La Crisi delle Scuole a Reggio Calabria: Il Caso dell'Asilo Melissari-Eremo e la Ricerca di Stabilità Educativa

A Reggio Calabria, la comunità della scuola dell'infanzia Melissari-Eremo si trova al centro di una complessa vertenza che evidenzia le difficoltà legate alla gestione delle infrastrutture scolastiche e al diritto alla stabilità educativa per i più piccoli. La vicenda, caratterizzata da un lungo e problematico "pellegrinaggio forzato" tra diverse sedi provvisorie, ha sollevato un dibattito acceso tra l'amministrazione comunale e la comunità scolastica, culminato nella richiesta di una soluzione definitiva e concertata per garantire la serenità dei bambini e la continuità didattica. La questione, infatti, non riguarda solo la logistica, ma tocca profondamente il benessere psico-emotivo degli alunni e il futuro dell'istituzione scolastica stessa. L'esigenza di non lasciare, per l'ennesima volta, i locali provvisori nei quali le tre classi sono ormai state sistemate da quasi un anno esatto è emersa con forza dal consiglio di istituto straordinario aperto, tenutosi di recente presso la sala Monteleone di Palazzo Campanella, un luogo scelto non a caso per sottolineare la gravità e la risonanza istituzionale della questione.

Il Contesto Originario: Il Plesso Melissari e le Sue Radici Urbane

Il plesso “Melissari” sorgeva originariamente in Via Melissari, nel quartiere Tre Mulini di Reggio Calabria, una zona urbana che sta vivendo una notevole trasformazione e un'espansione demografica. Questa area, infatti, sta diventando centrale per il sorgere di abitazioni di nuova costruzione, il che aumenta la domanda di servizi essenziali, tra cui quelli scolastici. La sua posizione era strategicamente importante anche per la vicinanza del Palazzo della Regione e dell’Università Mediterranea, rendendola un punto di riferimento per molte famiglie residenti e lavoratori nella zona.

L'edificio originario era strutturato su due piani, offrendo ampi spazi per le attività didattiche e ricreative. Al piano inferiore erano ubicate le quattro sezioni della Scuola dell’Infanzia, fulcro della vita dei più piccoli, e due classi della Scuola Primaria, a testimonianza di una sinergia tra i diversi cicli educativi. Il piano superiore ospitava altre cinque classi della Scuola Primaria e un essenziale Laboratorio di Informatica, dotato di risorse tecnologiche utili per l'apprendimento digitale. L'organizzazione didattica prevedeva un tempo scuola di quaranta ore settimanali, dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 16:00, sia per il tempo pieno che per il tempo normale, con un orario ridotto il venerdì per quest'ultimo. Questa articolazione garantiva una copertura oraria significativa, rispondendo alle esigenze lavorative dei genitori e offrendo ai bambini un percorso educativo completo e strutturato. La familiarità con un ambiente stabile e ben organizzato come quello del plesso Melissari era un elemento fondamentale per la crescita e l'apprendimento armonico dei bambini, fornendo un senso di appartenenza e sicurezza che è stato, purtroppo, più volte interrotto.

Mappa di Reggio Calabria con indicazione quartieri Melissari, Eremo, San Brunello, Tre Mulini

Due Anni di "Nomadismo" Scolastico: L'Inizio di un Percorso Travagliato

Il problema che affligge la scuola dell'infanzia Melissari-Eremo non è di recente origine, ma affonda le sue radici in un "peregrinare forzato" che dura ormai da due anni. L'odissea ha avuto inizio nel momento in cui, in città, scoppiò il caso dei plessi risultati non sicuri all'esito di un monitoraggio di staticità. Tale monitoraggio, finalizzato a garantire la sicurezza degli ambienti scolastici, portò allo sgombero di numerosi edifici con un'ordinanza del sindaco, generando un'ondata di incertezza e disagi per l'intera comunità scolastica reggina.

Tra gli edifici coinvolti in questa crisi strutturale c'era anche il plesso di Tre Mulini, ovvero la sede storica della scuola Melissari. La chiusura di questa struttura ha costretto i bambini della scuola primaria e dell'infanzia a un'inedita e gravosa esperienza di "girovagare tra sedi provvisorie". Mentre per gli allievi della scuola primaria si è trovata una soluzione più stabile, con l'insediamento nel plesso di Vito dell'istituto comprensivo Carducci-Da Feltre, una struttura di recente costruzione, un "destino nomade" è invece toccato, finora, agli allievi più piccoli.

