La Storia di Ferrero: Da Alba al Trionfo Globale del Dolce

Il Gruppo Ferrero rappresenta una delle più grandi dinastie imprenditoriali italiane, un successo che affonda le radici nella tenacia e nell'ingegno di una famiglia piemontese. L'epopea Ferrero, iniziata in un contesto di povertà post-bellica, ha trasformato un piccolo laboratorio di Alba in una multinazionale dolciaria di fama mondiale, con un patrimonio stimato che, secondo Forbes nel 2023, ha reso Giovanni Ferrero l'italiano più ricco con 39,1 miliardi di dollari.

Giovanni Ferrero, CEO del Gruppo Ferrero

Le Origini Nelle Langhe e i Primi Passi di Pietro Ferrero

La storia di Ferrero inizia nelle Langhe, un territorio piemontese che nei primi decenni del Novecento era caratterizzato da colline ricoperte di vigneti e boschi di castagni e noccioli. La vita era basata su un'agricoltura non meccanizzata, dove l'aratura avveniva con i buoi e il lavoro richiedeva grande fatica. In questo ambiente, nel 1898, nasce Pietro Ferrero a Farigliano, primogenito di Michele Ferrero e Clara Devalle, una coppia di contadini. Fin da subito, i suoi genitori gli inculcarono l'importanza e l'etica del lavoro, forgiando in lui uno spirito intraprendente e un'innata passione per i dolci, elementi che avrebbero plasmato il suo futuro.

Nel 1924, Pietro sposò Pierina Cillario, una ragazza del paese che andò subito a lavorare con lui. Un anno dopo, il 26 aprile del 1925, nacque il loro figlio Michele.

Pietro e Pierina Ferrero

Nel 1933, spinti dall'ambizione, Pietro e Pierina decisero di trasferirsi a Torino, una grande città industriale con la Fiat, la più grande azienda metalmeccanica del paese. L'idea di trovare fortuna in una metropoli pullulante di viaggiatori sembrava promettente, ma il periodo storico non era dei migliori, segnato da tensioni crescenti. Nel 1940, Pietro aprì la sua prima pasticceria a Torino, in via Sant’Anselmo. Purtroppo, questo primo progetto non ebbe successo e fu costretto a chiudere l'attività per tornare ad Alba. Le cause di questo fallimento non sono del tutto note, ma potrebbero essere imputabili al clima di tensione e alle conseguenze della Seconda Guerra Mondiale.

Il Ritorno ad Alba e l'Invenzione Rivoluzionaria

Nonostante l'insuccesso torinese, la determinazione di Pietro Ferrero non venne meno. Nel 1942, aprì un nuovo laboratorio dolciario proprio ad Alba. Questa volta, Pietro era risoluto a concentrare tutti i suoi sforzi sulla produzione di dolciumi nuovi, originali, economici e alla portata di tutti, anche in un periodo tragico come quello della guerra mondiale, quando le materie prime scarseggiavano o erano reperibili solo a costi insostenibili. Ebbe l'intuizione di sfruttare un prodotto abbondante ed economico della sua terra: le nocciole.

Mappa delle Langhe, area ricca di nocciole

L'idea che avrebbe cambiato la sua vita gli venne osservando gli operai torinesi fare merenda. Voleva offrire un'alternativa dolce che potesse sostituire il pane e pomodoro, uno spuntino comune tra i lavoratori. Nel suo laboratorio di via Rattazzi, Pietro iniziò a sperimentare incessantemente, testando impasti e ingredienti per trovare la ricetta ideale. Coinvolse anche la moglie Piera, che lo aiutava nella pasticceria di via Maestra, affettuosamente chiamata "il Biffi" dai concittadini, come il più famoso caffè di Milano. I tempi non erano facili, con la guerra anche gli ingredienti più semplici diventavano introvabili.

La nostra filiera: le nocciole Piemonte

Finalmente, nel 1946, dopo anni di tentativi e innumerevoli esperimenti, Pietro riuscì a creare una crema a base di nocciole, burro di cocco, zucchero, melassa e cacao in polvere. La chiamò inizialmente Pasta Gianduja, in onore della maschera piemontese di carnevale, e successivamente la brandizzò come Giandujot. Questa innovazione era una tavoletta di morbido impasto avvolta nella carta stagnola, facile da tagliare a fette e spalmare sul pane. Il suo sapore delizioso e il costo incredibilmente basso (600 lire al chilo contro le 3.000 lire di un chilo di cioccolato) la resero un successo clamoroso.

