Il viaggio della maternità: tra dubbi sulla sicurezza e il fascino della saggezza popolare

La nascita di un bambino, di un nuovo essere umano, è sempre stato un mistero fin dalla notte dei tempi. Le nostre anziane con la loro semplicità dicevano: “Si chiama parto, perché la donna è come se partisse per un viaggio e non sa se tornerà”. La frase si spiega con le tante morti in parto in un’epoca “nature” quando si partoriva in casa, sul letto, senza ausili medici o risorse mediche, chirurgiche e sanitarie. Anche nel nostro territorio, tra colline e mare c’è tutto un florilegio di tradizioni, riti, usanze credenze popolari, superstizioni in auge precedentemente alla prima alfabetizzazione-scolarizzazione per tutti, ossia fino ai primi del ‘900. Risulta utile ricordare tali usanze, che fanno parte delle nostre radici e della nostra memoria. La gravidanza veniva si vista come un fatto naturale, anzi dovuto, in quanto una donna che non rimaneva incinta era considerata incompleta, un po’ come fosse un oggetto difettato, purtroppo. Ma si sa, la concezione della donna ai tempi la contemplava esclusivamente come “angelo del focolare”. C’era ad ogni buon conto sempre un mistero, una magia nei riguardi della donna in gravidanza, custode del mistero della vita.

illustrazione d'epoca che rappresenta una donna in dolce attesa in un contesto rurale tradizionale

Il sesso durante la gestazione: tra dubbi e realtà scientifiche

Il sesso in dolce attesa è spesso fonte di domande e paure che, per questioni di pudore, non sempre le coppie hanno il coraggio di condividere con il ginecologo. Avere rapporti anali in gravidanza è pericoloso? Quali sono i rischi e come prevenirli? E quando invece il sesso anale è assolutamente sconsigliato? In genere, il sesso anale non è una pratica raccomandata in gravidanza. La prima ragione è che la penetrazione anale in gravidanza può causare o accentuare eventuali emorroidi, un problema di cui purtroppo molte future mamme soffrono durante la gestazione. È bene ricordare che il sesso anale, se praticato senza preservativo, non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili (MST) ma, al contrario, aumenta il pericolo di contagio. Esistono alcuni casi in cui avere rapporti anali durante la gestazione è assolutamente sconsigliato: quando è stata fatta diagnosi di placenta previa, il che significa che la placenta è localizzata troppo in basso e copre parzialmente o completamente la cervice uterina, o quando la futura mamma ha delle ragadi anali, che in gravidanza tendono ad essere più frequenti a causa della stitichezza.

Se si ha il dubbio di una possibile gravidanza in seguito a un rapporto, è fondamentale mantenere la calma. Riguardo al rischio specifico di concepimento tramite liquido seminale disperso esternamente o in seguito a rapporti anali, va ricordato che l'eiaculazione in prossimità dei genitali femminili comporta sempre un rischio potenziale, seppur variabile in base al ciclo ovulatorio. La letteratura medica suggerisce che, in caso di incertezze, il consulto con uno specialista in ginecologia rimane l'unica via per una valutazione clinica precisa, lontano dai forum o dalle congetture.

Paideia in salute: La prima visita ginecologica

Credenze popolari sulla previsione del sesso del bambino

Quando sei incinta, tutti vogliono esprimere la propria opinione da esperti, anche non sono stati interpellati! Per fortuna, la maggior parte delle persone sarà felice di dispensare consigli utili per te e il tuo bambino. Anche il sesso del tuo piccolino sarà argomento di discussione. Sin dalla notte dei tempi, le persone hanno sempre avuto il desiderio di sapere in anticipo il sesso dei bambini. Esistono così tante credenze popolari sui metodi per predire il sesso del nascituro che è difficile scegliere quelle più rappresentative. Ovviamente ognuna è ritenuta sorprendentemente precisa e migliore delle altre. Ma la verità è una sola: per ogni gravidanza, una mamma ha il 50% di probabilità di partorire un maschietto e il 50% di probabilità di partorire una femminuccia. Anche nelle famiglie dove nascono prevalentemente figli maschi o femmine le probabilità sono suddivise al 50%. Ciò significa che nel 50% dei casi le credenze popolari si dimostreranno corrette. E anche se alla fine si rivelano sbagliate, è un modo divertente per passare il tempo. Ricorda che le informazioni riportate di seguito sono fornite esclusivamente a fini di svago. Se vuoi veramente conoscere il sesso del tuo bambino non devi dar retta alle credenze popolari e rivolgerti invece al tuo medico di fiducia.

