La gestione dei vitelli, nelle prime fasi di vita, è uno dei momenti più importanti per assicurare il loro benessere e uno sviluppo ottimale. Applicare pratiche corrette, infatti, influenza direttamente la loro salute e i consequenziali livelli di produttività futura. Allevare vitelli che crescano in modo corretto e sano richiede molta attenzione, tempo e metodo. La gestione dell’allevamento dei vitelli è una vera sfida. Per rendere questo tipo di allevamento il più semplice possibile, è consigliabile lavorare con protocolli fissi. In questo modo, ogni piccola ma importante attività non rischia di essere trascurata. In questo articolo vengono fornite alcune indicazioni pratiche sulla gestione alimentare nella fase di svezzamento, sulle problematiche sanitarie tipiche di questa fase e sugli aspetti legislativi che sono obbligatori per i vitelli.

Il Contesto Normativo e Scientifico per il Benessere dei Vitelli
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato di recente un parere scientifico indipendente sul benessere dei vitelli. Il documento tiene conto delle più recenti conoscenze scientifiche sull’argomento ed è stato richiesto all’EFSA dalla Commissione europea come base scientifica per la revisione della legislazione sul benessere degli animali intrapresa nell’ambito della strategia Farm to Fork, che include la direttiva 2008/119/CE del Consiglio, del 18 dicembre 2008, la quale stabilisce norme minime per la protezione dei vitelli. Ulteriore stimolo per questa revisione è stata l’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age”, registrata dalla Commissione europea nel 2018, che chiedeva il divieto dell’uso di gabbie o box individuali in diverse specie allevate.
A settembre 2022, l’EFSA ha lanciato una consultazione pubblica su un estratto del parere relativo ai primi due temi specifici, mentre la restante bozza di testo non è stata inclusa per la consultazione pubblica a causa dei limiti di tempo. All’interno della valutazione sono stati individuati undici sistemi per l’allevamento dei vitelli fino allo svezzamento, differenti per dimensione del gruppo, tipologia di allevamento e modalità di somministrazione del latte. Nella fase successiva allo svezzamento, sono stati considerati sistemi che prevedevano la stabulazione in box multipli su pavimento totalmente o parzialmente fessurato senza lettiera, oppure in box con lettiera o cuccette o in paddock all’aperto. Per individuare le conseguenze sul benessere di ciascun sistema adottato, si è utilizzata una procedura di classificazione basata sull’opinione di esperti. Come punto di partenza, è stato elaborato un elenco di 25 conseguenze sul benessere dei vitelli, e ognuna di queste è stata posizionata in una delle tre classi seguenti: alta, media o bassa rilevanza, tenendo in considerazione la prevalenza, la gravità e la durata della conseguenza stessa sul benessere in ogni sistema.
Aspetti Legislativi e Raccomandazioni Scientifiche
La normativa in vigore che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli è la Direttiva CE 119 del 2008, recepita in Italia dal Decreto Legislativo 126 del 2011. I vitelli, definiti come i bovini di età inferiore ai sei mesi, oltre a dover ricevere colostro entro le sei ore di vita, devono ricevere un’alimentazione adeguata alla loro età e al loro peso e conforme alle loro esigenze comportamentali e fisiologiche, onde favorire buone condizioni di salute e di benessere. Gli alimenti devono avere un tenore di ferro sufficiente per raggiungere un tasso di emoglobina di almeno 4,5 mmol/litro.
Per quanto riguarda gli alloggi, fino alle otto settimane, è permessa la stabulazione singola. Le gabbiette individuali devono avere larghezza pari ad almeno l’altezza al garrese del vitello, e lunghezza pari ad almeno la distanza dalla punta del naso all’estremità posteriore della tuberosità dell’anca (ischiatica) moltiplicata per 1,1; inoltre non devono avere muri compatti bensì pareti divisorie traforate che consentano un contatto diretto, visivo e tattile, tra i vitelli ed essere costruiti in modo tale da consentire al vitello di coricarsi, giacere, alzarsi e accudire se stesso senza difficoltà. Dopo l’ottava settimana, è obbligatoria la stabulazione in gruppo, a meno che un veterinario certifichi che per motivi sanitari il vitello debba essere stabulato da solo, che il vitello sia stabulato insieme alla madre, o che l’azienda in questione abbia meno di sei vitelli.