Immagine storica del Giandujot

Il Giandujot incontrò subito i favori del pubblico, oltre ogni aspettativa. Nel febbraio del 1946, la produzione raggiunse i tre quintali, superando i mille alla fine dell'anno. Il laboratorio di via Rattazzi divenne rapidamente troppo piccolo. Insieme alla moglie Piera, il 14 maggio del 1946, Pietro stilò l'atto costitutivo della sua nuova azienda: così nacque ufficialmente la "Ditta Individuale P. Ferrero", una fabbrica di cioccolato, torrone e dolciumi vari.

L'Espansione e il Ruolo di Giovanni Ferrero

Il successo del Giandujot richiese subito un'organizzazione per far fronte alla crescente domanda. Pietro coinvolse anche suo fratello minore, Giovanni Ferrero, che si occupò dell'organizzazione commerciale e della creazione di una rete di distribuzione. Giovanni, con le sue grandi capacità di venditore, girava tutto il Piemonte con la sua Fiat 1100 per piazzare il nuovo prodotto. La sua idea innovativa di stabilire un rapporto diretto con i dettaglianti, saltando i grossisti, si rivelò una delle caratteristiche vincenti della distribuzione dei prodotti Ferrero.

Rete di distribuzione Ferrero con furgoni d'epoca

Un anno dopo, nel 1947, la Ferrero dava lavoro a un centinaio di persone, acquisiva nuovi macchinari e l'azienda cresceva a ritmi sostenuti. I coniugi Ferrero, già in quei primi anni di attività, dimostrarono una concezione illuminata della figura dell'imprenditore. Si resero conto che con la crescita della produzione e del numero dei dipendenti, molti dei quali provenivano dai paesi intorno ad Alba, era necessario provvedere ai loro bisogni.

La Resilienza di Fronte alle Avversità

La storia di Ferrero non è stata priva di difficoltà. Nel settembre del 1948, un violento alluvione del fiume Tanaro si abbatté sulla fabbrica di Alba, invadendo il fango e sommergendo tutte le attrezzature. Per fortuna non ci furono vittime, ma i danni furono enormi e l'azienda rimase isolata. Tuttavia, la famiglia Ferrero e i suoi dipendenti non si arresero. Insieme, si adoperarono per spalare la melma e cercare di salvare i macchinari, riuscendo a ripristinare la produzione in soli quattro giorni. Alla fine del mese, l'azienda tornò operativa al 100%.

L'alluvione del Tanaro del 1948

Un anno dopo, il 2 marzo del 1949, la mala sorte presentò il suo conto: Pietro Ferrero venne a mancare a soli cinquantun anni, stroncato da un infarto mentre guidava la sua Topolino tra un appuntamento e l'altro. Le redini dell'azienda passarono nelle mani del fratello Giovanni e della vedova Piera, coadiuvati dal giovane figlio di lei, Michele. Giovanni continuò a migliorare la rete di distribuzione, espandendola e orientandola direttamente ai dettaglianti. Nel 1956, contribuì all'inaugurazione del primo stabilimento Ferrero all'estero, a Stadtallendorf, in Germania. Purtroppo, l'anno successivo, anche Giovanni Ferrero morì.

L'Era di Michele Ferrero: Innovazione e Globalizzazione

Nel 1957, la guida dell'azienda di famiglia, in piena fase di sviluppo ed espansione, passò nelle mani dell'allora trentatreenne Michele Ferrero, figlio del fondatore Pietro. Michele, con una visione estremamente chiara del futuro, ereditata dagli insegnamenti del padre, della madre e dello zio, divenne l'artefice del successo commerciale e della globalizzazione dell'azienda.

Michele Ferrero

Michele Ferrero si distinse per la sua creatività, la sua voglia di esplorare nuove vie e di sperimentare continuamente. Non solo ideò nuovi prodotti, ma introdusse anche forme promozionali assolutamente originali per quei tempi. Un esempio è il "Treno dei Bimbi", un autocarro "rivestito" come una vecchia locomotiva che percorreva le strade delle città italiane durante fiere e manifestazioni, distribuendo cioccolatini e caramelle, ottenendo un enorme successo pubblicitario.

La nostra filiera: le nocciole Piemonte

Sotto la sua guida, nascono alcuni dei prodotti più famosi e iconici della multinazionale di Alba:

  • Mon Chéri (1956): Uno scrigno di cioccolato che racchiude una gustosa ciliegia, contribuendo ad affermare Ferrero sul mercato tedesco.
  • Nutella (1964): L'evoluzione della "Supercrema" (introdotta nel 1951 come "Cremalba"), che cambia formula, densità e nome, diventando un successo mondiale e il prodotto della svolta che ha trasformato il destino della Ferrero.
  • Kinder Cioccolato (1968): Una barretta di cioccolato ripiena di latte ("Più latte, meno cacao" divenne lo slogan), pensata specificamente per i bambini e frutto dell'attenta osservazione delle esigenze dei consumatori.
  • Tic Tac (1969): Un confettino alla menta che divenne presto un successo mondiale, anche grazie al suo packaging innovativo, una mini-scatola dispenser.
  • Kinder Sorpresa (1974): L'idea di abbinare la merenda al gioco, con un ovino di cioccolato contenente una sorpresa da montare, destinato a diventare un'icona.
  • Ferrero Rocher (1982): Un trionfo della nocciola, con un'anima intera immersa in un ripieno cremoso e una cialda croccante, il tutto avvolto in un'elegante carta dorata.

