La gravidanza rappresenta un periodo di straordinaria trasformazione e attesa, durante il quale l'attenzione alla salute della madre e del nascituro diviene prioritaria. Le informazioni utili per le donne in dolce attesa abbracciano una vasta gamma di aspetti, dalla nutrizione al benessere psicofisico, fino alle peculiarità culturali e mediche che possono emergere, soprattutto quando ci si trova in un contesto internazionale come quello giapponese. Approfondiremo le raccomandazioni dietetiche basate su studi recenti, le linee guida generali sull'alimentazione, i consigli per viaggiare in Giappone durante la gestazione e, infine, esploreremo anche aspetti meno convenzionali ma comunque parte dell'ampio spettro di "informazioni" legate alla figura della donna incinta o che allatta.
Il Ruolo Cruciale degli Alimenti Fermentati nella Dieta in Gravidanza
L'alimentazione durante la gestazione non è solo una questione di quantità, ma soprattutto di qualità e di equilibrio nutrizionale. Recenti studi scientifici hanno messo in luce il potenziale impatto positivo degli alimenti fermentati sulla salute materno-infantile. Questi alimenti, ampiamente diffusi in diverse culture, possono offrire benefici significativi grazie alla loro composizione.

Gli alimenti fermentati, come lo yogurt, alcune specifiche tipologie di formaggio, il miso e il natto, se assunti in gravidanza, sono capaci di favorire la salute intestinale della mamma. Un intestino sano nella madre può impattare positivamente anche sullo sviluppo cerebrale dei bambini. Questo legame è così significativo da ridurre sensibilmente il rischio di ritardi nello sviluppo neuro-motorio e cognitivo dei bambini all’età di tre anni.
Questi importanti risultati sono emersi da una ricerca di vasta portata. Lo studio, condotto con rigore scientifico, è significativo in termini di numeri. Ha coinvolto un numero considerevole di partecipanti: 60 mila coppie madre-figlio. Questo ha portato a un totale di 103.060 gravidanze in corso di gestazione superiore a quattro mesi, le quali sono state arruolate nel Japan Environment and Children’s Study (JECS). All'interno di questa ricerca, la dieta delle madri è stata analizzata con attenzione. L'analisi è stata condotta tramite specifici questionari che hanno indagato l'assunzione e la frequenza di consumo di cibi fermentati. Tra questi alimenti, un'attenzione particolare è stata rivolta alla soia fermentata (nella forma di miso e natto), allo yogurt e al formaggio.
Dai dati raccolti, è emerso che l'assunzione di formaggio e di alimenti fermentati in genere si associa a un rischio ridotto di ritardo dello sviluppo infantile. Questa associazione è stata osservata in tutti i gruppi di livelli di assunzione a partire dal secondo quartile in poi, sebbene con alcune specificità degne di nota. Ad esempio, è stato riscontrato che i bambini di madri il cui consumo di formaggio era più elevato avevano minori rischi di manifestare ritardi nelle abilità comunicative. Questi benefici si estendevano anche alle abilità motorie grossolane, a quelle motorie fini, al problem-solving e alle abilità sociali, rispetto ai bambini di madri che rientravano nel quartile più basso per il consumo di formaggio.
In modo analogo, l'assunzione regolare di yogurt sembrava favorire una riduzione dei rischi di ritardi nello sviluppo, con effetti particolarmente evidenti nelle abilità comunicative. Per quanto riguarda il miso e il natto, pur essendo alimenti fermentati di notevole valore nutrizionale, non sembrerebbero associarsi a particolari benefici in questo specifico contesto, o comunque in misura sensibilmente inferiore rispetto a quanto osservato per lo yogurt e il formaggio. Lo studio sembra suggerire, quindi, che il consumo materno di cibi fermentati durante la gravidanza possa effettivamente ridurre il rischio di un ritardo dello sviluppo successivo nella prole.
Alla luce di queste evidenze, è, quindi, importante, secondo gli autori dello studio, includere nella dieta delle donne in dolce attesa anche cibi fermentati. Questi alimenti sono ricchi di nutrienti fondamentali, tra cui proteine, zinco e triptofano, i quali possono supportare efficacemente lo sviluppo neuro-motorio grazie alle complesse interazioni tra intestino e cervello. La ricerca di riferimento per questi dati è intitolata "Relationship between maternal consumption of fermented foods and the development of the offspring at the age of 3 years: The Japan Environment and Children’s Study", pubblicata su PLoS ONE con autori Hirai H, Tanaka T, Matsumura K et al.