Le raccomandazioni scientifiche, in alcuni casi, suggeriscono pratiche che vanno oltre i requisiti minimi legali per ottimizzare il benessere. Una delle tre richieste specifiche fatte dalla Commissione europea si riferiva al benessere dei vitelli da latte maschi allevati per la produzione di carne bianca e ai rischi associati a stabulazione individuale, spazio insufficiente e restrizione alimentare (ferro e fibre) per questi animali, richiedendo raccomandazioni quantitative ove possibile.
La Gestione dell'Alloggiamento: Dalla Nascita allo Svezzamento
É insispensabile garantire un ambiente pulito, sicuro e confortevole ai vitelli. I vitelli andrebbero alloggiati in piccoli gruppi durante le prime settimane di vita evitando di metterli in recinti singoli, così da migliorarne il benessere. Hanno inoltre bisogno di spazio sufficiente per riposare e giocare, e di una lettiera confortevole. Le raccomandazioni per migliorare queste pratiche di allevamento includono il mantenimento dei vitelli in gruppi stabili con altri vitelli e/o le loro madri fin dalla tenera età, l’aumento dello spazio concesso per animale, la possibilità di zone di riposo dedicate con superfici di riposo deformabili (preferibilmente lettiere) e il mantenimento dei vitelli in strutture con una buona ventilazione.
Alloggiamento Individuale vs. di Gruppo: Benefici e Criticità
Per i primi 40 giorni di vita, i vitelli possono essere alloggiati in box singoli per facilitare il monitoraggio individuale e prevenire la diffusione di malattie. Tuttavia, una revisione della letteratura sulle conseguenze sul benessere della stabulazione individuale e in gruppo, e su come il benessere sia influenzato dall’età all’introduzione nel gruppo e dalla dimensione del gruppo, è stata effettuata. I risultati della valutazione hanno indicato che gli effetti positivi della stabulazione in gruppo precoce (ad es. dal terzo giorno), rispetto all’inserimento in box multipli in età più avanzata, includevano un comportamento sociale più sviluppato, una maggiore capacità di apprendimento, un "social buffering" (minore reazione a eventi stressanti), stati affettivi più positivi e una maggiore ingestione di alimento solido.
Le conseguenze sul benessere “altamente rilevanti” nella stabulazione individuale dei vitelli (sia in allevamenti da latte che da carne) sono state: incapacità di eseguire comportamenti esplorativi o di alimentazione, incapacità di eseguire comportamenti di suzione, disturbi gastroenterici, disturbi respiratori, limitazione del movimento, stress da isolamento e incapacità di eseguire comportamenti di gioco. Le conseguenze sul benessere “altamente rilevanti” dei due sistemi di allevamento in gruppo prima dello svezzamento sono state: incapacità di eseguire comportamenti esplorativi o di alimentazione, incapacità di eseguire comportamenti di suzione, disturbi gastroenterici, disturbi respiratori, fame prolungata e incapacità di eseguire comportamenti di gioco. I principali rischi osservati nella stabulazione individuale sono stati: spazio limitato, contatti limitati con i coetanei/madre, un ambiente arido (soprattutto negli allevamenti di vitelli destinati alla macellazione), un basso numero di pasti a base di latte e, nei vitelli allevati in allevamenti da latte, la fornitura di quantità limitate di latte.
Spazio, Lettiere e Ventilazione: Elementi Fondamentali
Uno degli obiettivi della valutazione era capire in che modo il benessere dei vitelli è influenzato da spazi limitati. Le conseguenze sul benessere sperimentate dai vitelli tenuti in recinti con spazio ridotto includono limitazioni di movimento, problemi di riposo e incapacità di eseguire comportamenti di gioco. I vitelli sono intrinsecamente motivati ad avere un comportamento di gioco movimentato. Questo tipo di comportamento è associato a stati affettivi positivi. Per questo motivo, è stato deciso di valutare le esigenze di spazio attraverso una stima del comportamento di gioco espresso dai vitelli senza limitazioni di spazio. La relazione tra disponibilità di spazio e comportamento di gioco è stata stimata tramite una procedura di "expert elicitation" adattata. Si è concluso che un vitello alloggiato individualmente ha bisogno di circa 30 m² di spazio libero per mostrare l’intera estensione del comportamento di gioco e di 20 m² per animale quando si trovano in recinti multipli (la differenza è dovuta agli effetti dello spazio condiviso nei recinti multipli). Per consentire la piena estensione del comportamento di gioco, i vitelli stabulati in gruppo dovrebbero disporre di almeno 20 m²/vitello.