Inizialmente, i bambini sono stati divisi tra locali di proprietà della scuola stessa, una soluzione che, sebbene pratica in quel momento di emergenza, non si è rivelata ottimale. Questo perché, per ricavare spazio, è stato eliminato un laboratorio e una sala mensa è stata adattata a nuova funzione didattica, compromettendo parzialmente le normali attività e servizi scolastici. Contemporaneamente, una parte degli allievi è stata collocata nell'ex asilo comunale di parco Caserta. Questa sistemazione, tuttavia, non è stata di lunga durata. La comunità è stata costretta ad andare via un'altra volta, in quanto l'area di parco Caserta è stata interessata da lavori demolitivi finalizzati a un progetto di riqualificazione, imponendo un nuovo e inatteso trasloco.

Solo a gennaio 2024, dopo questi continui spostamenti, tutte le classi dell'infanzia sono state finalmente riunite. La sede che ha accolto i piccoli alunni è stata quella messa a disposizione dal settore welfare presso l'ex scuola elementare Eremo. Questa struttura era stata a lungo in uso all'associazione Attendiamoci per le attività della Casa dei Giovani, e la sua conversione temporanea a plesso scolastico ha rappresentato un momento di relativa stabilità per la comunità educativa, permettendo ai bambini di familiarizzare con un nuovo contesto dopo un periodo così turbolento. Questa fase di relativa quiete, tuttavia, è stata di breve durata, preludendo a un'ulteriore e ancora più controversa richiesta di spostamento.

La Nuova Scelta del Comune: Un Trasloco Imminente e le Sue Motivazioni

Appena la comunità scolastica della Melissari-Eremo aveva iniziato a stabilizzarsi nella nuova sede dell'Eremo, si è profilata l'ombra di un altro imminente trasloco. La "doccia fredda" è arrivata alla scuola attraverso una delibera del Comune approvata il 24 dicembre 2025, in pieno periodo natalizio. Questa decisione amministrativa, notificata alla dirigenza il 29 dicembre, conteneva un'intimazione ad abbandonare i locali entro il 7 gennaio. Il tempismo della comunicazione e l'urgenza dello sfratto hanno generato un'onda di sdegno e preoccupazione all'interno della comunità, che si vedeva costretta a un nuovo e repentino cambiamento proprio al rientro dalle vacanze natalizie.

La motivazione alla base di questa decisione, seppur complessa, è stata chiarita dall'amministrazione comunale. L'immobile dell'Eremo, infatti, deve essere ristrutturato in tempi brevissimi per ospitare il nuovo centro di aggregazione giovanile. Questo progetto ambizioso e socialmente rilevante è finanziato con una cifra considerevole, quasi 3 milioni e mezzo di euro. L'assessora all'istruzione, Annamaria Curatola, ha spiegato che la riacquisizione della disponibilità dell'immobile è "indispensabile per evitare un danno grave al Comune e alla città". Senza la consegna delle chiavi del plesso e l'inizio immediato dei lavori di adeguamento, il Comune rischierebbe di perdere i fondi comunitari destinati al progetto. "Il welfare è venuto incontro alle esigenze della scuola," ha affermato l'assessora, "ma la dirigente sapeva che sarebbe stato per un periodo limitato."

Curatola ha sottolineato la rilevanza del centro di aggregazione giovanile, evidenziando come in città "manca uno spazio per adolescenti a rischio sociale e grazie a queste risorse lo avremo". Ha anche paventato le gravi conseguenze di una mancata liberazione dei locali: "se la struttura non sarà pronta e attiva entro fine gennaio, perderemo un'opportunità e soprattutto saranno revocati i fondi, parte dei quali già investiti". Qualora non fossero consegnate le chiavi del plesso consentendo immediatamente l'inizio dei lavori di adeguamento, Curatola ha prospettato "l'ipotesi di un danno alle casse comunali, con eventuale restituzione di somme elevate", una prospettiva economicamente insostenibile per l'ente. Questa situazione ha messo in luce una complessa dinamica tra l'esigenza di rispettare gli impegni finanziari per progetti di pubblica utilità e la necessità di garantire la stabilità e la continuità educativa per i bambini.

