La questione se sia corretto o meno svegliare un neonato che dorme è uno dei dilemmi più comuni e dibattuti tra i neogenitori. Il bambino va svegliato per la poppata? Una domanda che non poche mamme si pongono, specie se sono al primo figlio. Intorno ai sogni di un neonato scorrono fiumi di parole. Un riposo regolato su orari oppure libero senza interruzioni esterne è un dilemma che attanaglia l'adulto alle prese con un neonato nei suoi primi tre, quattro mesi di vita quando altre attività ancora non entrano a far parte in maniera strutturata a scandire la giornata del piccolo.

Il benessere neonatale e l’importanza della crescita nei primi giorni
Nei primi due o tre mesi di vita del bambino il migliore modo per assicurarci che tutto stia procedendo al meglio è verificarne il benessere e l’efficienza neonatale. Tale verifica passa necessariamente attraverso una buona crescita che va, dunque, attentamente monitorata. È noto che dopo la nascita i piccoli perdono fisiologicamente peso. Questo evento è comunemente noto come calo fisiologico o ponderale. Si tratta di una perdita di peso del tutto normale che avviene nei primi giorni di vita. In media il piccolo perde dal 5 al 10% del peso alla nascita. Raggiunge il peso minimo al 3°/4° giorno di vita e torna al peso originale tra il 10° e il 15°.
In questa fase sarebbe bene sollecitarlo a mangiare perlomeno ogni 3 ore. I motivi sono diversi; diciamo, però, che in particolare nelle prime 2 o 3 settimane di vita potrebbe essere letargico per varie ragioni. La più comune è l’ittero fisiologico, ma ve ne sono altre non patologiche che possono interferire con la sua effettiva richiesta di latte. Possiamo quindi dire che alcuni neonati potrebbero non manifestare il bisogno di essere nutriti secondo le loro reali necessità in quanto troppo deboli per farlo.
Tra le tante storie raccolte nella mia professione di ostetrica, una mi colpì particolarmente. Una coppia di genitori mi contattò per una consulenza riguardo l’allattamento del loro piccolo nato da una settimana. Leonardo fu descritto come un bimbo tranquillo, non particolarmente impegnativo nella sua gestione quotidiana e privo di qualsiasi patologia. Domandai quante volte mangiasse nell’arco delle 24 ore e la risposta fu la soluzione del problema. La mamma, infatti, disse “dipende da quando si sveglia”. In buona sostanza Leonardo era un grande dormiglione e i genitori non lo svegliavano per alimentarlo. Questo va bene se il piccolo cresce con regolarità e secondo quanto previsto in base all’età. Se questo non avviene è opportuno, invece, intervenire.

