisiologicamente predisposto per accogliere e nutrire un singolo feto; la presenza di cinque feti contemporaneamente sottopone l’organismo materno a uno stress emodinamico, metabolico e meccanico senza precedenti. Questa condizione non rappresenta solo una sfida clinica per la sopravvivenza dei feti, ma comporta rischi significativi per la salute della madre, sia a breve che a lungo termine.

Dinamiche Fisiologiche e Rischi nelle Gravidanze Multiple
Le cause che portano alla perdita di tutti i feti in una gravidanza quintupla sono molteplici e spesso interconnesse. La causa predominante è la prematurità estrema. La maggior parte delle gravidanze quintuple non raggiunge il termine e spesso si conclude prima della soglia di vitalità (23-24 settimane). Un altro fattore critico è l'insufficienza placentare. In una gravidanza quintupla, la placenta (o le placente) deve fornire nutrienti e ossigeno a cinque organismi distinti. Spesso, la superficie placentare non è sufficiente a garantire un apporto adeguato per tutti, portando a un grave ritardo di crescita intrauterino e, nei casi peggiori, alla morte endouterina.
La diagnosi di parto prematuro viene fatta attraverso una visita ginecologica in cui la donna riferisce i sintomi presenti, con particolare attenzione a perdite vaginali e alla tempistica delle contrazioni. Il medico o l’ostetrica valuteranno la dilatazione uterina e l’accorciamento del collo dell’utero, l’eventuale rottura delle membrane e la presenza di uno o più fattori che possono causare il parto prematuro. Negli ultimi anni, nei Paesi ad alto reddito la possibilità di sopravvivenza è notevolmente migliorata anche in fasce di età gestazionale che una volta venivano considerate non compatibili con la vita.
Segnali di Allarme e Diagnosi Clinica
I sintomi associati a una gravidanza quintupla che sta andando incontro a una complicazione fatale possono variare, ma spesso sono legati all'eccessiva distensione uterina e allo stress sistemico materno. La riduzione dei movimenti fetali è spesso il primo segnale di allarme percepito dalla madre. La diagnosi di nati-mortalità in una gravidanza quintupla è un processo tecnicamente complesso che richiede l'uso di tecnologie avanzate. Lo strumento principale è l'ecografia ostetrica ad alta risoluzione. Il medico deve confermare l'assenza di attività cardiaca per ciascuno dei cinque feti. Una volta accertata la morte dei feti, l'obiettivo primario è la sicurezza della madre. Il medico deve decidere tra l'induzione del travaglio e il parto cesareo. L'induzione vaginale è generalmente preferita per ridurre i rischi chirurgici e favorire una ripresa fisica più rapida, ma la scelta dipende dalla posizione dei feti e dalle condizioni di salute della madre. Questa è una parte integrante del trattamento.

Il Parto Pretermine: Fattori di Rischio e Classificazioni
Il parto prematuro è il parto che avviene prima delle 37 settimane di gestazione, e la sua incidenza è significativa, rappresentando una delle principali cause di mortalità e morbilità neonatale. Possiamo distinguere i nati pretermine in:
- Late/moderate preterm: (prematuri lievi o moderati). Sono l’85% del totale dei nati pretermine. I prematuri lievi nascono tra le 34 e le 37 settimane, mentre i moderati tra le 32 e le 33 settimane.
- Very preterm: (molto prematuri). Nati tra le 28 e le 31 settimane di gestazione.
- Extremely preterm: (estremamente prematuri).
Le contrazioni uterine, per definizione, determinano l’inizio del parto. Le contrazioni vere si distinguono dalle contrazioni “false” o di Braxton Hicks per il ritmo regolare, che aumenta di frequenza man mano che procede il tempo. Anche l’intensità delle contrazioni aumenta progressivamente; il dolore, che può essere avvertito anche a livello lombare, ricorda i crampi del ciclo mestruale. Le perdite vaginali indicano che le contrazioni portano a un’apertura progressiva del collo dell’utero, viene quindi espulso del materiale mucoso che può assumere colori variabili (striature rosate o macchioline di sangue).
COME RICONOSCERE le CONTRAZIONI di INIZIO TRAVAGLIO - Le risposte dell'Ostetrica Maria Chiara Alvisi
Fattori di Rischio e Prevenzione
La vera terapia del parto prematuro sarebbe la sua prevenzione, perché ogni parto anticipato per definizione si configura come un parto a rischio. L'elenco dei fattori di rischio è ampio:
- Precedente parto prematuro: È il fattore principale di rischio perché la probabilità di averne un altro aumenta da 5 a 7 volte. Ottima notizia: il progesterone vaginale, assunto fin dall’inizio della gravidanza, riduce questo rischio del 50%.
- Fumo: Aumenta di 2-3 volte il rischio di parto pretermine, per danno vascolare alla placenta.
- Precedente parto cesareo: Chi ha subito un taglio cesareo ha un rischio aumentato di 3 volte di partorire prematuramente nella successiva gravidanza.
- Obesità: Il tessuto adiposo produce molecole infiammatorie che accelerano una nascita prematura.
- Tecniche di riproduzione assistita (PMA): Il rischio di parto prematuro raddoppia nella gravidanza ottenuta con l’ausilio di tali tecniche, sia singola, sia gemellare.
- Intervallo breve tra gravidanze: Un intervallo di meno di un anno e mezzo tra una gravidanza e la successiva aumenta il rischio di parto pretermine di 2-3 volte.
Per quanto riguarda le gravidanze future dopo una perdita multipla, la prognosi dipende dalla causa della perdita. Se la causa è stata puramente meccanica, una futura gravidanza singola potrebbe decorrere normalmente. La strategia più efficace è il "Single Embryo Transfer" (SET), ovvero il trasferimento di un solo embrione alla volta durante i cicli di fecondazione assistita. In casi di gravidanze multiple di alto ordine già avviate, ai genitori viene spesso proposta la riduzione embrionale selettiva.
Implicazioni Psicologiche e Gestione del Lutto
La perdita di cinque figli contemporaneamente è un trauma devastante. È necessario un intervento immediato di psicologi specializzati nel lutto perinatale. La prognosi fisica per la madre è generalmente buona se le complicanze emorragiche o infettive vengono gestite tempestivamente. Il decorso psicologico è, invece, estremamente lungo e difficile. Il "lutto perinatale" in caso di gravidanze multiple è caratterizzato da un senso di vuoto profondo e spesso da sensi di colpa, specialmente se la gravidanza è stata ottenuta tramite tecniche di PMA. Vivere una gravidanza ad alto rischio e affrontare la possibilità di un parto prematuro può essere estremamente stressante e traumatico. È fondamentale che le donne ricevano un adeguato supporto emotivo durante questo periodo, sia attraverso consulenze psicologiche che tramite il sostegno della rete familiare.

