Disidrosi in Gravidanza: Una Guida Completa

Mani affette da disidrosi con vescicole

La disidrosi, nota anche come eczema disidrosico o dermatite disidrotica, è un disturbo cutaneo piuttosto frequente, caratterizzato dalla formazione di vescicole pruriginose ripiene di liquido. Queste vescicole si localizzano a livello del palmo delle mani e del margine laterale delle dita, e possono estendersi anche alla pianta dei piedi. Questa condizione può essere molto fastidiosa e causare disagio significativo, specialmente in gravidanza, dove la gestione dei sintomi richiede un'attenzione particolare alla sicurezza del feto.

Che cos'è la Disidrosi?

La disidrosi è una malattia della pelle che si manifesta con la presenza di vescicole, raggruppate o disseminate, sulle facce laterali delle dita delle mani e dei piedi e, nelle situazioni più impegnative, possono estendersi anche al palmo delle mani e alla pianta dei piedi. Ogni episodio inizia con il sintomo del prurito, avvertibile sempre nelle stesse sedi e con le medesime caratteristiche. Al prurito segue la fase delle vescicole, poi la desquamazione. A volte le vescicole sono molto piccole, per cui chi ne soffre non percepisce la loro presenza e gli sembra che al prurito faccia seguito immediatamente la fase desquamativa. Altre volte le vescicole diventano confluenti, formando ampie vesciche che si estendono anche ai palmi delle mani e alle piante dei piedi. La durata di questa condizione patologica è di circa tre settimane e in seguito la pelle può presentarsi particolarmente secca. La disidrosi è una malattia recidivante e la sua durata può essere di mesi o anche di anni.

Origine e Caratteristiche

La disidrosi è considerata una malattia della pelle di origine psicosomatica, vale a dire riconducibile a quella parte del sistema nervoso che non è sotto il controllo della volontà dell’individuo, ma è condizionata dai suoi stati d’ansia. Si tratta di una malattia psicosomatica in parte ancora non chiarita, a componente neurovegetativa. Ciò significa che è riconducibile al sistema nervoso autonomo, vale a dire a quella componente del sistema nervoso che non è sotto il controllo della volontà dell’individuo, ma agisce autonomamente, regolando funzioni vitali come la digestione, il battito cardiaco, la sudorazione e la vasodilatazione.

La concomitanza, molto frequente, dell'iperidrosi alle mani e ai piedi, cioè di una condizione in cui si verifica un aumento della produzione di sudore in relazione a stimoli termici ed emozionali, aveva fatto credere che le vescicole fossero dovute a un disordine della ghiandola sudoripara stessa, con ritenzione del sudore. Tuttavia, con lo studio istologico delle vescicole si è chiarito che non è così, e che le vescicole provocate dalla disidrosi sono indistinguibili da quelle che si osservano nell’eczema.

Disidrosi in Gravidanza: Un Contesto Complesso

In gravidanza, i cambiamenti ormonali e lo stress possono esacerbare o innescare la disidrosi. Ad esempio, una donna alla 36esima settimana di gravidanza, soffrendo già di herpes gestationis, ha sviluppato vescicole piene di liquido ai bordi e sulla pianta del piede, oltre che ai bordi e tra le dita delle mani. Il prurito, data anche l’estensione delle vescicole, è risultato insopportabile, impedendo di stare in piedi/camminare o indossare calzature. Questa situazione evidenzia come la disidrosi possa essere innescata dai cambiamenti indotti dalla gravidanza, stress da herpes gestationis incluso.

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Diagnosi Differenziale

La disidrosi può essere confusa facilmente con altre condizioni cutanee. Ad esempio, la dermatite allergica da contatto (DAC) è clinicamente sovrapponibile alla disidrosi. La DAC è dovuta alla sensibilizzazione verso sostanze con cui la pelle delle mani o dei piedi dei soggetti predisposti è rimasta a contatto per periodi abbastanza lunghi e a concentrazioni sufficienti. Viene diagnosticata tramite i patch test, che si effettuano applicando, generalmente sul dorso, le sostanze sospettate di poter essere responsabili dell’allergia, chiamate apteni. Nella DAC si ha la positività per uno o più apteni che si testano, mentre nella disidrosi i patch test sono negativi.

