La Spagna, situata nella penisola iberica, ospita una grande diversità di fiumi che scorrono ovunque nel suo territorio, conferendole un'incalcolabile ricchezza idrologica. La nazione possiede un gran numero di fiumi e torrenti che attraversano il suo territorio e, sebbene non esista un dato unico e definitivo per il numero totale, la loro importanza è cruciale per la morfologia e l'economia del Paese. La gestione di queste risorse è affidata alle Confederazioni Idrografiche, organizzazioni pubbliche responsabili della gestione delle acque a livello di bacino idrografico, come quelle dedicate al Miño-Sil, alla Segura o al versante Cantabrico.

Il Fiume Ebro: l'arteria vitale della penisola
Il fiume Ebro è considerato il più grande della Spagna. La sua lunghezza, misurata dalla sorgente del fiume Hijar, sulla Peña Labra (Cordigliera Cantabrica), è di 930 km, mentre il suo bacino ha 83.093 km² di superficie. Tradizionalmente, tuttavia, la sorgente si fissa a circa 1.000 metri sul livello del mare, presso la Fuente de Fontibre, in Cantabria. Il fiume attraversa diverse province e comunità autonome, tra cui Cantabria, Burgos, Álava, La Rioja, Navarra, Saragozza e Tarragona, lasciando un segno significativo nello sviluppo delle regioni attraversate.
Dopo Reinosa, il suo corso superiore si svolge in grandi gole. L'Ebro bagna Miranda de Ebro, Logroño, Tudela e Saragozza. L'energia idroelettrica del bacino fornisce alla Spagna il 50 % della sua elettricità. La portata media del fiume nel 1971 era di 11 m³/s a Reinosa, 81 m³/s a Miranda de Ebro, 300 m³/s a Saragozza e 614 m³/s a Tortosa. Alla foce, aperta nell'ampio delta, la portata dovrebbe essere di 745 m³/s contro i 426 m³/s registrati nel 1994.
I principali affluenti sono il Tirón, il Najerilla, l'Alhama, lo Jalón, lo Huerva, l'Aguasvivas, il Martín, il Guadalope ed il Matarraña da destra, mentre l'Ega, l'Arga, l'Aragón, l'Arba, il Gállego ed il Segre (il maggiore per portata d'acqua) provengono da sinistra. Lungo il corso del fiume si trovano i bacini artificiali (embalses) dell'Ebro, di Sobrón, di Mequinenza e di Ribaroja. La foce dell'Ebro, situata nella provincia di Tarragona, si caratterizza per essere un'estesa zona deltizia di circa 320 km², che si estende dalla città di Amposta fino a Cabo de Tortosa, un luogo di grande importanza ambientale e turistica.
La Segura e l'idrologia del versante mediterraneo
La Segura, nota in arabo come nahr el-abyaÿ ("fiume bianco"), è uno dei principali fiumi della Spagna sul versante mediterraneo e il settimo per lunghezza (341 km) dell'intera penisola. Nasce dalle ultime, più orientali, digitazioni del sistema penibetico, convogliando le acque di tre rami sorgentiferi, uno dei quali procede dai monti de La Sagra (1383 m.), gli altri due dall'omonima Sierra de Segura.
Prende aspetto di fiume a valle di Yeste, ma il suo corso è aspro e interrotto da rapide fino al suo sbocco nella huerta di Murcia, dopo la quale, cambiata direzione, la Segura volge verso nord-est per metter foce presso Guardamar. Sebbene non sia navigabile se non per un piccolo tratto, la sua importanza è notevole per il contributo che dà all'irrigazione artificiale. Questa attività ha permesso, nel settore a valle di Cieza, il formarsi di floride huertas, di cui le principali prendono nome da Murcia e da Orihuela. L'irrigazione è qui legata in prevalenza alla frutticoltura, che ha di recente determinato un notevole impulso nello sviluppo delle industrie alimentari, rendendo questa zona una delle più fittamente popolate di tutto il levante spagnolo. Quanto al regime, la Segura si differenzia poco dagli altri corsi d'acqua del versante, che somigliano più a torrenti che a veri fiumi: le piene vi sono frequenti e talora disastrose, come quelle tristemente celebri del 1651 e del 1877.
