Deflan, un farmaco a base di deflazacort, rappresenta una risorsa terapeutica fondamentale nel panorama dei corticosteroidi, ampiamente utilizzato per le sue potenti proprietà antinfiammatorie e immunosoppressive. Commercializzato in Italia da FIRMA - Fabbr. Ital. Ritrov. Medic. Aff S.p.A., questo medicinale è impiegato nel trattamento di una vasta gamma di condizioni patologiche che colpiscono adulti, adolescenti e, con particolari attenzioni, anche i bambini. La sua efficacia nel modulare le risposte infiammatorie e immunitarie dell'organismo lo rende indispensabile nella gestione di disturbi cronici e acuti che richiedono un'azione cortisonica.

La comprensione approfondita del suo funzionamento, delle diverse formulazioni disponibili, delle indicazioni specifiche, della posologia - con particolare attenzione a quella pediatrica per la formulazione in gocce - delle controindicazioni, degli effetti collaterali e delle precauzioni d'uso è cruciale per un impiego sicuro ed efficace. L'obiettivo di questo articolo è fornire una guida dettagliata su Deflan, mettendo in evidenza l'importanza di un approccio individualizzato al trattamento, soprattutto quando si tratta di pazienti in età pediatrica, dove la sorveglianza medica è un elemento imprescindibile.
Cos'è Deflan e il suo Principio Attivo: Il Deflazacort
Deflan è un farmaco che contiene come principio attivo il deflazacort, classificato nel gruppo terapeutico dei corticosteroidi. Il deflazacort è un glucocorticoide sintetico, il che significa che è una versione creata in laboratorio degli ormoni steroidei prodotti naturalmente dalle ghiandole surrenali. La sua azione principale si esplica attraverso un'intensa attività antinfiammatoria e immunosoppressiva, rendendolo efficace nel contrastare i processi infiammatori e nel modulare la risposta del sistema immunitario dell'organismo.
Il meccanismo d'azione del deflazacort è legato alla sua capacità di inibire la formazione di molecole infiammatorie. In particolare, studi preclinici hanno dimostrato che il DEFLAN è un efficace inibitore della fase essudativa precoce dell'infiammazione, come l'edema indotto da carragenina e da nystatin. Non solo, ma è anche capace di contrastare la formazione di tessuto infiammatorio granulomatoso a lenta evoluzione, come il granuloma da cotton pellet. DEFLAN ha dimostrato inoltre di inibire le manifestazioni infiammatorie croniche, specificamente quelle articolari, indotte sperimentalmente come nell'artrite da adjuvante.
A livello molecolare, il deflazacort agisce come un "pro-farmaco", il che significa che una volta assunto oralmente, viene rapidamente assorbito a livello intestinale e metabolizzato in suoi metaboliti attivi. Questi metaboliti, in maniera del tutto simile al prednisolone ma con un'efficacia circa 10-20 volte superiore nella gliconeogenesi e glicogenosintesi epatica, si concentrano particolarmente a livello renale ed ematologico. Essi inibiscono l'enzima fosfolipasi A2, riducendo così la disponibilità cellulare di acido arachidonico e dei suoi metaboliti pro-infiammatori, quali leucotrieni, prostaglandine e prostacicline. L'emivita plasmatica del metabolita attivo è compresa tra le 2 ore nell'uomo e le 4 ore nella scimmia. La maggiore persistenza del farmaco negli "organi bersaglio" preferenziali, costituiti dal rene e dalle cellule ematiche, suggerisce che questo possa essere responsabile della sua maggiore durata di effetti. L'eliminazione dei metaboliti avviene nell'uomo in 24 ore, prevalentemente attraverso le urine.