Un’altra forma di dermatite simile alla disidrosi è il piede d’atleta, provocato da funghi della pelle e caratterizzato da desquamazione degli spazi interdigitali e vescicole disidrosiformi plantari ad evoluzione subacuta-cronica. Il processo può estendersi alle facce laterali delle dita e dei piedi. Normalmente, la diagnosi di disidrosi viene effettuata basandosi sulla semplice osservazione delle lesioni cutanee tipiche di questo disturbo.

Fattori di Rischio e Variabili che Favoriscono lo Sviluppo della Disidrosi

Le cause esatte dell’eczema disidrosico non sono del tutto chiare, ma si ritiene che possa essere legata a fattori genetici, allergie, stress, irritanti ambientali o altre condizioni della pelle. Le persone con determinati fattori di rischio possono essere più suscettibili a sviluppare eczema disidrosico.

Diagramma dei fattori scatenanti della disidrosi

Storia Familiare

La predisposizione genetica gioca un ruolo significativo nello sviluppo dell’eczema disidrosico. Le persone con familiari affetti da eczema, psoriasi o altre condizioni della pelle potrebbero essere più suscettibili a questa forma di dermatite. La trasmissione di determinati geni può aumentare la probabilità di manifestare la condizione, anche se non è sempre garantito che tutti i membri della famiglia affetti svilupperanno la stessa condizione.

Età e Genere

Sebbene l’eczema disidrosico possa colpire individui di qualsiasi età, è più comune negli adulti, soprattutto tra i 20 e i 40 anni. Non sembra esserci una differenza significativa nella prevalenza tra i sessi. Tuttavia, le fluttuazioni ormonali che si verificano durante la gravidanza o in altre fasi della vita possono influenzare la gravità dei sintomi.

Stress

Lo stress è noto per influenzare il sistema immunitario e aumentare l’infiammazione, fattori che possono scatenare o esacerbare l’eczema disidrosico. Le persone che affrontano livelli elevati di stress cronico possono essere più inclini a sviluppare questa condizione o ad avere sintomi più gravi. Le strategie di gestione dello stress possono essere utili nel controllo della condizione.

Esposizione a Irritanti

L’esposizione frequente a sostanze irritanti può danneggiare la barriera cutanea e aumentare il rischio di sviluppare la dermatite disidrotica. Queste sostanze possono includere detergenti, solventi, oli, metalli (come nichel), gomma e altre sostanze chimiche presenti nell’ambiente lavorativo o domestico. Le persone che lavorano in settori come la pulizia, la ristorazione o la meccanica possono essere particolarmente a rischio.

Condizioni della Pelle Preesistenti

Individui con altre condizioni della pelle, come dermatite atopica (eczema), psoriasi o cheratodermia palmoplantare, possono essere più predisposti a sviluppare eczema disidrosico. Questo potrebbe essere dovuto a una compromissione della barriera cutanea o a risposte infiammatorie anormali che rendono la pelle più suscettibile alle irritazioni e alle vescicole.

Clima e Temperatura

Le condizioni climatiche possono influenzare la comparsa dell’eczema disidrosico. L’esposizione prolungata a temperature elevate, umidità o sudorazione eccessiva può favorire lo sviluppo della condizione. In climi più caldi e umidi, il sudore può accumularsi sulla pelle e causare irritazione, contribuendo così ai sintomi.

Allergie

Le allergie a determinate sostanze possono aumentare il rischio di sviluppare eczema disidrosico. Ad esempio, l’esposizione a metalli come il nichel (presente in gioielli, fibbie delle cinture, utensili da cucina, ecc.) o a sostanze chimiche presenti in detergenti, profumi, cosmetici e altri prodotti può innescare una reazione allergica cutanea che porta alla formazione di vescicole e alla comparsa dei sintomi dell’eczema disidrosico.

Gestione e Trattamento della Disidrosi in Gravidanza

La terapia per la disidrosi è costituita da cortisonici per uso locale che, nella donna in gravidanza, dovranno essere scelti fra quelli sicuri per il feto. Questa indicazione, valida per ogni somministrazione di farmaci nei nove mesi dell’attesa, risulta particolarmente imperativa nel caso della disidrosi, che richiede cure molto prolungate per poter essere debellata definitivamente.

Cortisonici per Uso Locale e Sistemico

La terapia è costituita da cortisonici per uso locale, a partire dai primi sintomi e fino alla completa regressione delle manifestazioni. Dato che il prurito mostra sempre le stesse caratteristiche, il paziente impara a riconoscere l’inizio di una nuova recidiva e può reiterare la cura. Una strategia obbligata, se si considera che la guarigione non avviene mai dopo un trattamento, e che la patologia si protrae per molti mesi e spesso per qualche anno. Tuttavia, se viene controllata dalla terapia steroidea locale, la disidrosi presenta episodi sempre più brevi di malattia e periodi sempre più lunghi di remissione, fino a scomparire.