Probiotici e Alimenti Fermentati: Benefici e Precauzioni in Gravidanza
Miso, kimchi, kefir, tempeh, kombucha: questi nomi evocano sapori esotici e tradizioni antiche. Tutti questi alimenti sono cari da secoli a molte culture e sono fermentati. Ultimamente, come se non bastasse, sono diventati sempre più una moda, trovandosi con maggiore facilità sugli scaffali dei supermercati. Fanno bene alle difese immunitarie e all'intestino grazie ai batteri buoni che contengono. Ma faranno bene anche in gravidanza? Gli alimenti fermentati fanno bene a chi è incinta?
Un alimento fermentato è il risultato di un processo biochimico complesso, in cui microrganismi specifici colonizzano un cibo e scompongono gli zuccheri o gli amminoacidi in esso contenuti. Alcuni esempi includono il kimchi, un alimento coreano a base di verdure fermentate come cavoli, ravanelli, cetrioli e cipollotti. Il natto, di origini giapponesi, si ottiene dalla fermentazione dei fagioli di soia. Il tempeh, invece, si ricava fermentando i semi di soia gialla.
A rendere particolarmente famosi (e benefici) i cibi fermentati sono i probiotici. I probiotici sono dei microrganismi vivi capaci di sopravvivere nel loro transito lungo il tratto intestinale. Ma i probiotici potrebbero essere utili durante la gravidanza? Secondo l'American Pregnancy Association, l'utilizzo di probiotici durante la gravidanza è considerato sicuro. Potrebbero anche aiutare a prevenire alcune infezioni del tratto uro-genitale, che sono più frequenti durante la dolce attesa, come le cistiti e le vaginosi. Nelle poche ricerche sull'uso di probiotici in gravidanza, non sono state riscontrate associazioni con l'uso di probiotici e aborti spontanei o malformazioni di alcun tipo. Studi come "Probiotics Improve Gastrointestinal Function and Life Quality in Pregnancy" (Liu, Chen, Jena et al., Nutrients 2021) supportano questi benefici.
Gli alimenti fermentati sono ricchi di batteri buoni, aiutano le difese immunitarie e strizzano l'occhio all'intestino. Per le donne incinte, questo rappresenta un'ottima notizia, soprattutto considerando che i disturbi intestinali sono comuni in gravidanza. Tuttavia, si può stare tranquille a mangiare alimenti fermentati in gravidanza? Vanno bene tutti? Il consiglio fondamentale è quello di chiedere sempre al proprio medico, che valuterà anche in base alla specifica condizione della gestante.
Alcuni di questi alimenti fermentati sono ricchi di sale e di zuccheri, i quali non sono proprio l'ideale per una donna incinta o in caso, per esempio, di diabete gestazionale. Altri, come il kombucha, una bevanda fermentata a base di tè e zucchero, potrebbero essere non pastorizzati, soprattutto nelle versioni artigianali. Questo comporta il rischio di contenere batteri potenzialmente pericolosi per una donna incinta. Inoltre, più fermenta, più il kombucha contiene alcol, il cui consumo è assolutamente sconsigliato in gravidanza.
In linea generale, comunque, gli alimenti fermentati fanno bene non solo per i motivi già citati, ma anche per altri aspetti importanti. Secondo uno studio specifico, per esempio, le donne a basso rischio di parto pretermine con un elevato consumo di zuppa di miso, yogurt e soia fermentata prima della gravidanza hanno mostrato un rischio ridotto di partorire prima del termine (Ito et al., Environ Health Prev Med. 2019). Secondo un altro studio, invece, l'assunzione frequente di natto durante la gravidanza, un'abitudine tipica della cultura giapponese, può ridurre l'incidenza dell'eczema nei bambini a sei mesi di età (Ozawa et al., Allergol Int. 2014). Un ulteriore studio, dal titolo "Don't Worry, Heavy Moms; Just Eat Your Broccoli (or Kimchi)!" (Non preoccupatevi, mamme con qualche chilo in più: mangiate i vostri broccoli (o il kimchi)!), sostiene che una dieta ad alto contenuto di fibre può aiutare le gestanti in sovrappeso a partorire bambini più intelligenti e amichevoli, promuovendo un microbioma intestinale sano (Lee SK, Mol Cells. 2021). In particolare e a maggior ragione il kimchi, la tradizionale verdura fermentata coreana, è un'ottima fonte di Lactobacillus e di altri probiotici benefici, oltre che di fibra alimentare.
