Pablo Picasso: Genio Ribelle e Rivoluzionario dell'Arte Moderna

Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Ruiz y Picasso, nome completo che rappresenta quasi una sfida per la memoria, è stato una delle più grandi menti della storia dell’arte del XX secolo. Il mondo lo conosce come Pablo Picasso, ma il cognome che ha adottato è quello della madre, María Picasso López, di origini genovesi. L’adozione di questo cognome materno, Picasso, avvenne a Barcellona quando l’artista aveva vent’anni; i suoi amici gli dissero che era meno comune di Ruiz (il cognome del padre) e più piacevole all’udito. Molti vedono in questa decisione un conflitto sempre più grave tra padre e figlio, una scelta che sottolinea il vincolo d'affetto nei confronti della madre, dalla quale, secondo numerose testimonianze, sembra che abbia preso molto.

Nato a Malaga il 25 ottobre del 1881, precisamente di sera, in Plaza de la Merced, Pablo Picasso è stato uno dei più grandi artisti del Novecento e uno dei pittori più rivoluzionari di sempre. Il suo stile è stato alla base dello sviluppo del cubismo, un movimento artistico che prevede la rappresentazione di una figura sotto molteplici punti di vista. Co-fondatore del movimento cubista, inventore delle tecniche del collage e dell’assemblage, ha denunciato attraverso la sua opera gli orrori delle guerre, delle dittature e della violenza. Pittore, disegnatore, scultore, incisore, litografo, autore di collage e di assemblage, ceramista, grafico, costumista, poeta, drammaturgo, illustratore e altro ancora, Pablo Picasso ha lasciato un segno indelebile.

Le Radici Andaluse e i Primi Passi nell'Arte

Pablo Picasso nasce in una famiglia borghese. Suo padre, José Ruiz Blasco, era insegnante di disegno e un discreto pittore, professore alla Scuola delle Arti e dei Mestieri e conservatore del museo della città. Durante il tempo libero, era anche pittore, specializzato nella rappresentazione naturalistica, soprattutto di uccelli. Fu il padre ad impartire al piccolo Pablo le basi formali dell’arte figurativa, come il disegno e la pittura a olio. Si racconta che la prima parola pronunciata dal piccolo Pablo non sia stata la tradizionale "mamma", ma "Piz!", da "lapiz", che significa matita. E prima ancora di incominciare a parlare Pablo disegna, rivelando una precoce attrazione per la professione paterna. Gli riesce talmente bene che, qualche anno dopo, il padre lo lascia collaborare ad alcuni suoi quadri, affidandogli - strano il caso - proprio la cura e la definizione dei particolari. Il risultato sorprende tutti: il giovane Picasso rivela subito una precoce inclinazione per il disegno e la pittura.

Pablo Picasso da bambino

Pablo era un bambino prodigio, un genio innato dell’arte. Il suo primo dipinto, "Il picador", è del 1889, quando l’artista spagnolo aveva soltanto otto anni. È un quadro che risulta assai difficile attribuire alla capacità di un bambino, in cui è ritratto un uomo a cavallo con tre spettatori a guardarlo. A dodici anni risale il suo disegno dal titolo "Torso maschile", opera di per sé eccezionale, indipendentemente dall’età. Molto tempo dopo Picasso dichiarò: «A dodici anni dipingevo come Raffaello. Ma mi ci è voluta una vita per imparare a dipingere come un bambino».

Nel 1891, dopo il trasferimento a La Coruña, sulla costa nordoccidentale della Spagna, Pablo inizia a frequentare la Scuola di Belle Arti e dà prova del suo talento realizzando alcune riviste illustrate. La sua famiglia intanto mette al mondo altre due bambine, una delle quali morirà quasi subito. Un ulteriore spostamento nel 1895 lo porterà a Barcellona, dove brillantemente supererà le prove di ammissione all'Accademia. Pablo prosegue i suoi studi artistici presso l'Accademia della capitale catalana. A Barcellona, dove frequenta un gruppo di giovani artisti che si riunisce presso il locale Els Quatre Gats, familiarizza con le forme e i temi del modernismo catalano.