Dalla letteratura sono stati presi in considerazione anche altri comportamenti (come il comportamento a riposo) che possono essere espressi in diversi modi in base alle disponibilità di spazio. Si è concluso che un vitello stabulato in un recinto di gruppo mostra un aumento del tempo passato in posizione sdraiata con una postura rilassata (gambe tese) e un aumento del riposo sincrono quando viene fornita un’area di riposo di 1,5 o 2 m² rispetto a un’area di riposo di 1 m² per animale (per un totale di disponibilità di spazio di 3 m² per animale). Si è inoltre concluso che un vitello ospitato in un recinto di gruppo con spazio pari o leggermente al di sotto dell’attuale spazio minimo consentito dalla legge (ovvero circa 1,8 m² per animale) dovrebbe avere un rischio maggiore di malattie respiratorie, rispetto a uno spazio consentito superiore a 1,8 m² per animale. Lo spazio ridotto, la mancanza di lettiera e i pavimenti fessurati erano rischi ricorrenti nei box multipli.
L'Importanza dei Gruppi Stabili e delle Interazioni Sociali
Per quanto riguarda l’effetto negativo delle dimensioni del gruppo sul benessere dei vitelli, la letteratura ha mostrato che i vitelli tenuti in grandi gruppi avevano un rischio maggiore di esposizione ad agenti di malattie infettive (disturbi respiratori e gastroenterici) e di essere esposti allo stress di gruppo e alla suzione incrociata. In considerazione di ciò, è stato condotto un esercizio di "expert elicitation" adattato per stimare la relazione tra dimensione del gruppo e disturbi respiratori. La prevalenza dei disturbi respiratori nei vitelli da macello stabulati in gruppi di 2-3 animali era simile a quella dei vitelli stabulati individualmente e a quella dei recinti con 4-7 vitelli, e considerevolmente più alta nei gruppi di 12-18 vitelli e in gruppi di 30-40 vitelli. L’EFSA suggerisce inoltre che potrebbe essere necessario considerare lo stato immunitario del vitello per quanto riguarda i tempi di introduzione nei box multipli. Oltre all’età e allo stato immunitario, anche l’allevamento e la gestione dei vitelli in gruppo svolgono un ruolo importante. L’allevamento dei vitelli in gruppi stabili comporta un incremento ponderale giornaliero più elevato e una minore incidenza di malattie rispetto a una gestione dinamica del gruppo. Le raccomandazioni sono di tenere i vitelli in coppia o in piccoli gruppi (2-7 animali) entro la prima settimana di vita e di tenerli in gruppi stabili da quel momento in poi.
Alimentazione vitelli scrocchi
Protezione Ambientale (Caldo e Freddo)
Se tenuti in paddock all’aperto, i vitelli dovrebbero essere protetti dal caldo e dal freddo avendo accesso all’ombra o a un riparo isolato e con la fornitura di lettiere asciutte, deformabili e isolanti se nelle regioni fredde. Assicurarsi che i box per lo svezzamento siano puliti, asciutti e spaziosi per ridurre il rischio di malattie e lo stress da svezzamento dei vitelli da carne.
Alimentazione del Vitello Neonatale: Dalla Nascita alle Prime Settimane
L'alimentazione inizia con il colostro, utile per trasferire gli anticorpi necessari a costruire il sistema immunitario del vitello. Successivamente, l'alimentazione lattea - somministrata due volte al giorno - dovrebbe essere integrata con fieno e mangime di alta qualità per stimolare lo sviluppo del rumine e incoraggiare l'assunzione di cibo solido. Le raccomandazioni sull’alimentazione includono la somministrazione di grandi quantità di latte (circa il 20% del peso corporeo al giorno fino ad almeno 4 settimane di vita), disponibilità di foraggi grossolani lunghi nelle rastrelliere e accesso permanente all’acqua potabile.