Formulazioni Disponibili di Deflan
Deflan è disponibile in diverse formulazioni per adattarsi alle diverse esigenze terapeutiche e alle caratteristiche dei pazienti. In Italia, le confezioni e formulazioni di Deflan commercializzate da FIRMA - Fabbr. Ital. Ritrov. Medic. Aff S.p.A. includono:
- Deflan 22,75 mg/ml os gocce 13 ml: Questa formulazione liquida, destinata alla somministrazione orale, è particolarmente utile per i pazienti che hanno difficoltà a deglutire compresse, come i bambini o gli anziani. Il contagocce della sospensione eroga in media 1 mg di deflazacort per goccia, permettendo un dosaggio estremamente preciso e modulabile. È importante agitare il flacone prima dell’uso e diluire la sospensione, immediatamente prima della somministrazione, in acqua zuccherata o in bevande non addizionate di anidride carbonica. Le gocce orali, sospensione, contengono sorbitolo, alcol benzilico e sodio come eccipienti.
- Deflan 30 mg 10 compresse: Questa formulazione in compresse offre un dosaggio più elevato, adatto per condizioni che richiedono un'azione più intensa.
- Deflan 6 mg 10 compresse: Questa formulazione in compresse, con un dosaggio inferiore, è utile per trattamenti a lungo termine o per la fase di riduzione graduale della posologia.

Le compresse da 6 mg e 30 mg contengono lattosio, magnesio stearato, amido di mais e cellulosa microcristallina come eccipienti. Per i pazienti con intolleranza accertata agli zuccheri, in particolare al lattosio per le compresse o al sorbitolo per le gocce, è fondamentale consultare il medico curante prima di assumere il medicinale.
Indicazioni Terapeutiche: A Cosa Serve Deflan
Deflan è un glucocorticoide sintetico indicato nel trattamento di un'ampia varietà di patologie su base infiammatoria o autoimmune, per le quali è necessaria una terapia ormonale con corticosteroidi. Le sue proprietà antinfiammatorie e immunosoppressive lo rendono efficace in molteplici ambiti della medicina. Tra le principali indicazioni terapeutiche si annoverano:
- Insufficienza corticosurrenalica primaria e secondaria: Una condizione caratterizzata da una insufficiente attività delle ghiandole surrenali, dove Deflan può essere usato da solo o in associazione con mineralcorticoidi per ripristinare l'equilibrio ormonale.
- Malattie reumatiche: Un gruppo di patologie che causano disturbi a carico dell'apparato locomotore e dei tessuti di sostegno dell'organismo. Queste includono:
- Artropatia psoriasica: Infiammazione cronica delle articolazioni, spesso associata a psoriasi.
- Artrite reumatoide: Infiammazione a carico delle articolazioni associata a lesioni ossee.
- Spondilite anchilosante: Una grave patologia reumatica invalidante, caratterizzata dall'infiammazione delle vertebre.
- Artropatia gottosa acuta: Una patologia che insorge a seguito della deposizione di microcristalli nei pressi delle strutture articolari, dei tendini e nelle zone circostanti.
- Osteoartrite post-traumatica: Malattia degenerativa delle articolazioni che insorge in seguito ad un trauma.
- Borsite acuta e subacuta: Infiammazione delle piccole sacche contenenti liquido sinoviale che costituiscono un cuscinetto tra le ossa e i tendini e/o i muscoli circostanti una articolazione.
- Tenosinovite acuta non specifica: Infiammazione della struttura anatomica che riveste il tendine.
- Epicondilite: Infiammazione dei tendini che gravano sul gomito.
- Malattie del collageno: Disturbi che coinvolgono il tessuto connettivale, una proteina strutturale presente nel tessuto connettivale e osseo. Tra queste:
- Lupus eritematoso sistemico (LES): Malattia autoimmune di lunga durata che coinvolge più organi e apparati.
- Cardite reumatica acuta (reumatismo cardiaco): Infiammazione del cuore.
- Dermatomiosite sistemica (polimiosite): Malattia muscolare, con possibile interessamento cutaneo, dovuta a cause non ancora del tutto note, caratterizzata da un processo infiammatorio a carico della muscolatura scheletrica.
- Malattie dermatologiche: Affezioni della pelle, come:
- Pemfigo: Rara malattia autoimmune che colpisce la pelle e/o le mucose.