In questo periodo, con l’aiuto del padre, apre il suo primo atelier in calle de la Plata, insieme all’amico Manuel Pallarès. Da qui escono diversi quadri, come "L’enfant de choeur", "La prima comunione" - opera che presentò alla Tercera Exposición de Bellas Artes e Industrias Artísticas di Barcellona nel 1896 e che suscitò l’ammirazione del pubblico - e "Scienza e carità". Quest’ultima, presentata un anno dopo alla Exposición General de Bellas Artes di Madrid, gli valse l’ammissione all’Accademia di San Fernando.

Negli anni successivi troviamo Pablo a Madrid, dove vince il concorso dell'Accademia Reale. Nel 1897, il giovane artista si dirige verso Madrid dove può trarre profitto dai locali insegnamenti accademici, partecipando ai dibattiti nei cabarets e collaborando con alcune riviste. Nonostante il colpo di fulmine per il Museo del Prado, Picasso non era felice a causa dell’atmosfera intellettuale e creativa della metropoli, così lontana dal modernismo catalano. Lavora moltissimo, mangia poco, vive in un tugurio mal riscaldato e, alla fine, si ammala. Con la scarlattina ritorna a Barcellona dove per un periodo frequenta la taverna artistica letteraria "Ai quattro gatti" ("Els Quatre Gats"), così chiamata in onore de "Le Chat Noir" di Parigi, emblema del pensiero bohémien e anarchico. Qui inizia a frequentare la birreria Els Quatre Gats e diventa amico del pittore e poeta Carlos Casagemas. È proprio nella sala delle rappresentazioni teatrali di "Els Quatre Gats" che Picasso allestisce la sua prima mostra personale, inaugurata il primo febbraio 1900.

Parigi e la Nascita dei Periodi Blu e Rosa

Sul finire dell’estate del 1900, a inizio secolo, Picasso parte alla volta di Parigi, dalla quale rimane subito affascinato per la ricchezza di stimoli che offre. Il primo viaggio a Parigi, in compagnia del pittore Casagemas con cui convive, consente a Picasso di stringere amicizia con il poeta Max Jacob. Il clima parigino, e più specificamente quello di Montmartre, ha una profonda influenza. Non sono momenti facili dal punto di vista economico, nonostante le importanti amicizie che stringe in questi anni, tra cui quella con il critico e poeta Max Jacob che cerca di aiutarlo in ogni modo. Si stabilisce a Montmartre, ospite del pittore barcellonese Isidro Nonell, e incontra molti dei suoi compatrioti tra i quali Pedro Manyac, mercante di quadri che gli offre 150 franchi al mese in cambio della sua produzione: la somma è discreta e permette a Picasso di vivere qualche mese a Parigi senza troppe preoccupazioni.A causa della sofferenza dell’amico Carlos Casagemas per un amore non ricambiato, però, i due fanno ritorno in Spagna. Dopo un breve ritorno in Spagna, dove fonda a Madrid insieme a Soler la rivista “Arte Joven”, torna nuovamente nella capitale francese dove si lega all’ambiente artistico del luogo, pur continuando a frequentare molti artisti spagnoli.