Prodotti iconici Ferrero: Nutella, Kinder Sorpresa, Ferrero Rocher

L'Espansione Internazionale e l'Impronta Etica

Ferrero fu la prima azienda dolciaria italiana ad aprire stabilimenti produttivi e uffici all'estero nel secondo dopoguerra, conferendo all'impresa un respiro autenticamente internazionale. L'espansione fuori dai confini italiani iniziò nel 1956 con lo stabilimento in Germania, cui fece seguito un secondo stabilimento in Francia.

Mappa delle sedi Ferrero nel mondo

Negli anni '60, l'azienda affermò la sua presenza in Belgio, Olanda, Lussemburgo, Danimarca, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna. Alla fine degli anni Sessanta, le società Ferrero in Europa erano otto, a dimostrazione di una chiara strategia di internazionalizzazione. A Londra, in Piccadilly Circus, le insegne luminose di Mon Chéri, e successivamente di Tic Tac e Ferrero Rocher, testimoniavano la crescente visibilità globale del marchio. Nel 1969, le caramelle Tic Tac furono commercializzate anche sul mercato americano.

L'attenzione di Michele Ferrero non era rivolta solo alla creazione di prodotti innovativi e all'espansione commerciale. Egli aveva una visione imprenditoriale profonda e etica. Come sottolineato dal figlio Giovanni, Michele concepiva una forma di capitalismo non predatorio, ma illuminato ed etico, moralmente rigoroso e irreprensibile nei comportamenti, convinto del ruolo decisivo che nella società ha la forza del bene. La sua vita fu dedicata alla ricerca della straordinarietà e dell'unicità eccellente dei prodotti, attraverso l'innovazione tecnologica e la ricerca.

Dettaglio di uno stabilimento di produzione Ferrero

Michele Ferrero, come si spiega nella sua biografia "Michele Ferrero - Condividere valori per creare valore", è stato l'artefice di un modo di fare impresa che ha messo al centro la persona, secondo il motto "lavorare, creare, donare". La sua attenzione alla qualità dei prodotti, alle esigenze dei consumatori e al benessere dei dipendenti è stata una costante. L'azienda costruì case per chi preferiva abitare vicino al posto di lavoro ("Villaggi Ferrero"), istituì un servizio di autobus gratuito per chi veniva da fuori Alba e propose colonie estive al mare e in montagna per i figli dei dipendenti.

Ulteriori Innovazioni e Crescita

Gli anni '70 videro la nascita della "Kinder Division", un'intera linea di prodotti pensati per bambini e ragazzi, con l'obiettivo di offrire merendine sane e genuine. Oltre ai successi già menzionati, la gamma Kinder si arricchì con prodotti come Kinder Brioss, Kinder Cereali, Kinder Colazione più (1981) e Kinder Délice (1985).

Varietà di prodotti della linea Kinder

Ferrero continuò a diversificare la sua produzione. Nel 1974, la società decise di attraversare l'oceano e aprire un ufficio a New York, introducendo sul mercato americano gli astucci di Tic Tac con notevole successo.

Nel dicembre 1980, Piera Cillario, moglie di Pietro Ferrero e madre di Michele, morì. Donna di grande carisma e modestia, aveva assunto la carica di presidente del Consiglio di amministrazione nel 1962, occupandosi operativamente di tutte le attività non strettamente legate alla produzione e al marketing.

Nel 1983, dall'idea di Michele Ferrero e sua moglie Maria Franca Fissolo, nacque la Fondazione Ferrero con il nome di Opera Sociale. Lo scopo era quello di raccogliere e mantenere saldi legami tra l'azienda, i suoi dipendenti e coloro che avevano raggiunto l'età della pensione. La Fondazione si propone come ente culturale e sociale, offrendo laboratori, un auditorium, spazi espositivi, una galleria fotografica con la storia aziendale, un centro di documentazione, una palestra e persino un asilo nido e una scuola dell'infanzia. La Fondazione eroga anche borse di studio e sostiene la ricerca scientifica.

