Sanguinamento in Gravidanza Precoce e Ciclo Irregolare: Comprendere i Sintomi di un Potenziale Aborto Spontaneo

Tutti i contenuti di Flo Health rispettano i massimi standard editoriali di accuratezza linguistica, stilistica e medica, per offrire informazioni affidabili e pertinenti. Quando ci si trova nella fase del ciclo in cui dovrebbero iniziare le mestruazioni e si sta provando a rimanere incinta, o si pensa di esserlo già, vedere del sangue sulla biancheria può suscitare tutta una serie di emozioni. In questi momenti, è naturale porsi numerose domande: ci si chiederà se si tratta di mestruazioni, di un sintomo precoce di gravidanza come le perdite da impianto, di un aborto spontaneo precoce o delle normali mestruazioni.

La preoccupazione è assolutamente comprensibile, poiché il percorso verso il concepimento può essere complesso e suscitare ansie e paure. Potrebbero emergere tantissime domande, ad esempio: come riconoscere un aborto in corso? È possibile avere un aborto spontaneo senza sapere di essere incinta? Qual è il modo migliore per riconoscere se si tratta di un aborto spontaneo o del ciclo?

Sappiamo quanto possa essere stressante ritrovarsi con sangue o spotting sulla biancheria quando si sta provando a concepire o si potrebbe già essere incinta e non si è ancora fatto il test. Purtroppo, in questa fase precoce, è quasi impossibile distinguere tra aborto spontaneo, mestruazioni e un aborto spontaneo precoce, che viene chiamato gravidanza biochimica se avviene entro le prime cinque settimane.

Distinguere Sanguinamento da Ciclo Mestruale, Impianto o Aborto Spontaneo Precoce

Come capire se la gravidanza si è interrotta? È naturale mettersi a ispezionare la consistenza e il colore delle perdite per carpire possibili differenze con il sangue mestruale. Tuttavia, come spiega la dottoressa Kallen, “i sintomi [in questa fase del ciclo] delle mestruazioni e di una gravidanza biochimica sono molto simili”. Questi sintomi possono includere sanguinamento vaginale e crampi, e ne parleremo meglio più avanti. Aborto spontaneo e mestruazioni hanno molti sintomi in comune e questo non è rassicurante, soprattutto sapendo che hanno conseguenze estremamente differenti. Ma c’è qualcosa che si può fare per cercare di capire cosa stia succedendo.

La prima cosa che la dottoressa Kallen consiglia è fare un test di gravidanza. È possibile farlo anche se il sanguinamento è ancora in corso. Se il test è negativo, si può presumere che si tratti di mestruazioni. In questo caso, se le perdite di sangue sembrano diverse dal solito - un flusso più leggero, più abbondante o irregolare - è consigliabile parlarne con il medico di fiducia per accertarsi che vada tutto bene.

Se il test è positivo, non bisogna andare in panico. Le perdite di sangue in gravidanza possono spaventare, ma non significano necessariamente che sia in corso un aborto spontaneo. Lo spotting, un leggero sanguinamento, è effettivamente un comune sintomo precoce di gravidanza. “Le perdite di sangue in gravidanza sono molto comuni”, rassicura la dottoressa Kallen; capitano a una percentuale di persone tra il 15% e il 25% nel corso del primo trimestre. Potrebbero essere perdite da impianto, che si verificano quando l’embrione si annida nella membrana uterina. Non è sempre immediato capire se si tratta di sanguinamento da impianto o aborto spontaneo. Tuttavia, è anche possibile che il sanguinamento sia la spia di una gravidanza biochimica. Se si ritiene che questo possa essere il proprio caso, è fondamentale fare una visita medica.