Nel febbraio del 1901 riceve però una terribile notizia: l'amico Casagemas si è suicidato per un dispiacere d'amore, innamorato di Germaine, una ballerina del Moulin Rouge che non era riuscito a conquistare - e che anzi aveva tentato di assassinare in precedenza - decise di togliersi la vita. È lì che si riprende e allarga la sua cerchia di amicizie, diventando un habitué del cabaret Lapin Agil e del Cirque Medrano.È l’inizio di quello che viene considerato il suo periodo blu, che dura dal 1901 al 1904 e prende il nome dal colore predominante nelle sue opere. I dipinti di questi anni vengono dopo la tragedia che colpì Picasso nel febbraio del 1901, quando il suo migliore amico, con cui condivideva l’abitazione a Madrid, Carlos Casagemas, si era tolto la vita a Parigi. Tra i fattori che hanno portato l’artista a utilizzare il blu, associato alla tristezza e alla malinconia, ci fu il suicidio dell’amico Casagemas. Il primo di essi è il cosiddetto “periodo blu” (dal 1901 al 1904), in cui l’artista spagnolo esprime, utilizzando soprattutto il colore blu e le tonalità fredde, tutto il suo dolore, la sua nostalgia, la sua malinconia, la sua tristezza. I soggetti sono soprattutto poveri ed emarginati. Picasso li ritrae preferibilmente a figura intera, in posizioni isolate e con aria mesta e triste. Un esempio è "Donna in blu" (1901). Le opere eseguite tra il 1901 e il 1906 - che la critica divide in periodo blu e periodo rosa in base alla predominanza dell’uno o dell’altro colore - ritraggono la tragicità della condizione umana attraverso il simbolismo del colore.A Parigi le sue opere vennero notate dal mercante d’arte Ambroise Vollard, che gli fece esporre nella propria galleria ben 64 quadri.

Donna in blu

Dopo aver fatto la spola tra Barcellona e Parigi, nella primavera del 1904 il pittore decide di stabilirsi definitivamente a Parigi. Iniziò un periodo felice per Picasso, che nonostante la condizione economica poté stringere amicizia con molti artisti, tra cui Max Jacob e Guillaume Apollinaire. Nel giro di un paio di anni, il suo studio diviene frequentato da importanti personalità come Jarry, Raynal, Salmon, Reverdy, Apollinaire e gli Stein.I quadri di questo periodo, ribattezzato come “periodo rosa” (dal 1904 al 1907), sono pieni di speranza e di colori più caldi, soprattutto rosa. Dal 1905 alla fine del 1906, Picasso schiarisce la sua tavolozza, utilizzando le gradazioni del rosa più calde rispetto al blu. Insieme al colore, cambiano anche i soggetti. Le sue opere cominciano a diventare sempre più morbide, con toni pastello e temi circensi. Vengono raffigurati personaggi presi dal circo, saltimbanchi e maschere della commedia dell’arte. Di questo periodo si dice che Picasso cercasse di riflettere su se stesso all'interno del mondo di artisti in cui era appena arrivato, pieno di maschere e personaggi fittizi. Di questo periodo si può ricordare "La famiglia degli acrobati" (1905).In questo periodo compare anche una figura che cambierà la vita di Picasso: la collezionista Gertrude Stein che, insieme al fratello, gli compra, tra le tante, l’opera "Famiglia di acrobati con scimmia".

La Rivoluzione Cubista: Dalle "Demoiselles" all'Analitico e Sintetico

Inizialmente attratto dai problemi della forma sintetizzata e dal ribaltamento di piani e superfici, il pittore si interesserà a una più classica armonia formale. Instancabile giramondo, Pablo Picasso si avvicinò alla scultura dopo un viaggio nei Paesi Bassi, che segnò profondamente il suo modo di intendere l’arte, iniziando a vedere la pittura da un punto di vista molto più intellettuale e meno interpretativo. Inizia a sperimentare forme e volumi e si dedica allo studio dell’arte antica. Dopo aver trascorso un ulteriore periodo in Spagna, l’artista rimane specialmente suggestionato da Henri de Toulouse-Lautrec, ma è probabilmente l’incontro con Matisse che lo porterà ad appassionarsi all’arte primitiva d’Africa.