Guida all'Alimentazione in Gravidanza: Cosa Evitare e Cosa Consumare
L'alimentazione è uno degli aspetti più importanti durante la gravidanza. Consumare cibo sano e adottare una dieta bilanciata sono le prime due regole fondamentali da rispettare. Questo è essenziale sia per non esagerare con il peso e non accumulare troppi chili difficili poi da smaltire, sia per garantire a voi e al piccolino il giusto apporto di tutte le sostanze nutritive migliori. I dubbi, però, su cosa non mangiare e cosa mangiare in gravidanza possono essere tanti e spesso generano ansia. È ovvio e scontato che sarà il vostro ginecologo a consigliarvi nella maniera migliore; quando lo scegliete, vi affidate a lui al 100% ed è giusto seguire ciò che vi dice. Noi, intanto, vi proponiamo una lista di cibi "sì" e cibi "no" in dolce attesa. È chiaramente incompleta, ma forse può soddisfare qualche piccola curiosità. Ricordate che, in ogni caso, l’ultima parola è quella del medico e che, in particolare per gli alimenti vietati, abbiamo optato per un approccio super prudente.
Alimenti da Evitare o Consumare con Cautela
- Alici marinate: Le alici appartengono alla categoria del pesce azzurro, noto per le sue grandissime proprietà benefiche per la salute, sia della mamma che del nascituro. Le alici marinate nel limone o nell’aceto sono indubbiamente buonissime, ma se sono crude, dovrebbero essere evitate. È consigliabile mangiarle in altri modi per fare il pieno di benessere, garantendo sempre una cottura adeguata.
- Alcolici (Birra, Vino, Superalcolici): L'alcol in gravidanza è assolutamente da escludere in qualsiasi forma. Il motivo è semplicissimo e di fondamentale importanza: gli alcolici fanno male al vostro bambino. Ad esempio, possono provocare basso peso alla nascita e parto prematuro. È meglio quindi evitarli del tutto. Questa precauzione vale anche per l’allattamento: non credete a chi vi dice che la birra fa produrre più latte, è una sciocchezza colossale, uno dei tanti falsi miti sull’allattamento. Per quanto riguarda il vino o i superalcolici, valgono le stesse considerazioni fatte sulla birra: in gravidanza non vanno consumati.
- Carne cruda: Tutto ciò che non viene sottoposto a cottura e la gravidanza difficilmente vanno d’accordo perché il consumo di cibi crudi comporta dei rischi che non vanno presi sottogamba. La carne, quindi, non fa eccezione. Il pericolo principale è la toxoplasmosi, un’infezione che, se contratta quando si aspetta un bambino, può causare problemi anche molto seri, incluso l'aborto. Niente fiorentina al sangue, tartare o roast-beef all’inglese per nove mesi; se ne parlerà dopo il parto.
- Dadi da brodo: Questo è uno di quei cibi che non possiamo considerare vietati al 100% in gravidanza, ma è bene gestirne l'uso. L’ideale sarebbe non abusare dei dadi da brodo a prescindere dal pancione. Il loro "difetto" principale è che hanno un contenuto elevato di sale, ed è per questo motivo che è bene usarli il meno possibile. Si possono considerare due alternative: acquistare dadi con poco sale oppure farli direttamente in casa, in modo da poter controllare la salatura. Esistono ricette per dadi sia a base di carne che di verdure.
- Edulcoranti: Spesso i cosiddetti dolcificanti vengono preferiti allo zucchero raffinato pensando che facciano bene o comunque siano meno dannosi. In gravidanza ci vuole un occhio di riguardo, soprattutto pensando ai bambini. Alcuni studi scientifici hanno dimostrato una correlazione tra l’uso di alcuni edulcoranti durante la gestazione, in particolare l’aspartame, e l’aumento dell’indice di massa corporea dei bimbi durante la crescita. Dunque, è meglio evitarli.
- Frittura: Qualcuna potrebbe storcere il naso al pensiero di dover rinunciare per circa quaranta settimane a una porzione di patatine fritte, a un bel panino con la cotoletta o alla frittata. A meno che non ci siano precise indicazioni da parte del medico, le fritture non devono essere bandite dalla propria dieta, ma in linea di massima è preferibile optare per altri tipi di cotture, come quelle al forno, alla griglia, al vapore. Saranno pure meno gustose, ma decisamente più salutari.
- Formaggi molli o erborinati: Elencando cosa non mangiare in gravidanza, non si possono dimenticare i formaggi molli o erborinati, come il gorgonzola, il brie e il camembert. C’è un alto rischio che contengano il batterio Listeria monocytogenes, che può causare un’intossicazione alimentare particolarmente pericolosa in gravidanza, nota come listeriosi. Nel paragrafo su cosa mangiare in gravidanza, troverete qualche suggerimento sui formaggi più sicuri da scegliere.