Indicatori fisici e cambiamenti del corpo

Ti è comparsa una linea scura, chiamata linea nigra, che si estende dall’ombelico fino all’osso pubico? Allora è probabile che sarà una femminuccia. Ma se la linea si estende verso l’alto dall’osso pubico fino sotto alla cassa toracica, è probabile che sarà un maschietto. Allo stesso modo, se noti che l’areola intorno al capezzolo ha assunto un colore molto scuro, molto probabilmente ciò è dovuto ai geni maschili. La forma della pancia è un altro classico: se la pancia è bassa, è più probabile che sia un maschio. Se è alta e appuntita, preparati ad accogliere una femmina. Questa teoria, però, non tiene conto della conformazione fisica della madre né del torace, che incidono notevolmente sulla forma del pancione. Anche la forza e la tonicità dei muscoli possono influenzare l’aspetto di una donna incinta. Nel caso di donne che hanno avuto altre gravidanze, spesso il pancione diventa subito più evidente e tendono a crescere di più rispetto alle primipare nella stessa epoca gestazionale.

diagramma esplicativo che mostra le diverse forme della pancia in gravidanza secondo le leggende

Anche i capelli e la pelle offrono spunti per il gioco: se sono spenti, sottili e hanno un aspetto triste, allora avrai una femmina. Se sono più folti e spessi è probabile che la causa siano i geni maschili. Analogamente, se noti un aumento della peluria sulle gambe e hai bisogno di depilarti un giorno sì e l’altro pure, allora è probabile che sia un maschio. Problemi di acne giovanile? Non disperare, i brufoli e la pelle grassa sono un segnale che è in arrivo una femminuccia. Se invece devi ricorrere a una crema idratante e a una crema per le mani, sarà maschio.

Il ritmo cardiaco e le voglie alimentari

Questa è una delle credenze popolari più diffuse per predire se il fiocco sarà rosa o azzurro. Se la frequenza cardiaca è superiore a 140 battiti al minuto, probabilmente arriverà una femminuccia. Ma se la frequenza cardiaca ha un ritmo più tranquillo, al di sotto dei 140 battiti al minuto, allora sarà un maschio. Ad ogni modo ricorda che una frequenza cardiaca fetale compresa tra 120-160 battiti al minuto rientra nei valori normali. La frequenza cardiaca del bambino varia a seconda del grado di sviluppo e dell’attività, proprio come quella della mamma.

Quando sei al supermercato, riempi il carrello di carne, pesce, formaggi, latticini e proteine animali? Allora preparati ad accogliere un maschietto. Se invece hai una voglia matta di dolci, succhi, frutta e zuccheri in quantità, allora è in arrivo una femminuccia. Alcuni studi confermano la teoria secondo cui le donne incinte che desiderano mangiare ogni giorno sempre più cibo, hanno più probabilità di partorire un maschio. Questo giustifica il fatto che i maschi, alla nascita, pesano di più delle femmine. Nausee mattutine? Se devi correre in bagno tutto il tempo, sarai incinta di una bambina. Secondo queste credenze popolari, le mamme che non soffrono di nausee mattutine aspettano un maschio. Potrebbe esserci un fondo di verità in tutto questo perché le donne che aspettano una femmina producono una quantità maggiore dell’ormone HCg, che è la causa della comparsa delle nausee mattutine.

Usanze, divieti e protezione del neonato

Secondo la tradizione la donna gravida non avrebbe dovuto accavallare le gambe per non “storcere” il bambino, non avrebbe dovuto indossare collane, non avvolgere gomitoli, non varcare i ruscelli o i rigagnoli e neppure corde e fili stesi a terra perché altrimenti il bambino “sarebbe nato con il cordone ombelicale avvolto intorno al collo”. Era la “levatrice” la donna che aiutava a partorire la donna in casa, in tempi antichi una semplice .. “esperta faidate”, in tempi più recenti, con qualche nozione sanitaria. Diciamo che il parto solitamente andava bene anche se a volte vi erano complicazioni. Una volta avvenuto il “lieto evento”, iniziavano le “visite”, specie se il bambino era un maschio.

Per 8 giorni la puerpera restava a letto possibilmente supina, con un fazzuolo - fazzoletto - in testa e - ahimé - senza lavarsi… Non poteva uscire da casa prima di 40 giorni, come accadde a Maria dopo aver partorito Gesù - dicevano. In questi 40 giorni l’acqua non poteva essere toccata e se la donna fosse stata costretta ad uscire, l’unica soluzione era indossare il cappello del marito o di passare “a ruscia a ruscia” ossia radente i muri, per restare sempre sotto il cornicione ossia come se stesse ancora sotto il tetto di casa! Sotto il cuscinetto dei neonati veniva messo il “breve” cioè due dischetti di cartoncino ritagliati rotondi con all’interno un po’ di cera del cero pasquale o comunque di candele accese in chiesa davanti all’immagine della Madonna. I dischetti venivano confezionati con cura e poi ricoperti di stoffa bianca ricamata con simboli apotropaici o ritagli di immaginette della Vergine. Con un nastrino rosso venivano anche cuciti sulle “camisole” (casacchine, vestine) dei neonati e comunque erano anche presenti sotto il cuscinetto. Ciò sarebbe servito a tenere lontane le influenze negative e a scongiurare ogni possibile “maleficio” o “fattura”.