Picasso e l’Africa: alle origini della forma. Omaggio a Ugo Marano

La svolta cubista di Picasso arriva tra il 1906 e il 1907. Sono gli anni della retrospettiva su Paul Cézanne, che influenza enormemente il pittore. Alcuni storici e critici dell’arte affermano che alla base dell’idea del Cubismo vi siano lo studio approfondito delle opere di Paul Cézanne, che in un certo senso ha anticipato di qualche anno il cubismo.Nel 1906-1907 infatti inizia a lavorare sulle celebri "Damoiselles d’Avignon" che lascerà incompiute dopo numerosi rimaneggiamenti. Nel 1907 dipinse una delle sue opere più famose, "Les Demoiselles D’Avignon". Considerato da molti storici come un periodo a sé stante - ribadiamo che Picasso era un artista molto sfaccettato - rappresenta una rottura totale con le tendenze dell’epoca. Verso il 1907 Picasso inizia un grande quadro. Produce numerosissimi schizzi, disegni, bozzetti, dipinti, perfino sculture, in cui studia una scena ambientata in un bordello: si vedono due uomini - eliminati nella versione finale - e cinque figure femminili, tendaggi ai lati e una natura morta. Attraverso vari passaggi, Picasso rende spigolosi i contorni delle figure, semplici e scultoree le masse, eliminando ogni particolare descrittivo e dando ad alcuni personaggi il volto mostruoso e innaturale che gli ispirano le maschere tribali africane. Nel dipinto, che ha una chiara influenza dell’arte africana, vediamo un gruppo di donne nude che sembra essere consapevoli dell’esistenza dell’osservatore, ovvero noi spettatori. Allo stesso modo, Picasso rompe la barriera temporale dipingendo una di loro, quella seduta, in due momenti diversi: di spalle e di fronte.

Les Demoiselles d'Avignon

Ed è sempre il 1907 l’anno decisivo per la nascita del cubismo; Picasso entra infatti in contatto con Kahnweiler grazie al quale conoscerà Braque con cui inizia una stretta collaborazione. Quando "Les Demoiselles d’Avignon" vide la luce, lo studio di Picasso era già un luogo di incontro per molti artisti, come Matisse, che vi si recavano per scambiare idee e riflettere sul futuro della pittura. È in questo periodo che Braque scopre il lavoro di Pablo e insieme iniziano a esplorare individualmente fino ad arrivare a quello che oggi conosciamo come Cubismo.Negli anni si lega strettamente a George Braque. I due artisti lavorarono a stretto contatto, al punto da produrre opere che sono spesso indistinguibili tra loro. L’idea di Picasso e Braque alla base del cubismo è la rappresentazione di un soggetto da molteplici punti di vista, scomponendolo e semplificandolo attraverso forme geometriche. La fase cubista è un periodo di grande sperimentazione: Picasso mette in discussione il concetto stesso di rappresentazione artistica. Questo movimento, che si allontanò dalla rappresentazione grafica della realtà per comporre opere a sé stanti, ispirò il resto dell’avanguardia a rifiutare la rappresentazione convenzionale della natura. In altre parole, il mondo impara a osservare in modo diverso. Il termine cubismo fu coniato dal critico d’arte Louis Vauxcelles nel 1907, con l’intento di denigrare le opere degli artisti di questo movimento. I quadri simbolo di questa corrente pittorica sono "Les demoiselles d’Avignon" di Picasso, del 1907, e "Case all’Estaque" di Braque, del 1908.

Oltre al tema della figura, in quest’epoca Picasso si dedica molto al paesaggio e alla natura morta, portando gli oggetti, i volti, le case, perfino gli alberi ad assomigliare a nitide e monumentali forme solide (cubi, sfere, cilindri). Ma soprattutto comincia a frammentare i punti di vista, come se guardasse e studiasse la stessa cosa contemporaneamente da diverse angolazioni: è il concetto di simultaneità.

I soggiorni estivi presso Creteill, Horta de Ebro e Cadaques segnano l’importante passaggio verso il cosiddetto “cubismo analitico". Un esempio è "La fabbrica di Horte de Ebro" (1909). Il colore è ridotto quasi alla sola gamma dei grigi, e la figura è sfaccettata fino a quasi far scomparire la forma. Col tempo, le immagini diventano sempre più difficili da capire perché i soggetti sono scomposti in una miriade di piccole frazioni. È forse anche per questo che nei dipinti cominciano a comparire oggetti reali.