- Dermatite erpetiforme bollosa: Infiammazione della pelle che si evidenzia con la formazione di cavità dentro o sotto l'epidermide.
- Eritema polimorfo grave (sindrome di Stevens-Johnson).
- Dermatite esfoliativa: Grave infiammazione di tutta la superficie della pelle.
- Micosi fungoide (linfoma cutaneo): Infezione provocata da funghi, o tumore della pelle.
- Psoriasi grave: Malattia della pelle con chiazze arrossate e presenza di squame localizzata prevalentemente ai gomiti e alle ginocchia, infiammazione della pelle di lunga durata.
- Dermatite seborroica grave: Infiammazione della pelle con produzione eccessiva di sebo.
- Stati allergici: Reazioni esagerate del sistema immunitario, che includono:
- Rinite allergica stagionale o permanente: Patologia infiammatoria acuta e ricorrente a carico della mucosa nasale.
- Asma bronchiale: Disturbo caratterizzato da una diminuzione del calibro dei bronchi che, restringendosi, provocano serie difficoltà a respirare.
- Dermatite da contatto.
- Dermatite atopica.
- Malattia da siero: Reazione del sistema immunitario a determinati medicinali.
- Iperreattività ai farmaci.
- Malattie respiratorie: Patologie che interessano il sistema respiratorio, quali:
- Sarcoidosi sintomatica: Patologia infiammatoria che può coinvolgere tutti gli organi, in particolar modo i polmoni, i linfonodi, gli occhi e la cute.
- Berilliosi: Patologia scatenata dall’esposizione al berillio.
- Tubercolosi polmonare fulminante o disseminata: Una malattia infettiva che colpisce inizialmente i polmoni ma può estendersi ad altri organi del corpo; in questi casi, Deflan deve essere usato in associazione con appropriata chemioterapia antitubercolare.
- Polmonite da aspirazione: Infiammazione dei polmoni che si sviluppa a causa dell'ingresso di materiali estranei nell'albero bronchiale.
- Malattie oculari: Processi infiammatori e allergici gravi, acuti e cronici a carico dell'occhio:
- Ulcere allergiche corneali marginali: Lesioni della superficie trasparente dell’occhio.
- Herpes zoster oculare: Conosciuto anche come “fuoco di Sant’Antonio”, è un virus dell’occhio.
- Infiammazione del segmento anteriore del globo oculare.
- Coroidite e uveite diffusa posteriore: Infiammazione della coroide (sottile membrana dell'occhio situata tra la sclera e la retina) e infiammazione dell’uvea.
- Oftalmite simpatica: Infiammazione continua e grave che provoca la perdita della visione dell'occhio.
- Congiuntivite allergica: Infiammazione della congiuntiva.
- Cheratite: Infiammazione della cornea.
- Corioretinite: Infiammazione della coroide e della retina.
- Nevrite dell'ottico: Infiammazione dei nervi oculari.
- Irite e iridociclite: Infiammazione dell’iride e processo infiammatorio a carico del corpo ciliare.
- Disordini ematologici e malattie ematologiche ad evoluzione maligna: Affezioni a livello del sangue, come:
- Piastrinopenia secondaria dell'adulto: Diminuzione della quantità di piastrine nel sangue.
- Anemia emolitica autoimmune: Diminuzione del livello di emoglobina nel sangue causata dalla distruzione dei globuli rossi.
- Eritroblastopenia: Diminuzione del numero di globuli rossi.
- Anemia congenita ipoplastica: Anemia caratterizzata dall'insufficiente produzione nel midollo osseo di cellule del sangue.
- Morbo di Hodgkin: Malattia caratterizzata da un processo tumorale maligno che colpisce i tessuti linfoidi.
- Linfomi non-Hodgkin: Tumori maligni del sistema linfatico.
- Leucemia linfatica cronica, leucemia acuta dell'infanzia, etc.: Tipi di tumore che colpiscono le cellule del midollo osseo, impedendo la normale produzione di globuli rossi, bianchi e piastrine.
