La sessualità in gravidanza: tra biologia, tabù e benessere psicofisico

Il sesso in gravidanza è generalmente sicuro nelle gestazioni fisiologiche e può offrire benefici sia fisici che psicologici. Oltre a rafforzare il legame di coppia, i rapporti sessuali possono contribuire al rilassamento e al benessere grazie al rilascio di endorfine e al mantenimento del pavimento pelvico in buona salute. Si può fare sesso in gravidanza? Masturbarsi in gravidanza è pericoloso? Queste sono solo alcune delle domande che le donne, fin dai primi mesi di gestazione, si fanno sull’argomento. Sono dubbi normalissimi, mai banali, che meritano risposte chiare da parte dei professionisti, per permettere alla coppia di vivere l’attività sessuale con serenità.

Coppia in attesa che si scambia un momento di tenerezza

Il concetto di salute espresso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, include tra gli aspetti fondamentali dell’individuo anche il benessere sessuale. La gravidanza rappresenta, in un certo senso, un’attesa. Questo tempo in cui si aspetta la nascita del proprio bambino può essere una fase di grandi cambiamenti sotto ogni punto di vista per la vita di una donna, in particolare per la sessualità. I bisogni sessuali delle donne incinte sono raramente discussi e gli studi limitati, tanto che i rapporti sessuali in gravidanza sembrano rimanere un tabù.

È importante sottolineare che in una gravidanza fisiologica, fare l’amore non solo è possibile, ma può apportare anche benefici per la salute sessuale e psicologica di entrambi i partner. Una vita sessuale soddisfacente può infatti risultare positiva per la relazione di coppia e per il benessere della donna. Secondo alcuni studi, i cambiamenti fisiologici e psicologici che si verificano durante la gravidanza nella donna, come l’aumento dei livelli di progesterone, possono influenzare anche la funzione e la soddisfazione sessuale, con un calo del desiderio sia da parte della donna sia del partner che può aumentare con il passare delle settimane gestazionali, fino al termine.

La sicurezza dell’attività sessuale durante la gestazione

Un’ulteriore preoccupazione dei partner, poi, è quella di causare danni al feto, pur non essendoci mai stata alcuna dimostrazione a riguardo. Non avere informazioni chiare porta alla nascita di falsi miti sul sesso in gravidanza, e può generare ansie e paure. Fare sesso in una gravidanza fisiologica è considerato sicuro. Secondo uno studio riportato nelle Linee Guida sulla gravidanza fisiologica del Ministero della Salute, avere rapporti sessuali una o due volte a settimana è associato a una minore incidenza di parti pretermine. L’incidenza diminuisce ulteriormente se i rapporti sessuali sono tre o quattro a settimana.

Il sesso in una gravidanza fisiologica è realmente sicuro? Sì: nei casi in cui la gravidanza procede senza complicazioni (cioè fisiologica), i rapporti sessuali non aumentano il rischio di problemi ostetrici. L’utero è protetto dal sacco amniotico e dalla cervice chiusa. Secondo l’articolo Uppa, in condizioni di basso rischio non sono state dimostrate complicazioni significative legate all’attività sessuale. Si è ormai dimostrato come l’attività sessuale moderata non possa nuocere al feto, mentre fa sicuramente bene alla coppia.

Schema anatomico che mostra la protezione del feto durante il rapporto

Esistono però alcuni meccanismi innescati dall’attività sessuale che sembrerebbero favorire e stimolare il travaglio in una gravidanza a termine. Ecco svelato il motivo per cui ostetriche e ginecologi consigliano questa pratica non invasiva prima di procedere a un’induzione di tipo farmacologico. Non esistono prove definitive che i rapporti sessuali inducano il travaglio in gravidanze a basso rischio. Uppa segnala che alcuni meccanismi (prostaglandine nel liquido seminale, stimolazione del collo uterino) sono suggeriti, ma gli studi sono contrastanti e non sufficienti per raccomandare questa pratica come metodo d’induzione.

Fattori di rischio e limitazioni mediche

In quali situazioni il medico può consigliare di evitare o limitare i rapporti sessuali durante la gravidanza? Alcuni fattori di rischio richiedono cautela o astinenza: placenta previa con sanguinamento antepartum, minaccia di parto pretermine, storia di parto prematuro, colpo del collo uterino (incompetenza cervicale), rottura prematura membrane, perdite ematiche vaginali inspiegate o malattie infiammatorie pelviche.