L’evoluzione proseguirà finché l’immagine potrà essere rappresentata grazie a collages, scritte, numeri etc., come in "La chitarra" (1912). Si narra che Pablo Picasso e l’artista Georges Braque, osservando che l’ombra proiettata da un chiodo piantato nel muro era più lunga e diversa dal chiodo stesso, e andava in diagonale per l’effetto della luce, presero questo effetto di illusione come base per inventare, nel 1912, la tecnica del collage. Il primo collage della storia, firmato da Picasso, si intitolava "Natura morta con sedia impagliata". Con il collage, infatti, attraverso dei pezzi di immagini diverse, si creano figure nuove che danno un effetto di illusione. Lavorando sulla natura morta, Picasso sperimenta il filone degli strumenti musicali, in particolare le chitarre, spesso associate alle fattezze del corpo umano. Non si limita solo a dipingerle: incollando tra loro vari pezzi di materiali ritagliati, crea originali sculture. Quando il colore ricomparirà e si aprirà la strada verso la ricostruzione dell’oggetto in piani semplificati, si incomincia il passaggio al “cubismo sintetico”. La fase cubista di Picasso dura circa dieci anni. La trasformazione tridimensionale della tecnica cubista avrà uno sviluppo anche nel teatro.

Amori, Guerre e Nuove Espressioni Artistiche

Nella sua giovinezza, trascorsa prima a Barcellona e in seguito a Parigi, Pablo Picasso trascorreva le giornate tra la realizzazione delle sue opere e le bevute nei locali di pessima fama insieme ai suoi amici, artisti come lui. Tra questi, a Parigi, si trovavano anche Amedeo Modigliani, il poeta Guillaume Apollinaire e altri che avrebbero avuto un ruolo importante nella storia dell’arte del Novecento.Accadde che, nel 1911, la Gioconda, il quadro più enigmatico di Leonardo da Vinci, venne rubato di notte dal Museo del Louvre a Parigi. Il poeta Apollinaire fu arrestato per essere stato segretario e amico di Pieret, il principale indiziato del furto. Quando fu interrogato, Apollinaire fece il nome di Picasso come possibile autore di quello che era considerato “il furto del secolo”. Picasso fu arrestato e processato. Sia Picasso che Apollinaire furono assolti e rilasciati. Nel 1913, infatti, la Gioconda fu ritrovata a Firenze.

Picasso e Modigliani a Parigi

Nell'estate 1914 si incomincia a respirare aria di guerra. Alcuni degli amici di Pablo, tra cui Braque e Apollinaire, partono per il fronte. Montmartre non è più il quartiere di prima. Durante gli anni della guerra, l’artista trascorre un periodo di isolamento e tristezza, causati anche dalla morte di Marcelle Humbert, detta da lui Eva, al quale era molto legato e la cui immagine è ritratta in molti dipinti cubisti. Nel 1912 Picasso incontra la seconda donna della sua vita: Marcelle, da lui detta Eva, ad indicare che è diventata lei la prima di tutte le donne. Purtroppo poi nell'inverno 1915 Eva si ammala di tubercolosi e dopo pochi mesi muore. Per Picasso è un duro colpo.

Cambia casa, si trasferisce alle porte di Parigi. Conosce il poeta Cocteau che, in stretti contatti con i "Ballets Russes", gli propone di disegnare i costumi e le scene del prossimo spettacolo. Il viaggio in Italia per effettuare le decorazioni del balletto "Parade" (1917) è importante in quanto gli permette di conoscere Olga Koklova, che sposa l’anno seguente e anche perché gli rivela le suggestioni dell’arte classica. I "Ballets Russes" hanno anche un'altra importanza, questa volta strettamente privata: grazie a loro l'artista conosce una nuova donna, Olga Kokhlova, che diventerà ben presto moglie e sua nuova musa ispiratrice. Nel 1917 conobbe la sua futura moglie, la ballerina Olga Khojlova, membro della compagnia dei Ballets Russes per la quale stava progettando una scenografia. Con lei entrò negli ambienti dell’alta società, viaggiando in tutta Europa e cambiando spesso residenza. Nel 1918 si sposa con la ballerina russa Olga Khokhlova. Il 4 febbraio 1921 nasce il suo primo figlio, Pablo.