Il Colostro: Fondamento dell'Immunità e Obbligo di Legge
Il colostro è una fonte di energia per i vitelli durante le prime ore di vita perché nascono con riserve energetiche limitate e senza un’immunità attiva (Morrill et al., 2012). I vitelli appena nati hanno bisogno di colostro di alta qualità in quanto necessitano di una quantità di immunoglobuline sufficienti per ottenere un corretto trasferimento dell’immunità passiva (Morin et al., 2021). Tradizionalmente, il vitello di razza frisona viene separato dalla madre dopo qualche ora dalla nascita, salvo i casi in cui il parto avvenga nelle ore notturne. Questa pratica che da parte della fazione ambientalista viene spesso biasimata, in realtà ha delle ragioni di natura sanitaria. Infatti, molte malattie della bovina adulta, come la paratubercolosi, si trasmettono durante il processo di suzione della mammella o per contaminazione con le feci materne.
È importante mungere la vacca subito dopo il parto per avere la corretta quantità di anticorpi nel colostro. Con il passare del tempo, la quantità di anticorpi nel colostro diminuisce. Sei ore dopo il parto, la concentrazione è già scesa all’86% rispetto al contenuto iniziale. Le modalità di assunzione del colostro possono fare la differenza: infatti, la permeabilità del tratto intestinale del vitello neonato diminuisce rapidamente dopo le prime ore di vita, rendendo così impossibile il trasferimento passivo dell’immunità dal colostro materno al torrente sanguigno del vitello stesso. Si stima un cut off ematico del neonato di 10 g/l di IgG al termine delle prime 24 ore di vita. La maggior permeabilità intestinale e la contestuale diminuzione del contenuto di IgG, rendono quindi importantissima l’assunzione del colostro nelle primissime ore.
Per garantire una quantità sufficiente di anticorpi nel colostro, sono anche importanti le condizioni igieniche. È quindi fondamentale sciacquare e pulire sempre i secchi con acqua calda dopo ogni utilizzo. È importante sottolineare che il vitello dovrebbe ingerire la quantità raccomandata, costituita da 4-5 litri, di colostro entro sei ore dal parto. 1 litro di colostro di buona qualità contiene almeno 50 grammi di immunoglobuline G (IgG) per litro. Un vitello ha bisogno di 200-250 grammi di IgG per una buona immunità passiva. La capacità di assorbimento degli anticorpi da parte della parete intestinale è già dimezzata sei ore dopo il parto.
Per verificare la qualità del colostro è necessario misurarne la concentrazione di immunoglobuline. Gli strumenti che ci permettono di farlo direttamente in campo sono il densitometro, che correla la densità del colostro alla concentrazione di anticorpi, e il rifrattometro, che invece la ricava correlandola all’indice di rifrazione del colostro. Per ottenere una buona colostratura, va considerata oltre alla qualità del colostro anche la quantità ingerita, che oggigiorno si è concordi nell’essere di 4 litri nelle prime 12 ore di vita, di cui 2,5-3 litri nelle prime 6 ore. Non va dimenticato che la colostratura è un obbligo di legge secondo quanto espresso dal punto 15 dell’Allegato 1 della Direttiva CE 2008/119, che cita: “ogni vitello deve ricevere colostro bovino quanto prima possibile dopo la nascita e comunque entro le prime sei ore di vita”. Una buona prassi aziendale è quella di creare una banca del colostro per le situazioni in cui si renda necessario averne a disposizione, stoccando del colostro di vacche che lo producono di buona qualità. Naturalmente, il colostro, o più propriamente il latte di transizione, rappresenta l’unica fonte di nutrimento fino al 3° giorno di vita dell’animale. Molto importante, a questo proposito, è l’effetto che ha il colostro materno sulla crescita dei villi intestinali e la proliferazione delle cellule della cripta, che sono molto più elevati rispetto ad un sostitutivo del colostro.