- Stati edematosi: Condizioni caratterizzate da accumulo di liquidi, come la sindrome nefrosica idiopatica (un insieme di sintomi e segni clinici causati da alterazioni a livello renale) o secondaria a LES.
- Malattie gastrointestinali: Patologie dello stomaco e dell’intestino, quali colite ulcerativa e enterite regionale o morbo di Crohn (malattie infiammatorie a lunga durata di una parte dell’intestino).
Asma lieve-moderato, malattia sotto-trattata. Ruolo dei corticosteroidi inalatori
Posologia di Deflan: Generalità e Individualizzazione del Trattamento
La posologia, ovvero la quantità, la frequenza e il numero delle dosi di un farmaco da assumere in un determinato periodo di tempo, deve essere sempre stabilita dal medico. Questo perché il fabbisogno corticosteroideo è intrinsecamente variabile, e di conseguenza, la posologia deve essere individualizzata tenendo conto di fattori critici quali la specificità della malattia da trattare, la sua gravità, la sua evoluzione e la risposta terapeutica del paziente.
Il dosaggio giornaliero iniziale nell'adulto può variare in un ampio spettro, generalmente da 6 a 90 mg di deflazacort al giorno. Questa flessibilità permette al medico di adattare la terapia alla condizione clinica iniziale del paziente. Il dosaggio iniziale dovrà essere mantenuto o modificato fino ad ottenere una soddisfacente risposta clinica, con l'obiettivo di controllare efficacemente la sintomatologia.
Una volta raggiunto il controllo della malattia, la posologia di mantenimento deve essere sempre la minima dose efficace, cioè la più bassa quantità di farmaco capace di controllare i sintomi, minimizzando contemporaneamente il rischio di effetti secondari indesiderati. È di vitale importanza che qualsiasi riduzione della posologia sia attuata sempre gradualmente, per prevenire l'insorgenza di una potenziale insufficienza surrenalica secondaria. Questo stato, indotto dalla terapia cortisonica, può persistere per mesi dopo la sospensione del trattamento. Pertanto, in qualsiasi situazione di stress che si manifestasse in questo periodo, come traumi, interventi chirurgici o infezioni, dovrebbe essere istituita un'adeguata terapia ormonale sostitutiva. In tali circostanze, anche la secrezione mineralcorticoide può essere compromessa, rendendo opportuna la somministrazione concomitante di sale e/o mineralcorticoidi.
È consigliabile assumere la dose giornaliera di DEFLAN in una singola somministrazione, preferibilmente al mattino, insieme a piccole quantità di cibo. Questa modalità può aiutare a mimare il ritmo naturale di produzione di cortisolo del corpo e a ridurre potenziali disturbi gastrointestinali.
Posologia Specifica di Deflan Gocce per i Bambini e Modalità di Somministrazione
Quando si tratta di pazienti in età pediatrica, l'uso di Deflan richiede una vigilanza e un'individualizzazione ancora maggiori. Deflan è utilizzabile nei bambini in virtù delle sue proprietà antinfiammatorie e immunosoppressive per il trattamento di condizioni responsive alla terapia cortisonica. Tuttavia, nella primissima infanzia, il prodotto va somministrato solo nei casi di effettiva necessità e sempre sotto il diretto e attento controllo del medico. La decisione di iniziare una terapia con deflazacort in un bambino si basa su una rigorosa valutazione del rapporto beneficio/rischio, considerando la gravità della patologia e le alternative terapeutiche disponibili.
La formulazione in gocce orali, sospensione (Deflan 22,75 mg/ml) è particolarmente indicata per i bambini, in quanto consente una modulazione precisa del dosaggio. Relativamente a questa presentazione, si segnala che il contagocce eroga in media 1 mg di deflazacort per ogni goccia. Questa caratteristica è fondamentale per calibrare la dose esatta in base al peso del bambino e alla severità della sua condizione, facilitando l'aderenza alla terapia prescritta dal pediatra.