Poiché alcuni steroidi, negli animali, sono risultati teratogeni, cioè capaci di provocare malformazioni, lo steroide da utilizzare per contrastare la disidrosi nelle donne in gravidanza deve essere il più simile a quello naturalmente presente nell’organismo umano, come è il caso del prednisone e del prednisolone.

Per quanto riguarda i cortisonici sistemici, come il deltacortene 5mg, è fondamentale discutere con il medico la compatibilità con la gravidanza. Una donna ha sospeso il cortisone locale (advantan) dopo 3 giorni perché non trovava giovamento e anzi le dava fastidio, e non ha ancora iniziato il deltacortene, volendo provare terapie alternative ma non sapendo se i prodotti citati (dermictiol, crema 2s, unguento peg) siano compatibili con la gravidanza.

Consigli Pratici per Tenere Sotto Controllo la Disidrosi

Gestire l’eczema disidrosico richiede una combinazione di cure adeguate e pratiche quotidiane mirate a ridurre l’infiammazione, alleviare il prurito e proteggere la pelle sensibile.

Prodotti consigliati per la cura della pelle in caso di disidrosi

Limita il Lavaggio Frequente delle Mani

Le persone affette da disidrosi dovrebbero evitare di lavare le mani eccessivamente, poiché il contatto frequente con l’acqua e i detergenti può rimuovere gli oli naturali protettivi dalla pelle, causando secchezza e irritazione. Quando necessario, lavare le mani con acqua tiepida e un sapone delicato e asciugarle delicatamente tamponandole con un asciugamano morbido. Evitare di strofinare vigorosamente la pelle, poiché ciò potrebbe irritarla ulteriormente.

Utilizza Guanti in Cotone

Quando le mani sono soggette a sudorazione eccessiva, come durante l’attività fisica o in ambienti caldi, è consigliabile indossare guanti in cotone. Questo materiale assorbirà il sudore, riducendo il rischio di irritazione e mantenendo le mani più fresche e asciutte. Evitare guanti sintetici o di lattice che potrebbero causare irritazioni aggiuntive. Alcune donne trovano sollievo utilizzando guanti della VILEDA, a strisce verde chiaro e scuro, che riescono a indossare senza i sottoguanti di cotone, in quanto tengono molto bene la temperatura e internamente sono in cotone.

Idrata Regolarmente

Mantenere la pelle delle mani adeguatamente idratata è cruciale per ridurre i sintomi dell’eczema disidrosico. Si consiglia l’applicazione regolare di una crema idratante delicata sulle mani, preferibilmente dopo ogni lavaggio e prima di coricarsi. Cercare creme idratanti specifiche per pelli sensibili e prive di profumo, che contengono ingredienti emollienti come la vaselina, l’acido ialuronico o l’olio di mandorle dolci. Questi ingredienti aiuteranno a ripristinare l’idratazione della pelle e a proteggerla da ulteriori danni. L'emolliente deve essere applicato anche quando la pelle non presenta problemi. Una donna ha trovato sollievo facendo una pappetta di acqua e bicarbonato che fregava sulle parti interessate. Altre usano olio di iperico, applicandolo la sera con un guanto di cotone sopra.

Evita Sostanze Irritanti

Le persone con eczema disidrosico dovrebbero evitare l’esposizione a sostanze irritanti che potrebbero scatenare o peggiorare i sintomi. Queste sostanze possono includere detergenti aggressivi, solventi chimici, profumi, lana e altri materiali ruvidi. Se è necessario entrare in contatto con tali sostanze, è consigliabile indossare guanti protettivi in lattice o vinile per proteggere le mani. È importante stare attenti con detersivi e prodotti chimici.

Gestisci lo Stress

Lo stress può essere un fattore scatenante per l’eczema disidrosico, quindi è importante gestirlo efficacemente. Praticare tecniche di rilassamento come la meditazione, lo yoga o la respirazione profonda può aiutare a ridurre i livelli di stress e a migliorare la salute della pelle. Inoltre, è utile identificare e affrontare le fonti di stress nella propria vita per prevenire episodi di esacerbazione dell’eczema.