Per le prime due non ci sono evidenze chiare a sostegno del fatto che l’astinenza dall’attività sessuale comporti dei benefici. Gli esperti raccomandano quindi l’astinenza solo per le donne a rischio di travaglio pretermine o di emorragia antepartum a causa della placenta previa. Anche in questo caso, nelle gravidanze con un aumentato rischio di parto pretermine o a rischio di emorragia prima del parto, mancano prove univoche e inconfutabili a sostegno della totale astinenza. Per quanto riguarda il rischio di parti pretermine, i risultati degli studi sono contrastanti. Secondo alcuni, i rapporti sessuali in gravidanza possono essere protettivi e, secondo altri, possono invece innescare il meccanismo del travaglio, ma solo in quelle gravidanze che presentano già dei fattori di rischio per il parto pretermine.

S3sso in Gravidanza

Masturbazione e piacere personale

«Masturbarsi in gravidanza fa male al bambino?», ci chiede Alessia, al secondo mese di attesa. Anche per la masturbazione non esistono limiti specifici e le controindicazioni all’orgasmo in gravidanza sono generalmente le stesse che riguardano l’attività sessuale con il partner. Va sottolineato che l’autoerotismo in gravidanza è un aspetto fondamentale per sperimentare il piacere e prendersi cura di sé. Inoltre, in alcuni casi la gravidanza può portare a una maggiore eccitazione dovuta ai cambiamenti ormonali e all’aumento della congestione vascolare che può, a sua volta, portare a una lubrificazione maggiore.

La masturbazione in gravidanza, di cui parleremo più avanti, è un altro stimolo per indurre benessere. La risposta è no. Anzi. Durante il rapporto sessuale i muscoli pelvici vengono irrorati da una maggiore quantità di sangue: la placenta, l’organo che nutre e protegge il feto e che lo mette in comunicazione con l’organismo materno, e quindi il bambino, ricevono in questo modo molto più ossigeno.

Dinamiche di coppia e cambiamenti psicologici

L’assetto ormonale femminile in gravidanza e durante l’allattamento non favorisce desiderio e attività sessuale. Un dato costante nella letteratura sulla psicologia della gravidanza è il riconoscimento che quest’evento radicalizza nelle donne una dissociazione tra femminilità e maternità, quindi anche tra attività sessuale e funzione materna, il corpo non è più oggetto di desiderio, bensì involucro. I componenti della coppia devono far posto al bambino nel sistema familiare, preparandogli uno spazio fisico ed emotivo in un processo che implica una profonda ristrutturazione della relazione coniugale.

Condizioni fisiche ritenute influenti dalla gestante sulla sessualità. La donna potrebbe sentirsi meno attraente. Già da prima dell’arrivo del pancione ci possono essere preoccupazioni su come cambieranno le parti intime e le sensazioni di piacere. La scienza rassicura, non sono state riscontrate differenze tra la vita sessuale delle donne dopo il parto vaginale o con parto cesareo perché siamo naturalmente predisposte a ritornare come eravamo, con il tempo.

Il ruolo del partner e la transizione alla paternità

L’uomo, infatti, continua ad avvertire stimoli sessuali, che lo spingono, talvolta, verso un’avventura extraconiugale. La prassi clinica, purtroppo, segnala, che l’evento gravidanza è spesso caratterizzato dalla diminuzione dei rapporti sessuali anche sulla base di aspetti di tipo familiare, culturale, religioso e sociale che impongono tabù e condanne all’attività sessuale. Per l’uomo, la paternità rappresenta un cruciale “giro di boa” esistenziale: può suscitare in lui una grande capacità di tenerezza e di accudimento, ma anche appannare il desiderio per la compagna.

Quando il futuro papà vive con timore l’atto sessuale? Quando la donna con il pancione viene percepita come una figura estremamente fragile e il sentimento di protezione prevale sul desiderio erotico; quando l’uomo si rende conto di provare disinteresse verso il corpo in trasformazione della compagna e non si sente più attratto fisicamente; se il futuro papà non si sente all’altezza del nuovo ruolo, con pensieri rivolti al bambino e alla cura della famiglia; quando si sente escluso dal legame speciale che si crea tra mamma e bambino, vivendo come un estraneo l’evolversi della gravidanza.