Per quanto riguarda la modalità di somministrazione, è essenziale seguire alcune indicazioni precise per garantire l'efficacia e la sicurezza del farmaco:
- Agitare il flacone prima dell'uso: Essendo una sospensione, il principio attivo potrebbe depositarsi sul fondo. Agitare bene il flacone assicura una distribuzione uniforme del deflazacort, garantendo che ogni goccia contenga la quantità corretta di farmaco.
- Diluizione: La sospensione deve essere diluita immediatamente prima della somministrazione. Si suggerisce di diluirla in acqua zuccherata o in bevande non addizionate di anidride carbonica. Questa pratica non solo può migliorare l'accettabilità del farmaco da parte del bambino, mascherandone il sapore, ma può anche facilitare l'ingestione. È importante utilizzare bevande non gassate per evitare reazioni indesiderate o alterazioni del farmaco.
- Momento della somministrazione: È consigliabile assumere la dose giornaliera di Deflan in una singola somministrazione, al mattino, preferibilmente insieme a piccole quantità di cibo. Questo aiuta a minimizzare gli effetti collaterali gastrointestinali e a sincronizzarsi con il ritmo circadiano naturale del corpo.

Un aspetto critico della terapia corticosteroidea prolungata nei bambini è la stretta sorveglianza della crescita e dello sviluppo. I corticosteroidi possono interferire con la funzionalità dell'asse ipofisi-surrene e causare disturbi della crescita. Per questo motivo, i bambini sottoposti a tale terapia devono essere monitorati attentamente dal punto di vista auxologico (della crescita) e dello sviluppo generale. Il medico valuterà periodicamente l'altezza, il peso e lo sviluppo puberale per assicurarsi che il trattamento non comprometta in modo significativo questi processi vitali.
In caso di contatto con persone affette da varicella o Herpes zoster, i bambini in trattamento con deflazacort che non abbiano già contratto la varicella devono consultare immediatamente il medico. I genitori devono essere avvertiti di questa precauzione, così come della necessità di prestare particolare attenzione per evitare l'esposizione al morbillo e di consultare un medico se ciò dovesse verificarsi.
È fondamentale ricordare che il fabbisogno corticosteroideo è estremamente variabile in età pediatrica e la posologia deve essere individualizzata non solo in base alla malattia e alla risposta terapeutica, ma anche in considerazione del peso e dell'età del bambino. La riduzione della posologia, una volta ottenuta una soddisfacente risposta clinica e per la terapia di mantenimento, deve essere sempre graduale per evitare fenomeni di insufficienza surrenalica secondaria.
Controindicazioni all'Uso di Deflan
Deflan, come tutti i farmaci, non deve essere utilizzato in alcune circostanze specifiche a causa del rischio di gravi effetti avversi o della sua inefficacia in presenza di determinate condizioni. È fondamentale che i pazienti informino il medico di tutte le proprie condizioni mediche preesistenti e delle terapie in corso prima di iniziare il trattamento con Deflan.
Le principali controindicazioni includono:
- Ipersensibilità: Non si deve assumere Deflan se si è allergici al deflazacort, il principio attivo, o ad uno qualsiasi degli altri componenti del medicinale. Le gocce orali, sospensione, contengono sorbitolo, alcol benzilico e sodio come eccipienti, mentre le compresse contengono lattosio, magnesio stearato, amido di mais e cellulosa microcristallina.
- Tubercolosi attiva: In presenza di un'infezione attiva dei polmoni provocata da micobatteri, l'uso di Deflan è controindicato, a meno che non si tratti di casi di malattia fulminante o disseminata, dove il corticosteroide deve essere usato con appropriata terapia antitubercolare.
- Ulcera peptica: La presenza di un'erosione del rivestimento interno dello stomaco e dell’intestino rende l'uso di Deflan controindicato a causa del rischio di aggravamento o perforazione.
- Herpes oculare simplex: Un'infezione comune a carico dell’occhio causata dal virus Herpes simplex è una controindicazione.
- Infezioni micotiche sistemiche: Infezioni da funghi che colpiscono tutto l’organismo. I glucocorticoidi possono mascherare i segni di infezione e peggiorare le infezioni fungine sistemiche.