Ricorda che il metodo principale per stabilire se si ha un aborto spontaneo o il ciclo è fare un test di gravidanza. “Senza fare un test, non c’è un metodo efficace per stabilire se le perdite di sangue sono da imputarsi a una gravidanza biochimica o alle mestruazioni”, spiega la dottoressa Kallen. La diagnosi può essere semplice nei casi evidenti, ma a volte è complicata e richiede l’esecuzione di più controlli ravvicinati per chiarire se la gravidanza si sia realmente interrotta.

Differenziazione tra sanguinamento da impianto, mestruazioni e aborto spontaneo precoce

I Segnali delle Mestruazioni e la Variabilità del Ciclo

Stabilito quanto sia difficile distinguere tra aborto spontaneo e mestruazioni senza fare un test di gravidanza, esaminiamo insieme alcuni segnali che possono indicare l’arrivo del ciclo mestruale. I nostri corpi sono tutti diversi, quindi anche i cicli mestruali lo sono. Le mestruazioni possono verificarsi ogni 28 giorni; tuttavia, secondo una ricerca condotta in collaborazione con Flo, solo il 16% delle donne riporta un ciclo di tale durata. Di fatti, gli esperti considerano normali i cicli che durano da 21 a 35 giorni.

Le perdite di sangue sono il principale segnale dell’arrivo delle mestruazioni. Il sanguinamento dura, di norma, tra due e sette giorni e questo varia da una persona all’altra e anche da un ciclo all’altro. Anche il colore delle secrezioni può variare: possono essere rosse nel periodo più intenso, marroni o possono verificarsi perdite rosa. Alcune persone hanno perdite più abbondanti di altre; solo tu sai cosa è normale per te, ma generalmente, si perdono dai 30 ai 72 ml di sangue, più o meno da 5 a 12 cucchiaini. Se il tuo flusso è normalmente abbondante, possono verificarsi anche dei coaguli.

Altri sintomi delle mestruazioni possono includere:

  • Crampi mestruali: dolori nel basso addome, che probabilmente si conoscono, nei giorni che precedono le mestruazioni e nel corso delle stesse.
  • Sindrome premestruale (PMS): condizione frequente che si ritiene colpisca circa 3 persone su 4. I sintomi possono includere acne, gonfiore addominale, sbalzi di umore, stanchezza e desiderio sessuale basso.
  • Voglie: capita di avere improvvisamente voglia di cioccolato, carboidrati e bibite dolci intorno alle mestruazioni? Queste voglie, secondo la ricerca, sono dovute agli sbalzi ormonali che si verificano in questa fase del ciclo.

Ovviamente, i sintomi delle mestruazioni variano da persona a persona. Tu sai cosa è normale per te e se nutri dei dubbi è importante chiedere consiglio al tuo medico di fiducia. Dovresti consultarlo sempre se “il sanguinamento richiede di cambiare l’assorbente ogni ora, se è diverso dal solito, abbondante o continuo, se avverti forti dolori, crampi, giramenti di testa, sensazione di svenimento, brividi o febbre”, consiglia la dottoressa Kallen. Avere un ciclo irregolare rende ancora più difficile fare un calcolo del ritardo, perché effettivamente non si sa quando le mestruazioni sarebbero arrivate. In questi casi, la consulenza medica è ancora più cruciale.

Grafico delle fasi del ciclo mestruale e sintomi comuni

Sintomi di un Aborto Spontaneo Precoce: Riconoscere i Segnali

I sintomi di un aborto spontaneo possono differire da quelli delle mestruazioni? Come per le mestruazioni, la dottoressa Kallen spiega che i sintomi di un aborto spontaneo nel primo trimestre “includono sanguinamento (abbondante o leggero), crampi e/o dolore. I sintomi possono essere alquanto variabili, da crampi molto dolorosi a perdite di sangue leggere o addirittura assenti”. Il sanguinamento e un dolore pelvico che ricordano la mestruazione sono segnali comuni. È importante notare che l'aborto precoce si definisce quello che si verifica entro la 20a settimana e si verifica nel 15-20% di tutte le gravidanze, con la maggior parte dei casi che si manifestano entro la 13a settimana. I sintomi più frequenti sono le perdite ematiche e i dolori addominali, ma possono anche mancare completamente.

