Il ruolo del Progynova e la gestione dell'ovulazione nei cicli di trasferimento embrionale

La preparazione al trasferimento di embrioni congelati (criotransfer) rappresenta una fase delicata e cruciale nei percorsi di procreazione medicalmente assistita. Tra i farmaci più comuni utilizzati in questo contesto si trova il Progynova, un preparato a base di estradiolo. Molte pazienti si interrogano sulla sua interazione con il ciclo naturale, in particolare ponendosi il quesito: "dopo il Progynova si ovula?".

rappresentazione schematica del ciclo mestruale e dell'azione degli estrogeni esogeni sull'endometrio

Il funzionamento del Progynova nel ciclo medicato

Con ciclo medicato l’ovulazione viene solitamente bloccata tramite Progynova (estrogeni) da prendere dal secondo giorno del ciclo. L'obiettivo primario di questa terapia è la preparazione dell'endometrio, che deve raggiungere uno spessore e una struttura ideali per accogliere l'embrione. La maggior parte delle volte l’estradiolo preso dall’inizio del ciclo ha funzione di contraccettivo inibendo il ciclo naturale della paziente.

Tuttavia, è fondamentale comprendere che non esiste un protocollo universale. Una revisione Cochrane recente conclude che non esista un protocollo ideale: estradiolo in pillole o cerotti, progesterone vaginale o intramuscolare, agonisti della GnRH o previ per evitare l’ovulazione spontanea. Tutti gli studi mostrano risultati simili. In alcuni casi, il Progynova non blocca l'ovulazione, ma serve per far crescere l'endometrio; è il progesterone che, nel caso in cui venga preso prima dell'ovulazione, la blocca.

La gestione clinica e i monitoraggi ecografici

Il monitoraggio ecografico serve sia a vedere la crescita dell'endometrio che a vedere se l'ovulazione avviene. Il primo monitoraggio solitamente si fa dopo circa 10 giorni dal ciclo per verificare appunto che l'ovulazione sia bloccata e che l'endometrio sia trilaminare, a quel punto (prima ovviamente dell'inizio del progesterone) devi dosare estradiolo e progesterone. Il progesterone non deve superare il valore 1.

Quando l'endometrio raggiunge lo spessore ideale inizierai ad assumere progesterone, a quel punto l'endometrio inizierà la sua trasformazione da trilaminare a secretivo. Se trasferisci blastocisti, farai il transfer dopo cinque giorni di assunzione di progesterone. Alcuni specialisti ritengono che il progesterone non debba essere assunto prima di aver ottenuto gli ovuli della donatrice, in modo da avere il tempo di riassegnare un’altra donatrice alla ricevente qualora avvenisse un problema di fecondazione inaspettato.

Endometriosi e Procreazione Medicalmente Assistita

Possibilità di ovulazione spontanea durante la terapia

Nonostante la terapia ormonale, raramente può capitare di ovulare comunque. A quel punto si interrompe il tutto per ricominciare poi col ciclo successivo. Esistono casi in cui, pur assumendo estrogeni, le ovaie continuano a lavorare. Il Progynova funziona da stimolazione nel senso che l'ovaio lavora e i follicoli si producono, ma ha un effetto blando rispetto ai farmaci che comunque tradizionalmente si utilizzano per la stimolazione vera e propria e i follicoli non arrivano alla maturazione necessaria per indurre l'ovulazione.

È importante sottolineare che la percezione di sintomi, come la presenza di muco fertile o doloretti pelvici, non sempre indica un'ovulazione imminente. A volte è l'utero che si ispessisce e le ovaie, pur essendo a riposo, possono dare sensazioni di gonfiore. Tuttavia, la prudenza è d'obbligo: se durante l'ecografia non si insiste col medico perché controlli se c'è un corpo luteo, le ovaie potrebbero non essere esaminate attentamente.

Il ruolo del progesterone e i dosaggi ormonali

Il progesterone gioca un ruolo determinante nel "fissare" l'endometrio e inibire ulteriori dinamiche follicolari. Recentemente è stato messo in commercio anche un progesterone iniettivo per via sottocute (Pleyris) che può sostituire in tutto o in parte il progesterone vaginale e che viene preferito da quelle donne che mal tollerano la via di somministrazione vaginale.

Per quanto riguarda i valori ematici, nel giorno dell'ecografia conviene dosare progesterone ed estradiolo. Per dare un riferimento, in un criotransfer con 4 compresse di Progynova, dopo 13 giorni di terapia si possono riscontrare valori di estradiolo intorno a 820 e progesterone a 0,30. È utile ricordare che, fino al momento attuale, non esiste nessuno studio che dimostri qual è lo spessore minimo o massimo dell'endometrio che permetta di fare una previsione sul risultato del trattamento, poiché uno spessore maggiore non sempre risulta migliore.

diagramma che illustra la trasformazione dell'endometrio da trilaminare a secretivo

Considerazioni sulla fiducia nel percorso terapeutico

In alcune pazienti, specialmente in quelle che vengono da altri paesi per realizzare il ciclo di ovodonazione, possono insorgere dubbi sulla gestione del centro di riferimento. La nostra raccomandazione è sempre la stessa: l’equipe che segue la paziente ha lo stesso interesse che ha la paziente di riuscire ad ottenere un buon risultato, quindi si deve avere completa fiducia nello specialista.

Sebbene esistano studi condotti da importanti gruppi di ricerca che hanno scoperto che anche con un endometrio di 4mm si possono ottenere gravidanze normali, la variabilità individuale rimane alta. Il consiglio per chi si sente insicura è di mantenere un dialogo costante con il proprio ginecologo, chiedendo sempre di controllare non solo lo spessore endometriale, ma anche lo stato delle ovaie durante i monitoraggi, assicurandosi che non ci siano segni di attività follicolare dominante che potrebbero compromettere la sincronizzazione del transfer.

Aspetti pratici della procedura di transfer

Sotto controllo ecografico effettuato per via addominale, l’assistente controlla l’inserimento della sottile cannula in utero. Questa servirà per il rilascio dell’embrione che viene “caricato”, successivamente, in una cannula più piccola che sarà introdotta nella prima. La posizione di rilascio è a circa un terzo dal fondo uterino. L’embrione viene aspirato dalla sua piastra mantenuta in incubatore, assieme ad una piccola quantità di mezzo di coltura. Tutto questo volume viene depositato in utero e sarà facilmente visibile ecograficamente. L’embrione non resta lì, ma può spostarsi a causa di piccole micro contrazioni uterine che sono fisiologiche. Questo processo, pur essendo standardizzato, richiede una precisione meticolosa da parte dell'intero staff medico.

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