- Psicosi: La presenza di gravi disturbi mentali è una controindicazione. Una preesistente instabilità emotiva o tendenze psicotiche possono essere aggravate dai corticosteroidi.
- Somministrazione di vaccino vivo attenuato: I pazienti sotto terapia corticosteroidea, specialmente ad alte dosi, non devono essere vaccinati contro il vaiolo né sottoporsi ad altri procedimenti immunizzanti a causa dell'aumento del rischio di complicazioni neurologiche e di una diminuita risposta anticorpale.
Inoltre, sebbene non siano controindicazioni assolute, Deflan deve essere assunto con estrema cautela e sotto stretto controllo medico in pazienti con: colite ulcerativa non specifica con pericolo di perforazione, ascessi e infezioni piogene in genere, diverticolite, anastomosi intestinali recenti, insufficienza renale, ipertensione, diabete, osteoporosi, miastenia grave, ipotiroidismo o cirrosi epatica (in questi casi la risposta ai corticosteroidi può essere aumentata), tubercolosi latente o con risposta positiva alla tubercolina.
Deflan in Gravidanza e Allattamento
L'uso di Deflan durante la gravidanza e l'allattamento richiede un'attenta valutazione e deve avvenire solo nei casi di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico. La sicurezza dei corticosteroidi in queste fasi delicate della vita di una donna è oggetto di costante monitoraggio.
Gravidanza
La capacità dei corticosteroidi di attraversare la placenta varia tra i diversi farmaci, e il deflazacort attraversa la placenta. Gli studi condotti su animali gravidi hanno evidenziato che la somministrazione di corticosteroidi può causare anomalie dello sviluppo fetale, quali palatoschisi, ritardo di crescita intrauterino ed effetti sulla crescita e sullo sviluppo cerebrale.
Tuttavia, non ci sono prove conclusive che l'uso di corticosteroidi si traduca in un aumento dell'incidenza di anomalie congenite, come la labio/palatoschisi nell'uomo. Nonostante ciò, quando somministrati per periodi prolungati o ripetutamente durante la gravidanza, i corticosteroidi possono aumentare il rischio di ritardo di crescita intrauterino.
In teoria, l'iposurrenalismo (insufficiente funzionalità delle ghiandole surrenali) può verificarsi nel neonato dopo esposizione prenatale ai corticosteroidi. Questo effetto di solito si risolve spontaneamente dopo la nascita e raramente è clinicamente importante. Nonostante ciò, è una potenziale complicanza che richiede osservazione. Pertanto, Deflan deve essere assunto in gravidanza solo se strettamente necessario e sotto rigorosa supervisione medica.
Allattamento
I corticosteroidi sono escreti nel latte materno. Per il deflazacort, tuttavia, non ci sono dati specifici a disposizione che quantifichino l'entità di questa escrezione. Le informazioni disponibili suggeriscono che dosi fino a 50 mg al giorno di deflazacort non provocano effetti sistemici significativi nel neonato.
Nei neonati di madri trattate con dosi superiori a quelle indicate, si potrebbe teoricamente verificare una soppressione surrenalica. Nonostante questo rischio potenziale, i benefici dell'allattamento al seno, che offre un supporto immunitario e nutrizionale insostituibile, possono superare qualsiasi rischio teorico associato all'esposizione al deflazacort attraverso il latte materno. In ogni caso, l'assunzione di Deflan durante l’allattamento deve essere valutata dal medico, che pondererà attentamente i potenziali rischi per il neonato e i benefici terapeutici per la madre. È sempre consigliabile chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale in queste fasi.
Effetti Indesiderati e Reazioni Avverse di Deflan
Come tutti i medicinali, Deflan può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. La frequenza e la gravità di tali effetti possono variare in base alla dose, alla durata del trattamento e alla sensibilità individuale del paziente. È fondamentale essere consapevoli di questi potenziali effetti e informare immediatamente il medico o il farmacista in caso di loro comparsa.