Rendering di un moderno centro di aggregazione giovanile

La Ferma Opposizione della Comunità Scolastica: Priorità al Benessere dei Bambini

Di fronte all'ennesima richiesta di trasloco, la comunità della scuola dell'infanzia Melissari-Eremo ha espresso una ferma e unitaria opposizione. "Senza certezze e soluzioni definitive la comunità della scuola dell'infanzia Melissari-Eremo non accetta di spostarsi ancora," è la posizione inequivocabile emersa dal consiglio di istituto straordinario aperto. Genitori, docenti e la stessa dirigenza dell'Istituto Comprensivo Carducci-Da Feltre hanno manifestato la loro decisa volontà di "non voler sopportare" un altro sacrificio, richiamando l'attenzione sulle gravi ripercussioni che tali continui spostamenti hanno sul benessere dei bambini.

La dirigente scolastica, Sonia Barberi, ha evidenziato con forza la necessità di porre fine a questa "precarietà". Ha dichiarato: "Chiediamo che si trovi una soluzione concertata e definitiva per la nostra scuola dell'infanzia. L'amministrazione non è riuscita finora in questo obiettivo perché è mancata una visione a lungo termine." Barberi ha inoltre ribadito un principio fondamentale: "Ma il diritto allo studio è garantito dalla Costituzione ed è prioritario a ogni altra valutazione, anche quella di un finanziamento a rischio come quello del progetto che il Comune antepone alla serenità di un'intera comunità scolastica." Questa affermazione sottolinea la convinzione che la stabilità educativa dei bambini debba avere la precedenza su altre considerazioni, anche quelle di natura economica e progettuale.

Nino Cilione, presidente del consiglio di istituto, ha sostenuto le proposte avanzate dalla comunità scolastica, evidenziando l'importanza della territorialità e della continuità. "Una scuola si sceglie anche per la sua ubicazione e ogni famiglia valuta la propria rete di contatti e punti di riferimento che rendono più agevole organizzare i ritmi del lavoro e le attività sociali dei figli." Il presidente ha anche sollevato il timore di una "perdita di iscrizioni" a favore di altri istituti, come l'Ic Falcomatà-Archi, qualora la soluzione proposta dal Comune (San Brunello) non rientrasse nel bacino geografico di riferimento delle famiglie, penalizzando così anche il Carducci-Da Feltre. "Mi sembra comprensibile che un genitore poi proseguirà lì il percorso scolastico dei figli," ha commentato, sottolineando l'impatto sul futuro dell'istituto. Ha concluso appellandosi all'amministrazione: "L'utenza della Melissari è in un quartiere a oggi totalmente privo di una sede, e credo che l'amministrazione dovrebbe lavorare su questo."

La decisione unilaterale dell'amministrazione comunale è stata ritenuta "lesiva per i bambini e per il contesto scolastico" poiché "causerebbe disagi psico-emotivi nei piccoli, sradicati dal loro contesto scolastico, e disagi organizzativo-logistici per famiglie e docenti". La stabilità degli spazi è un presupposto imprescindibile per la "stabilità emotiva e lo sviluppo armonico della personalità dei piccoli allievi, specie in tenera età". Genitori e docenti avevano faticosamente "personalizzato e abbellito i locali" dell'Eremo, dove gli alunni si erano "pienamente integrati, familiarizzando con il nuovo contesto". Questo attaccamento all'ambiente, fondamentale per i bambini, rendeva l'ulteriore sradicamento particolarmente doloroso e inaccettabile. Le famiglie, pur riconoscendo i problemi rilevati dal Comune e avendo dimostrato collaborazione in due anni di "disagi logistici pesanti", hanno ribadito che "non conviene a nessuno esacerbare i toni", ma che la priorità deve essere il benessere dei bambini.

L'Intervento delle Istituzioni Sovracomunali e la Pressione Politica

La complessità e la sensibilità della situazione hanno richiamato l'attenzione di figure istituzionali di rilievo, che hanno manifestato solidarietà alla comunità scolastica e pressione sull'amministrazione comunale per trovare una soluzione equa. La riunione odierna del consiglio di istituto, tenutasi presso la sala Monteleone di Palazzo Campanella, era stata concepita come un momento di confronto aperto e democratico, con l'invito esteso a esponenti delle istituzioni.