In caso di una gravidanza biochimica, si potrebbero avere sanguinamenti abbondanti con coaguli o crampi più intensi rispetto alle normali mestruazioni. La gravidanza biochimica è un aborto spontaneo molto precoce che spesso si verifica entro la quinta settimana di gestazione, praticamente subito. Qualche volta la donna non fa neanche a tempo a fare un test di gravidanza e semplicemente pensa che le mestruazioni siano arrivate qualche giorno dopo rispetto alla data prevista. Se però si ha un ciclo irregolare, non si può fare un calcolo del ritardo. La sintomatologia è simile a quella della fase mestruale: malessere, mal di pancia e di testa, crampi. Il flusso potrebbe essere un po’ più abbondante, a volte con coaguli, ma in realtà è tutto molto soggettivo e ogni donna è a sé.

Non esiste una cura per la gravidanza biochimica, ma è importante ricevere assistenza e rassicurazioni da parte di un medico. È comprensibile vivere una gravidanza biochimica come una perdita e provare tristezza, sofferenza e ansia. “È come andare sulle montagne russe con il corpo e la mente”, spiega la dottoressa Kallen. Si potrebbe “provare dolore, indifferenza, ansia, tristezza e avere disturbi del sonno o dell’alimentazione”, dopo una gravidanza biochimica o un aborto spontaneo tardivo. Allo stesso modo, aggiunge che “potresti non sentirti per niente triste”. Non ci sono sentimenti giusti o sbagliati. È utile ricordare anche che le probabilità che si verifichino aborti spontanei ricorrenti è molto bassa, succede solo all’1% delle persone.

È importante sottolineare che l'interruzione della gravidanza avviene molto presto, e in questi casi a nulla valgono le terapie, il riposo a letto o altro per evitare l’aborto. Tu non hai nessuna responsabilità e nessuna colpa. Non rimproverarti nulla!

Sintomi comuni di aborto spontaneo precoagulo

Tipologie di Aborto Spontaneo e Complicanze della Gravidanza Precoce

L’aborto spontaneo è l’interruzione della gravidanza che si verifica per cause indipendenti dalla volontà della donna entro la 20esima settimana di gestazione. Oltre questo termine, quando lo sviluppo fetale si ferma, si parla di morte intrauterina. Il periodo con il più alto rischio di aborto è il primo trimestre. Dal secondo trimestre in poi generalmente ci si può rilassare un po’ di più. I sintomi di un aborto spontaneo sono variabili. Alcune donne presentano emorragia, dolori mestruali, contrazioni. Altre invece non se ne accorgono neppure e l’interruzione viene diagnosticata durante un controllo di routine. In quell’occasione spesso si sente la temuta frase “signora, mi dispiace: non c’è battito”. Esistono varie forme di aborto spontaneo e complicanze in gravidanza.

Minaccia di Aborto

Partiamo immediatamente con una buona notizia: non sempre una minaccia di aborto spontaneo si trasforma in un’interruzione della gravidanza. Non possiamo certo negare che può succedere, ma in moltissimi casi tutto si risolve positivamente, lasciando solo il ricordo di un grande spavento. Se il ginecologo fa una diagnosi di questo tipo, bisogna cercare di essere fiduciose: tutto potrebbe andare per il meglio!

La minaccia d’aborto è l’insieme di una serie di condizioni che rischiano di far perdere il bambino prima della 20esima settimana di gestazione. I sintomi più frequenti sono le perdite vaginali di sangue e i dolori addominali, simili a quelli mestruali, che spesso si irradiano anche alla zona renale e causano indurimenti della pancia. Le perdite possono essere di vario colore, dal rosa al marrone, fino al rosso intenso. Anche la quantità è variabile, da piccole macchioline sul salvaslip a vere e proprie emorragie. Questa è una condizione in cui i sintomi (dolore pelvico e lombare, perdita di sangue dall’utero) si manifestano pur essendo il collo uterino chiuso e il feto vitale.

