Quando si parla di salute orale nei bambini, spesso si fa riferimento a problemi legati ai denti ed alla loro posizione, ma pochi sanno che queste problematiche possono influire anche sul linguaggio. L'uso del ciuccio, oggetto tanto amato dai più piccoli nei primi mesi di vita, è da anni oggetto di studio da parte dei dentisti proprio per il suo legame con l'insorgere di problemi come palato stretto e denti storti. Sebbene la suzione non nutritiva svolga un ruolo fondamentale nella crescita - fungendo da coccola calmante che stimola la produzione di serotonina - un uso prolungato può trasformarsi in un ostacolo per il corretto sviluppo dell'apparato stomatognatico.

La meccanica della suzione e lo sviluppo del cranio
Il legame tra denti storti e ciuccio non è affatto da sottovalutare. Mentre il bambino succhia, esercita una pressione che porta il palato ad adattarsi alla forma e alla dimensione di ciò che si sta succhiando. Durante la suzione, il succhiotto ostacola il regolare contatto tra la lingua e il palato. Questo istintivo gesto del succhiare è coinvolto anche nello sviluppo delle ossa della bocca e del cranio: il posizionamento errato della lingua rispetto a quello naturale, e la conseguente pressione esercitata sui denti, può influire negativamente sullo sviluppo palatale e su quello delle arcate dentali, favorendo i processi di malocclusione.
Il processo di espansione palatale rischia di essere compromesso se l'uso del ciuccio si prolunga anche dopo i tre anni. Da qui i casi di palato stretto. Il palato, infatti, tende ad adattarsi alla misura del ciuccio: se questo è più piccolo, il palato andrà restringendosi per adattarsi; al contrario, un ciuccio di dimensioni adeguate aiuterà il palato a mantenere la sua naturale conformazione.
Il morso aperto e le conseguenze sul linguaggio
Il morso aperto nei bambini è una condizione che può rendere difficile la pronuncia di fonemi specifici, come quelli che richiedono il contatto tra i denti e la lingua, ad esempio la /s/, /z/, /t/ e /d/. Quando un bambino ha il morso aperto, la lingua non riesce a posizionarsi correttamente durante la fonazione, portando a difficoltà nel linguaggio. L’utilizzo prolungato del ciuccio o la presenza di un palato stretto (causato dalla posizione errata della lingua a riposo) può influire ulteriormente sullo sviluppo linguistico. La lingua, infatti, non avendo lo spazio necessario nel palato, potrebbe non articolare correttamente i fonemi palato-alveolari e palatali, compromettendo la pronuncia di suoni come /l/ e /r/.
Le abitudini viziate: oltre il ciuccio
Le abitudini viziate che possono causare malocclusioni includono diverse pratiche che, se reiterate, alterano la postura della bocca:
- Succhiare il pollice: il succhiamento prolungato può influenzare lo sviluppo dei denti, causando spostamenti e deformazioni del palato.
- Masticare le guance: la masticazione involontaria della parte interna delle guance può portare a problemi di occlusione dentaria.
- Mangiarsi le unghie: questa abitudine può alterare la postura della bocca e dei denti, causando disallineamenti.
Stai tenendo la lingua al suo posto? - Centro Odontoiatrico Bellevue
Deglutizione atipica ed evoluzione del morso
L'uso prolungato del ciuccio tende a far sì che il bambino mantenga un tipo di deglutizione di tipo infantile o comunque atipica. Questa si verifica nei bambini intorno ai sette/otto anni di età, quando si passa dalla deglutizione infantile a quella adulta. In questa fase, il bambino dovrebbe apprendere la corretta procedura di deglutizione, appoggiando la lingua sulla papilla palatina posta dietro agli incisivi superiori, abbandonando del tutto la deglutizione infantile mirata invece alla suzione, eredità del periodo dell'allattamento. L’uso del ciuccio porta infatti il bambino a spingere la lingua in avanti, verso i denti, durante l'atto deglutitorio. Una volta creatasi una malocclusione dentale, il bambino avrà problemi di denti storti ma anche di tensioni temporo-mandibolari, tenderà ad avere più frequentemente mal di testa ed a lamentare dolori muscolari alla schiena.
Strategie per un distacco sereno dal ciuccio
Il distacco dal ciuccio deve essere vissuto dal bambino nel modo il più possibile tranquillo e graduale. Non è semplice togliere un'abitudine radicata. Una strategia efficace? Assieme al bambino, mettete il ciuccio in una busta e ditegli che lo può regalare ad un bimbo più piccolo. Questa è una modalità comprensibile e accettabile. È fondamentale non agire in modo improvviso, ma iniziare a ridurre l'utilizzo del ciuccio entro i 18 mesi di vita, in modo graduale fino ad eliminarlo quanto prima e comunque entro i 3 anni.

