La storia della medicina moderna è segnata da figure che, attraverso l’innovazione tecnica e una profonda umanità, riescono a trasformare non solo l’approccio clinico a una patologia, ma l’intera esperienza di cura del paziente. Il dottore Donato Casella, chirurgo oncologico, rappresenta uno dei profili più significativi in questo panorama contemporaneo. Originario di Pertosa, dove ha trascorso diversi anni della sua infanzia, oltre ad essere figlio di un cittadino di Auletta, il dottore Casella ha saputo coniugare le radici valdianesi con una carriera di respiro internazionale, diventando un punto di riferimento nella lotta contro il tumore alla mammella.

Un’innovazione che cambia la qualità della vita: la tecnica prepettorale
Il cuore pulsante dell’attività scientifica del dottore Casella risiede in una tecnica innovativa, ideata assieme ai chirurghi Leonardo Barellini e Marco Marcasciano. Si tratta della ricostruzione mammaria prepettorale “salva muscolo”, un metodo che ha posto l’attività del reparto di senologia degli Spedali Riuniti al centro dell’attenzione della comunità scientifica internazionale. La tecnica prevede la ricostruzione mammaria immediata dopo mastectomia con salvaguardia del muscolo Grande Pettorale che, fino ad oggi, veniva regolarmente sacrificato per coprire la protesi. L’innovazione di Casella si basa sul posizionamento della protesi mammaria al di sopra del muscolo e non più al di sotto.
La genesi di questo approccio chirurgico è emblematica del rapporto tra medico e paziente. Donato Casella ha ideato questa innovativa tecnica dopo aver ricevuto la richiesta di una giovane sportiva che doveva essere operata e che chiedeva al medico di Pertosa se esistessero delle ricostruzioni alternative alle protesi classiche che limitassero il danno funzionale. È nata così un’idea che si è tradotta in un intervento poco invasivo per la paziente, caratterizzato da una diminuzione drastica o addirittura dall'assenza di dolore nel periodo postoperatorio.
L’efficacia del metodo è garantita anche dall'uso di una rete sintetica costituita da polipropilene titanizzato. Questa rete viene confezionata in modo da avvolgere la protesi, per coprire e proteggere il tessuto muscolare. Il risultato è un doppio beneficio per la donna, sia estetico che funzionale, con la possibilità, straordinaria, di tornare alla vita normale appena un giorno dopo la rimozione di un tumore alla mammella.
Tecniche di ricostruzione mammaria dopo la mastectomia
Il percorso professionale: da Livorno all’eccellenza senese
Il giovane dottore Casella ha saputo, nel corso di soli due anni, risollevare il reparto di senologia livornese. In tanti, oltre ad elogiare la grande professionalità del medico di origini valdianesi, sottolineano la grande umanità e disponibilità del chirurgo che, dopo l’esperienza in viale Alfieri - iniziata nel dicembre 2016 per volontà dell’allora direttore generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis - ha intrapreso un nuovo percorso di alta specializzazione.
Il suo passaggio all’Azienda Ospedaliera Universitaria (Aous) di Siena, per ricoprire il prestigioso incarico di direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Oncologica della mammella, ha segnato una tappa fondamentale. In quel contesto, Casella ha superato la concorrenza di otto candidati, tra i quali anche medici in forze alle Scotte da vent’anni. Siena, da sempre in prima linea nella sfida alla neoplasia più diffusa tra le donne, ha potuto contare su forze importanti, sia dal punto di vista umano che tecnologico, trovando nel professor Casella la guida per un ulteriore salto in avanti.
Il reparto è ormai un fiore all’occhiello dell’Aous. Basti pensare che nel corso del 2024 sono state 1.050 le donne sottoposte a intervento chirurgico, provenienti non solo da tutta la Toscana, ma anche da altre zone d’Italia. Si tratta di una macchina perfetta, che opera con una velocità e una precisione straordinarie, sconosciute in altre aree del Paese.
La cultura della prevenzione e l’educazione sanitaria
L’approccio del professor Casella non si limita alla sala operatoria, ma si estende alla prevenzione, intesa come pilastro fondamentale del sistema sanitario. Il medico sottolinea con forza che, rispetto a venticinque anni fa, il vero progresso raggiunto, al di là delle evoluzioni chirurgiche, risiede proprio nell’ambito preventivo. La vera sfida, che è anche quella che dal punto di vista economico ci impegnerebbe meno, è partire da una vera e propria educazione sanitaria già nel corso delle scuole primarie. Insegnare ai bambini fin da piccoli l'educazione sanitaria è la chiave: gli stili di vita rappresentano infatti l'indicatore di rischio più alto per le patologie neoplastiche.
Secondo la visione di Casella, la prevenzione deve essere una cultura del benessere a 360 gradi. Anche se i risultati di una simile strategia potrebbero essere visibili pienamente solo tra cinquant’anni, rimane l'unica strada percorribile per recuperare il gap residuo. Il 90% delle pazienti affette da carcinoma mammario negli stadi iniziali guarisce dalla patologia oncologica, ma il percorso richiede un notevole impegno chirurgico e terapeutico. Per colmare il restante 10%, l’istruzione sin dall’infanzia è lo strumento più potente.