Aspetti Gestionali e Tutela della Maternità
Il congedo maternità di 14 settimane inizia in genere subito dopo la nascita del bambino. Tuttavia, il più delle volte i bambini prematuri rimangono in ospedale per essere monitorati. In questo caso, avete la possibilità di prolungare il congedo maternità per la durata della degenza ospedaliera (fino a un massimo di 56 giorni). Ciò comporta anche un’estensione della tutela di maternità (in termini di protezione contro il licenziamento) dopo un parto prematuro. Di solito, quando fanno richiesta per l’indennità di maternità, le future madri richiedono il rinvio del congedo maternità, nel corso del quale ricevono l’80% del proprio salario, per un massimo di 220 franchi al giorno.
La Gravidanza Protratta: Oltre il Termine
A una donna su 10 capita di avere un parto oltre termine, ovvero oltre la 40a settimana, senza avvertire alcun segnale di avvio del travaglio. Quando la futura mamma arriva alla 42a settimana di gestazione o oltre si parla di gravidanza “protratta” e di parto oltre termine. È fondamentale durante tutta la gravidanza, ma soprattutto una volta raggiunte le 41 settimane di gestazione, tenere sotto stretta osservazione la placenta. Nelle “vere” gravidanze protratte, ovvero quelle ‘biologicamente protratte’, è infatti alto il rischio di incorrere nella senescenza (invecchiamento) di questo organo che nel corso di tutta la gravidanza ha rifornito di ossigeno e sostanze nutritive il feto. Con il protrarsi della gravidanza la placenta può, infatti, andare incontro a problematiche varie, come microinfarti e depositi di calcio che ne riducono l’efficienza e, di conseguenza, la sua capacità di apportare ossigeno e nutrienti al bimbo.
Il monitoraggio in questa fase prevede controlli ravvicinati mediante:
- Cardiotocografia: registra il battito cardiaco del piccolo e le contrazioni dell’utero.
- Valutazione ecografica del liquido amniotico: attraverso l’indice AFI, misurando la presenza di liquido in quattro quadranti.
- Flussimetria doppler: indaga sullo stato di cordone ombelicale e placenta allo scopo di verificare che il piccolo riceva il giusto ossigeno.

Considerazioni Finali sulla Qualità delle Cure
Prima del parto, alla donna può essere somministrato del cortisone, poiché questo ormone favorisce la maturazione dei polmoni del piccolo. I bimbi che nascono in questa età gestazionale, all’inizio potrebbero non essere in grado di cominciare a respirare autonomamente, vista l’immaturità del polmone. Fortunatamente oggi questa situazione viene gestita con maggiore sicurezza rispetto al passato grazie a nuovi farmaci come il surfattante, che aiuta a espandere gli alveoli polmonari e a respirare meglio. È importante ricordare che il contatto fra il piccolo e i suoi genitori è terapeutico tanto quanto le cure d’avanguardia offerte dalle Terapie Intensive Neonatali, che difatti negli ultimi anni si sono attrezzate per lasciare le porte aperte ai familiari dei piccoli pazienti. I neonati pretermine tardivi sono considerati “sorvegliati speciali” perché meno abili, rispetto ai nati a termine, nell’eseguire tutte le funzioni che maturano completamente a 40 settimane, quali ad esempio il controllo della temperatura, la capacità di coordinare la suzione con la deglutizione e la respirazione, il mantenimento di livelli ottimali di zucchero del sangue. Può anche presentarsi l’ittero, ovvero una colorazione gialla della cute dovuta al rilascio di bilirubina dai globuli rossi. Il percorso di recupero di un neonato pretermine è strettamente connesso alla settimana di gestazione in cui è avvenuto il parto prematuro e alla presenza di eventuali complicazioni mediche. Ogni bambino ha il suo ritmo di sviluppo.