A essere presenti erano, in effetti, l'assessora regionale Eulalia Micheli e l'europarlamentare Giusi Princi, componente della commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo. La loro partecipazione ha dato risonanza alla vicenda e ha rafforzato la posizione della comunità scolastica. L'europarlamentare Princi ha manifestato "profonda amarezza la situazione incresciosa determinata da uno sfratto immediato", esprimendo "indignazione per il trattamento riservato ai giovanissimi alunni continuamente spostati di sede “come pacchi postali”". Ha sottolineato che "la stabilità degli spazi educativi è presupposto imprescindibile della stabilità emotiva e dello sviluppo armonico della personalità dei piccoli allievi, specie in tenera età". Princi ha concluso ribadendo che "il diritto all’istruzione va tutelato garantendo la permanenza delle sezioni nei locali già assegnati e ponendo al centro l’interesse superiore dei minori".

Anche l'assessora regionale all'Istruzione, Eulalia Micheli, ha espresso pieno sostegno alla comunità educante, dichiarando con fermezza: "Il diritto allo studio non può essere calpestato." Micheli ha rimarcato che "siamo di fronte a una vicenda che riguarda innanzitutto i diritti dei più piccoli", aggiungendo che "la scuola e le famiglie meritano ascolto, rispetto e risposte chiare". Ha concluso con un appello: "Il superiore interesse dei minori deve essere la priorità assoluta di ogni scelta amministrativa". Queste dichiarazioni hanno evidenziato una convergenza di vedute tra le istituzioni sovracomunali e la comunità scolastica sulla centralità del benessere dei bambini.

Tuttavia, il contraddittorio con gli amministratori comunali è mancato in quella sede. Non sono intervenuti né la prefetta Clara Vaccaro, né il vicesindaco Mimmo Battaglia, né le assessore Nucera e Curatola. L'assessora Curatola, successivamente contattata per conoscere le determinazioni del Comune, ha spiegato l'assenza: "L'invito è arrivato con scarsissimo preavviso. Tenendo conto dei tanti impegni che abbiamo, ci sarebbe piaciuto essere contattati per stabilire insieme una data utile per tutti." Pur comprendendo il disagio dei bambini ("Sono pedagogista e so bene quanto siano importanti la routine e la familiarità con l'ambiente per bambini così piccoli. Al pensiero che debbano spostarsi non ho dormito"), Curatola ha ribadito la necessità del trasloco per non perdere i finanziamenti. Ha auspicato che il cambiamento sarebbe stato opportuno attuarlo "a inizio anno scolastico", aggiungendo: "Io sono arrivata da poco, ereditando una situazione che mi amareggia anche sul piano umano e personale."

Sutera. Genitori non si fermano, cambia dirigente scolastica

Il Tavolo Tecnico in Prefettura: Verso una Soluzione Concordata

La crescente tensione e la necessità di trovare una via d'uscita a questa complessa situazione hanno portato all'intervento della Prefettura di Reggio Calabria. Per cercare di comporre il "rebus" e mediare tra le diverse esigenze, è stato convocato un tavolo tecnico interistituzionale, tenutosi un lunedì, alla vigilia del trasferimento richiesto alla scolaresca. Questo incontro è stato visto come un'occasione cruciale per superare l'impasse e garantire una soluzione che tutelasse sia gli interessi dell'amministrazione che, e soprattutto, il diritto all'istruzione dei bambini.

Al vertice, convocato dalla prefetta Clara Vaccaro, erano presenti rappresentanti istituzionali di spicco. Tra questi, l'europarlamentare Giusi Princi, che aveva già nei giorni precedenti invocato una soluzione per garantire il diritto all'Istruzione in sicurezza, e l'assessora regionale all'Istruzione Eulalia Micheli, anch'ella schieratasi a favore della comunità scolastica. Per l'amministrazione comunale, ha partecipato il vicesindaco Mimmo Battaglia, che per quella data era a pieno titolo sindaco facente funzioni della città, assumendo così la piena responsabilità delle decisioni comunali. Il suo ruolo era fondamentale per garantire che le istanze del Comune fossero rappresentate e che si potesse giungere a un compromesso. La prefetta Vaccaro, ringraziata per la sua intermediazione, ha svolto un ruolo di "collante" per favorire un dialogo costruttivo e l'individuazione di una soluzione condivisa.