L'allattamento a richiesta e l'evoluzione dei ritmi
Di solito, se dopo il primo mese il bambino ha recuperato il suo peso alla nascita e cresce regolarmente, questa indicazione perde importanza. Naturalmente ciò vale se non vi sono indicazioni specifiche fornite dal personale sanitario. A quel punto non sarà più necessario svegliare il bambino, ma attendere che sia lui a manifestare il desiderio di poppare. Date queste precondizioni, infatti, il piccolo dovrebbe essere sufficientemente forte per riuscire a comunicare le sue reali esigenze alimentari.
Le mamme possono scegliere se svegliarlo per allattarlo ogni tot, oppure se seguire il metodo della cosiddetta “alimentazione a richiesta”, che consiste nel nutrirlo quando lui stesso lo richiede, senza tener conto del tempo trascorso dalla poppata precedente. Il neonato tra 1 e 3 mesi di vita ha bisogno generalmente di 15-20 ore di sonno al giorno ma non consecutive, anzi è normale che si svegli frequentemente.
Il sonno dei bambini: cosa sapere | I consigli del consulente | LineaMamma
Fattori biologici e ambientali che influenzano il sonno
Il neonato alterna in continuazione il latte alla nanna, soprattutto nel primo mese. La verità è che, per lui, giorno e notte non fanno alcuna differenza. Quello che conta è solo la poppata. Considerate che le “famose due ore” sono consigliate dai medici e dalle ostetriche subito dopo il parto per dare il via all’allattamento e soprattutto per stimolare la montata lattea.
Un'altra variabile che spesso influenza i ritmi di veglia e sonno è il tipo di alimentazione del lattante. Mentre il latte materno quasi non necessità di digestione, quello formulato richiede un processo digestivo piuttosto lungo e laborioso (circa 4 ore), cosa che genera sonnolenza perché il corpo è interamente impegnato in questo compito.
È importante tenere presente cosa può favorire il suo buon sonno: non soffrire di disturbi intestinali anche, come quelli semplici delle coliche del lattante, aiuta a dormire più ore con tranquillità. Inoltre, la posizione del lattante durante il sonno è oggetto di osservazione soprattutto per ridurre il rischio della Sindrome da morte improvvisa. E' noto che da quando si è dato il doppio consiglio di fare dormire i bambini a pancia in su e poco coperti la sindrome della morte improvvisa si sia ridotta di quasi il 50%, pertanto è un concetto di priorità cui prestare attenzione sempre.
Gestire i pisolini e la routine quotidiana
Se tuo figlio è neonato e dorme anche 18 ore al giorno, va benissimo. Non devi preoccuparti. Puoi però essere segretamente geloso di lui, perché mentre lui ronfa tu difficilmente riuscirai a riposare serenamente. Alcuni bambini sono solo più assonnati di altri e, in quei primi mesi, ci sono momenti in cui dovrai svegliarlo, magari per non far passare troppo tempo tra una poppata e l’altro, anche se è solo per pochi minuti. Non lasciare mai che il tuo bimbo dorma per più di cinque ore tra una poppata e l'altra.
Se il bambino fa almeno 8 poppate al giorno, se bagna regolarmente i pannolini di pipì chiara, se le scariche di feci sono come minimo 3 o 5, se il bambino cresce bene, è in salute, reattivo e si fa sentire quando ha fame - e se, in caso di allattamento materno, il seno non si ingorga a causa dei tempi più dilatati - allora lasciate dormire il bambino in pace.
A partire dal terzo mese, in una logica dell'iniziare a dare delle regole, o almeno nel provare a farlo, è possibile provare a educare i più piccoli a un sonno regolare. Questo non va visto come una "violenza" in quanto le regole servono a crescere. La sera potresti quindi inserire un bagnetto seguito da un bel massaggio, prima della poppata e poi farlo addormentare. Inoltre, durante il giorno, lascia che le stanze sia ben illuminate, mentre la sera crea un ambiente più soft: buio o luci molto soffuse, parla piano, limita i rumori.

Strategie operative per il risveglio delicato
Nel caso in cui lo si voglia svegliare per dargli da mangiare, è bene tenere conto delle seguenti accortezze: conviene innanzitutto captare i segnali del risveglio (come il fatto che il piccolo si stiracchia o muove leggermente la testa), per approfittare di questa fase e allattarlo. Subito dopo, lo si prende in braccio per farlo sentire al sicuro in questo momento delicato e tenerlo in posizione verticale, soprattutto se da sdraiato dimostra di non volersi svegliare. È opportuno poi evitare di risvegliarlo in ambienti troppo stimolati e, al contrario, tenerlo stretto a sé per creare una situazione protetta, dove si sente a suo agio.
Se non si sveglia da solo, puoi cambiargli il pannolino. Vedrai che si sveglierà automaticamente. Se il tuo bambino sembra godersi il pisolino molto più del solito, potrebbe essere un segno che non sta bene. Ovviamente, ci saranno degli indicatori come una cattiva alimentazione, febbre e semplicemente non essere se stesso che ti faranno pensare che forse c’è qualcosa che non va. Ma se si nutre bene, ha molti pannolini bagnati e pieni e sembra abbastanza felice quando è sveglio, non dovrebbe esserci motivo di preoccuparsi.
Quando cercare il parere di un esperto
Il neonato di poche ore o giorni se dorme troppo potrebbe essere ipoglicemico, ovvero avere un calo di zuccheri proprio perché non mangia a sufficienza. Se vi sembra piuttosto che non si svegli periodicamente quando stimolato dalla fame, allora in quel caso si potrebbe consultare il pediatra per capire se ci sia qualche motivazione di fondo da approfondire.
Anche nei casi in cui il bambino si addormenta al seno effettuando una poppata eterna ma inefficace - perché il piccolo succhia con poco vigore e si sveglia ogni volta che provate ad allontanarlo, riprendendo la suzione - l’ideale è rivolgersi a un consulente per l’allattamento o, in alternativa, a un’ostetrica o al pediatra, che sapranno tranquillizzare la madre e indirizzarla opportunamente. La medicina moderna cerca di avere indicazioni le più possibili correlate alla cosiddetta Evidence Based Medicine, la medicina basata sulle prove di efficacia, ma è fondamentale ricordare che ogni bambino è un individuo unico e che molti fattori, tra cui il tipo di alimentazione, possono direttamente influenzare la frequenza delle poppate.