Garantire Acqua Potabile Fresca e Pulita
La fornitura di acqua potabile subito dopo la nascita contribuisce a migliorare la crescita e lo sviluppo dei vitelli prima e dopo lo svezzamento, stimolando potenzialmente lo sviluppo ruminale, aumentando così la disponibilità di nutrienti (Wickramasinghe, 2019). Un secchio con acqua pulita e fresca può essere posizionata nella gabbietta dei vitelli fin dal terzo giorno di vita. I vitelli che non sono in forma hanno più probabilità di bere acqua che latte. In questo modo, ci si assicura comunque che i vitelli possano reintegrare i liquidi in base al bisogno. Quando la temperatura ambientale si discosta dalla zona di comfort dei vitelli (15-25 °C), è possibile aggiungere energia extra all’acqua con un misurino di AHV Booster Powder.
Gestione Ottimale dell'Allattamento
La somministrazione di latte è indispensabile al vitello fino ad almeno le prime sei settimane di vita (svezzamento precoce) o, caso più frequente, fino alle dieci settimane. È importante che le tettarelle artificiali siano attaccate al secchio nella posizione corretta. Quando le tettarelle sono posizionate nella posizione “più”, i vitelli possono bere meglio. Quando le tettarelle sono posizionate “a croce”, possono chiudersi quando il vitello sta succhiando, impedendo al latte di fluire. I vitelli succhieranno quindi dalla tettarella, ma non riceveranno alcun alimento (latte), riducendo l’assunzione di latte che rimarrà nel secchio. È inoltre importante pulire regolarmente le punte delle tettarelle con acqua calda e AHV ProLife-S 0,5%. In questo modo, si prevengono le problematiche intestinali. Chiudete i secchi delle tettarelle con un coperchio o una retina per capelli.
Gli alimenti da ricostituire, che possono essere latte scremato in polvere o lattosiero, sono costituiti da grassi (in entrambi) e proteine (nel lattosiero) di origine vegetale, le quali presentano una digeribilità minore delle proteine del latte, e per alcune (es. concentrato di soia o di patata) si rendono necessari trattamenti per ridurne i fattori anti nutrizionali. Tuttavia, mentre con l’alimento ricostituito si riescono ad avere svezzamenti all’8ª-9ª settimana (l’allevatore tende a ridurre la quantità di latte in polvere sciolta e così facendo il vitello consuma più alimento solido), col latte intero si rischia di avere svezzamenti tardivi, poiché la quantità di latte disponibile è spesso elevata (generalmente chi adotta questo tipo di alimentazione lo fa per sfruttare gli eccessi di produzione). Bisogna far attenzione a non andare oltre la 12ª settimana, per non incorrere in disturbi gastrointestinali dovuti a una ritardata e diminuita ingestione di solidi.

Il Processo di Svezzamento: Una Transizione Critica
Lo svezzamento è la fase di vita nella quale il vitello si trasforma progressivamente da monogastrico a ruminante. Nel corso dello svezzamento, l’apparato digerente del vitello subisce importanti cambiamenti di tipo istologico, anatomico e fisiologico. Questo periodo rappresenta una fase critica, che dovrebbe essere gestita con cura per ridurre stress e potenziali problematiche di salute. In questa delicata fase si punta a favorire, in modo equilibrato e relativamente rapido, le complesse modifiche a carico dell’apparato digerente, mantenendo un buon livello nelle performance di accrescimento. Lo svezzamento è un fisiologico passaggio da una dieta prevalentemente lattea a quella solida tipica dell’animale più adulto che nel vitello generalmente avviene tra le 6 (precoce) e le 10 (tardivo) settimane di vita.
L'Importanza della Fibra nella Dieta Pre-Svezzamento
Secondo gli scienziati dell’EFSA, gli alimenti fibrosi a taglio lungo, come il fieno, dovrebbero essere somministrati ai vitelli non prima delle due settimane di età e aumentati gradualmente nel tempo. Per quanto riguarda lo sviluppo anatomico, e quindi l’aumento del volume dei prestomaci e l’attivazione della normale motilità, si consiglia l’impiego di fibra alimentare. La scelta è ricaduta su paglia di orzo e frumento depolverata, particolarmente indicata già dalle prime fasi, in quanto caratterizzata dalla forte appetibilità e buon effetto tampone sul rumine. La lunghezza di taglio scelta è piuttosto ridotta (circa 3,5-4,5 cm), ideale per le dimensioni della bocca del vitello, il quale piuttosto frequentemente limita l’ingestione di foraggi a fibra lunga poiché l’assunzione gli risulta “complicata”. Devono essere fornite fibre a taglio lungo (minimo 4-5 cm di lunghezza) con un minimo del 40-50% di NDF per consentire comportamenti di masticazione e manipolazione corretti. La paglia non dovrebbe essere fornita come unico foraggio grezzo ad libitum a causa della sua grossolanità e dei potenziali effetti dannosi sull’abomaso.