- Hot dog e würstel: L'obiezione comune potrebbe essere: "Perché dovrei rinunciare al panino col würstel in gravidanza? È tutto cotto." Se siete ben sicure della cottura dell'hot dog, il "no" non è assoluto. Indipendentemente da questo, però, sarebbe meglio non mangiarlo perché non è esattamente un cibo sano. A meno che non siano preparati da un macellaio di fiducia, i würstel contengono carne non proprio di primissima qualità, oltre ad essere molto calorici.
- Infusi e tisane (non approvate dal medico): Anche per quanto riguarda gli infusi e le tisane, il consiglio spassionato è quello di "chiedere il permesso" al proprio ginecologo, anche se sono a base di erbe o ingredienti "green". Non tutto ciò che è naturale, infatti, è indicato in gravidanza. Tra queste sostanze ci sono, ad esempio, il ginseng, l’iperico o la liquirizia (quest’ultima in grandi quantità). Nessun problema invece per altre come camomilla, finocchio o tiglio, purché assunte con moderazione.
- Lumache (se allergiche): Che siano prelibate escargots o succulente lumachine, le proprietà delle lumache sono molteplici. Per esempio, hanno un basso contenuto sia di calorie che di carboidrati, quindi andrebbero benissimo in una dieta equilibrata e quando si desidera non prendere troppo peso. Inoltre, sono una buona fonte di sostanze benefiche come ferro, magnesio e potassio. In gravidanza sono sconsigliate solo se si è allergiche ai molluschi. Ad ogni modo, una domandina al ginecologo non fa male.
- Molluschi crudi: Insieme ai crostacei, i molluschi appartengono alla più grande famiglia dei frutti di mare. Ne fanno parte moltissimi organismi che finiscono sulle nostre tavole, in una moltitudine di piatti gustosi e invitanti: seppie, calamari, cozze, vongole, fasolari, capesante, polpi, tutti con molte proprietà. La parola d’ordine in gravidanza per evitare guai è una: cucinarli bene. I microrganismi pericolosi sono vari e muoiono con le alte temperature.
- Nutella: È senza dubbio una delle golosità più irresistibili per la maggior parte delle persone e quindi non si vuole fare "terrorismo psicologico". Ci si limita a una raccomandazione: non si deve esagerare. Se proprio non potete resistere alla voglia di dolce, è preferibile ripiegare sul cioccolato fondente, che è decisamente meno zuccherato. In piccole dosi viene addirittura consigliato nei regimi dietetici come spuntino. Forse sarà meno invitante, ma di certo fa meno male.
- Ostriche: Se si sta meditando una seratina romantica a base di ostriche e champagne, è meglio dimenticarla, o comunque organizzarla dopo aver partorito. Questi frutti di mare dal sapore inebriante non sono adatti in dolce attesa, anche se sono molto ricchi di vitamina B12 e di ferro. L’unico escamotage per poterle mangiare è cuocerle. Per i puristi dell’ostrica, che a malapena "tollerano" una goccia di limone, è uno scandalo, ma se proprio se ne ha voglia, non ci sono alternative.
- Pesci grandi (ricchi di mercurio): Anche cotti, è consigliabile limitare il consumo di pesci di grossa taglia, come ad esempio il pesce spada, il tonno (soprattutto quello rosso), il marlin e la verdesca. Questi pesci contengono molto mercurio, che si accumula nelle loro viscere, mentre per gli altri tipi di pesce non c’è alcuna limitazione in gravidanza, purché ben cotti. Dal punto di vista della quantità di mercurio, i pesci più sicuri sono quelli piccoli (tranne i molluschi) e quelli di allevamento, come le orate e le spigole.
- Rucola e verdure crude non lavate accuratamente: Chi ha il pancione lo sa bene: frutta e verdura devono essere lavate con estrema attenzione per evitare, anche in questo caso, la toxoplasmosi. Tra le insalate, la rucola è una delle più "pericolose" a causa delle sue foglie, la cui conformazione "protegge" i microrganismi, rendendoli più difficili da debellare. Prestate, dunque, molta cura nel lavaggio della rucola e, se non siete certe che sia stata pulita per bene, ad esempio se siete al ristorante, non consumatela.
- Salumi crudi: È il "sogno proibito" delle donne incinte, insieme a una nutrita serie di salumi: prosciutto crudo, pancetta, speck, bresaola, salsiccia secca o cruda. Il problema è che sono crudi e quindi potenzialmente veicolo di toxoplasmosi. Si comprende che la rinuncia può essere difficile, quindi il suggerimento che si può dare è di cuocerli, ad esempio sulla pizza. Non saranno altrettanto buoni come crudi, ma almeno non nuoceranno al cucciolino.