Verso un percorso oncologico integrato
Il modello di cura promosso da Casella a Siena si fonda su un team multidisciplinare che vede la presenza dei radiologi della Senologia, diretta dalla dottoressa Federica Fantozzi, insieme a oncologi, radioterapisti, anatomo-patologi, infermiera case manager, chirurghi, infermieri e personale di sala operatoria. Fanno parte del team anche le psiconcologhe e le professioniste del servizio di fisioterapia. “Tutti collaborano - spiega Casella - dal momento della diagnosi alla paziente in poi, al fine di garantire un percorso sicuro e funzionale alle donne affette da tumore della mammella”.
All’interno di questo percorso, grande attenzione è rivolta alla dermo-pigmentazione medicale, che può completare l’itinerario ricostruttivo sotto due aspetti: la ricostruzione in toto o parziale del complesso areola-capezzolo, che rappresenta l'identità del seno di ogni donna, e il camouflage cicatriziale, volto a minimizzare l'impatto degli esiti dell'intervento chirurgico, che è ciò che più incide sulla percezione dell’immagine corporea.
L’impegno costante per l’equità di trattamento
Il professor Casella non si dichiara mai pienamente soddisfatto dei risultati raggiunti, proprio per cifra caratteriale. Le cose da migliorare sono ancora tante, non certo in termini tecnici, ma di omogenizzazione di percorsi nell’area vasta. L’obiettivo primario è rendere equo il trattamento qualunque sia il punto di ingresso della paziente nel servizio sanitario regionale. Ovunque una donna viva, deve avere lo stesso trattamento rispetto ad altre pazienti. Non è più ammissibile, nella visione moderna del chirurgo, avere un trattamento dipendente esclusivamente dalla possibilità di accesso individuale al servizio sanitario nazionale.
In quest'ottica, la collaborazione con la Lilt è stata imprescindibile. Storicamente, la Lilt ha sempre avuto un ruolo importante nei percorsi di sorveglianza e di prevenzione oncologica e, nella realtà senese, tale sinergia ha trovato terreno fertile grazie alla sintonia tra i vertici aziendali, come il direttore generale Antonio Barretta, e quelli della Lilt, guidati dalla presidente Gaia Tancredi. Il risultato è un percorso in cui il 94% delle pazienti con diagnosi di tumore della mammella viene trattato entro un mese, un traguardo fondamentale per essere accreditati come centro di riferimento e hub all’interno della rete senologica toscana.

Tecnologie d’avanguardia e medicina personalizzata
Il reparto diretto da Casella si avvale di dotazioni tecnologiche all’avanguardia. Tra queste, spicca il macchinario Fluobeam, utilizzato per valutare la perfusione dei lembi cutanei in sede intraoperatoria, e la risonanza magnetica intraoperatoria, essenziale per indagare lo stato dei margini in caso di chirurgia conservativa. Tuttavia, il professore ribadisce che il tipo di intervento chirurgico dipende sempre da molteplici fattori derivanti sia dal tumore che dalle caratteristiche anatomiche della paziente. Non si può definire a priori la necessità di una mastectomia; essa è indicata solitamente quando il rapporto tra il volume del tumore e quello del seno della donna è sfavorevole oppure in caso di tumore localizzato in più quadranti della mammella.
La missione, dunque, è quella di realizzare un centro di senologia oncologica d’eccellenza dove il principio della medicina personalizzata sia applicato anche agli interventi di chirurgia ricostruttiva-conservativa. La ricostruzione del seno è oggi considerata parte integrante della cura del cancro, tanto che i costi sono finanziati dal servizio sanitario nazionale, rispondendo alla necessità che la malattia, oggi sempre più curabile, lasci meno conseguenze possibili anche dal punto di vista estetico e psicologico. In questo scenario, la figura di Donato Casella si conferma come un motore di cambiamento costante, orientato all'eccellenza tecnologica e alla massima dedizione verso la persona.