Ricordate che, dopo il primo mese di vita, se è gradito, il ciuccio serve anche per proteggere dal rischio della morte in culla. Nei bambini nati a termine, è consigliabile iniziare ad usare il ciuccio a partire dalle 4-6 settimane di vita, quando termina la fase della calibrazione e l’allattamento si è ormai ben avviato. Per i primi sei mesi sarebbe meglio orientarsi verso un articolo interamente in gomma e composto da un unico elemento, evitando tutti quegli articoli che presentano pezzi in plastica e che non siano particolarmente morbidi.
Il ruolo integrato di ortodontista e logopedista
Quando un bambino presenta un morso aperto, è importante intervenire tempestivamente. La collaborazione tra ortodontista e logopedista è fondamentale per un trattamento completo e integrato, poiché ogni specialista interviene nel momento giusto, ottimizzando i risultati nel trattamento delle malocclusioni e delle difficoltà linguistiche.
La logopedia può aiutare a migliorare la tonicità muscolare della bocca e della lingua, fondamentale per una corretta articolazione dei suoni. In alcuni casi, le malocclusioni scheletriche (come il morso aperto o il morso in testa) possono richiedere l’intervento di un ortodontista prima di intraprendere il trattamento logopedico. Un’analisi approfondita della situazione è essenziale, poiché, se la malocclusione non viene trattata, diventa difficile per il logopedista risolvere le problematiche di linguaggio, soprattutto nei casi di difficoltà fonetiche causate da una scorretta articolazione dei suoni.
Prevenzione e falsi miti: istruzioni per i genitori
Una delle cause più frequenti di denti storti, oltre al ciuccio, è la caduta ritardata dei denti decidui, con conseguente crescita anticipata dei definitivi che non trovando spazio crescono storti, fino ai vari traumi accidentali che si possono subire da piccoli. Anche una pulizia dei denti errata, con conseguente formazione di carie e perdita di uno o più denti, rientra tra le cause dei denti storti nei bambini.
È fondamentale evitare alcune abitudini deleterie: ad esempio, bisogna completamente dimenticare l'abitudine di cospargere il ciuccio di miele o di zucchero per aumentarne l'effetto calmante sul bambino. Inoltre, è buona norma evitare il ciuccio durante il giorno, in modo che il bambino abbia la bocca libera. Non tutti i ciucci per bambini sono uguali, ed i genitori devono prestare attenzione alla scelta, adeguando il ciuccio alla crescita fisica del bambino ed evitando di fargliene succhiare uno troppo piccolo che costringa il palato a restringersi.

Il legame tra denti storti e ciuccio e le potenziali malocclusioni che ne derivano sono condizioni che, se non trattate correttamente, possono avere effetti a lungo termine sul linguaggio. Un intervento precoce, con la giusta combinazione di ortodonzia e logopedia, è fondamentale per aiutare i bambini a superare queste difficoltà e migliorare la loro qualità della vita. Se il tuo bambino presenta problemi di malocclusione o di linguaggio, è importante consultare un ortodontista e un logopedista per un trattamento coordinato che possa risolvere entrambi i problemi.
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