La prima cosa da fare è rivolgersi al proprio ginecologo oppure, se non dovesse essere reperibile, al pronto soccorso ostetrico per un controllo. L’ecografia è un esame importantissimo per verificare la causa della minaccia di aborto. Consente per esempio di vedere se in atto c’è un distacco amniocoriale, cioè lo scollamento dei due tessuti che formano la placenta, il sacco amniotico e il sacco coriale. Non va però confuso con il distacco della placenta che è un problema molto più serio che si può verificare dal secondo trimestre.

Molto spesso per trattare una minaccia d’aborto nel primo trimestre viene prescritto il progesterone (per via orale, vaginale o con iniezioni), l’ormone che ha il compito di proteggere la gravidanza. In genere si consiglia il riposo, anche se non sempre assoluto: bisogna prendersi molta cura di sé, evitare sforzi o lavori particolarmente pesanti. In caso di minaccia d’aborto, potrebbero essere vietati i rapporti sessuali. Nel secondo trimestre si usano invece farmaci tocolitici per bloccare le contrazioni. A volte può essere necessario il cerchiaggio cervicale, utilizzato per “contenere” la gravidanza ed evitare il parto pretermine.

Gravidanza Biochimica

Il ritardo. Un test di gravidanza positivo. La gioia che sprizza da tutti i pori. E poi, dopo pochissimo tempo, l’amara sorpresa: arrivano le mestruazioni. Che è successo? Una cosa comunissima e purtroppo molto frequente tra le donne. È la gravidanza biochimica. In parole semplici, si tratta di un aborto spontaneo molto precoce che spesso si verifica entro la quinta settimana di gestazione, praticamente subito. Qualche volta la donna non fa neanche a tempo a fare un test di gravidanza e semplicemente pensa che le mestruazioni siano arrivate qualche giorno dopo rispetto alla data prevista. Le cause di una gravidanza biochimica non sono diverse da quelle di un aborto spontaneo.

Quando una gravidanza biochimica si interrompe, la sintomatologia è simile a quella della fase mestruale: malessere, mal di pancia e di testa, crampi. Il flusso potrebbe essere un po’ più abbondante, a volte con coaguli. In realtà però è tutto molto soggettivo e ogni donna è a sé. Come comportarsi in caso di gravidanza biochimica? Se si era già effettuato un test, l’unica cosa che si può fare è il controllo dell’andamento delle beta HCG. Quando una gravidanza si ferma, il loro valore scende progressivamente, sino ad azzerarsi. È importante verificare che ciò accada per escludere che si tratti di una gravidanza extrauterina, in cui l’ovulo si impianta in una sede diversa dall’utero.

Gravidanza Extrauterina e Aborto Spontaneo

Un inizio del tutto fisiologico, con test e beta HCG positivi. I primi sintomi di gravidanza che si fanno sentire, come la stanchezza e la nausea. Poi, tutto cambia, c’è qualche perdita di sangue o l’ecografia mostra qualcosa che non va. Il piccolino non si sta sviluppando là dove dovrebbe. Si sta verificando una gravidanza extrauterina (o ectopica).

Nella gravidanza extrauterina l’ovulo fecondato si impianta in una sede diversa da quella naturale, cioè la cavità uterina, compromettendo il normale andamento della gravidanza. La gravidanza ectopica si sviluppa nelle tube, nelle ovaie, nell’addome o nel collo dell’utero. Le cause non sono del tutto note. Tra i fattori di rischio conosciuti troviamo precedenti gravidanze extrauterine, fumo, età materna superiore a 35-40 anni, trattamenti per la fertilità.