Stimolare lo Sviluppo Ruminale con Alimenti Solidi
Sviluppare precocemente nel vitello l’abitudine ad assumere elevate quantità di alimenti è la base della futura ingestione. Il meccanismo nervoso che controlla la motilità ruminale è, infatti, potenzialmente funzionante già dalle prime settimane di età, pertanto è sufficiente un modesto stimolo, rappresentato dall’ingestione di piccoli quantitativi di alimenti solidi, per ottenere importanti effetti positivi sulla ruminazione. Per stimolare lo svezzamento è necessario offrire al vitello un mangime ad elevata appetibilità per favorire l’assunzione. Oltre a questo la formulazione deve avere una elevata qualità nutrizionale in grado di stimolare lo sviluppo del rumine e coprire i fabbisogni del vitello. Anche la qualità fisica è importante. Particelle “pungenti”, come semi di cereali interi o fibra corta, esercitano un effetto “scratch” che stimola lo sviluppo delle papille e della muscolatura ruminale. L’associazione pellet-cereali è l’ideale per favorire lo sviluppo delle papille sia in lunghezza che in larghezza (maggior superficie assorbente). Per quanto riguarda i cereali è di molto rilievo la loro forma fisica e il processo di lavorazione.
Indipendentemente dall’alimentazione scelta, l’alimento secco va messo a disposizione fin dai primi giorni di vita. Inizialmente, fino alla 3a settimana, il vitello ne consuma relativamente poco (circa 100g al giorno), mentre successivamente, contemporaneamente alla riduzione della quantità di latte ingerito, aumenta la quantità di sostanza secca ingerita (circa 2,5 kg/100 kg peso vivo). La prima fase di svezzamento prevede, quindi, l’utilizzo del mangime Mix Calf Sprint 20 e della paglia nelle proporzioni 95% e 5% rispettivamente e del latte Emilatte Premium o di quello intero (purché sia sano).
Strategie per uno Svezzamento Graduale ed Efficace
Il metodo di svezzamento influenza notevolmente il consumo di mangime e lo sviluppo ruminale (Khan, 2019). Un buon indicatore per iniziare lo svezzamento lo si può individuare quando il vitello inizia a consumare regolarmente 1 kg di mangime al giorno per tre giorni consecutivi. Quando il vitello raggiunge i 90-100 kg di peso, generalmente tra l’8° e la 10° settimana, è il momento di svezzare, eliminando completamente l’alimento liquido a favore di una alimentazione esclusivamente a base di alimento secco. L’alimento secco dev’essere il più possibile appetibile e digeribile, per questo nel primo mese di vita andrebbe privilegiato un alimento in fiocchi.
Tradizionalmente la somministrazione di latte aumentava fino a 0,9 kg di polvere di latte e si protraeva fino attorno all’80° giorno. Vista però l’efficienza dell’indice di conversione del latte in polvere (in questa fase è attorno all’1,3/1,4:1), e grazie a nuove strategie alimentari (allattatrice automatica o 3 pasti giornalieri), è stato proposto di aumentare la somministrazione di sostanza secca da latte in polvere fino a 1,4 kg/ss/die (circa 12 litri di latte giornaliero) dalla seconda alla settima settimana di vita. La tecnica di svezzamento è quella del "semi abrupt weaning", ossia una diminuzione graduale che conduca allo svezzamento attorno ai 65 giorni. Questa tecnica ha permesso di ottenere incrementi ponderali molto più rilevanti rispetto alle tecniche tradizionali e, tramite un’adeguata formulazione, di diminuire il fenomeno che viene comunemente chiamato “rotta” dopo lo svezzamento. Bisognerebbe evitare lo svezzamento brusco diminuendo gradualmente la quantità di latte; e dovrebbe essere effettuato preferibilmente su base individuale (ad esempio in base all’assunzione di mangime solido). Durante lo svezzamento, è possibile sostenere in modo proattivo i vitelli una settimana prima e una settimana dopo lo svezzamento con 100 grammi di AHV Booster Powder due volte al giorno. Questo ti aiuterà ad affrontare in modo proattivo il calo fisiologico dello svezzamento e le difficoltà intestinali.