Un riepilogo del profilo di sicurezza evidenzia che reazioni avverse cutanee gravi (SCAR), tra cui la necrolisi epidermica tossica, sono state riportate in associazione con il trattamento con deflazacort. Si tratta di condizioni gravi che richiedono attenzione medica immediata. Se si manifestano sintomi come desquamazione della pelle, ulcere nella bocca, della gola, del naso, dei genitali e degli occhi, o chiazze rossastre sul tronco, è imperativo interrompere la terapia e contattare immediatamente un medico.
In corso di terapia corticosteroidea, specialmente per trattamenti intensi e prolungati, possono manifestarsi alcuni tra i seguenti effetti, raggruppati per sistema o organo:
- Disturbi del metabolismo e della nutrizione:
- Aumento di peso e aumento dell'appetito.
- Diminuita tolleranza ai glucidi con possibile manifestarsi di diabete mellito latente o un'aumentata necessità di farmaci ipoglicemizzanti nei diabetici. Questa necessità va stabilita a giudizio del medico.
- Alterazioni del bilancio elettrolitico, tra cui ipopotassiemia e ipersodiemia, che, raramente e in pazienti particolarmente predisposti, possono portare all'ipertensione e alla insufficienza cardiaca congestizia.
- Negativizzazione del bilancio dell'azoto.
- Infezioni e infestazioni:
- Aumento della suscettibilità alle infezioni e della loro gravità, con soppressione dei sintomi e segni clinici, rendendo le infezioni più difficili da diagnosticare e trattare.
- Ricorrenza di tubercolosi latente.
- Candidiasi (infezione fungina).
- Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo:
- Osteoporosi (malattia dello scheletro caratterizzata da fragilità ossea), con aumentato rischio di fratture vertebrali e delle ossa lunghe.
- Miopatie (malattie che colpiscono i muscoli, con eccessiva debolezza e affaticabilità), che possono portare a perdita progressiva di tono e forza.
- Necrosi avascolare.
- Tendinite e rottura del tendine, in particolare in caso di somministrazione concomitante con chinoloni.
- Patologie del sistema nervoso:
- Vertigini, cefalea (mal di testa) e aumento della pressione endocranica.
- Aggravamento dell'epilessia.
- Disturbi psichiatrici di vario genere: irritabilità, ansia, pensieri suicidari, mania, delusione, allucinazioni, aggravamento della schizofrenia, euforia, insonnia, mutamenti dell'umore o della personalità, depressione grave, disturbi cognitivi inclusa confusione e amnesia.
- Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:
- Ritardi nei processi di cicatrizzazione.
- Assottigliamento e fragilità della cute, irsutismo (crescita eccessiva di peli), acne, strie, ecchimosi (lividi), telangectasia (vasi sanguigni superficiali dilatati), edema.
- Patologie dell'occhio:
- Cataratta posteriore subcapsulare e aumentata pressione endoculare (glaucoma).
- Corioretinopatia.
- Assottigliamento corneale o della sclera.
- Esacerbazione di malattie virali o micotiche oftalmiche.
- Visione offuscata (frequenza non nota).
- Patologie gastrointestinali:
- Ulcera peptica, dispepsia (disturbo della digestione), emorragia (di stomaco o intestino), nausea, vomito.
- Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella:
- Irregolarità mestruali (dismenorrea).
- Patologie cardiache:
- Insufficienza cardiaca (malattia per cui il cuore non è più in grado di pompare sangue in maniera adeguata).
- Patologie endocrine:
- Interferenza con la funzionalità dell'asse ipofisi-surrene, particolarmente in momenti di stress.
- Alterazione della funzionalità endocrina.
- Modificazioni della fisionomia, come la cosiddetta “faccia di luna” (un gonfiore del viso dovuto a ritenzione di liquidi e ridistribuzione del grasso).
- Disturbi della crescita nei bambini e adolescenti.
- Patologie del sistema emolinfopoietico:
- Leucocitosi (aumento del numero dei globuli bianchi nel sangue).
- Disturbi del sistema immunitario:
- Ipersensibilità