Dinamiche fluviali e regimi complessi: il Guadalquivir
Il Guadalquivir, il cui nome deriva dall'arabo wadi al-Kabir ("fiume grande"), mentre i Romani lo chiamavano Baetis, è un fiume del sud della Spagna che attraversa l'Andalusia. Nasce nel comune di Quesada, nel cuore della Sierra de Cazorla (Jaén), e sfocia ad Almonte e Sanlúcar de Barrameda, nelle province di Huelva e Cadice. Attraversa le province di Cordova e Siviglia ed è l'unico fiume con traffico fluviale della Spagna, navigabile oggi solo fino a Siviglia, mentre in epoca romana era possibile raggiungere Cordova.
Il fiume ha avuto un ruolo fondamentale nella storia spagnola, essendo stato testimone dell'incontro tra la civiltà romana e quella araba. Il suo percorso attraversa numerosi comuni, come Peal de Becerro, Cazorla, Úbeda, Andújar, Cordova (dove forma una piccola riserva naturale chiamata Sotos de la Albolafia) e infine Siviglia. A valle della confluenza con il Genil, il Guadalquivir segna per un tratto il confine tra le province di Cordova e Siviglia. Successivamente, dopo aver ricevuto affluenti come il Corbones, l'Huesna e il Viar, il fiume piega verso sud e bagna la zona occidentale della città di Siviglia e diversi comuni prima di giungere alla foce.
Rio Guadalquivir, English extended Version (1490 in min 13)
Geografie transfrontaliere: la Garonna
La Garonna è un fiume che scorre sia in Spagna che in Francia, raccogliendo le acque della maggior parte della Francia sudoccidentale. Nasce a 1.870 m in Val d'Aran, sui fianchi della cima dell'Aneto nei Pirenei spagnoli. L'Alta Garonna è formata da due rami: il più lungo, la Garona de Ruda, forma diversi laghetti, il principale dei quali si trova a 2.343 m di altitudine; riceve alla sua destra un torrente discendente dal Pla de Beret, che è considerato localmente come la vera sorgente del fiume. Il ramo occidentale, la Garona de Jueù, si unisce alla sponda sinistra del ramo orientale, nei pressi del villaggio di Las Bordas.
Quando entra in Francia attraverso le gole del Pont-du-Roi, la Garonna non supera i 575 m sul livello del mare. A Tolosa, il fiume è incorniciato da terrazze a gradoni ben sviluppate. Il regime della Garonna è caratterizzato dalla violenza delle piene: a Tolosa, si sono osservati flussi insignificanti di 32 m³/s, ma al massimo di certe piene il volume è stato valutato in circa 8.000 m³/s, a fronte di una media di 200 m³/s. Il fiume riceve il suo ultimo grande affluente dei Pirenei, l'Ariège, e attraversa la pianura alluvionale prima di unirsi, al bec d'Ambès, alle acque della Dordogna, formando l'estuario della Gironda, il più grande estuario francese.
Per preservare il bacino, che copre 19.000 km² e 1.600 comuni, è stato avviato un piano d'azione per il periodo 2009-2013 incentrato sulla prevenzione delle inondazioni e sulla gestione dell'inquinamento agricolo e industriale. A Bordeaux, la Garonna è un fiume ampio più di 500 m, con una portata media di 690 m³/s, influenzato significativamente dalla marea che si fa sentire fino a Castets-en-Dorthes. L'economia di questa regione è dominata dalla vite, che ricopre i pendii collinari come le Premieres Côtes sulla riva destra e le Graves sulla riva sinistra.

Sfide ambientali e gestione delle risorse
I bacini dei grandi fiumi spagnoli, come quello dell'Ebro, affrontano numerose sfide legate all'impatto ambientale e alle attività umane. Uno dei principali problemi è l'inquinamento delle acque dovuto alle attività industriali e agricole, che generano scarichi inquinanti influenti sulla qualità della risorsa idrica. L'eccessivo sfruttamento delle acque per scopi agricoli, per la fornitura di acqua potabile e per la produzione di energia idroelettrica rappresenta un'altra preoccupazione fondamentale.
La deforestazione e il degrado del suolo sono conseguenze dirette di alcune attività umane, così come la costruzione di dighe e bacini artificiali, che pur regolando i flussi e fornendo energia, alterano gli ecosistemi fluviali. Il Delta dell'Ebro, ad esempio, è un ecosistema di estrema importanza che richiede una gestione oculata per bilanciare lo sviluppo economico, l'agricoltura intensiva e la conservazione della biodiversità. È essenziale promuovere politiche di gestione sostenibile per proteggere queste reti fluviali, che restano l'ossatura indispensabile della geografia, dell'economia e della cultura della penisola iberica.