Aspetti Nutrizionali e Sanitari Post-Svezzamento
Oltre alle malattie enteriche, anche le patologie polmonari giocano un ruolo fondamentale nella salute dei primi mesi di vita del vitello. Eseguire controlli sanitari regolari sui vitelli nel periodo immediatamente successivo allo svezzamento. Cercare segni di malattia, perdita di peso o cambiamenti comportamentali.
Esigenze Nutrizionali del Vitello Svezzato
Assicurarsi che i vitelli abbiano accesso a foraggio o pascolo di alta qualità dopo lo svezzamento per soddisfare le loro esigenze nutrizionali. Fornire integratori o mangimi starter ricchi di proteine ed energia per promuovere la crescita e lo sviluppo nel periodo intorno allo svezzamento. Gli studi hanno dimostrato che la fonte di oligoelementi utilizzata in un mangime starter per vitelli da carne ha un impatto sull'appetibilità e sull'assunzione. Per quanto riguarda le pratiche di gestione, per migliorare il benessere dei vitelli e prevenire problematiche sanitarie, andrebbero evitati il più possibile eventi come il trasporto, la commistione e il cambio di gruppo facendo ingrassare i vitelli nell’allevamento di origine o in unità produttive vicine.
La Questione del Ferro nella Produzione di Carne Bianca
Nell’allevamento di vitelli a carne “bianca”, il contenuto di ferro delle diete somministrate agli animali è volutamente mantenuto basso per ottenere un colore della carne pallido, e quindi un aumento del prezzo per chilogrammo di carne. I rischi associati alla privazione di ferro includono l’anemia. Considerando che le concentrazioni di emoglobina (Hb) risultanti dalla fornitura di ferro sono correlate allo stato di benessere, sono stati valutati gli effetti delle diverse concentrazioni di Hb sul benessere dei vitelli. Gli ABM (Animal Based Measures) associati a livelli più bassi di Hb includono un’immunità compromessa, una maggiore prevalenza di diarrea e malattie respiratorie, un basso aumento di peso, un aumento delle risposte cardiovascolari e respiratorie allo sforzo fisico (misurate dal consumo di ossigeno, dalla produzione di lattato, dalla frequenza cardiaca e dalla frequenza respiratoria).
Mentre livelli di Hb inferiori a 4,5 mmol/L (valore minimo come stabilito dalla legislazione attualmente in vigore) sono associati a ridotta immunità, maggiore prevalenza di diarrea, malattie respiratorie e basso aumento di peso, ci sono meno dati sul range tra 4,5 e 5,3 mmol/L, e gli effetti sul benessere non sono così evidenti. Tuttavia, gli studi hanno riportato un aumento delle risposte cardiovascolari e respiratorie allo sforzo fisico (misurate dal consumo di ossigeno, produzione di lattato, frequenza cardiaca e frequenza respiratoria) nei vitelli con 5,3 rispetto a 7,76 mmol/L, e un peso medio inferiore nei vitelli con 4,6 rispetto a 6 mmol/L. Sebbene i dati siano limitati, il gruppo AHAW raccomanda l’adozione di misure per evitare livelli di Hb inferiori a 5,3 mmol/L nei vitelli.