Durante questi anni l’attività di Picasso si alterna tra un registro classicista, per una pittura rappresentativa e uno cubista più astratto e meno aderente alla forma. Nel 1917, anche a seguito di un suo viaggio in Italia, avviene l'ennesimo stravolgimento del suo stile, e la sua pittura torna ad essere più tradizionale. Durante questi anni, Picasso continuò a lavorare nell’ambito del Cubismo e fu tenuto in grande considerazione dalla critica e dal pubblico. Furono anni felici per Picasso. Pur evolvendosi, l’invenzione cubista accompagnerà Picasso anche quando, a partire dagli anni Venti, egli sperimenta il ritorno a un’arte classica, ispirata a forme solide e imponenti dipinte o disegnate secondo modalità più tradizionali. Soprattutto negli anni Trenta l’artista introduce un nuovo gusto del colore nei suoi quadri cubisti: nella prima epoca della sua produzione, infatti, utilizzava soprattutto verdi smorzati, bruni, ocra e grigi, che contribuivano al rigore della sua pratica di scomposizione delle forme. Ora fanno invece la loro comparsa i rosa, i rossi, i verdi squillanti, i gialli, gli azzurri, e le tele si trasformano in composizioni variopinte piene di vitalità.

Il Periodo Surrealista e la Passione Travagliata

Il suo periodo più surrealista, dal 1925 al 1938, inizia con l’opera "La danza", in cui mostra già una crescente irritazione nei confronti delle donne e del matrimonio. Gli esiti più vicini al surrealismo come ad esempio in "Figura in riva al mare" (1831) si rivelano anche nelle sculture che diventano in questo periodo più numerose come in "Bagnati" e "Costruzioni in filo metallico" (1828). I fantasmi del passato ritornano, soprattutto il ricordo dell’amico Casagemas, la cui morte viene attribuita all’amore. La tensione con la moglie Olga si riflette anche in opere come "Busto di donna" e "Autoritratto".Da lì a qualche anno Olga fu sostituita però con Marie-Thérèse Walter, di appena diciassette anni, anche se indubbiamente assai matura. Nel 1927 conosce Marie-Thérèse Walter, una ragazza di diciassette anni che diventa rapidamente la sua amante e la cui relazione si sovrapporrà per anni a quella di Olga. Mentre il matrimonio si sfaldava, gli amanti approfittavano di ogni minuto per stare insieme. Di questo periodo sopravvivono numerosi nudi femminili ed è nel 1933 che inizia il periodo del Minotauro di Picasso, in cui l’artista si vede riflesso nella bestialità della bestia stessa e parla del conflitto morale che subisce a causa delle sue passioni.In seguito il pittore si avvicina ai linguaggi dell’espressionismo e del surrealismo, specie nella scultura, cui si dedica particolarmente. Picasso avvia poi un’intensa e crescente attività di grafico, attraverso incisioni e litografie che ritraggono creature mitiche come il Minotauro, scene di corrida o erotiche, secondo un’interpretazione passionale e violenta del rapporto tra uomo e donna, tipica dell’artista. La sua stessa vita sentimentale è, in effetti, estremamente instabile e burrascosa, costellata dall’avvicendarsi di diversi amori e muse ispiratrici. Le variazioni del cubismo di Picasso sono molte e spesso vanno di pari passo con l’evolversi dell’arte contemporanea: nel tempo le sue opere si avvicinano al surrealismo, all’astrattismo, all’action painting.