Non sempre ci sono sintomi e il problema si scopre per caso quando l’ecografia mostra che l’impianto non è avvenuto nell’utero. Nella maggior parte dei casi però ci sono delle perdite di sangue, accompagnate talvolta da dolori addominali. A volte la crescita dell’embrione all’interno della tuba provoca la sua rottura. In questo caso i sintomi sono molto evidenti: sanguinamento importante, dolore addominale particolarmente forte, localizzato da un lato, grave stato di shock, svenimento.

La maggioranza delle gravidanze ectopiche termina con un aborto spontaneo, soprattutto quando ci sono perdite ematiche. In altri casi si somministra un farmaco (metotrexato) che blocca la crescita cellulare e, di conseguenza, anche quella dell’embrione. Viene utilizzato nelle fasi iniziali della gravidanza ectopica, quando non ci sono perdite o dolori. Se l’approccio farmacologico non funziona, se non può essere adottato o se c’è una situazione di emergenza (ad esempio per la rottura della tuba), occorre intervenire chirurgicamente. La gravidanza extrauterina non ha ripercussioni sulla fertilità futura.

Illustrazione di gravidanza extrauterina in diverse sedi

Aborto Spontaneo e Uovo Cieco

Questa condizione prende vari nomi: uovo cieco, chiaro, vuoto oppure gravidanza anembrionica. Ne avete mai sentito parlare? È un evento piuttosto frequente. Pensate che provoca quasi la metà degli aborti spontanei del primo trimestre.

Quando si verifica un uovo cieco, il concepimento avviene normalmente, la cellula uovo si annida nell’endometrio, ma l’embrione non si sviluppa. Generalmente, le cause sono anomalie genetiche e cromosomiche. Il test di gravidanza risulta positivo perché circa 7-10 giorni dopo il concepimento l’organismo comincia a produrre l’ormone beta HCG che è quello che rende positivo l’esame. Ma non ci sono solo le due linee sul test: anche se non si è sviluppato l’embrione, potresti avere alcuni dei sintomi della gravidanza.

L’ecografia è l’esame che consente di chiarire senza alcun dubbio la situazione. Se intorno alla settima settimana di gestazione si vede solo la camera gestazionale, quindi senza embrione e ovviamente senza alcuna attività cardiaca, il ginecologo programmerà una visita di controllo 7-10 giorni dopo. Potrebbe anche suggerire di verificare l’andamento delle beta HCG. All’inizio della gravidanza, se tutto procede bene, raddoppiano ogni due giorni, mentre se c’è qualcosa che non va la crescita è molto lenta o addirittura si arresta. Se anche all’ecografia successiva non si vede nulla, la diagnosi di uovo cieco sarà confermata.

Solitamente la gravidanza anembrionica si conclude con perdite di sangue e crampi addominali, fino alla completa “pulizia” dell’utero. Quando questo non avviene oppure se ci sono un’emorragia consistente o un’infezione, è necessario ricorrere alle cure del medico. A volte occorre il raschiamento. Probabilmente vi starete chiedendo dopo quanto tempo è possibile provare a rimanere nuovamente incinta. Parlatene con il ginecologo. Di solito si attendono 2-3 cicli mestruali, ma è sempre opportuno chiedere un parere esperto.

Ecografia di un uovo cieco

Aborto Spontaneo: La Gravidanza Molare

Una piccola precisazione qui è d’obbligo. Una gravidanza molare non è un aborto spontaneo in senso stretto, ma abbiamo deciso di parlarne comunque perché di fatto si tratta di una interruzione della gravidanza. Per fortuna è una circostanza piuttosto rara che si verifica per un errore genetico nel momento del concepimento. L’ovulo cioè non viene fecondato in modo corretto. La gravidanza inizia, ma è destinata ad interrompersi.

La mola idatiforme, o vescicolare, è una massa di cellule anomale prodotte dalle cellule trofoblastiche, quelle cioè che danno vita alla placenta. In altre parole, è una crescita esagerata del tessuto che dovrebbe formare la placenta. Le cause non sono ancora chiare. Sembra però che succeda più frequentemente alle ragazze con meno di 20 anni e alle donne con più di 40.