Consulta un Dermatologo

Se i sintomi dell’eczema disidrosico persistono nonostante l’adozione di misure di auto-trattamento, è consigliabile consultare un dermatologo esperto. Questo professionista può, tramite una visita dermatologica, valutare la gravità della condizione e raccomandare trattamenti specifici come creme corticosteroidi, antistaminici o terapie fototerapiche per gestire efficacemente l’eczema disidrosico. Per quanto riguarda il tacrolimus, le attuali raccomandazioni consigliano d'interrompere l'applicazione durante la gravidanza, in quanto la trasmissione è possibile.

L'Eczema della Gravidanza

Al di là dei cambiamenti fisiologici relativamente benigni, esistono diverse patologie cutanee (o dermatosi) specifiche della gravidanza, tra cui l’eczema della gravidanza. Questo tipo di eczema compare in modo specifico durante la gestazione e viene sovente in un contesto di atopia individuale o familiare. La cute si inaridisce e si ricopre di placche eczematose, in particolare a livello di pieghe, braccia e gambe.

Zone del corpo tipicamente interessate dall'eczema gravidico

Durante la gravidanza la pelle delle donne diventa naturalmente, fisiologicamente più secca e questo indipendentemente dal fatto che presentino o no un terreno atopico. In caso di eczema, il trattamento a base di cortisonici topici deve essere mantenuto: non presenta nessun rischio per la mamma e per il suo bambino e non aumenta il rischio di smagliature. È importante tuttavia precisare quando devono essere utilizzati: non appena la pelle prude o si arrossa o presenta rugosità. Troppo spesso le pazienti aspettano troppo a lungo perché non riconoscono questi segni, ma più a lungo si aspetta più l'eczema sarà difficile da controllare. La dose da applicare rimane la stessa: un'unità falangetta per due palmi di mano, una volta al giorno, fino a quando il rossore, il prurito e le rugosità scompaiono.

Prevenzione e Accorgimenti Aggiuntivi

La prevenzione dell’eczema disidrosico non è semplice poiché le cause del problema cutaneo rimangono sconosciute. È tuttavia possibile mettere in atto alcuni accorgimenti che ragionevolmente potrebbero aiutare ad evitare la comparsa delle vesciche.

Probiotici e Prebiotici

Gli studi europei hanno validato l’assunzione di pro e prebiotici durante la gravidanza; tale apporto non presenta nessun rischio e può essere assunto in aggiunta a quanto prescritto dalle ostetriche. Si tratta di un aiuto in più (probiotici = batteri della famiglia dei lattobacilli, il ceppo adatto all’eczema è il Lactobacillus rhamnosus GG; prebiotici = fibre vegetali necessarie alla proliferazione dei probiotici). Non è garantito che tutte le donne noteranno un netto miglioramento, alcune potrebbero stare anche peggio.

Allattamento e Rischio di Eczema

È importante precisare la durata dell'allattamento: cinque mesi è l'età giusta per iniziare la diversificazione alimentare, prolungare oltre i cinque mesi l'allattamento esclusivo aumenta il rischio di sviluppare un eczema. Quando entrambi i genitori presentano un terreno atopico, il rischio che il bambino sviluppi un eczema raggiunge il 70%.

Igiene durante l'Allattamento

Le mamme con terreno atopico presentano un rischio maggiore di sviluppare ragadi ai capezzoli durante l'allattamento. È necessario adattare i trattamenti per evitare che il neonato ingerisca tali prodotti. Le ostetriche e il personale della maternità conoscono le precauzioni da adottare, sarà sufficiente seguire i loro consigli.

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Altri Rimedi e Approcci

Alcune persone hanno provato rimedi alternativi per alleviare il prurito e i sintomi della disidrosi. Ad esempio, impacchi di acqua e amuchina possono dare sollievo. Il mercurio cromo, sebbene macchi le mani, è stato utilizzato per disinfettare le bollicine una volta scoppiate, poiché il liquido è infetto. L'uso di una pomata omeopatica alla calendula (Ciderma pomata della Boiron) è stato segnalato per dare sollievo.

Anche l'olio di iperico, fatto in casa o acquistato, applicato la sera con un guanto di cotone, è stato utilizzato con successo. La crema filmogen same, a base di olio e silicone, crea una barriera protettiva e ha migliorato la situazione per alcuni pazienti.

Per quanto riguarda sintomi correlati come difficoltà a respirare nelle ore notturne e tosse secca, è importante consultare uno specialista per verificare eventuali correlazioni con problemi di sovrapproduzione di istamina o precedenti interventi al setto e ai turbinati.

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