- Tiramisù (con uova crude): Fresco e cremoso, il tiramisù è uno dei dessert più amati. In gravidanza, però, non va bene a causa delle uova crude, a meno che non si abbia la certezza assoluta che siano pastorizzate. Un'idea è quella di cercare una ricetta che non le preveda o che utilizzi uova pastorizzate.
- Uova crude e preparazioni a base di esse: Le uova crude possono veicolare la salmonella, un batterio che muore a una temperatura di 63°C (basta anche un solo minuto). La soluzione per renderle sicure è la pastorizzazione, un processo che le rende tali. Le uova acquistate al supermercato sono praticamente sempre pastorizzate, mentre quelle fresche di pollaio solitamente no. Le preparazioni che prevedono uova crude, quindi, vanno evitate in gravidanza: niente maionese fatta in casa, uova alla coque o all’occhio di bue, a meno che non si utilizzino uova pastorizzate.
- Zabaione: Questa crema dolce e spumosa è a base di zucchero, Marsala e uova. Ma siccome queste ultime sono crude, scatta un… semaforo rosso!
Alimenti Consigliati e Consumabili con Moderazione
- Aragosta e crostacei cotti: I crostacei, come aragoste, astici, gamberi e gamberoni, non sembrano presentare particolari problemi durante la gestazione, a due condizioni. La prima è che non siate soggette ad allergie, perché sono alimenti piuttosto allergizzanti. La seconda è che li consumiate cotti. Sono una buona riserva di proteine e, se cucinati in modo semplice, risultano facilmente digeribili.
- Banane: Tutta la frutta in gravidanza fa bene, senza grandi distinzioni. Le banane, però, possono essere davvero preziose. Ecco alcuni buoni motivi per mangiarle: sono ricche di antiossidanti e fibre, il che aiuterà se si soffre di stitichezza, uno dei tipici disturbi della gravidanza. Contengono anche vitamine, acido folico, magnesio e potassio. Questi ultimi due componenti sono importantissimi: una loro carenza può essere causa di stanchezza e anche di fastidiosi crampi muscolari. Una bella banana come spuntino sarà un toccasana!
- Caffè e tè (con moderazione): Sì, con moderazione. Se non vi dà fastidio (c’è chi non tollera neppure l’odore), un paio di tazzine di caffè al giorno in gravidanza non sono nocive. Se si eccede, però, si potrebbe innervosirsi o avere tachicardia, situazioni che non giovano al feto. Se si hanno problemi di insonnia, è meglio non bere caffè o bevande con caffeina dal pomeriggio in poi, per non peggiorare la situazione. Le stesse considerazioni valgono per la teina.
The e Caffè in gravidanza - Ep.5 [BayernlANDmamme]
- Dolci (con parsimonia e preferendo quelli fatti in casa): Anche qui, "sì" ma senza lasciarsi andare. Torte e biscotti si trasformano immediatamente in "ciccia" difficile da smaltire. È consigliabile limitarsi quanto più possibile e cercare di evitare dolci troppo complicati, soprattutto quelli con creme, preferendo quelli fatti in casa, dove si ha il controllo degli ingredienti. Sono assolutamente banditi in caso di diabete gestazionale o glicemia alta.
- Erbe aromatiche (lavate o cotte): Basilico, prezzemolo, maggiorana, timo, rosmarino: che fare col pancione? Se si tratta di quelle essiccate che si acquistano al supermercato, oppure se vengono cotte, ad esempio, il basilico nella salsa di pomodoro, non c’è alcun problema. Se si intende consumarle crude, valgono le corrette norme di igiene per evitare la toxoplasmosi: lavaggio accurato, eventualmente con bicarbonato o amuchina, sotto l’acqua corrente a lungo e asciugatura attenta.
- Fragole (ben lavate e biologiche): Anche in questo caso la questione è duplice: le fragole sono molto allergizzanti (anche se non avete mai avuto una reazione prima, in gravidanza potrebbe succedere) e stanno a contatto con la terra, quindi il rischio di toxoplasmosi sembra più alto. Oltre a lavarle con estrema cura, è preferibile scegliere prodotti biologici e, soprattutto, chiedere un parere al proprio medico.
- Gelato artigianale (gusti alla frutta, senza uova): Stessa regola dei dolci: ogni tanto possono essere "concessi". È preferibile il gelato artigianale perché si trovano esposti in gelateria tutti gli ingredienti. Si consiglia di scegliere gusti alla frutta, che sono più digeribili e spesso senza uova, così da limitare il pericolo di salmonella, un batterio che può causare disturbi gastrointestinali molto antipatici.