Esistono due forme di gravidanza molare: parziale e completa. Nel primo caso, dopo la fecondazione si sviluppa un embrione caratterizzato dalla presenza di un numero eccessivo di cromosomi. Non c’è quindi possibilità che cresca e quindi sopravviva. Nella gravidanza molare completa l’embrione non si sviluppa proprio, mentre il tessuto della placenta cresce in maniera abnorme, provocando anche l’aumento di volume dell’utero. L’ecografia mostrerà soltanto il tessuto placentare, mentre l’embrione sarà assente.

Se all’inizio la gravidanza sembra procedere in modo del tutto normale, ad un certo punto compaiono dei disturbi: il sanguinamento vaginale, la crescita esagerata dell’utero, forti nausee e vomito insistente, pressione alta, ingrossamento delle ovaie, livelli di beta HCG più alti rispetto all’epoca gestazionale della donna, soprattutto in caso di gravidanza molare completa. La diagnosi viene fatta con un’ecografia addominale. Il trattamento consiste nello svuotamento della cavità uterina. Può essere fatto con dei farmaci oppure chirurgicamente con un raschiamento. Per qualche tempo viene monitorato il livello delle beta HCG: devono scendere fino ad azzerarsi.

L'aborto spontaneo - Dottore mi spieghi

Diagnosi e Gestione Medica dell'Aborto Spontaneo

Come abbiamo visto, i sintomi di un aborto spontaneo o delle mestruazioni sono molto simili, in particolare nelle cinque settimane dopo l’ultima mestruazione. Il metodo più efficace per riconoscere un aborto spontaneo è fare un test di gravidanza. Non è sempre facile capire se la gravidanza si è interrotta solo dai sintomi. Ricorda che un sanguinamento o dolore leggero o moderato sono frequenti nelle prime fasi della gravidanza, quindi questi sintomi non indicano necessariamente una gravidanza biochimica o un aborto spontaneo. Tuttavia, se hai dubbi consulta sempre il medico.

La tua ginecologa ti farà fare il test delle BHCG sul sangue, una visita ginecologica accurata e l’ecografia endovaginale. La BHCG si esegue mediante un prelievo di sangue che valuta l’ormone prodotto dal trofoblasto, la piccola placenta che si forma inizialmente. L’ecografia ci fa vedere cosa sta succedendo nell’utero. C’è il sacco gestazionale in utero? Il sacco gestazionale è grande a sufficienza o è piccolo? Si vede l’embrione? E se l’embrione si vede, ha il battito cardiaco? Ci sono raccolte di sangue nell’utero? Molto spesso infatti la gravidanza si è interrotta ma possono passare anche settimane prima che compaiano i classici sintomi di aborto. La diagnosi può essere semplice nei casi evidenti, ma a volte è complicata e richiede l’esecuzione di più controlli ravvicinati per chiarire se la gravidanza si sia realmente interrotta.

Gestione dell'Aborto Spontaneo

Dopo l'aborto, spesso del materiale ovulare rimane in utero e va rimosso con un raschiamento. Nei giorni successivi al raschiamento va consultato il medico in caso di perdite ematiche abbondanti, febbre o forti dolori addominali.

Se l’aborto è completo, il materiale abortivo è stato completamente espulso. Spesso c’è un sanguinamento e un dolore pelvico che ricordano la mestruazione. L’ecografia documenta l’assenza di materiale nella cavità uterina e i sintomi regrediscono nel giro di pochi giorni.