Sede della Fondazione Ferrero ad Alba

Gli anni '80 e '90 videro un'ulteriore espansione e l'introduzione di nuovi prodotti e tecnologie. Nuovi stabilimenti furono aperti in Italia (Balvano nel 1987, Sant'Angelo dei Lombardi) e l'azienda consolidò la sua presenza nell'Est Europa (Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria). Vennero lanciati Kinder Gran Sorpresa (1989), Kinder Fetta al Latte (1990), Kinder Bueno (1991), Kinder Pinguì (1992) e Kinder Paradiso (1994).

L'Era Contemporanea e le Recenti Acquisizioni

Michele Ferrero morì nel 2015, all'età di ottantanove anni. Oggi, la multinazionale "Ferrero International S.A." è ancora guidata da un membro della famiglia, suo nipote Giovanni, figlio di Michele. Il Gruppo Ferrero è una delle maggiori aziende dolciarie al mondo, con oltre 35 brand iconici venduti in oltre 170 Paesi e più di 47.000 dipendenti.

Sede Ferrero International in Lussemburgo

Negli ultimi anni, Ferrero ha continuato la sua strategia di crescita e consolidamento attraverso importanti acquisizioni. Nel 2015, ha rilevato l'azienda inglese Thorntons. Nel 2016, ha acquisito il marchio di biscotti Delacre. Nel marzo 2017, Lapo Civiletti è stato nominato CEO esterno alla famiglia, mentre Giovanni Ferrero ha assunto il ruolo di Executive Chairman, concentrandosi sulle scelte strategiche. Sempre nel 2017, Ferrero International S.A. ha rilevato da L. Catterton l'azienda americana di snack Fannie May Confections Brands.

Il 16 gennaio 2018, Ferrero ha rilevato le attività dolciarie di Nestlé negli Stati Uniti per 2,8 miliardi di dollari, acquisendo la titolarità sul mercato americano di marchi come Crunch, Butterfinger, BabyRuth, 100Grand, Raisinets e Wonka, insieme ai relativi stabilimenti di produzione in Illinois. Nell'aprile 2019, ha acquisito da Kellogg Company alcuni brand di biscotti e snack Kellogg nel mercato degli Stati Uniti per 1,3 miliardi di dollari. Nel luglio 2019, attraverso la holding belga Cth, ha acquisito la controllata danese Kelsen Group (e i suoi marchi Kelsen, Kjeldsen e Royal Dansk) dalla Campbell Soup Co. per 300 milioni di dollari.

Loghi di marchi acquisiti da Ferrero

Nel 2020, il gruppo Ferrero ha acquisito i biscotti a marchio Fox’s e il marchio Eat Natural, specializzato in healthy snack. Nello stesso anno è stata creata la subholding Fine Biscuits Company (FBC) N.V., nella quale sono confluite le partecipazioni delle compagnie precedentemente acquisite come Delacre e Kelsen.

Nel 2023, il Gruppo Ferrero ha annunciato l'acquisizione di Fresystem, leader di mercato italiano nel settore dei prodotti da forno surgelati per la "colazione italiana", e ha firmato un accordo con Laurens Spethmann Holding AG & Co. KG (LSH) per acquisire il suo impianto di produzione di barrette a Faulbach, in Germania.

Le attività di Ferrero in Italia sono organizzate sotto il controllo della holding Ferrero S.p.A., con sede ad Alba, che gestisce quattro società operative: Ferrero Commerciale Italia S.r.l. (distribuzione e vendita), Ferrero Industriale Italia S.r.l. (lavorazione e trasformazione), Ferrero Management Services Italia S.r.l. (servizi amministrativi, finanziari, legali e gestione del personale) e Ferrero Technical Services S.r.l. (servizi informatici, ingegneria, sviluppo packaging e sistemi di produzione). A livello globale, il gruppo è strutturato attraverso una lunga serie di società internazionali, finanziarie e fiduciarie di controllo, con sedi in Lussemburgo, Antille Olandesi, Belgio, Montecarlo e Isole Vergini.

La Visione del Futuro

Il Gruppo Ferrero, con i suoi prodotti molto amati come NUTELLA®, KINDER®, TIC TAC® e FERRERO ROCHER®, continua a regalare momenti unici di gioia da condividere. L'azienda mantiene salda la sua identità di impresa familiare, pur essendo un impero globale che produce oltre 365.000 tonnellate di prodotti all'anno. La storia di Ferrero è un esempio di passione, visione, risolutezza e coraggio, un sogno partito da un modesto paese piemontese che ha conquistato il mondo, continuando a innovare e a mettere al centro la persona e la qualità.

Famiglia Ferrero, un esempio di imprenditorialità italiana

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