- Hamburger (ben cotto e preparato a casa): Certo, l’odorino che esce dai fast food può essere molto, ma molto allettante. Lasciarsi tentare o scappare via? Il consiglio è quello di mangiarlo a casa: fatelo preparare dal vostro macellaio di fiducia, cuocetelo bene e mettetelo nel panino. E, se proprio volete la "versione completa", friggete anche le patatine. L’hamburger del fast food può non essere ben cotto e non si ha certezza di come sia stata lavata l'insalata.
- Insalata (lavata molto bene): Qui dipenderà molto dal vostro ginecologo: c’è chi la proibisce, mentre altri medici sono più permissivi, con qualche raccomandazione. La tendenza generale è quella di consentirne il consumo lavandola molto bene, almeno per dieci minuti, e sciacquandola abbondantemente sotto l’acqua corrente. Questo vale anche per le insalate già imbustate. È consigliabile evitare di mangiare lattuga al bar, al ristorante e in ogni posto in cui non si è certe di come è stata pulita.
- Latte pastorizzato: Ok solo per il latte pastorizzato, scremato o parzialmente scremato, in quanto più leggeri di quello intero. No, invece, al latte crudo, ad esempio quello appena munto. Il "pericolo" in questo caso si chiama listeriosi.
- Maionese e salse (con uova pastorizzate): Il problema della maionese e di altre salse sono le uova crude, che possono veicolare la salmonella. Di conseguenza, per stare tranquille, bisogna evitare la maionese fatta in casa e acquistare prodotti in cui sia specificato che le uova sono pastorizzate (in genere, nella grande distribuzione lo sono sempre). Lo stesso, quindi, vale per salse a base di maionese, ad esempio quella tonnata.
- Noci e frutta secca a guscio: Insieme a nocciole, mandorle, pistacchi e al resto della frutta secca a guscio, le noci in gravidanza fanno benissimo. Contengono omega-3, acidi grassi alleati della salute, e inoltre sono un ottimo spuntino: ne basta una manciata per spezzare un attacco di fame improvviso, tipico della gestazione.
- Olio extravergine d'oliva: In tema di cosa mangiare in gravidanza, l’olio extravergine d’oliva è il condimento per eccellenza e va preferito a quello di semi o ad altri grassi. Il burro e la margarina, ad esempio, vanno limitati sempre, quindi anche in gravidanza. È consigliabile condire i propri piatti con olio extravergine d’oliva, possibilmente a crudo: dà un ottimo sapore ed è salutare. Non ci sono controindicazioni, ma solo il consiglio di non esagerare con le quantità.
- Pesce cotto: Sì, purché sia cotto. In realtà, il sushi in gravidanza non sarebbe proprio vietato perché non è veicolo di toxoplasmosi e, se il pesce è adeguatamente abbattuto, anche il rischio salmonella è ridotto, anche se ci sono altre possibili infezioni che possono essere trasmesse. In generale, sarebbe però meglio evitare, ma è fondamentale domandare al medico per sicurezza. Si tenga bene a mente che, dal punto di vista nutrizionale, il pesce azzurro è il migliore.
- Robiola e formaggi freschi (solo se il latte è pastorizzato) e stagionati: Anche in questo caso il problema è il latte, che deve essere pastorizzato; è fondamentale accertarsi che sia scritto in modo chiaro sulla confezione. Si preferiscano i formaggi stagionati, come il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, e la mozzarella, tutti generalmente considerati sicuri.
La Gravidanza e i Viaggi in Giappone: Consigli Pratici
Affrontare la gravidanza in un paese straniero, come il Giappone, può essere una sfida, ma con la giusta preparazione e le informazioni adeguate, può trasformarsi in un'esperienza gestibile e arricchente. La sanità giapponese, ad esempio, non funziona come quella italiana. Il medico tende a spiegare meno e - probabilmente - si aspetta l’assenso del paziente in ogni caso, il che può generare confusione. Viaggiare in Giappone durante la gravidanza è perfettamente fattibile, a patto di prendere le dovute precauzioni prima della partenza.

Quando Viaggiare in Giappone?
Attraversare mezzo mondo quando si sta per diventare mamma a volte può essere una sfida. Tra le nausee del primo trimestre, la stanchezza e le gambe pesanti, alcuni mesi di gravidanza non si prestano necessariamente a lunghi viaggi.
- 1° trimestre: Si caratterizza per stanchezza intensa, una minore resistenza fisica, un maggiore rischio di aborto e la frequente presenza di nausea. Questo periodo è generalmente sconsigliato per i viaggi lunghi.