Per una migliore comprensione degli effetti sul benessere dei valori di Hb compresi tra 4,5 e 5,3 mmol/L, dovrebbero essere implementati meccanismi per la raccolta, la registrazione e l’accessibilità dei valori di Hb sui sistemi di produzione di vitelli a carne bianca a livello di allevamento e macello. L’anemia dovrebbe essere prevenuta con la fornitura di ferro altamente biodisponibile attraverso la dieta piuttosto che corretta con iniezioni di ferro. Dovrebbe essere preferita la fornitura di foraggi grezzi con un contenuto di ferro altamente disponibile, come il fieno, per garantire un elevato apporto di ferro, piuttosto che la fornitura di un mangime solido composto da paglia, cereali e granaglie, o di un sostituto del latte arricchito con ferro. Si raccomanda inoltre di dedicare sforzi di ricerca per individuare metodi non invasivi per valutare la prevalenza dell’anemia in allevamento (ad es. colore della mucosa) e al macello.

Il Ruolo Cruciale della Fibra per la Salute Digestiva
Con il termine “alimenti fibrosi” ci si riferisce spesso a materie prime con un’elevata quantità di cellulosa, emicellulosa o lignina, che sono comunemente denominate fibra al detergente neutro (NDF). In questa valutazione la “fibra” è stata caratterizzata in termini di composizione di NDF. L’incapacità di masticare e ruminare è stata identificata come la più importante conseguenza sul benessere sperimentata dai vitelli che ricevevano una quantità limitata di fibre nella loro dieta. Ciò è dimostrato dal lavoro che sono disposti a fare per svolgere queste attività e dal verificarsi di comportamenti orali anormali (come rotolare la lingua) quando l’opportunità di masticare e ruminare è limitata. Il contenuto di fibre degli alimenti influenza il tempo che un vitello trascorre a ruminare. È stato stimato che un’assunzione giornaliera media di 1 kg di NDF è necessaria per i vitelli di età compresa tra 2 settimane e 6 mesi per mostrare l’intera portata del comportamento di ruminazione che si osserverebbe in un vitello senza restrizione di fibre.
Pratiche di Gestione Integrata per un Allevamento di Successo
Evidenze scientifiche comprovano che i vitelli che hanno un contatto limitato con la madre soffrono spesso di stress da isolamento e incapacità di poppare. Per questo motivo, una buona gestione dovrebbe sempre mirare a minimizzare gli stress e massimizzare le interazioni sociali positive. Permettere ai vitelli svezzati di socializzare gradualmente può ridurre lo stress e l'aggressività.
L'Implementazione di Protocolli Fissi
Stabilire un protocollo standard per un allevamento ottimale dei vitelli è fondamentale. Questo include la pianificazione delle attività di alimentazione, svezzamento, controllo sanitario e gestione dell'ambiente. I protocolli devono essere basati sulle più recenti conoscenze scientifiche e adattati alle specificità dell'allevamento, assicurando che ogni piccola ma importante attività non venga trascurata.
Monitoraggio della Salute e Prevenzione delle Malattie
Per individuare le conseguenze sul benessere di ciascun sistema adottato, è cruciale una procedura di classificazione basata sull’opinione di esperti che consideri la prevalenza, la gravità e la durata della conseguenza stessa sul benessere. A seguito della selezione delle conseguenze sul benessere altamente rilevanti, sono state identificate per ciascuna le ABM (Animal Based Measures) più rilevanti in base alla sensibilità e alla specificità delle stesse, con riferimento alla conseguenza sul benessere in questione. Sono stati inoltre identificati i pericoli rilevanti e le corrispondenti misure preventive, sulla base della letteratura peer-reviewed e delle conoscenze degli esperti.
Uno degli obiettivi della valutazione era esaminare gli ABM raccolti presso i macelli per monitorare il livello di benessere in azienda dei vitelli da latte maschi allevati per la produzione di carne di vitello bianca. Gli ABM selezionati erano il body condition score (valutato ante mortem), l’esclusione della carcassa, il colore della carcassa, le lesioni polmonari, le lesioni abomasali e il rigonfiamento della borsa (valutato post mortem). Le condizioni della carcassa, le lesioni polmonari e le lesioni abomasali sono utili per rilevare le conseguenze sanitarie prevalenti nei vitelli da carne, vale a dire i disturbi respiratori e gastroenterici. Il colore della carcassa, il punteggio delle condizioni corporee e il rigonfiamento della borsa riflettono rispettivamente i problemi legati all’anemia, ai disturbi di salute generale/incapacità di far fronte alle condizioni. Queste informazioni sono preziose per affinare le pratiche di allevamento e garantire un benessere sempre maggiore.