La costruzione sociale del "lavoro" sessuale e della riproduzione

Poco più di un mese fa l’Assemblea nazionale francese ha approvato a larghissima maggioranza una legge finalizzata a criminalizzare l’acquisto - e a depenalizzare la vendita - del lavoro sessuale. “Grazie per aver osservato e considerato la prostituzione per ciò che è realmente e non per come la immaginiamo", ha dichiarato Najat Vallaud-Belkacem quando sono stati contati i voti. Il lavoro sessuale è un lavoro come un altro? La domanda riecheggia con altre sollevate ripetutamente negli ultimi decenni in relazione alle funzioni riproduttive delle donne, in altri termini la maternità.

Più recentemente, il mercato della maternità surrogata ha provocato intensi dibattiti sulla trasformazione della gravidanza in una forma di lavoro remunerato. Anche in questo caso le femministe sono divise. Da un lato ci sono coloro che vedono nella vendita dei servizi riproduttivi la riduzione disumanizzante di una donna al proprio grembo: una sorte che ripete e fossilizza l'idea oppressiva delle donne come macchine riproduttive. Dall'altro lato troviamo le donne che affermano che questa visione nega il ruolo femminile nello scambio.

Prospettive contrattuali e status giuridico

Se è un “lavoro”, allora il sesso, la gravidanza, o la cura sono oggetti legittimi di scambio: la lavoratrice possiede la capacità di lavorare e può scambiarla liberamente. Inoltre, in quanto “lavoratrice”, ha diritto ad una remunerazione e alle tutele tipicamente associate al lavoro, compreso il diritto di rifiutarsi di sottoscrivere una particolare transazione. Tuttavia, come lavoratrice è anche soggetta ad una regolamentazione contrattuale.

Attualmente, per coloro che scelgono di non considerare queste attività attraverso l’ottica contrattuale, le relazioni familiari forniscono un quadro giuridico alternativo. In quel quadro, quando un matrimonio finisce, una madre mantiene il diritto ad avere una relazione con il figlio; quando nasce un bambino, chi lo ha partorito è sua madre ed eventuali cambiamenti di status, come quelli insiti in un’adozione, partono proprio da questa premessa di base; quando si conclude una lunga relazione di tipo sessuale, i partner potrebbero comunque avere obblighi reciproci.

Diagramma che illustra la distinzione tra status familiare e contratto lavorativo

Oltre i tabù: integrare intimità e maternità

Al giorno d’oggi la sessualità è ancora vissuta come un tabù, soprattutto in alcune situazioni più intime e delicate come la gravidanza. Durante la gestazione, credenze popolari e paure personali e di coppia possono influenzare il comportamento sessuale dei futuri genitori. Questo può portare spesso all’astensione dal sesso o a rapporti più saltuari, generando nei partner sentimenti di rifiuto, vergogna e frustrazione.

La gravidanza infatti, è un periodo molto favorevole per la sessualità, perché dal punto di vista fisiologico il corpo femminile può essere maggiormente recettivo alle stimolazioni sessuali. Il muscolo uterino aumentato di “massa” permette di percepire meglio le contrazioni uterine durante l’orgasmo. Condividere, per esempio, l’esecuzione del massaggio del perineo, consigliato nel terzo trimestre, può rappresentare un momento di intimità e unione.

Il punto centrale è che la gravidanza, quando decorre regolarmente, non annulla la sessualità femminile né la riduce a un fattore secondario. Il corpo cambia, ma non perde la propria dimensione erotica, affettiva e relazionale. Che i rapporti siano in genere consentiti non significa che tutto resti identico per nove mesi. La vicinanza sessuale in gravidanza può continuare a essere un linguaggio del legame, del conforto, del desiderio e della condivisione.

Quando i presupposti relazionali sono buoni, la gravidanza può persino diventare un'occasione di conoscenza reciproca più profonda. Il corpo cambia, i bisogni si ridefiniscono, il dialogo si fa più necessario. La domanda corretta, quindi, non è soltanto "si può fare sesso in gravidanza?", ma anche "come può questa coppia continuare a sentirsi vicina in modo rispettoso e autentico durante i nove mesi?".

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