- 2° trimestre: È il periodo ideale per un viaggio in Giappone, corrispondente al quarto, quinto e inizio del sesto mese di gravidanza. Questo trimestre offre una rinnovata energia, una riduzione dei rischi e una migliore mobilità.
- 3° trimestre: Si manifesta con maggiore stanchezza, una mobilità ridotta e un aumentato rischio di parto prematuro. È importante notare che, a partire dal settimo mese di gravidanza, alcune compagnie aeree rifiutano l'imbarco per motivi di sicurezza.
Per un volo piacevole, è consigliabile indossare calze a compressione, alzarsi regolarmente e camminare per stimolare la circolazione, e informare il personale di bordo del proprio stato di salute in modo che possa assistervi se necessario. Una volta arrivati nell'arcipelago, il servizio di accoglienza in aeroporto può facilitare il vostro arrivo. Anche il servizio di consegna bagagli takkyubin è una buona opzione se non si desidera portare le valigie fino al primo alloggio.
Precauzioni Alimentari Specifiche in Giappone
In Giappone, oltre alle raccomandazioni generali valide ovunque, è bene prestare attenzione ad alcune specificità culturali e alimentari. Come regola generale, si dovrebbero evitare:
- L'alcol, anche in piccole quantità, come in alcune birre giapponesi e nel sakè.
- Carni crude, marinate, affumicate o poco cotte.
- Insalate, verdure crude, frutta e ortaggi non adeguatamente lavati o sbucciati.
- Pesce e frutti di mare crudi o affumicati.
- Alcuni pesci ricchi di mercurio, anche se cotti (come il tonno o il pesce spada), è meglio limitarli.
- Carni fredde o insaccati.
- Latticini crudi o non pastorizzati.
- Formaggi a pasta molle o a crosta naturale.
- Soia (se non si è sicure della provenienza o preparazione, anche se la soia fermentata come miso e natto è consigliata se ben prodotta).
In Giappone, l'indicazione di pastorizzazione può essere data con le diciture パスチャライゼーション (pasucharaizēshon) o 低温殺菌 (teion sakkin). Tuttavia, questa informazione non sempre compare sulla confezione, quindi è necessario fare attenzione e, in caso di dubbio, evitarne il consumo.
Il Sushi e Altre Specialità Giapponesi
Ci si chiede spesso: e il sushi? Si possono mangiare molte specialità locali. La tempura (frittelle di verdure fritte), la maggior parte del pesce cotto, la zuppa di miso e alcune carni alla griglia sono generalmente sicure. Per quanto riguarda il sushi, potete anche andare al kaiten-zushi, o sushi girevole. Naturalmente, il pesce crudo deve essere evitato rigorosamente, ma fortunatamente questi locali offrono diverse alternative adatte alle donne in gravidanza. Queste includono:
- Il sushi con pesce cotto, come gamberi o anguilla cotta.
- Il ramen, un piatto di noodle in brodo, generalmente sicuro.
- Tempura di pesce e verdure.
- Maki di verdure, privi di pesce.
Si possono consigliare catene come Sushiro, che offre un buon rapporto qualità-prezzo; la catena Kura Sushi, che propone molti piatti senza pesce crudo; e la catena Hama Sushi, che offre prezzi molto interessanti.
Attenzione al Tè in Giappone!
Il paese del tè verde, il Giappone, ospita un'ampia varietà di tè. Sebbene la maggior parte di essi sia sicura da bere durante la gravidanza, ci sono alcune controindicazioni da tenere presenti a causa del contenuto di caffeina o altre sostanze.
Tè sicuri e consigliati:
- Mugicha: Tè d'orzo. Favorisce la digestione e può essere gustato caldo o freddo, in qualsiasi stagione. È privo di caffeina.
- Sobacha: Tè di grano saraceno. Privo di caffeina, ha un sapore leggermente tostato. Ricco di minerali, è facile da bere durante la gravidanza.
- Kuromamecha: Tè di fagioli neri. Si dice che favorisca la circolazione sanguigna. Anch'esso privo di caffeina, è consigliato alle donne in gravidanza.
Tè da bere con moderazione:
- Hojicha: Tè verde tostato. A basso contenuto di caffeina, è facile da digerire. Da bere occasionalmente.
- Genmaicha: Questa miscela di tè verde e riso tostato contiene un po' di caffeina. È consigliabile limitarsi quindi a una tazza di tanto in tanto.
Tè da evitare in gravidanza:
- Sencha, Matcha e Gyokuro: Questi tè giapponesi sono purtroppo troppo ricchi di caffeina per essere bevuti in gravidanza, pertanto è meglio evitarli.