L'incontro è stato descritto come "proficuo" e ha portato a un accordo che ha cercato di conciliare le diverse priorità. Il vicesindaco Battaglia ha dichiarato: "In piena sinergia istituzionale si darà attuazione alla delibera della giunta comunale, approvata il 24 di dicembre, per cui dal giorno 9 pomeriggio i bambini saranno spostati nella scuola di San Brunello, messa a disposizione dall'Amministrazione Comunale, e lì completeranno le attività didattiche." Questa decisione ha delineato il trasferimento imminente dei bambini nella nuova sede. Battaglia ha rassicurato sulla qualità della soluzione individuata, affermando che il plesso di San Brunello è "in ottime condizioni, con riscaldamento", garantendo un ambiente accogliente.

Un punto chiave emerso dal tavolo è stato la durata di questa nuova sistemazione. Mentre la delibera iniziale non specificava chiaramente una soluzione a lungo termine dopo giugno, l'europarlamentare Princi, al termine del vertice, ha fornito importanti chiarimenti. "I piccolini saranno trasferiti intorno al 10 gennaio presso i locali della sede di San Brunello che verranno riadattati e resi funzionali per ospitarli al meglio." Ha poi aggiunto un elemento di maggiore stabilità: "Tali locali saranno occupati anche oltre il mese di giugno, dunque anche oltre quest’anno scolastico, se necessario. La delibera non è a termine ma fin tanto che non saranno ultimati i locali della nuova scuola destinata ad ospitare l'ex plesso Melissari." Questa precisazione è stata fondamentale per placare le preoccupazioni della comunità scolastica riguardo a un ennesimo trasloco a breve termine, offrendo una prospettiva di maggiore continuità didattica fino al completamento di una soluzione definitiva.

Battaglia ha difeso l'operato del Comune, sottolineando che l'amministrazione aveva a cuore "il rispetto della didattica dei bambini, delle famiglie" pur riconoscendo che "un trasloco è sempre un problema." Ha ribadito l'importanza di non perdere il finanziamento di 3 milioni e 200 mila euro per il centro giovanile, un progetto destinato a "soddisfare le esigenze per affrontare il disagio di adolescenti fino ai 18 anni, una platea di circa 500 persone." La soluzione trovata, secondo il vicesindaco, "rispetta tutti e quindi dà pieno atto al Comune di aver agito in maniera giusta, serena, con varie interlocuzioni che si sono succedute nei mesi scorsi con la dirigente scolastica, con il consiglio di istituto".

Prospettive Future: Una Sede Definitiva a San Brunello e le Scadenze del PNRR

Il risultato del tavolo tecnico in Prefettura non ha solo stabilito la sede provvisoria di San Brunello, ma ha anche delineato una chiara prospettiva per una soluzione definitiva a lungo termine per la scuola dell'infanzia Melissari-Eremo. L'amministrazione comunale si è impegnata a garantire la costruzione di una nuova sede permanente, che sarà destinata specificamente all'Istituto Carducci-Da Feltre per accogliere i bambini dell'ex plesso Melissari.

Il vicesindaco Mimmo Battaglia ha rassicurato che "nel frattempo sarà completata la scuola dell'infanzia, sempre a San Brunello, che sarà destinata all'Istituto Carducci da Feltre". Questa è la promessa di stabilità che la comunità scolastica ha a lungo invocato. Il futuro edificio, cruciale per le esigenze educative del quartiere, è vincolato alle scadenze del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), un programma di investimenti che impone tempistiche stringenti per la realizzazione delle opere finanziate. Questa dipendenza dai fondi europei e dalle relative scadenze conferisce al progetto un'urgenza e una certezza di realizzazione, elementi che in passato erano mancati.

Secondo le previsioni, la nuova scuola potrebbe essere completata già in primavera. Tuttavia, l'idea è di consegnarla all'istituto dopo l'estate, una decisione ponderata per evitare di imporre "un altro cambiamento" ai bambini in mezzo all'anno scolastico. "Lo facciamo proprio per non imporre un altro cambiamento ai bambini," ha spiegato l'assessora Curatola, dimostrando una sensibilità verso il benessere psicologico dei piccoli. In attesa del trasferimento definitivo, l'amministrazione ha proposto di organizzare attività e laboratori per far "conoscere ai piccoli alunni l'ambiente di quella che diventerà l'anno prossimo la loro scuola," facilitando così il processo di adattamento e minimizzando lo stress del passaggio.