Picasso e Marie-Thérèse Walter

Guernica: La Denuncia di un Orrore

Nel 1936, in un momento non facile anche dal punto di vista personale, in Spagna scoppia la guerra civile: i repubblicani contro i fascisti del generale Franco. Per il suo amore per la libertà Picasso simpatizza per i repubblicani. La guerra civile spagnola segnò profondamente l’immaginario dell’artista che riprodusse nel celebre "Guernica" (1937) la drammaticità della strage di quegli anni. Nello stesso periodo, Picasso viene nominato direttore del Prado, incarico che accetta volentieri e che avrà un ruolo fondamentale in una delle sue opere più famose.Una sera, in un caffé di Saint-German, presentatagli dal poeta Eluard, conosce Dora Maar, pittrice e fotografa. Il 1937 è l'anno dell'Esposizione Universale di Parigi. Per i repubblicani del Frente Popular è importante che il legittimo governo spagnolo vi sia ben rappresentato. La Repubblica gli commissionò un grande murale che non solo doveva essere esposto all’Esposizione Internazionale di Parigi, ma anche accompagnare il governo nei suoi viaggi di propaganda in Europa. Riluttante a prendere un impegno così pubblico, Picasso accettò la commissione per due motivi: il bombardamento del suo amato museo e quello della città di Guernica.Inizialmente, a quanto pare, Picasso lavorò ad un’opera che rappresentava la morte del torero José Gómez Ortega. Ma dopo il bombardamento di Guernica, avvenuto il 26 aprile 1937, effettuato dai nazi-fascisti tedeschi e italiani in appoggio al generale fascista Francisco Franco contro il governo repubblicano della Spagna, decise di abbandonare il progetto per realizzare il capolavoro che conosciamo. A questo si aggiunge la figura di Dora Maar, una fotografa surrealista che gli trovò lo studio giusto per l’arduo compito e che ritrasse anche tutto il processo creativo. Le sue fotografie sono esposte al Museo Reina Sofía, proprio di fronte al murale, e questo permette al visitatore di ammirare sia il processo che l’opera. Il pittore, che aveva ricevuto l’incarico sei mesi prima della data di esposizione del murale, inizia a lavorare solo un mese e mezzo prima del giorno della consegna.

Il suo famosissimo quadro dal titolo "Guernica", del 1937, di quasi otto metri per tre e mezzo, rappresenta la strage avvenuta nella città spagnola di Guernica. "Guernica" è un quadro di rara potenza e drammaticità. L’opera ritrae una madre che grida al cielo con il suo bambino morto tra le braccia, un cavallo, un toro, una colomba che sta per cadere a terra. Tutte figure distorte, immerse in toni grigi, bianchi e neri, privi di vita. Si dice che un giorno un ufficiale nazista visitò lo studio dell'artista, e alla domanda "Ha fatto lei questo orrore?" Picasso rispose "No, l'avete fatto voi". Poco dopo la realizzazione dell’opera, nel 1939, il generale Francisco Franco instaurò la dittatura militare fascista in tutta la Spagna per ben 36 anni, fino al 1975. Il quadro di Picasso è uno dei più celebri capolavori della storia dell’arte, simbolo del dolore e della tragedia della guerra e della dittatura.

Guernica di Picasso

Gli Ultimi Anni e l'Eterna Eredità

Nell’immediato dopoguerra, tra il 1946 e il 1948, il pittore vive ad Antives, dove inizia la sua attività di ceramista, è questa per lui un’epoca di ritrovata serenità. A partire dalla Seconda guerra mondiale l’artista si impegna molto nella scultura, utilizzando bronzo, ferro, legno, ceramica: ottiene forme elementari, semplificate nelle loro linee essenziali, che talvolta ricordano i disegni infantili e l’arte primitiva. Realizza anche piatti, vasi, sculture, lastre, piastrelle ornamentali in ceramica. Negli ultimi anni Picasso produsse ancora moltissime opere e creò una bottega per la ceramica e la grafica. Negli anni Cinquanta Pablo Picasso è ormai un'autorità in tutto il mondo. Ha settant'anni ed è finalmente sereno, negli affetti e nella vita lavorativa. Negli anni seguenti il successo aumenta e spesso la privacy dell'artista viene violata da giornalisti e fotografi senza scrupoli. Si succedono mostre e personali, opere su opere, quadri su quadri.