Attività e Luoghi da Visitare in Gravidanza in Giappone
Per le donne in gravidanza in viaggio, è meglio dimenticare l'idea di scalare il Monte Fuji e scegliere invece siti con pochi gradini e passeggiate che permettano di fare una pausa. Anche se la maggior parte dei siti turistici è adatta, ci sono alcuni punti da tenere a mente.
Onsen e Sento: Le sorgenti termali (onsen) sono generalmente sconsigliate durante la gravidanza a causa della loro elevata temperatura, che potrebbe non essere adatta. È preferibile optare per i sento, i bagni pubblici giapponesi, dove la temperatura dell'acqua è inferiore a 37 gradi, rendendoli più sicuri e rilassanti.
Hiroshima e Fukushima: È una domanda legittima: è possibile visitare Hiroshima e Fukushima in gravidanza? La risposta è sì. Oggi Hiroshima non presenta alcun rischio di radiazioni; i livelli sono tornati alla normalità da diversi decenni e la città è completamente abitata e perfettamente sicura. Fukushima è accessibile anche durante la gravidanza, purché si rimanga nelle aree aperte al pubblico. Dopo l'incidente del 2011, le aree turistiche autorizzate, come Aizu-Wakamatsu, Ouchi-juku, Inawashiro e parti della costa, sono state sottoposte a rigidi controlli e sono nuovamente abitate. Anche i prodotti alimentari locali venduti legalmente sono rigorosamente controllati e non presentano rischi per la salute.
Trasporto e Posti a Sedere: In Giappone, le donne in gravidanza possono utilizzare un contrassegno di maternità (maternity badge) per ottenere più facilmente un posto a sedere sui mezzi pubblici. Il contrassegno di maternità dà accesso a posti prioritari in fondo alle carrozze dei treni locali e all'ingresso degli autobus urbani. La richiesta del contrassegno è gratuita e non richiede alcun documento di identità. Può essere richiesto presso le biglietterie delle principali stazioni JR e delle stazioni Shinkansen. È importante tenere presente che non tutti i passeggeri reagiscono alla vista del badge; potreste dover chiedere loro di cedere il posto se non ne hanno diritto (disabili, donne incinte, anziani - in genere queste persone indossano un badge prioritario rosso).
Aspetti Culturali e Psicologici: La Donna Incinta e la Lattazione
Al di là delle considerazioni mediche e pratiche, la figura della donna incinta o che allatta è stata, nel corso della storia e in diverse culture, oggetto di attenzioni e percezioni particolari, a volte anche in ambiti inaspettati. La sessualità, ad esempio, è così vasta che include anche una parafilia per le donne in dolce attesa. Nello specifico, come spiega la Dott.ssa Spina, si chiama "Feticismo da gravidanza", che consiste in una forte ossessione sessuale per le donne incinte.
L’interesse è legato all’immagine di donna fertile e feconda, con un corpo accogliente che acquisisce forme diverse, che risultano eccitanti in alcuni uomini. È una forma di feticismo e di parafilia estremamente antica, forse addirittura risalente al Neolitico, dove venivano rappresentate donne in gravidanza che avevano rapporti sessuali con più uomini. Questo perché la donna gravida risultava eccitante in quanto generatrice di vita.
Questa parafilia, a differenza di altre, risulta eccitante anche nella donna stessa, che, ricordiamo, quando in gravidanza, in alcune fasi della stessa, può avere un desiderio sessuale molto elevato a causa degli ormoni in circolo. Pertanto, può essere anche più propensa a un’attività sessuale esplicita e manifesta; la donna stessa cerca sesso in queste fasi della gravidanza. Può accadere che la donna in gravidanza, in alcuni casi, possa tradire il proprio partner. Questo perché alcuni uomini che hanno la propria compagna in dolce attesa si ritirano dall’attività sessuale per vari motivi, spesso dettati dalla paura di danneggiare il feto o perché in quella fase non ritengono la propria compagna sessualmente eccitante.
C’è poi il capitolo della "Lattazione parafilica" o "Lattofilia", un’altra forma di feticismo legata al guardare una donna che allatta oppure al desiderio di essere allattati da una donna che può farlo. Il contatto con il seno femminile prosperoso e il nutrirsi dal corpo femminile porta grande eccitazione, con uomini capaci di raggiungere forti orgasmi ed eiaculazioni intense. Queste informazioni, sebbene non direttamente legate alla salute o al viaggio, contribuiscono a fornire un quadro completo delle diverse "informazioni" e percezioni che possono circondare la figura della donna in gravidanza e lattazione.