immagine di un amuleto tradizionale o un

Un timore era quello delle “streghe”, i pannetti dei bimbi appesi fuori ad asciugare venivano sempre ritirati prima dell’Avemaria, cioè al crepuscolo, perché altrimenti sarebbero restati la notte in balia delle streghe che li avrebbero usati per malefici. A volte nei “brevi” che venivano fatti indossare dai neonati vi era, tra i due dischetti, del lievito, sale e per i più fortunati un pezzettino di “stola” del prete, il tutto doveva ovviamente servire a portare benefici al piccolo e soprattutto a proteggerlo da ogni male o malocchio, in un miscuglio di fede e superstizione.

La gravidanza nell'era moderna: sfatare i falsi miti

Distinguere il rischio dalla leggenda e restituire alla gravidanza il suo spazio di libertà, anche sotto il sole d’agosto. Diffidare dal ‘sentito dire’ e sfatare i falsi miti. Questo è l’appello di Francesco Gebbia, ginecologo e direttore della clinica IVI di Roma, che ogni giorno si confronta con domande, dubbi e preoccupazioni delle gestanti in cerca di verità. Durante la stagione estiva, alcune credenze rischiano di diventare ostacoli più che precauzioni, alimentando l’idea di una maternità da vivere al riparo da tutto. Uno dei primi tabù riguarda l’esposizione solare. “È un’affermazione vera solo in parte - chiarisce Gebbia -. Il timore maggiore è il rischio di cloasma gravidico, ovvero macchie scure sulla pelle causate da variazioni ormonali, ma una buona protezione SPF 50 riduce notevolmente questo rischio”. Quindi, sole sì, ma con consapevolezza.

Veniamo al fatidico bagno al mare o in piscina, spesso considerati (erroneamente) controindicati. Eppure, nulla di più utile: “Passeggiate sulla spiaggia e brevi nuotate favoriscono la circolazione, mentre la piscina è ottima per il movimento in gravidanza, purché l’acqua sia pulita e clorata - spiega lo specialista -. Vanno evitati i luoghi troppo affollati per ridurre il rischio di infezioni vaginali”. Anche le abitudini alimentari vengono travisate: si pensa, ad esempio, che bere acqua fresca di fonte possa danneggiare il feto, e che si debba sempre e comunque bere acqua a temperatura ambiente. “Non esiste alcuna evidenza scientifica - puntualizza Gebbia - anzi, è fondamentale mantenere un’idratazione costante, soprattutto d’estate. Meglio solo evitare le bevande ghiacciate”. Attenzione anche a frutta e verdura crude, che vanno lavate con bicarbonato o soluzioni disinfettanti, soprattutto per prevenire infezioni alimentari. E il famoso ‘mangiare per due’? Anche questo è un retaggio poco scientifico. “In gravidanza andrebbe seguita una dieta leggera, ricca di frutta e verdura, cereali integrali, proteine magre e abbondante acqua”. Parola d’ordine: equilibrio.

Non manca la preoccupazione legata al caldo e al rischio di parto prematuro. “Studi recenti hanno evidenziato una lieve correlazione tra ondate di calore estreme - superiori ai 35-37°C per periodi prolungati - e rischio di parto pretermine”, osserva Gebbia. Ma rassicura: “Una buona idratazione e il riposo in ambienti freschi aiutano a ridurre qualsiasi rischio”. Anche gli spostamenti in scooter o motorino finiscono spesso sotto accusa. “Lo si può fare nel primo trimestre con molta cautela, andatura moderata e su strade non dissestate. Dopo è meglio evitare, a causa del rischio di cadute e delle vibrazioni che possono stimolare la contrattilità uterina”.

Infine, due aspetti spesso circondati da silenzio o eccessiva prudenza: sport e sesso. “Lo sport è altamente raccomandato, se non ci sono controindicazioni. Ogni attività va adattata al trimestre e alle condizioni individuali. Mantenere, inoltre, una vita sessuale attiva ha molteplici benefici: migliora la salute del pavimento pelvico, rafforza il legame di coppia e, in prossimità del termine, può persino favorire l’induzione del parto”. Resta una sola vera regola per affrontare la gravidanza con serenità: è l’informazione corretta a diventare il miglior alleato di ogni futura mamma. Kimberly-Clark Italy makes no warranties or representations regarding the completeness or accuracy of the information.

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