Picasso al lavoro con la ceramica

L’artista, durante tutta la sua vita è sempre circondato da un gran numero di donne diverse, si sposa due volte e diventa padre di quattro di figli. La sua vita sentimentale fu estremamente instabile e burrascosa, costellata dall’avvicendarsi di diversi amori e muse ispiratrici. Quattro i suoi figli, due le mogli che ha avuto, ma infinite le sue amanti, alcune delle quali hanno poi vissuto le conseguenze devastanti della loro relazione con il pittore. Pablo (da Olga), Maya (da Marie-Thérèse) e Claude e Paloma (dalla pittrice e scrittrice francese Françoise Gilot). Nel 1961 l’artista si risposa con Jacqueline Roque.

Pablo Picasso ha vissuto 91 anni, una vita lunga, intensamente. La propria e quella degli altri. È morto l’8 aprile 1973 in Francia a 91 anni e ancora in attività. Pablo Picasso ebbe la fortuna di vedere tutto questo in uno dei secoli più straordinari della storia. Sue furono le avanguardie del XX secolo e sue furono anche le conversazioni con altri grandi geni dell’epoca come la couturier Coco Chanel o il poeta e inventore Alexandre Finisterre. Il suo modo di dipingere si fa più istintivo e tormentato, i contorni non sono netti, i colori non più puri. L'ultima dichiarazione che ci rimane di Picasso è questa: "Tutto ciò che ho fatto è solo il primo passo di un lungo cammino. Si tratta unicamente di un processo preliminare che dovrà svilupparsi molto più tardi."

Pablo Picasso è stato un genio tra i maggiori della storia dell’arte. Ma il suo carattere, complesso e complicato, non ha espresso soltanto aspetti nobili. Queste ultime caratteristiche si sono rivelate soprattutto nel suo rapporto con le donne. Moltissime quelle che si sono innamorate di lui e che egli ha tradito. Non poteva resistere all’attrazione per il gentil sesso e ogni sua relazione è stata a dir poco burrascosa e passionale ben oltre i limiti di sopportazione. Il suo contributo alla cultura spagnola, europea e mondiale è indiscutibile.Pablo Picasso è considerato l’artista più prolifico della storia dell’arte. Nella sua lunga vita ha prodotto circa 13.500 opere tra dipinti e disegni, oltre 100.000 tra incisioni e litografie, circa 34.000 illustrazioni per libri, centinaia di ceramiche e circa 300 sculture. Nel 2015 il suo dipinto "Donne di Algeri" fu venduto per 179 milioni di dollari, diventando uno dei quadri più costosi della storia. Passati i primi anni di difficoltà, quando viveva a Parigi con poco denaro e senza il riconoscimento della critica, a partire dagli anni Venti Picasso ha conosciuto una fama senza precedenti. Pablo Picasso è stato così innovativo e il suo stile talmente inconfondibile da renderlo non soltanto un’icona, ma anche l’oggetto di molti modi di dire e addirittura un vero e proprio marchio. Il pittore spagnolo è riuscito, senza conoscere l’inglese e pur non avendo a disposizione i mezzi di cui gli artisti godono oggi per farsi conoscere, a diventare famoso in tutto il mondo non tanto per merito di un’opera in particolare, quanto per la sua unicità e tecnica. L'autenticità di questa notizia è certificata in blockchain. Egli stesso dichiarava, in una lettera a un amico, già nel 1897, di non voler aderire a nessuna scuola e di non voler seguire le mode pittoriche.

Busto di Picasso

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