Nella maggior parte dei casi però l’aborto è incompleto, cioè nella cavità uterina rimangono residui di materiale abortivo. La rottura del sacchetto gestazionale e le contrazioni uterine hanno parzialmente espulso i residui ma spesso parte del materiale placentare rimane adeso alle pareti dell’utero. Anche nel caso di aborto interno, in cui anche se la gravidanza si è interrotta, l’embrione o il feto è presente e non ha attività cardiaca, è necessario, dopo aver dilatato il collo dell’utero, effettuare l’estrazione del materiale abortivo. Se l’epoca gestazionale non è molto avanzata, il materiale viene rimosso con una cannula aspiratrice e poi si esegue un controllo dell’utero con l’ecografia per vedere che non siano rimasti residui. Se la gravidanza invece ha superato le 9-10 settimane, si somministrano per via vaginale dei farmaci chiamati prostaglandine che dilatano il canale cervicale e stimolano le contrazioni uterine, e poi si fa la revisione chirurgica. Purtroppo molto spesso non è possibile, soprattutto se è precoce, perché non ci sono segni premonitori, si scopre di avere abortito quando la gravidanza si è già interrotta e non se ne può fermare il decorso.

Recupero Emotivo e Considerazioni Future dopo un Aborto Spontaneo

Soprattutto, se si è verificata la perdita della gravidanza, sii gentile con te stessa e chiedi aiuto se ne hai bisogno. “È importante prenderti il tempo e lo spazio necessario per vivere il dolore, a prescindere da quanto sia durata la gravidanza. Sii gentile e non darti colpe che non hai”, rassicura la dottoressa Kallen. “Chiedi aiuto ai tuoi cari e agli amici fidati”, continua. I gruppi di supporto sono ottime risorse. Anique è una vera Flo member ed è stata compensata per il suo tempo.

In molte donne i problemi psicologici conseguenti ad un aborto durano molto più a lungo di quelli fisici. Anche se la gravidanza si interrompe molto presto, il legame fra madre e feto può essere forte e la sensazione di perdita molto intensa. Molte donne si interrogano sulla causa dell'aborto e spesso si colpevolizzano senza motivo. Si possono verificare cefalee, perdita dell'appetito, stanchezza, difficoltà di concentrazione e insonnia. La sensazione di pena può essere diversa da quella del o partner e questo può creare tensioni, incomprensioni, attriti. In questi casi è molto importante parlare con il proprio medico. Colpevolizzarsi è inutile e senza senso.

Il singolo episodio abortivo è detto "sporadico". Ti è capitato per la prima volta, ma se ti guardi intorno e chiedi a qualche amica, scopri che tante hanno avuto un aborto spontaneo! E ora, cosa succederà? C’è qualcosa in te che non funziona? È grave? L’aborto spontaneo è l’interruzione della gravidanza prima della 25° settimana di gestazione. La maggior parte degli aborti (80%) avviene nei primi 3 mesi di gravidanza. Nella maggior parte dei casi non è possibile capire le cause del singolo aborto e non sono necessari ulteriori accertamenti. Avere avuto 1 solo aborto non aumenta il rischio di abortività. Non temere, puoi ancora rimanere incinta dopo un aborto. Certo che si! Avere avuto un aborto non significa avere problemi di fertilità.

Quanto tempo dopo un aborto spontaneo tornano le mestruazioni? Come i cicli, anche i tempi di ripristino delle mestruazioni dopo un aborto spontaneo possono essere variabili. “Di solito si parla di 4-6 settimane”, afferma la dottoressa Kallen. “Dipende essenzialmente da quanto è durata la gravidanza”. È possibile rimanere nuovamente incinta anche dopo sole due settimane dall’aborto spontaneo. Se non si desidera una gravidanza subito, tuttavia, e si preferisce darsi un po’ di tempo per recuperare emotivamente e fisicamente, si può valutare la possibilità di assumere un contraccettivo. Inoltre, è preferibile attendere la fine delle prime mestruazioni dopo l’aborto prima di riprovare, in modo da poter monitorare il ciclo con un’app come Flo.

Supporto emotivo e reti di aiuto dopo un aborto

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