Quando un bambino presenta mani fredde e labbra che tendono al viola o al blu nel momento in cui la febbre sale, è naturale che i genitori provino una certa impressione o preoccupazione. Molte mamme e papà si chiedono: è capitato anche a qualcuno di voi? Spesso, in bambini di due anni o anche più piccoli, nel momento in cui la febbre sale, il bambino batte i denti (come per il freddo), ha le mani fredde e le labbra che tendono al viola/blu. È un fenomeno che, pur apparendo allarmante, vede spesso il bambino rimanere attivo, vivace e cosciente, tornando normale in breve tempo una volta riscaldato.

Questo scenario è stato osservato anche in adolescenti, in concomitanza con picchi febbrili rapidi (ad esempio intorno ai 39.5 gradi). Molti genitori, nel loro confronto quotidiano, confermano che capita proprio nel momento in cui la temperatura sembra salire velocemente. Comprendere la fisiologia dietro questi sintomi aiuta a contestualizzare l'evento senza allarmismi ingiustificati, pur mantenendo sempre alta l'attenzione.
La fisiologia della cianosi e le risposte vascolari
Per cianosi si intende la colorazione scura e bluastra della pelle, delle labbra e delle unghie dovuta, in genere, a un problema di scarsa ossigenazione di organi e tessuti. Le cellule ematiche, che trasportano ossigeno correttamente, sono di colore rosso vivo e danno alla pelle la tipica colorazione rosa, più o meno acceso. La cianosi è una condizione patologica caratterizzata dalla colorazione bluastra della pelle o delle mucose, che si nota in genere intorno alle labbra, alla bocca, ai palmi delle mani, alle unghie e alla pianta dei piedi.
La cianosi si manifesta quando il sangue, privo di ossigeno e pertanto deossigenato e di colore bluastro anziché rosso, perfonde la cute. La cianosi centrale si sviluppa quando la concentrazione di emoglobina deossigenata è pari o superiore a 5g/100 ml, mentre quella periferica, o acrocianosi, si osserva negli arti dove il flusso sanguigno è più lento.
Perché accade durante l'innalzamento febbrile?
Ai bambini ogni tanto vengono le labbra bluastre, senza che abbiano problemi. Accade se si raffreddano un po', come dopo una permanenza in acqua un po' prolungata, oppure quando sta per salire la loro temperatura in caso di febbre. Si tratta di un fenomeno vasomotorio: si vasocostringe il circolo più periferico per privilegiare gli organi interni, o per far salire la temperatura corporea.
Questo meccanismo di "difesa" dell'organismo concentra il calore e il sangue verso i distretti vitali, sottraendolo temporaneamente alla periferia (mani, piedi, labbra). È per questo che, nel momento in cui la temperatura sale, il bambino può battere i denti, presentare estremità fredde e una colorazione cianotica delle mucose labiali. Se il bambino appare vigile, attivo e il colore torna normale scaldandolo, si tratta generalmente di una risposta fisiologica alla rapida variazione termica.
La febbre in età pediatrica
Fenomeno di Raynaud e altre cause periferiche
Il fenomeno di Raynaud è caratterizzato da uno spasmo (restringimento transitorio) dei vasi sanguigni di alcune zone periferiche del corpo. Il nome deriva dal medico francese A.G. Maurice Raynaud che definì tale fenomeno per la prima volta nel 1862. Coinvolge più frequentemente le dita delle mani e dei piedi, ma si può estendere ad altre regioni esposte.

Mani fredde che diventano bianche a causa di una mancata circolazione del sangue, anche al punto da perdere la sensibilità delle dita, sono tipiche di questa condizione. Nella maggior parte dei casi, il fenomeno di Raynaud è primario, ovvero non associato a nessun’altra patologia. Tuttavia, esiste anche la forma secondaria, spesso correlata a connettiviti come la Sclerosi Sistemica, il Lupus Eritematoso Sistemico o l'Artrite Reumatoide. In questi casi, il fenomeno può precedere di anni la manifestazione di patologie più complesse. Per distinguere le due forme, gli specialisti utilizzano la videocapillaroscopia periungueale, un'indagine non invasiva di osservazione microscopica dei capillari.
Quando approfondire: segnali di allarme
Sebbene la cianosi transitoria durante la febbre sia spesso innocua, la pelle viola o cianotica può talvolta essere un sintomo di gravi problemi di salute. Nel caso in cui la cianosi dovesse permanere, bisogna approfondire la situazione con un'auscultazione cardiaca e polmonare e con la palpazione dell’addome.
È bene cercare l’aiuto di un medico se il disturbo è associato a problemi respiratori, che a volte possono essere accompagnati da una sorta di grugnito, o forte stanchezza. La cianosi differenziale, ovvero quella che compare in alcune parti del corpo ed è assente in altre, o che presenta asimmetrie tra gli arti, potrebbe indicare condizioni cardiopolmonari sottostanti che richiedono indagini come elettrocardiogramma, radiografie toraciche o test di funzionalità polmonare.
Diagnostica e valutazione clinica
La diagnosi si basa sull'anamnesi, sull'esame obiettivo e su indagini strumentali. Per stabilire la causa della riduzione di ossigeno, potrebbe essere necessario eseguire esami ematochimici, come l'emocromo completo per escludere poliglobulia, o dosare le emoglobine anomale.
La poliglobulia, o policitemia, consiste nell'aumento del volume occupato dai globuli rossi nel sangue. Poiché il sangue intero è costituito da una parte cellulare (globuli rossi) e una liquida (plasma), un aumento dell'ematocrito rende più facile la comparsa di cianosi. In questi soggetti, la maggior quantità di emoglobina per unità di volume favorisce il raggiungimento della soglia critica di 5g/100ml di emoglobina deossigenata, necessaria per far apparire la colorazione bluastra, anche per minime riduzioni di saturazione.
Infine, anche le cardiopatie cianogene congenite, presenti fin dalla nascita e spesso legate a malformazioni che determinano l’immissione di sangue deossigenato nel circolo sistemico, rientrano tra le condizioni che richiedono una valutazione specialistica (pediatrica o cardiologica) per escludere patologie strutturali. Una visita pneumologica o una consulenza specialistica permettono di valutare il paziente in modo completo, escludendo che il colorito delle labbra sia sintomo di distress respiratorio persistente o difetti cardiaci congeniti.