L’istante in cui senti la pancia che si svuota e l’ostetrica tiene tra le mani quel bambino che per nove mesi hai custodito dentro la tua pancia. È tuo figlio e quel dolore così forte che fino a un secondo prima sembrava insopportabile d’improvviso svanisce nel nulla. O quasi. È anche questo il parto, fatto di momenti irripetibili che spesso le mamme dimenticano anche se non vorrebbero che mai accadesse. La maternità non è solo un evento biologico, ma una soglia che divide il tempo e ridefinisce l'identità profonda di una donna.

Il valore del ricordo e il reportage fotografico
In Italia il reportage in sala parto è ancora una rarità ma sono già diverse le mamme che hanno scelto di esserne protagoniste. Una di loro è Julia Elle, attrice e ideatrice delle web serie Disperatamente mamma. Mentre era in attesa del suo secondo bambino, Chris, ha deciso di immortalare gli istanti del suo travaglio prima e del parto poi, attraverso l’obiettivo di Emilia Vila, 38 anni, fotografa originaria di Brescia.
«Quando stai per diventare mamma - racconta Emilia - soprattutto la prima volta, le paure e le ansie ti impediscono di vivere l’esperienza del parto come la cosa meravigliosa che è in realtà. Di quel momento che dovrebbe essere magico ti restano pochi ricordi, magari rimossi intenzionalmente, ma che già a distanza di pochi mesi, quando la serenità torna a far parte della tua vita, vorresti rivivere». Il progetto fotografico è nato proprio da questo desiderio. Spero anche che possa essere d’aiuto ad altre mamme per sconfiggere le paure legate al dolore e l’imbarazzo dato dal pudore, perché la nascita di un bambino è la cosa più naturale ed emozionante del mondo.
Dopo un lungo iter burocratico Emilia Vila ha ottenuto l’autorizzazione ad entrare in sala parto come spettatrice. «Ho avuto veramente poco tempo, perché in meno di un’ora il piccolo Chris era già nato! Vivere tutto questo attraverso l’obiettivo non mi ha impedito di commuovermi, e mi ha fatto rivivere la parte dimenticata di quando ero io la protagonista».
La preparazione consapevole al momento del parto
Il parto inizia quando inizia il travaglio e include l’espulsione del bambino e della placenta. Quali decisioni è necessario prendere in merito al travaglio e al parto? Prima del parto, è fondamentale decidere: chi si desidera sia presente, dove si desidera avvenga il parto e che tipo di sollievo dal dolore si potrebbe desiderare durante il travaglio.
Durante il travaglio molte donne trovano utile la presenza del/la partner o di un’altra persona di sostegno, come una doula. Il sostegno morale e l’incoraggiamento possono ridurre l’ansia. La scelta del luogo del parto rappresenta un altro pilastro fondamentale:
- Ospedale: sono disponibili medici, infermieri e strumentazione per gestire qualsiasi eventuale problema inaspettato della madre o del bambino.
- Clinica ostetrica: è una struttura medica con un ambiente più familiare rispetto a un ospedale. Può consentire maggiore flessibilità (come permettere visitatori in qualsiasi momento o dimettere prima le pazienti). Alcune cliniche ostetriche fanno parte di ospedali, altre sono strutture separate convenzionate con ospedali nelle vicinanze in caso di eventuali complicanze.
- Parto in casa: è comune in molti Paesi. Al parto in casa dovrebbe presenziare un operatore sanitario qualificato e abilitato. Le donne che optano per il parto in casa devono pianificare la possibilità di recarsi in ospedale entro 30 minuti o meno, in caso di complicanze. In alcuni Paesi spesso non sono disponibili professionisti sanitari autorizzati (come le infermiere ostetriche abilitate) e i parti sono assistiti da ostetriche non abilitate o da levatrici tradizionali.
La maggioranza dei parti ha un decorso simile. Per sapere cosa aspettarsi in un parto normale, si può frequentare un corso di preparazione al parto, da sole o con il proprio partner, informarsi sul parto tramite letture consigliate da esperti e parlare con altre donne che hanno già vissuto l'esperienza.

La trasformazione dello sguardo: il progetto 'Becoming Mother'
Si tratta di un bellissimo progetto fotografico, realizzato dalla lituana Vaida Markeviciute, che mostra lo sguardo di 33 donne prima e dopo essere diventate madri. Tutte loro lo affermano: essere mamma ti cambia. La maternità cambia completamente la vita della donna, come affermano tutte le donne che diventano madri: non sono più le stesse di prima.
Vaida Markeviciute è specializzata nella realizzazione di ritratti, motivo per cui mostra così bene ciò che intende trasmettere attraverso il suo progetto: questo cambiamento negli sguardi. Nelle immagini, il volto e la sua espressione possono essere visti da vicino e si può osservare la loro trasformazione, sia a livello esteriore che, cosa più importante per la fotografa, a livello interiore. È necessario guardare attentamente, e vedrai che il cambiamento è maggiore rispetto a quello che può sembrare. Tutti questi sguardi dicono molto più di qualsiasi parola. In essi si possono osservare la stanchezza, la gioia, la crescita personale. La fotografa lituana ha chiesto alle donne che hanno partecipato al progetto, durante il primo incontro, cosa significasse per loro la maternità. In quel momento era qualcosa di sconosciuto. Durante le sedute, le emozioni trasmesse erano diverse: alcune piangevano, altre ridevano, perché ognuna aveva la sua storia, la sua trasformazione.
OPP Academy - Convegno "Il primo anno di vita del bambino" - Psicologi e pediatria a confronto
Il ruolo cruciale dell'ostetrica nel percorso di nascita
Il modo più autentico per comprendere se l’ostetrica abbia raggiunto i propri obiettivi assistenziali non si misura soltanto attraverso gli esiti clinici, ma anche - e soprattutto - attraverso il vissuto delle donne. Non c’è dunque modo migliore per raccontare questa professione che dare voce a chi l’ha incontrata e vi si è affidata. Le loro parole restituiscono storie di presenza, ascolto e sostegno, mostrando come questi incontri possano lasciare un segno profondo nei momenti più delicati e importanti della vita di una donna e rimanere duraturi nel tempo.
L’ostetrica, per molte, è stata presenza, protezione, competenza e cammino condiviso. Per fortuna a noi mamme pensano le ostetriche, durante il parto, ma anche dopo! Professionalità e sensibilità emergono nel racconto di Barbara Ferrara, anestesista e neomamma di Viola, che descrive la propria ostetrica come “una figura competente e insostituibile, capace di accompagnarmi con professionalità e sensibilità nel tempo delicato del peripartum. Fidarsi e affidarsi, per me il parto è stato questo. Il corpo e le emozioni ti travolgono, ma sapere che al tuo fianco qualcuno ti accompagnerà fino al momento più bello di tutti, mi ha dato forza e serenità. E proprio alla fine, dopo avermi incitata, guidata in ogni respiro, lei era lì ad abbracciare la mia bimba nel suo primo pianto”.
Non posso che ritenermi profondamente fortunata ad aver incrociato nel mio cammino tre donne meravigliose. Tre ostetriche che mi hanno accompagnata con professionalità, presenza, conforto e comprensione in ogni fase del mio percorso di maternità. Tutto è iniziato con il corso preparto, è proseguito durante il parto e continua ancora oggi, con l’aiuto nel percorso di svezzamento. Questa rete di supporto umano e professionale è ciò che rende il momento del parto non solo una sfida fisica, ma una profonda esperienza di crescita e di fiducia nelle capacità proprie e in quelle di chi ci sostiene con dedizione e competenza tecnica.