Questa prospettiva di una sede nuova, efficiente e definitiva a San Brunello rappresenta un passo significativo verso il superamento di un periodo di incertezze e disagi. La dirigente Sonia Barberi ha riconosciuto che la soluzione trovata, pur comportando un ulteriore spostamento temporaneo, offre finalmente quella "certezza di stabilità logistica chiesta dai genitori all’atto delle iscrizioni," potendo così arginare i "danni irreversibili alle iscrizioni e ai posti di lavoro di docenti e personale Ata dell’istituto" paventati in precedenza. La comunità spera che questo impegno si traduca in una realtà concreta, ponendo fine al "nomadismo" scolastico e garantendo ai bambini un ambiente sereno e stabile in cui crescere e apprendere.

Edificio scolastico in costruzione

Il Diritto allo Studio e la Stabilità Emotiva dei Bambini: Riflessioni sulle Priorità Educative

La complessa vicenda della scuola dell'infanzia Melissari-Eremo a Reggio Calabria si configura come un caso emblematico, che va ben oltre la mera questione logistica o amministrativa. Essa pone al centro del dibattito il diritto allo studio, un principio fondamentale garantito dalla Costituzione, e la sua intrinseca connessione con la stabilità emotiva e lo sviluppo armonico dei bambini, in particolare quelli in tenera età. L'intera comunità educante, supportata da figure istituzionali di alto profilo, ha strenuamente difeso la tesi che la continuità degli spazi e delle routine sia un "presupposto imprescindibile" per il benessere psicologico dei piccoli alunni.

Come sottolineato dall'europarlamentare Giusi Princi, "uno sradicamento dai luoghi con cui i bambini hanno costruito familiarità produrrebbe un disagio psico-emotivo inaccettabile." I bambini, infatti, costruiscono la loro percezione del mondo e sviluppano la loro personalità attraverso interazioni stabili e ambienti conosciuti. Ogni cambiamento, soprattutto se repentino e reiterato, può generare insicurezza, ansia e difficoltà di adattamento, con ripercussioni negative sull'apprendimento e sulla socializzazione. La scuola non è solo un luogo fisico, ma un ecosistema di relazioni, routine e affetti che contribuisce alla formazione integrale dell'individuo. Interrompere bruscamente questo delicato equilibrio significa compromettere una parte essenziale del loro percorso di crescita.

L'assessora regionale Eulalia Micheli ha ribadito con forza che "il superiore interesse dei minori deve essere la priorità assoluta di ogni scelta amministrativa." Questo principio, ampiamente riconosciuto nel diritto internazionale e nelle politiche per l'infanzia, implica che le decisioni riguardanti i bambini debbano essere sempre assunte valutando, prima di ogni altra considerazione, il loro impatto sul benessere e sullo sviluppo del bambino. Anche di fronte a esigenze amministrative o alla gestione di importanti finanziamenti, come nel caso del centro di aggregazione giovanile, la bilancia delle priorità deve inclinarsi a favore dei più vulnerabili.

La vicenda ha messo in luce una difficoltà sistemica nella "visione a lungo termine" della gestione degli spazi scolastici. La dirigente Sonia Barberi ha criticato l'amministrazione per non essere riuscita a trovare una soluzione duratura, lasciando la scuola in una condizione di "precarietà" che ha avuto un costo umano e pedagogico elevato. La necessità di una pianificazione strategica che anticipi le esigenze e le problematiche, piuttosto che reagire a emergenze, emerge come un imperativo per garantire il diritto a un'istruzione stabile e di qualità.

Il dialogo avviato grazie al tavolo tecnico in Prefettura rappresenta un modello virtuoso di come la sinergia tra diverse istituzioni - locali, regionali, europee - e la partecipazione attiva della comunità possano portare a soluzioni più equilibrate e sensibili alle esigenze reali dei cittadini, in particolare quando si tratta dei diritti fondamentali dei bambini. La promessa di una nuova sede definitiva a San Brunello, sebbene ancora un progetto futuro, offre un barlume di speranza per la comunità Melissari-Eremo, delineando un percorso verso la tanto agognata stabilità. Si spera che questa esperienza serva da monito affinché il diritto all'istruzione e il benessere dei bambini siano sempre posti al centro di ogni decisione amministrativa.

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